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Palermo, fermato il presunto assassino di Paolo Taormina

Palermo – È stato fermato poco dopo le 11 di stamane, nella sua abitazione nel quartiere Uditore di Palermo, il giovane sospettato di aver ucciso la notte scorsa Paolo Taormina, 21 anni, colpito a morte da un proiettile alla fronte davanti al suo locale, non lontano dal Teatro Massimo.

L’omicidio, che ha scosso il cuore della movida palermitana, sarebbe maturato al termine di una rissa in cui la vittima avrebbe tentato di difendere un ragazzino aggredito da un gruppo di coetanei.

Secondo quanto trapelato dalle indagini, i carabinieri del Comando provinciale sarebbero arrivati al presunto assassino grazie alle immagini estratte dalle telecamere di videosorveglianza della zona e alle testimonianze di chi, la scorsa notte, ha assistito alla scena. Il giovane fermato è stato condotto in caserma, dove sarà interrogato nelle prossime ore alla presenza del magistrato di turno.

Intanto, la salma di Paolo Taormina è stata trasferita nella camera ardente del Policlinico di Palermo, dove familiari e amici si sono riuniti in un silenzio rotto solo dal dolore e dall’incredulità. L’autopsia sarà eseguita tra domani e dopodomani all’Istituto di Medicina Legale dello stesso ospedale.

L’omicidio ha riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nel cuore di Palermo, soprattutto nelle aree della movida notturna, dove episodi di violenza e risse si ripetono sempre più spesso. Paolo, descritto da chi lo conosceva come un ragazzo solare e generoso, sarebbe intervenuto solo per difendere qualcuno più debole, trovandosi invece di fronte alla cieca brutalità di chi ha scelto la violenza come risposta.

Le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio della notte di sangue che ha strappato alla città un’altra giovane vita.

Ucciso con un colpo in testa mentre tenta di sedare una rissa nella “Champagneria” di Palermo

Palermo – Un gesto di coraggio pagato con la vita. La movida del sabato sera a Palermo si è tinta di rosso sangue nella notte, trasformando l’area della “Champagneria” in uno scenario da cronaca nera. La vittima è Paolo Taormina, un ragazzo di appena 21 anni, freddato con un colpo d’arma da fuoco in pieno centro, a pochi passi dal Teatro Massimo.

L’omicidio, avvenuto davanti a decine di ragazzi attoniti, si è consumato mentre Paolo, figlio della titolare del pub “Skruscio”, tentava di intervenire per sedare una violenta rissa scoppiata all’esterno del locale dei suoi genitori.

Un tentativo eroico di riportare la calma nella notte, stroncato dalla brutale e inspiegabile reazione di chi non ha esitato a impugnare una pistola e sparare.

L’omicidio in diretta e l’indagine

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane è stato raggiunto da un proiettile alla testa. La morte sarebbe stata istantanea. I Carabinieri, intervenuti sul posto, stanno lavorando alacremente per ricostruire l’esatta dinamica e identificare l’assassino.

Gli investigatori hanno subito sequestrato le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza dei numerosi locali che affollano la zona, e si sta cercando di acquisire eventuali filmati amatoriali: l’omicidio, infatti, potrebbe essere stato ripreso da decine di telefonini.

I militari hanno già alcuni indizi e stanno cercando un sospettato individuato grazie alle numerose riprese video.

La “Champagneria”, un dedalo di piazzette e stradine tra Via Maqueda e Via Roma, è da anni il cuore pulsante e spesso problematico della movida palermitana, un luogo di assembramento dove l’abuso di alcol è frequente e dove, troppo spesso, scoppiano risse e violenze, tanto da richiedere costanti interventi delle forze dell’ordine e operazioni di “Alto Impatto”.

L’episodio avvenuto in Via Spinuzza – dove già nell’agosto 2024 furono trovati due giovani in possesso di una Beretta con matricola abrasa e proiettili – segna un tragico salto di qualità nella degenerazione della violenza notturna.

Napoli, pusher catturati dopo inseguimento mozzafiato per le strade di Ponticelli

Napoli – Adrenalina a mille, sirene spiegate e inseguimento ad alta velocità stile “Fast and Furious” la notte scorsa per le strade di Ponticelli. Ma con un risultato importante visto che i carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di due pusher.

Si tratta di Andrea Miele, 25 anni, nato a Napoli il 22 giugno 2000, e Andrea Parisi, 22 anni, nato il 27 aprile 2003, entrambi originari di Ponticelli. Fermati per un controllo routine al confine tra San Giovanni a Teduccio e Ponticelli, i giovani hanno ignorato l’alt della pattuglia, dando il via a una corsa che si è conclusa in via Velotti.

Nell’auto, gli agenti hanno rinvenuto 70 grammi di cocaina nascosti negli slip del 25enne e 14 bustine di marijuana nel marsupio del più giovane, oltre a contanti ritenuti provento illecito. Arrestati per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, i due attendono il giudizio in carcere.

Il servizio ha portato anche a quattro segnalazioni alla Prefettura per giovani assuntori di droga e 27 sanzioni al Codice della Strada, per guida pericolosa o infrazioni minori. Questi controlli non sono solo repressione, ma prevenzione: San Giovanni a Teduccio merita sicurezza per le famiglie e per tutti le persone oneste che vi abitano.

Napoli, Chiaiano: nasconde una pistola nel vano motore dell’auto. Arrestato 54enne

Napoli – Un normale posto di controllo dei Carabinieri della stazione di Marianella si è trasformato in un arresto per detenzione di arma clandestina.

A finire in manette è Vincenzo Ostrowski, 54 anni, napoletano, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso con una pistola semiautomatica calibro 7,65 nascosta con cura nel vano motore della sua auto.

L’uomo, fermato nella tarda serata di ieri in via Emilio Scaglione, nel quartiere Chiaiano, ha mostrato fin da subito un atteggiamento nervoso. Durante la verifica dei documenti, i militari hanno notato la sua agitazione e hanno deciso di approfondire il controllo.

La scoperta nel vano motore

Dalla prima perquisizione erano emerse due dosi di hashish e quattro spinelli già confezionati, apparentemente per uso personale. Ma la tensione del 54enne ha insospettito ulteriormente gli uomini dell’Arma, che hanno deciso di ispezionare a fondo il veicolo.

È stato così che, smontando alcune parti del cofano, i carabinieri hanno rinvenuto una pistola semiautomatica calibro 7,65, priva di matricola e marchio di fabbrica, nascosta tra i componenti del motore.

L’arma era carica con sei colpi nel caricatore, pronta all’uso, e accompagnata da altre due munizioni di riserva.

Il ritrovamento ha confermato i sospetti dei militari: non si trattava di un semplice controllo su un automobilista agitato, ma di una scoperta potenzialmente pericolosa, che avrebbe potuto preludere a ben altri scenari.

L’arresto e le indagini

Ostrowski è stato immediatamente arrestato per detenzione e porto illegale di arma clandestina e trasferito al carcere di Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida.
La pistola è stata sequestrata e sarà sottoposta a perizia balistica per verificare se sia stata utilizzata in episodi di sangue o intimidazioni nel territorio di Napoli Nord.

Gli inquirenti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli, non escludono che l’arma possa far parte di una rete di approvvigionamento illegale legata ai circuiti criminali dell’area tra Chiaiano, Marianella e Scampia, zone già monitorate per la presenza di gruppi dediti allo spaccio e alla detenzione di armi clandestine.

Controlli intensificati nei quartieri dell’area nord

L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo del territorio messo in campo dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, che nelle ultime settimane hanno intensificato i pattugliamenti nelle periferie cittadine, con particolare attenzione ai rioni dove la criminalità organizzata mantiene ancora basi logistiche e arsenali.

Solo negli ultimi dieci giorni sono state sequestrate cinque armi da fuoco e arrestate sette persone tra Chiaiano, Piscinola e Secondigliano.

Un bilancio che conferma la costante attenzione dell’Arma nel contrasto alla circolazione di pistole clandestine, spesso impiegate per regolare conti o intimidire piccoli commercianti.

Il profilo dell’arrestato

Nato a Napoli l’11 novembre 1971, Vincenzo Ostrowski risulta residente nell’area nord della città e già noto per piccoli precedenti legati agli stupefacenti.

