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McTominay carica il Napoli: Con la Juve è la partita più importante

Nel momento più complicato della stagione, tra assenze pesanti e continui adattamenti, Scott McTominay si è preso il Napoli sulle spalle. Gol, personalità e parole chiare. Alla vigilia della sfida contro la Juventus, il centrocampista scozzese parla a Sky Sport Insider e fissa il peso della partita senza giri di parole. “Lo sappiamo bene cosa significa. È la partita più importante, soprattutto contro la Juventus. È una rivalità storica e i tifosi ce lo ricordano sempre”.

McTominay non nasconde le difficoltà che attendono gli azzurri allo Stadium. “Sappiamo che sarà una gara molto difficile. Lo è sempre, sia in casa che fuori. Loro hanno una grande squadra”, spiega, indicando la strada da seguire. “Dovremo affrontarla dando tutto quello che abbiamo, con intensità, concentrazione e massimo impegno”.

Il tema della leadership emerge naturalmente, ma lo scozzese lo riporta subito sul piano del collettivo. “Abbiamo tanti giocatori capaci di aiutare la squadra e di guidarla, insieme all’allenatore e allo staff. In campo servono leader, serve gente che spinga tutti a migliorare”.

Il confronto con la Juventus riporta alla mente anche ricordi personali. “Ricordo la mia prima partita da titolare contro di loro. Ero molto emozionato, nervoso ma pronto. Era una nuova fase della mia carriera. Ho bei ricordi e penso che quel giorno siamo stati anche un po’ sfortunati a non vincere”.

Guardando al presente, McTominay si aspetta una sfida dura e senza sconti. “Mi aspetto una gara complicata, come sempre. Hanno grandi giocatori e una forte capacità offensiva. Per noi sarà fondamentale la concentrazione, usare bene la testa, mantenere il ritmo e provare a tornare a vincere con continuità”.

Lo scozzese torna anche sulle parole pronunciate dopo il pareggio europeo di Copenaghen, finite sotto la lente d’ingrandimento. “Non ero critico. Ho solo detto che era inaccettabile non aver vinto quella partita, ed è vero. Giocavamo contro dieci uomini e avremmo dovuto gestire meglio la situazione. Ma questo è il calcio”. Poi aggiunge: “Ogni partita è un’occasione per mostrare chi siamo e il percorso fatto con mister Conte. Finora abbiamo fatto molto bene, abbiamo già vinto un trofeo e, nonostante tanti infortuni, siamo ancora lì”.

Proprio l’emergenza accompagna il Napoli da settimane, ma McTominay non cerca alibi. “È il calcio, gli infortuni fanno parte del gioco. Siamo stati sfortunati, ma chi è entrato ha fatto molto bene. Non possiamo abbatterci, dobbiamo continuare a lavorare e dare tutto in ogni partita”.

Sui numeri personali e sul ruolo sempre più offensivo, il centrocampista resta fedele al suo pragmatismo. “Io non penso ai numeri. Entro in campo per aiutare squadra, staff, allenatore e club. Dove il mister mi chiede di giocare non è un problema. Siamo in emergenza e a volte bisogna adattarsi”. E chiude con una frase che sa di manifesto: “Se esci dal campo sapendo di aver dato il massimo, non puoi avere rimpianti”.

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Napoli, Hojlund: Gennaio durissimo, ma vogliamo dimostrare chi siamo

“Gennaio è stato un mese impegnativo, ho giocato tanti minuti e il programma è stato incessante. Con tutti questi infortuni è stato difficile per la squadra e anche per me, sia mentalmente che fisicamente”. Rasmus Hojlund non cerca scorciatoie nelle parole e racconta così, ai microfoni di Dazn, l’avvicinamento del Napoli alla sfida contro la Juventus.

“Ho dovuto giocare sempre, non posso lamentarmi, ma non è stato semplice”, aggiunge l’attaccante danese, che ammette anche l’amarezza per il recente passo falso europeo. “Siamo delusi di non essere riusciti a vincere a Copenaghen, però abbiamo ancora possibilità di qualificarci e ci proveremo fino alla fine”.

La partita con la Juventus, però, è un capitolo a parte. “È una gara davvero importante per noi, ma anche per loro. Abbiamo l’occasione di dimostrare ancora una volta che meritiamo la parte alta della classifica”, spiega Hojlund, che riconosce il momento positivo dei bianconeri: “La Juve sta facendo molto bene con il nuovo allenatore e non vediamo l’ora di dimostrare quanto valiamo”.

Il danese torna anche sul tema della crescita personale e sulle parole di McTominay dopo la sfida con l’Inter. “Aveva ragione: non è una bella situazione, ma chi c’è deve alzare l’asticella e io devo essere tra questi”, dice senza esitazioni. “Non sono mai stato il talento più puro, fin da ragazzo ho dovuto lavorare più duramente degli altri. Ecco perché non mi vedete mai mollare. Non si è mai troppo bravi per smettere di crescere”.

Nel suo racconto c’è spazio anche per il rapporto con Lukaku, vicino al rientro. “Da quando è tornato dal periodo di recupero in Belgio mi ha aiutato parecchio. Abbiamo un buon rapporto e penso che potremmo completarci bene in campo, anche se è normale essere sportivamente rivali per un posto”. E sulla possibilità di giocare insieme non ha dubbi: “Rispondo sempre di sì, perché è un ottimo giocatore e un grande compagno”.

Infine, Conte. “A volte dice che posso diventare un top e io cerco di concentrarmi e imparare da lui. È un allenatore incredibile”, conclude Hojlund. “Il mio obiettivo è giocare con continuità e vedere il Napoli ai vertici. Se anche non dovessi segnare più, ma vincessimo un titolo, sarei comunque felice”.

