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Conte: Situazione inverosimile, ma non scendiamo dalla barca. Rigore? Spero nell’onestà…

TORINO – “Ho poco da dire e da imputare ai miei ragazzi, che hanno dato tutto. Per la prima volta in carriera ho fatto entrare un calciatore che non avevo mai visto in allenamento: questo fa capire la situazione che stiamo vivendo”, ha dichiarato Antonio Conte ai microfoni di Sky Sport al termine della pesante sconfitta del Napoli per 3-0 allo Stadium contro la Juventus.

“Sappiamo che c’è questa situazione ma non bisogna piangersi addosso. Stiamo navigando in mare aperto con onde alte, ma dalla barca non scendiamo: vogliamo combattere con tutte le nostre forze, sapendo che è una situazione che ha dell’inverosimile”, ha aggiunto il tecnico, sottolineando la resilienza della sua squadra.

Sul match, Conte ha commentato: “L’impressione è che fino a quando la partita era sull’1-0 fosse equilibrata, c’era la percezione che potesse accadere qualcosa per raggiungere il pareggio. Dopo aver concesso il secondo gol si sono aperti spazi per loro e hanno fatto anche il terzo”.

Riguardo all’episodio tra Hojlund e Bremer, il tecnico ha affermato: “Sono situazioni di campo. Stiamo parlando troppo e non va bene perché a volte si provocano reazioni che non vanno bene. Speriamo sempre che ci sia onestà, lo speriamo per un calcio pulito. Se deve esserci un errore, deve essere umano: forse era meglio prima del Var, perché fai fatica ad accettare un errore con un video”.

Juve, Yildiz e Thuram esultano: Creato tanto, meritavamo la vittoria

TORINO – “All’andata abbiamo sofferto ma oggi abbiamo fatto una buona partita. Abbiamo creato tante chance, sono contento per il gol e per la squadra. La Champions? Vogliamo continuare così, ora ci riposiamo e andiamo a Monaco”, ha dichiarato Kenan Yildiz ai microfoni di Sky Sport, al termine della vittoria della Juventus per 3-0 contro il Napoli nella 22esima giornata di Serie A.

Al suo fianco, Khephren Thuram ha aggiunto: “È una vittoria molto importante, di squadra. Abbiamo giocato bene e sofferto quando c’era da soffrire. Siamo cresciuti, rispetto all’andata giochiamo meglio e speriamo di crescere ancora”.

“È stata una partita bellissima, molto intensa. Il mio gol è arrivato nel momento giusto per darci ancora più fiducia ed energia. È stata dura, ma abbiamo difeso bene e sfruttato le occasioni”, ha dichiarato Jonathan David ai microfoni di Sky Sport. Sul confronto tra Tudor e Spalletti ha aggiunto: “Avevo bisogno di tempo per abituarmi a questa squadra e creare automatismi con i nuovi compagni. L’allenatore mi dà fiducia e cerco di ripagarla sul campo”.

Tensione pre Juve-Napoli: 300 ultras identificati, sequestrati esplosivi e aste

Un imponente dispositivo di sicurezza ha caratterizzato il pomeriggio di domenica 25 gennaio 2026 a Torino, a poche ore dal fischio d’inizio di Juventus-Napoli. La Questura torinese, con l’ausilio della Polizia Stradale e della Digos, ha intercettato un gruppo di 300 ultras napoletani in viaggio verso lo Stadium, fermandoli al casello di Trofarello e sequestrando un vero arsenale.

Al momento del blocco, i tifosi hanno tentato di disfarsi di materiale illegale, ma la polizia ha recuperato oltre 100 aste in PVC, numerosi fumogeni e petardi, e due ordigni esplosivi artigianali, prontamente neutralizzati dagli artificieri. L’allerta era scattata già in mattinata dopo violenti contatti tra ultras del Napoli e della Lazio lungo la A1, a Frosinone.

Tutti i presenti sono stati identificati sul posto grazie al supporto della Polizia Scientifica. La posizione di ciascuno sarà vagliata nelle prossime ore per eventuali provvedimenti amministrativi e segnalazioni all’Autorità giudiziaria. Gli investigatori stanno incrociando le immagini degli scontri con i dati degli identificati per ricostruire la dinamica dei disordini e attribuire eventuali responsabilità. Nonostante la tensione e il clima rovente all’esterno, l’incontro allo Stadium è iniziato regolarmente alle 18, senza incidenti durante la partita.

Napoli, punizione durissima allo Stadium: la Juve cala il tris. E l’Inter va a +9

Una Juventus arrembante domina il Napoli allo Stadium, infliggendo un 3-0 netto che consolida la squadra di Luciano Spalletti tra le protagoniste della Serie A. La vittoria porta il club bianconero a 42 punti, agganciando momentaneamente la Roma, mentre i partenopei restano fermi a 43, pagando il conto di una rosa falcidiata dagli infortuni.

Il match si apre con una Juve aggressiva, con David e Yildiz in avanti e McKennie e Conceicao pronti a svariare alle loro spalle. La squadra di Conte fatica a imbastire la propria manovra e al 22’ Jonathan David sblocca il risultato su assist di Locatelli, capitalizzando un duello fisico con la difesa azzurra.

