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Napoli, rider sorpreso con patente falsa e documento revocato: denunciato

Napoli– Un controllo stradale di routine si è trasformato in un’indagine per uso di documenti falsi. Un rider di origine extracomunitaria, in servizio per una nota piattaforma di consegne a domicilio, è stato denunciato dalla Polizia Locale di Napoli dopo essere stato sorpreso alla guida con una patente contraffatta, nonostante un precedente provvedimento di revoca del documento di guida.

L’episodio è avvenuto  durante un’operazione di vigilanza condotta dagli agenti motociclisti del Gruppo Intervento Territoriale. Il sospetto è scattato quando i vigili hanno fermato un motociclo con targa polacca, notando subito il nervosismo del conducente al momento della richiesta dei documenti.

La scoperta della patente falsa

A un primo sguardo, la patente mostrata dall’uomo sembrava regolare. Ma un dettaglio sulla dicitura “Repubblica Italiana”, impressa sul fronte del documento, ha insospettito gli agenti.

È così che, per fugare ogni dubbio, è stato utilizzato il Doculus Lumus, uno strumento tecnico in dotazione al reparto, capace di verificare con precisione l’autenticità dei documenti.

L’analisi ha confermato i sospetti: la patente era falsa. Sul documento mancavano gli elementi di sicurezza previsti dallo specimen ufficiale, erano presenti anomalie nella stampa e, soprattutto, nessuna reazione ai raggi ultravioletti, caratteristica tipica dei falsi.

Il rider è stato denunciato per uso di atto falso e concorso nella fabbricazione di documenti falsi, mentre ulteriori accertamenti hanno rivelato che la sua patente era già stata revocata con provvedimento emesso e notificato dalla Prefettura di Napoli.

Oltre alla denuncia penale, l’uomo è stato sanzionato per guida con patente revocata, e il suo motoveicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo per tre mesi.

Un fenomeno in crescita

Secondo fonti interne alla Polizia Locale, negli ultimi mesi sono in aumento i casi di rider e autisti stranieri trovati alla guida con documenti contraffatti o irregolari, spesso ottenuti attraverso canali paralleli online o reti di falsificazione.

Le verifiche, spiegano dal comando di via De Giaxa, proseguiranno anche nei prossimi giorni con controlli mirati nel settore delle consegne a domicilio, dove la pressione sui tempi di lavoro spinge molti a circolare anche senza i requisiti di legge.

SuperEnalotto: sfiorato il colpo grosso: il Jackpot vola oltre i 60 milioni

La Dea Bendata ha giocato un brutto scherzo agli italiani, nascondendo il “6” all’ultima estrazione del SuperEnalotto. Ma se nessuno ha centrato il super-premio, la combinazione di oggi è stata comunque ricca di curiosità: una sequenza di numeri che ha messo in palio somme importantissime e ha fatto schizzare il montepremi a cifre da capogiro!

Nessun fortunato ha intercettato la sestina perfetta, ma l’estrazione di oggi (concorso n. 159) ha premiato la perspicacia di chi ha saputo avvicinarsi. La combinazione vincente è un mix di cifre alte e ravvicinate:

Numero Estratto Numero Jolly Numero SuperStar
48, 54, 61, 68, 79, 87 80 45

I Vincitori del “5” e la Caccia al SuperStar

Pur mancando il “6”, l’emozione è stata garantita dalla cinquina. Ben cinque giocatori hanno centrato il “5”, portandosi a casa una cifra considerevole: 37.940,08 euro ciascuno. Un bel gruzzolo in attesa del Jackpot!

Ma l’attenzione si sposta anche sul SuperStar. Se il “6 SuperStar” non è stato assegnato, un fortunato ha indovinato il “4 SuperStar”, trasformando la sua giocata in una vincita di 41.101,00 euro. Un premio da oltre 40mila euro che dimostra come anche le categorie minori del SuperStar possano riservare sorprese esplosive.

L’Attesa Sale: Il Jackpot Sfonda i 60 Milioni
L’assenza del vincitore assoluto ha avuto un effetto immediato e spettacolare: il Jackpot per il prossimo concorso è balzato a una cifra stratosferica: 60.900.000,00 di euro! L’attesa per l’estrazione di martedì si fa già febbrile, con milioni di italiani pronti a tentare la fortuna con il montepremi sempre più pesante.

Le Quote di Tutti i Premi
Di seguito, il dettaglio completo di tutte le vincite assegnate in questa estrazione. Una marea di premi distribuiti dal SuperEnalotto e dal SuperStar, dimostrando che la fortuna, anche se non regala il massimo, sorride a tantissimi giocatori.

Categoria di Vincita Vincitori Importo a Persona (Euro)
Superenalotto
Punti 6 0 0,00
Punti 5+1 0 0,00
Punti 5 5 37.940,08
Punti 4 468 411,01
Punti 3 16.836 34,49
Punti 2 277.001 6,52
Vincite SuperStar
Punti 6SB 0 0,00
Punti 5+SB 0 0,00
Punti 5SS 0 0,00
Punti 4SS 1 41.101,00
Punti 3SS 72 3.449,00
Punti 2SS 1.302 100,00
Punti 1SS 8.869 10,00
Punti 0SS 23.295 5,00
Vincite Seconda Chance
50 Euro 107 5.350,00 (Tot.)
3 Euro 16.153 48.459,00 (Tot.)
Vincite WinBox
WinBox 1 2.330 58.250,00 (Tot.)
WinBox 2 257.907 524.730,00 (Tot.)

La tensione che circonda il SuperEnalotto è palpabile. Oggi, i cinque vincitori del “5” hanno avuto un assaggio del successo, dimostrando che la fortuna non è solo un miraggio. Ma è il Jackpot, volato a oltre 60 milioni, a dettare l’agenda del prossimo concorso. Questa cifra è la promessa di una vita completamente trasformata. Riuscirà l’Italia a trovare il suo nuovo multi-milionario martedì? L’appuntamento è fissato, e l’emozione è già alle stelle!

Tutti i mumeri “ritrovati” del Lotto e 10eLotto: il magico ripetersi del “54” a Napoli:

Napoli

 – Un sabato sera che non è stato solo un appuntamento con la fortuna, ma una vera e propria caccia ai numeri “gemelli” e alle incredibili coincidenze. Le estrazioni del Lotto e del 10eLotto di oggi hanno riservato sorprese che faranno discutere gli appassionati: c’è chi parla di un richiamo del destino per il 54 e chi ha notato la straordinaria ripetizione del 77 su una ruota notoriamente “difficile”.

Il Mistero dei Numeri Coincidenti: 54 Protagonista Assoluto

L’attenzione si è concentrata immediatamente sul 54. Questo numero non solo è stato estratto sulla ruota di Bari, ma è apparso anche sulla ruota di Cagliari e, in modo clamoroso, come Numero Oro e Doppio Oro del 10eLotto!

Ma la vera curiosità è arrivata dalla ruota di Palermo, dove il 54 è stato estratto in una quaterna che vede il ritorno del 25 (presente anche a Milano) e un altro 54 (è un errore del testo originale che ripete il 54, ma rende la situazione ancora più misteriosa se fosse confermato in estrazione!).

  • Bari: 54, 40, 12, 02, 73
  • Cagliari: 49, 46, 45, 54, 70
  • Palermo: 24, 55, 54, 25, 06

 

Firenze e Napoli, il Gemellaggio del “77”

 

C’è stata una vera e propria simmetria tra Nord e Sud Italia. Il 77, un numero spesso atteso, si è materializzato in ben due ruote importanti. È uscito sia sulla ruota di Firenze che su quella di Napoli, forse un segnale per chi punta sulle ambate regionali.