Napoli, visite mediche superate: Giovane pronto a unirsi agli azzurri

Il primo passo è stato completato senza intoppi. Giovane ha superato questa mattina a Milano le visite mediche e si prepara a iniziare ufficialmente la sua avventura con il Napoli. Il 22enne attaccante brasiliano, arrivato dal Verona, raggiungerà la squadra in serata e non è escluso che possa aggregarsi subito al gruppo impegnato nella trasferta di Torino contro la Juventus, un’occasione utile per cominciare a respirare l’aria dello spogliatoio azzurro.

L’operazione è stata definita nei dettagli nei giorni scorsi e vale complessivamente circa 20 milioni di euro. Il trasferimento prevede una prima fase in prestito, con un anticipo immediato, e il saldo finale in estate, quando l’acquisto diventerà definitivo. Una formula che consente al Napoli di muoversi con cautela ma anche di mettere rapidamente a disposizione di Antonio Conte un rinforzo offensivo in un momento di emergenza numerica.

Giovane rappresenta una delle intuizioni più brillanti del direttore sportivo del Verona, Sean Sogliano, che lo aveva portato in Italia la scorsa estate a parametro zero dal Corinthians. In pochi mesi il brasiliano è riuscito a ritagliarsi spazio e credibilità, alternandosi tra il ruolo di punta esterna e quello di seconda punta. Il bilancio della sua prima parte di stagione parla di tre gol e quattro assist, numeri che hanno attirato l’attenzione del Napoli e convinto il club a investire su un profilo giovane ma già pronto per il salto di qualità.

Ora per Giovane si apre una fase decisiva, fatta di ambientamento rapido e prime indicazioni sul campo. L’eventuale presenza al seguito della squadra a Torino sarebbe soprattutto simbolica, ma segnerebbe l’inizio concreto di un percorso che il Napoli spera possa trasformarsi presto in un’arma in più per la seconda parte della stagione.

Napoli, fugge al controllo e aggredisce gli agenti: 37enne arrestato con cocaina

Nel pomeriggio di ieri la Polizia di Stato ha arrestato un 37enne napoletano sorpreso in possesso di sostanza stupefacente e resosi responsabile di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

L’episodio si è verificato nel quartiere Vasto, dove gli agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno notato in corso Novara uno scooter con a bordo un uomo che, alla vista della volante, ha improvvisamente parcheggiato il mezzo tentando di dileguarsi a piedi per sottrarsi al controllo.

Ne è scaturito un inseguimento per le strade della zona, conclusosi in via Bologna. Qui il 37enne è stato raggiunto e bloccato dai poliziotti dopo una colluttazione, resa particolarmente complessa anche dalla sua opposizione. Determinante il supporto del personale del Commissariato Vicaria-Mercato e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.

Nel corso della perquisizione, l’uomo è stato trovato in possesso di tre involucri contenenti cocaina. Al termine degli accertamenti è scattato l’arresto.

Napoli, «Gli spezzo il collo, deve morire»: nuove minacce choc al deputato Borrelli

Napoli – Non accenna a placarsi l’offensiva intimidatoria contro Francesco Emilio Borrelli. Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra è finito nuovamente nel mirino di Rocco Crispino, pregiudicato già condannato in primo grado a due anni e mezzo di reclusione per l’aggressione avvenuta all’esterno dell’ospedale San Giovanni Bosco.

Attraverso un post dai toni inequivocabili pubblicato sui propri canali social, Crispino ha lanciato un avvertimento che lascia poco spazio all’interpretazione: «A Borrelli gli spezzo il collo, la prima volta si è salvato la seconda no. Il porco deve morire».

Parole pesanti che arrivano nonostante la recente sentenza del Tribunale che ha visto coinvolte anche Rosa e Anna La Malfa.

La replica: «Nessun passo indietro»

La risposta del parlamentare, da anni in prima linea contro il degrado e la criminalità cittadina, è arrivata a stretto giro. Borrelli ha ribadito la volontà di proseguire nel suo percorso di denuncia, leggendo in questo nuovo attacco un segnale di debolezza dei clan messi alle strette.

«Questi soggetti non si fermano nemmeno davanti alle condanne – ha dichiarato Borrelli – segno di un senso di impunità che va scardinato. Queste intimidazioni sono la prova che il nostro lavoro disturba i loro interessi. Non arretrerò di un millimetro: Napoli non può restare ostaggio di chi vive di violenza e prepotenza».

Il deputato ha poi rivolto un appello alle autorità, chiedendo che lo Stato non abbassi la guardia e garantisca pene certe e un controllo capillare del territorio, unico antidoto alla cultura della sopraffazione che ancora soffoca intere aree della città.

Allerta gialla prorogata in Campania, maltempo in estensione: a rischio tutta la costa

Napoli – Il maltempo non dà tregua alla Campania. La Protezione Civile regionale ha deciso di prorogare di altre 24 ore l’allerta meteo di colore giallo, estendendola all’intera fascia costiera e ampliando le aree a rischio.

L’ondata di cattivo tempo, già in atto, si estenderà nella giornata di domani a porzioni di territorio finora non coinvolte. A partire dalla mezzanotte di stanotte, oltre alle zone già in allerta (Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Alto Volturno e Matese; Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Tusciano e Alto Sele), saranno inserite nella lista anche la Zona 6 (Piana Sele e Alto Cilento) e la Zona 8 (Basso Cilento).

Le previsioni indicano precipitazioni da sparse a localizzate, sotto forma di rovesci o temporali, che potrebbero risultare anche di forte intensità. L’allerta gialla è associata a un rischio idrogeologico localizzato.

