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Ponticelli, 22enne arrestato con pistola clandestina. era ricercato

Napoli – Un 22enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato nella mattinata di giovedì dalla Polizia di Stato nel quartiere Ponticelli, a Napoli, durante un’operazione mirata al contrasto della detenzione illegale di armi.

Il giovane è stato sorpreso in possesso di una pistola semiautomatica priva di matricola, completa di tre cartucce calibro 6,35, e risulta destinatario di un ordine di carcerazione emesso lo scorso 11 luglio

.L’intervento, condotto dagli agenti della Squadra Mobile nell’ambito dei servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli, si è svolto all’interno di un’abitazione nel cuore del quartiere.

Durante il controllo, i poliziotti hanno rinvenuto l’arma clandestina e il relativo munizionamento, procedendo immediatamente all’arresto del giovane per detenzione illegale di arma e ricettazione.

Dagli accertamenti successivi è emerso che il 22enne era già ricercato: nei suoi confronti pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Ufficio Esecuzioni Penali.

Il provvedimento disponeva l’espiazione di una pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione per reati legati alla detenzione illegale di armi.L’arresto rappresenta un ulteriore risultato nella lotta alla criminalità e alla diffusione di armi clandestine nell’area metropolitana di Napoli.

Il giovane è stato condotto in carcere, dove sconterà la pena prevista, mentre le indagini proseguono per chiarire la provenienza dell’arma e accertare eventuali collegamenti con altre attività illecite nella zona.

La Questura di Napoli continua a intensificare i controlli nei quartieri sensibili della città, con l’obiettivo di contrastare i fenomeni di detenzione abusiva di armi e garantire maggiore sicurezza alla cittadinanza. L’operazione di Ponticelli si inserisce in un più ampio piano di interventi volti a stroncare la microcriminalità e il traffico di armi illegali.

Creare la prossima generazione di supermateriali con i batteri: più resistenti della plastica e più ecologici

Con l’aggravarsi dell’inquinamento globale da plastica, i ricercatori sono alla ricerca attiva di alternative sostenibili. Un team di scienziati dell’Università di Houston e della Rice University negli Stati Uniti ha compiuto una svolta significativa, trasformando con successo la cellulosa batterica biodegradabile in un supermateriale multifunzionale che potrebbe sostituire la plastica tradizionale.

Processo e risultati della ricerca

Questo nuovo materiale si basa sulla cellulosa batterica, un biopolimero naturale, abbondante e completamente degradabile. Utilizzando una tecnica di biosintesi innovativa, i ricercatori hanno sfruttato le forze di taglio dei fluidi in un dispositivo di coltura rotante per sintetizzare fogli resistenti di cellulosa batterica con nanofibre orientate. Il materiale presenta proprietà meccaniche eccezionali, tra cui elevata resistenza alla trazione, flessibilità, piegabilità e trasparenza ottica, mantenendo al contempo una stabilità a lungo termine.

Per migliorarne le prestazioni, il team ha incorporato nanosfoghi di nitruro di boro nella soluzione di coltura, producendo fogli ibridi di cellulosa batterica e nitruro di boro. I test hanno dimostrato che la resistenza alla trazione può raggiungere circa 553 MPa, con un’efficienza di dissipazione del calore tre volte superiore rispetto ai campioni standard, ampliando così il potenziale di applicazione in ambienti ad alta temperatura o ad alta resistenza.

Le prospettive di applicazione di questo materiale sono vaste: può essere utilizzato per imballaggi ecologici, bottiglie d’acqua monouso, medicazioni mediche e persino dispositivi elettronici verdi e sistemi di accumulo energetico. Il team di ricerca sottolinea che questo metodo di produzione in un unico passaggio e scalabile getta le basi per applicazioni industriali, aprendo la strada alla sostituzione della plastica in diversi settori e contribuendo a mitigare l’inquinamento ambientale.

Due materiali chiave

Cosa sono i nanosfoghi di nitruro di boro (Boron Nitride Nanosheets, BNNS)?

I nanosfoghi di nitruro di boro sono nanomateriali bidimensionali (2D) con una struttura simile al grafene, composti da atomi di boro (B) e azoto (N) disposti in un reticolo esagonale a nido d’ape. A seconda del tipo di legame, il nitruro di boro si presenta principalmente in due forme cristalline:

  • Nitruro di boro esagonale (h-BN): La più stabile, con struttura simile alla grafite, chiamata anche “grafene bianco”, caratterizzata da alta conducibilità termica, isolamento elettrico, inerzia chimica e buone proprietà meccaniche.
  • Nitruro di boro cubico (c-BN): Durezza vicina a quella del diamante, utilizzato per rivestimenti ultra-resistenti.

Proprietà dei nanosfoghi di nitruro di boro:

  • Alta conducibilità termica: ~600 W/m·K, superiore alla maggior parte dei materiali
  • Isolamento elettrico: band gap di circa 5-6 eV, ideale per strati isolanti nei dispositivi elettronici
  • Stabilità chimica: resistente ad alte temperature, all’ossidazione e alla corrosione
  • Elevata resistenza meccanica
  • Lubrificazione: basso coefficiente di attrito grazie allo scorrimento tra gli strati

Cos’è la cellulosa batterica (Bacterial Cellulose, BC)?

La cellulosa batterica è un polimero nanofibroso naturale secreto da alcuni microrganismi (come il Komagataeibacter xylinus). La sua composizione chimica è il β-1,4-glucano, identica a quella della cellulosa vegetale, ma con una struttura tridimensionale unica di rete ultrafine.