Gli investigatori stanno ora cercando di capire se l’uomo fosse un semplice detentore o se stesse trasportando l’arma per conto di terzi, un’ipotesi tutt’altro che esclusa.

Napoli, ladro tenta il furto nell’istituto delle suore a san Giovanni a Teduccio

Napoli – Una finestra aperta su una notte d’autunno, un’ombra che si intrufola e il caos improvviso: urla di suore che squarciano il silenzio di una scuola elementare. È questa la scena surreale vissuta nella serata di ieri in corso San Giovanni a Teduccio, periferia orientale di Napoli, dove un 29enne di San Giorgio a Cremano ha tentato un furto ma è stato messo in fuga dall’allarme delle religiose che custodiscono l’istituto.

L’uomo, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Poggioreale, aveva adocchiato la scuola elementare come bersaglio facile. Con la finestra spalancata, ha forzato la zanzariera – l’unico baluardo tra lui e l’interno – creando un varco per introdursi. L’obiettivo? Probabilmente oggetti di valore o attrezzature scolastiche, anche se al momento non è emerso un movente specifico.

Ma il piano è andato in frantumi: le suore, che risiedono nell’edificio e lo conoscono come un luogo sacro per l’educazione dei più piccoli, non dormivano. Sorpreso dalla loro presenza, il ladro si è trovato di fronte a uno spettacolo inaspettato: le religiose, atterrite ma determinate, hanno iniziato a gridare e composto immediatamente il 112.

Confuso e in preda al panico, il 29enne ha fatto dietrofront, rifugiandosi nella stessa breccia nella zanzariera per dileguarsi nelle strade buie del quartiere. Le voci delle “sorelle”, ancora echeggianti, hanno accompagnato la sua fuga, trasformando un tentativo di reato in un episodio da commedia degli equivoci con un retrogusto amaro di vulnerabilità.

Non ci è voluto molto ai militari per stringere la morsa. Grazie all’analisi delle telecamere di videosorveglianza installate nelle vicinanze e alle descrizioni dettagliate delle suore – ancora visibilmente scosse, come riferito da fonti investigative – l’uomo è stato identificato in poche ore. Denunciato a piede libero per tentato furto aggravato e danneggiamento, il 29enne ora dovrà rispondere davanti alla giustizia.

L’episodio si inserisce in un più ampio servizio di controllo del territorio effettuato dai carabinieri nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, area nota per le sue sfide sociali: alto tasso di disoccupazione giovanile (oltre il 30% secondo dati Istat 2024) e una microcriminalità che spazia dai furti agli spacci. Nel bilancio della nottata, emergono altri due colpi duri alla malavita locale.

L’episodio della scuola riaccende i riflettori su un quartiere resiliente ma fragile, dove comunità e forze dell’ordine collaborano per difendere i luoghi dell’innocenza. Le suore, contattate per un commento, hanno risposto con semplicità: “Abbiamo pregato e agito. Dio protegge chi protegge i piccoli”. Un monito che, in una Napoli ferita, suona come speranza.

Schianto mortale tra auto e moto sulla provinciale 333: muore un 56enne di Capua

Capua – Ancora sangue sulle strade del Casertano. A perdere la vita, ieri mattina, è stato Francesco Paternuosto, 56 anni, residente a Capua, rimasto ucciso in un violento scontro tra la sua moto Guzzi e un’autovettura Jaguar lungo la provinciale 333, nel tratto che collega Bellona a Capua, in località Ferranzano.

L’impatto, avvenuto intorno alle 10 nei pressi dello stabilimento Rdb, non ha lasciato scampo al centauro. L’uomo è stato sbalzato dalla sella, rovinando sull’asfalto e battendo violentemente il capo nonostante indossasse il casco protettivo. Le sue condizioni sono apparse subito disperate: inutili i tentativi di rianimarlo messi in atto dal conducente della vettura e da alcuni automobilisti di passaggio.

Quando sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e i carabinieri della Compagnia di Capua, per l’uomo non c’era già più nulla da fare. Il corpo senza vita è stato successivamente trasferito all’Istituto di Medicina Legale dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, dove sarà effettuata l’autopsia disposta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.

Indagini in corso per omicidio stradale

Sotto choc il conducente dell’auto, un giovane sottufficiale della Guardia di Finanza, ora indagato per omicidio stradale. Per lui sono stati eseguiti gli accertamenti di rito, tra cui test alcolimetrici e tossicologici, il cui esito sarà determinante per le indagini.
I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica dello schianto: l’ipotesi principale è che uno dei due mezzi abbia invaso la corsia opposta, ma non si esclude un’improvvisa manovra di sorpasso o una distrazione fatale.

Nel frattempo, la circolazione lungo la provinciale è rimasta parzialmente bloccata per oltre un’ora, con rallentamenti e deviazioni imposte dalle forze dell’ordine.

Il dolore degli amici

La notizia della morte di Paternuosto ha scosso profondamente la città di Capua, dove l’uomo era molto conosciuto e apprezzato per il suo carattere gentile e la passione per i motori.

Celibe, lavoratore autonomo, amava viaggiare in moto insieme agli amici, scoprendo nuovi percorsi e paesaggi. Sui social, decine di messaggi di cordoglio hanno ricordato il suo entusiasmo e la sua correttezza.

I funerali saranno celebrati, dopo il nulla osta della magistratura, nella chiesa di San Giuseppe, in località Fuori Porta Roma.

Strade insicure e vite spezzate

La tragedia di Ferranzano si aggiunge a un elenco sempre più lungo di vittime della strada in provincia di Caserta e in tutta la Campania. Secondo i dati più recenti dell’Istat, la regione registra un incremento del 12% di incidenti mortali rispetto allo scorso anno, con la maggior parte dei sinistri concentrata sulle arterie provinciali e statali.

Moto e scooter restano i mezzi più esposti: solo tra luglio e settembre, tra il Casertano e il Napoletano, si contano oltre venti vittime tra centauri, spesso coinvolti in collisioni con auto in sorpasso o in tratti stradali privi di adeguata segnaletica.

Proprio la provinciale 333, teatro dell’incidente di ieri, è da tempo segnalata come pericolosa dagli abitanti della zona, per via dell’assenza di dissuasori di velocità e illuminazione carente.

Ogni nuovo incidente riaccende il dibattito sulla sicurezza stradale: controlli, manutenzione, limiti di velocità e soprattutto educazione alla guida restano i nodi cruciali.
“Non si può morire così, su una strada di paese, in un sabato di ottobre”, commenta un residente.

Le istituzioni locali, intanto, annunciano l’intenzione di installare nuovi autovelox e potenziare la segnaletica. Ma la verità, amaramente, è che ogni volta si interviene troppo tardi – quando un’altra vita, come quella di Francesco Paternuosto, è già stata spezzata sull’asfalto.

Orrore a Porta Capuana: giovane donna violentata mentre torna a casa. Fermato uomo senza permesso di soggiorno

Napoli– Un’altra notte di orrore a Porta Capuana, una delle aree più degradate e pericolose del centro di Napoli. Una giovane donna di 30 anni è stata violentata mentre rientrava a casa, aggredita alle spalle da un uomo che l’ha sorpresa nei pressi di Castel Capuano, nel cuore della Ferrovia.

L’aggressore, un extracomunitario nordafricano senza permesso di soggiorno, è stato fermato poco dopo dagli agenti della Polizia di Stato, intervenuti grazie alla prontezza di una passante e di una guardia giurata che hanno assistito alla scena.

L’aggressione all’alba

L’incubo è cominciato poco prima delle cinque del mattino. La vittima, una ragazza napoletana che stava rientrando a casa, è stata improvvisamente afferrata e trascinata in un angolo buio, nei pressi delle antiche mura di Porta Capuana, dove l’uomo avrebbe abusato di lei.

A pochi metri di distanza, una donna ha notato la scena e ha lanciato l’allarme, richiamando l’attenzione di una guardia giurata in servizio all’ingresso di Castel Capuano.

L’intervento è stato immediato: pochi istanti dopo, la Polizia ha soccorso la vittima e allertato il 118. La giovane è stata trasportata al Pronto Soccorso del Pellegrini, dove i medici le hanno riscontrato ecchimosi e ferite compatibili con una violenza sessuale, dimettendola con una prognosi di ventuno giorni.