I pericoli principali legati a questi fenomeni intensi sono allagamenti, un repentino innalzamento dei livelli dei fiumi con possibili esondazioni, e frane o caduta massi favorite dalla saturazione dei terreni.

La Protezione Civile raccomanda alle amministrazioni locali di attivare o mantenere operativi i Centri Operativi Comunali e di adottare tutte le misure necessarie per prevenire danni. I cittadini sono invitati a prestare massima attenzione e a seguire gli aggiornamenti della Sala Operativa regionale.

Casoria, 90 evacuati dopo il crollo della palazzina

Casoria– Resta alta la tensione a Casoria, dove il parziale crollo di un edificio avvenuto lo scorso venerdì ha imposto lo sgombero precauzionale di circa 90 persone.

Un bilancio pesante per la comunità locale, che ha visto decine di famiglie abbandonare le proprie abitazioni in pochi istanti, salvate solo da quegli “scricchiolii” sospetti che avevano fatto scattare l’allarme poco prima del cedimento.

La macchina dell’accoglienza

Al momento, la gestione dell’emergenza vede 60 cittadini alloggiati presso strutture alberghiere della zona, mentre i restanti 30 hanno trovato sistemazione autonoma presso parenti.

Questa mattina, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha presieduto una riunione del Centro Coordinamento Soccorsi (CCS) per fare il punto sulla messa in sicurezza. All’incontro hanno partecipato il sindaco di Casoria, Raffaele Bene, e l’assessore regionale Fiorella Zabatta, quest’ultima già attiva sul campo presso il Centro Operativo Comunale.

L’ombra delle infiltrazioni

Le indagini tecniche, condotte dai Vigili del Fuoco e dagli uffici comunali, si stanno concentrando sulle criticità del sottosuolo. A causare il dissesto sarebbe stata una rilevante infiltrazione d’acqua, su cui i tecnici della società idrica territoriale stanno intervenendo senza sosta.

La situazione resta però instabile: l’area è ancora interdetta al traffico e, per ragioni di sicurezza, non è stato ancora concesso alle famiglie di rientrare negli appartamenti, nemmeno per recuperare gli effetti personali.

Sicurezza e assistenza

Per prevenire episodi di sciacallaggio nelle case abbandonate, le forze di polizia hanno predisposto un servizio di vigilanza H24. Sul fronte assistenziale, l’ASL Napoli 2 Nord sta garantendo i servizi sanitari d’urgenza, mentre l’assessore Zabatta ha confermato l’allestimento di una tensostruttura che fungerà da punto di distribuzione per i beni di prima necessità.

L’attenzione resta massima: il monitoraggio dell’area proseguirà nelle prossime ore per valutare eventuali nuovi assestamenti del terreno e programmare, non appena possibile, il rientro in sicurezza o il recupero dei beni dei residenti.

Napoli tra cinema e serie TV: location che pochi conoscono

Napoli cinema e Napoli serie TV non sono solo etichette di ricerca su Google, ma una realtà viva che racconta la città attraverso lo sguardo di registi, sceneggiatori e troupe internazionali. Negli ultimi anni Napoli si è confermata come una delle città italiane più ambite per set cinematografici e televisivi, grazie a un paesaggio urbano ricco di storia, contrasti e atmosfere uniche che vanno oltre i classici scorci turistici.

Napoli capitale di set: numeri, progetti e produzioni

La città partenopea ha vissuto un vero boom di produzioni: solo nei primi mesi del 2025, Napoli ha ospitato ben 43 progetti audiovisivi tra film, serie TV e documentari girati tra centro storico, lungomare e quartieri cittadini.

Questo fermento non è casuale. La combinazione tra luce mediterranea, architetture storiche e quartieri vivaci ha spinto registi italiani e stranieri a considerare Napoli un palcoscenico naturale per storie diverse, dalla commedia al dramma alla fiction. L’impegno della Film Commission Regione Campania e dell’Ufficio Cinema del Comune ha reso più semplici i permessi e ha attirato produzioni con supporto logistico e incentivi economici.

Non solo produzioni italiane: alcune serie internazionali ambientate qui, come L’Amica Geniale, hanno trasformato parti della città in set urbani ricchi di dettagli narrativi, coinvolgendo piazze storiche, chiese e arterie meno battute.

Location famose e angoli nascosti della città sullo schermo

Quando si parla di Napoli cinema e serie TV, inevitabilmente si citano luoghi iconici come Spaccanapoli, il Lungomare Caracciolo o il Rione Sanità. Tuttavia, esistono scorci spesso sconosciuti ai più che hanno invece fatto da sfondo a scene memorabili o produzioni di richiamo.

Piazze, quartieri e set “invisibili”

  • Piazza Mercato e Largo San Marcellino hanno ospitato le riprese di L’Amica Geniale 4, valorizzando il centro storico con dettagli d’epoca e ambiente narrativo.
  • Via Materdei e le storiche pizzerie partenopee sono comparse in film classici come L’Oro di Napoli, un richiamo al patrimonio cinematografico italiano.
  • Le alleyways (vicoli) tra i Decumani diventano protagonisti nella serie Mare Fuori, luogo di vita quotidiana e memoria urbana.
  • Troisi Stairs, dedicate al regista Massimo Troisi, sono state set per Scusate il ritardo e oggi sono un luogo di culto per cinefili.