Proprietà chiave:

  • Rete di fibre ultrafini: diametro delle fibre di soli 3-100 nm, 1000 volte più sottili della cellulosa vegetale (10-50 μm), con una porosità elevata (>90%) e forma di gel.
  • Elevata purezza: priva di lignina, emicellulosa e altre impurità vegetali, con eccellente biocompatibilità.
  • Alta resistenza e capacità di ritenzione idrica: resistenza alla trazione fino a 200-300 MPa nello stato umido, capacità di assorbire acqua fino a 100-200 volte il proprio peso.
  • Regolabilità: condizioni di coltura (come terreno di coltura, temperatura) possono influenzare lo spessore delle fibre, la porosità, ecc.

Conclusione

Questa ricerca combina i vantaggi multidisciplinari della scienza dei materiali, della biologia e della nanoingegneria, mostrando un percorso innovativo per lo sviluppo di materiali sostenibili. Con il continuo perfezionamento della tecnologia, questo supermateriale potrebbe diventare una soluzione cruciale per affrontare l’inquinamento da plastica.

Stanford Advanced Materials (SAM), fornitore di materiali avanzati, è sempre attento ai progressi tecnologici all’avanguardia. SAM offre materiali ad alta purezza per aiutare i ricercatori a spingere i confini della scienza.

Caserta, controlli nei lavaggi auto: tre denunce e oltre 77mila euro di sanzioni.

Caserta – Lavoro nero, irregolarità ambientali e violazioni alla sicurezza: è questo il bilancio dell’operazione interforze condotta dai Carabinieri della Compagnia di Marcianise, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta e del Nucleo Forestale, che ha passato al setaccio tre autolavaggi nei comuni di Gricignano d’Aversa, Marcianise e Orta di Atella.

Il blitz si è concluso con tre denunce a piede libero, sanzioni per oltre 77mila euro e la sospensione di due attività.

Gricignano d’Aversa
Nel primo autolavaggio ispezionato, il titolare – un 36enne del posto – è stato denunciato per aver impiegato quattro lavoratori extracomunitari irregolari. Contestate anche gravi violazioni ambientali, tra cui la mancata tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti pericolosi e non, e l’omessa presentazione della dichiarazione ambientale annuale. Le sanzioni amministrative ammontano a 12.500 euro.

Marcianise
Più critica la situazione rilevata in un impianto gestito da un 36enne di Aprilia, dove i militari hanno trovato un lavoratore “in nero” e uno privo di permesso di soggiorno. Accertata anche la mancata manutenzione del sistema di depurazione, con sversamenti irregolari nella rete fognaria pubblica. Numerose le violazioni alla normativa ambientale, tra cui irregolarità nella gestione di fanghi e acque e omissioni documentali. Scattata la sospensione dell’attività e avviata la procedura per la revoca dell’autorizzazione ambientale. Sanzioni per un totale di 24.000 euro.

Orta di Atella
Infine, in un autolavaggio riconducibile a un 54enne di Casagiove, i carabinieri hanno riscontrato quattro lavoratori in nero e cinque dipendenti non sottoposti a visita medica né formati in materia di sicurezza sul lavoro. Anche in questo caso sono emerse violazioni ambientali simili agli altri due episodi. Le sanzioni hanno superato i 41.000 euro, con conseguente sospensione dell’attività e segnalazione per la revoca dell’autorizzazione.

L’operazione conferma la stretta dei carabinieri sul rispetto delle norme in settori ad alto rischio di irregolarità, come quello degli autolavaggi. I controlli proseguiranno nei prossimi giorni su tutto il territorio provinciale.

Geolier, show da record a Napoli: 116mila spettatori per i due live e annuncia lo show il 26 giugno 2026 al Maradona

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Napoli – Geolier torna a Napoli e infrange ogni record. Con due live titanici all’Ippodromo di Agnano, il rapper partenopeo ha attirato 116mila spettatori, trasformando la città in un palcoscenico a cielo aperto.

E durante il primo concerto è arrivato l’annuncio più atteso: il 26 giugno 2026 Geolier suonerà allo Stadio Diego Armando Maradona, una nuova tappa del tour “Geolier Stadi 2026” che si aggiunge a Milano, Roma e Messina.

Uno show mai visto in Italia

Quello di Geolier non è stato un concerto, ma un’esperienza epica. Per la prima volta un artista ha illuminato il cielo italiano con un drone show spettacolare – realizzato con Artech e Dronisos – che ha proiettato per oltre cinque minuti sette immagini iconiche di Napoli e del rapper, scatenando il boato del pubblico.

E non è finita: in un momento clou, Geolier ha letteralmente volato sopra il pubblico, raggiungendo i fan al centro del parterre. “Napoli è mia, io sono di Napoli” ha detto il rapper, abbracciando simbolicamente la sua città dall’alto.

Ospiti, orchestra e un palco imponente

L’artista ha aperto il live a 18 metri d’altezza, tra led giganti che componevano il suo nome, per poi regalare due ore di musica insieme a un’orchestra di 23 elementi, la sua band (Guido Della Gatta alla chitarra, Vicky Landolfi alla batteria, Christian Capasso al basso, Nicola Abate alle tastiere) e il fedele Poison Beatz in consolle.