La ripresa conferma il dominio dei padroni di casa. Al 77’ Yildiz raddoppia approfittando di un errore di Juan Jesus, e all’86’ Kostic chiude i conti con un sinistro preciso a fil di palo. Il Napoli prova la reazione disperata con il rientro di Lukaku e la mossa della doppia punta, ma senza risultati concreti. L’ultima occasione è di Hojlund, che serve Lukaku: il centravanti non trova la rete e la gara si chiude sul 3-0.

Salerno, scopre il ladro in casa e lo ferisce con un machete

Un tentativo di furto nella notte si è trasformato in un’aggressione violenta a Salerno, in via Ostaglio. Un uomo di 55 anni ha sorpreso un ladro che cercava di entrare in casa sua e lo ha ferito con un machete al termine di un inseguimento e di una colluttazione.

Il presunto ladro, un 26enne marocchino senza fissa dimora, è stato raggiunto da un fendente di striscio al torace ed è attualmente ricoverato in ospedale. Le sue condizioni non destano preoccupazione. I carabinieri lo hanno denunciato a piede libero per tentato furto.

Gli investigatori stanno verificando la ricostruzione fornita dal 55enne salernitano. Secondo quanto emerso, il giovane era già riuscito a introdursi in una cantina, da dove aveva sottratto generi alimentari, prima di essere scoperto dal proprietario di casa.

Dopo l’allarme sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno soccorso il 26enne e medicato sul posto il proprietario di casa, che aveva riportato lievi escoriazioni al collo durante la colluttazione. Le indagini proseguono per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e valutare eventuali profili di responsabilità per l’uso sproporzionato della forza.

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Napoli, rissa al corso Meridionale: due feriti, uno colpito alla gola

Napoli, corso Meridionale, venerdì sera intorno alle 23. Una scena di violenza improvvisa, con bottiglie brandite e litigio tra tre persone extracomunitarie. Uno dei contendenti viene colpito all’orecchio, mentre il compagno che tenta di soccorrerlo viene ferito alla gola, iniziando a perdere molto sangue.

Secondo la testimonianza raccolta da un tassista di passaggio, l’aggressore si dà alla fuga in direzione piazza Nazionale. Sul posto accorrono una pattuglia dell’Esercito, che allerta immediatamente le forze dell’ordine e il 118 via radio. I sanitari trasportano in ospedale entrambi i feriti, uno dei quali in condizioni più gravi.

L’episodio viene segnalato direttamente al deputato Francesco Emilio Borrelli dallo stesso tassista che ha assistito alla scena e ha dato l’allarme. Borrelli commenta: “Quanto accaduto al corso Meridionale è l’ennesimo episodio grave di violenza che dimostra come alcune aree della città siano ormai teatro di risse e aggressioni sempre più feroci, con persone colpite al volto e persino alla gola, rischiando di perdere la vita.

Più volte siamo intervenuti proprio in queste strade a supporto dei residenti che chiedono più sicurezza e sono stanchi di assistere a queste violenze. Scene inaccettabili che seminano paura tra cittadini e lavoratori che ogni sera percorrono queste strade. Ringrazio il tassista che ha dato l’allarme e la pattuglia dell’Esercito intervenuta tempestivamente, ma non possiamo continuare a contare solo sulla buona volontà dei singoli.

Serve un presidio costante del territorio, controlli mirati e interventi rapidi per fermare chi pensa di poter trasformare le strade di Napoli in un ring di violenza. Chi commette questi atti deve essere individuato e assicurato alla giustizia senza esitazioni.”

Dal Comitato Tassisti di Base arriva un apprezzamento pubblico per il gesto del collega: “Abbiamo appreso dalla pagina del deputato Borrelli la notizia di un gesto di grande responsabilità compiuto da un tassista che ha contribuito a salvare la vita a un cittadino extracomunitario.

In seguito a una lite avvenuta tra extracomunitari, il collega ha prontamente allertato una pattuglia dell’Esercito, permettendo l’intervento dei soccorsi e dimostrando senso civico e umanità. Pur non conoscendo l’identità del tassista coinvolto, come Comitato non possiamo che esprimere il nostro orgoglio per quanto accaduto. Questo episodio dimostra ancora una volta che la categoria dei tassisti non è rappresentata solo da fatti negativi, ma anche da gesti concreti di responsabilità e solidarietà.”

Arzano, furto auto sventato all’Horizon: ladri in fuga grazie a un dipendente

Arzano  – Ennesimo tentativo di furto d’auto sventato nel parcheggio del centro commerciale Horizon. I malviventi hanno preso di mira una Jeep Compass stationata nell’area esterna, ma sono stati messi in fuga dal tempestivo intervento di un dipendente della struttura, che ha interrotto il colpo prima del suo compimento.

Secondo i denuncianti, i ladri si spostano a bordo di una Mini Cooper e di una 500X nere. Le immagini dell’episodio, catturate dalle telecamere, sono state trasmesse al deputato di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) Francesco Emilio Borrelli.

