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Napoli, nasce il Taxi del sorriso per accompagnare i bambini alle chemioterapie

Un’auto pensata non solo per accompagnare, ma per accogliere, distrarre e regalare un sorriso nel momento più difficile. A Napoli prende forma il progetto “Taxi del sorriso”, l’iniziativa promossa dall’associazione Oltre l’Orizzonte Aps per offrire un servizio di trasporto gratuito ai bambini che devono raggiungere l’ospedale per sottoporsi alle terapie chemioterapiche.

L’associazione ha avviato una raccolta fondi per acquistare e allestire un veicolo sicuro e riconoscibile, capace di trasformare il viaggio verso la cura in un’esperienza meno traumatica, alleggerendo il peso emotivo che grava sui piccoli pazienti e sulle loro famiglie. L’obiettivo è accompagnare i bambini con musica, giochi e mascotte, provando a spezzare la tensione che precede l’ingresso in ospedale.

“È una sfida per noi, un progetto sicuramente ambizioso che può essere molto utile alle famiglie”, spiega Valeria Feola, vicepresidente di Oltre l’Orizzonte Aps. “L’idea è nata perché vivendo ogni giorno a contatto con le persone abbiamo modo di osservare e ascoltare le difficoltà delle famiglie quando devono accompagnare i bambini nelle varie fasi di un percorso difficile e molto triste”. Feola chiarisce il senso profondo dell’iniziativa: “Da qui il nostro desiderio di intervenire anche nella drammaticità di quel momento, cercando di portare calore, distrazione e leggerezza per quanto possibile, regalando un sorriso e facendo sentire i piccoli e i loro genitori meno soli”.

I fondi raccolti serviranno per l’acquisto e l’allestimento del mezzo e per l’avvio di un servizio completamente gratuito. L’associazione assicura che ogni donazione, anche qualora non si raggiungesse l’obiettivo economico prefissato, sarà destinata al progetto in modo trasparente e proporzionato, con aggiornamenti costanti sullo sviluppo dell’iniziativa e nel pieno rispetto della privacy delle famiglie coinvolte.

Il Taxi del sorriso si inserisce in un percorso di impegno già avviato da Oltre l’Orizzonte, che negli ultimi mesi ha collaborato con La Brigata Solidale in un progetto dedicato ai senzatetto e ha sostenuto il reparto di neurochirurgia pediatrica dell’ospedale Santobono Pausilipon. Un filo conduttore chiaro, quello della vicinanza alle fragilità e del sostegno ai bambini ospedalizzati, con l’obiettivo di restituire dignità, ascolto e presenza a chi attraversa momenti di grande difficoltà.

Scabec, stop alla nomina del direttore generale: Fico sospende l’iter

Si ferma il percorso per la nomina del nuovo direttore generale della Scabec. La sospensione dell’iter di individuazione della figura apicale della società regionale che si occupa di beni culturali è stata disposta dalla Regione Campania per consentire ulteriori verifiche sulla piena rispondenza al pubblico interesse della designazione, con particolare attenzione al quadro finanziario e all’assetto organizzativo complessivo.

La decisione viene motivata ufficialmente con l’esigenza di valutare in maniera più approfondita l’impatto della scelta sulla governance della società e sulla sua sostenibilità. Una pausa di riflessione che arriva in una fase delicata per il settore culturale campano, chiamato a coniugare valorizzazione del patrimonio e equilibrio dei conti.

A spiegare le ragioni dello stop è stato il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha rivendicato la centralità della cultura nell’azione di governo. “Le politiche culturali sono e saranno sempre l’asse portante dell’azione del Governo regionale, come testimonia la nomina nella Giunta di uno specifico assessore alla Cultura”, ha dichiarato. “Il nostro impegno è mettere in campo tutte le soluzioni, anche organizzative, più adeguate per sostenere il settore e così il territorio”.

Fico ha poi chiarito il senso della sospensione dell’iter, sottolineando che la scelta non rappresenta un passo indietro ma un atto di cautela. “Abbiamo deciso di procedere a un ulteriore approfondimento del rinnovo della governance della società Scabec, agendo sempre e solo nell’interesse della comunità e della Regione”, ha concluso il presidente.

Corruzione, chiesto l’arresto per il consigliere regionale Zannini

Un presunto sistema di favori, regali e interventi politici è al centro dell’inchiesta che vede coinvolto il consigliere regionale della Campania Giovanni Zannini, per il quale la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto. La decisione è ora nelle mani del gip, chiamato a pronunciarsi il prossimo 4 febbraio. Nello stesso procedimento risultano indagati anche due imprenditori del settore caseario, padre e figlio, per i quali i pubblici ministeri hanno avanzato la richiesta del divieto di dimora.