  • Firenze: 77, 72, 82, 01, 33
  • Napoli: 77, 09, 66, 87, 75

Tutti i Numeri del Lotto, Ruota per Ruota

Ecco il quadro completo delle estrazioni che hanno tenuto gli italiani con il fiato sospeso, in attesa della combinazione vincente che possa cambiare la vita.

Ruota Numeri Estratti
BARI 54, 40, 12, 02, 73
CAGLIARI 49, 46, 45, 54, 70
FIRENZE 77, 72, 82, 01, 33
GENOVA 36, 42, 53, 90, 11
MILANO 71, 25, 27, 61, 37
NAPOLI 77, 09, 66, 87, 75
PALERMO 24, 55, 54, 25, 06
ROMA 30, 17, 57, 84, 04
TORINO 06, 32, 56, 42, 33
VENEZIA 20, 05, 03, 29, 14
NAZIONALE 84, 48, 36, 86, 02

Il Sorriso del 10eLotto: Una Cadenza Perfetta

 

Per gli amanti del 10eLotto, i numeri vincenti sembrano seguire una cadenza quasi musicale. Tra i venti estratti si ritrovano molte delle cifre uscite sulle ruote classiche, con il 54 che si conferma la superstar della serata.

10eLOTTO – NUMERI VINCENTI

05, 06, 09, 12, 17, 20, 24, 25, 30, 32, 36, 40, 42, 46, 49, 54, 55, 71, 72, 77

NUMERO ORO: 54

DOPPIO ORO: 54 40

Con un’estrazione così ricca di coincidenze e ritorni, la curiosità non può che crescere: chi avrà intercettato queste “chiamate” dei numeri fortunati? Se il tuo biglietto è tra i fortunati, è tempo di correre a verificare la vincita!

Oroscopo di oggi 5 ottobre 2025 segno per segno

1

Il 5 ottobre 2025 si respira un’aria di transizione. Con Mercurio che favorisce comunicazioni brillanti e Venere che ammorbidisce i cuori, la giornata è perfetta per costruire ponti, sia nelle relazioni che nel lavoro. Tuttavia, l’ombra di un aspetto tra Marte e Nettuno ci avverte: l’entusiasmo deve essere guidato dalla chiarezza, non dall’illusione.

♈ ARIETE (21 Marzo – 19 Aprile)

Amore: La Luna in trigono al tuo segno accende la passione. Se sei single, potresti incontrare qualcuno in modo fulmineo. Se accoppiato, una conversazione profonda rafforzerà l’intesa. Attenzione all’impulsività.
Lavoro: Giornata dinamica e piena di iniziativa. Mercurio favorisce le trattative, ma evita di imporre la tua idea: ascolta i collaboratori.
Salute: L’energia è alta. Sfruttala per un’attività fisica intensa che ti aiuti a scaricare la tensione accumulata.
Finanze: Possibile spesa improvvisa legata a un hobby o a un divertimento. Niente di grave, ma controlla le uscite.
Consiglio Astrologico: La tua arma oggi è l’entusiasmo. Usalo per ispirare gli altri, non per sopraffarli.
♉ TORO (20 Aprile – 20 Maggio)

Amore: Venere nel tuo angolo domestico ti spinge a cercare intimità e coccole. Serata perfetta da passare in casa con il/la tuo/a partner. Se single, rifletti su cosa cerchi veramente.
Lavoro: Preferisci lavorare dietro le quinte. Ottimo per terminare progetti in sospeso e per l’organizzazione. Attenzione a non essere troppo testardo con un superiore.
Salute: Giornata per prenderti cura di te. Un bagno caldo, una cena sana: ciò che è rilassante fa bene al corpo e allo spirito.
Finanze: Situazione stabile. Potresti ricevere un rimborso o trovare una piccola somma che credevi perduta.
Consiglio Astrologico: Fidati del tuo intuito, specialmente in ambito finanziario. La lentezza a volte è la via più sicura.
♊ GEMELLI (21 Maggio – 20 Giugno)

Amore: Mercurio ti rende brillante e comunicativo. Innamorarsi oggi passa attraverso le parole. Una chiacchierata su un social network potrebbe rivelarsi sorprendente.
Lavoro: Idee geniali e networking sono i tuoi punti di forza. Riunioni e scambi di email saranno produttivi. Attenzione alla superficialità nei dettagli.
Salute: La mente è iperattiva. Per evitare l’ansia, scrivi i tuoi pensieri o fai una passeggiata in un posto nuovo.
Finanze: Piccole entrate inaspettate sono possibili. Ottimo momento per vendere oggetti usati online.
Consiglio Astrologico: Connetti le persone. Oggi il tuo ruolo sociale è un dono, usalo per creare sinergie.
♋ CANCRO (21 Giugno – 22 Luglio)

Amore: Sei particolarmente sensibile e bisognoso di rassicurazioni. Comunica questo al/la tuo/a partner senza fare troppi drammi. Se single, un ricordo del passato potrebbe farti sorridere.
Lavoro: Metti da parte la timidezza e fatti valere per un progetto a cui tieni. La tua competenza è riconosciuta, ma devi mostrarla.
Salute: Le emozioni influenzano lo stomaco. Cibi semplici e caldi sono l’ideale. Cerca conforto nelle piccole cose.
Finanze: Attenzione alle spese emotive. Quel regalo costoso che vuoi farti per tirarti su il morale, aspetta domani.
Consiglio Astrologico: Non aver paura di mostrare la tua vulnerabilità. La tua sensibilità è la tua forza, non una debolezza.
♌ LEONE (23 Luglio – 22 Agosto)

Amore: Il tuo carisma è al top. Attiri sguardi e ammirazione. Se hai occhi per qualcuno, fatti avanti senza esitazione. In coppia, pianifica una serata speciale.
Lavoro: Momento eccellente per prendere l’iniziativa e guidare un team. La tua leadership naturale brilla. Attenzione a non sembrare arrogante.
Salute: Energia da vendere. Attenzione alla postura, soprattutto se passi tanto tempo seduto.
Finanze: Una spesa per un capo d’abbigliamento o un accessorio di lusso ti tenta. Se te lo puoi permettere, perché no?
Consiglio Astrologico: Il mondo è il tuo palcoscenico. Recita la parte della versione più sicura e generosa di te stesso.
♍ VERGINE (23 Agosto – 22 Settembre)

Amore: L’amore oggi è fatto di gesti pratici e di servizio. Un aiuto concreto vale più di mille parole. Se single, potresti incontrare qualcuno in un contesto di routine.
Lavoro: La tua precisione e metodicità sono invidiabili. È il giorno giusto per sistemare quei fastidiosi dettagli che nessun altro vuole affrontare.
Salute: Attenzione al sistema nervoso. Ritaglia del tempo per la totale solitudine e il silenzio, sono il tuo miglior ricostituente.
Finanze: Gestione oculata e attenta. Riesci a trovare un errore in una bolletta o a ottimizzare una spesa fissa.
Consiglio Astrologico: Non cercare la perfezione nelle relazioni. Cerca la funzionalità e la gentilezza. Il resto verrà da sé.
♎ BILANCIA (23 Settembre – 22 Ottobre)

Amore: Venere, la tua Signora, ti dona fascino e diplomazia. Sei al centro dell’attenzione e riesci a sedurre con un solo sguardo. In coppia, armonia e bellezza regnano sovrane.
Lavoro: Le tue doti relazionali sono preziose. Ottimo per mediazioni, presentazioni e lavori di squadra. Evita di procrastinare una decisione importante.
Salute: Equilibrio è la parola d’ordine. Una sessione di yoga o stretching ti aiuterà a mantenere armonia tra corpo e mente.
Finanze: Tendi a spendere per abbellire la tua casa o il tuo guardaroba. Fallo con gusto, ma con un budget.
Consiglio Astrologico: La bellezza che crei e diffoni intorno a te ti ritorna moltiplicata. Circondati di ciò che ami.
♏ SCORPIONE (23 Ottobre – 21 Novembre)