“Il fenomeno dei furti d’auto nei parcheggi dei centri commerciali è in preoccupante ascesa, un vero assedio che trasforma luoghi family-friendly in terreni di caccia per bande organizzate, spesso in pieno giorno”, ha dichiarato Borrelli.

“Non basta il coraggio isolato dei dipendenti, che non devono rischiare la vita. Occorrono controlli rafforzati, videosorveglianza efficace e una presenza costante delle forze dell’ordine nelle aree più esposte”.

 

Violenza sessuale a Forio d’Ischia: arrestato 38enne pakistano

Ischia – Un uomo di 38 anni, di origini pakistane, è stato arrestato ieri a Ischia dalla Polizia di Stato e associato in carcere. Deve espiare una pena definitiva di 4 anni di reclusione per violenza sessuale, reato commesso nel 2018 nel comune di Forio d’Ischia.

L’arresto è stato eseguito dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ischia, in ottemperanza a un provvedimento emesso lo scorso 1° dicembre dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Napoli.

L’uomo, rintracciato e bloccato senza particolari difficoltà, è stato trasferito in carcere per l’espiazione della pena residua. La condanna è diventata esecutiva al termine dell’iter giudiziario avviato a seguito dei fatti del 2018.

La notizia arriva in un momento in cui l’isola di Ischia continua a registrare episodi di cronaca legati alla sicurezza e al contrasto della violenza di genere.

Follia in A1, era un agguato pianificato degli Ultras della Lazio ai tifosi del Napoli

Roma– Non scaramucce da stadio, ma una vera e propria spedizione punitiva paramilitare. È quanto emerge dalla ricostruzione degli scontri sfiorati e poi interrotti dalla Polizia sull’Autostrada A1, dove all’alba di oggi è stato sventato quello che aveva tutti i contorni di un agguato pianificato.

Nel mirino delle forze dell’ordine sono finiti ottanta tifosi della Lazio, intercettati e bloccati al casello di Monte Porzio Catone. Il gruppo, di ritorno dalla trasferta di Lecce, aveva incrociato il percorso degli ultras del Napoli, in viaggio verso nord per raggiungere Torino in vista del big match odierno contro la Juventus.

L’arsenale e il tentativo di disfarsene

La gravità delle intenzioni del gruppo laziale è stata confermata dal ritrovamento di un vero e proprio arsenale. Alla vista delle pattuglie della Polizia, dai finestrini dei van incolonnati verso la barriera autostradale sono stati lanciati freneticamente vari oggetti nel tentativo di eliminare le prove.

Gli agenti, supportati dalla Polizia Scientifica, hanno recuperato lungo il ciglio della strada mazze, oggetti contundenti e persino coltelli da cucina. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro, mentre gli 80 tifosi biancocelesti sono stati fermati e identificati uno ad uno.

L’incrocio a Ceprano e i tifosi del Napoli

Secondo le prime ricostruzioni, il contatto tra le due tifoserie sarebbe avvenuto – o sarebbe stato tentato – all’altezza di Ceprano. Tuttavia, non risultano tifosi napoletani tra gli identificati. I supporter azzurri, infatti, non sarebbero entrati in contatto diretto prolungato con i rivali.

Mentre le forze dell’ordine erano impegnate a bloccare e identificare il contingente laziale, i mezzi dei tifosi partenopei, fermi qualche chilometro più avanti in direzione Roma, hanno ripreso la marcia verso il Piemonte senza problemi e senza essere sottoposti a controlli d’identità.

La condanna del Coisp: “Violenza organizzata”

Dura la reazione dei sindacati di Polizia di fronte a scene che richiamano alla memoria tragici precedenti autostradali. Domenico Pianese, segretario del Coisp, parla senza mezzi termini di “gravità estrema”.

“Quanto accaduto sull’A1 non è frutto di tensioni spontanee, ma di violenza organizzata e pianificata – tuona Pianese –. Il sequestro di armi vere, come i coltelli da cucina, dimostra che l’unico scopo era colpire per fare male”. Il sindacato sottolinea come l’intervento al casello abbia evitato conseguenze drammatiche che avrebbero potuto coinvolgere anche cittadini estranei in viaggio.

“È inaccettabile che le trasferte siano usate come copertura per regolamenti di conti. Per questi violenti serve il Daspo a vita e uno stop immediato alle trasferte per le tifoserie coinvolte. Lo Stato deve dimostrare che certi comportamenti non sono più tollerabili”.

Afragola, sequestrano e rapinano un ragazzo: 5 fermati. Ci sono anche dei 14enni

Afragola – Cinque giovani, di età compresa tra i 14 e i 20 anni, sono stati fermati dalla Polizia di Stato con l’accusa di sequestro di persona, rapina e porto illegale di arma. Il provvedimento di fermo di polizia giudiziaria è stato eseguito nella serata di mercoledì dagli agenti del Commissariato di Afragola.