A Zannini viene contestato il reato di corruzione. Secondo l’accusa, gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo avrebbero “regalato” al consigliere regionale una gita a Capri a bordo di uno yacht di lusso, dal valore stimato in circa 7.300 euro, in cambio di un suo intervento presso gli uffici della Regione Campania per agevolare un impianto di produzione casearia nel comune di Cancello Arnone.

Il nome di Zannini era finito nel registro degli indagati già lo scorso 3 ottobre, quando i carabinieri del Comando provinciale di Caserta e della Compagnia di Aversa avevano eseguito perquisizioni nella sua abitazione di Mondragone e negli uffici al Centro Direzionale di Napoli. Pochi giorni dopo, l’8 ottobre, il consigliere regionale si era presentato in Procura, avvalendosi della facoltà di non rispondere e depositando una memoria difensiva.

Le contestazioni non si fermano all’episodio dello yacht. Per gli inquirenti, Zannini avrebbe ricevuto da un altro imprenditore due motorini destinati ai figli “in cambio di un intervento” presso il Comune di Teano per un appalto nel settore ambientale. Nelle carte dell’inchiesta figurano anche presunte pressioni esercitate sull’ex direttore sanitario dell’Asl di Caserta, Vincenzo Iodice, dimessosi nel settembre 2023.

Zannini, eletto nella scorsa legislatura con il gruppo “De Luca Presidente”, alle ultime regionali di novembre ha ottenuto un seggio nelle liste di Forza Italia, raccogliendo 31.932 preferenze. Ora la sua posizione è al vaglio del giudice, mentre l’inchiesta continua a scuotere il panorama politico campano.

Scuole, sei comuni del Salernitano chiedono l’accorpamento degli istituti

Sei comuni del Salernitano provano a ripensare il futuro delle scuole nei territori interni e montani, puntando sull’accorpamento degli istituti come strumento per rafforzare l’offerta formativa e garantire continuità didattica. La proposta è emersa nel corso di un incontro tra i sindaci dell’Unione dei Comuni della Valle del Fasanella, che riunisce Aquara, Bellosguardo, Corleto Monforte, Ottati, Sant’Angelo a Fasanella e Castelcivita.

L’iniziativa è partita dall’amministrazione comunale di Sant’Angelo a Fasanella e si inserisce nel quadro delle Linee guida regionali sul dimensionamento scolastico e sull’organizzazione della rete dell’istruzione. Al centro del confronto c’è stata la necessità di adeguare il sistema scolastico alle caratteristiche demografiche e territoriali dell’area, evitando il progressivo indebolimento delle scuole nelle zone interne.

La proposta avanzata prevede la richiesta alla Regione Campania di aggregare, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, le scuole di Aquara, Castelcivita, Corleto Monforte e Sant’Angelo a Fasanella all’Istituto Comprensivo di Castel San Lorenzo. Una scelta che, secondo i promotori, risponde a una logica territoriale coerente, dal momento che i comuni interessati rientrano nell’area della Valle del Calore e degli Alburni, la stessa di altri centri già afferenti allo stesso istituto.

Dall’incontro è emersa anche una valutazione condivisa sull’importanza dell’operazione. L’aggregazione viene definita “un primo passo concreto per rafforzare l’autonomia scolastica nelle aree montane”, con l’obiettivo di tutelare il diritto allo studio e rendere più solida la presenza della scuola nei piccoli comuni. La proposta ha già incassato un riscontro positivo da parte dell’istituto scolastico coinvolto e ora approda sul tavolo della Regione per le valutazioni di competenza.

Napoli, tenta la fuga dopo una visita medica dall’IPM di Nisida

Momenti di forte tensione nella tarda mattinata di lunedì 19 gennaio 2026 all’Istituto penale per minorenni di Nisida, dove un detenuto di origine straniera ha tentato la fuga subito dopo una visita medica effettuata in regime d’urgenza presso un nosocomio cittadino.

Il giovane era stato accompagnato in ospedale per accertamenti a seguito di una presunta frattura alle dita. Dopo le cure del caso e al momento dell’uscita dalla struttura sanitaria, il detenuto ha improvvisamente cercato di darsi alla fuga, aggredendo il personale della Polizia penitenziaria addetto alla scorta. Ne è nata una colluttazione che ha messo a dura prova gli agenti, riusciti comunque – non senza difficoltà – a bloccarlo e a riportarlo all’interno dell’IPM di Nisida.

Un episodio critico che, fortunatamente, si è concluso senza conseguenze più gravi, ma che riaccende i riflettori sulle condizioni operative degli agenti in servizio nella struttura minorile partenopea. Il sindacato della Polizia penitenziaria ha espresso un plauso alle donne e agli uomini del Corpo, sottolineando ancora una volta la professionalità e il senso del dovere con cui affrontano quotidianamente situazioni ad alto rischio, spesso in condizioni di grave carenza di organico.

