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Oroscopo del 25 gennaio 2026, le previsioni di Paolo Tedesco

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È un giorno per costruire, con pazienza e chiarezza, piuttosto che per stravolgere. La sera, la Luna ci invita a un riposo rigenerante, preparandoci alla settimana con rinnovata consapevolezza.

Ariete (21 marzo – 19 aprile)

Amore: Mercurio in trigono stimola comunicazioni intense. Se single, un incontro casuale potrebbe rivelarsi significativo. Coppie: affrontate un argomento rimasto in sospeso con sincerità.
Lavoro: Giornata dinamica, ideale per prendere iniziative. Attenzione a non scontrarti con colleghi troppo diretti.
Salute: Energia alta, ma attenzione a mal di testa da stress. Una passeggiata all’aria aperta ti ricaricherà.
Finanze: Possibile spesa improvvisa. Evita acquisti impulsivi e controlla le sottoscrizioni automatiche.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Non bruciare le tappe. A volte la costanza vince sulla velocità.”

Toro (20 aprile – 20 maggio)

Amore: Venere nel segno favorisce fascino e sensualità. Coppie: serata romantica per riconnettersi. Single: la tua autenticità attira.
Lavoro: Momento propizio per trattative o richieste economiche. La tua praticità è apprezzata.
Salute: Cura l’alimentazione: rischio di indulgenze eccessive. Meglio un pasto leggero.
Finanze: Entrate stabili, possibilità di un piccolo guadagno extra. Ottimo giorno per programmare risparmi.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Radicati nel presente: la sicurezza nasce da scelte ponderate.”

Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

Amore: Luna in aria stimola socialità. Single: occhi aperti in contesti culturali. Coppie: condividete un hobby per ravvivare la complicità.
Lavoro: Idee brillanti ma dispersive. Focalizza l’attenzione su un progetto alla volta.
Salute: Nervosismo in calo se dedichi tempo a respirazione consapevole. Attenzione alle distrazioni.
Finanze: Evita prestiti o garanzie oggi. Piccole spese per formazione si rivelano ottimi investimenti.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Scegli la profondità: una conversazione vera vale più di mille chiacchiere.”

Cancro (21 giugno – 22 luglio)

Amore: Emozioni in primo piano. Single: un ricordo del passato può tornare. Coppie: gestisci con delicatezza eventuali sensibilità.
Lavoro: Lavorare in team porta risultati. Attenzione a non prenderti troppo carico del lavoro altrui.
Salute: Stanchezza emotiva possibile. Un bagno caldo o un momento di quiete ti rigenerano.
Finanze: Situazione stabile. Ottimo per pianificare budget familiari o risparmi a lungo termine.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Proteggi il tuo guscio senza isolarti: il equilibrio tra intimità e apertura.”

Leone (23 luglio – 22 agosto)

Amore: Sole nel segno ti rende magnetico. Single: sei al centro dell’attenzione. Coppie: pianifica una sorpresa per il partner.
Lavoro: Leadership riconosciuta. Proponi progetti ambiziosi, ma coinvolgi i collaboratori.
Salute: Vitalità ottima. Attenzione a posture scorrette se lavori alla scrivania.
Finanze: Possibilità di spese per occasioni sociali o di immagine. Non eccedere per apparire.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Brilla con cuore: la generosità autentica moltiplica la tua luce.”

Vergine (23 agosto – 22 settembre)

Amore: Mercurio favorisce chiarezza. Single: potresti essere attratto da una persona mentale. Coppie: un gesto pratico d’affetto vale più di mille parole.
Lavoro: Giornata produttiva per dettagli e pianificazione. Attenzione al perfezionismo eccessivo.
Salute: Benessere legato alla routine. Ottimo per iniziare un controllo medico periodico.
Finanze: Gestione oculata. Rivedi contratti o polizze: scoprirai condizioni vantaggiose.
Consiglio di Paolo Tedesco: “L’ordine interiore crea armonia esteriore. Lascia anche spazio al flusso.”

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

Amore: Venere favorisce armonia. Coppie: momento di dolce complicità. Single: un amico potrebbe diventare qualcosa di più.
Lavoro: Capacità diplomatiche al massimo. Mediazione riuscita in situazioni tese. Ottimo per lavori creativi.
Salute: Equilibrio psicofisico buono. Attenzione a non trascurare l’esercizio fisico per pigrizia.
Finanze: Situazione equilibrata. Possibile regalo o piccolo colpo di fortuna.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Cerca l’armonia, non l’approvazione. La tua pace interiore decide la bilancia.”

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

Amore: Passione intensa. Single: attrazione magnetica ma forse non duratura. Coppie: momento di grande intimità, affrontate tabù.
Lavoro: Intuizioni potenti. Scoperte o rivelazioni utili. Attenzione a non essere troppo sospettoso con i colleghi.
Salute: Energia di trasformazione. Ottimo per iniziare un detox o abbandonare una cattiva abitudine.
Finanze: Situazione complessa ma con potenziale. Investimenti di lungo termine promettenti.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua forza sta nel profondo. Non temere di mostrare anche la tua vulnerabilità.”

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

Amore: Giove favorisce ottimismo. Single: un incontro durante un viaggio o in un contesto internazionale. Coppie: pianificate un’avventura insieme.
Lavoro: Idee visionarie. Attenzione ai dettagli pratici che potrebbero sfuggire. Viaggi lavoro proficui.
Salute: Bisogno di movimento e libertà. Una corsa o escursione ti ricarica.
Finanze: Possibili spese per viaggi o formazione. Valuta con attenzione prima di acquistare.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Punta alla luna, ma costruisci una freccia solida. L’entusiasmo va guidato.”

Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

Amore: Saturno dona serietà. Coppie: rafforzate il legame con progetti concreti. Single: cerca qualcuno con valori affini.
Lavoro: Ambizione e disciplina premiate. Riconoscimento possibile. Passo importante verso un obiettivo a lungo termine.
Salute: Resistenza alta. Attenzione a dolori articolari o muscolari da sforzo.
Finanze: Gestione responsabile. Buon momento per investire in immobili o beni durevoli.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La cima si raggiunge passo dopo passo. Goditi anche il panorama durante la salita.”

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

Amore: Urano stimola originalità. Single: attratto da menti fuori dal comune. Coppie: rompete la routine con gesti inaspettati.
Lavoro: Idee innovative e tecnologiche vincenti. Collaborazioni insolite possono nascere.
Salute: Benessere mentale prioritario. Trova tempo per socializzare e condividere pensieri.
Finanze: Situazione imprevedibile. Evita investimenti speculativi. Piccole entrate da fonti non convenzionali.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Il futuro è la tua casa. Incanala la tua visione per creare qualcosa di utile per tutti.”