L’indagine prende le mosse da una rapina avvenuta lo scorso 20 gennaio, quando un uomo, mentre percorreva corso Enrico De Nicola, ha notato un’autovettura sopraggiungere a forte velocità. A bordo c’erano i cinque giovani che, una volta scesi dal veicolo, lo hanno inseguito fino a via Vittorio Alfieri.

Qui la vittima è stata bloccata e aggredita con calci e pugni, quindi caricata con la forza in auto. Durante l’azione, sotto la minaccia di una pistola, gli aggressori si sono impossessati del telefono cellulare dell’uomo, dando vita a un vero e proprio sequestro lampo.

Dopo alcuni minuti di terrore, approfittando di una sosta in via De Gasperi, la vittima è riuscita a divincolarsi e a fuggire dall’auto, trovando rifugio all’interno di un esercizio commerciale.

Le indagini, supportate dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, hanno consentito ai poliziotti di individuare e rintracciare i presunti responsabili nel rione Salicelle.

Nella giornata di ieri, all’esito della convalida del fermo, l’autorità giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere per quattro degli indagati, mentre per il quinto è stata applicata la misura degli arresti domiciliari.

I laghi vulcanici Campania: un viaggio tra natura, storia e mito

La Campania è una regione italiana di straordinaria varietà paesaggistica: qui le tracce dell’antico vulcanismo si fondono con paesaggi lacustri, boschi incontaminati e testimonianze storiche millenarie. Questo articolo esplora alcuni dei principali specchi d’acqua della regione, dalla mitica area dei Campi Flegrei vicino Napoli ai laghi dell’entroterra in Avellino e Benevento. Parleremo di laghi vulcanici Campania, ma anche di altri bacini naturali e artificiali che meritano una visita per natura, biodiversità e valore turistico.

I laghi vulcanici nei Campi Flegrei (Napoli): Averno e dintorni

La zona dei Campi Flegrei, a ovest di Napoli, è una vasta caldera vulcanica che custodisce alcune delle testimonianze più affascinanti dell’attività geologica campana. Qui si trovano diversi laghi formatisi nei crateri dei vulcani spenti, inseriti in un paesaggio ricco di miti, storia e natura.

Lago d’Averno

Il Lago d’Averno è senza dubbio l’esempio più celebre di lago vulcanico in Campania: specchio d’acqua situato all’interno di un antico cratere, attirava l’attenzione già nell’antichità per le sue emissioni di gas e per la leggenda secondo cui fosse la porta dell’oltretomba narrata da Virgilio nell’Eneide.

La sua conformazione quasi circolare e le rive circondate da natura rigogliosa lo rendono un luogo perfetto per passeggiate, escursioni leggere e scoperta dei resti archeologici, tra cui l’antico Tempio di Apollo e la Grotta di Cocceio, un tunnel scavato dai Romani.

Altri bacini nei Flegrei

Oltre ad Averno, nei Campi Flegrei ci sono altri laghi come Lucrino, Fusaro e Miseno. Pur non sempre di origine strettamente vulcanica, questi specchi d’acqua sono parte integrante del sistema lacustre flegreo e sono facilmente combinabili in un itinerario di visita unico nei pressi di Napoli.

I laghi dell’entroterra: Avellino e Benevento

Quando si lascia la costa per addentrarsi nell’interno della Campania, l’origine dei laghi cambia: qui troviamo bacini naturali e artificiali immersi in contesti collinari, ideali per gli amanti della natura e del relax.

Provincia di Avellino

Nel territorio di Avellino spiccano diversi laghi che, pur non avendo origine vulcanica (o essendo legati a fenomeni carsici o artificiali), offrono scenari suggestivi e molte opportunità per escursioni e birdwatching. Tra questi troviamo:

  • Lago di Conza: ampio bacino artificiale inserito in un’area naturalistica protetta, noto per la ricca fauna avicola e le escursioni lungo le sue rive.
  • Lago Laceno: specchio d’acqua situato nell’omonima località montana, meta per attività all’aria aperta, trekking e sport sia estivi che invernali.

Provincia di Benevento

In provincia di Benevento si trovano laghi più piccoli, spesso poco conosciuti ma perfetti per una gita rilassante tra colline e aree verdi:

  • Lago di Telese: piccolo lago dall’atmosfera tranquilla, ideale per passeggiate e picnic in un contesto naturale.
  • Lago di Campolattaro: oasi WWF immersa nella piana del Tammaro, importante habitat per numerose specie di uccelli.

Eco‑turismo e consigli di visita

Visitare i laghi vulcanici Campania e gli altri bacini dell’entroterra significa esplorare una regione dove vulcani antichi e moderne aree naturalistiche convivono armoniosamente. Che si tratti di passeggiare sulle rive del Lago d’Averno, ammirare la fauna del Lago di Conza o godersi la tranquillità del Lago di Telese, questi luoghi offrono esperienze diverse per tutti i tipi di viaggiatori.

Consigli pratici:

  • Periodo migliore: Primavera e autunno per temperature miti e colori intensi;
  • Attività: escursioni a piedi, birdwatching e fotografia naturalistica;
  • Cultura e storia: combina la visita ai laghi vulcanici con siti archeologici nei Campi Flegrei, come l’antica città di Cuma.