Secondo l’organizzazione sindacale, infatti, l’IPM di Nisida ospita una popolazione detenuta elevata a fronte di un numero di agenti non adeguato a garantire standard di sicurezza ottimali. A peggiorare ulteriormente il quadro, la recente disposizione di distacco di tre unità di Polizia penitenziaria proprio da Nisida verso il CPA di Napoli, una scelta definita “né opportuna né tempestiva”.

Il sindacato rinnova quindi la richiesta di annullamento immediato del provvedimento di distacco, ritenuto incompatibile con le criticità che l’istituto minorile è chiamato ad affrontare ogni giorno. L’episodio del 19 gennaio, spiegano, rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme su una situazione che non può più essere ignorata.

Neonato in pericolo di vita, volo sanitario d’urgenza a Napoli con un jet dell’Aeronautica

Si è concluso nel pomeriggio di oggi il trasporto sanitario urgente di un neonato di un mese, in condizioni critiche, trasferito dalla Calabria a Napoli a bordo di un velivolo G650 del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare. Il volo ha collegato Lamezia Terme con l’aeroporto di Napoli-Capodichino, permettendo il successivo ricovero del piccolo all’ospedale Santobono.

L’autorizzazione alla missione è arrivata secondo le procedure previste per questo tipo di interventi, con il via libera della Presidenza del Consiglio dei Ministri che coordina l’impiego dei velivoli di Stato. L’attivazione è partita dalla richiesta della Prefettura di Catanzaro alla Sala Situazioni di Vertice del Comando Squadra Aerea di Milano, che ha coinvolto il 31° Stormo di Ciampino, reparto in prontezza operativa per le urgenze sanitarie.

Il bambino, che necessitava di un trasferimento immediato dall’ospedale “Dulbecco” di Catanzaro, è stato imbarcato a Lamezia Terme e assistito durante il volo con un’apposita culla termica, sotto monitoraggio costante di un’equipe medica. Dopo l’atterraggio a Capodichino, avvenuto poco dopo le 16, un’ambulanza ha completato il trasferimento verso la struttura pediatrica napoletana.

L’Aeronautica Militare ricorda che i reparti di volo garantiscono disponibilità 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, per trasporti urgenti di pazienti in pericolo di vita, organi, equipe mediche e anche ambulanze, con assetti in grado di operare in condizioni meteo complesse. Tra i reparti impiegati in queste missioni figurano, oltre al 31° Stormo di Ciampino, il 14° Stormo di Pratica di Mare, la 46ª Brigata Aerea di Pisa e il 15° Stormo di Cervia con gli elicotteri.

Nola, pusher 30enne arrestato con crack e cocaina

Nola – Proseguono senza sosta i servizi straordinari disposti dalla Questura di Napoli per debellare il traffico di stupefacenti nel territorio vesuviano.

Ieri pomeriggio, gli agenti del Commissariato di Nola hanno arrestato un 30enne del posto, già noto alle forze dell’ordine per reati specifici, colto sul fatto con 36 involucri di cocaina e crack per un totale di circa 18 grammi, oltre a 20 euro in banconote di piccolo taglio, verosimilmente proventi di spaccio.

Il blitz è scattato durante un controllo mirato in via Fonseca: l’uomo era a bordo di un’auto fermata dalla Polizia di Stato. Per lui sono scattate le manette con l’accusa di detenzione illecita ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Vorresti un tono più investigativo, l’aggiunta di dettagli sul contesto camorristico o una versione più lunga con box laterale per i precedenti dell’arrestato?

Napoli, offensiva contro le «targhe fantasma»: 30 sequestri

Napoli – Non si ferma l’attività di contrasto all’illegalità diffusa sulle strade del napoletano. La Polizia Metropolitana di Napoli, sotto il coordinamento del Comandante Lucia Rea, ha sferrato un nuovo colpo al fenomeno dei veicoli con targa straniera circolanti irregolarmente sul territorio.

Gli ultimi interventi, eseguiti nelle scorse ore, hanno portato a 30 il numero complessivo di auto sequestrate negli ultimi mesi, confermando un trend di controlli sempre più stringenti.

Il tentativo di corruzione a Pozzuoli

L’episodio più eclatante è avvenuto nei pressi di via Campana, nel comune di Pozzuoli. Durante un posto di blocco, gli agenti hanno fermato un’Alfa Romeo Giulietta con targa bulgara. Il controllo tecnico sul veicolo ha però rivelato una realtà ben diversa da quella dichiarata: il telaio dell’auto era stato palesemente contraffatto.