Sul palco si sono alternati Lazza, Rocco Hunt, Luché e SLF, compagni di viaggio e amici di sempre. La setlist ha ripercorso le hit più amate, con un focus su “Dio lo sa – Atto II”, l’album campione del 2024 certificato cinque volte platino e con singoli come “I P’ ME, TU P’ TE” (quadruplo platino) e “TU ED IO” con Rose Villain (oro), che hanno consacrato Geolier come artista più ascoltato su Spotify Italia.

La community G-FAM e i progetti futuri

Durante i due live è stata inaugurata la G-FAM Area, uno spazio dedicato alla community ufficiale con merchandising esclusivo, postazioni gaming, content creator e attività per i fan. A settembre sarà lanciata anche una piattaforma digitale con contenuti esclusivi e premi speciali.

Dopo il tour “Geolier Live 2025”, il rapper è pronto a un’estate di fuoco in tutta Italia, fino al gran finale del 27 settembre all’Arena di Verona, già sold out.

Salerno, strappa una collana durante un concerto in piazza: arrestato 

Salerno – Una serata di musica e festa si è trasformata in un episodio di violenza e paura nel cuore di Piazza della Libertà, a Salerno. Durante un concerto molto partecipato, un uomo ha strappato con forza una collana d’oro dal collo di uno spettatore, per poi aggredire sia la vittima che il fratello di quest’ultima, intervenuto per bloccare il rapinatore.

Il fatto è avvenuto nella tarda serata di ieri, davanti a centinaia di persone presenti per assistere all’evento. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della stazione Salerno Duomo, che sono immediatamente intervenuti sul posto, l’uomo avrebbe approfittato della folla e del clima festoso per agire rapidamente e cercare di far perdere le proprie tracce.

Ma la rapina non è finita lì: alla reazione dello spettatore, il malvivente avrebbe risposto con violenza, colpendo non solo la vittima del furto, ma anche il fratello che stava tentando di fermarlo. Un gesto che ha fatto scattare l’accusa di rapina impropria aggravata, aggravata dall’uso della violenza per garantirsi la fuga.

Grazie all’intervento dei carabinieri e alla collaborazione di alcuni testimoni, l’uomo è stato bloccato e arrestato poco dopo, tra gli applausi dei presenti ancora scossi per quanto accaduto. La refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario, mentre l’aggressore è stato portato in caserma in attesa delle disposizioni dell’autorità giudiziaria.

Sicurezza e controlli durante gli eventi pubblici

L’episodio riaccende i riflettori sul tema della sicurezza durante le manifestazioni pubbliche. Nonostante la presenza delle forze dell’ordine, la folla e il clima di confusione possono offrire occasioni favorevoli ai borseggiatori e ai rapinatori, che agiscono in maniera fulminea. I carabinieri, impegnati con rinforzi proprio in occasione degli eventi estivi sul litorale e nel centro storico, stanno monitorando con attenzione le situazioni a rischio per garantire la tranquillità dei cittadini e dei turisti.

L’arresto effettuato a Salerno è un segnale importante: la risposta delle forze dell’ordine è stata tempestiva ed efficace, ma resta alta l’attenzione per evitare che simili episodi possano rovinare altre serate dedicate allo svago e alla cultura.

Non si ferma l’ondata di truffe agli anziani: 2 arresti a Torre del Greco

Napoli – Il fenomeno delle truffe ai danni degli anziani continua a mietere vittime nella provincia di Napoli, nonostante l’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine.

Solo ieri pomeriggio, la Polizia di Stato ha arrestato due uomini a Torre del Greco, entrambi napoletani e già noti alle forze dell’ordine, con l’accusa di truffa aggravata. Uno dei due è stato anche denunciato per evasione, trovandosi ai domiciliari per reati contro il patrimonio.

Il copione, purtroppo ben collaudato, si è ripetuto anche questa volta. I malviventi hanno contattato telefonicamente un’anziana signora, spacciandosi prima per il figlio e poi per un suo amico. Con una storia pretestuosa riguardante presunti problemi di salute e l’urgente necessità di denaro, sono riusciti a convincerla a consegnare una somma di denaro e alcuni preziosi a un complice che si sarebbe presentato di lì a poco alla sua abitazione.

La svolta è arrivata in via Montedoro a Torre del Greco, dove gli agenti del Commissariato locale, durante un servizio di controllo del territorio, hanno notato due soggetti a bordo di uno scooter con un atteggiamento sospetto. Uno dei due, dopo essere sceso dal mezzo, è entrato con fare circospetto in uno stabile.

Il “fiuto” investigativo dei poliziotti ha portato a un appostamento. Pochi istanti dopo, il conducente è uscito dallo stabile, è risalito sullo scooter e si è allontanato in fretta verso il casello autostradale.

Gli operatori sono riusciti a raggiungere e bloccare i due, trovandoli in possesso di un anello, un bracciale, una collana e 745 euro in contanti. La refurtiva, provento della truffa appena perpetrata, è stata prontamente restituita alla legittima proprietaria.

(h3)Un fenomeno che richiede massima attenzione

Gli arresti di ieri sottolineano ancora una volta come le truffe agli anziani siano un fenomeno persistente e in continua evoluzione, che sfrutta la fiducia e la fragilità delle vittime.

La Questura di Napoli ha ribadito il proprio impegno nell’intensificare i servizi straordinari di prevenzione e controllo, ma è fondamentale anche la sensibilizzazione dei cittadini, in particolare degli anziani e dei loro familiari, affinché non cadano nella rete di questi criminali senza scrupoli.

