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Pompei, accordo tra Scavi e Procura contro il saccheggio dei reperti archeologici

La guerra silenziosa contro i tombaroli continua, e Pompei non arretra di un passo. Venerdì 25 luglio, il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, e il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, hanno firmato la proroga biennale del protocollo d’intesa che unisce giustizia e cultura nella difesa dell’inestimabile patrimonio vesuviano. Un’intesa nata nel 2019 e già rinnovata nel 2021 e 2023, che si conferma un modello pilota a livello nazionale per contrastare il traffico illecito di reperti e i continui scavi abusivi.

Le operazioni condotte in questi anni raccontano una sinergia vincente. Il caso Civita Giuliana è emblematico: qui, oltre all’arresto dei tombaroli che saccheggiavano un’antica villa suburbana, sono emerse scoperte scientifiche di rilievo mondiale. Stesso discorso per la Villa dei Misteri, dove la demolizione di un casolare abusivo ha dato il via a nuovi scavi che hanno confermato sospetti di attività clandestine. Tra cunicoli nascosti e strumenti da scavo ritrovati, la legalità si fa strada anche sotto terra.

Il rinnovato protocollo prevede scambio costante di informazioni, interventi tempestivi, scavi mirati e una mappa aggiornata dell’intero territorio archeologico. La Procura potrà chiedere al Parco interventi urgenti per verificare sospetti di attività illecite, mentre ufficiali di polizia giudiziaria avranno accesso ai cantieri per sequestri e verifiche. L’obiettivo è duplice: proteggere ciò che la storia ha lasciato e restituire decoro e identità ai territori da troppo tempo violati da abusi edilizi e saccheggi.

“La tutela del patrimonio storico e culturale è una priorità”, ha ribadito il procuratore Fragliasso. “Grazie a questa collaborazione abbiamo restituito alla collettività testimonianze di eccezionale valore”. Il direttore Zuchtriegel sottolinea il significato più profondo di questi interventi: “Non solo legalità e conservazione, ma anche sviluppo turistico e culturale per la Grande Pompei”.

Rocco Hunt al Giffoni: “Sanremo? Sogno un Festival in Campania, la musica qui è poesia”

Tra l’entusiasmo e le domande curiose dei ragazzi di Impact! al Giffoni Film Festival, Rocco Hunt ha acceso una miccia che va oltre la musica: quella dell’orgoglio territoriale. “Un Festival in Campania sarebbe bellissimo”, ha dichiarato, immaginando uno spostamento simbolico di Sanremo verso Napoli o Salerno. Il rapper salernitano ha giocato a portare “acqua al suo mulino”, ma con serietà ha sottolineato come il Sud abbia tutte le carte in regola per ospitare un evento di quel calibro: cultura, talento e identità.

La sua è una dichiarazione d’amore al Mezzogiorno, ma anche un atto di rivincita culturale. “Nel 2014 mi chiesero di cambiare il ritornello di ‘Nu juorno buono’, volevano l’italiano, dicevano che il rap in dialetto non avrebbe fatto strada. Ma io ho vinto Sanremo Giovani cantando in napoletano. E oggi tutti lo cantano, anche chi napoletano non è”. La lingua diventa così resistenza e orgoglio, “poesia” fatta di infanzia, dolore e gioia.

Il racconto di Hunt si intreccia con le sue scelte artistiche, sempre coerenti con le sue radici. Dal tour che si chiuderà alla Reggia di Caserta, ai silenziosi incontri in parrocchie, ospedali e carceri: “Non si tratta di apparire, ma di esserci”, ha detto. “È l’esempio a contare”.

Nel panorama musicale, oggi Rocco Hunt collabora con artisti come Irama, Baby Gang e Noemi. L’ultimo brano, ‘Oh Ma’, è già sul podio dei brani più trasmessi in radio. “È la conferma che la gente riconosce la verità quando la sente”, ha sottolineato, invitando i ragazzi a non tradire mai ciò che sono: “Le radici sono la forza che vi guiderà, anche quando sarete lontani”.

Caserta, irregolarità in cantiere: quattro denunciati per violazioni sulla sicurezza sul lavoro

Nel cuore di Caserta, dietro l’apparenza ordinaria di un cantiere edile, si celava un sistema fatto di leggerezze e gravi omissioni in materia di sicurezza. È quanto emerso da un controllo mirato eseguito dai carabinieri della Stazione di Caserta, in collaborazione con il Nucleo Ispettorato del Lavoro e funzionari dell’Ispettorato Territoriale.

L’ispezione, effettuata in un cantiere destinato al completamento di un fabbricato in costruzione non lontano dal centro cittadino, ha portato alla denuncia di quattro persone per violazioni alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il quadro emerso è preoccupante: assenza di sistemi adeguati per i lavori in quota, mancanza di formazione sull’uso dei DPI, omissione di visite mediche obbligatorie e documentazione carente nei Piani Operativi di Sicurezza.