Film e documentari che raccontano altri volti della città

Non mancano produzioni cinematografiche originali che scelgono Napoli come protagonista assoluta:

  • Questi Fantasmi! (2024), diretto da Alessandro Gassmann, è stato girato nel cuore del centro storico, con scene ambientate nel Palazzo dello Spagnuolo del Rione Sanità.
  • Hotspot – Amore senza rete (2023), una commedia girata tra Napoli e la Costiera Amalfitana, include numerosi scorci della città e del Teatro San Carlo.
  • Alcune produzioni come Naples in Veils di Ferzan Özpetek utilizzano luoghi meno “ovvi”, come Palazzo Mannajuolo con la sua scenografica scala art déco e Piazza del Gesù, oltre a tratti del mare di Posillipo e archeologia urbana per scene chiave.

Dalla città reale ai set: itinerari per esplorare Napoli con occhi da cinefilo

Chi ama il cinema o le serie TV può trasformare la visita a Napoli in un vero tour dei set alla scoperta di luoghi meno conosciuti ma ricchi di fascino narrativo.

Percorsi fuori dai circuiti classici

  • Rione Sanità: oltre a luoghi celebri, il quartiere offre vicoli e piazzette che sono stati set reali o fonte di ispirazione per serie drammatiche.
  • Pontile di Bagnoli e vie secondarie dei Decumani: perfetti per rivivere gli scenari di Mare Fuori e immergersi nei colori e nei suoni autentici della città.
  • Centro storico nascosto: piazze come Mercato o stradine laterali utilizzate per ambientazioni d’epoca mostrano un volto meno turistico ma ugualmente suggestivo.

Per chi proprio vuole seguire le orme dei propri film o serie preferiti, esistono anche app come NapoliMovieTour che aiutano a tracciare itinerari cinematografici, con mappe, dettagli di scena e riferimenti ai set sparsi per la città.

Napoli, tragedia nella notte in via Argine: auto contro cisterna, muore 55enne

Napoli– Ancora sangue sulle strade di Napoli Est. Un uomo di 55 anni, originario del capoluogo, ha perso la vita in un drammatico incidente stradale avvenuto nella notte tra venerdì e sabato lungo via Argine, arteria tristemente nota per la sua pericolosità.

Lo schianto si è verificato poco dopo la mezzanotte. Secondo le prime ricostruzioni effettuate sul posto, la vittima era alla guida della propria vettura quando, per cause ancora in fase di accertamento, ha improvvisamente perso il controllo del mezzo.

La corsa dell’auto è terminata violentemente contro una cisterna che si trovava in sosta a bordo strada. L’impatto è stato devastante, non lasciando scampo al conducente.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 55enne. La scena del sinistro è stata transennata per consentire i rilievi del caso agli agenti della sezione Infortunistica Stradale della Polizia Municipale, diretta dal comandante Vincenzo Cirillo.

Le operazioni di messa in sicurezza e la gestione della viabilità sono state coordinate dalla Centrale Operativa Territoriale, agli ordini del capitano Lucio Sarnacchiaro, sotto la supervisione del comandante generale Ciro Esposito.

Gli inquirenti non escludono alcuna pista: dal malore improvviso al colpo di sonno, fino a una possibile distrazione fatale. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito.

Napoli, la strage infinita. Il 2026 eredita il “bollettino di guerra” del 2025

L’incidente di via Argine non è un caso isolato, ma l’ennesimo capitolo di un’emergenza che a Napoli e provincia sembra non conoscere fine. Queste prime tre settimane del 2026 confermano un trend allarmante, riaprendo ferite mai rimarginate dopo un 2025 che è stato definito da più parti un “anno nero” per la sicurezza stradale.

L’eredità del 2025: i numeri della crisi

Il 2026 si apre portandosi dietro il peso schiacciante dei dati dell’anno appena concluso. Il 2025 si è chiuso con un bilancio drammatico per la città di Napoli, che ha contato 21 vittime sulle strade urbane. Un dato che fa riflettere sulla sicurezza delle arterie cittadine, spesso trasformate in piste ad alta velocità, soprattutto nelle ore notturne.

​Particolarmente grave è stato il bilancio riguardante gli utenti deboli della strada: fino a novembre 2025, si contavano già 8 pedoni uccisi, travolti mentre attraversavano la strada, spesso sulle strisce pedonali. Casi come quello del 93enne investito al Vomero o del 46enne a Ponticelli (deceduto dopo un mese di agonia) testimoniano una “giungla urbana” dove la distrazione e l’alta velocità la fanno da padrone.

Provincia maglia nera

Allargando lo sguardo alla Città Metropolitana, i dati consolidati (riferiti all’ultimo report ACI-ISTAT disponibile e analizzato a fine 2025) avevano già lanciato l’allarme rosso: la provincia di Napoli aveva registrato un incremento record del +26,1% delle vittime della strada in un solo anno, toccando quota 111 morti. Un triste primato nazionale per l’aumento assoluto di decessi, che ha visto aree come Giugliano e la zona flegrea pagare un tributo di sangue altissimo.

2026: un inizio in salita

L’incidente di via Argine di questo weekend si inserisce in questo contesto di “insicurezza strutturale”. Nonostante i piani di potenziamento dei controlli e l’annuncio di nuovi dissuasori e telecamere da parte dell’amministrazione comunale, la frequenza degli incidenti gravi in queste prime settimane dell’anno dimostra che la strada verso l’obiettivo “zero vittime” è ancora lunghissima.

La dinamica di via Argine (perdita di controllo autonoma notturna) ricalca una delle casistiche più frequenti evidenziate dai report statistici: l’incidentalità notturna sulle grandi arterie di scorrimento periferiche, dove la percezione del rischio si abbassa drasticamente

Napoli, arrestati i due rapinatori dell’Asse Mediano

Napoli – Da settimane l’Asse Mediano è tornato a essere sinonimo di paura per chi ogni giorno attraversa l’arteria che collega i comuni a nord di Napoli. Tra code, rallentamenti e svincoli affollati, si sono moltiplicate segnalazioni e denunce di rapine ai danni degli automobilisti, con filmati e racconti finiti sui social e rilanciati in rete come prova di un’emergenza ormai quotidiana.