Pistola in pugno nel bar dell’Avellinese: arrestato 35enne 

Un episodio di violenza assurda, scatenata da un banale litigio, si è consumato lo scorso 12 luglio in un bar di Baiano, in provincia di Avellino. Protagonista (nel peggiore dei modi) un 35enne residente nel napoletano, che ha deciso di risolvere una discussione estrando una pistola e puntandola contro un minorenne presente nel locale.

I carabinieri, dopo le indagini, lo hanno tratto in arresto eseguendo un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Avellino su richiesta della Procura. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato trasferito ai domiciliari, mentre l’arma – una pistola calibro 7,65 – è stata sequestrata.

La dinamica è chiara: una lite probabilmente banale, una reazione spropositata, e la scena da film poliziesco di un uomo che brandisce una pistola in un luogo pubblico, terrorizzando clienti e avventori. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito, ma il gesto resta gravissimo.

Ora la giustizia farà il suo corso, mentre resta da chiedersi cosa possa spingere qualcuno a sfoderare un’arma per una semplice discussione. Intanto, il 35enne dovrà rispondere delle sue azioni: e stavolta, per lui, non basterà un “mi sono lasciato trasportare dalla rabbia”.

Euro 2032, Napoli rischia l’esclusione: il club boccia il Maradona e pensa a un nuovo stadio

Napoli – Una doccia fredda per la città e per i tifosi partenopei. Al termine della riunione svoltasi questa mattina tra UEFA, FIGC, Comune di Napoli e SSC Napoli, sul futuro dello Stadio Diego Armando Maradona in vista degli Europei del 2032, non è arrivata nessuna decisione ufficiale.

Ma il comunicato diffuso dalla società di Aurelio De Laurentiis lascia poco spazio all’ottimismo: il Maradona non è idoneo a ospitare le gare della competizione continentale.

L’esito dell’incontro, definito “interlocutorio” dai presenti, è in realtà destinato a provocare forti tensioni istituzionali tra il club azzurro e l’amministrazione comunale guidata dal sindacoGaetano Manfredi.

Il comunicato del Napoli, infatti, smentisce categoricamente alcune indiscrezioni stampa che davano per “approvato” da UEFA e FIGC il progetto di riqualificazione dell’attuale impianto.

«L’UEFA – si legge nella nota ufficiale della SSC Napoli – ha comunicato i rigorosi parametri richiesti per ospitare le gare degli Europei 2032, sottolineando la necessaria sintonia tra club e Comune per il buon esito del progetto. La SSCN ha espresso il proprio giudizio di inidoneità dello stadio Maradona ad accogliere l’evento».

Il club afferma inoltre che, dopo due anni di studi tecnici, non sussistono i presupposti di compatibilità per un investimento serio e sostenibile sull’attuale struttura di Fuorigrotta. Anche gli interventi proposti dal Comune, secondo la società, non garantirebbero la sostenibilità economico-finanziaria né l’adeguamento agli standard richiesti da UEFA per impianti moderni.

Il Napoli pensa a uno stadio nuovo

Il colpo di scena arriva nella parte finale del comunicato, dove il club annuncia l’intenzione di investire in un nuovo stadio. Una decisione che cambia completamente lo scenario non solo in chiave Euro 2032, ma anche per il futuro stesso del calcio a Napoli.

«La SSC Napoli – prosegue la nota – intende investire risorse proprie per la costruzione di un nuovo impianto, in grado di ospitare anche le partite degli Europei. La società ha già individuato un’area degradata della città, dove la realizzazione dello stadio contribuirebbe in modo significativo – e senza oneri per la collettività – al piano di rinascita urbana di Napoli».

Un passaggio, quest’ultimo, che suona come una sfida diretta all’amministrazione comunale, chiamata ora a rispondere non solo sul fronte del progetto presentato per Euro 2032, ma anche sul piano urbanistico e sulla volontà di accogliere – o ostacolare – il progetto di un impianto totalmente nuovo.

Rischio esclusione dagli Europei

Se il braccio di ferro tra Comune e SSC Napoli non troverà presto una soluzione, Napoli rischia concretamente di restare fuori dalla lista delle città ospitanti di Euro 2032, un’eventualità che avrebbe un impatto enorme non solo sull’immagine della città, ma anche sulle opportunità economiche e turistiche legate alla manifestazione.

La partita, dunque, si sposta ora su un piano politico e progettuale. Con l’ombra di un fallimento istituzionale che rischia di far perdere a Napoli un appuntamento storico con il calcio europeo.

Napoli, due rapinatori minorenni fermati dalla polizia

Napoli -La Polizia di Stato ha eseguito un fermo di polizia giudiziaria nei confronti di due giovani napoletani, di 14 e 16 anni, accusati di una rapina avvenuta mercoledì scorso in via Marconi.

L’Autorità Giudiziaria ha convalidato il provvedimento nella giornata di ieri, disponendo per entrambi i minorenni la misura della custodia cautelare in comunità.Secondo quanto ricostruito, l’episodio si è verificato quando un uomo è stato improvvisamente avvicinato da due individui a bordo di uno scooter.

I malviventi, con un’azione fulminea, hanno spinto con forza la vittima, sottraendole il cellulare, per poi darsi alla fuga. Grazie a un’accurata attività investigativa condotta dagli agenti dei Commissariati San Paolo e b, i responsabili sono stati identificati e rintracciati nella zona di Fuorigrotta.