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

Amore: Nettuno accentua sogni e romanticismo. Coppie: momento di fusione poetica. Single: rischi di idealizzare una persona.
Lavoro: Creatività e intuizione alte. Attenzione a confini labili e a prendere impegni eccessivi.
Salute: Sensibilità accentuata. Proteggiti da situazioni troppo caotiche. La meditazione ti aiuta.
Finanze: Situazione nebulosa. Diffida di offerte troppo belle. Segui l’istinto nelle piccole decisioni.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Naviga le acque dei sentimenti senza perdere di vista la riva della realtà.”

Cosa ci riservano le stelle domenica 25 gennaio 2026?

Una domenica che, sotto un cielo dove Mercurio favorisce la comunicazione e Venere ammorbidisce gli animi, ci invita a un delicato equilibrio tra riflessione e azione.
I segni di fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) sono spinti dall’entusiasmo, ma le stelle consigliano moderazione per non bruciare opportunità. I segni di terra (Toro, Vergine, Capricorno) trovano forza nella concretezza, giorno ideale per piantare semi per il futuro.
I segni d’aria (Gemelli, Bilancia, Acquario) sono stimolati sul piano mentale e sociale, mentre i segni d’acqua (Cancro, Scorpione, Pesci) devono navigare con cura le profondità emotive.

Il filo rosso della giornata sembra essere l’autenticità. Che si tratti d’amore, lavoro o scelte finanziarie, le configurazioni planetarie ci chiedono di allinearci ai nostri valori più profondi, evitando le scorciatoie dell’impulsività o dell’illusione.
Le stelle suggeriscono, non determinano. La vera magia risiede nella tua libera scelta.

Napoli, due minorenni aggrediti in piazza Carità per uno schizzo di birra

Napoli – La violenza giovanile a Napoli continua a mostrare il suo volto più inquietante. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, si è consumato l’altra notte nel pieno centro cittadino, a piazza Carità, dove due minorenni sono stati aggrediti, picchiati e feriti con una bottiglia di vetro da un gruppo di giovani al culmine di una lite scoppiata per futili motivi.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe nato da uno schizzo di birra finito accidentalmente sulla scarpa di uno degli aggressori. Da lì, in pochi istanti, la situazione è degenerata.

I due ragazzi, di 15 e 16 anni, incensurati, residenti tra Chiaia e Posillipo e appartenenti a famiglie senza precedenti penali, sono stati schiaffeggiati e colpiti alle braccia con un pezzo di vetro.

Erano circa mezzanotte quando al 113 sono arrivate diverse segnalazioni per una rissa in corso in piazza Carità. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato Montecalvario, che hanno avviato gli accertamenti raccogliendo le testimonianze dei presenti. In contemporanea, i militari dell’Esercito impegnati nel presidio fisso tra via Toledo e largo Berlinguer hanno notato due ragazzi arrivare di corsa, visibilmente scossi, chiedendo aiuto: «Siamo inseguiti da quattro o cinque giovani».

Gli aggressori sono fuggiti verso i Quartieri Spagnoli

Gli aggressori, con ogni probabilità, si sono dileguati verso i Quartieri Spagnoli, facendo perdere rapidamente le proprie tracce.

I minorenni hanno fornito una prima descrizione: uno degli assalitori indossava una felpa gialla ed era riccioluto, un altro portava un giubbotto nero di marca. Le vittime ritengono che si tratti di giovani maggiorenni, ma su questo aspetto non vi è ancora certezza.

I due ragazzi, dopo aver avvertito i genitori, sono stati accompagnati in ospedale: medicati per contusioni e lievi ferite da taglio alle braccia, sono stati dimessi con una prognosi di pochi giorni. La polizia sta ora passando al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per risalire all’identità dei responsabili.

L’episodio, fortunatamente conclusosi senza gravi conseguenze, si inserisce però in un quadro ben più ampio e allarmante. A Napoli il fenomeno delle baby gang e della violenza tra giovanissimi continua a crescere, scandito da aggressioni improvvise, risse, accoltellamenti e, nei casi più drammatici, anche da morti e feriti gravi.

Una spirale che negli ultimi mesi ha visto protagonisti sempre più spesso ragazzi minorenni, coinvolti in episodi di brutalità consumati nelle strade della movida e nelle piazze del centro storico.

Nonostante l’aumento dei controlli e una presenza rafforzata delle forze dell’ordine, attiva ormai non solo nei fine settimana, la tensione resta alta. L’aggressione di piazza Carità è l’ennesimo segnale di un disagio profondo che attraversa una parte delle nuove generazioni e che continua a interrogare istituzioni, famiglie e comunità educanti su come arginare una violenza sempre più precoce e diffusa.

Anguillara, trovati morti i genitori dell’ uomo accusato dell’ omicidio di Federica Torzullo

Anguillara Sabazia  – I genitori di Claudio Agostino Carlomagno, l’uomo arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie Federica Torzullo, sono stati trovati morti nella loro abitazione di Anguillara Sabazia, alle porte di Roma. Si tratta di Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, rinvenuti all’interno della villetta di famiglia.

Secondo le prime informazioni, l’ipotesi al momento più accreditata dagli investigatori è quella del suicidio. I due sarebbero stati trovati impiccati. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che stanno effettuando i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti ed escludere il coinvolgimento di terzi.

A quanto apprende l’Adnkronos, i coniugi avrebbero lasciato una lettera indirizzata all’altro figlio, Davide Carlomagno, nella quale avrebbero spiegato le ragioni del gesto. Il contenuto del messaggio è ora al vaglio degli inquirenti.

Maria Messenio, la madre di Claudio Carlomagno, ricopriva fino a pochi giorni fa l’incarico di assessore alla Sicurezza del Comune di Anguillara Sabazia. Aveva rassegnato le dimissioni dopo il ritrovamento del corpo della nuora e l’arresto del figlio, avvenuti nei giorni scorsi.

La vicenda si inserisce nel contesto del femminicidio di Federica Torzullo, un caso che ha profondamente scosso la comunità locale. Le indagini proseguono su entrambi i fronti, mentre resta alta l’attenzione degli investigatori su tutti gli elementi utili a chiarire una tragedia familiare che si è consumata nel giro di pochi giorni.

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Un GPS nel carico dalla Spagna: scoperta la nuova rotta della marijuana verso Napoli

Napoli – Un localizzatore GPS occultato all’interno di un frigorifero marchiato “Coca Cola” per controllare, passo dopo passo, un carico di droga partito da Barcellona e arrivato in un deposito di via Mario Pilati, a Ponticelli.

È uno dei particolari emersi nell’operazione della Squadra Mobile di Napoli che ha portato al sequestro di circa 43 chili di marijuana e all’arresto di tre persone.