Il fermo del sospettato

Mentre la donna veniva medicata, le volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno passato al setaccio le strade della zona, fino a rintracciare, a poche decine di metri dal luogo dell’aggressione, un uomo con le caratteristiche descritte dai testimoni.
Si tratta di un nordafricano irregolare, già noto alle forze dell’ordine, fermato e portato in Questura. Nelle ore successive è stato sottoposto a interrogatorio e la sua posizione è ora al vaglio della Procura di Napoli, che coordina le indagini.

La Polizia ha acquisito anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate lungo l’asse di via Carbonara e piazza Enrico De Nicola, per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e verificare eventuali movimenti precedenti dell’aggressore.

Porta Capuana, una piazza dimenticata

Quello che è accaduto non è un episodio isolato. Porta Capuana, storicamente uno dei varchi monumentali più belli di Napoli, è oggi un quartiere in profonda emergenza sociale.
Dopo il tramonto, l’area si trasforma in una piazza di spaccio a cielo aperto, dove si incrociano piccoli spacciatori, sbandati e gruppi di extracomunitari che si contendono il territorio. Non è raro che la notte si accendano risse, aggressioni e regolamenti di conti.

Proprio in questa zona, tra via Poerio e piazza San Francesco di Paola, la Polizia è costretta a intervenire quasi quotidianamente per arresti legati a droga, furti o violenze.
E non è la prima volta che una donna viene aggredita: appena due anni fa, un altro episodio di violenza sessuale sconvolse i residenti, senza che da allora la situazione sia mai realmente cambiata.

La rabbia dei residenti

“Qui la notte è terra di nessuno – racconta un commerciante della zona –. Dopo una certa ora, non si vede più una pattuglia. Drogati, spacciatori, ubriachi: è un continuo degrado. Non siamo più al sicuro.”
Parole che sintetizzano la frustrazione di chi vive e lavora tra i vicoli di un quartiere che di storico conserva solo il nome, mentre la realtà è fatta di abbandono e paura.

L’allarme sicurezza

L’ennesimo episodio di violenza riporta drammaticamente al centro del dibattito il tema della sicurezza urbana nel centro di Napoli.

Nonostante i controlli straordinari e le promesse di riqualificazione, Porta Capuana continua a essere un crocevia di illegalità, simbolo di un degrado che resiste agli anni e alle giunte.
La speranza, adesso, è che l’arresto dell’aggressore e il clamore suscitato da questa vicenda possano finalmente spingere le istituzioni a restituire dignità e sicurezza a un’area che, un tempo, rappresentava la porta d’ingresso più nobile della città.

Oroscopo di oggi 12 ottobre 2025 segno per segno

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Una giornata, quella del 12 ottobre 2025, che ci vede tutti chiamati a fare i conti con i nostri bisogni più autentici. I transiti ci spingono a cercare un equilibrio tra l’azione e la riflessione, tra la concretezza del Toro e la visionarietà del Sagittario. Che si tratti di amore, lavoro o finanze, la chiave sta nell’onestà con noi stessi: l’Ariete deve domare l’impulso, il Cancro deve esprimere le emozioni, il Capricorno deve concedersi una pausa.

ARIETE (21 Marzo – 20 Aprile)

  • Amore: Giornata di passione. Se single, un incontro fugace potrebbe accendere una scintilla. Se in coppia, cercate l’avventura insieme, rompete la routine.

  • Lavoro: L’energia è al top. Ottimo momento per lanciare una nuova idea o prendere l’iniziativa. Attenzione a non essere troppo impulsivi con i colleghi.

  • Salute: Ritmo serrato. Ricordati di idratarti bene e di non saltare i pasti.

  • Finanze: Una spinta improvvisa potrebbe arrivare da una piccola scommessa o un gioco. Ma non esagerare, è fortuna momentanea.

  • Consiglio Astrologico: La Luna ti spinge all’azione. Usa questa carica, ma con la testa.

TORO (21 Aprile – 20 Maggio)

  • Amore: Cerca tenerezza e complicità. Le effusioni pacate sono meglio della passione travolgente. Serata ideale per una cena romantica a casa.

  • Lavoro: Prevalgono la pazienza e la concretezza. Ottimo per concludere progetti in sospeso o sistemare questioni amministrative.

  • Salute: Giorno di stabilità. Approfittane per una lunga passeggiata a contatto con la natura per rigenerarti.

  • Finanze: Situazione stabile. Evita spese superflue e concentrati sul risparmio. Un investimento sicuro potrebbe fruttare.

  • Consiglio Astrologico: Le tue radici sono la tua forza. Cerca sicurezza in ciò che conosci.

GEMELLI (21 Maggio – 21 Giugno)

  • Amore: Comunicazione in primo piano. Una chiacchierata profonda con il partner può rafforzare il legame. Se single, l’amore potrebbe essere… a un click di distanza.

  • Lavoro: Giornata dinamica, piena di contatti e riunioni. La tua versatilità è un punto di forza, ma attenzione a non disperderti.

  • Salute: La mente è iperattiva. Per evitare ansia, scrivi i tuoi pensieri. Un hobby creativo ti aiuterà a scaricare lo stress.

  • Finanze: Piccole entrate inaspettate, forse da una vendita online o da un lavoro extra. Soldi facili, ma che vanno gestiti con oculatezza.

  • Consiglio Astrologico: Mercurio ti sorride. Metti in moto le tue idee, sono il tuo tesoro.

CANCRO (22 Giugno – 22 Luglio)

  • Amore: Le emozioni sono in superficie. Hai bisogno di sentirti protetto/a. Condividi i tuoi sentimenti con il partner, non tenerteli dentro.

  • Lavoro: Meglio lavorare in team che in solitaria. L’armonia con i colleghi è fondamentale. Un’intuizione sul lavoro si rivelerà preziosa.

  • Salute: Giorno per ascoltare il corpo. Potresti sentire il bisogno di riposare di più. Un bagno caldo la sera sarà rigenerante.

  • Finanze: Attenzione alle spese dettate dalla nostalgia o al comfort emotivo (come lo shopping online). Meglio risparmiare per la famiglia.

  • Consiglio Astrologico: La Luna nel tuo segno ti rende sensibile. Usa questa empatia per capire gli altri.

LEONE (23 Luglio – 23 Agosto)

  • Amore: Sei al centro dell’attenzione. Fai colpo con il tuo carisma. In coppia, organizza qualcosa di speciale per stupire il/la tuo/a partner.

  • Lavoro: Fase creativa e di leadership. Non aver paura di esporti e di guidare un progetto. I riconoscimenti sono in arrivo.

  • Salute: Energia vitale alta. Attività fisica che ti faccia sentire al centro (come una lezione di danza) è perfetta.

  • Finanze: Possibile spesa importante ma che ti fa sentire realizzato. Valuta bene se è un capriccio o un investimento su te stesso.

  • Consiglio Astrologico: Il Sole ti illumina. Riscalda gli altri con il tuo entusiasmo, senza oscurarli.

VERGINE (24 Agosto – 22 Settembre)

  • Amore: L’amore si trova nei gesti pratici e nell’affidabilità. Mostrati premuroso/a. L’eros si accende con la complicità.

  • Lavoro: Giornata di grande efficienza. Ideale per analisi, pianificazione e per mettere ordine nel caos. Sei insostituibile.

  • Salute: Attenzione all’ansia da prestazione. Stacca la mente con una routine rilassante. L’ordine nell’ambiente ti tranquillizzerà.

  • Finanze: La tua meticolosità paga. Troverai un modo per risparmiare o ottimizzare una spesa. Budget alla mano!

  • Consiglio Astrologico: La perfezione è un ideale, non un obbligo. Apprezza anche il “buono enough”.

BILANCIA (23 Settembre – 23 Ottobre)

  • Amore: Armonia e bellezza sono il tuo afrodisiaco. Cerca l’equilibrio nella coppia. Se single, l’incontro potrebbe avvenire in un contesto elegante.

  • Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose. Ottimo per mediazioni e trattative. Collaborare è la chiave del successo.

  • Salute: Il benessere passa dall’estetica. Una seduta dal parrucchiere o un massaggio ti faranno sentire rinato/a.

  • Finanze: Tentazione di spendere per oggetti di design o per abbigliamento. Concediti uno sfizio, ma senza strafare.

  • Consiglio Astrologico: Cerca la bellezza intorno a te, ma ricorda che la vera armonia viene da dentro.