Fondamentali per il successo dell’operazione sono state le descrizioni fornite dalla vittima e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area, che hanno permesso di individuare i presunti autori della rapina.I due giovani, dopo il fermo, sono stati posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha disposto il trasferimento in una comunità per minori.

Le indagini proseguono per accertare eventuali collegamenti con altri episodi simili avvenuti in città.Un segnale contro la microcriminalità

L’operazione condotta dalla Polizia di Stato rappresenta un ulteriore passo nella lotta alla microcriminalità che affligge alcune zone di Napoli, con particolare attenzione ai reati commessi da giovanissimi.

La rapidità dell’intervento e l’efficacia delle indagini sottolineano l’impegno delle forze dell’ordine nel garantire sicurezza ai cittadini.

Incidente mortale sull’A2, un uomo perde la vita: code a Salerno

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Salerno– Tragedia questa mattina sull’autostrada A2 del Mediterraneo, dove un uomo di 42 anni ha perso la vita in un incidente stradale.

Il sinistro è avvenuto nelle prime ore del giorno, sulla corsia nord in direzione Fisciano, nel tratto che ricade nel comune di Salerno, causando forti rallentamenti e code al traffico veicolare.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo, la cui identità non è stata ancora divulgata, si trovava a bordo della sua autovettura quando, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo del mezzo, ribaltandosi.

L’impatto è stato fatale e per il conducente non c’è stato nulla da fare, nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118, giunti sul posto con un’ambulanza dell’associazione La Solidarietà di Fisciano.

L’incidente è avvenuto sul raccordo autostradale Salerno-Avellino, poco prima dello svincolo di Baronissi, nel Salernitano. Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti gli agenti della polizia stradale della sottosezione di Eboli, che hanno effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro. Presenti anche i vigili del fuoco. Al momento, non risulterebbero altri veicoli coinvolti.

Le operazioni di soccorso, i rilievi delle forze dell’ordine e la rimozione del mezzo incidentato hanno provocato notevoli disagi alla circolazione. Il traffico è risultato fortemente rallentato tra Salerno e Baronissi, con code che hanno interessato la corsia nord dell’autostrada. Sul posto sono al lavoro le squadre Anas per la gestione della viabilità e per ripristinare la normale circolazione nel più breve tempo possibile.

Omicidio della badante: arrestato il DJ Michelangelo Corica

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Barcellona Pozzo di Gotto- La Polizia di Stato di Messina ha tratto in arresto Michelangelo Corica, 60enne DJ di Barcellona Pozzo di Gotto, accusato dell’omicidio della badante russa Raisa Kiseleva, 75 anni, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto lo scorso 12 luglio nel torrente Longano.

L’arresto è scattato a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della Procura di Messina, che ha coordinato le indagini.Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’episodio risale al 7 luglio, quando Corica avrebbe invitato la vittima a seguirlo nella sua abitazione.

La donna, che in quel momento si trovava seduta su un muretto di cinta lungo l’argine del torrente, avrebbe rifiutato l’invito. A quel punto, l’uomo avrebbe avuto un contatto fisico con la 75enne, che, trovandosi in una posizione di precario equilibrio, sarebbe caduta nell’alveo del torrente.

Le indagini hanno accertato che la badante era ancora viva al momento della caduta, ma Corica non avrebbe fatto nulla per soccorrerla, allontanandosi dal luogo e lasciandola al suo destino. Il corpo della donna è stato trovato solo alcuni giorni dopo.Le indagini, condotte con meticolosità dalla Polizia di Stato, hanno permesso di raccogliere elementi sufficienti per incriminare il DJ, già indagato per l’omicidio.

La Procura ha ritenuto che il comportamento di Corica, sia nella dinamica dell’incidente sia nella successiva omissione di soccorso, abbia direttamente causato la morte della vittima.L’arresto ha scosso la comunità di Barcellona Pozzo di Gotto, dove la vicenda ha suscitato sgomento e incredulità.

Gli inquirenti proseguono le indagini per chiarire ulteriori dettagli e accertare eventuali moventi alla base del gesto. Intanto, Corica si trova in carcere in attesa degli sviluppi processuali.

Le autorità stanno continuando a indagare per ricostruire ogni aspetto della tragedia, mentre la comunità locale chiede giustizia per Raisa Kiseleva, una donna che, secondo quanto emerso, era benvoluta e conosciuta per il suo lavoro di badante nella zona.

Ercolano, “E’ di nuovo qui”: Carabinieri arrestano stalker

Ercolano – Ancora un episodio di violenza di genere, ancora una donna costretta a vivere nel terrore. È accaduto nella notte a Ercolano, dove i carabinieri hanno arrestato un uomo di 54 anni, residente a Napoli, con l’accusa di atti persecutori nei confronti dell’ex moglie.

Un caso che si inserisce in un fenomeno drammaticamente crescente: la violenza psicologica e la persecuzione, spesso sottovalutate, continuano a colpire donne di ogni età e condizione.

La chiamata ai militari è arrivata intorno all’una di notte. Dall’altra parte del telefono, la voce spezzata di una donna: “È di nuovo qui”. Non era la prima volta. L’uomo, da cui è separata da tempo, da mesi la tormenta con un comportamento ossessivo e inquietante: si presenta sotto casa, suona al citofono, chiede di salire o semplicemente resta fermo lì, in silenzio, come un’ombra costante e minacciosa.