In manette sono finiti Roberto Pinto, 31 anni, in passato ritenuto vicino ad Alessandro Giannelli (ras dell’area Cavalleggeri d’Aosta) e oggi indicato come contiguo agli ambienti del clan Cutolo del rione Traiano; Massimo De Martino, 52 anni, residente in via Oronzio Costa; e Marco Scognamiglio, 39 anni, di San Giorgio a Cremano.

I tre, tutti con precedenti di polizia anche specifici, sono accusati di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Il blitz è scattato giovedì mattina dopo una segnalazione ricevuta nei giorni precedenti da una fonte confidenziale, che avrebbe fornito indicazioni non solo sul modus operandi, ma anche sul giorno della consegna.

Sul posto sono intervenuti i Falchi della Mobile: De Martino è stato trovato con una bolla di accompagnamento relativa a un collo di 300 chili proveniente da Barcellona e con una chiave. All’interno della sua auto, gli agenti hanno poi rinvenuto 41 buste di marijuana per un peso complessivo di circa 43 chili.

Durante i controlli nel deposito, la polizia ha individuato su una pedana un distributore di bevande con scritte in lingua spagnola: la droga, secondo gli investigatori, era nascosta proprio all’interno dell’apparecchio.

Scognamiglio è stato trovato con 8.800 euro in contanti, mentre Pinto aveva addosso 1.500 euro in banconote di vario taglio.

Un ulteriore elemento è emerso dalla perquisizione del 31enne: nelle tasche di Pinto gli agenti hanno trovato la chiave del vano ricavato nel frigorifero e un GPS che, stando agli accertamenti, fino a pochi minuti prima era fissato al carico (circostanza confermata dal nastro adesivo ancora presente). Scognamiglio, invece, avrebbe curato materialmente il trasporto.

Dalle verifiche effettuate nell’immediatezza è emerso inoltre che su uno dei due telefoni sequestrati a Pinto era installata un’app collegata a un tag (AirTag), grazie alla quale sarebbe stato monitorato l’intero viaggio della spedizione dalla Spagna a Napoli. I tre indagati sono stati trasferiti nel carcere di Poggioreale in attesa dell’udienza di convalida: Pinto è assistito dall’avvocato Antonio Abet, De Martino dall’avvocato Andrea Lucchetta.

Le indagini proseguono per chiarire provenienza e destinazione finale dello stupefacente. Gli investigatori ritengono che la marijuana fosse destinata alle piazze di spaccio dell’area “44”, nel rione Traiano.

Clan Rea, il figliastro del boss riceveva gli ordini dal carcere dal padre

Lunedì mattina, nel carcere di Secondigliano, si svolgerà l’interrogatorio di garanzia di Antonio Laurato, 33enne di Casalnuovo di Napoli, finito in manette con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso e dall’agevolazione del clan Rea-Veneruso.

Il provvedimento, emesso dal Gip su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, ha colpito anche altri cinque affiliati, tra cui il “super boss” Francesco Rea, detto “O Pagliesco”, ritenuto il reggente dell’organizzazione.

Secondo gli investigatori, Laurato non sarebbe un semplice affiliato, ma il figlio naturale del boss Rea – nato da una relazione extraconiugale – e suo diretto collegamento con l’esterno. L’accusa ricostruisce un meccanismo criminale che parte dall’interno del carcere: Rea avrebbe contattato il figlio attraverso un “telefono-pirata”, strumento dedicato esclusivamente a questa comunicazione, per concordare le azioni illecite.

Spetterebbe poi a Laurato trasmettere gli ordini agli altri componenti del clan operativi sul territorio.

Le vittime designate sarebbero stati imprenditori di Casalnuovo, Volla e comuni limitrofi, costretti a pagare somme di denaro per poter continuare a lavorare. Un sistema di vessazione continuo, basato su minacce e violenze, finalizzato a rimpinguare le casse del sodalizio e a rafforzarne il controllo nell’area a nord-est di Napoli.

Laurato, che si è avvalso della difesa dell’avvocato Vittorio Fucci, affronta ora il primo confronto formale con il giudice. L’interrogatorio di lunedì, in programma presso il Tribunale di Napoli, sarà un passo cruciale per l’inchiesta che mira a smantellare i vertici operativi del clan Rea-Veneruso, da tempo egemone in quel quadrante della provincia.

Napoli, «Se porta la 48 mangia troppo»: cliente offesa, parte l’azione legale

Napoli – Una frase pronunciata con leggerezza, ma capace di lasciare ferite profonde. «Se ha la taglia 48, se le piace mangiare, non è colpa nostra». È quanto si è sentita rispondere una donna napoletana dopo aver contattato telefonicamente un negozio per chiedere informazioni sulla disponibilità di un cappotto visto online.

Una risposta che, secondo la cliente, travalica la semplice scortesia commerciale e sconfina in un vero e proprio episodio di body shaming, tanto da spingerla a rivolgersi agli avvocati Angelo e Sergio Pisani per chiedere giustizia.

L’episodio risale al 13 gennaio scorso. Dopo aver individuato sul web il capo d’abbigliamento di suo interesse, la donna ha telefonato al punto vendita per sapere se fosse disponibile la taglia 48. Alla risposta negativa, sarebbe seguita la frase ritenuta offensiva, che ha trasformato una normale richiesta in un momento di umiliazione personale.

«Tacere davanti a parole del genere significa diventare complici di una maleducazione dilagante, che talvolta sfocia in vere e proprie bestialità», ha dichiarato la donna. «Il mio non è coraggio, ma dolore. Dolore fatto di lacrime e mortificazione».

Attraverso i suoi legali, la cliente chiede ora scuse formali da parte della direzione del negozio e un risarcimento per i danni morali subiti, ritenendo che l’episodio abbia leso la sua dignità personale.

Body shaming: un fenomeno ancora sottovalutato

Il caso riaccende i riflettori su un fenomeno tanto diffuso quanto spesso minimizzato: il body shaming. Commenti sul peso, sulle forme fisiche o sull’aspetto corporeo, pronunciati in modo diretto o mascherati da ironia, che finiscono per colpire l’identità e l’autostima delle persone.

Episodi che non si consumano solo sui social network, ma anche nella vita quotidiana, nei luoghi di lavoro, nei rapporti commerciali e, come in questo caso, nei contatti tra clienti ed esercenti.

Secondo esperti e associazioni per la tutela dei diritti civili, il body shaming non è una semplice mancanza di educazione: può avere conseguenze psicologiche rilevanti, alimentando ansia, senso di inadeguatezza e isolamento sociale. Quando avviene in contesti pubblici o professionali, assume inoltre una valenza discriminatoria che può rilevare anche sul piano giuridico.