 

Napoli, Neres in Inghilterra: vola a Londra per l’operazione alla caviglia

David Neres vola in Inghilterra per risolvere l’infortunio alla caviglia sinistra. L’attaccante del Napoli, uscito malconcio nel match contro la Lazio dello scorso 4 gennaio, è partito nella prima mattinata di domenica 25 gennaio alla volta di Londra, dove sarà operato al tendine con l’obiettivo di anticipare il rientro in campo.

La durata dello stop sarà definita con maggiore precisione dopo l’intervento, ma in casa azzurra filtra la consapevolezza che si tratterà comunque di un’assenza prolungata.

In stagione il brasiliano ha collezionato numeri importanti:3 gol e 3 assist in Serie A, oltre a un assist in Champions League.

Benevento, sangue nel Rione Libertà: 68enne in fin di vita, arrestato un trentasettenne

Benevento– Una domenica mattina di sangue e violenza quella che ha sconvolto il cuore del Rione Libertà. Quella che sembrava essere l’ennesima lite familiare si è trasformata in un tentato omicidio de facto, lasciando un uomo di 68 anni a lottare tra la vita e la morte in un letto d’ospedale.

I Carabinieri del comando locale hanno tratto in arresto un 37enne del posto, accusato di lesioni personali gravissime. L’allarme è scattato a seguito di una segnalazione per un alterco violento tra le strade del quartiere; all’arrivo dei militari, però, la vittima era già stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso del “San Pio”.

La dinamica del pestaggio

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’aggressore si sarebbe scagliato contro l’anziano con una ferocia inaudita, colpendolo ripetutamente alla testa con calci e pugni. Un pestaggio brutale che ha causato traumi cranici profondi: nella notte, il 68enne è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico e la sua prognosi resta riservata.

Le indagini e il movente

Il lavoro dei militari dell’Arma è stato fulmineo. Grazie a una rapida attività d’indagine sul territorio, il 37enne è stato rintracciato poco dopo l’aggressione, ancora all’interno del rione. A incastrarlo sarebbero stati i suoi stessi vestiti: al momento del fermo, l’uomo indossava ancora capi intrisi di sangue, immediatamente sequestrati per i rilievi scientifici.

Dietro la violenza ci sarebbero vecchi rancori e contrasti mai sopiti legati a una relazione sentimentale all’interno della cerchia familiare. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato sottoposto al regime dei arresti domiciliari, in attesa che la giustizia faccia il suo corso e che le condizioni della vittima, si spera, migliorino.

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Napoli, piazza Carità: accoltellato un senzatetto peruviano

Napoli – Nuovo episodio di violenza nel cuore della città, a pochi passi dal policlinico Federico II e dalla stazione centrale. Nella notte, i Carabinieri della Compagnia Napoli Centro sono intervenuti in piazza Carità, per un aggressione a sfondo presumibilmente predatorio.

Un uomo di 36 anni, cittadino peruviano e senza fissa dimora, è stato colpito con un fendente al fianco da uno sconosciuto, per poi essere soccorso e trasportato proprio al vicino Pellegrini. Le sue condizioni, secondo le prime informazioni, avrebbero richiesto sette giorni di prognosi.

La dinamica, ancora da ricostruire nei dettagli, sembra riconducibile a un tentativo di rapina. L’aggressore, dopo aver colpito la vittima, sarebbe fuggito senza lasciare tracce immediate. Sul posto è scattata l’attività investigativa del Nucleo Operativo dei Carabinieri, alla ricerca di testimoni e immagini di videosorveglianza che possano identificare l’assalitore.

Un intervento che suona come un déjà-vu. Il fatto acquisisce ulteriore gravità perché si tratta del secondo intervento in breve tempo della stessa Compagnia Carabinieri nell’area del Pellegrini, sollevando interrogativi sulla sicurezza in una zona ad alta frequentazione e con forte presenza di persone in stato di vulnerabilità.

La piazza, intitolata all’eroe dei Carabinieri Salvo D’Acquisto, si trasforma così nell’ennesimo teatro di criticità sociale e criminalità di strada. L’episodio riaccende i riflettori sul fenomeno del degrado e sulla sicurezza percepita nel centro di Napoli, dove emergenze abitative, povertà e microcriminalità spesso si intrecciano.

Poche ore prima infatti un gruppo di minorenni aveva aggredito e picchiato altri coetanei per un schizzo di birra finita sulla scarpa di un ragazzo della zona. Gli aggrediti sono stati medicati all’ospedale Vecchio Pellegrini.

Le indagini proseguono per dare un volto all’uomo che ha sferrato il colpo. Nel frattempo, la vicenda del 36enne peruviano ferito si aggiunge alla cronaca di una città che, tra luci e ombre, continua a fare i conti con le sue ferite più profonde.

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Scontri tra tifosi di Lazio e Napoli sull’A1: violenze in autostrada tra Ceprano e Frosinone

Frosinone– Momenti di tensione all’alba di oggi lungo l’autostrada A1, nel tratto compreso tra Ceprano e Frosinone, dove si sono verificati violenti scontri tra tifosi della Lazio e del Napoli.