Non si limita alle ore notturne. La segue anche di giorno, nei luoghi abituali che frequenta, rendendo impossibile ogni momento di normalità. La donna, 52 anni, è talmente provata da aver intrapreso un percorso psicologico per affrontare l’ansia e lo stress di questa persecuzione continua. Ha sporto numerose denunce, ma l’uomo ha continuato a ignorare ogni limite, ogni ammonimento.

La scorsa notte, all’ennesimo allarme, una gazzella dei carabinieri ha raggiunto l’abitazione della donna, dove ha individuato l’utilitaria rossa già segnalata nelle precedenti denunce.

Alla vista dei militari, l’uomo ha tentato la fuga: retromarcia e via in un vicolo cieco, sperando che il buio lo nascondesse. Ma il tentativo è stato vano. Bloccato e portato in caserma, è stato arrestato e trasferito in carcere.

Un fenomeno che non si arresta

Quello di Ercolano è solo l’ennesimo caso di una lunga serie che testimonia come la violenza di genere, anche nella sua forma psicologica e persecutoria, sia un’emergenza sociale tutt’altro che arginata. Non sempre c’è un’aggressione fisica, ma l’oppressione quotidiana, il controllo e l’invasione dello spazio vitale possono distruggere lentamente la vita di una donna.

Sempre più spesso, le vittime si ritrovano sole ad affrontare una pressione insostenibile, e nonostante le denunce e le misure cautelari, le recidive sono frequenti. Serve un cambio di passo, non solo repressivo, ma preventivo e culturale.

La violenza non è solo un pugno o uno schiaffo: è anche un uomo che ogni notte citofona, che ti segue, che non accetta un “no”. E che trasforma la tua vita in una prigione.

In un Paese dove ogni giorno si registrano casi di femminicidi, stalking e maltrattamenti, non basta più parlarne: occorre agire. Con leggi efficaci, controlli tempestivi e soprattutto con una rete reale di protezione e supporto alle vittime, che troppo spesso si sentono abbandonate.

Pianura, il rappresentante di gioielli aveva inventato la rapina da 500mila euro: denunciato

Napoli– I sospetti c’erano sin dal primo momento. E le indagini dei carabinieri non hanno tardato a confermare l’amara verità: la rapina da 5 chili d’oro denunciata giovedì scorso non è mai avvenuta.

A confessarlo è stato lo stesso protagonista del giallo, un rappresentante di gioielli di 34 anni che aveva raccontato di essere stato aggredito da quattro malviventi armati, pronti a tutto pur di portargli via una borsa contenente preziosi per un valore di centinaia di migliaia di euro.

Ma i conti non tornavano, e i carabinieri della compagnia di Napoli Bagnoli – coordinati dalla Stazione di Pianura – hanno proseguito senza sosta il lavoro investigativo, stringendo progressivamente il cerchio attorno al 34enne.

L’uomo, messo alle strette anche dalla crescente attenzione mediatica sul caso, ha infine ceduto, raccontando la verità: nessuna rapina, nessun commando armato. Aveva inventato tutto.

Aveva un debito con un imprenditore

Dietro la messa in scena, un debito da mezzo milione di euro contratto con un imprenditore. Un fardello che lo avrebbe spinto, verosimilmente, a cedere quell’oro per ottenere liquidità e saldare parte dell’enorme esposizione finanziaria.

Ironia della sorte, il creditore non avrebbe mai fatto pressioni né minacciato azioni drastiche, anzi: secondo quanto emerso, avrebbe perfino concesso all’uomo maggiore tempo per sistemare la propria posizione economica. Ma il timore, la pressione e forse la disperazione hanno spinto il 34enne a inventare l’intera storia.

Ora dovrà rispondere di simulazione di reato. Le forze dell’ordine sottolineano come, in casi simili, il danno non sia solo penale ma anche sociale, perché simili false denunce distolgono risorse e attenzione dalle vere emergenze.

Un epilogo che, sebbene privo di violenza, lascia l’amaro in bocca e riaccende i riflettori sulle difficoltà economiche e sulle scelte estreme che, a volte, ne derivano.

Trentola Ducenta: arrestato il ladro seriale del Liceo

Trentola Ducenta– Avrebbe preso di mira ripetutamente il Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Trentola Ducenta, mettendo a segno dieci furti tra aprile e maggio: cinque all’interno dell’istituto scolastico, sottraendo materiale didattico, e altri cinque colpendo i distributori automatici di snack e bevande.

È quanto emerso dall’indagine dei carabinieri della stazione locale, che hanno arrestato un 26enne del posto, ora sottoposto agli arresti domiciliari su disposizione del Gip del Tribunale di Napoli Nord.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord (procuratore facente funzioni Anna Maria Lucchetta), sono partite a seguito del forte allarme suscitato nella comunità scolastica e nel territorio. Alcuni raid, infatti, hanno comportato la sospensione delle lezioni, in particolare quando sono stati sottratti dispositivi informatici destinati agli studenti.

Grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza della scuola e delle telecamere installate nei pressi di abitazioni ed esercizi commerciali vicini, i militari sono riusciti a risalire all’identità del presunto autore.

Fondamentale, in tal senso, è stato anche il riconoscimento degli indumenti utilizzati durante i colpi, successivamente ritrovati durante una perquisizione. In quell’occasione, il giovane è stato trovato in possesso di monetine e snack compatibili con quelli rubati dai distributori automatici.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 26enne agiva prevalentemente di notte, soprattutto nei weekend. Dopo aver forzato porte e infissi per introdursi nell’istituto, rubava supporti scolastici, cibo e denaro, poi lasciava l’edificio seguendo percorsi sempre diversi, facendo rientro a casa solo diverse ore dopo.