SCORPIONE (24 Ottobre – 22 Novembre)

  • Amore: Passione magnetica e intensa. Le conversazioni profonde sono più eccitanti di qualsiasi cosa. Non aver paura di mostrarti vulnerabile.

  • Lavoro: La tua determinazione ti permette di scavare a fondo e trovare soluzioni innovative. Fidati del tuo intuito, è infallibile.

  • Salute: Giorno di trasformazione. È il momento giusto per iniziare a cambiare una cattiva abitudine. Hai la forza di farlo.

  • Finanze: Un affare o un investimento “nascosto” potrebbe rivelarsi redditizio. La tua lungimiranza paga.

  • Consiglio Astrologico: La tua forza è nel profondo. Lascia andare ciò che ti trattiene per rinascere.

SAGITTARIO (23 Novembre – 21 Dicembre)

  • Amore: L’avventura chiama! Programma una gita o un viaggio con il partner. Se single, l’anima gemella potrebbe avere un accento straniero.

  • Lavoro: Idee visionarie e ottimismo sono il tuo motore. Espandi i tuoi orizzonti, pensa in grande. Attenzione ai dettagli, però.

  • Salute: Il bisogno di libertà è forte. Fai un’attività all’aria aperta, come una corsa in un parco.

  • Finanze: Possibilità di una piccola vincita legata a un viaggio o a una questione internazionale. Soldi che vanno e vengono, goditeli.

  • Consiglio Astrologico: Puntate lontano, ma assicurati di avere le scarpe adatte per il viaggio.

CAPRICORNO (22 Dicembre – 20 Gennaio)

  • Amore: I sentimenti sono seri e profondi. Mostra il tuo affetto con la lealtà e la presenza. Un impegno importante potrebbe essere nell’aria.

  • Lavoro: Ambizione e disciplina al potere. I tuoi sforzi non passano inosservati. Un traguardo a lungo termine è più vicino.

  • Salute: Solida come una roccia. Continua con la tua routine sana. Attenzione alla schiena, non caricarla di pesi eccessivi.

  • Finanze: La pazienza è la tua alleata. Un investimento solido e a lungo termine inizia a dare i primi frutti.

  • Consiglio Astrologico: Raggiungere la vetta è bello, ma non dimenticare di ammirare il panorama lungo la salita.

ACQUARIO (21 Gennaio – 19 Febbraio)

  • Amore: L’intesa mentale è tutto. Sei attratto da chi la pensa come te. In coppia, un progetto comune (anche bizzarro) vi avvicinerà.

  • Lavoro: Le tue idee più innovative trovano terreno fertile. Condividile con il gruppo. Il networking è fondamentale.

  • Salute: Benessere futuristico. Prova un’app per la meditazione o un dispositivo tecnologico per il fitness.

  • Finanze: Una tua idea originale o un progetto collettivo potrebbe rivelarsi una fonte di guadagno inaspettata.

  • Consiglio Astrologico: Il futuro ti appartiene. Sii originale, ma ricorda di restare con i piedi per terra.

PESCI (20 Febbraio – 20 Marzo)

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. Cedi al lato più poetico dell’amore. Un gesto artistico commuoverà il/la tuo/a partner.

  • Lavoro: L’intuizione è il tuo faro. Fidati delle tue sensazioni nelle decisioni. Attenzione a non farti sfruttare dalla troppa disponibilità.

  • Salute: Connessione con le emozioni forte. La musica e l’arte sono ottime terapie. Difendi i tuoi spazi di solitudine.

  • Finanze: Situazione nebulosa. Meglio non firmare contratti oggi. Un sogno o una sensazione potrebbe darti un’idea finanziaria geniale.

  • Consiglio Astrologico: La realtà e il sogno si mescolano. Trova il tuo equilibrio tra il mondo e il tuo santuario interiore.

L’oroscopo non è una scusa per deresponsabilizzarci, ma uno strumento di consapevolezza. Le stelle possono suggerire una direzione, ma siamo noi, con il nostro libero arbitrio, a dover scegliere come percorrerla. Usiamo questi consigli non come un dogma, ma come una lente per guardare alla nostra giornata con uno sguardo più ricco di possibilità. In fondo, il vero “destino” che dovremmo cercare di costruire è quello di una vita piena e consapevole, un giorno alla volta.

Superenalotto, il 90 torna e fa il bis con il Superstar. Nessun 6, ma il jackpot vola a 64,1 milioni

La ruota della fortuna si ferma ancora una volta sul numero simbolo della speranza: il 90.
Estratto due volte, sia nella combinazione vincente che come SuperStar, il numero più amato dagli appassionati del Superenalotto torna a far parlare di sé e sembra voler dire: “ci sono, ma la vera vincita è ancora in agguato”.

Nessun “6” e nessun “5+1” centrato nell’estrazione di oggi, ma la serata non è stata certo avara di emozioni: otto fortunati giocatori hanno centrato il “5”, portando a casa 23.713,82 euro ciascuno.
Intanto, il jackpot continua la sua corsa, salendo a 64,1 milioni di euro per il prossimo concorso. Una cifra che ricomincia a far sognare gli italiani, pronti a inseguire il colpo della vita con la solita schedina da due euro.

La combinazione vincente di oggi

28, 51, 55, 62, 80, 90
Numero Jolly: 68
Numero Superstar: 90

Una sestina che mette insieme numeri alti e “pesanti”, dominata dal 90 — il numero della grande attesa, del tutto o niente. Curioso anche il ritorno del 68, da sempre considerato nella smorfia il simbolo della “paura”: forse un segnale per chi rincorre la sorte con prudenza.

Tutti i premi dell’estrazione n. 163 del Superenalotto e SuperStar

SUPERENALOTTO

  • Punti 6: 0 → € 0,00

  • Punti 5+: 0 → € 0,00

  • Punti 5: 8 → € 23.713,82

  • Punti 4: 520 → € 369,93

  • Punti 3: 20.436 → € 28,42

  • Punti 2: 322.557 → € 5,60

SUPERSTAR

  • Punti 6SS: 0 → € 0,00

  • Punti 5+SS: 0 → € 0,00

  • Punti 5SS: 0 → € 0,00

  • Punti 4SS: 1 → € 36.993,00

  • Punti 3SS: 225 → € 2.842,00

  • Punti 2SS: 3.403 → € 100,00

  • Punti 1SS: 21.212 → € 10,00

  • Punti 0SS: 35.535 → € 5,00

Vincite Seconda Chance

  • 50 Euro: 107 vincite → € 5.350,00

  • 3 Euro: 16.184 vincite → € 48.552,00

Vincite WinBox

  • WinBox 1: 2.341 vincite → € 58.525,00

  • WinBox 2: 259.353 vincite → € 526.930,00

Totale vincite Seconda Chance: 16.291
Totale vincite WinBox: 261.694

Monte premi per il prossimo “6”: € 64.100.000,00

La fortuna gioca a nascondino

Il Superenalotto si conferma ancora una volta il gioco delle grandi attese. Nessun 6, ma tanta voglia di provarci ancora.
L’estrazione di oggi ha mostrato una combinazione di numeri “pesanti”, tutti oltre il 25, quasi a segnare un confine netto tra chi sogna e chi è disposto a insistere. Il 90 Superstar — autentico protagonista della serata — sembra quasi un segno per i superstiziosi: il numero “re” del Lotto e del Superenalotto non ha ancora esaurito la sua energia.

Intanto, il jackpot cresce e guarda già alla prossima settimana con una cifra che fa tremare i polsi: 64,1 milioni di euro.
Chi sarà il prossimo a sfidare la sorte? La caccia al 6 riparte da qui, con un biglietto e tanta speranza nel cuore.

Scontro tra moto e auto sulla Bussentina: morta una coppia della provincia di Salerno

Salerno,— L’ennesimo, tragico incidente stradale ha spezzato due vite nel Salernitano, riaccendendo l’allarme sulla sicurezza della viabilità in Campania. Un uomo di 65 anni Saverio Spina e la moglie Antonietta Aluotto di 57, entrambi originari di Monte San Giacomo nel Vallo di Diano, sono deceduti sul colpo nel pomeriggio di ieri in un violento schianto lungo la Strada Statale 517 “Variante Bussentina”, nel tratto tra Sanza e Buonabitacolo.