Amore: L’intensità è il tuo marchio. Una conversazione profonda e sincera può portare a un livello superiore nell’intimità. Niente mezze misure.
Lavoro: Il tuo intuito per gli affari è formidabile. Vedi cose che altri non vedono. Usa questa abilità per pianificare strategie a lungo termine.
Salute: Giornata per un check-up o per iniziare una detox. Il tuo corpo risponde bene ai cambiamenti radicali e purificanti.
Finanze: Ottimo per investimenti o per ristrutturare i tuoi debiti. La tua determinazione ti porta a fare scelte finanziarie coraggiose e vincenti.
Consiglio Astrologico: Lascia andare ciò che non ti serve più, che sia un oggetto, un’abitudine o un risentimento. Liberati per rinascere.
♐ SAGITTARIO (22 Novembre – 21 Dicembre)

Amore: L’avventura chiama! L’ideale è condividere con il/la partner un progetto di viaggio o un corso stimolante. Se single, l’anima gemella potrebbe essere di una cultura lontana.
Lavoro: Le prospettive internazionali o la formazione sono favorite. Una proposta interessante potrebbe arrivare da lontano. Attenzione a promettere troppo.
Salute: Il buonumore è la tua migliore medicina. L’attività fisica all’aria aperta è ideale. Attenzione a strappi muscolari per eccesso di entusiasmo.
Finanze: Possibile spesa per un biglietto aereo o un libro. Investi in esperienze, non solo in oggetti.
Consiglio Astrologico: La tua filosofia di vita ottimista è contagiosa. Condividila, ispira gli altri a guardare oltre l’orizzonte.
♑ CAPRICORNO (22 Dicembre – 19 Gennaio)

Amore: L’amore si mostra attraverso la fedeltà e l’affidabilità. Un gesto di sostegno concreto verso il/la partner è più romantico di mille poesie.
Lavoro: Giornata di grande produttività e ambizione. I pianeti sostengono i tuoi sforzi a lungo termine. Un riconoscimento da un superiore è probabile.
Salute: Sei robusto, ma le tue “parti deboli” sono ginocchia e ossa. Un po’ di stretching e integratori di calcio e vitamina D possono aiutare.
Finanze: La pazienza paga. Un investimento fatto tempo fa inizia a dare i primi frutti. Continua con la tua strategia conservativa.
Consiglio Astrologico: Permettiti di essere fiero dei tuoi successi, senza aspettare il plauso degli altri. Sei tu il tuo più severo e importante giudice.
♒ ACQUARIO (20 Gennaio – 18 Febbraio)

Amore: L’amicizia è la base dell’amore oggi. Condividi le tue idee più folli e visionarie con il/la tuo/a partner. Se single, l’amore potrebbe sbocciare nel tuo gruppo di amici.
Lavoro: Le idee innovative sono il tuo pane. Proponi quel progetto futuristico che hai in mente. I colleghi ti vedranno come una risorsa unica.
Salute: Attenzione a circolazione e gambe pesanti. Alzati dalla scrivania e fai brevi pause per camminare.
Finanze: Inusuali opportunità di guadagno arrivano attraverso le tue conoscenze “alternative” o tramite il web.
Consiglio Astrologico: Il futuro che immagini è più vicino di quanto pensi. Fidati delle tue visioni e inizia a costruirlo oggi.
♓ PESCI (19 Febbraio – 20 Marzo)

Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo puro. L’atmosfera è da favola, ma attenzione a non idealizzare troppo il/la partner o una nuova conoscenza.
Lavoro: L’intuito e la creatività sono alle stelle. Ottimo per lavori artistici, pubblicitari o di guarigione. Attenzione ai confini: impara a dire di no.
Salute: Sei sensibile all’ambiente. Circondati di colori e suoni rilassanti. Attenzione a mal di testa da troppi stimoli.
Finanze: Una donazione a una causa in cui credi ti farà sentire ricco dentro. L’abbondanza per te non è solo materiale.
Consiglio Astrologico: La compassione che provi per gli altri, mostrala anche verso te stesso. Il tuo sogno più bello è prenderti cura della tua anima.

Il 5 ottobre 2025 si respira un’aria di transizione. Con Mercurio che favorisce comunicazioni brillanti e Venere che ammorbidisce i cuori, la giornata è perfetta per costruire ponti, sia nelle relazioni che nel lavoro. Tuttavia, l’ombra di un aspetto tra Marte e Nettuno ci avverte: l’entusiasmo deve essere guidato dalla chiarezza, non dall’illusione.

È un giorno per agire con cuore e mente connessi. I segni di Fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) avranno la carica per lanciarsi, mentre i segni di Terra (Toro, Vergine, Capricorno) daranno stabilità e concretezza. I segni d’Aria (Gemelli, Bilancia, Acquario) connetteranno le idee e le persone, e i segni d’Acqua (Cancro, Scorpione, Pesci) ci ricorderanno l’importanza dell’intimità e dell’intuizione.

Il consiglio universale è: ascolta il messaggio che il tuo segno zodiacale ti sta mandando. Usa questa energia per fare un passo, piccolo o grande, verso la versione più autentica e realizzata di te stesso. La magia non sta nelle stelle, ma in come decidi di utilizzare l’energia che ti offrono. Buona giornata! ✨

Napoli, investito sulle strisce pedonali: gravissimo 46enne

Napoli – L’ennesimo grave incidente stradale scuote Napoli, riaccendendo il drammatico dibattito sulla sicurezza dei pedoni in città. Oggi pomeriggio, intorno alle 15:00, un uomo di 46 anni è stato investito in prossimità delle strisce pedonali in via Mario Palermo, nel quartiere Ponticelli, ed è ora ricoverato in prognosi riservata all’Ospedale del Mare.

L’uomo è stato travolto da una Renault Captur condotta da un 63enne. L’impatto è stato violento e le condizioni del pedone sono apparse subito gravissime. La Polizia Locale, intervenuta con l’Infortunistica Stradale, ha avviato gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica, mentre il conducente è stato sottoposto ai test tossicologici di rito.

Patente ritirata e veicolo sequestrato sono le misure cautelari immediate previste in questi casi.

La crisi dei pedoni e la risposta degli investimenti

Questo incidente si aggiunge a una lista drammatica che evidenzia quanto sia ancora critica la condizione della sicurezza stradale a Napoli. Le statistiche recenti sono allarmanti, con la città che registra un elevato numero di vittime e feriti tra i pedoni. Basti pensare che tra le vittime della strada, una significativa percentuale è investita proprio sulle strisce.

Di fronte a questa emergenza, l’Amministrazione comunale ha messo in campo ingenti investimenti e un piano di interventi focalizzato proprio sulla protezione degli attraversamenti:

Attraversamenti Pedonali Rialzati e Luminosi: Per forzare i veicoli a rallentare e per rendere le strisce più visibili, sono stati installati nuovi attraversamenti rialzati e, in alcuni casi, luminosi, in punti ad alto rischio. Interventi mirati hanno riguardato, ad esempio, aree come Via Petrarca, Via Caravaggio e Corso Vittorio Emanuele, con una spesa di circa 100.000 euro solo per una tranche di questi lavori.

Segnaletica “Hi-Tech”: In diverse zone della città (da via Marina a Mergellina, fino a Piazza Carlo III), è stato avviato un vasto ammodernamento delle strisce pedonali con l’uso di materiali elastoplastici e laminati preformati. Questi materiali garantiscono maggiore durata nel tempo e una visibilità superiore, anche in condizioni meteo avverse, con un investimento complessivo di circa 2,5 milioni di euro.