In questo clima, l’ultimo intervento della Polizia di Stato viene letto da molti cittadini come una sorta di “liberazione”, un segnale concreto dopo le proteste per colpi consumati anche alla luce del sole.

Nel pomeriggio di ieri, durante servizi mirati e continuativi predisposti dalla Questura di Napoli contro i reati predatori lungo l’Asse Mediano, gli agenti hanno arrestato due giovanissimi, 18 e 19 anni, entrambi napoletani e già noti alle forze dell’ordine. Per loro le accuse sono rapina aggravata in concorso e resistenza a pubblico ufficiale.

Uno dei due banditi era agli arresti domiciliari

Il 19enne è stato arrestato anche per evasione perché già sottoposto agli arresti domiciliari, mentre per entrambi è scattata anche la denuncia per porto di armi od oggetti atti ad offendere.
​Secondo la ricostruzione, i due avrebbero agito con uno schema rapido e ripetuto: prima rapina a un distributore, poi un secondo colpo a pochi minuti di distanza, quindi la fuga.

Gli assalti sarebbero stati messi a segno intorno alle 16 al GT Fuel di via San Francesco a Patria e circa venti minuti dopo al Q8 Euro Energia di via Circonvallazione Esterna a Qualiano, minacciando i dipendenti per farsi consegnare l’incasso. Dopo il secondo episodio, i due si sarebbero allontanati in auto in direzione Giugliano, ma la corsa si è interrotta poco dopo.

I poliziotti li hanno seguiti senza perderli di vista e li hanno bloccati a Giugliano, nei pressi di una struttura ricettiva dove si erano fermati. Addosso avevano 260 euro e, nell’auto, sono stati trovati un paio di forbici e una pistola replica priva del tappo rosso, ritenuta l’arma usata per intimidire le vittime.

Le indagini proseguono: secondo quanto riportato, i due sarebbero sospettati anche di una serie più ampia di colpi tra le province di Napoli, Salerno e Caserta.

Pompei, chiede soldi per la droga e minaccia il padre: arrestato

Nel tardo pomeriggio di ieri gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Pompei hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione ai danni del padre.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’indagato avrebbe sottoposto l’anziano genitore, per oltre tre anni, a continue richieste di denaro finalizzate all’acquisto di sostanze stupefacenti, arrivando a pretenderle anche più volte al giorno. In caso di rifiuto, l’uomo avrebbe reagito con minacce, danneggiamenti e atteggiamenti violenti.

Le reiterate vessazioni e le violenze subite avrebbero costretto la vittima, da circa quattro mesi, ad abbandonare l’abitazione familiare, trovandosi a vivere in strada e a dormire all’interno della propria autovettura.

L’ultimo episodio contestato risale all’11 gennaio 2026, quando, a Pompei, l’indagato avrebbe preso a calci l’auto del padre, danneggiandola, per poi costringerlo a prelevare 20 euro da uno sportello postale e a consegnargli il denaro.

Le indagini, avviate dopo la denuncia e coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza attraverso l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza cittadino e l’escussione di persone informate sui fatti.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato rinchiuso presso la casa circondariale “Giuseppe Salvia” di Napoli Poggioreale, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Castellammare, l’ex Salesiani venduto a società cinese: ignorati gli appelli dei cittadini

Castellammare, l’ex Salesiani venduto a società cinese: ignoti gli appelli dei cittadini e del Consiglio

Migliaia di firme e una mozione protocollata in Comune per salvarlo restano inascoltate: dopo quattro aste, il complesso finisce a un’azienda di illuminotecnica con sede a Napoli, mentre il rischio speculazione aleggia su un luogo simbolo salesiano.

L’ex complesso dei Salesiani a Castellammare di Stabia, storico baluardo educativo e sportivo sulla collina di Scanzano con vista sul Golfo di Napoli, è stato acquisito da una società cinese con sede legale a Napoli, specializzata nel commercio all’ingrosso di articoli per illuminazione e materiale elettrico.

La struttura, sorta nel 1965 e passata poi alla Fondazione Ras, ha ospitato per decenni attività per ragazzi, convegni, cerimonie nuziali e rifugi per giovani lontani dai rischi del quartiere Scanzano, roccaforte del clan D’Alessandro, sul modello salesiano di don Bosco – la prima casa salesiana aperta nel Sud Italia a fine Ottocento.

La battaglia dei cittadini e l’asta contestata

Migliaia di stabiesi hanno firmato una petizione lanciata dal sito Lo Scaffale per mantenerlo pubblico, con base d’asta iniziale a 3,5 milioni di euro e prezzo minimo a 2,6 milioni; dopo quattro tentativi falliti, il valore è sceso drasticamente.

Nel marzo del 2025 i consiglieri comunali di “Base popolare-Democratici e progressisti”, aveva presentato una mozione in consiglio comunale firmata a nche da altri consiglieri che chiedeva al Comune di acquisirlo per trasformarlo in “Cittadella del Benessere”, istituto alberghiero, facoltà universitarie o spazi sociali contro “privati senza scrupoli o poteri delinquenziali”.

L’appello, reiterato anche per un intervento regionale, è rimasto inascoltato: nessuna risposta dal Comune né dalla Regione Campania, lasciando il complesso – 10mila metri quadri con campi sportivi, auditorium e chiesa – a un destino incerto.