Dignità prima di tutto

La vicenda napoletana diventa così emblematica di una battaglia più ampia: quella per il rispetto della persona, a prescindere da taglie, misure o standard estetici imposti. Una battaglia che passa anche attraverso la denuncia e la richiesta di responsabilità, affinché certe frasi non vengano più archiviate come “battute infelici”, ma riconosciute per quello che sono: offese che colpiscono la dignità umana.

Un segnale, questo, che potrebbe contribuire a rompere il silenzio su un fenomeno ancora troppo tollerato e a riaffermare un principio semplice ma fondamentale: il rispetto non è un optional, neppure dietro un bancone.

Carcere di Benevento, due detenuti denunciati dopo una perquisizione

Due detenuti del carcere di Benevento, Achraf Nejjoum, di origini marocchine e residente in città, e Alfonso Pastore, originario del centro di Napoli, sono stati denunciati per accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti e per resistenza a pubblico ufficiale.

Le denunce sono scattate al termine di una perquisizione effettuata dagli agenti della polizia penitenziaria, nel corso della quale è stato rinvenuto e sequestrato il materiale ritenuto oggetto del reato. Il provvedimento è stato disposto su delega della Procura della Repubblica di Benevento, coordinata dal sostituto procuratore Giulio Barbato.

In particolare, Achraf Nejjoum – assistito dal proprio legale di fiducia, l’avvocato Massimo Viscusi – si trovava detenuto per quattro sentenze definitive di condanna relative a episodi di spaccio di cocaina avvenuti nella zona di Tor Vergata, a Roma. Lo stesso era stato invece assolto in altri due procedimenti, sempre per reati analoghi.

Nel suo passato giudiziario figura anche un’evasione dagli arresti domiciliari a San Salvatore, per la quale era stato inizialmente condannato in primo grado a otto mesi di reclusione, sentenza poi riformata in appello con l’assoluzione.

La pena complessiva, inizialmente pari a sei anni e otto mesi di reclusione, è stata successivamente rideterminata dal Tribunale di Benevento attraverso l’applicazione della disciplina del concorso formale e del reato continuato, con una riduzione a tre anni e otto mesi.

Le indagini sui fatti avvenuti all’interno dell’istituto penitenziario sono tuttora in corso.

Secondigliano, dopo trent’anni la ferita diventa futuro: presentato il nuovo Quadrivio

Trent’anni dopo la voragine che il 23 gennaio 1996 segnò per sempre Secondigliano, il Quadrivio prova a cambiare destino. Al Centro Sandro Pertini è stato presentato il progetto “Era, È e Sarà Quadrivio”, un intervento di rigenerazione urbana che punta a trasformare uno spazio simbolo della tragedia in un luogo di memoria viva e partecipazione. Alla presentazione ha preso parte il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha legato il valore urbanistico dell’opera a una dimensione profondamente civile. “Oggi siamo qui per onorare una ferita ancora aperta, ma anche per dimostrare che la memoria può e deve diventare il motore del cambiamento. Non ci limitiamo a riempire un vuoto urbano con del cemento: stiamo restituendo ai cittadini uno spazio di partecipazione e di dignità”.

Il progetto, dal valore complessivo di 745mila euro, nasce con l’obiettivo dichiarato di superare la logica della semplice ricostruzione fisica. “Trent’anni fa il quartiere chiedeva sicurezza e ascolto; oggi rispondiamo con un progetto che mette al centro le relazioni umane e la qualità della vita. Questo non è solo un intervento architettonico, è una promessa mantenuta alla comunità di Secondigliano: il Quadrivio smetterà di essere il luogo della tragedia per diventare il luogo del futuro condiviso”, ha aggiunto Manfredi.

L’area sarà trasformata in una piazza alberata, pensata per ospitare attività collettive, sport e momenti di socialità, con soluzioni ecologiche e pavimentazioni drenanti. La memoria della tragedia non verrà congelata in un monumento statico, ma integrata nello spazio urbano attraverso una nuova toponomastica dedicata alla data del 23 gennaio 1996 e il riutilizzo dei materiali esistenti, in un processo che coinvolge direttamente i residenti. Il progetto punta anche a ricucire il tessuto urbano tra corso Secondigliano e le Case Celesti, rendendo lo spazio sicuro ma aperto, accessibile e attraversabile.

Un ruolo centrale è affidato alla partecipazione della comunità, chiamata non solo a vivere la piazza ma anche a costruirne l’identità nel tempo. “Rigenerare il Quadrivio significa innanzitutto operare una ricucitura profonda tra la memoria storica del quartiere e il suo potenziale di sviluppo futuro”, ha spiegato la vicesindaca e assessora all’Urbanistica Laura Lieto. “Non abbiamo voluto un progetto monumentale e freddo, ma un’infrastruttura sociale aperta. Il disegno della piazza riflette i bisogni emersi dal dialogo con i residenti, rendendo l’urbanistica uno strumento vivo di cittadinanza attiva e di cura del territorio”.

Avviato a settembre 2025 con incontri, focus group e mappature del quartiere, il percorso non si chiude con la presentazione pubblica. L’obiettivo dichiarato dal Comune è che il nuovo Quadrivio continui a trasformarsi insieme a chi lo abita, facendo della ferita del 1996 non un punto fermo, ma il seme di una nuova crescita comunitaria per Secondigliano.

McTominay carica il Napoli: Con la Juve è la partita più importante

Nel momento più complicato della stagione, tra assenze pesanti e continui adattamenti, Scott McTominay si è preso il Napoli sulle spalle. Gol, personalità e parole chiare. Alla vigilia della sfida contro la Juventus, il centrocampista scozzese parla a Sky Sport Insider e fissa il peso della partita senza giri di parole. “Lo sappiamo bene cosa significa. È la partita più importante, soprattutto contro la Juventus. È una rivalità storica e i tifosi ce lo ricordano sempre”.

McTominay non nasconde le difficoltà che attendono gli azzurri allo Stadium. “Sappiamo che sarà una gara molto difficile. Lo è sempre, sia in casa che fuori. Loro hanno una grande squadra”, spiega, indicando la strada da seguire. “Dovremo affrontarla dando tutto quello che abbiamo, con intensità, concentrazione e massimo impegno”.

Il tema della leadership emerge naturalmente, ma lo scozzese lo riporta subito sul piano del collettivo. “Abbiamo tanti giocatori capaci di aiutare la squadra e di guidarla, insieme all’allenatore e allo staff. In campo servono leader, serve gente che spinga tutti a migliorare”.