La dinamica e le vittime

La coppia viaggiava in sella di una delle due motociclette coinvolte nell’incidente, che ha visto anche la collisione con un’autovettura. L’impatto è stato di una violenza inaudita: le due vittime sono state sbalzate dalla sella, finendo contro un muretto laterale. Per loro non c’è stato scampo.

Il bilancio si aggrava con il ferimento grave di un altro motociclista, un 45enne di Cava de’ Tirreni, immediatamente soccorso dal 118 e trasportato d’urgenza in eliambulanza all’ospedale di Salerno. Le sue condizioni sono al momento giudicate molto serie, con prognosi riservata.

Carabinieri e Polizia Stradale sono intervenuti sul posto per i rilievi, con la “Variante Bussentina” rimasta bloccata per ore in entrambe le direzioni. Le indagini sono in corso per accertare l’esatta dinamica e le cause che hanno portato a questo nuovo, fatale schianto.

La strage infinita sulle strade campane

Questa tragedia è solo l’ultima di una lista drammatica che macchia quotidianamente l’asfalto della Campania. I dati sugli incidenti stradali nella regione restano allarmanti: statistiche recenti evidenziano come la Campania si trovi spesso tra le prime regioni per numero di vittime, un dato che include purtroppo una forte incidenza di pedoni e, come in questo caso, motociclisti coinvolti.

Ogni anno, centinaia di persone perdono la vita, e l’elevato tasso di mortalità, spesso legato ad alta velocità, distrazione (frequentemente causata dall’uso dello smartphone) o mancato rispetto delle norme, pone un’urgenza ineludibile in termini di controlli, prevenzione e investimenti in sicurezza stradale.

La comunità piange i suoi morti, mentre l’emergenza sicurezza stradale resta una ferita aperta che richiede misure immediate e concrete per evitare che altre famiglie vengano distrutte dal dolore.

Estrazioni del Lotto di oggi: il 13 e il 67 tornano protagonisti

Una serata carica di sorprese quella dell’estrazione del Lotto e 10eLotto di oggi, con una combinazione di numeri che sembra voler premiare chi ha puntato sulla costanza e sui “ritorni” del destino.

A dominare la scena sono due numeri carichi di significato nella cabala napoletana: il 13, simbolo di fortuna e cambiamento, e il 67, legato ai sogni e alle nuove opportunità. Entrambi si sono ripetuti su più ruote — Firenze, Napoli e Milano — come a voler ribadire che la dea bendata, stasera, ha un debole per i numeri che tornano.

Le estrazioni del Lotto di oggi

Bari: 04 – 25 – 41 – 83 – 90
Cagliari: 16 – 81 – 09 – 87 – 82
Firenze: 67 – 13 – 08 – 49 – 39
Genova: 29 – 61 – 54 – 15 – 22
Milano: 06 – 11 – 08 – 48 – 53
Napoli: 60 – 13 – 46 – 67 – 63
Palermo: 78 – 72 – 54 – 02 – 58
Roma: 35 – 47 – 89 – 25 – 77
Torino: 39 – 27 – 35 – 30 – 85
Venezia: 36 – 32 – 47 – 63 – 73
Nazionale: 17 – 33 – 10 – 51 – 28

 I numeri che fanno parlare

Il 13 torna in grande stile e si piazza sia sulla ruota di Napoli che su quella di Firenze, dove accompagna il 67, altro numero “caldo” che ricompare anche a Napoli.
Da segnalare anche il 25, estratto sia a Bari che a Roma, e il 47, presente su Roma e Venezia: due cifre da tenere d’occhio per chi ama inseguire le coincidenze.

Tra le combinazioni più intriganti della serata, la ruota di Napoli regala un tris che profuma di fortuna: 13, 60 e 67 — tre numeri legati alla speranza, all’attesa e alla trasformazione.

10eLotto – I numeri vincenti

04, 06, 11, 13, 16, 25, 27, 29, 32, 35, 36, 39, 41, 47, 60, 61, 67, 72, 78, 81
Numero Oro: 4
Doppio Oro: 4 – 25

Nel 10eLotto a brillare è il 4, il Numero Oro della serata, che compare anche su Bari e porta con sé il 25 nel Doppio Oro: una combinazione che richiama la ruota pugliese, dove entrambi i numeri sono usciti insieme. Un segnale che, per gli appassionati, potrebbe non essere casuale.

Scontri tra tifosi di Casertana e Catania sull’A2: autostrada in tilt, panico tra gli automobilisti

San Mango Piemonte  – Serata di paura lungo l’A2 del Mediterraneo, dove un violento scontro tra tifoserie ha trasformato un tratto di autostrada in un vero campo di battaglia. A fronteggiarsi, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero stati ultras del Catania – di ritorno dalla trasferta di Giugliano (Napoli) – e gruppi di tifosi della Casertana, che rientravano invece dalla gara giocata a Picerno (Potenza).

L’incidente è avvenuto nei pressi dello svincolo di San Mango Piemonte, in provincia di Salerno, intorno alle 20:30. In pochi minuti la situazione è degenerata, con pietre, fumogeni e bastoni lanciati da una carreggiata all’altra, sotto gli occhi atterriti degli automobilisti rimasti bloccati nel traffico.

Autostrada trasformata in un’arena

Secondo quanto riferito da fonti della Polizia Stradale, sarebbero stati circa 150 i facinorosi coinvolti negli scontri, divisi in due gruppi che hanno bloccato entrambe le direzioni di marcia. Alcuni tifosi sarebbero scesi dalle auto e dai pullmini, invadendo le corsie e affrontandosi in mezzo alla carreggiata, mentre altri lanciavano fumogeni accesi e sassi contro i veicoli avversari.

“È stato il caos – racconta un automobilista che viaggiava in direzione Sud – abbiamo visto persone correre in mezzo alla strada, bottiglie e pietre che volavano da una parte all’altra. Abbiamo avuto paura che qualcuno sparasse.”

Il tratto autostradale è stato immediatamente chiuso per motivi di sicurezza, con il traffico deviato verso le uscite di Salerno e Pontecagnano. Lunghe code e rallentamenti si sono formati per diversi chilometri, con decine di automobilisti costretti ad attendere la fine degli scontri chiusi dentro le proprie vetture.

L’intervento delle forze dell’ordine

Sul posto sono intervenute in forze le pattuglie della Polstrada, insieme a Carabinieri, Polizia di Stato e personale Anas. Solo dopo oltre un’ora di tensione, le forze dell’ordine sono riuscite a ristabilire la calma e disperdere i gruppi contrapposti.

Gli agenti hanno poi avviato i rilievi e gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto e identificare i responsabili. Le indagini – coordinate dalla Procura di Salerno – puntano a individuare chi abbia organizzato il contatto tra le due tifoserie e se gli scontri fossero preordinati. Non si esclude che i due gruppi si fossero dati appuntamento in autostrada per regolare vecchi conti legati a precedenti episodi di violenza.

Nel frattempo, si lavora anche alla quantificazione dei danni: alcune auto in transito sarebbero state colpite da oggetti contundenti, mentre la segnaletica e le barriere autostradali mostrano i segni evidenti del lancio di pietre e bottiglie.

Una scia di violenza che non si arresta

L’episodio di San Mango Piemonte si aggiunge a una serie crescente di scontri tra tifoserie avvenuti negli ultimi mesi sulle autostrade e nelle aree di servizio campane e lucane. Dalla rissa tra ultras del Foggia e del Potenza a quella tra i sostenitori del Taranto e dell’Avellino, la violenza da stadio sembra essersi spostata sempre più lontano dagli impianti sportivi, trasformando i viaggi in zone di rischio per i cittadini comuni.

Secondo gli inquirenti, a preoccupare è soprattutto il coordinamento informale tra i gruppi ultras più radicali, che si scambiano informazioni sui movimenti delle tifoserie rivali attraverso chat criptate e canali social.

Maltrattò la moglie prima di ucciderla: nuova condanna per Franco Panariello

Ancona– Un’altra condanna per Franco Panariello, l’operaio 57enne originario di Torre del Greco, trasferitosi da anni a Cerreto d’Esi, nel Fabrianese, dove il 14 ottobre 2023 uccise la moglie Concetta Marruocco, infermiera di 53 anni, colpendola con 43 coltellate nella loro abitazione.