L’operazione ha suscitato il plauso della comunità scolastica e delle famiglie degli studenti, che da mesi chiedevano un intervento per porre fine a una serie di incursioni che avevano minato la serenità dell’ambiente scolastico.

Giugliano: tentata rapina ad Elettronica 51 con spari in pieno centro

Giugliano – Ancora violenza, ancora paura. L’estate a Giugliano si tinge di cronaca nera con l’ennesimo episodio che riaccende i riflettori sulla sicurezza cittadina.

Intorno alle 20:30 di ieri sera, in via Guglielmo Marconi, due uomini hanno tentato una rapina ai danni del proprietario del negozio Elettronica 51, anche lui molto noto e seguito sui social.

E’ stata la serata negativa dei tiktoker quella di ieri sera dopo la fallita rapina a Mariomario. Ma la cosa grave degli spari contro il negozio Elettronica 51 è che è avvenuto davanti alla figlia del proprietrio e solo un miracolo ha evitato che potesse trasformarsi in tragedia.

Il proprietario tra l’altro era già salito agli onori della cronaca per una serie di inchieste giornalistiche di Luca Abete per Striscia la notizia su Canale 5.

Secondo una prima ricostruzione fornita dai carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Giugliano, i due malviventi avrebbero fatto irruzione nel locale minacciando il titolare con una pistola.

Ma la vittima ha opposto resistenza, costringendo i rapinatori alla fuga. Prima di dileguarsi, uno dei due ha esploso un colpo in aria, probabilmente nel tentativo di intimidire ulteriormente il commerciante.

Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno repertato un bossolo calibro 7,65. Nessuno è rimasto ferito, ma l’episodio ha creato forte allarme tra i residenti e i commercianti della zona, già provati da una scia di furti e rapine che si stanno intensificando con l’arrivo della stagione estiva.

 Nella stessa serata due tentate rapine a Tiktoker

Le indagini sono in corso per risalire all’identità dei due rapinatori. Gli inquirenti stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza e raccogliendo testimonianze.

Il fatto si inserisce in un preoccupante contesto di recrudescenza della criminalità, che in queste settimane sta colpendo duramente non solo Giugliano, ma diversi centri del Napoletano, con una frequenza e una violenza crescenti.

Una dinamica che riapre il dibattito sulla necessità di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio, soprattutto nei mesi estivi, quando il caldo e il caos sembrano alimentare anche la criminalità.

Rapina a Sant’Anastasia: carabiniere fuori servizio spara e ferisce un rapinatore

Sant’Anastasia- Ieri sera il silenzio di via Pomigliano, a Sant’Anastasia, è stato squarciato da una rapina al distributore di benzina Ayrton Petroli.

Due uomini a bordo di uno scooter hanno fatto irruzione nell’esercizio commerciale, mettendo a segno il colpo e tentando la fuga. Ma quello che forse non si aspettavano era la presenza di un carabiniere fuori servizio, che ha reagito prontamente.

Mentre i due malviventi cercavano di allontanarsi, il militare ha estratto la pistola d’ordinanza e ha esploso un colpo, centrando uno dei rapinatori al piede.

Nonostante la ferita, i due sono comunque riusciti a dileguarsi, lasciando sul posto solo tracce di sangue e qualche testimone ancora sotto shock.

Sul posto sono intervenute le pattuglie dei carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’agguato e identificare i responsabili. Al momento non è chiaro se i rapinatori abbiano portato via del denaro, né se fossero armati.

Intanto, la reazione del carabiniere – seppur encomiabile per prontezza – solleva interrogativi sulle modalità dell’intervento, mentre la caccia ai due banditi è ancora aperta. La zona, come spesso accade in questi casi, è oggi presidiata dalle forze dell’ordine, che sperano di raccogliere indizi utili per la cattura.

Napoli, 4 avvisi di garanzia per la “strage degli operai”: due lavoravano in nero

Napoli – Sono già quattro gli indagati per la strage degli operai di ieri mattina al rione Alto nella zona collinare del Vomero a Napoli. La Procura di Napoli, sotto il coordinamento della pm Stella Castaldo e del procuratore aggiunto Antonio Ricci, ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo.

Nel registro degli indagati compaiono i nomi di Vincenzo Pietroluongo, titolare della ditta per cui lavoravano le vittime e poi del coordinatore per la sicurezza del cantiere, l’amministratore del condominio. e il noleggiatore del montacarichi.

Questi primi indagati rappresentano un “atto dovuto” per permettere lo svolgimento delle indagini e l’individuazione delle responsabilità.

Tre vite spezzate: il dramma di via Domenico Fontana

Le vittime sono Vincenzo Del Grosso, 54 anni, Ciro Pierro, 62 anni, e Luigi Romano, 67 anni. Erano impegnati in lavori di manutenzione su un solaio condominiale quando, intorno alle 9:30, il cestello del montacarichi si è ribaltato, facendoli precipitare da un’altezza di quasi 25 metri.La mancanza di cinture di sicurezza potrebbe essere stata fatale.

Le anomalie emerse e i prossimi passi

Dai primi controlli dell’ispettorato del lavoro e dell’Inail è emerso che solo Ciro Pierro era regolarmente assunto, mentre gli altri due lavoravano in nero.