A finire nel mirino delle autorità, l’amministratore unico dell’impresa affidataria e tre referenti di altre ditte coinvolte nei lavori, tra cui una specializzata in isolamento termico e due attive nell’impiantistica elettrica. Le responsabilità vanno dalla mancata verifica dei POS alla presenza in cantiere di lavoratori non adeguatamente formati o tutelati.

Le sanzioni sono state immediate: ammende per 12.605 euro e multe amministrative per altri 2.854 euro. Sul posto sono stati identificati 12 lavoratori, risultati tutti regolarmente assunti, ma il dato non attenua la gravità delle condizioni operative rilevate. In un momento in cui il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro è al centro del dibattito nazionale, l’operazione condotta a Caserta è l’ennesimo segnale che troppo spesso la vita e l’incolumità degli operai vengono messe in secondo piano.

Incidente a Salerno per pulmino con tifosi del Catania, nove feriti: due sono in prognosi riservata

Doveva essere un viaggio di entusiasmo e passione, si è trasformato in una corsa in ospedale. Nove tifosi del Catania, tutti appartenenti alla Curva Sud, sono rimasti feriti in un incidente stradale avvenuto nei pressi di Salerno. Il gruppo era partito da Catania diretto a Norcia, in Umbria, dove la squadra etnea è in ritiro estivo in vista della prossima stagione calcistica.

Il bilancio è pesante: due dei nove feriti sono ricoverati in condizioni critiche, con prognosi riservata. Uno si trova all’ospedale di Polla, l’altro è stato trasferito, cosciente ma in stato serio, al presidio ospedaliero di Vallo della Lucania. Le cause dello schianto sono ancora in fase di accertamento: le forze dell’ordine stanno ricostruendo la dinamica del sinistro per capire cosa abbia provocato il ribaltamento del mezzo.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorritori e le pattuglie della polizia stradale, che hanno gestito i soccorsi e garantito la sicurezza del traffico. Nel frattempo, la società rossazzurra, in costante contatto con la Questura di Perugia, valuta se confermare o meno gli eventi pubblici previsti per domani: l’amichevole con una squadra locale e la presentazione ufficiale in piazza.

Napoli piange tre operai, il Cardinale Battaglia: “Non chiamatele morti bianche, sporcano le coscienze”

Napoli si sveglia ancora una volta nel dolore, ferita da una tragedia che ha il sapore dell’ingiustizia e l’odore acre della rabbia. Tre operai morti sul lavoro, tre vite spezzate da un destino che ha il volto dell’incuria e della mancata sicurezza. A scuotere la città e l’Italia intera è la voce forte del Cardinale Domenico Battaglia, che rompe il silenzio con parole che sono più di una preghiera: sono un atto d’accusa, un richiamo a una responsabilità collettiva.

“Non chiamatele più morti bianche, perché sporcano le nostre coscienze”, scrive il vescovo in una nota accorata, che diventa grido civile. “Morire non sul lavoro, ma di lavoro, è inaccettabile. È inaccettabile uscire la mattina per guadagnarsi il pane e non fare più ritorno”.

Don Mimmo non usa mezzi termini, e alla compassione unisce l’indignazione. Chiama per nome le cose: il lavoro, che dovrebbe essere dignità e futuro, diventa trappola mortale. E chiede coraggio, alle istituzioni, alle imprese, a chi ha voce pubblica e responsabilità: “Non c’è più tempo da perdere. Serve una giustizia sociale vera, fatta di regole, prevenzione e sicurezza. Nessuna madre, nessun figlio, nessun amico dovrebbe più ricevere una telefonata che annuncia una morte evitabile”.

Napoli, tender rubato da maxi yacht davanti a Castel dell’Ovo: ritrovato a Torre del Greco

Napoli – Un furto audace ha scosso la rada di Napoli nella notte: il tender di un Maxi Yacht, ormeggiato nello specchio acqueo antistante Castel dell’Ovo, è stato sottratto sotto gli occhi della città.

Ma l’intervento rapido dei militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli ha permesso di recuperare il mezzo poche ore dopo, ponendo fine a una vicenda che evidenzia la crescente piaga dei furti in mare.

Il furto è stato denunciato nella mattinata di oggi dal comandante dell’imbarcazione presso la Stazione Navale di Napoli. Immediatamente sono scattate le ricerche, facilitate dalla presenza di unità navali già impegnate in attività di pattugliamento.

Grazie a una ricognizione sotto costa, le Fiamme Gialle del mare hanno localizzato il tender su una spiaggia di Torre del Greco, abilmente nascosto tra canne e vegetazione. Il mezzo, fortunatamente integro, è stato recuperato e restituito al proprietario.

Un fenomeno in crescita

Il furto di tender e imbarcazioni minori è un problema sempre più diffuso lungo le coste campane, specialmente durante la stagione estiva, quando il traffico diportistico raggiunge il suo apice.

I ladri approfittano delle ore notturne e della scarsa sorveglianza per colpire, spesso occultando i mezzi rubati in luoghi isolati per poi rivenderli o smontarli. Per contrastare questo fenomeno, la Guardia di Finanza ha intensificato i controlli di polizia marittima, sensibilizzando le marinerie locali e i diportisti sulla necessità di adottare misure di sicurezza.