Questa volta, la Corte d’Appello di Ancona lo ha riconosciuto colpevole di maltrattamenti in famiglia e lesioni ai danni della consorte e della figlia minorenne, condannandolo a cinque anni di reclusione.

Panariello sta già scontando l’ergastolo per il femminicidio, ma la sentenza depositata ieri conferma in modo definitivo un percorso di violenze e soprusi durato oltre vent’anni, culminato in quella mattina di sangue d’autunno che scosse l’intera comunità marchigiana.

Una vita di violenze, prima del femminicidio

Il procedimento per maltrattamenti – avviato prima dell’omicidio – era già in corso quando Concetta Marruocco venne uccisa.

La donna, esasperata dalle continue aggressioni fisiche e psicologiche, aveva denunciato il marito insieme alla figlia, raccontando agli inquirenti anni di botte, umiliazioni e minacce.
A seguito della denuncia, il giudice aveva disposto per Panariello il divieto di avvicinamento e l’applicazione del braccialetto elettronico, che però non segnalò nulla nel momento in cui l’uomo raggiunse la casa e la colpì a morte.

La tragedia avvenne solo un mese dopo l’inizio del processo per i maltrattamenti, quasi come un epilogo annunciato.

La testimonianza di Concetta in aula un mese prima di essere uccisa

Il 13 settembre 2023, appena un mese prima del femminicidio, Concetta Marruocco aveva testimoniato in tribunale ad Ancona, davanti al collegio presieduto dalla giudice Francesca Grassi.

In quell’udienza la donna aveva raccontato, con voce ferma ma provata, decenni di abusi domestici, rivelando anche di aver subìto violenze sessuali da parte del marito, accuse poi non formalmente contestate nel capo di imputazione.

Accanto a lei, nel processo, si era costituita parte civile la figlia, assistita dall’avvocata Tecla Chiucchi, anche lei vittima delle stesse violenze familiari.

Nel corso del procedimento, Panariello aveva rilasciato dichiarazioni spontanee in aula, sostenendo di essere stato “dipinto come un mostro” e negando di aver mai alzato le mani sulla moglie o sui figli.

“Io Concetta l’ho sempre amata”, aveva detto davanti ai giudici, prima che la sua storia si trasformasse in uno dei casi di femminicidio più efferati dell’ultimo anno nelle Marche.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Ruggero Benvenuto, aveva impugnato la prima sentenza di condanna per i maltrattamenti, sostenendo che non erano stati “adeguatamente valorizzati” alcuni elementi istruttori.

La Corte d’Appello, però, ha confermato in larga parte la ricostruzione accusatoria, riconoscendo la sistematicità delle violenze e la responsabilità dell’imputato.

L’ergastolo e l’appello ancora da fissare

Per l’omicidio della moglie, Panariello è stato condannato all’ergastolo in primo grado il 17 dicembre 2024 dal Tribunale di Ancona.
Secondo la ricostruzione della Procura, la mattina del delitto l’uomo avrebbe raggiunto l’abitazione violando il divieto di avvicinamento e, dopo una lite, avrebbe colpito Concetta con decine di fendenti, senza lasciarle scampo.

Anche contro la sentenza di ergastolo la difesa ha presentato ricorso in appello, ma la data del processo non è ancora stata fissata.

La vicenda di Concetta Marruocco è diventata simbolo del fallimento della prevenzione istituzionale: la donna aveva denunciato, aveva ottenuto protezione e un braccialetto elettronico era stato imposto all’aggressore. Eppure, nulla ha impedito che quell’uomo tornasse a casa per ucciderla.

Il processo per i maltrattamenti, ora chiuso con la condanna bis, serve solo a ricostruire gli anni di paura e dolore che precedettero la tragedia. Ma il femminicidio resta una ferita aperta.

Napoli, spari in piazza Bellini: il Prefetto convoca il comitato di sicurezza

NAPOLI – Un nuovo, drammatico episodio di violenza nel cuore della movida napoletana. Nella notte, a Piazza Bellini, teatro della vita notturna dei giovani del capoluogo, una lite tra ragazzi è degenerata in una sparatoria.

A rimanere ferita, una donna, colpita alla spalla da uno dei proiettili esplosi nel corso della rissa scoppiata intorno alle due.

Il prefetto Michele di Bari, allertato sull’accaduto, ha immediatamente convocato in via d’urgenza per questa mattina il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Un summit con i vertici delle Forze di polizia e del Comune per analizzare l’episodio e, come si legge in una nota, “predisporre più stringenti misure di vigilanza e controllo del territorio”.

A innescare la tragedia, una discussione violenta tra giovani, presto trasformata in furia incontrollabile. L’allarme è scattato grazie alla pronta segnalazione di una pattuglia dell’Esercito impegnata nel presidio dell’area. Sul posto, gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Decumani hanno ritrovato e sequestrato diversi bossoli, testimoni muti della sparatoria.

Ora si cerca di stabilire dalla visione delle telecamere di video sorveglianza pubblica e da quelle private l’esatta dinamica della sparatoria e il motivo dello scontro armato tra baby gang. Cosa è accaduto ma anche quante persone hanno partecipato allo scontro.

Il copione si ripete: la piazza simbolo è un cronico focolaio di tensioni

Quello di stanotte non è un caso isolato, ma l’ultimo capitolo di una lunga serie. Piazza Bellini, con i suoi locali e i suoi affollatissimi bar, è da tempo al centro di polemiche. Residenti e commercianti della zona, stremati, denunciano da mesi un progressivo degrado.

“È la stessa storia, ogni fine settimana”, racconta amareggiato un esercente, che preferisce non fare il proprio nome. “Risse, schiamazzi, ora anche spari. I clienti hanno paura, e noi lavoriamo con l’ansia. Chiediamo da tempo più controlli, non possiamo vivere in un Far West”.

Le proteste dei cittadini si sono intensificate nelle ultime settimane, dopo altri episodi di violenza, tra cui risse con coltelli e aggressioni, che hanno messo in luce la difficile convivenza tra la vivace vita notturna e la sicurezza di chi ci abita.

Il prefetto Di Bari, nel ringraziare i militari per il tempestivo intervento, ha garantito “massima attenzione” delle forze dell’ordine, chiamate a un compito sempre più complesso. Ma l’ennesima sparatoria in una delle piazze più iconiche della città suona ora come un campanello d’allarme che richiede risposte immediate, oltre le riunioni di emergenza. La sfida è restituire sicurezza a un simbolo della Napoli che non dorme mai, ma che stanotte si è svegliata nel panico.

Traffico di stupefacenti nel Beneventano: dissequestrata l’auto a noleggio usata per il trasporto

Benevento – Svolta procedurale nel caso di spaccio di droga che lo scorso luglio portò all’arresto di due uomini, trovati in possesso di un ingente quantitativo di stupefacente nel Beneventano. Il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Benevento, accogliendo l’istanza difensiva, ha disposto il dissequestro dell’autovettura coinvolta nell’operazione.

L’auto, di proprietà di una società di noleggio della zona caudina, era finita sotto sequestro penale in seguito al fermo di Ciro Immobile, 28 anni, e Andrea De Gennaro, 61 anni, entrambi di Benevento.

Il sequestro a Castel del Lago

I due uomini furono bloccati dalle forze dell’ordine nei pressi di Castel del Lago. Durante la perquisizione del veicolo, sotto il sedile, i militari rinvennero e sequestrarono circa 330 grammi di cocaina, un quantitativo significativo che portò all’arresto immediato dei due per detenzione ai fini di spaccio.

L’automobile, risultata noleggiata da una ditta caudina, fu immediatamente sottoposta a sequestro penale come corpo del reato.

Nei giorni scorsi, l’avvocato Vittorio Fucci, legale della società di noleggio, ha presentato istanza di dissequestro dell’auto. La tesi difensiva, basata sull’estraneità della società al reato commesso dai locatari e sulla necessità di restituire il bene al legittimo proprietario, è stata ritenuta fondata.

Il PM, dopo aver valutato gli elementi e le argomentazioni legali presentate, ha disposto il dissequestro del veicolo, che tornerà così nella disponibilità della società di noleggio caudina.

Nonostante il dissequestro dell’auto, il procedimento penale a carico di Immobile e De Gennaro per traffico di stupefacenti prosegue il suo iter giudiziario.