Frana travolge un campeggio in Nuova Zelanda: sei dispersi. Tra le vittime una 15enne di Avellino

Sei persone risultano disperse dopo la frana che ha travolto il campeggio Beachside a Mount Maunganui, località turistica nel nord della Nuova Zelanda. Lo ha confermato la polizia, che ha concluso le operazioni di ricerca e avviato una fase di recupero dei corpi, dopo il ritrovamento di resti umani sotto una massa di fango e detriti.

Tra le vittime c’è anche Sharon Maccanico, 15 anni, originaria di Avellino, campionessa internazionale di hip hop e studentessa del Pakūranga College. La notizia è stata resa nota dall’istituto scolastico con un comunicato pubblicato sui social nella notte. Nella frana ha perso la vita anche un altro studente, Max Furse-Kee.

«Con profonda tristezza condividiamo la scomparsa di due studenti del Pakūranga College nella tragedia di Mount Maunganui – si legge nella nota –. Siamo in contatto con le famiglie per esprimere il nostro più sentito cordoglio e aroha. La nostra comunità è profondamente colpita e stiamo lavorando per supportare studenti e personale nei prossimi giorni e settimane».

Il sovrintendente di polizia Tim Anderson ha definito la situazione «straziante», spiegando che un camper, una roulotte e un blocco docce sono stati sepolti da una frana di fango causata dalle piogge eccezionali.

Tra i dispersi figura anche un altro quindicenne. «È diventato evidente che le possibilità di trovare sopravvissuti sono estremamente scarse», ha dichiarato Anderson ai giornalisti, sottolineando la complessità dell’intervento e i rischi per la sicurezza dei soccorritori a causa dell’instabilità del terreno.

Negli ultimi due giorni la comunità locale ha organizzato veglie e momenti di raccoglimento in attesa di notizie. Il primo ministro neozelandese Christopher Luxon ha espresso le proprie condoglianze, assicurando pieno supporto alle famiglie colpite: «Ogni neozelandese è in lutto con voi».

Le autorità stanno ora valutando eventuali responsabilità e chiarendo perché il campeggio non sia stato evacuato nonostante le segnalazioni di movimenti franosi già nella mattinata di giovedì. Nello stesso giorno, un’altra frana ha causato la morte di due persone nella vicina città portuale di Tauranga, tra cui un cittadino cinese.

Napoli, controlli a tappeto su locali e movida: il Prefetto rafforza la stretta sulla sicurezza

Napoli – Scatta una nuova fase di controlli sui pubblici esercizi e sui locali di intrattenimento nell’area metropolitana di Napoli. Il prefetto Michele di Bari, a seguito della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 21 gennaio scorso, ha diramato due distinte circolari indirizzate, rispettivamente, ai sindaci del territorio metropolitano e alle forze dell’ordine con il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco.

La decisione arriva al termine di un confronto che ha visto la partecipazione delle autorità giudiziarie, dei vertici provinciali delle forze di polizia, dei Vigili del Fuoco, dei rappresentanti dei pubblici esercenti, dell’Ispettorato del Lavoro e di tutti i soggetti istituzionali coinvolti.

Le disposizioni si inseriscono nel solco della direttiva emanata il 19 gennaio dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha richiamato la necessità di intensificare, soprattutto in chiave preventiva, i controlli sulle attività di intrattenimento per tutelare la pubblica incolumità di lavoratori e avventori.

Al centro delle circolari prefettizie vi è, innanzitutto, un’attività di ricognizione e verifica dei locali autorizzati alla somministrazione di alimenti e bevande che svolgono, in assenza dei necessari titoli abilitativi, anche attività di intrattenimento o di pubblico spettacolo. Ai sindaci è stato chiesto di trasmettere l’elenco dei locali adibiti a pubblico spettacolo presenti sui rispettivi territori, attestando il permanere delle condizioni di agibilità delle strutture.

Gli amministratori locali dovranno inoltre disporre sopralluoghi mirati per accertare, in modo puntuale e sistematico, il rispetto delle prescrizioni contenute nei pareri di agibilità rilasciati e il corretto funzionamento dei dispositivi di sicurezza.

Eventuali criticità dovranno essere immediatamente segnalate per consentire, in raccordo con tutti gli organismi competenti, l’adozione delle misure preventive più opportune e, nei casi di irregolarità, dei provvedimenti a tutela della pubblica e privata incolumità.

I controlli, sia amministrativi che tecnici, saranno affidati a gruppi misti coordinati dalla Prefettura, composti da personale delle forze di polizia, dei Vigili del Fuoco, dell’Ispettorato del Lavoro, delle Asl e delle polizie locali.

Parallelamente, la circolare indirizzata alle forze dell’ordine e al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco dispone l’intensificazione dei dispositivi di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo e sui pubblici esercizi, per verificare il pieno rispetto della normativa di settore e contrastare eventuali forme di esercizio abusivo.

In particolare, d’intesa con le Procure della Repubblica territorialmente competenti, dovrà essere verificato se le attività complementari svolte da bar e ristoranti assumano carattere prevalente, configurandosi di fatto come pubblico intrattenimento e risultando così soggette a regole più stringenti. In presenza di irregolarità, saranno avviate le iniziative di competenza per contrastare le strutture abusive.

Resta alta, infine, l’attenzione della Prefettura sull’attuazione delle misure previste, con l’obiettivo di garantire legalità e sicurezza e prevenire ogni possibile rischio per cittadini e operatori del settore.