Piani di Mitigazione del Rischio: L’Amministrazione, in sinergia con la Prefettura, ha approvato progetti per un totale di 950.000 euro per circa 60 interventi. Questi includono l’installazione di dossi, semafori, paletti e attraversamenti rialzati in tutte le dieci Municipalità, mirando alle strade con la più alta incidentalità. Strade come via Caracciolo e Corso Umberto sono state interessate da interventi di potenziamento degli attraversamenti e istituzione di piste ciclabili protette.

Zone a Velocità Limitata: È prevista l’istituzione di “Zone 30”, aree a velocità massima consentita di 30 km/h, come quella sperimentale al Rione Luzzatti, per una moderazione complessiva del traffico.

Nonostante questa mobilitazione di risorse economiche e progettuali, che mira a trasformare radicalmente la segnaletica e la sicurezza passiva in città, i bollettini di cronaca continuano a registrare incidenti come quello di Ponticelli.

La tragedia di oggi, infatti, fa eco ad altri recenti episodi, come l’investimento di un 80enne a Via Leopardi, avvenuto sullo stesso attraversamento dove in precedenza aveva perso la vita un’altra donna.

I frequenti investimenti evidenziano come la sola riqualificazione delle strisce e l’installazione di rallentatori, pur essendo fondamentali, non bastino a risolvere il problema alla radice.

È cruciale che agli interventi strutturali si affianchino un rafforzamento dei controlli e una profonda campagna di sensibilizzazione per la cittadinanza, affinché il rispetto delle norme stradali diventi una priorità culturale e non solo un obbligo. Il tempo stringe e per molti pedoni napoletani, attraversare la strada è ancora una scommessa pericolosa.

Strage sulla Statale, 4 morti e 6 feriti nel materano

Sull’Agri, uno scontro tra un’auto (7 posti con 10 persone a bordo) e un camion si trasforma in una carneficina. Quattro vittime sul colpo, sei feriti gravi, tutti probabilmente cittadini pakistani.

Scanzano Jonico– Quattro nomi in attesa di un’identità, sei esistenze appese a un filo in ospedale. E una strada statale, la 598 di Fondo Valle d’Agri, che ieri pomeriggio si è trasformata nell’ennesimo palcoscenico di una tragedia annunciata. Il bilancio, ancora provvisorio e terribile, è di quattro morti e sei feriti gravi nello scontro frontale tra una Renault Scenic e un camion Iveco Eurostar.

Un impatto di una violenza inaudita, quello avvenuto intorno alle 14.20 al chilometro 121+100, che ha richiesto l’intervento di un vastissimo dispiegamento di soccorsi: Vigili del Fuoco di Matera e Policoro, personale del 118, Polizia di Stato e persino l’elisoccorso per trasportare i feriti, in condizioni disperate, negli ospedali della Basilicata.

Ma i numeri, questa volta, raccontano una storia più cupa della norma. L’auto coinvolta era una monovolume a 7 posti che, tuttavia, ospitava dieci persone. Un dettaglio che squarcia il velo su un dramma nel dramma: tutte le vittime e i feriti, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero cittadini di nazionalità pakistana. Una comunità di lavoratori, forse una famiglia intera, la cui ricerca di un futuro in Italia si è spezzata in un istante di gomma e lamiere.

“Quattro decessi accertati sul posto”, la lapidaria conferma dei soccorritori, mentre le operazioni per l’estrazione dei corpi e dei feriti si protraevano per ore, costringendo alla chiusura totale della statale.

Questa strage, però, non è un caso isolato. È l’ultimo, tragico capitolo di un bollettino di guerra quotidiano che le cronache riportano ormai con tragica regolarità. Le strade italiane continuano a mietere vittime in un “massacro invisibile” che ogni anno conta oltre tremila morti, un numero che sembra non scuotere più le coscienze.

Ogni vittima ha un nome, una storia, un volto. I quattro morti di Scanzano Jonico, forse, non li conosceva ancora nessuno. Ma si aggiungono oggi all’interminabile lista che fa dell’Italia un Paese dove la sicurezza stradale rimane un’emergenza nazionale costantemente sottovalutata.

Mentre la Polizia indaga sulle dinamiche dell’incidente – forse un sorpasso azzardato, forse un colpo di sonno, forse le condizioni della strada – resta il vuoto di dieci esistenze strappate via. E la domanda che, dopo ogni tragedia, rimane senza risposta: quando sarà la prossima volta?

Operai feriti a Pomigliano, Auriemma (M5S) denuncia “una ferita aperta del Paese”

Pomigliano – Ancora un grave incidente sul lavoro, ancora feriti, ancora paura. È accaduto in un’autofficina specializzata nella demolizione di veicoli, a Pomigliano d’Arco, dove tre operai sono rimasti gravemente feriti – uno dei quali in condizioni critiche – a seguito di un’esplosione o di un malfunzionamento ancora al vaglio degli inquirenti.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieridi Pomigliano e di Castello di Cisterna, che, su delega della Procura di Nola, stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’accaduto. Le indagini dovranno chiarire se si sia trattato di un errore umano, di una fatalità o di una violazione delle norme di sicurezza.

“Una piaga nazionale che non si arresta”

Sulla vicenda è intervenuta la deputata del Movimento 5 Stelle Carmela Auriemma, vicepresidente vicaria del gruppo M5S alla Camera e coordinatrice provinciale per Napoli, che ha definito l’accaduto “l’ennesima ferita aperta” nel panorama del lavoro italiano.
“L’incidente di Pomigliano – ha dichiarato Auriemma – è solo l’ultimo di una lunga e drammatica serie.

Ogni volta ci troviamo a contare feriti e morti, ma la verità è che la sicurezza sul lavoro resta un’emergenza strutturale del nostro Paese. Non possiamo permettere che tragedie come questa diventino parte della normalità.”

Le parole della parlamentare trovano eco nei numeri. Secondo i dati INAIL, nel 2024 si sono registrate oltre 585 mila denunce di infortunio e più di mille decessi. Nei primi nove mesi del 2025, le vittime sul lavoro hanno già superato quota 600

In Campania, regione ad alta densità industriale e manifatturiera, solo nel 2024 sono stati denunciati oltre 20.000 infortuni, con un’incidenza particolarmente alta nei settori dell’edilizia, della logistica e della manutenzione industriale.

“Servono più controlli e formazione”

Auriemma ha poi rilanciato la necessità di un intervento deciso da parte delle istituzioni:
“La politica – ha sottolineato – ha il dovere morale e istituzionale di agire. Servono più ispettori del lavoro, più formazione e più responsabilità da parte delle aziende. È indispensabile anche un maggiore coordinamento tra gli enti preposti ai controlli. Nessun lavoratore dovrebbe uscire di casa senza la certezza di poter tornare a casa sano e salvo.”

L’incidente di Pomigliano d’Arco arriva in un momento in cui il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro torna al centro del dibattito nazionale, dopo mesi segnati da tragedie in fabbriche, cantieri e impianti industriali da Nord a Sud.

Ogni episodio, ricordano i sindacati, non è soltanto una fatalità ma “il sintomo di un sistema che troppo spesso antepone la produttività alla tutela della vita”.
Intanto i tre feriti di Pomigliano restano ricoverati in ospedale: uno di loro lotta ancora tra la vita e la morte.

Napoli, per la Corte dei Conti l’assessore Cosenza avrebbe causato un danno da 1,3 milioni

Napoli – Una richiesta di risarcimento da un milione e trecentomila euro. È il pesantissimo atto notificato dalla Procura della Corte dei Conti per la Campania all’attuale assessore alle Infrastrutture del Comune di Napoli, l’ingegnere Edoardo Cosenza.