Nelle prossime ore, un perito riceverà l’incarico di stabilire le cause esatte del ribaltamento del montacarichi. Le ipotesi spaziano da un difetto di montaggio a problemi strutturali. Il montacarichi era stato noleggiato da un’azienda specializzata. Un residente ha riferito di aver visto il “distacco di un tubo dal muro che reggeva il montacarichi”, un dettaglio che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti.

Ischia, anziana aggredisce due vigilesse: finisce ai domiciliari

Ischia – Momenti di tensione nel pomeriggio a Via del Seminario, dove una donna di 75 anni ha aggredito due agenti della polizia municipale con schiaffi e pugni, dopo essere stata multata per aver parcheggiato il proprio scooter sul marciapiede.

Le due vigilesse, colpite durante il controllo, sono state soccorse dal personale sanitario e medicate per le lesioni riportate.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno riportato la calma e tratto in arresto l’anziana, incensurata e residente in zona.

La donna è ora agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio, con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.

Mugnano, tentata rapina al tiktoker Mariomario: esplosi colpi di pistola

Mugnano  – O Un episodio di violenza ha scosso la tranquilla notte di Mugnano di Napoli, in provincia di Napoli, dove i carabinieri della compagnia di Marano sono intervenuti con urgenza in via Madonna delle Grazie 45 a seguito di una segnalazione per una tentata rapina accompagnata da esplosioni di colpi d’arma da fuoco.

L’aggressione ha coinvolto il 32enne Mario Cosentino noto influencer e tiktoker della zona conosciuto come Mariomario, che aveva appena terminato una diretta social all’esterno di un ristorante, dove si trovava in compagnia della sua famiglia.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo è stato improvvisamente avvicinato da due individui a bordo di uno scooter. Il passeggero, sceso dal veicolo, avrebbe intimato alla vittima di consegnare il proprio borsello, minacciandolo con un’arma da fuoco.

La reazione decisa del 32enne ha spiazzato i malviventi, che, vistisi in difficoltà, hanno abbandonato il tentativo di rapina e si sono dati alla fuga. Tuttavia, prima di dileguarsi, il rapinatore armato ha esploso due colpi di pistola in direzione del locale, seminando il panico tra i presenti.

Fortunatamente, non si registrano feriti, ma l’episodio ha lasciato sgomenti i testimoni e i residenti della zona, solitamente estranea a episodi di tale gravità. I carabinieri, giunti tempestivamente sul posto, hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e identificare i responsabili.

Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e raccogliendo le testimonianze dei presenti, inclusa quella della vittima, per chiarire eventuali moventi e collegamenti con la criminalità locale.

L’episodio solleva nuovamente interrogativi sulla sicurezza nelle periferie dell’area metropolitana di Napoli, dove atti intimidatori e tentativi di rapina sembrano essere in aumento. Le forze dell’ordine stanno lavorando senza sosta per assicurare i colpevoli alla giustizia e garantire tranquillità alla comunità.

Le indagini proseguono a ritmo serrato, e i carabinieri non escludono nessuna pista, compresa quella di un possibile collegamento con altre attività criminali nella zona. L

Dj Godzi, la Tac riapre i dubbi: fratture e aria nel torace

Napoli – Un nuovo capitolo si aggiunge alla tragica e ancora poco chiara morte di Michele Noschese, in arte Dj Godzi, il producer napoletano deceduto nei giorni scorsi a Ibiza.

Gli esami effettuati su richiesta della famiglia – una Tac e una risonanza all’encefalo – hanno evidenziato sette costole fratturate, la clavicola rotta, presenza di aria nel torace e una frattura corticale.

Elementi clinici che, secondo il padre Giuseppe Noschese – medico legale e ortopedico – meritano un approfondimento, e che riaccendono i riflettori su quanto accaduto la notte della tragedia.

Il padre ha fatto sapere che lunedì la salma sarà cremata e poi riportata a Napoli, forse già nella stessa giornata. Una decisione sofferta, maturata all’indomani degli esami eseguiti in una clinica privata di Ibiza, dove giovedì sera la salma era stata trasferita dall’obitorio dell’ospedale, grazie all’intervento dei legali della famiglia, coordinati dall’avvocato Rossana Alvaro.

Il video e le accuse: la versione della famiglia

Nelle stesse ore, sui social ha iniziato a circolare un video che mostra Dj Godzi in evidente stato di alterazione mentre aggredisce un anziano sul terrazzo di casa. Secondo quanto emerso da alcune testimonianze, la notte sarebbe stata segnata da scene di panico, urla, colluttazioni e una giovane donna fuggita da un balcone per mettersi in salvo.

Proprio su quest’ultima vicenda è intervenuto il padre del dj: «Se mio figlio avesse davvero aggredito una donna, ci sarebbe una denuncia formale – ha dichiarato – invece, non risulta nulla agli atti». Noschese ha aggiunto che venerdì sera il figlio si trovava in compagnia di una ragazza argentina, “un’amica, non una fidanzata”, e che stavano trascorrendo del tempo insieme “in tranquillità”.

Una morte piena di domande

Mentre il corpo di Michele Noschese si prepara a tornare nella sua Napoli, restano molti interrogativi aperti. La versione della polizia spagnola – che parla di overdose e allucinazioni – contrasta con quanto emerso dagli accertamenti di parte che rivelano lesioni compatibili con un trauma violento.

La famiglia, attraverso i propri legali, chiede verità e trasparenza. La vicenda di Dj Godzi, artista molto noto nella scena musicale elettronica, assume i contorni di un caso internazionale, con una morte ancora da chiarire e troppe versioni che non collimano.