Il confronto con la Juventus riporta alla mente anche ricordi personali. “Ricordo la mia prima partita da titolare contro di loro. Ero molto emozionato, nervoso ma pronto. Era una nuova fase della mia carriera. Ho bei ricordi e penso che quel giorno siamo stati anche un po’ sfortunati a non vincere”.

Guardando al presente, McTominay si aspetta una sfida dura e senza sconti. “Mi aspetto una gara complicata, come sempre. Hanno grandi giocatori e una forte capacità offensiva. Per noi sarà fondamentale la concentrazione, usare bene la testa, mantenere il ritmo e provare a tornare a vincere con continuità”.

Lo scozzese torna anche sulle parole pronunciate dopo il pareggio europeo di Copenaghen, finite sotto la lente d’ingrandimento. “Non ero critico. Ho solo detto che era inaccettabile non aver vinto quella partita, ed è vero. Giocavamo contro dieci uomini e avremmo dovuto gestire meglio la situazione. Ma questo è il calcio”. Poi aggiunge: “Ogni partita è un’occasione per mostrare chi siamo e il percorso fatto con mister Conte. Finora abbiamo fatto molto bene, abbiamo già vinto un trofeo e, nonostante tanti infortuni, siamo ancora lì”.

Proprio l’emergenza accompagna il Napoli da settimane, ma McTominay non cerca alibi. “È il calcio, gli infortuni fanno parte del gioco. Siamo stati sfortunati, ma chi è entrato ha fatto molto bene. Non possiamo abbatterci, dobbiamo continuare a lavorare e dare tutto in ogni partita”.

Sui numeri personali e sul ruolo sempre più offensivo, il centrocampista resta fedele al suo pragmatismo. “Io non penso ai numeri. Entro in campo per aiutare squadra, staff, allenatore e club. Dove il mister mi chiede di giocare non è un problema. Siamo in emergenza e a volte bisogna adattarsi”. E chiude con una frase che sa di manifesto: “Se esci dal campo sapendo di aver dato il massimo, non puoi avere rimpianti”.

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Napoli, Hojlund: Gennaio durissimo, ma vogliamo dimostrare chi siamo

“Gennaio è stato un mese impegnativo, ho giocato tanti minuti e il programma è stato incessante. Con tutti questi infortuni è stato difficile per la squadra e anche per me, sia mentalmente che fisicamente”. Rasmus Hojlund non cerca scorciatoie nelle parole e racconta così, ai microfoni di Dazn, l’avvicinamento del Napoli alla sfida contro la Juventus.

“Ho dovuto giocare sempre, non posso lamentarmi, ma non è stato semplice”, aggiunge l’attaccante danese, che ammette anche l’amarezza per il recente passo falso europeo. “Siamo delusi di non essere riusciti a vincere a Copenaghen, però abbiamo ancora possibilità di qualificarci e ci proveremo fino alla fine”.

La partita con la Juventus, però, è un capitolo a parte. “È una gara davvero importante per noi, ma anche per loro. Abbiamo l’occasione di dimostrare ancora una volta che meritiamo la parte alta della classifica”, spiega Hojlund, che riconosce il momento positivo dei bianconeri: “La Juve sta facendo molto bene con il nuovo allenatore e non vediamo l’ora di dimostrare quanto valiamo”.

Il danese torna anche sul tema della crescita personale e sulle parole di McTominay dopo la sfida con l’Inter. “Aveva ragione: non è una bella situazione, ma chi c’è deve alzare l’asticella e io devo essere tra questi”, dice senza esitazioni. “Non sono mai stato il talento più puro, fin da ragazzo ho dovuto lavorare più duramente degli altri. Ecco perché non mi vedete mai mollare. Non si è mai troppo bravi per smettere di crescere”.

Nel suo racconto c’è spazio anche per il rapporto con Lukaku, vicino al rientro. “Da quando è tornato dal periodo di recupero in Belgio mi ha aiutato parecchio. Abbiamo un buon rapporto e penso che potremmo completarci bene in campo, anche se è normale essere sportivamente rivali per un posto”. E sulla possibilità di giocare insieme non ha dubbi: “Rispondo sempre di sì, perché è un ottimo giocatore e un grande compagno”.

Infine, Conte. “A volte dice che posso diventare un top e io cerco di concentrarmi e imparare da lui. È un allenatore incredibile”, conclude Hojlund. “Il mio obiettivo è giocare con continuità e vedere il Napoli ai vertici. Se anche non dovessi segnare più, ma vincessimo un titolo, sarei comunque felice”.

Napoli, visite mediche superate: Giovane pronto a unirsi agli azzurri

Il primo passo è stato completato senza intoppi. Giovane ha superato questa mattina a Milano le visite mediche e si prepara a iniziare ufficialmente la sua avventura con il Napoli. Il 22enne attaccante brasiliano, arrivato dal Verona, raggiungerà la squadra in serata e non è escluso che possa aggregarsi subito al gruppo impegnato nella trasferta di Torino contro la Juventus, un’occasione utile per cominciare a respirare l’aria dello spogliatoio azzurro.

L’operazione è stata definita nei dettagli nei giorni scorsi e vale complessivamente circa 20 milioni di euro. Il trasferimento prevede una prima fase in prestito, con un anticipo immediato, e il saldo finale in estate, quando l’acquisto diventerà definitivo. Una formula che consente al Napoli di muoversi con cautela ma anche di mettere rapidamente a disposizione di Antonio Conte un rinforzo offensivo in un momento di emergenza numerica.

Giovane rappresenta una delle intuizioni più brillanti del direttore sportivo del Verona, Sean Sogliano, che lo aveva portato in Italia la scorsa estate a parametro zero dal Corinthians. In pochi mesi il brasiliano è riuscito a ritagliarsi spazio e credibilità, alternandosi tra il ruolo di punta esterna e quello di seconda punta. Il bilancio della sua prima parte di stagione parla di tre gol e quattro assist, numeri che hanno attirato l’attenzione del Napoli e convinto il club a investire su un profilo giovane ma già pronto per il salto di qualità.

Ora per Giovane si apre una fase decisiva, fatta di ambientamento rapido e prime indicazioni sul campo. L’eventuale presenza al seguito della squadra a Torino sarebbe soprattutto simbolica, ma segnerebbe l’inizio concreto di un percorso che il Napoli spera possa trasformarsi presto in un’arma in più per la seconda parte della stagione.

Napoli, fugge al controllo e aggredisce gli agenti: 37enne arrestato con cocaina

Nel pomeriggio di ieri la Polizia di Stato ha arrestato un 37enne napoletano sorpreso in possesso di sostanza stupefacente e resosi responsabile di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

L’episodio si è verificato nel quartiere Vasto, dove gli agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno notato in corso Novara uno scooter con a bordo un uomo che, alla vista della volante, ha improvvisamente parcheggiato il mezzo tentando di dileguarsi a piedi per sottrarsi al controllo.