Evaso da Foggia arrestato Simone Sacchettino, il fratello di Danielino di Gomorra

Era evaso dagli arresti domiciliari e si nascondeva a Varcaturo, dove è stato sorpreso in possesso di droga e di un’arma clandestina. Per questo la Polizia di Stato ha arrestato Simone Sacchettino, 32 anni, napoletano, domiciliato nella provincia di Foggia.

L’uomo è il fratello di Vincenzo Sacchettino, l’attore noto al grande pubblico per aver interpretato “Danielino” nella serie tv Gomorra, il giovane meccanico arruolato da Ciro Di Marzio e poi ucciso da Salvatore Conte nella celebre scena del “Vieni a te piglià ’o perdono”.

L’ultimo arresto dell’ex attore riisale al maggio del 2022 quando ad Aversa fu preso insieme con il padre Pasquale di 57 anni e l’altro fratello Raffaele 30 anni perchè avevano messo in piedi un giro di spaccio di droga itinerante.

Il fermo di Simone Sacchettino è scattato nella mattinata di ieri al termine di un controllo effettuato dagli agenti del Commissariato di Pozzuoli in un’abitazione di Varcaturo. All’interno di un armadio, accuratamente occultati, i poliziotti hanno rinvenuto due pezzi di hashish, per un peso complessivo di circa 32 grammi, e una pistola con matricola abrasa.

Dagli accertamenti successivi è emerso che Sacchettino era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari nel Foggiano e che risultava evaso dallo scorso 31 dicembre. A suo carico sono stati contestati i reati di evasione, detenzione di arma clandestina, detenzione illecita di sostanze stupefacenti e ricettazione.

Il 32enne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati allo spaccio è ritenuto dagli investigatori contiguo al clan Raia, operante nell’area della Chalet Bakù di Scampia. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Furto d’auto davanti a un liceo, il prefetto rafforza i controlli all’Arenella

Napoli– Controlli rafforzati nel quartiere Arenella dopo il furto di un’automobile avvenuto all’esterno del liceo scientifico “Elio Vittorini”, nelle adiacenze di via Domenico Fontana. A disporre l’immediata intensificazione dei servizi di vigilanza e controllo dell’area è stato il prefetto di Napoli, Michele di Bari.

L’episodio, verificatosi in pieno giorno nei pressi dell’istituto scolastico, è stato ritenuto di particolare gravità anche perché ripreso dalle telecamere degli stessi studenti. Proprio alla luce di questi elementi, il prefetto ha assicurato che l’accaduto sarà oggetto di approfondimento nella prossima riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Lo rende noto la Prefettura di Napoli in un comunicato ufficiale.

Aversa, si apre una voragine davanti al carcere: sprofonda un camion dei rifiuti

Aversa – Momenti di paura questa mattina nel cuore di Aversa, dove un improvviso cedimento del manto stradale ha rischiato di trasformarsi in tragedia. In prossimità della chiesa di San Rocco, proprio lungo la recinzione perimetrale della casa circondariale in direzione via Gaspare Virgilio, il pesante basolato ha ceduto sotto le ruote di un automezzo della Tekra, la società incaricata del servizio di igiene urbana.

L’incidente è avvenuto in una frazione di secondo: la pavimentazione storica non ha retto il peso del veicolo, che è rimasto parzialmente inghiottito dalla sede stradale. Fortunatamente, nonostante il forte scossone e il rischio di ribaltamento, non si registrano feriti tra gli operatori ecologici o i passanti che affollavano la zona a quell’ora.

Sul luogo del sinistro sono prontamente intervenuti i tecnici comunali e le forze dell’ordine per isolare l’area e avviare le operazioni di rimozione del mezzo. Il danno al veicolo appare significativo, ma a preoccupare maggiormente i residenti è lo stato di salute delle strade cittadine.

L’episodio odierno rappresenta infatti l’ennesimo campanello d’allarme su una situazione nota: in diversi punti del centro storico, il basolato risulta visibilmente sconnesso o privo della necessaria sigillatura tra i blocchi di pietra. Secondo le prime segnalazioni, il cedimento sarebbe sintomo di un ammaloramento diffuso del sottosuolo e della pavimentazione, che necessiterebbe di un piano di manutenzione straordinaria urgente per garantire la sicurezza della circolazione e l’incolumità dei cittadini.

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Rapina con pestaggio a Fuorigrotta: arrestato 32enne specializzato in scippi

Napoli – Ha chiesto in prestito lo scooter al cugino sostenendo di dover andare a comprare medicine per il padre malato. Invece, Giuseppe Emanuele Di Pinto, 32enne residente nella zona della Torretta di Chiaia, avrebbe usato il mezzo per commettere una rapina in via Agrillo, a Fuorigrotta.

La vittima, una giovane donna alla guida della propria auto, è stata aggredita con violenza: l’uomo le ha strappato dal collo una collanina d’oro, provocandole una distorsione alla spalla e al collo.

L’episodio, avvenuto tra giugno e settembre dello scorso anno, è finito ieri con l’arresto del 32enne, eseguito dai carabinieri della stazione di Fuorigrotta su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli.

A tradire Di Pinto sono stati due elementi decisivi: la targa dello scooter e i tatuaggi visibili sul corpo, immortalati probabilmente dalle immagini di videosorveglianza o dalla descrizione della vittima.

Gli investigatori dell’Arma hanno ricostruito il fatto collegandolo ad altri due episodi delittuosi contestati allo stesso uomo, sempre nella zona del lungomare partenopeo.Si tratta di due furti aggravati: il primo ai danni di una bicicletta elettrica, commesso nell’androne di un palazzo in viale Gramsci; il secondo ai danni di uno scooter elettrico, perpetrato nel cortile di uno stabile in via Caracciolo.