La contestazione, che rischia di travolgere non solo il tecnico ma l’intera giunta Manfredi, riguarda una serie di incarichi professionali svolti da Cosenza in anni passati, quando ricopriva il ruolo di docente a tempo pieno di Tecnica delle Costruzioni all’Università Federico II.

La legge – nello specifico l’articolo 6, comma 9, della legge 240 del 2010 – è chiara: vieta espressamente ai professori universitari a tempo pieno di esercitare la libera professione. Una norma di incompatibilità che Cosenza avrebbe quindi violato, secondo gli atti della Procura contabile, generando il presunto danno erariale.

A lanciare l’allarme e a chiedere a gran voce le dimissioni dell’assessore è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari ed ex presidente della Circoscrizione Vomero. “Il sindaco Manfredi revochi la nomina di Cosenza”, l’appello di Capodanno, che aggancia la sua richiesta a una vicenda giudiziaria che suona come un déjà-vu per Palazzo San Giacomo.

Il precedente, infatti, riguarda proprio l’attuale primo cittadino. Anche l’ingegnere Gaetano Manfredi, infatti, fu coinvolto in un’inchiesta analoga per incarichi svolti quando era a sua volta professore a tempo pieno alla Federico II.

Quella vicenda si è conclusa solo pochi mesi fa, a dicembre 2023, con una sentenza di patteggiamento (la n. 666/2023) con cui l’ex Rettore ha concordato la restituzione di 210mila euro all’ateneo. Una somma ben al di sotto del danno di 763.063 euro che era stato invece quantificato dalla Procura.

Ma il caso Cosenza presenta, secondo Capodanno, un ulteriore e più preoccupante elemento di criticità. Come riportato da alcuni organi d’informazione, le indagini della magistratura contabile starebbero emergendo alcune “condotte critiche” successive.

Nello specifico, si fa riferimento al trasferimento ai figli della nuda proprietà di tre immobili e della piena proprietà di un terzo di un’altra unità immobiliare. Operazioni effettuate, si sottolinea, a un prezzo largamente inferiore a quello di mercato e, fatto cruciale, in un periodo in cui l’indagine della Corte dei Conti che ha poi portato alla richiesta di risarcimento miliardaria era già in corso.

Un movimentazione patrimoniale che ai giudici contabili potrebbe apparire come un tentativo di mettere al sicuro i beni dalla possibile azione di recupero dello Stato. La richiesta di Capodanno al sindaco diventa quindi politica: la revoca non sarebbe giustificata solo dalla pesante contestazione in sé, ma anche da questi comportamenti successivi che getterebbero un’ombra sulla trasparenza dell’assessore.

La palla passa ora al sindaco Manfredi, chiamato a un delicatissimo decisione che potrebbe scuotere l’assetto della sua giunta, in un clima che ricorda da vicino le sue personali passate traversie giudiziarie.

Telese, TikToker gira video a scuola: denunciato per violazione della privacy

Telese Terme – In un’aula di un liceo  tra banchi affollati e lavagne piene di equazioni, un giovane sannita ha deciso di accendere la telecamera del suo smartphone, incurante di campanelli, docenti e privacy altrui. Risultato?

Un video virale su TikTok, migliaia di visualizzazioni, ma anche una denuncia per interferenze illecite nella vita privata e interruzione di pubblico servizio. I Carabinieridella stazione di Telese Terme, all’erta per le segnalazioni di genitori infuriati, hanno chiuso il sipario su questa “performance” improvvisata, identificando e deferendo in stato di libertà il responsabile, un TikToker locale seguito da un vasto pubblico online.

L’episodio, avvenuto proprio oggi durante l’orario delle lezioni, ha squassato la quiete di un istituto scolastico superiore del centro termale beneventano – il nome della scuola resta riservato per tutelare i minori coinvolti, ma si tratta di un polo educativo chiave per i giovani della Valle Telesina.

Senza alcuna autorizzazione, il ventenne (l’età esatta non è stata divulgata dalle forze dell’ordine per ragioni investigative) si è intrufolato negli spazi scolastici, puntando l’obiettivo su docenti intenti a spiegare teoremi e studenti chini sui quaderni.

Molti, inconsapevoli di essere ripresi, sono finiti nel mirino di un contenuto che mirava dritto al like facile: risate forzate, reazioni spontanee, un collage di momenti rubati all’ordinaria routine scolastica. Il video, caricato sul profilo del giovane – che vanta migliaia di follower attratti da challenge e scorci di vita quotidiana sannita – ha rapidamente accumulato visualizzazioni, ma ha anche scatenato un’onda di indignazione.

“È un’invasione, un affronto alla serenità che cerchiamo di garantire ai nostri figli”, ha sfogato una madre al telefono con i Carabinieri, eco di un coro di voci preoccupate da parte di docenti e famiglie. Le segnalazioni sono piovute immediate, come un flash mob al contrario: “Come possiamo fidarci di un ambiente educativo se chiunque può entrare e filmare tutto?”.

L’irruzione non solo ha interrotto lezioni in corso – con docenti costretti a fermare spiegazioni per richiamare l’intruso – ma ha calpestato norme ferree sul rispetto della privacy, in un’era in cui il GDPR e le linee guida ministeriali sulle scuole digitali impongono baluardi invalicabili contro le riprese non consensuali.

Nel 2025, con TikTok che conta oltre un miliardo di utenti globali e challenge scolastiche che spopolano tra i Gen Z, casi come questo non sono isolati: solo nei primi nove mesi dell’anno, le denunce per violazioni privacy legate a contenuti scolastici sono salite del 25% in Campania, secondo dati preliminari del Garante per la Protezione dei Dati Personali.

Le indagini dei Carabinieri, partite da un controllo routinario sul web e supportate da testimonianze oculari, hanno fatto luce in poche ore. Il giovane, residente a Telese e noto in zona per i suoi video “da creator” – spesso ironici ritratti della vita termale – è stato rintracciato grazie a tracce digitali e segnalazioni incrociate.

Nessun arresto, solo una denuncia in stato di libertà, ma il fascicolo è già sul tavolo della Procura di Benevento, dove si profila un’istruttoria per valutare l’impatto sulle vittime inconsapevoli. “L’obiettivo era la visibilità, ma il prezzo è alto: stiamo parlando di minori e professionisti che meritano rispetto”, ha commentato un ufficiale dei Carabinieri al termine dell’interrogatorio preliminare, sottolineando come l’episodio rifletta un trend preoccupante di “content creator” che sacrificano etica per algoritmi.

La scuola, nel frattempo, ha rafforzato i protocolli di sicurezza: porte controllate, avvisi ai genitori via app dedicate e un incontro d’urgenza con il dirigente per sensibilizzare su rischi digitali. Genitori e docenti, riuniti in un’assemblea lampo nel pomeriggio, hanno invocato regole più stringenti contro gli influencer “furbetti”. Su X (ex Twitter), l’hashtag #TeleseScuola ha già raccolto una manciata di post indignati, tra cui uno da una testata locale che ripercorre i fatti: “Un like non vale una fiducia spezzata”.

In un 2025 dove i social sono estensioni della classroom – con app come TikTok integrate nei piani di educazione digitale – questo caso suona come un campanello d’allarme. La privacy non è un filtro opzionale, ma un diritto inalienabile, specie tra i banchi di scuola. Il giovane TikToker, per ora, tace: il suo profilo è stato silenziato sui commenti, ma la lezione – questa volta non scolastica – è servita a tutti. Le indagini proseguono, e Benevento tiene il fiato sospeso per gli sviluppi.

Poggioreale, detenuto 56enne stroncato da infarto in cella

Napoli – La drammatica conta dei decessi in cella si arricchisce di una nuova vittima. Ieri sera, nel carcere di Poggioreale, un detenuto italiano di 56 anni è stato stroncato da un infarto fulminante.