Tra i consigli, quello di non lasciare i tender incustoditi, soprattutto di notte, e di dotarli di sistemi antifurto o di ancoraggio sicuro.

Più controlli in vista dell’estate

Con l’arrivo di agosto, periodo di massimo afflusso turistico, è previsto un ulteriore rafforzamento dei servizi di vigilanza in mare. Le coste campane, da sempre meta prediletta di yacht e imbarcazioni da diporto, saranno pattugliate con maggiore intensità per garantire la sicurezza dei villeggianti e contrastare attività illecite.

L’obiettivo è chiaro: proteggere un settore cruciale per il turismo regionale e prevenire episodi come quello avvenuto davanti a Castel dell’Ovo.L’intervento tempestivo delle Fiamme Gialle dimostra l’efficacia dei controlli in mare, ma il messaggio è altrettanto chiaro: la collaborazione dei diportisti è fondamentale per arginare i furti e preservare la bellezza e la sicurezza delle coste campane.

Tragedia del Vomero, la Procura vuole accertare le responsabilità

La Procura di Napoli, guidata dal procuratore Nicola Gratteri, ha aperto un’inchiesta e disposto un sopralluogo immediato dopo il grave incidente sul lavoro avvenuto questa mattina poco dopo le 9:30 al Vomero.

Tre operai sono morti precipitando da un montacarichi mentre erano impegnati nella manutenzione del tetto di un palazzo di sei piani, tra via Domenico Fontana e via San Giacomo dei Capri.

Sul posto sono intervenuti la Polizia di Stato, la Polizia Scientifica, i Vigili del Fuoco e l’Ispettorato del Lavoro. A coordinare le indagini, per la Sezione Lavoro e colpe professionali, sono il procuratore aggiunto Antonio Ricci e il sostituto Stella Castaldo.

Le prime verifiche si concentrano sul cedimento strutturale del montacarichi, ritenuto al momento la causa principale della tragedia.

Il cedimento del montacarichi: i tre operai precipitano da 20 metri

I tre operai, dipendenti di una ditta specializzata, stavano lavorando su un cestello elevatore per il rifacimento del tetto dello stabile. Secondo i primi accertamenti, una delle due colonne di sostegno del montacarchi avrebbe ceduto, provocando il ribaltamento della piattaforma. I tre sono caduti nel vuoto da un’altezza di circa 20 metri, morendo sul colpo. Il personale del 118, giunto sul posto insieme alle forze dell’ordine, non ha potuto far altro che constatare il decesso.

La testimonianza: “Un boato infernale, poi le urla”

«Abbiamo sentito un boato infernale. La signora al piano di sopra strillava e piangeva. Siamo corsi al balcone e abbiamo visto l’accaduto». A parlare è Ciro Caiazzo, residente nel palazzo dove è avvenuta la tragedia.

«Stavano lavorando da circa dieci giorni – racconta – erano lavori condominiali di manutenzione, stavano rifacendo la guaina del terrazzo». Caiazzo li aveva incrociati più volte al bar, dove facevano colazione al mattino. «Da quello che so, erano tutti napoletani, uno aveva meno di 50 anni. È una tragedia assurda, speriamo si faccia presto luce».

Il sindaco Manfredi: “Giorno di dolore, serve più sicurezza”

«È un giorno di dolore. Tre operai hanno perso la vita in un incidente assurdo. Esprimo la mia vicinanza e quella di tutta Napoli alle loro famiglie». Così il sindaco Gaetano Manfredi, che aggiunge: «Non possiamo rassegnarci alle morti sul lavoro. Servono più controlli, più sicurezza e più formazione. Faremo tutto il necessario».

Indagini in corso: si cerca la responsabilità

Le autorità stanno verificando se ci siano state negligienze nella manutenzione del mezzo o errori procedurali nell’organizzazione del cantiere. Intanto, la città si stringe intorno alle famiglie delle vittime, in attesa di risposte su un’altra tragedia che riaccende il dibattito sulla sicurezza nei cantieri.

 

Napoli, furti d’auto e “cavallo di ritorno” a Caivano: tre arresti al Parco Verde

Le vittime derubate ricevevano richieste di denaro per riavere i veicoli. I carabinieri hanno incastrato il gruppo grazie alle telecamere del “Progetto Caivano”.

Caivano— Rubavano auto e poi contattavano le vittime chiedendo denaro in cambio della restituzione: una classica tecnica del cosiddetto “cavallo di ritorno” che ha portato all’arresto di tre uomini, di 38, 43 e 55 anni, tutti residenti nel Parco Verde di caivano.

I Carabinieri della stazione locale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della Procura di Aversa. I tre sono indagati, a vario titolo, per furto aggravato, ricettazione ed estorsione.

Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai militari dell’Arma, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza: secondo quanto accertato, i tre avrebbero agito a bordo di auto a noleggio, mettendo a segno diversi furti ai danni di cittadini della zona.