L’allarme è scattato nelle prime ore della mattinata, quando è stata segnalata la presenza di numerose persone, con il volto coperto e armate di bastoni, che si stavano affrontando sulla carreggiata in direzione Nord.

Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia di Stato, ma all’arrivo delle pattuglie i partecipanti agli scontri si erano già dileguati. Secondo le prime ricostruzioni investigative, il confronto avrebbe coinvolto un gruppo di sostenitori laziali, di ritorno dalla trasferta di Lecce, e tifosi del Napoli diretti a Torino per la gara di campionato in programma in serata contro la Juventus.

Una pattuglia della Polizia Stradale avrebbe assistito direttamente alla colluttazione nei pressi dello svincolo di Pofi. I mezzi utilizzati dai tifosi, in gran parte minivan, hanno successivamente proseguito la marcia superando Anagni, inseguiti dalle pattuglie della Stradale e dalle volanti.

Nel corso degli scontri sono stati registrati anche danni ad alcune autovetture parcheggiate presso l’area di servizio Macchia Est. Le forze dell’ordine hanno avviato accertamenti per identificare i responsabili e ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Le indagini sono tuttora in corso.

Crollo a Casoria, la Procura sequestra il palazzo: si indaga per disastro e infiltrazioni

Casoria – Svolta nell’inchiesta sul crollo della palazzina di via Cavour, avvenuto nella notte di venerdì 23 gennaio. La Procura della Repubblica di Napoli Nord ha ufficialmente aperto un fascicolo d’indagine e disposto il sequestro preventivo dell’intera area.

L’obiettivo dei magistrati è fare piena luce sulle cause del cedimento, partendo dall’acquisizione dei documenti tecnici e delle segnalazioni depositate presso gli uffici del Comune di Casoria.

L’emergenza sfollati

Il bilancio umano è pesante: sono 90 le persone rimaste senza casa. Di queste, 60 hanno trovato una sistemazione provvisoria in strutture alberghiere, mentre le restanti 30 sono state accolte da parenti.

La situazione resta critica: l’ASL Napoli 2 Nord ha garantito assistenza sanitaria continua, ma le condizioni di instabilità dell’area impediscono tuttora alle famiglie di rientrare, anche solo per pochi minuti, a recuperare i propri effetti personali. Per scongiurare sciacallaggi, le forze di polizia presidiano la zona h24.

Il nodo del sottosuolo

Ieri mattina, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha presieduto il Centro Coordinamento Soccorsi alla presenza del sindaco Raffaele Bene e dei vertici della Protezione Civile. Il “sospettato numero uno” resta il sottosuolo: tecnici e Vigili del Fuoco stanno monitorando una rilevante infiltrazione d’acqua che avrebbe compromesso le fondamenta. Sul posto sono al lavoro le squadre dei servizi idrici e 85 operatori tra volontari e personale Sma Campania.

L’assessora regionale Fiorella Zabatta ha annunciato misure di sostegno economico per il Comune e l’allestimento di una tensostruttura per la distribuzione di beni di prima necessità. «Garantiremo assistenza e forniture idriche finché sarà necessario», ha dichiarato l’assessora.

Tuttavia, all’assistenza si affianca il malumore. Sui social e tra le strade di Casoria esplode la polemica: diversi residenti affermano di aver segnalato rumori sospetti e crepe già mesi fa. Sarà ora il lavoro dei magistrati stabilire se quelle grida d’allarme siano rimaste inascoltate e se il disastro potesse essere evitato.

Polizia, progetto Wanted: in manette 83 super-latitanti per un totale di 500 anni di carcere

Roma – Ottantatré latitanti catturati e un debito con la giustizia che ammonta complessivamente a circa 500 anni di reclusione. Sono questi i numeri del progetto “Wanted”, l’iniziativa ad alto impatto promossa dalla Direzione Centrale Anticrimine e coordinata dal Servizio Centrale Operativo (SCO), nata per stringere il cerchio attorno ai ricercati di maggiore pericolosità sociale.

I risultati, maturati a partire dal gennaio 2025, confermano il cambio di passo nella caccia ai fuggitivi: dei soggetti arrestati, 29 erano destinatari di misure cautelari mentre ben 54 dovevano scontare condanne definitive. Il monte anni di pene residue evidenzia lo spessore criminale dei profili individuati, colpendo figure chiave che tentavano di sottrarsi all’esecuzione dei provvedimenti giudiziari.

Il modello operativo: tecnologia e intelligence

Il successo del progetto “Wanted” si basa su un modello integrato che supera i confini nazionali. La strategia prevede l’impiego sinergico delle Squadre Mobili e delle Sisco (Sezioni Investigative del Servizio Centrale Operativo) per la localizzazione sul territorio, supportato da avanzati strumenti di intelligence.

Fondamentale il raccordo con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), che garantisce uno scambio informativo in tempo reale con la rete di esperti per la sicurezza dislocati in tutto il mondo.