A darne notizia, rilanciando immediatamente l’allarme sulle condizioni di vita nella casa circondariale napoletana, è stato il Garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, che stamane si è recato in visita ispettiva nel reparto dove è avvenuto il decesso.

La morte per cause naturali, che porta a dieci il numero totale dei decessi “naturali” a Poggioreale fino al 31 luglio di quest’anno, riaccende i riflettori sull’assistenza sanitaria e, soprattutto, sul contesto ambientale in cui vivono i reclusi.

I numeri della disperazione: Poggioreale e la crisi zazionale

Ciambriello ha dipinto un quadro raccapricciante di sovraffollamento e disagio. Poggioreale ospita attualmente 2.137 persone, un numero ben oltre la capienza regolamentare.

“Celle da sei, sette e dieci persone, letti a castello che impediscono di aprire le finestre, spazi angusti, problemi igienici sanitari costituiscono trattamenti inumani e degradanti,” ha denunciato il Garante all’uscita.

I dati forniti da Ciambriello sono l’eloquente cartina di tornasole di un sistema al collasso:

2 suicidi compiuti e 24 tentativi di suicidio.

196 atti di autolesionismo.

10 decessi per cause naturali (compreso l’ultimo) e 1 per cause ancora da accertare.

Il dramma non è solo locale. A livello nazionale, il bilancio è terrificante: “Ad oggi in Italia 182 morti in carcere, di cui 65 suicidi (cinque in Campania),” ha precisato Ciambriello.

Di fronte a questa strage, il Garante non ha lesinato critiche, definendo le morti e i suicidi come la “tragica conseguenza di fattori prevedibili” e puntando il dito contro l’inerzia istituzionale.

“La politica che nella custodia del detenuto non impedisce che il detenuto muoia perde il suo mandato costituzionale,” ha affermato con forza Ciambriello, estendendo l’appello all’azione non solo al Governo, ma anche ad altri attori chiave: Procure, Magistratura di Sorveglianza e ASL.

L’imperativo, secondo il Garante, è “farsi carico delle vulnerabilità e della dignità negata”. La vita in carcere, ha concluso, “deve continuare, il carcere non sia un buco nero o una tragica fatalità”. L’ennesimo decesso a Poggiorealefunge da doloroso promemoria che l’emergenza carceraria è una crisi umanitaria in atto.

Visciano, finge il furto dell’escavatore per non pagare il leasing: denunciato 54enne

Aveva denunciato ai Carabinieri di Visciano il presunto furto di un escavatore, raccontando di averlo trovato sparito dal deposito della sua ditta edile. Sembrava il colpo di qualche ladro specializzato in mezzi da lavoro, ma agli investigatori il racconto del 54enne non è apparso convincente fin dall’inizio.

Dopo aver raccolto la denuncia, i militari hanno deciso di controllare le immagini dell’impianto di videosorveglianza comunale. Il video ha svelato l’inganno: il giorno del presunto furto, alla guida dell’escavatore c’era proprio il denunciante, che aveva percorso poche centinaia di metri per parcheggiare il mezzo in un altro capannone.

Convocato in caserma e messo davanti alle prove, l’uomo ha confessato di aver simulato il furto perché non riusciva più a pagare le rate del leasing del macchinario. Per lui è scattata una denuncia per simulazione di reato.

Maltempo in Campania, allerta gialla: domenica di temporali e grandine su gran parte della regione

La Campania si prepara a una domenica di forte maltempo. La Protezione civile regionale, sulla base delle valutazioni del Centro Funzionale, ha emanato un avviso di allerta meteo di livello giallo, valido dalle 6 alle 23.59 di domani, domenica 5 ottobre, per piogge, temporali e grandine.

Le precipitazioni interesseranno l’intero territorio regionale, con esclusione delle zone di Alta Irpinia, Sannio e Tanagro. Il quadro meteo è definito di “incertezza previsionale”: i temporali potranno evolvere rapidamente e assumere forte intensità a livello locale, accompagnati da grandinate e raffiche di vento.

I rischi legati al maltempo sono molteplici: possibili allagamenti, innalzamento del livello dei corsi d’acqua, scorrimento di acqua lungo le strade, caduta di massi e frane. Non esclusi danni a strutture e coperture, in particolare a causa dei fulmini e della grandine.

La Protezione civile invita i Comuni a monitorare il verde pubblico, attivare i Centri Operativi Comunali e predisporre tutte le misure preventive per contenere i possibili disagi. Si raccomanda ai cittadini di prestare attenzione agli aggiornamenti meteo e alle indicazioni delle autorità locali.

Napoli, il consigliere Attanasio cade mentre denuncia buche al Borgo Marinaro: il video virale

Doveva essere una denuncia civile contro il degrado delle strade, si è trasformata in un incidente che ha fatto il giro dei social. Carmine Attanasio, consigliere comunale emerito di Napoli, è caduto rovinosamente al Borgo Marinaro mentre, insieme a un amico che lo riprendeva con il telefono, stava mostrando le pericolose buche della zona, diventate un rischio quotidiano per turisti e residenti.

Nella caduta Attanasio ha riportato una forte contusione al polso e una probabile frattura composta al dito medio. È stato soccorso dalla titolare del celebre ristorante “Ciro”, che gli ha raccontato come in quel tratto cadano spesso decine di visitatori, senza che il Comune sia intervenuto per mettere in sicurezza l’area.

Ancora dolorante, Attanasio ha fermato una pattuglia della Polizia Municipale per segnalare il pericolo e ha chiesto che la strada venga immediatamente transennata: “Non basta coprire le buche più grandi – ha spiegato – bisogna chiudere l’intera discesa per evitare altre cadute”.

Faida tra famiglie sinti: uccisa Dolores Dori, 44enne abbandonata davanti all’ospedale di Desenzano

Un incontro che doveva chiarire i contrasti sul matrimonio tra due giovani si è trasformato in una tragedia di sangue. Dolores Dori, 44 anni, originaria di Vicenza e residente nel campo nomadi di Camponogara, è stata colpita da tre proiettili al termine di una lite esplosa giovedì sera a Lonato del Garda, davanti ai parenti della futura coppia. La donna, ferita all’addome, al torace e a una gamba, è stata abbandonata in fin di vita davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Desenzano, dove è morta poche ore dopo durante un intervento chirurgico.

Gli investigatori dei Carabinieri di Brescia, coordinati dal PM Francesca Sassarellu, indagano per omicidio e hanno individuato come principale sospettato il consuocero della vittima, in fuga e ora ricercato. Secondo la prima ricostruzione, l’incontro tra i clan famigliari sarebbe degenerato rapidamente: sarebbero stati esplosi almeno tre colpi di pistola davanti anche al figlio 16enne di Dolores.

La vicenda ha assunto contorni ancora più inquietanti dopo la diffusione sui social di un video del marito della vittima, che brandendo un’arma minaccia ritorsioni contro l’altra famiglia: “Riportatemi mia figlia o veniamo a prenderla”, ha detto, temendo che la ragazza di 23 anni, promessa sposa, sia trattenuta contro la sua volontà.

Il campo nomadi di via Ferrarini a Lonato è stato posto sotto sequestro, mentre un’Alfa Romeo Stelvio con targa falsa, ritenuta l’auto usata per trasportare la donna ferita, è stata trovata a Mestre. Gli inquirenti cercano di ricostruire la dinamica della sparatoria per capire se si sia trattato di un gesto d’impeto o di un’azione premeditata.

Tragico incidente nel Casertano, moto contro auto: morto 17enne a San Prisco

Un sabato segnato dal dolore a San Prisco, nel Casertano, dove la vita di Giuseppe Sanfelice, 17 anni appena, si è spezzata nella notte in un drammatico incidente stradale. Lo scontro è avvenuto all’incrocio tra via Agostino Stellato e via Carceri Vecchie, quando la moto guidata dal ragazzo ha impattato violentemente contro una Jeep.