Subito dopo, contattavano i proprietari per avanzare richieste estorsive con la promessa di restituire i veicoli rubati dietro pagamento.

Un ruolo fondamentale è stato giocato dai sistemi di videosorveglianza installati nell’ambito del “Progetto Caivano”, iniziativa varata per rafforzare il controllo del territorio nel rione ad alta densità criminale. Le immagini hanno documentato le fasi dei furti e contribuito a incastrare gli indagati.

Le indagini proseguono per verificare eventuali altri episodi legati alla stessa organizzazione.

Gigi D’Alessio, annuncia il tour nei palazzetti: parte a marzo 2026 da Roma

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Napoli – Dopo aver conquistato gli stadi italiani e in attesa di dominare Piazza del Plebiscito con sette serate a settembre, Gigi D’Alessio non si ferma e annuncia un nuovo capitolo della sua carriera live: il Gigi Palasport 2026.
Il tour, che partirà il 18 marzo dal Palasport di Roma, promette di emozionare il pubblico con un viaggio musicale attraverso oltre trent’anni di successi, dai classici intramontabili al recente singolo Un selfie con la vita, rilasciato lo scorso 18 luglio.

Il tour toccherà alcune delle principali città italiane: dopo Roma, Gigi si esibirà il 20 marzo a Bari, il 23 marzo a Firenze, il 25 marzo a Torino, l’11 aprile a Padova, il 17 aprile ad Ancona e il 18 aprile a Bologna.

Un’agenda fitta che conferma l’instancabile energia dell’artista napoletano, pronto a riabbracciare i fan in location intime e raccolte dopo le grandi arene estive.Un’Estate Trionfale e il Record di Piazza del PlebiscitoL’annuncio arriva al culmine di un’estate straordinaria per D’Alessio.

Il cantante ha già fatto registrare due sold out allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, dove ha incantato oltre 100.000 spettatori, e ha debuttato con successo al Circo Massimo di Roma. Ma il clou della stagione è atteso a settembre, quando Gigi tornerà nella sua Napoli per ben sette concerti in Piazza del Plebiscito, previsti per il 19, 20, 21, 23, 26, 27 e 28 settembre. Cinque di queste date sono già sold out, un risultato che porta a 22 le sue esibizioni nella storica piazza in appena quattro anni, polverizzando ogni record precedente.

iIl Gigi Palasport 2026 si preannuncia come un’esperienza unica, un’occasione per celebrare una carriera costellata di hit che hanno segnato generazioni. D’Alessio, con il suo inconfondibile mix di pop, melodia napoletana e sonorità moderne, continua a essere un punto di riferimento per la musica italiana.

Il tour sarà anche l’opportunità per presentare dal vivo Un selfie con la vita, il brano che ha già conquistato le radio e i cuori dei fan.Con il suo carisma e la capacità di creare un legame autentico con il pubblico, Gigi D’Alessio si prepara a scrivere un’altra pagina memorabile della sua storia musicale. L’appuntamento è al Palasport di Roma per l’inizio di un viaggio che, ancora una volta, promette emozioni senza tempo.

Salerno: 57enne finisce in carcere per aver violato il divieto di avvicinamento all’ex

La Squadra Mobile della Questura di Salerno ha tratto in arresto un 57enne già sottoposto a un provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex compagna.

L’uomo, ora agli arresti domiciliari per ordine del Gip del Tribunale di Salerno, avrebbe continuato a perseguitare la donna nonostante le restrizioni imposte dalle autorità.

L’episodio decisivo si è verificato lo scorso 21 luglio, quando l’uomo è stato sorpreso in auto, in atteggiamento sospetto, nei pressi del posto di lavoro della vittima. Un comportamento che, secondo l’accusa e il giudice, confermerebbe il persistere di una condotta vessatoria, già oggetto di precedenti provvedimenti. La Procura, ritenendo insufficienti le misure precedenti, ha ottenuto l’inasprimento della cautela, trasformando il divieto di avvicinamento in arresti domiciliari.

Un nuovo caso che riaccende i riflettori sul fenomeno delle molestie insistenti e sull’importanza di interventi tempestivi per proteggere le vittime di stalking.

Benevento, minaccia e maltratta la madre: 30enne allontanato da casa 

San Nicola Manfredi — Un 30enne è stato allontanato dalla casa familiare e colpito da un divieto di dimora nel comune di San Nicola Manfredi, in provincia di Benevento, con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della madre.

La misura cautelare è stata eseguita dagli agenti della Squadra Mobile di Benevento, in seguito a un’ordinanza emessa dal giudice su richiesta della Procura della Repubblica. L’indagine è partita dopo la denuncia della madre, esasperata da una situazione di violenza domestica protrattasi per mesi.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il figlio avrebbe messo in atto una condotta vessatoria sistematica, fatta di insulti quotidiani, minacce — anche di morte — e continue richieste di denaro. Un clima di terrore culminato in un episodio particolarmente inquietante: la donna ha raccontato di aver trovato un coltello da cucina con lama seghettata all’interno della doccia, chiaro segnale intimidatorio.