Il focus campano: il boss del litorale domizio

Tra i risultati più significativi dell’ultima settimana spicca un’operazione che tocca da vicino la Campania. Venerdì sera è rientrato in Italia, scortato dallo SCIP all’aeroporto di Fiumicino, un 48enne albanese latitante dal 2000. L’uomo deve scontare una condanna a 21 anni di reclusione.

La cattura è il frutto di una complessa indagine durata un anno, condotta dalla Squadra Mobile di Caserta e dallo SCO, sotto il coordinamento della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il 48enne è ritenuto la mente di un’associazione transnazionale dedita al traffico di droga: gestiva il trasporto di cocaina dall’Albania all’Italia tramite scafi clandestini.

La sostanza stupefacente inondava poi il litorale domizio, dove l’organizzazione aveva stabilito la propria roccaforte per lo stoccaggio e lo smercio. Il boss, che gestiva la cassa comune e copriva le perdite del gruppo, era stato arrestato in Albania lo scorso 21 febbraio 2025, dopo un quarto di secolo di latitanza.

Blitz a Dubai

La rete di “Wanted” si estende anche agli Emirati Arabi. Lunedì scorso, le autorità di Dubai hanno localizzato e arrestato un altro cittadino albanese, 39 anni, ricercato dal 2019. L’uomo, condannato a oltre 8 anni di carcere, è considerato un elemento di vertice di un’organizzazione di narcotrafficanti con base logistica nel Veneziano.

Sparatoria nei Quartieri Spagnoli, ferito il 22enne Ciro Basile

Napoli – Notte di paura nei vicoli dei Quartieri Spagnoli, dove un giovane di 22 anni è rimasto ferito da un colpo d’arma da fuoco. L’episodio si è verificato nella tarda serata di ieri in via Santa Maria Ogni Bene, all’altezza del civico 26.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia Napoli Centro, intervenuti sul posto insieme ai militari della sezione Investigazioni Scientifiche, sull’asfalto sono stati rinvenuti circa dieci bossoli, segno di una sparatoria particolarmente violenta.

La vittima, Ciro Basile, nato a Napoli il 4 luglio 2003, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Pellegrini. Il proiettile, che lo aveva colpito al gluteo destro, è stato estratto dai sanitari. Il giovane è stato successivamente dimesso con una prognosi di dieci giorni.

Restano ancora da chiarire la dinamica e il movente dell’agguato. Gli investigatori non escludono alcuna pista e stanno acquisendo immagini di videosorveglianza e testimonianze utili a identificare i responsabili.

Fuorigrotta, fermato nella notte un presunto commando armato: pistola con matricola abrasa in auto

Napoli -Agguato forse sventato nella notte a Fuorigrotta. I carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Napoli-Bagnoli hanno arrestato tre uomini, tutti già noti alle forze dell’ordine, dopo un controllo su strada in viale J.F. Kennedy.

Il fermo è scattato intorno alle 2 mentre viaggiavano a bordo di un’auto a noleggio. In manette sono finiti Emanuele Luigi Guarino, 35 anni, Domenico Ronga, 34 anni, e Alessandro Sorvino, 20 anni.

Durante l’ispezione del veicolo i militari hanno rinvenuto una pistola Beretta FS calibro
9×19 Parabellum con matricola abrasa, nascosta dietro i sedili anteriori. Secondo quanto riferito, l’arma era pronta all’uso: colpo in canna e caricatore inserito con 14 cartucce.

Sequestrati anche un coltellino e due taglierini, una bustina di marijuana, alcuni gioielli dei quali i tre non avrebbero saputo giustificare la provenienza e circa 3mila euro in contanti.

I tre sono stati condotti in carcere e devono rispondere di detenzione di arma clandestina. La pistola sarà sottoposta ad accertamenti dattiloscopici e balistici per verificare se sia stata utilizzata in precedenti fatti di sangue.

Sono di Arzano i due baby rapinatori dell’Asse Mediano

Napoli – Due distributori di carburante nel mirino, una pistola puntata in faccia ai dipendenti, la fuga a tutta velocità sull’Asse Mediano a bordo di una Renault Clio e, alla fine, le manette.

È finita così, nella notte, l’ultima “corsa” di Alessandro Palmieri e Giuseppe De Rosa, 19 e 18 anni, entrambi napoletani residenti ad Arzano e con precedenti di polizia alle spalle. I due sono stati arrestati con l’accusa di rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale, e denunciati anche per porto di armi od oggetti atti a offendere. Per il 19enne è scattato inoltre l’arresto per evasione: doveva trovarsi ai domiciliari.

Il servizio di appostamento

Da alcuni giorni la zona compresa tra l’Asse Mediano, Qualiano e Giugliano era sotto stretta osservazione. Una serie di colpi ai danni di distributori di carburante aveva fatto scattare l’allarme tra gli investigatori del commissariato Secondigliano, guidato dal vice questore aggiunto Tommaso Pintauro, e gli uomini della Squadra Mobile della Questura diretti da Giovanni Leuci.

Era stato predisposto un servizio mirato, con equipaggi in borghese e pattuglie di supporto, per intercettare i rapinatori in azione.