Nel tentativo di sfuggire alle pesanti conseguenze legali, il conducente ha cercato di “comprare” il silenzio degli agenti offrendo loro del denaro. Un azzardo che gli è costato carissimo: l’uomo è stato infatti denunciato all’Autorità Giudiziaria non solo per il reato di contraffazione, ma anche per istigazione alla corruzione.

Controlli a tappeto sul territorio

L’operazione è proseguita nella giornata di oggi con il sequestro di una Fiat 500 con targa polacca, intercettata nell’ambito dei medesimi servizi di monitoraggio. Questi interventi mirano a colpire l’utilizzo fraudolento di targhe estere, spesso sfruttate per eludere il fisco, le sanzioni del Codice della Strada o per coprire la provenienza illecita dei mezzi.

Dalla Polizia Metropolitana arriva la conferma che la guardia resterà alta: l’obiettivo è garantire la massima sicurezza stradale e ripristinare la legalità su tutto il territorio metropolitano, contrastando ogni forma di stratagemma volto a bypassare le norme nazionali sulla circolazione.

Corruzione e concussione, chiesto l’arresto per il consigliere regionale Giovanni Zannini

La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto del consigliere regionale della Campania Giovanni Zannini, esponente di Forza Italia, indagato per i reati di corruzione e concussione. La richiesta è stata avanzata nell’ambito di un’indagine coordinata dall’ufficio inquirente guidato dal procuratore Pierpaolo Bruni.

Nello stesso procedimento, i magistrati hanno chiesto l’applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nei confronti di Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio, imprenditori di Castel Volturno e titolari della Spinosa Spa, azienda attiva nella produzione di mozzarella di bufala campana Dop e dei suoi derivati.

L’inchiesta mira a fare luce su presunti rapporti illeciti tra politica e imprenditoria nel Casertano. Le richieste cautelari sono ora al vaglio del giudice per le indagini preliminari, che dovrà decidere sull’eventuale accoglimento delle misure sollecitate dalla Procura.

Tragedia sulla Circumvallazione: indagata una 51enne per la morte di Rocco D’Alterio

Mugnano– Entra nel vivo l’inchiesta sulla tragica scomparsa di Rocco D’Alterio, il 36enne deceduto tre notti fa in un violento incidente stradale lungo la Circumvallazione Esterna.

La Procura della Repubblica di Napoli Nord ha iscritto nel registro degli indagati, con l’ipotesi di reato di omicidio stradale, una donna di 51 anni residente a Casoria.

La posizione della donna, che si trovava alla guida di una Lancia Y coinvolta nell’impatto nei pressi di un distributore di benzina tra Mugnano e Melito, è ora al vaglio degli inquirenti. La decisione dei magistrati scaturisce dalla necessità di approfondire alcune anomalie emerse nei rilievi iniziali sulla dinamica del sinistro, avvenuto nei pressi dell’ex centro commerciale Auchan.

Parallelamente all’attività investigativa sul campo, questa mattina è stato compiuto un passo fondamentale per l’accertamento della verità. Presso l’obitorio dell’ospedale di Giugliano, i periti hanno eseguito l’esame autoptico sulla salma del giovane di Villaricca. I risultati dell’autopsia serviranno a chiarire l’esatta causa del decesso e la compatibilità delle lesioni con la dinamica dell’incidente.

La famiglia della vittima, intenzionata a fare piena luce sulle responsabilità del caso, ha affidato l’incarico legale all’avvocato Luigi Poziello per seguire ogni fase del procedimento giudiziario.

Napoli, 20enne beccato in casa con droga e pistola

Napoli – Proseguono senza sosta i servizi straordinari della Questura di Napoli per arginare detenzione abusiva di armi e traffico di stupefacenti. Nella serata di ieri, gli agenti del Commissariato Dante hanno arrestato un 20enne napoletano con precedenti, colto in flagranza nella sua abitazione per detenzione illecita di droga ai fini di spaccio e possesso illegale di arma da fuoco con munizioni.

Durante un controllo mirato nell’ambito delle operazioni predisposte, gli operatori hanno perquisito l’appartamento del giovane, rinvenendo due barattoli con circa 210 grammi di marijuana, un involucro da 110 grammi di hashish, una busta con 10 grammi di cocaina, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e 1.870 euro in banconote di vario taglio.

Non solo: tra i sequestri spicca una pistola semiautomatica Browning cal. 9 con 9 cartucce in canna, una scatola con altre 35 munizioni dello stesso calibro, un sistema DVR per videosorveglianza con due telecamere puntate sulle aree esterne dell’abitazione.