La vittima, sempre più spaventata, era arrivata al punto di rinchiudersi nella propria stanza, pur di evitare ogni contatto con il figlio negli spazi comuni dell’abitazione.

La Procura ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e il concreto pericolo di reiterazione del reato, disponendo l’allontanamento immediato dell’uomo dalla casa e il divieto di avvicinamento alla madre.

Le indagini proseguono per accertare eventuali altri episodi di violenza o abusi.

Avellino, autista aggredito all’autostazione mentre difende una donna vittima di violenza

Avellino – È intervenuto per difendere una donna aggredita dal compagno, ma è stato selvaggiamente picchiato. Protagonista dell’episodio di violenza avvenuto ieri all’interno dell’autostazione di Avellino è un autista di Air Campania, finito al Pronto Soccorso dopo essere stato colpito con pugni e testate dall’uomo che stava malmenando la sua compagna.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima – una giovane donna – sarebbe stata presa a calci, pugni e schiaffi dal compagno sotto gli occhi dei presenti. L’autista, notando la scena, è intervenuto in sua difesa ma è diventato a sua volta bersaglio della furia dell’aggressore.

L’uomo è stato successivamente identificato dalla Squadra Mobile della Questura di Avellino, che ha avviato gli accertamenti del caso.

Solidarietà al dipendente è arrivata dall’amministratore unico di Air Campania, Antony Acconcia, che ha espresso “apprezzamento per il gesto di coraggio e senso civico dell’autista” e ha condannato con fermezza l’aggressione.

Lucca, sms truffaldini e finto operatore bancario: smascherata la banda, denunciati 4 napoletani

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LUCCA – Un raggiro ben orchestrato, capace di sfruttare paura e fiducia, ma fermato in tempo dai carabinieri. Quattro persone sono state denunciate al termine di una complessa indagine condotta dalla stazione dell’Arma di Lucca, che ha permesso di smascherare una banda specializzata in truffe telefoniche ai danni di anziani.

A finire nei guai sono un uomo di 49 anni, una donna di 46, un 21enne – tutti residenti a Napoli – e una 56enne di Volla (Na), tutti già noti alle forze dell’ordine. Sono accusati di truffa in concorso.

I fatti risalgono al marzo scorso, quando un 73enne lucchese ha ricevuto un sms apparentemente inviato dalla sua banca, che segnalava un bonifico non autorizzato da 1.290 euro. Allarmato, l’uomo ha seguito le indicazioni contenute nel messaggio e ha contattato il numero indicato, trovandosi dall’altro lato della cornetta un sedicente operatore bancario, con marcato accento meridionale, che lo ha convinto che il suo conto era stato violato da hacker.

Sotto pressione, la vittima è stata persuasa a “mettere in sicurezza” i propri risparmi con un primo bonifico da circa 5.000 euro su un conto indicato telefonicamente. Non solo: su richiesta, ha anche inviato via WhatsApp gli screenshot del proprio home banking.

Ma il piano dei truffatori non si è fermato qui. Nei giorni successivi, con un susseguirsi di telefonate e richieste sempre più incalzanti, l’anziano è stato convinto a recarsi in filiale, prelevare denaro contante e fare sei ricariche su una postepay, per un totale di circa 10.000 euro.

Poi, il colpo di scena: una nuova telefonata, questa volta da un finto maresciallo dei carabinieri, che avverte la vittima che anche il conto della moglie è a rischio. Alla donna, una pensionata di 70 anni, viene raccontata la stessa storia: una presunta indagine su un’intrusione informatica e la necessità di trasferire i fondi per “metterli al sicuro”. A rafforzare la truffa, i coniugi ricevono anche una mail con un documento su carta intestata apparentemente ufficiale. Seguono due bonifici istantanei da 22.500 euro ciascuno verso un presunto “consulente”, che avrebbe dovuto restituire i soldi una volta al sicuro.

Solo dopo il secondo trasferimento la coppia ha compreso di essere stata raggirata e si è rivolta ai carabinieri. Grazie al tempestivo intervento dei militari, in collaborazione con l’istituto bancario, è stato possibile bloccare il primo bonifico da 5.000 euro e restituire la somma alla vittima. Le indagini successive hanno permesso di identificare i quattro truffatori e congelare ulteriori 7.500 euro su uno dei conti utilizzati per la frode.

I carabinieri rinnovano l’invito alla massima prudenza: diffidare sempre di messaggi sospetti, telefonate allarmanti e richieste di denaro. In caso di dubbi, contattare direttamente la propria banca o rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine.

Benevento, 17 lavoratori in nero e 14 irregolari: maxi sanzione da 90mila euro a un’azienda del Sannio

BENEVENTO – Diciassette lavoratori completamente in nero, altri quattordici formalmente assunti ma irregolari: è il bilancio di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Benevento, che ha portato alla luce gravi violazioni in materia di lavoro e previdenza da parte di un’azienda operante nella provincia sannita.