La notte del blitz, una squadra della sezione investigativa e operativa di Secondigliano e i Falchi della Mobile stavano pattugliando l’Asse Mediano in direzione Arzano quando hanno notato una Renault Clio con a bordo due giovani che si muoveva in modo sospetto, rallentando e deviando verso gli impianti di distribuzione carburante lungo la circumvallazione esterna.

Il primo colpo al distributore

Secondo la ricostruzione degli investigatori, confermata da un video ripreso dagli stessi poliziotti, la Clio ha imboccato l’ingresso di un primo distributore di carburante in via Circumvallazione esterna, nell’area di Qualiano/Giugliano. I due sono scesi dall’auto a volto scoperto, ma con atteggiamento deciso: uno è rimasto a fare da palo nei pressi della vettura, l’altro si è diretto verso il box del dipendente.

A quel punto – riferiscono le fonti investigative – il rapinatore ha estratto una pistola, puntandola contro l’addetto e intimandogli di consegnare tutto l’incasso. Nonostante fosse terrorizzato, l’uomo non ha reagito e ha aperto il cassetto, consegnando i contanti. L’azione è durata pochi secondi: afferrato il denaro, il giovane è risalito in macchina e la Clio è ripartita a forte velocità.

Gli agenti, che stavano osservando a distanza senza farsi notare per evitare di mettere a rischio i presenti, hanno deciso di non intervenire immediatamente per non far degenerare la situazione, ma hanno iniziato a seguire l’auto.

Il secondo assalto in pochi minuti

Dopo aver percorso un breve tratto di strada, la Renault Clio con le stesse due persone a bordo ha imboccato l’ingresso di un secondo distributore, sempre lungo la stessa direttrice viaria. Le modalità sono state identiche: ingresso rapido nell’area di servizio, minaccia armata all’addetto, richiesta dell’incasso e fuga.

Anche in questo caso la pistola è stata puntata in faccia al dipendente, che si è visto costretto a svuotare la cassa. Nessuno sparo, nessuna colluttazione: la forza dei due rapinatori era tutta nella minaccia dell’arma, che solo in seguito si sarebbe rivelata una pistola replica, ma priva del tappo rosso e quindi difficilmente distinguibile da una vera.

Concluso il secondo colpo, i due sono risaliti a bordo e si sono diretti verso Giugliano in Campania, convinti di averla fatta franca. Non sapevano di essere ormai nel mirino delle pattuglie.

L’inseguimento e il blocco a Giugliano

Gli equipaggi di Secondigliano e della Mobile non hanno mai perso di vista la Clio, mantenendo una distanza di sicurezza ma restando in contatto radio costante per coordinare l’intervento. Quando l’auto ha rallentato nei pressi di una struttura ricettiva della zona di Giugliano e si è fermata, è scattato il blitz.

I poliziotti hanno circondato il veicolo e intimato ai due di scendere. Secondo quanto riferito, Palmieri e De Rosa avrebbero tentato una reazione, cercando di divincolarsi e guadagnare la fuga, ma sono stati rapidamente immobilizzati e bloccati a terra dagli agenti. Solo dopo che li hanno ammanettati, gli investigatori hanno proceduto alla perquisizione personale e del veicolo.

Il bottino, la pistola replica e le forbici

Nel corso dei controlli, i poliziotti hanno trovato addosso ai due e all’interno della Renault Clio la somma di 260 euro in contanti, ritenuta parte del bottino dei due colpi appena messi a segno. Ma la scoperta più significativa è avvenuta nell’abitacolo: sotto uno dei sedili era nascosta una pistola replica, priva del tappo rosso, del tutto simile a un’arma vera.

Accanto alla pistola, gli agenti hanno recuperato anche un paio di forbici, considerate strumento potenzialmente atto a offendere. Il materiale è stato sequestrato e acquisito agli atti dell’indagine. Il video girato dagli investigatori durante il servizio, insieme alle testimonianze dei dipendenti dei distributori, va a rafforzare il quadro accusatorio.

Le accuse e il trasferimento a Poggioreale

Al termine delle formalità di rito in commissariato, per Alessandro Palmieri e Giuseppe De Rosa sono scattati gli arresti per rapina aggravata in concorso e resistenza a pubblico ufficiale. I due sono stati inoltre denunciati per porto di armi od oggetti atti a offendere, in relazione alla pistola replica e alle forbici rinvenute in auto.

Nel corso degli accertamenti è emerso che Palmieri, il 19enne, era già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per altri reati e non avrebbe dovuto allontanarsi dalla propria abitazione: per questo motivo è stato contestato anche il reato di evasione. Entrambi, una volta dichiarati in stato di arresto, sono stati trasferiti al carcere di Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice.

Le indagini proseguono per verificare se la “coppia” sia responsabile anche di altri colpi messi a segno nelle scorse settimane nella stessa area dell’hinterland nord. Gli inquirenti stanno confrontando modalità operative, orari e descrizioni fornite da altri esercenti rapinati, alla ricerca di riscontri e coincidenze utili a collegare i diversi episodi.

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