L’indagato è stato arrestato e posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Tentata rapina in corso Umberto: arrestato 35enne algerino con pistola softair

Napoli – Rapida risposta della Polizia di Stato a una tentata rapina in pieno centro. Nella serata di ieri, 19 gennaio 2026, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale – Soccorso Pubblico e del Reparto Prevenzione Crimine Campania hanno arrestato un 35enne di nazionalità algerina, già noto alle forze dell’ordine, per tentata rapina aggravata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Mentre pattugliavano corso Umberto I, i poliziotti hanno sentito le urla di un uomo che chiedeva aiuto. Hanno così individuato il 35enne che, armato di pistola, stava cercando di strappare il telefono cellulare alla vittima.

Alla vista delle divise, l’uomo ha tentato la fuga a piedi. Gli agenti lo hanno inseguito e raggiunto in via Marvasi, dove – dopo una colluttazione – lo hanno immobilizzato. L’arma è risultata essere una pistola da softair priva del tappo rosso di riconoscimento obbligatorio, circostanza che ha aggravato ulteriormente la posizione dell’arrestato.

Il 35enne è stato condotto in carcere in attesa del rito per direttissima. La vittima ha potuto recuperare il telefono e ha sporto regolare denuncia. L’intervento ha scongiurato il furto e riportato la calma in una delle strade più trafficate della città.

Truffa via SMS, la Regione Campania mette in guardia i cittadini

La Regione Campania lancia un nuovo allarme contro una truffa che sta circolando attraverso messaggi SMS indirizzati ai cittadini. A darne notizia è la stessa amministrazione regionale, che in una comunicazione diffusa sui propri canali social invita alla massima prudenza.

Secondo quanto segnalato, i messaggi fraudolenti fanno riferimento a presunti uffici sanitari, utilizzando sigle e denominazioni fuorvianti come CUP o GUP, quest’ultima presentata come “Gestione Unica Prenotazione”.

In alcuni casi, agli utenti viene richiesto di contattare con urgenza gli “uffici GUP” chiamando numeri che iniziano con il prefisso 899; in altri, si fa riferimento a un fantomatico “Centro Unico Primario”, con invito a richiamare numeri che iniziano per 893, spesso accompagnati dalla formula generica “per importanti comunicazioni che la riguardano”.

La Regione chiarisce che si tratta esclusivamente di numeri a pagamento, del tutto estranei al vero Centro Unico di Prenotazione regionale, e ribadisce che non esiste alcun collegamento tra questi contatti e i servizi sanitari ufficiali.

L’invito ai cittadini è netto: non richiamare, non rispondere e cancellare immediatamente il messaggio. In caso di ricezione, è inoltre consigliato segnalare l’episodio alla Polizia Postale, per consentire le verifiche e le eventuali azioni di contrasto.

La Regione Campania raccomanda infine di diffidare sempre di comunicazioni sospette e di fare riferimento esclusivamente ai canali ufficiali per informazioni relative ai servizi sanitari.

Intrattenimento a portata di mano: come lo smartphone ha cambiato il nostro tempo libero

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L’evoluzione tecnologica degli ultimi quindici anni ha innescato una trasformazione radicale nelle abitudini quotidiane. L’oggetto tascabile per eccellenza, lo smartphone, ha accentrato funzioni che in passato richiedevano apparecchi specifici e luoghi dedicati. Il concetto stesso di tempo libero ha subito una mutazione profonda: non si tratta più di ritagliarsi ore specifiche da trascorrere davanti a uno schermo domestico, bensì di sfruttare ogni istante disponibile, ovunque ci si trovi. La pervasività della connessione mobile ha eliminato i confini fisici del divertimento, e inaugurato un’era in cui l’accesso ai contenuti multimediali risulta immediato e costante.

La transizione dall’analogico al digitale ha modificato la percezione della noia. I momenti di attesa, un tempo privi di attività, divengono ora occasioni utili per la fruizione di servizi ludici o informativi. Il dispositivo mobile agisce come portale verso un archivio infinito di possibilità, con il relax modellato sulle esigenze istantanee dell’individuo. Tale dinamica ha ridefinito le priorità dell’industria dell’intrattenimento, con gli sviluppatori impegnati nella creazione di interfacce sempre più intuitive e rapide.

Dalla rigidità del palinsesto alla libertà On Demand

Fino a pochi anni or sono, la visione di contenuti video o l’ascolto musicale dipendevano dalla programmazione televisiva e radiofonica. L’utente doveva adattare i propri impegni agli orari imposti dalle emittenti. Oggi, le piattaforme di streaming audio e video hanno scardinato tale meccanismo. La fruizione di serie TV, film o documentari avviene in totale autonomia: durante il tragitto in metropolitana verso l’ufficio, in fila alla posta o nelle pause pranzo.