L’intervento è scattato nell’ambito di un piano straordinario di contrasto al lavoro irregolare, portato avanti dai militari della Tenenza di Montesarchio. Nel corso dell’attività ispettiva, i finanzieri hanno accertato che tra il 2022 e il 2023 la società aveva corrisposto compensi in denaro a numerose persone per prestazioni lavorative mai regolarizzate.

L’analisi economico-finanziaria condotta successivamente ha consentito di ricostruire i rapporti di lavoro non contrattualizzati, privi quindi di qualsiasi tutela sotto il profilo retributivo, previdenziale e assistenziale.

Particolarmente gravi anche le condizioni dei 14 lavoratori formalmente assunti, per i quali però il datore di lavoro non aveva mai adempiuto agli obblighi previdenziali e assicurativi previsti per legge.

Per le irregolarità accertate, sono state comminate sanzioni per un importo complessivo di circa 90mila euro. L’operazione si inserisce nel più ampio impegno della Guardia di Finanza nella tutela della legalità economica e dei diritti dei lavoratori.

Viabilità, parte l’esodo estivo: weekend da bollino rosso, traffico intenso sulle principali direttrici

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ROMA – Primo fine settimana di grandi partenze e traffico da bollino rosso sulle strade italiane. Con l’avvio dell’esodo estivo, Anas, società del Gruppo FS, ha attivato un piano straordinario per gestire l’aumento dei flussi veicolari: potenziamento del personale, sorveglianza h24 e riduzione dei cantieri. Fino all’8 settembre saranno infatti sospesi o rimossi 1.348 cantieri, pari all’81% dei 1.672 presenti lungo la rete stradale e autostradale.

Secondo le previsioni dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas, da oggi al 31 agosto si stimano oltre 273 milioni di spostamenti in auto, di cui oltre 13 milioni soltanto in questo weekend.

«Siamo impegnati a garantire una circolazione fluida e sicura – ha dichiarato l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – grazie al nostro piano esodo, che prevede il dispiegamento di 2.500 addetti operativi e il monitoraggio continuo della rete per intervenire tempestivamente in caso di criticità».

Le giornate considerate più critiche saranno quelle di sabato 2 e sabato 9 agosto, contrassegnate dal bollino nero, con traffico molto intenso sin dalle prime ore del mattino. Le direttrici più congestionate saranno quelle in direzione sud, verso le principali località di villeggiatura, e in uscita dai grandi centri urbani.

Tra le arterie più a rischio congestione:

la SS148 Pontina e la SS7 Appia, che collegano Roma con il litorale del basso Lazio;
la SS1 Aurelia, in particolare nei tratti di Lazio, Toscana e Liguria;
le dorsali adriatica, tirrenica e jonica;
i valichi di confine in direzione Francia, Slovenia e Croazia.
I consigli per un viaggio sicuro: controllare il veicolo prima della partenza, informarsi sulle condizioni meteo e sul traffico, portare con sé generi di prima necessità, rispettare le norme di sicurezza stradale, evitare droghe, alcol e distrazioni alla guida, e fare soste regolari per riposarsi.

Tragedia al Vomero, precipita montacarichi: morti 3 operai

Napoli– Una tragedia sul lavoro ha scosso il quartiere Vomero questa mattina. Intorno alle 9.40, un montacarichi è precipitato dal sesto piano di un edificio in ristrutturazione in via San Giacomo dei Capri, causando la morte di tre operai.

Secondo una prima ricostruzione, i tre uomini stavano eseguendo lavori edili su una piattaforma mobile quando, per cause ancora da accertare, il sistema di sollevamento ha improvvisamente ceduto. Il crollo verticale non ha lasciato scampo ai lavoratori, deceduti sul colpo a causa dell’impatto.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area e collaborato con i soccorritori. Le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità legate alla sicurezza del cantiere.

Sotto shock residenti e colleghi degli operai, accorsi sul posto appena appresa la notizia. La magistratura ha disposto il sequestro dell’area e l’autopsia sui corpi delle vittime.

Sorrento: arrestata borseggiatrice con POS pirata, ricercato complice

Sorrento – Mentre la Costiera Sorrentina si riempie di turisti, un nuovo e insidioso fenomeno, già diffuso nelle grandi città e nelle principali località turistiche, sbarca anche qui: il “pickpocketing 2.0”.

Un allarme lanciato dall’arresto di una donna con decine di precedenti specifici, colta in flagrante dai Carabinieri, che hanno scoperto un dettaglio inquietante: un POS mobile contactless pirata nella sua borsa, verosimilmente utilizzato per prosciugare i conti correnti delle vittime.

Un modus operandi che richiama alla mente le numerose segnalazioni e i video virali che circolano sul web, mostrando la rapidità e l’ingegnosità di questi nuovi borseggiatori.

L’arresto, seppur purtroppo “di routine” data la stagione estiva, ha rivelato una realtà preoccupante. Nel pomeriggio, una cittadina peruviana di 36 anni, con l’atteggiamento di una turista, si aggirava tra i locali del centro di Sorrento. In un bar, ha approfittato di un momento propizio per afferrare una banconota da 100 euro dalla cassa.