Processo al clan Moccia, annullati e poi ripristinati i divieti di dimora in Campania

Napoli – Un processo che sembra un thriller giudiziario, tra colpi di scena, cavilli legali e tensioni in aula. L’ultimo maxi-processo al clan Moccia, uno dei sodalizi storici della camorra campana, continua a tenere alta la tensione nel Palazzo di Giustizia di Napoli.

Dopo la raffica di scarcerazioni arrivate nei mesi scorsi per decorrenza dei termini di custodia cautelare, il Tribunale partenopeo aveva deciso di imprimere una forte accelerazione al dibattimento, fissando tre udienze a settimana per cercare di non far deragliare un processo di portata eccezionale, con decine di imputati e capi d’accusa legati all’associazione mafiosa, al racket e al riciclaggio.

Ma ieri mattina, nell’aula 215 del tribunale, la tensione è tornata altissima: la Settima Sezione penale, collegio A, ha accolto l’eccezione sollevata dal collegio difensivo e ha disposto l’annullamento delle residue misure cautelari, ovvero quelle del divieto di dimora in campania per tutti e l’obbligo di rima presso la Pg, per un difetto di iniziativa del pubblico ministero. Un errore procedurale, un cavillo che rischiava di rimettere in libertà copletamente i principali imputati.

Il blitz della Procura e le misure ripristinate

La Procura, però, come riporta Il Roma in edicola, è corsa immediatamente ai ripari, presentando una nuova richiesta urgente. Nel giro di poche ore, il divieto di dimora in Campania e nel Lazio, con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, è stato ripristinato per dodici imputati: tra loro figurano Angelo, Antonio, Gennaro e Luigi Moccia, insieme a Pasquale Credendino, Francesco Favella, Gennaro Rubiconti, Filippo Iazzetta, Francesco Di Sarno, Angelo Piscopo, Benito Zanfardino e Giovanni Esposito.

Il rischio che i vertici e i gregari del clan tornassero completamente liberi è stato dunque scongiurato all’ultimo momento.

Tensione in aula e scontro tra accusa e difesa

A infiammare ulteriormente l’atmosfera è stato, martedì scorso, l’intervento a sorpresa del procuratore capo Nicola Gratteri, che ha voluto essere presente in aula e ha indossato personalmente la toga, affiancando i pm Ida Teresi e Ivana Fulco.

La prossima settimana, infatti, il processo sarà sospeso proprio a causa dello sciopero dei penalisti. “Non è con l’accelerazione forzata che si garantisce la giustizia,” sostengono i rappresentanti dell’avvocatura, “ma assicurando che ogni parte possa esercitare pienamente il proprio ruolo.”

Un processo simbolo del potere dei Moccia

Il procedimento contro il clan Moccia è considerato uno dei più imponenti maxi-processi di camorra in corso in Campania. Gli imputati sono accusati di aver gestito per decenni una rete economico-criminale che si estende dalla provincia di Napoli fino a Roma e al basso Lazio, con interessi nei settori dell’edilizia, della logistica, dei giochi e delle forniture pubbliche.

Il clan, storicamente legato alle famiglie di Afragola e Casoria, è ritenuto tra i più “imprenditoriali” della camorra, capace di infiltrarsi nell’economia legale con strategie di investimento e riciclaggio che ricordano le organizzazioni mafiose del Nord.
Le scarcerazioni estive e i continui intoppi procedurali hanno alimentato forti polemiche politiche e giudiziarie, riaccendendo il dibattito sullo stato della giustizia penale e sulla necessità di riformare i tempi dei processi.

Un equilibrio fragile tra garanzie e giustizia

Il caso Moccia, con le sue udienze ad alta tensione e i rimbalzi tra scarcerazioni, cavilli e proteste, è ormai diventato un banco di prova per la giustizia campana. Da una parte, la necessità di concludere un maxi-processo che coinvolge decine di imputati accusati di mafia; dall’altra, il diritto di ciascun imputato a una difesa piena e a un processo equo.
Un equilibrio sottile, che ogni settimana si gioca nell’aula 215 del Tribunale di Napoli, dove la storia criminale e quella giudiziaria della Campania continuano a intrecciarsi in un copione degno di un vero e proprio thriller giudiziario.

Salerno, assalto audace a sala scommesse di fronte alla caserma: due rapinatori bloccati in flagranza

Salerno – Un piano criminale che sembrava uscito da un copione hollywoodiano, ma con un epilogo da manuale di polizia: due salernitani, un 32enne e un 46enne già noti alle cronache giudiziarie, hanno tentato una rapina a mano armata in una sala scommesse proprio di fronte alla caserma dei Carabinieri, nel cuore del quartiere Mercatello.

L’intervento fulmineo di Carabinieri della Sezione Radiomobile e agenti della Questura ha interrotto sul più bello il colpo, portando all’arresto immediato dei malviventi con accuse pesanti: rapina aggravata, sequestro di persona, porto abusivo di arma da fuoco (una replica a salve priva del tappo rosso), resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione.

L’incasso della giornata, 1.200 euro in contanti, è stato recuperato intatto, mentre il dipendente – un giovane di 28 anni, ancora sotto shock – è stato liberato senza un graffio.La sequenza degli eventi si è consumata ieri sera, intorno alle 21, in via Raffaele Mauri, una via trafficata a due passi dal Comando provinciale dell’Arma.

I due, travisati con passamontagna e guanti, hanno forzato l’ingresso della sala scommesse “Lucky Bet” – un locale modesto con slot machine e schermi per le partite – chiudendo di scatto la serranda per isolare la preda.

Il dipendente, solo al banco in quel momento di bassa affluenza, si è trovato la canna di una pistola puntata al petto: “Dacci i soldi o sparo”, la minaccia urlata dal più giovane, C.D., mentre il complice B.P. rovistava nei cassetti. Il poveretto, tremando, ha consegnato l’incasso serale, frutto di scommesse su calcio e cavalli, senza opporre resistenza per paura di ritorsioni.

Ma il destino ha avuto altri piani. Una pattuglia mista di Carabinieri e Polizia, in perlustrazione anti-degrado nel quartiere – area calda per microcriminalità e spaccio – ha notato il movimento sospetto: la serranda abbassata di fretta, un’auto con motore acceso poco distante, e un passante che segnala via radio “due incappucciati dentro”.

In meno di due minuti, le forze dell’ordine irrompono: calci alla porta, urla di “Fermi, polizia!”, e una colluttazione furiosa. I rapinatori, colti di sorpresa, tentano la fuga brandendo l’arma finta – rivelatasi solo dopo una perizia una pistola a salve, fedelissima replica di una Beretta 92, ma innocua senza proiettili veri.

Bloccati a terra, finiscono ammanettati, con graffi e contusioni lievi per la resistenza opposta. Per i due arrestati – un disoccupato con precedenti per furti e un manovale con condanne per rissa – si aprono le porte del carcere di Fuorni: il gip ha convalidato gli arresti questa mattina, rimandando il processo con rito direttissimo a lunedì.

Camorra, minacce alla direttrice di Cronache di Napoli e Caserta: condanna confermata in appello 

Napoli – La Corte d’Appello di Napoli ha confermato la condanna per minacce aggravate dal metodo mafioso a carico di Giovanni Cellurale, 51 anni, esponente di spicco del clan dei Casalesi. Il boss, già condannato all’ergastolo per omicidio, dovrà scontare anche la pena di un anno e sei mesi di reclusione, il massimo previsto per il reato contestato in primo grado.

La sentenza, emessa dalla I sezione penale della Corte d’Appello (presidente Daniela Critelli), ha ribadito il verdetto del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (presidente Luciana Crisci), che aveva accolto la richiesta del Pubblico Ministero Fabrizio Vanorio.

Le minacce dal carcere

Al centro della vicenda ci sono le gravi minacce di morte rivolte a Maria Bertone, direttrice dei quotidiani Cronache di Napoli e Cronache di Caserta e del quotidiano online cronachedi.it.