Il fenomeno riguarda anche l’informazione e la socialità. I social network riempiono i vuoti temporali, con la generazione di un flusso continuo di notizie e interazioni. L’accessibilità immediata a piattaforme video o a feed di notizie personalizzati fa sì che lo svago non sia più un evento da pianificare, ma una presenza costante. L’utente ha il pieno controllo sul “cosa”, “dove” e “quando”, con una qualità di riproduzione pari, e talvolta superiore, a quella degli impianti domestici tradizionali. La portabilità ha dunque soppiantato la staticità, a favore di un consumo di contenuti frammentato ma continuo.

L’evoluzione del gaming e il betting in mobilità

Un segmento capace di interpretare al meglio il cambio di paradigma è il settore ludico. L’industria del gioco ha investito risorse ingenti per il trasferimento dell’esperienza utente dai monitor dei PC ai display touch. Si assiste alla proliferazione di applicazioni che spaziano dai passatempi logici, ideali per sessioni di pochi minuti, fino a titoli graficamente complessi.

All’interno di tale scenario, il comparto del gioco legale ha assunto un ruolo di rilievo. Gli operatori autorizzati hanno sviluppato soluzioni tecnologiche avanzate per rispondere alla domanda di un pubblico esperto ed esigente. Le moderne app dedicate al betting mettono a disposizione dell’utente un ecosistema completo: consultazione delle statistiche, verifica delle quote in tempo reale e gestione del conto di gioco in totale sicurezza.

La tecnologia attuale abilita l’appassionato a piazzare le proprie scommesse sportive con estrema rapidità, senza l’obbligo di recarsi in un punto vendita fisico o di accendere il computer di casa. La facoltà di seguire l’andamento degli eventi live e di operare scelte strategiche immediate costituisce il valore aggiunto della fruizione mobile. Tali piattaforme integrano protocolli di sicurezza elevati a difesa dei dati sensibili e delle transazioni finanziarie, elementi imprescindibili per un’esperienza serena e responsabile.

Flessibilità: il nuovo standard del divertimento

La caratteristica distintiva dell’intrattenimento contemporaneo risiede nella flessibilità. Il dispositivo tascabile non vincola l’utente, ma si adatta ai suoi ritmi biologici e lavorativi. La distinzione netta tra tempo del dovere e tempo del piacere si assottiglia, e lascia sempre più spazio a una gestione fluida della giornata.

La personalizzazione dei servizi digitali fa sì che ogni individuo possa costruire il proprio palinsesto ideale. Che si tratti dell’ascolto di un podcast formativo, della visione dell’ultimo episodio di una serie di successo o del controllo dei risultati della propria squadra preferita, tutto avviene con una naturalezza disarmante. La tecnologia ha rimosso le barriere all’ingresso, con la democratizzazione dell’accesso a forme di svago prima elitarie o logisticamente complesse. In conclusione, la rivoluzione mobile ha restituito all’utente la libertà di scelta sull’impiego del proprio tempo, con ogni pausa divenuta un’opportunità di svago o approfondimento.

Napoli, mancano mille agenti di polizia municipale

Napoli– Centosessantacinque anni di storia, un carico di lavoro che cresce esponenzialmente, ma una pianta organica che resta drammaticamente sguarnita. In occasione delle celebrazioni per San Sebastiano Martire, patrono della Polizia Locale, il Comandante della Municipale di Napoli, Generale Ciro Esposito, ha tracciato un bilancio in chiaroscuro che fotografa una realtà fatta di eccellenze operative e sofferenze strutturali.

I numeri dell’emergenza

Il dato più critico emerge direttamente dalle parole del Comandante: per garantire una copertura ottimale dei servizi in una metropoli complessa come Napoli, mancano all’appello circa mille uomini. Un vuoto che pesa sulle spalle di chi è in servizio, costretto a turni incessanti per far fronte alle esigenze di una città sempre più protagonista sulla scena internazionale.

«L’organizzazione che ci siamo dati riesce ancora a sopperire alla carenza di organico — ha spiegato Esposito a margine delle celebrazioni — ma è innegabile che manchino circa mille unità per operare a pieno regime».

Un 2025 da record

Nonostante il deficit di personale, i numeri del 2025 raccontano di un corpo di polizia estremamente attivo. Lo scorso anno è stato segnato da oltre 90 grandi eventi (tra manifestazioni, concerti e appuntamenti internazionali) che hanno richiesto l’impiego complessivo di oltre 6.500 agenti.

Sul fronte della sicurezza stradale e del decoro urbano, il bilancio è altrettanto imponente:

500.000 verbali elevati per violazioni al Codice della Strada;

Monitoraggio costante della movida nei quartieri caldi della città;

Lotta all’occupazione selvaggia di suolo pubblico;

Gestione della viabilità legata ai numerosi cantieri di riqualificazione aperti in tutta la città.