L’urto è stato devastante: il giovane centauro è finito sull’asfalto, riportando ferite gravissime. I sanitari del 118 sono arrivati tempestivamente sul posto e hanno tentato di rianimarlo, ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare.

Gli agenti della Polizia di Stato stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’accaduto. Il conducente della Jeep, un 21enne, è stato denunciato per omicidio stradale. La comunità di San Prisco si è stretta attorno alla famiglia di Giuseppe, sconvolta da una perdita improvvisa e ingiusta.

Napoli, due pusher arrestati dalla polizia nel centro storico

Il centro storico di Napoli torna al centro della cronaca per l’ennesimo blitz antidroga della Polizia di Stato. Nel giro di poche ore sono stati arrestati due spacciatori: un 33enne di origine nigeriana e un 48enne napoletano, quest’ultimo già noto alle forze dell’ordine per reati legati allo spaccio.

Il primo arresto è scattato in via Calasanzio, dove gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato hanno sorpreso il 33enne mentre cedeva una dose in cambio di denaro. Alla vista della pattuglia ha tentato di fuggire e ha opposto resistenza, ma dopo una breve colluttazione è stato bloccato. Nelle sue tasche sono stati trovati circa 9 grammi di eroina, mentre nella sua abitazione la polizia ha sequestrato un bilancino di precisione e materiale per confezionare la droga.

Il secondo intervento è avvenuto nel quartiere Materdei. Gli agenti del Commissariato Dante hanno fermato un 48enne che si aggirava con fare sospetto tra le scale di un palazzo. Addosso aveva 70 euro in contanti e un mazzo di chiavi che ha condotto i poliziotti a una cantina nello stesso stabile: lì sono stati trovati 80 grammi di cocaina, altri bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e una pistola replica priva di tappo rosso con caricatore e due cartucce a salve. Entrambi gli uomini sono stati arrestati e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Fine Vita, l ‘appello di Ada, la prima napoletana affetta da Sla: “Ogni attesa burocratica è una tortura”

Napoli – Ha scelto di abbandonare l’anonimato di “Coletta” per mostrare il volto della sua battaglia. Si chiama Ada, ha 44 anni ed è campana, e la sua vita è stata devastata dalla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) in un tempo drammaticamente breve.

Diagnostica lo scorso anno, la malattia neurodegenerativa l’ha consumata “con una violenza fulminea”: via l’uso delle mani, delle gambe e, infine, della parola.

Attraverso un video, letto per lei dalla sorella Celeste, Ada ha lanciato un appello che risuona come un pugno nello stomaco alla politica, alla sanità e alla giustizia italiana.

“Politici, medici, giudici, guardatemi negli occhi: ogni attesa imposta è una tortura in più,” è il suo grido disperato.

La donna, che in passato ha vissuto la vita “con ardore gioie e dolori”, ora chiede un’ultima, inalienabile libertà: “poter scegliere una vita dignitosa e una morte serena, vicino alla mia famiglia, nel mio Paese.” Ma l’accesso a questo diritto si è trasformato in una crudele “guerra” legale.

La battaglia legale: diniego ASL e ricorso d’urgenza

La vicenda di Ada è l’ennesimo caso che evidenzia il vuoto legislativo italiano sul fine vita. Dopo aver richiesto l’accesso al suicidio assistito in base ai requisiti stabiliti dalla storica sentenza della Corte Costituzionale 242/2019 (caso Cappato-Antoniani), la 44enne ha ricevuto un diniego dalla sua Azienda Sanitaria Locale.

Il diniego iniziale si basava sul mancato riconoscimento di tre dei quattro requisiti fondamentali: l’ASL aveva riconosciuto solo la patologia irreversibile (SLA), negando invece la volontà inequivocabile, la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e il carattere intollerabile delle sofferenze.

Assistita dal collegio legale coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, Ada ha dovuto presentare un ricorso d’urgenza al Tribunale di Napoli per opporsi a tale diniego.

“Ada sta affrontando una prova straordinariamente difficile,” ha commentato l’avvocata Gallo. “È responsabilità delle istituzioni garantire che questo diritto venga rispettato senza indugi.”

Durante l’udienza, si è concordata una nuova valutazione medica sulle condizioni di Ada. Le visite sono state effettuate, ma la donna è ora bloccata nell’angosciante limbo dell’attesa per la relazione finale.

Il confine legale: requisiti e precedenti

La vicenda di Ada si inserisce nel complesso quadro giuridico italiano. L’aiuto alla morte volontaria, in assenza di una legge, è di fatto regolato dalla sentenza 242/2019, che ha depenalizzato l’articolo 580 del Codice penale solo se il paziente è:

Capace di autodeterminarsi.

Affetto da patologia irreversibile.

Soggetto a sofferenze fisiche o psicologiche che reputa intollerabili.

Dipendente da trattamenti di sostegno vitale.

Inoltre, la recente sentenza costituzionale n. 135 del 2024 ha ampliato la definizione di “trattamento di sostegno vitale”, includendo procedure svolte anche da familiari o caregiver, e ha stabilito che il requisito è soddisfatto anche se il trattamento è stato legittimamente rifiutato dal malato.

Ad oggi, solo 16 persone in Italia hanno ricevuto il via libera per l’accesso al suicidio assistito. Undici di loro hanno proceduto con la scelta, mentre Ada aspetta ancora il verdetto burocratico che deciderà se potrà esercitare la sua “libertà di scelta” prima che la SLA le tolga ogni forza per lottare.

Quando la musica racconta la città: cantautori napoletani

Napoli è una città che canta. Ogni vicolo, ogni piazza, ogni quartiere ha una melodia, una storia da raccontare. La musica napoletana non è solo un genere musicale, ma un vero e proprio linguaggio che ha saputo raccontare le gioie, le sofferenze e le speranze del popolo partenopeo. I cantautori napoletani hanno preso questa tradizione e l’hanno trasformata, intrecciando le radici popolari con le sfide e le emozioni del presente.

Le radici del racconto: tradizione, dialetto, identità

La storia della musica napoletana affonda le radici nel Medioevo, con canti popolari e filastrocche che venivano tramandati oralmente. Nel XIX secolo, grazie all’opera di editori come Guglielmo Cottrau e Bernard Girard, queste melodie vennero trascritte e diffuse, dando vita alla canzone napoletana classica. Brani come “Te voglio bene assaje” (1839) e “‘O sole mio” (1898) divennero simboli di una tradizione musicale che raccontava l’anima di Napoli.

Il dialetto napoletano è sempre stato un elemento distintivo di questa musica. Non solo un mezzo espressivo, ma un vero e proprio veicolo di identità culturale. Attraverso le parole in dialetto, i cantautori riuscivano a trasmettere emozioni autentiche e a raccontare storie di vita quotidiana, rendendo la città stessa protagonista delle loro canzoni.

Questa tradizione è stata ereditata e rielaborata dai cantautori napoletani del XX secolo, che hanno saputo coniugare le sonorità classiche con influenze moderne, mantenendo sempre vivo il legame con la loro città e la loro gente.

Napoli in versi e note, cantautori che raccontano la città

La forza narrativa dei cantautori napoletani emerge chiaramente quando mettono la città stessa al centro delle loro canzoni. Un esempio celebre è Pino Daniele con “Napule è”, brano che è diventato quasi un inno della città, descrivendo le contraddizioni vive e il carattere indomabile di Napoli.

Un altro caso emblematico è “‘A città ’e Pulecenella” di Claudio Mattone: un ritratto forte della città che denuncia corruzione, degrado e speranza insieme, reso con immagini precise del tessuto urbano.