I fatti risalgono all’agosto del 2021, quando Cellurale, all’epoca detenuto nel carcere di Palermo “Pagliarelli”, inviò una lettera manoscritta alla redazione di Cronache. La missiva, firmata senza alcuna remora con nome, cognome e data di nascita dell’imputato, conteneva un testo agghiacciante e inequivocabile:

“Sai, ti stavo pensando. Spero di vero cuore che al più presto uscirò, così ti faccio saltare in aria. Ora lo dico a tutti, che se qualcuno esce prima di me ti deve sparare 10 colpi tutti in bocca, a te e a tutta la tua razza di merda. Ora sono detenuto al Pagliarelli di Palermo. Spero che ora la pubblichi questa sul tuo giornale di m… Ti giuro che il giorno che uscirò ti vengo a sparare in bocca.”

Il peso del clan

ùSecondo gli inquirenti, Giovanni Cellurale, originario di Aversa, è un elemento di spicco della fazione Caterino di Cesa del clan Casalesi, storicamente legata al boss Francesco Bidognetti, detto Cicciotto ‘e Mezzanotte. Il riferimento esplicito alla sua appartenenza camorristica ha motivato l’aggravante del metodo mafioso, cruciale per la severità della condanna.

Nel corso di entrambi i gradi di giudizio, la direttrice Maria Bertone è stata assistita dall’avvocato Gennaro Razzino. Si sono costituiti parte civile anche la cooperativa Libra, che edita le testate giornalistiche minacciate, e l’Ordine dei Giornalisti della Campania, presieduto da Ottavio Lucarelli, a sottolineare la solidarietà delle istituzioni della stampa contro ogni forma di intimidazione criminale.

Napoli, tre arresti per droga in 24 ore: cocaina e marijuana nei vicoli della città

Napoli– Dalla zona dei Decumani a Montecalvario, passando per il cuore della movida di piazza San Francesco di Paola, la Polizia di Stato ha passato al setaccio le strade del centro e dei quartieri popolari, stringendo il cerchio intorno agli spacciatori.

In appena ventiquattro ore, tre uomini sono stati arrestati per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio: un 22enne di origini nigeriane, un 21enne della Repubblica Dominicana e un 46enne napoletano, tutti già noti alle forze dell’ordine.

Il 22enne, inoltre, dovrà rispondere anche di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, dopo aver tentato di sottrarsi all’arresto.

Lo scambio sotto gli occhi della polizia

Il primo arresto è avvenuto nella mattinata di ieri, quando gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico stavano effettuando controlli di routine nei pressi di piazza San Francesco di Paola, una delle aree più frequentate del centro città.

I poliziotti hanno notato due giovani scambiarsi qualcosa con modalità sospette: un rapido passaggio di mano, una banconota e uno sguardo d’intesa. Quando i due si sono accorti della presenza della pattuglia, hanno tentato la fuga separandosi tra i vicoli.
Ne è nato un inseguimento a piedi tra le strade adiacenti, terminato con il blocco del 22enne dopo una breve colluttazione. Addosso gli sono stati trovati dieci involucri di cocaina, pronti per la vendita al dettaglio.

Il borsello del pusher a Montecalvario

Poche ore più tardi, gli agenti del Commissariato Montecalvario hanno sorpreso un altro spacciatore, un 21enne della Repubblica Dominicana, durante un controllo in vico Concordia, nel cuore dei Quartieri Spagnoli.

Alla vista della pattuglia, il giovane ha tentato di disfarsi di un borsello, lanciandolo tra i motorini parcheggiati. Il gesto non è sfuggito ai poliziotti, che lo hanno recuperato immediatamente.
All’interno c’erano cinque involucri di cocaina – per un peso complessivo di circa 70 grammi – un pezzo di hashish da 11 grammi, un bilancino di precisione e 30 euro in contanti. Anche per lui sono scattate le manette.

Il blitz a corso Garibaldi

Il terzo arresto è stato messo a segno dal Commissariato Decumani, durante un servizio di controllo lungo corso Garibaldi, area già nota per lo spaccio diffuso tra negozi e portoni.

I poliziotti hanno notato un uomo – il 46enne napoletano – uscire frettolosamente da uno stabile e dirigersi, con fare sospetto, verso via Sant’Antonio Abate. Poco dopo, lo hanno visto entrare in un esercizio commerciale e scambiare denaro con un’altra persona.
L’intervento è stato immediato: i due sono stati bloccati sul posto. Addosso al 46enne sono stati trovati 220 euro in contanti, mentre l’acquirente aveva ancora con sé la dose appena acquistata.

Il controllo si è poi esteso all’abitazione dell’uomo, dove, grazie anche al fiuto dei cani antidroga della Squadra Cinofili, gli agenti hanno rinvenuto 88 bustine di marijuana, per un peso complessivo di circa 115 grammi.

La stretta della Questura

I tre arresti rientrano nel piano di controlli straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per contrastare lo spaccio di droga nei quartieri del centro e nelle aree della movida.
Un fenomeno che continua a manifestarsi con dinamiche sempre più rapide e diffuse, tra scambi veloci, appostamenti nei vicoli e microspaccio a ridosso dei locali notturni.

“La rete dello spaccio urbano si muove con modalità sempre più mimetiche – spiegano fonti di polizia –. Per questo è necessario un presidio costante e un’attività investigativa capillare.”

Gli arrestati sono stati tutti condotti in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Controlli alla sagra del fungo di Cusano Mutri: multe e sequestri

Cusano Mutri – È una delle sagre più attese e frequentate dell’autunno campano, capace ogni anno di attirare migliaia di visitatori tra gli stand del borgo sannita. Ma dietro il profumo dei funghi e delle castagne, simboli della tradizione locale, la festa di Cusano Mutri nascondeva anche l’altra faccia delle sagre: quella delle violazioni alle norme igieniche e di sicurezza alimentare.

Una task force composta dagli agenti della Squadra Amministrativa della Questura di Benevento, insieme ai medici veterinari e biologi del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL, ha effettuato una serie di controlli a tappeto su cucine, banchi gastronomici e stand allestiti nelle vie e nelle piazze del centro storico.

Il bilancio parla chiaro: oltre 60 chili di alimenti sequestrati e multe per circa 5.000 euro.

Irregolarità diffuse e prodotti non tracciabili

Secondo quanto accertato, in diversi esercizi ispezionati sono state rilevate carenze igienico-sanitarie gravi: locali cucina sporchi, assenza di adeguate procedure di sanificazione e ambienti non conformi alle norme di sicurezza.

In alcuni stand, i controlli hanno portato al sequestro di oltre 30 chili di funghi non tracciabili, conservati in dispense senza le necessarie certificazioni sanitarie. Parte dei prodotti non proveniva da coltivazioni autorizzate, e mancavano le etichette obbligatorie previste dalla normativa sulla tracciabilità alimentare.

Gli ispettori hanno inoltre riscontrato irregolarità in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, tra cui l’assenza di estintori e della documentazione richiesta dalle leggi vigenti. Tutti gli atti sono stati trasmessi alle autorità competenti per ulteriori accertamenti e possibili provvedimenti giudiziari.

Sicurezza alimentare e sagre: una sfida sempre più complessa

Le sagre e le fiere locali rappresentano un motore economico e culturale per molti borghi della Campania, ma gli episodi come quello di Cusano Mutri riportano in primo piano un tema spesso sottovalutato: la tutela della salute pubblica.

La crescente partecipazione di pubblico, unita alla presenza di operatori occasionali e talvolta improvvisati, rende indispensabili controlli serrati da parte delle autorità sanitarie e delle forze dell’ordine.

Negli ultimi anni, operazioni simili sono state condotte anche in altre province – da Avellino a Caserta – dove sono state sequestrate derrate alimentari non conformi e chiusi temporaneamente punti di ristoro per gravi carenze igieniche.
“Non è solo una questione di multe – spiega un ispettore sanitario – ma di prevenzione: un alimento non tracciato può mettere a rischio la salute di centinaia di persone”.

Commercianti onesti e furbi del weekend

La stragrande maggioranza dei commercianti che partecipano a queste fiere lavora nel rispetto delle regole e contribuisce a valorizzare il territorio. Tuttavia, come spesso accade, qualche “furbo” approfitta della folla e del caos organizzativo per piazzare prodotti scadenti o di dubbia provenienza, confidando nella difficoltà dei controlli in tempo reale.

La sagra di Cusano Mutri, con la sua storia e la sua popolarità, resta un simbolo dell’autunno sannita. Ma l’episodio di questi giorni rappresenta un campanello d’allarme: la sicurezza alimentare non è un dettaglio burocratico, ma un pilastro della fiducia tra chi offre e chi consuma.