Il peso della quotidianità

Oltre agli eventi straordinari, la Polizia Municipale resta il primo presidio di legalità sul territorio per questioni che toccano da vicino la vita dei cittadini. La sfida del 2026, iniziata sotto il segno di questa importante ricorrenza, sarà quella di mantenere gli standard operativi elevati, in attesa che lo sblocco dei concorsi o nuovi piani di assunzione possano finalmente colmare quel vuoto di mille divise che, oggi, si fa sentire più che mai.

Casal di Principe, stalking all’ex compagna: arrestato 27enne

Casal di Principe – È finito in carcere un uomo classe ’98, residente a Casal di Principe, indagato per stalking nei confronti di una donna con la quale aveva avuto una relazione nei mesi scorsi.

Il provvedimento è stato eseguito, al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord e condotta dalla Polizia di Stato della Questura di Caserta.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le condotte persecutorie sarebbero iniziate nel settembre 2025, dopo l’interruzione della relazione, e si sarebbero manifestate con pedinamenti costanti, molestie telefoniche e violazioni del domicilio.

Nell’ultimo periodo, sempre stando agli accertamenti, si sarebbero verificati anche episodi di violenza, tra cui un tentativo di aggressione in una stazione di servizio e un’aggressione in un locale pubblico, dove l’uomo avrebbe colpito più volte la vittima al volto.

Alla luce del quadro indiziario e dello stato di ansia e timore riferito dalla donna, l’autorità giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere per prevenire ulteriori rischi per l’incolumità della persona offesa. La Procura ricorda che il provvedimento è stato emesso nella fase delle indagini preliminari, è impugnabile, e l’indagato è da ritenersi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

Napoli, locale della movida di via Chiaia chiuso d’urgenza

Napoli – Una serata di festa rischiava di trasformarsi in tragedia nel cuore della movida napoletana. Per questo il Questore di Napoli ha firmato la sua contromisura: la chiusura lampo per 30 giorni di un locale di Via Chiaia, su proposta del Commissariato San Ferdinando.

Un’ordinanza che blocca la somministrazione di alimenti e bevande e che arriva dopo un intervento ad alto rischio nella notte di Natale.

Tutto è scattato nella serata del 24 dicembre scorso. Le forze dell’ordine, entrando nell’esercizio commerciale, hanno fatto una scoperta da brividi. Non solo era in corso un illecito intrattenimento musicale con volume fuori norma, percepibile dalla strada e senza alcuna autorizzazione.

La vera bomba era all’interno: il locale, di dimensioni ridotte, era stipato di persone, ben oltre i limiti di sicurezza.

Ma gli accertamenti hanno portato alla luce violazioni ancora più gravi. Il luogo era una trappola potenziale: privo di vie di fuga adeguate, finestre, prese d’aria e persino di estintori. Una combo letale che ha fatto immediatamente scattare l’allarme rosso per «grave compromissione delle condizioni di ordine e sicurezza pubblica».

Di fronte alla situazione di pericolo concreto e attuale, gli agenti non hanno esitato. Nella stessa serata è stata disposta la sospensione immediata della musica. Poi, dopo gli approfondimenti, è arrivato il provvedimento più pesante: 30 giorni di stop totale.

La chiusura, si legge nelle motivazioni, è l’unico strumento per «scongiurare un concreto pericolo per l’ordine pubblico e per l’incolumità dei cittadini». Un monito a tutta la movida: in centro storico, le regole di sicurezza non si transigono. Soprattutto quando la vita dei clienti è appesa a un filo.

Movida a Napoli, Manfredi verso l’ordinanza permanente: «A febbraio in Consiglio comunale»

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha annunciato questa mattina l’intenzione di adottare un provvedimento generale e permanente per la gestione della movida cittadina. La decisione arriva dopo la scadenza dell’ordinanza temporanea che aveva regolamentato l’area della Cisterna dell’Olio, zona nevralgica della vita notturna partenopea.

“Stiamo valutando, dopo l’esperienza fatta, un provvedimento generale con cui vorremmo portare a regime le indicazioni che abbiamo dato con l’ordinanza che aveva necessariamente il carattere della temporaneità”, ha dichiarato il primo cittadino. L’obiettivo è trasformare in regole strutturali quanto sperimentato nelle scorse settimane, garantendo continuità nella gestione del fenomeno.

Il cronoprogramma

Manfredi ha anticipato che il nuovo provvedimento verrà portato all’esame del Consiglio comunale nel corso del mese di febbraio. “Vorremmo che le regole introdotte siano continuative o con piccole modifiche”, ha precisato il sindaco, lasciando intendere che l’impianto normativo della precedente ordinanza verrà sostanzialmente confermato.

La svolta segna un cambio di strategia dell’amministrazione comunale, che passa da misure emergenziali a una regolamentazione organica della vita notturna napoletana, nel tentativo di bilanciare le esigenze di residenti, commercianti e giovani frequentatori delle zone della movida.