Entrambi i colpi – presumibilmente preceduti da accurati sopralluoghi – sono stati eseguiti in solitaria e sempre tra giugno e settembre dello scorso anno.Le denunce presentate immediatamente dalle vittime hanno fatto convergere le indagini in un unico procedimento penale.

Di Pinto è accusato complessivamente di rapina aggravata e due furti aggravati.Si ricorda che l’indagato va considerato innocente fino a eventuale sentenza di condanna definitiva.

Anabolizzanti e tumori, l’allarme del Pascale: Sotto i 40 anni, aumento casi di cancro al fegato

Napoli – Un allarme clinico di portata nazionale giunge dall’Istituto dei Tumori di Napoli “Pascale”: è in netta crescita il numero di giovani under 40 colpiti da tumore al feagato, in assenza dei consueti fattori di rischio come epatiti virali, cirrosi o abuso alcolico. Gli specialisti puntano il dito contro l’uso improprio e prolungato di steroidi anabolizzanti, una pratica in preoccupante aumento anche al di fuori dello sport professionistico.

Negli ultimi anni, la struttura ha registrato un incremento significativo di pazienti giovani affetti da gravi patologie epatiche, la cui unica correlazione riscontrata è stata l’assunzione cronica di sostanze dopanti.

Queste sostanze, assunte per aumentare massa muscolare e performance, possono innescare processi tumorali. «L’assunzione cronica può favorire la comparsa di adenomi epatici, con il rischio concreto di una loro evoluzione in forme maligne», spiega il professor Francesco Izzo, direttore della Chirurgia Epatobiliare del Pascale. «Questi farmaci alterano profondamente i delicati meccanismi di rigenerazione cellulare e possono innescare processi tumorali anche in soggetti giovani e apparentemente sani».

Il rischio oncologico, sottolineano i clinici, è direttamente proporzionale a dosaggi elevati e alla ripetizione di cicli di assunzione nel tempo. L’allarme non si limita al solo fegato. L’uso di testosterone sintetico, ormone della crescita (GH) e sostanze analoghe è scientificamente correlato anche a un aumento dell’incidenza di tumori della prostata, dei testicoli e del cosiddetto tumore primitivo del fegato.

Il fenomeno è particolarmente diffuso negli ambienti del fitness e dello sport amatoriale, dove il doping è spesso sottovalutato, percepito come una scorciatoia innocua e socialmente accettata per migliorare l’aspetto fisico. La facile reperibilità online di questi prodotti, spesso di dubbia provenienza e qualità, aggrava ulteriormente il quadro.

«Serve rafforzare in modo deciso la rete di prevenzione e informazione, soprattutto tra gli adolescenti e i più giovani», conclude il professor Izzo. L’appello è a promuovere una cultura dello sport sana e sicura, basata su corretti stili di vita, allenamento graduale e alimentazione appropriata, in netta contrapposizione alla pericolosa illusione offerta dalla chimica.

Gli specialisti del Pascale ribadiscono la necessità di campagne educative mirate e di un maggiore controllo sul mercato clandestino degli anabolizzanti, per proteggere la salute delle nuove generazioni.

Truffe e raggiri, scattano le manette tra Osimo e Arezzo: dai ricambi fantasma all’incubo del falso nipote

Osimo – Il cerchio della giustizia si chiude su tre truffatori in due distinte operazioni condotte tra le Marche e la Toscana. Se nel primo caso si tratta della conclusione di un iter giudiziario per un raggiro digitale, nel secondo è stato il tempestivo intervento della Polizia a sventare un odioso colpo ai danni di una vittima vulnerabile.

Osimo: la “trappola” del Marketplace costa 8 mesi di domiciliari

La giustizia ha presentato il conto a un 51enne di origini napoletane, ma residente a Osimo, condannato in via definitiva per una truffa commessa nel marzo 2021.

Il modus operandi: L’uomo aveva messo in vendita su un noto social network ricambi per auto a prezzi stracciati.

Il danno: Un acquirente di Fabriano, attirato dall’affare, aveva versato 250 euro su una carta prepagata.L’esito: Ricevuto il denaro, il venditore era svanito nel nulla.

I Carabinieri della stazione locale hanno eseguito l’ordine di carcerazione: l’uomo dovrà ora scontare la pena in regime di detenzione domiciliare.

Arezzo: il finto “Appuntato” e l’oro sottratto all’anziana

Scenario ben più drammatico quello vissuto da un’87enne del centro storico di Arezzo, finita nel mirino di due truffatori specializzati nel collaudato, ma sempre efficace, trucco del “finto nipote”.

Il raggiro telefonico

La vittima è stata contattata da un sedicente nipote che, con tono allarmato, implorava 5.000 euro per pagare multe urgenti ed evitare l’arresto. Quando l’anziana ha proposto di andare alle Poste, il malvivente l’ha convinta a restare in casa: “Non c’è tempo, passeranno i Carabinieri a ritirare quello che hai”.

Poco dopo, un complice si è presentato alla porta spacciandosi per un appuntato dell’Arma, riuscendo a farsi consegnare gioielli in oro e 450 euro in contanti. La fuga dei due complici è però durata poco:

Una pattuglia della Squadra Mobile ha notato l’andatura sospetta della loro auto.

Il veicolo è stato pedinato e fermato sul raccordo Arezzo-Battifolle.

La perquisizione ha portato alla luce l’intero bottino, nascosto nell’abitacolo.

I due uomini, entrambi con precedenti specifici, sono stati arrestati e trasferiti nel carcere di Arezzo. La refurtiva è stata interamente recuperata e riconsegnata alla legittima proprietaria, ponendo fine a un pomeriggio di angoscia.

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