Ne è scaturito un inseguimento per le strade della zona, conclusosi in via Bologna. Qui il 37enne è stato raggiunto e bloccato dai poliziotti dopo una colluttazione, resa particolarmente complessa anche dalla sua opposizione. Determinante il supporto del personale del Commissariato Vicaria-Mercato e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.

Nel corso della perquisizione, l’uomo è stato trovato in possesso di tre involucri contenenti cocaina. Al termine degli accertamenti è scattato l’arresto.

Napoli, «Gli spezzo il collo, deve morire»: nuove minacce choc al deputato Borrelli

Napoli – Non accenna a placarsi l’offensiva intimidatoria contro Francesco Emilio Borrelli. Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra è finito nuovamente nel mirino di Rocco Crispino, pregiudicato già condannato in primo grado a due anni e mezzo di reclusione per l’aggressione avvenuta all’esterno dell’ospedale San Giovanni Bosco.

Attraverso un post dai toni inequivocabili pubblicato sui propri canali social, Crispino ha lanciato un avvertimento che lascia poco spazio all’interpretazione: «A Borrelli gli spezzo il collo, la prima volta si è salvato la seconda no. Il porco deve morire».

Parole pesanti che arrivano nonostante la recente sentenza del Tribunale che ha visto coinvolte anche Rosa e Anna La Malfa.

La replica: «Nessun passo indietro»

La risposta del parlamentare, da anni in prima linea contro il degrado e la criminalità cittadina, è arrivata a stretto giro. Borrelli ha ribadito la volontà di proseguire nel suo percorso di denuncia, leggendo in questo nuovo attacco un segnale di debolezza dei clan messi alle strette.

«Questi soggetti non si fermano nemmeno davanti alle condanne – ha dichiarato Borrelli – segno di un senso di impunità che va scardinato. Queste intimidazioni sono la prova che il nostro lavoro disturba i loro interessi. Non arretrerò di un millimetro: Napoli non può restare ostaggio di chi vive di violenza e prepotenza».

Il deputato ha poi rivolto un appello alle autorità, chiedendo che lo Stato non abbassi la guardia e garantisca pene certe e un controllo capillare del territorio, unico antidoto alla cultura della sopraffazione che ancora soffoca intere aree della città.

Allerta gialla prorogata in Campania, maltempo in estensione: a rischio tutta la costa

Napoli – Il maltempo non dà tregua alla Campania. La Protezione Civile regionale ha deciso di prorogare di altre 24 ore l’allerta meteo di colore giallo, estendendola all’intera fascia costiera e ampliando le aree a rischio.

L’ondata di cattivo tempo, già in atto, si estenderà nella giornata di domani a porzioni di territorio finora non coinvolte. A partire dalla mezzanotte di stanotte, oltre alle zone già in allerta (Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Alto Volturno e Matese; Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Tusciano e Alto Sele), saranno inserite nella lista anche la Zona 6 (Piana Sele e Alto Cilento) e la Zona 8 (Basso Cilento).

Le previsioni indicano precipitazioni da sparse a localizzate, sotto forma di rovesci o temporali, che potrebbero risultare anche di forte intensità. L’allerta gialla è associata a un rischio idrogeologico localizzato.

I pericoli principali legati a questi fenomeni intensi sono allagamenti, un repentino innalzamento dei livelli dei fiumi con possibili esondazioni, e frane o caduta massi favorite dalla saturazione dei terreni.

La Protezione Civile raccomanda alle amministrazioni locali di attivare o mantenere operativi i Centri Operativi Comunali e di adottare tutte le misure necessarie per prevenire danni. I cittadini sono invitati a prestare massima attenzione e a seguire gli aggiornamenti della Sala Operativa regionale.

Casoria, 90 evacuati dopo il crollo della palazzina

Casoria– Resta alta la tensione a Casoria, dove il parziale crollo di un edificio avvenuto lo scorso venerdì ha imposto lo sgombero precauzionale di circa 90 persone.

Un bilancio pesante per la comunità locale, che ha visto decine di famiglie abbandonare le proprie abitazioni in pochi istanti, salvate solo da quegli “scricchiolii” sospetti che avevano fatto scattare l’allarme poco prima del cedimento.

La macchina dell’accoglienza

Al momento, la gestione dell’emergenza vede 60 cittadini alloggiati presso strutture alberghiere della zona, mentre i restanti 30 hanno trovato sistemazione autonoma presso parenti.

Questa mattina, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha presieduto una riunione del Centro Coordinamento Soccorsi (CCS) per fare il punto sulla messa in sicurezza. All’incontro hanno partecipato il sindaco di Casoria, Raffaele Bene, e l’assessore regionale Fiorella Zabatta, quest’ultima già attiva sul campo presso il Centro Operativo Comunale.

L’ombra delle infiltrazioni

Le indagini tecniche, condotte dai Vigili del Fuoco e dagli uffici comunali, si stanno concentrando sulle criticità del sottosuolo. A causare il dissesto sarebbe stata una rilevante infiltrazione d’acqua, su cui i tecnici della società idrica territoriale stanno intervenendo senza sosta.

La situazione resta però instabile: l’area è ancora interdetta al traffico e, per ragioni di sicurezza, non è stato ancora concesso alle famiglie di rientrare negli appartamenti, nemmeno per recuperare gli effetti personali.

Sicurezza e assistenza

Per prevenire episodi di sciacallaggio nelle case abbandonate, le forze di polizia hanno predisposto un servizio di vigilanza H24. Sul fronte assistenziale, l’ASL Napoli 2 Nord sta garantendo i servizi sanitari d’urgenza, mentre l’assessore Zabatta ha confermato l’allestimento di una tensostruttura che fungerà da punto di distribuzione per i beni di prima necessità.

L’attenzione resta massima: il monitoraggio dell’area proseguirà nelle prossime ore per valutare eventuali nuovi assestamenti del terreno e programmare, non appena possibile, il rientro in sicurezza o il recupero dei beni dei residenti.

Napoli tra cinema e serie TV: location che pochi conoscono

Napoli cinema e Napoli serie TV non sono solo etichette di ricerca su Google, ma una realtà viva che racconta la città attraverso lo sguardo di registi, sceneggiatori e troupe internazionali. Negli ultimi anni Napoli si è confermata come una delle città italiane più ambite per set cinematografici e televisivi, grazie a un paesaggio urbano ricco di storia, contrasti e atmosfere uniche che vanno oltre i classici scorci turistici.