Arrestata una cittadina peruviana di 36 anni

Immediato il tentativo di fuga, con un complice ad attenderla poco distante in auto. Ma l’intervento tempestivo dei Carabinieri ha bloccato la donna, mentre il suo complice è riuscito a dileguarsi.

L’identificazione e la successiva perquisizione della 36enne hanno svelato un passato criminale ricco di reati specifici, la maggior parte dei quali commessi a Roma. Ed è proprio durante la perquisizione che è emersa la scoperta più allarmante: nella borsa della donna è stato rinvenuto un POS mobile contactless pirata.

Un dispositivo sospetto, che si ritiene venisse impiegato per rubare denaro dai conti correnti delle vittime ignare, semplicemente avvicinandolo alle loro carte di credito o bancomat. Tra i precedenti della donna, infatti, figura anche un furto da ben 9.000 euro, perpetrato con un dispositivo simile ai danni di una turista proprio nella Capitale.

L’arrestata è ora in attesa di giudizio, mentre le indagini dei Carabinieri proseguono senza sosta per rintracciare il complice fuggito e per accertare eventuali prelievi fraudolenti già avvenuti.

Questo episodio sottolinea l’importanza della prudenza, soprattutto nei luoghi affollati e nelle località turistiche, dove la diffusione di queste nuove tecniche di furto richiede una maggiore attenzione da parte di tutti.

È fondamentale tenere d’occhio i propri effetti personali e, se possibile, utilizzare portafogli e borse che rendano più difficile l’accesso a carte di credito e smartphone. I “pickpocket 2.0” sono una minaccia concreta, e la loro presenza in Costiera Sorrentina è un campanello d’allarme che non va sottovalutato.

Il fenomeno del pickpocketing “2.0” è in crescita nelle aree ad alta densità turistica. Credete che le misure di sicurezza attuali siano sufficienti per contrastare questa nuova minaccia?

Giugliano, accoltellato 15enne dopo una lite in un camping: arrestato un 18enne per tentato omicidio

Giugliano— Sangue e paura nel cuore di una tranquilla serata estiva. Erano le 20:20 quando i carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Giugliano sono intervenuti al Camping Liternum, in via Foce Vecchia, dove ad attenderli c’era un nutrito gruppo di persone, visibilmente scosse e in un clima teso.

Poco prima, all’interno della struttura turistica, un ragazzo di 15 anni era stato accoltellato all’addome al culmine di una lite scoppiata dopo una partita di calcio tra adolescenti ospiti del campeggio.

Le condizioni del giovane sono apparse da subito gravi: è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per una perforazione al fegato. Al momento, è ricoverato in prognosi riservata.

Il ragazzino è ricoverato in prognosi riservata

Secondo quanto emerso dalle prime indagini, coordinate dai carabinieri, al termine del match si sarebbe verificato un acceso diverbio tra ragazzi, degenerato in pochi attimi. Uno degli adolescenti coinvolti nella discussione avrebbe poi contattato il fratello maggiore, un 18enne incensurato, che è intervenuto sul posto.

Sarebbe stato proprio quest’ultimo, nel tentativo di difendere il fratello — coetaneo della vittima — a estrarre un coltello a scatto nascosto nel marsupio, colpendo il 15enne durante la colluttazione.

Dopo l’aggressione, il 18enne è fuggito con la famiglia, rientrando a casa per paura di possibili ritorsioni da parte degli amici e dei parenti del ferito. Ma la fuga è durata poco: nella notte i militari dell’Arma sono riusciti a rintracciarlo e lo hanno arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Ora si trova in carcere in attesa di giudizio.

Le indagini proseguono per chiarire tutti i dettagli dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità da parte di altri soggetti presenti al momento dell’aggressione.

E’ l’ennesimo episodio di violenza giovanile in questa estate dove il fenomeno sembra sia esploso in tutta la provincia di Napoli. Quello di Varcaturo, non è il primo caso, purtroppo, e non sarà l’ultimo.

Concorso Ministero del Lavoro 2025: bando per 3.839 assunzioni tra funzionari, psicologi ed educatori

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato un nuovo maxi-concorso per l’assunzione di 3.839 figure professionali, tra funzionari amministrativi e contabili, psicologi, educatori e pedagogisti. La scadenza per presentare la domanda è fissata al 30 luglio 2025.

Il bando ufficiale è consultabile a questo link:
 Scarica il bando completo in PDF

I profili richiesti
I posti messi a concorso sono così suddivisi:

873 funzionari amministrativi (Codice A)

736 funzionari contabili e finanziari / esperti di rendicontazione (Codice B)

979 funzionari psicologi (Codice C)

954 educatori professionali socio-pedagogici (Codice D)

297 pedagogisti (Codice E)

Ogni candidato può presentare domanda per un solo profilo professionale.

Come presentare domanda
La candidatura va inviata esclusivamente online tramite il portale inPA, accedendo con SPID, CIE, CNS o credenziali eIDAS. È inoltre necessario disporre di una PEC intestata al candidato.