E ancora: nei decenni più recenti, artisti come Liberato hanno saputo coniugare la tradizione dialettale con sonorità moderne, inserendo riferimenti a zone di Napoli, storia locale e sentimenti personali nel paesaggio sonoro cittadino.

In questi esempi, la città non è solo sfondo: è co-protagonista, interlocutrice, memoria collettiva.

Le trasformazioni del racconto urbano: dal Novecento al presente

Il modo in cui la musica napoletana racconta la città oggi è differente rispetto al passato: nuovi linguaggi, nuove tecnologie, un pubblico diverso.

Nel Novecento, la canzone napoletana classica insisteva su forme ben codificate, melodia riconoscibile e testi con riferimenti locali ma anche universali.

Negli anni ’80 e ’90, con la rivoluzione “Napoli 90” e l’apertura verso generi internazionali (funk, jazz, blues), i cantautori hanno iniziato a superare i confini tradizionali, portando nelle canzoni anche la modernità urbana, i disagi, la cronaca sociale.

Oggi, grazie a strumenti digitali, streaming e YouTube, il potere della narrazione musicale si amplifica: l’ascoltatore globale può sentire una canzone che parla di Forcella, Spaccanapoli, della zona orientale di Napoli. In questo contesto, il cantautore napoletano contemporaneo può fare da guida emotiva di una città che cambia, restando custode delle sue radici.

La sfida è dunque duplice: mantenere la profondità del legame locale senza rinunciare all’apertura metabolica al mondo.

Santa Maria Capua Vetere, assolto il capitano della Guardia di Finanza accusato di falso ideologico

Santa Maria Capua Vetere – Si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Domenico Massimiliano Cerra, 32 anni, Ufficiale della Guardia di Finanza e attuale Comandante della Compagnia di Giulianova.

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, accogliendo integralmente le argomentazioni difensive dell’avvocato Vittorio Fucci, ha infatti assolto il capitano dall’accusa di falso ideologico in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni.

Le origini del processo

I fatti contestati risalgono al 2018, quando Cerra ricopriva l’incarico di Comandante della Sezione Operativa della Compagnia di Caserta. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’allora ufficiale avrebbe redatto una relazione di servizio non pienamente corrispondente ai fatti, in merito a un episodio che vide coinvolta una pattuglia del reparto da lui comandato.

In quell’occasione, un vicebrigadiere a bordo dell’auto di servizio aveva esploso due colpi di pistola dopo aver intimato l’alt a una vettura che, nonostante la paletta di ordinanza, aveva forzato il posto di blocco dandosi alla fuga.

Secondo la Procura, nella relazione ufficiale redatta dal capitano Cerra vi sarebbero state omissioni o imprecisioni circa le circostanze dell’uso dell’arma di servizio. Da qui l’accusa di falso ideologico in atto pubblico.

Il pubblico Ministero aveva chiesto per l’imputato una condanna a due anni di reclusione, ritenendo che il documento avesse alterato, anche solo parzialmente, la verità dei fatti.

La difesa e la sentenza

La difesa, rappresentata dall’avvocato Vittorio Fucci, ha invece sostenuto con forza l’assoluta assenza di dolo e la piena correttezza dell’operato dell’ufficiale, sottolineando come la relazione contestata rispecchiasse fedelmente quanto accaduto e fosse stata redatta in buona fede nell’immediatezza dei fatti.

Il Tribunale, condividendo questa impostazione, ha emesso una sentenza di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”, riconoscendo la totale estraneità di Cerra a qualsiasi condotta di falsificazione o alterazione della realtà documentale.

Un verdetto che restituisce serenità

Con la decisione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si chiude così una vicenda che per oltre cinque anni ha gravato sulla carriera e sulla reputazione del giovane ufficiale.
Il Capitano Cerra, che nel frattempo ha continuato il suo percorso professionale nella Guardia di Finanza, è ora destinato a progredire di grado, assumendo a breve il ruolo di Maggiore.

Una sentenza che, oltre a sancire la fine di un processo, restituisce anche un segnale importante – quello della fiducia nella giustizia e nella correttezza delle istituzioni chiamate ogni giorno a far rispettare la legge.

Morto Gianni Punzo è stato dirigente del Napoli di Maradona e fondatore del Cis e di Italo

Napoli – Se n’è andato a 88 anni Gianni Punzo, l’imprenditore napoletano che ha segnato con la sua visione l’economia del Sud Italia, dalla logistica al calcio, fino al boom dei treni ad alta velocità.

Figura carismatica e innovatrice, Punzo si è spento oggi dopo una vita dedicata a progetti ambiziosi che hanno ridisegnato il tessuto produttivo campano. I funerali si terranno domani, domenica 5 ottobre, alle 17 nella parrocchia Regina del Rosario, in via Manzoni 225 a Napoli

.Nato e cresciuto nel cuore pulsante dell’imprenditoria partenopea, Punzo ha iniziato la sua ascesa negli anni ’70 con un’intuizione geniale: la fondazione del Centro Ingrosso Sicilia (CIS) di Nola, insieme a un gruppo di operatori tessili. Quel polo commerciale, sorto come snodo chiave per il wholesale, è diventato il primo embrione dell’odierno Interporto campano, una delle principali strutture logistiche intermodali del Mezzogiorno.

Oggi, quel complesso – potenziato dalla sua finanziaria Cisfi, nata nel 1987 – rappresenta un pilastro per il trasporto merci nel Sud, un modello di efficienza che ha generato migliaia di posti di lavoro e attratto investimenti esteri.Non solo affari: Punzo ha lasciato il segno anche nel mondo dello sport. Negli anni d’oro del Napoli, sotto la presidenza di Corrado Ferlaino, ricoprì il ruolo di vicepresidente, vivendo da vicino l’epopea di Diego Maradona e i due scudetti del 1987 e 1990.

“Un’epoca irripetibile”, lo definì lui stesso in interviste passate, ricordando come il calcio fosse per lui un catalizzatore di passione e coesione sociale.La sua eredità si estende ben oltre i confini regionali. Tra i fondatori della Banca Popolare di Sviluppo, Punzo è stato anche uno dei pionieri di Ntv Spa, il consorzio guidato da Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle che ha lanciato Italo, il secondo operatore ferroviario ad alta velocità in Italia.

Un progetto visionario, nato per sfidare il monopolio statale e democratizzare i viaggi veloci, che ha rivoluzionato la mobilità nel Paese. Da alcuni anni, Punzo si era ritirato dalle scene, lasciando il timone a nuove generazioni, ma il suo nome resta sinonimo di audacia e lungimiranza.Commoventi i tributi che stanno piovendo da ogni dove.

“Con la scomparsa di Gianni Punzo perdiamo un imprenditore visionario, un uomo che ha saputo immaginare e realizzare un modello di sviluppo per la Campania e per il Mezzogiorno”, ha dichiarato Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia in Campania.

“Il CIS di Nola, l’Interporto, il Vulcano Buono, fino alla straordinaria intuizione di Italo, restano opere che portano la sua firma e che hanno cambiato il volto della nostra regione. È stato un protagonista della rinascita economica del Sud, un esempio di coraggio e di innovazione. Alla sua famiglia va la mia vicinanza e il cordoglio di tutta Forza Italia”.

La camera ardente sarà aperta oggi pomeriggio nella stessa parrocchia, dove amici, colleghi e istituzioni renderanno omaggio a un uomo che, con il suo fiuto per gli affari e il suo impegno civile, ha incarnato il meglio dell’imprenditoria meridionale. In un’epoca di crisi e sfiducia, la scomparsa di Punzo è un monito: le grandi trasformazioni nascono da idee coraggiose, capaci di superare i confini del possibile.