Napoli capitale di set: numeri, progetti e produzioni

La città partenopea ha vissuto un vero boom di produzioni: solo nei primi mesi del 2025, Napoli ha ospitato ben 43 progetti audiovisivi tra film, serie TV e documentari girati tra centro storico, lungomare e quartieri cittadini.

Questo fermento non è casuale. La combinazione tra luce mediterranea, architetture storiche e quartieri vivaci ha spinto registi italiani e stranieri a considerare Napoli un palcoscenico naturale per storie diverse, dalla commedia al dramma alla fiction. L’impegno della Film Commission Regione Campania e dell’Ufficio Cinema del Comune ha reso più semplici i permessi e ha attirato produzioni con supporto logistico e incentivi economici.

Non solo produzioni italiane: alcune serie internazionali ambientate qui, come L’Amica Geniale, hanno trasformato parti della città in set urbani ricchi di dettagli narrativi, coinvolgendo piazze storiche, chiese e arterie meno battute.

Location famose e angoli nascosti della città sullo schermo

Quando si parla di Napoli cinema e serie TV, inevitabilmente si citano luoghi iconici come Spaccanapoli, il Lungomare Caracciolo o il Rione Sanità. Tuttavia, esistono scorci spesso sconosciuti ai più che hanno invece fatto da sfondo a scene memorabili o produzioni di richiamo.

Piazze, quartieri e set “invisibili”

  • Piazza Mercato e Largo San Marcellino hanno ospitato le riprese di L’Amica Geniale 4, valorizzando il centro storico con dettagli d’epoca e ambiente narrativo.
  • Via Materdei e le storiche pizzerie partenopee sono comparse in film classici come L’Oro di Napoli, un richiamo al patrimonio cinematografico italiano.
  • Le alleyways (vicoli) tra i Decumani diventano protagonisti nella serie Mare Fuori, luogo di vita quotidiana e memoria urbana.
  • Troisi Stairs, dedicate al regista Massimo Troisi, sono state set per Scusate il ritardo e oggi sono un luogo di culto per cinefili.

Film e documentari che raccontano altri volti della città

Non mancano produzioni cinematografiche originali che scelgono Napoli come protagonista assoluta:

  • Questi Fantasmi! (2024), diretto da Alessandro Gassmann, è stato girato nel cuore del centro storico, con scene ambientate nel Palazzo dello Spagnuolo del Rione Sanità.
  • Hotspot – Amore senza rete (2023), una commedia girata tra Napoli e la Costiera Amalfitana, include numerosi scorci della città e del Teatro San Carlo.
  • Alcune produzioni come Naples in Veils di Ferzan Özpetek utilizzano luoghi meno “ovvi”, come Palazzo Mannajuolo con la sua scenografica scala art déco e Piazza del Gesù, oltre a tratti del mare di Posillipo e archeologia urbana per scene chiave.

Dalla città reale ai set: itinerari per esplorare Napoli con occhi da cinefilo

Chi ama il cinema o le serie TV può trasformare la visita a Napoli in un vero tour dei set alla scoperta di luoghi meno conosciuti ma ricchi di fascino narrativo.

Percorsi fuori dai circuiti classici

  • Rione Sanità: oltre a luoghi celebri, il quartiere offre vicoli e piazzette che sono stati set reali o fonte di ispirazione per serie drammatiche.
  • Pontile di Bagnoli e vie secondarie dei Decumani: perfetti per rivivere gli scenari di Mare Fuori e immergersi nei colori e nei suoni autentici della città.
  • Centro storico nascosto: piazze come Mercato o stradine laterali utilizzate per ambientazioni d’epoca mostrano un volto meno turistico ma ugualmente suggestivo.

Per chi proprio vuole seguire le orme dei propri film o serie preferiti, esistono anche app come NapoliMovieTour che aiutano a tracciare itinerari cinematografici, con mappe, dettagli di scena e riferimenti ai set sparsi per la città.

Napoli, tragedia nella notte in via Argine: auto contro cisterna, muore 55enne

Napoli– Ancora sangue sulle strade di Napoli Est. Un uomo di 55 anni, originario del capoluogo, ha perso la vita in un drammatico incidente stradale avvenuto nella notte tra venerdì e sabato lungo via Argine, arteria tristemente nota per la sua pericolosità.

Lo schianto si è verificato poco dopo la mezzanotte. Secondo le prime ricostruzioni effettuate sul posto, la vittima era alla guida della propria vettura quando, per cause ancora in fase di accertamento, ha improvvisamente perso il controllo del mezzo.

La corsa dell’auto è terminata violentemente contro una cisterna che si trovava in sosta a bordo strada. L’impatto è stato devastante, non lasciando scampo al conducente.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 55enne. La scena del sinistro è stata transennata per consentire i rilievi del caso agli agenti della sezione Infortunistica Stradale della Polizia Municipale, diretta dal comandante Vincenzo Cirillo.

Le operazioni di messa in sicurezza e la gestione della viabilità sono state coordinate dalla Centrale Operativa Territoriale, agli ordini del capitano Lucio Sarnacchiaro, sotto la supervisione del comandante generale Ciro Esposito.

Gli inquirenti non escludono alcuna pista: dal malore improvviso al colpo di sonno, fino a una possibile distrazione fatale. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito.

Napoli, la strage infinita. Il 2026 eredita il “bollettino di guerra” del 2025

L’incidente di via Argine non è un caso isolato, ma l’ennesimo capitolo di un’emergenza che a Napoli e provincia sembra non conoscere fine. Queste prime tre settimane del 2026 confermano un trend allarmante, riaprendo ferite mai rimarginate dopo un 2025 che è stato definito da più parti un “anno nero” per la sicurezza stradale.

L’eredità del 2025: i numeri della crisi

Il 2026 si apre portandosi dietro il peso schiacciante dei dati dell’anno appena concluso. Il 2025 si è chiuso con un bilancio drammatico per la città di Napoli, che ha contato 21 vittime sulle strade urbane. Un dato che fa riflettere sulla sicurezza delle arterie cittadine, spesso trasformate in piste ad alta velocità, soprattutto nelle ore notturne.

​Particolarmente grave è stato il bilancio riguardante gli utenti deboli della strada: fino a novembre 2025, si contavano già 8 pedoni uccisi, travolti mentre attraversavano la strada, spesso sulle strisce pedonali. Casi come quello del 93enne investito al Vomero o del 46enne a Ponticelli (deceduto dopo un mese di agonia) testimoniano una “giungla urbana” dove la distrazione e l’alta velocità la fanno da padrone.

Provincia maglia nera

Allargando lo sguardo alla Città Metropolitana, i dati consolidati (riferiti all’ultimo report ACI-ISTAT disponibile e analizzato a fine 2025) avevano già lanciato l’allarme rosso: la provincia di Napoli aveva registrato un incremento record del +26,1% delle vittime della strada in un solo anno, toccando quota 111 morti. Un triste primato nazionale per l’aumento assoluto di decessi, che ha visto aree come Giugliano e la zona flegrea pagare un tributo di sangue altissimo.