Requisiti generali
Tra i requisiti richiesti:

cittadinanza italiana o equiparata (ai sensi del d.lgs. 165/2001);

maggiore età;

godimento dei diritti civili e politici;

assenza di condanne penali incompatibili con l’accesso alla Pubblica Amministrazione;

idoneità fisica all’impiego;

non essere stati destituiti o licenziati da incarichi nella PA per motivi disciplinari o per insufficiente rendimento.

Titoli di studio richiesti per ciascun profilo
Funzionario amministrativo (A): qualsiasi laurea triennale (L), magistrale (LM), specialistica (LS) o diploma di laurea del vecchio ordinamento.

Funzionario contabile (B): LM in Finanza, Economia, Scienze politiche, Pubbliche amministrazioni, Economia aziendale; oppure L-18, L-33 o titoli equiparati.

Funzionario psicologo (C): LM-51 in Psicologia o titolo equivalente, con iscrizione all’Albo (sezione A).

Educatore professionale (D): laurea triennale L-19 in Scienze dell’educazione e della formazione.

Pedagogista (E): LM-50, LM-57, LM-85, LM-93 o titoli equivalenti in ambito pedagogico ed educativo.

La prova d’esame

Il concorso prevede una sola prova scritta, distinta per ciascun codice di profilo. L’esame si svolgerà in modalità digitale, anche in sedi decentrate o con sessioni differenziate.

La prova consiste in 60 quesiti a risposta multipla, da completare in 90 minuti, per un punteggio massimo di 30 punti.
Ecco la struttura del test:

25 domande comuni su materie generali indicate nel bando;

20 domande specifiche per ciascun profilo professionale;

8 quesiti di logica e ragionamento critico-verbale;

7 quesiti situazionali, volti a valutare la capacità di affrontare problemi organizzativi e gestionali.

Il concorso è progettato per garantire equità e trasparenza tra tutti i candidati, con un livello di difficoltà uniforme e criteri di valutazione standardizzati.

Napoli, controlli su garage e parcheggiatori abusivi: 30 denunce

Napoli- Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli alza il tiro. Alla luce dei recenti episodi di microcriminalità che hanno interessato l’area portuale, e forte delle precedenti operazioni che hanno già dimostrato l’efficacia del loro intervento, le Fiamme Gialle hanno intensificato i controlli economici sul territorio.

L’obiettivo è chiaro: prevenire e contrastare i crescenti fenomeni di economia illegale che affliggono la zona, garantendo maggiore sicurezza e ordine pubblico.

Questa stretta si inserisce in un contesto dove la Guardia di Finanza ha già mostrato un impegno costante contro l’illegalità. Solo pochi mesi fa, la città ha assistito a blitz mirati contro il commercio abusivo e le truffe, con sequestri ingenti e denunce a carico di numerosi responsabili.

Le operazioni odierne rappresentano una continuazione di questa strategia, un monito per chi crede di poter operare impunemente al di fuori della legge.

Nel dettaglio, i militari del I Gruppo e del Gruppo Pronto Impiego Napoli hanno concentrato l’attenzione sulle autorimesse abusive, un problema annoso nella zona. Nove titolari sono stati sanzionati per occupazione illecita di suolo pubblico e per l’esposizione non autorizzata di insegne luminose.

La pratica di parcheggiare le auto dei clienti su strade pubbliche, in doppia fila o sui marciapiedi, occupando persino gli stalli a strisce blu e delimitando tratti di strada con coni e cartelli abusivi, creava un notevole intralcio alla circolazione e alla segnaletica stradale. Un’anarchia che, grazie all’intervento dei finanzieri, si spera possa essere arginata.

L’intensificazione dei controlli ha permesso anche di individuare quattro parcheggiatori abusivi, due dei quali sono stati denunciati a piede libero in quanto recidivi. Un fenomeno persistente che le Fiamme Gialle continuano a combattere con determinazione, riconoscendo il disagio e i rischi che comporta per cittadini e turisti.

 Controlli intensi nella zona di via San Nicola alla Dogana

Dal 20 al 23 luglio, l’area di via San Nicola alla Dogana è stata teatro di un’ampia attività di controllo. Sono stati identificati e verificati 155 soggetti e 108 autovetture. Il bilancio di queste giornate ha visto l’elevazione di 13 verbali per violazioni al Codice della Strada e il sequestro di un veicolo sprovvisto della copertura assicurativa obbligatoria.

Infine, la lotta alla contraffazione ha portato al sequestro di 60 articoli falsi, tra borse e magliette con i loghi della SSC Napoli, e alla denuncia a piede libero di due responsabili per reati di contraffazione e ricettazione.

A questo si aggiungono il sequestro amministrativo di oltre 500 accessori di abbigliamento e la segnalazione di due cittadini extracomunitari per commercio abusivo su area pubblica.

L’impegno della Guardia di Finanza di Napoli resta dunque elevato. Riusciranno queste operazioni a debellare definitivamente la microcriminalità e l’illegalità nella zona portuale? La risposta arriverà dal campo, ma l’azione decisa delle Fiamme Gialle è un segnale forte per la città.