Colpo alla banda delle truffe agli anziani: arrestato a Napoli il corriere che ritirava oro e gioielli

Napoli – I carabinieri hanno messo a segno un’importante operazione contro il fenomeno delle truffe ai danni di persone anziane. I Carabinieri della Stazione di Genova San Martino, con il supporto dei colleghi di Napoli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del capoluogo ligure su richiesta della Procura genovese.

L’indagato, attualmente sottoposto alla misura cautelare nel capoluogo partenopeo, è gravemente indiziato dei reati di truffa aggravata e tentata truffa ai danni di anziani. Nel provvedimento vengono contestati complessivamente tre episodi criminosi, di cui due portati a termine e uno tentato, consumati tra dicembre 2024 e febbraio 2025 nelle città di Genova, Portogruaro (Venezia) e Bientina (Pisa).

Il bottino e il modus operandi

Nel corso dei tre colpi, le vittime sono state derubate di contanti, oro e gioielli. Le indagini condotte dai Carabinieri hanno permesso di ricostruire il preciso ruolo dell’uomo all’interno dell’organizzazione criminale: quello di “trasfertista” o “corriere”, figura incaricata di recarsi materialmente presso le abitazioni degli anziani per ritirare denaro contante e altri beni di valore.

La truffa seguiva sempre lo stesso copione collaudato: un complice, definito dagli investigatori “telefonista”, contattava telefonicamente la vittima spacciandosi per un appartenente alle Forze dell’Ordine o per un avvocato. Durante la chiamata, l’interlocutore informava l’anziano che un suo parente stretto aveva provocato un grave incidente stradale con feriti.

A quel punto scattava il raggiro: la vittima veniva avvisata che il congiunto era stato arrestato e che per ottenerne l’immediata scarcerazione era necessario consegnare denaro o gioielli a un presunto appartenente alle Forze di Polizia o a un delegato del Tribunale. In realtà, la persona che si presentava alla porta era proprio il “trasfertista” ora arrestato.

L’attività investigativa

Le indagini hanno consentito agli inquirenti di individuare diverse utenze telefoniche sospette utilizzate per la commissione delle truffe. Dall’analisi dei tabulati è emerso che questi numeri erano associati a numerosi dispositivi mobili differenti, elemento che ha permesso di risalire all’identità dell’indagato.

I Carabinieri hanno inoltre ricostruito minuziosamente frequentazioni e spostamenti dell’uomo, verificando l’utilizzo di taxi e treni in date e orari compatibili con i luoghi e i momenti in cui le truffe erano state consumate o tentate. Questo lavoro investigativo ha fornito elementi decisivi per collegare il sospettato ai singoli episodi criminosi.

Pomigliano, produzione in caduta libera: stop alla Hornet e Tonale in crisi, cresce l’allarme a Stellantis

A Pomigliano d’Arco cresce la preoccupazione per il futuro dello stabilimento Stellantis, messo a dura prova da un forte calo produttivo e dal ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali.

Il 2025 si è chiuso con una produzione complessiva di 131.180 vetture, segnando un -21,9 per cento rispetto al 2024, un dato che pesa come una mannaia sulle prospettive occupazionali di lavoratori e lavoratrici.

Il quadro produttivo appare sempre più fragile. L’Alfa Romeo Tonale continua a perdere terreno: la produzione è scesa del 32 per cento, fermandosi a 17.200 unità, nonostante un timido segnale di ripresa registrato nell’ultimo trimestre dell’anno grazie al lancio di una nuova versione del modello.

Ancora più critica la situazione della Dodge Hornet, sostanzialmente ferma da mesi: nel corso del 2025 sono state assemblate appena 1.360 vetture.

Resiste, pur in flessione, la Fiat Panda, che resta il modello più prodotto sia nello stabilimento di Pomigliano sia in Italia. Con 112.690 unità realizzate, la Panda rappresenta il 53 per cento dei volumi nazionali, ma registra comunque un calo del 14 per cento rispetto all’anno precedente.

Il ridimensionamento produttivo ha avuto effetti diretti sull’organizzazione del lavoro. Nel corso del 2025 si sono registrate 91 giornate di fermo sulla linea Tonale-Hornet e 57 sulla linea Panda. Nei periodi di arresto totale della produzione, l’impatto ha coinvolto da mille fino a 3.750 lavoratori.

A rendere strutturale la situazione di incertezza è inoltre il contratto di solidarietà attivo da luglio, che interessa mediamente il 39 per cento dell’organico. Un dato che conferma il clima di allarme nello stabilimento campano e alimenta le preoccupazioni sul futuro industriale e occupazionale di uno dei siti produttivi più importanti del Mezzogiorno.

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