2026: un inizio in salita

L’incidente di via Argine di questo weekend si inserisce in questo contesto di “insicurezza strutturale”. Nonostante i piani di potenziamento dei controlli e l’annuncio di nuovi dissuasori e telecamere da parte dell’amministrazione comunale, la frequenza degli incidenti gravi in queste prime settimane dell’anno dimostra che la strada verso l’obiettivo “zero vittime” è ancora lunghissima.

La dinamica di via Argine (perdita di controllo autonoma notturna) ricalca una delle casistiche più frequenti evidenziate dai report statistici: l’incidentalità notturna sulle grandi arterie di scorrimento periferiche, dove la percezione del rischio si abbassa drasticamente

Napoli, arrestati i due rapinatori dell’Asse Mediano

Napoli – Da settimane l’Asse Mediano è tornato a essere sinonimo di paura per chi ogni giorno attraversa l’arteria che collega i comuni a nord di Napoli. Tra code, rallentamenti e svincoli affollati, si sono moltiplicate segnalazioni e denunce di rapine ai danni degli automobilisti, con filmati e racconti finiti sui social e rilanciati in rete come prova di un’emergenza ormai quotidiana.

In questo clima, l’ultimo intervento della Polizia di Stato viene letto da molti cittadini come una sorta di “liberazione”, un segnale concreto dopo le proteste per colpi consumati anche alla luce del sole.

Nel pomeriggio di ieri, durante servizi mirati e continuativi predisposti dalla Questura di Napoli contro i reati predatori lungo l’Asse Mediano, gli agenti hanno arrestato due giovanissimi, 18 e 19 anni, entrambi napoletani e già noti alle forze dell’ordine. Per loro le accuse sono rapina aggravata in concorso e resistenza a pubblico ufficiale.

Uno dei due banditi era agli arresti domiciliari

Il 19enne è stato arrestato anche per evasione perché già sottoposto agli arresti domiciliari, mentre per entrambi è scattata anche la denuncia per porto di armi od oggetti atti ad offendere.
​Secondo la ricostruzione, i due avrebbero agito con uno schema rapido e ripetuto: prima rapina a un distributore, poi un secondo colpo a pochi minuti di distanza, quindi la fuga.

Gli assalti sarebbero stati messi a segno intorno alle 16 al GT Fuel di via San Francesco a Patria e circa venti minuti dopo al Q8 Euro Energia di via Circonvallazione Esterna a Qualiano, minacciando i dipendenti per farsi consegnare l’incasso. Dopo il secondo episodio, i due si sarebbero allontanati in auto in direzione Giugliano, ma la corsa si è interrotta poco dopo.

I poliziotti li hanno seguiti senza perderli di vista e li hanno bloccati a Giugliano, nei pressi di una struttura ricettiva dove si erano fermati. Addosso avevano 260 euro e, nell’auto, sono stati trovati un paio di forbici e una pistola replica priva del tappo rosso, ritenuta l’arma usata per intimidire le vittime.

Le indagini proseguono: secondo quanto riportato, i due sarebbero sospettati anche di una serie più ampia di colpi tra le province di Napoli, Salerno e Caserta.

Pompei, chiede soldi per la droga e minaccia il padre: arrestato

Nel tardo pomeriggio di ieri gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Pompei hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione ai danni del padre.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’indagato avrebbe sottoposto l’anziano genitore, per oltre tre anni, a continue richieste di denaro finalizzate all’acquisto di sostanze stupefacenti, arrivando a pretenderle anche più volte al giorno. In caso di rifiuto, l’uomo avrebbe reagito con minacce, danneggiamenti e atteggiamenti violenti.

Le reiterate vessazioni e le violenze subite avrebbero costretto la vittima, da circa quattro mesi, ad abbandonare l’abitazione familiare, trovandosi a vivere in strada e a dormire all’interno della propria autovettura.

L’ultimo episodio contestato risale all’11 gennaio 2026, quando, a Pompei, l’indagato avrebbe preso a calci l’auto del padre, danneggiandola, per poi costringerlo a prelevare 20 euro da uno sportello postale e a consegnargli il denaro.

Le indagini, avviate dopo la denuncia e coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza attraverso l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza cittadino e l’escussione di persone informate sui fatti.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato rinchiuso presso la casa circondariale “Giuseppe Salvia” di Napoli Poggioreale, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Castellammare, l’ex Salesiani venduto a società cinese: ignorati gli appelli dei cittadini

Castellammare, l’ex Salesiani venduto a società cinese: ignoti gli appelli dei cittadini e del Consiglio

Migliaia di firme e una mozione protocollata in Comune per salvarlo restano inascoltate: dopo quattro aste, il complesso finisce a un’azienda di illuminotecnica con sede a Napoli, mentre il rischio speculazione aleggia su un luogo simbolo salesiano.

L’ex complesso dei Salesiani a Castellammare di Stabia, storico baluardo educativo e sportivo sulla collina di Scanzano con vista sul Golfo di Napoli, è stato acquisito da una società cinese con sede legale a Napoli, specializzata nel commercio all’ingrosso di articoli per illuminazione e materiale elettrico.

La struttura, sorta nel 1965 e passata poi alla Fondazione Ras, ha ospitato per decenni attività per ragazzi, convegni, cerimonie nuziali e rifugi per giovani lontani dai rischi del quartiere Scanzano, roccaforte del clan D’Alessandro, sul modello salesiano di don Bosco – la prima casa salesiana aperta nel Sud Italia a fine Ottocento.

La battaglia dei cittadini e l’asta contestata

Migliaia di stabiesi hanno firmato una petizione lanciata dal sito Lo Scaffale per mantenerlo pubblico, con base d’asta iniziale a 3,5 milioni di euro e prezzo minimo a 2,6 milioni; dopo quattro tentativi falliti, il valore è sceso drasticamente.

Nel marzo del 2025 i consiglieri comunali di “Base popolare-Democratici e progressisti”, aveva presentato una mozione in consiglio comunale firmata a nche da altri consiglieri che chiedeva al Comune di acquisirlo per trasformarlo in “Cittadella del Benessere”, istituto alberghiero, facoltà universitarie o spazi sociali contro “privati senza scrupoli o poteri delinquenziali”.

L’appello, reiterato anche per un intervento regionale, è rimasto inascoltato: nessuna risposta dal Comune né dalla Regione Campania, lasciando il complesso – 10mila metri quadri con campi sportivi, auditorium e chiesa – a un destino incerto.

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