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Napoli attende il miracolo di San Gennaro: celebrazioni in Duomo il 16 dicembre

Napoli si prepara a vivere uno dei momenti di fede più intensi dell’anno. Martedì 16 dicembre, nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, nel cuore del Duomo, si terrà la celebrazione della Festa del Patrocinio, occasione in cui i fedeli sperano di assistere al cosiddetto “miracolo laico”: la liquefazione del sangue del Santo Patrono.

La cerimonia sarà presieduta dall’abate della Cappella, monsignor Vincenzo De Gregorio, con la partecipazione dei membri della Deputazione di San Gennaro, organismo che tutela le reliquie e il patrimonio del Tesoro e che vede alla guida il sindaco della città. L’appuntamento richiama alla memoria l’episodio del 16 dicembre 1631, quando, durante un’eruzione del Vesuvio, la città portò il Tesoro davanti alla lava, che miracolosamente si fermò, come immortalato nell’affresco del Domenichino posto sopra il cancello della Cappella.

Il programma della giornata prevede l’esposizione della teca con il sangue del Santo alle ore 9, accompagnata dalla celebrazione della Santa Messa, che continuerà fino alle 12.30. Nel pomeriggio, alle 16, la teca sarà nuovamente esposta, seguita dalla celebrazione della Messa delle 18.30, prima del riposizionamento del Tesoro in cassaforte. La giornata richiama ogni anno migliaia di fedeli, pronti a rinnovare la devozione e il legame con la storia millenaria della città.

Napoli, scoperta autorimessa irregolare: sequestrate 39 targhe e chiusa l’attività

Un’operazione congiunta della Polizia locale di Napoli, unità operativa Soccavo, e dei Carabinieri della stazione di Pianura ha portato alla scoperta di un’autorimessa abusiva in via Pallucci, adibita anche a vendita e noleggio di veicoli senza conducente. La struttura, completamente priva di titoli autorizzativi, presentava gravi irregolarità nella gestione dell’area.

Durante i controlli sono state sequestrate 39 targhe sospette e diversi manufatti edilizi realizzati senza permessi, mentre alla titolare dell’attività sono stati contestati reati di ricettazione, falsità materiale ed emissione di fatture inesistenti. Le violazioni edilizie e l’apertura abusiva di passi carrabili hanno portato a sanzioni amministrative per oltre cinquemila euro e alla cessazione immediata dell’attività.

L’intervento conferma l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto alle attività commerciali abusive e al traffico di veicoli irregolari, garantendo maggiore sicurezza e legalità sul territorio.

Premio Carla Russo, tumori cerebrali: insigniti nove ricercatori, Ascierto riceve riconoscimento speciale

La settima edizione del Premio Carla Russo ha acceso i riflettori sulla ricerca sui tumori cerebrali, celebrando ieri a Pimonte l’impegno di giovani talenti e di un veterano della scienza, il professor Paolo Ascierto, insignito del premio speciale Carla Russo. L’iniziativa, ideata dalla famiglia Palummo, prosegue il percorso di valorizzazione della ricerca oncologica in Campania e mira a rafforzare la rete clinica e scientifica regionale.

Durante il convegno, dal titolo “Qual è la migliore strategia per la diagnosi e cura dei tumori cerebrali in Campania?”, Ascierto ha sottolineato l’importanza della rete oncologica e della rapidità della ricerca: “I tempi della ricerca si sono molto velocizzati e le sperimentazioni cliniche possono cambiare la storia. In Campania si fa eccellente ricerca sui tumori cerebrali, ora serve tradurre i risultati in benefici concreti per i pazienti”.

Il convegno ha visto interventi autorevoli, tra cui il professor Giuseppe Catapano, che ha evidenziato come la creazione dell’Osservatorio e Istituto per le Neuroscienze della Campania abbia permesso di unificare trattamenti e protocolli, ottenendo risultati in linea, se non superiori, a grandi centri nazionali. Il professor Luigi Mansi ha invece sottolineato l’impatto internazionale del premio, che trasforma il dolore dei malati in speranza attraverso la ricerca.

Tra i nove giovani ricercatori premiati figurano Luca Bertero e Angelo Dipasquale per la categoria Under 40, Lorena Picori per la Tesi Post-Laurea, Michela Buonaiuto e Francesca Vitulli per le tesi discusse in Campania, Edoardo Pronello per la miglior tesi di laurea e Federica Novi per la miglior tesi in Campania sull’uso dell’intelligenza artificiale in radioterapia neuro-oncologica. Infine, Rosa Della Monica e Denis Audi del Ceinge hanno ricevuto riconoscimenti per i migliori abstract presentati al XXVIII Congresso Residenziale AINO.

Napoli, Spinazzola: “Benfica più brillante di noi, ma guardiamo all’Udinese”

Leonardo Spinazzola torna a parlare dopo la sfida contro il Benfica, sottolineando le differenze di energie e brillantezza tra le due squadre. “Dal primo minuto contro il Benfica si è visto che loro arrivavano prima sulle seconde palle e vincevano più contrasti. A noi è mancata un po’ di gamba”, ha dichiarato l’esterno del Napoli a Radio Crc.

Nonostante la battuta d’arresto, Spinazzola mantiene ottimismo sul futuro in Champions League: “Crediamo nel passaggio del turno, ci sono ancora sei punti in palio, ma adesso dobbiamo ragionare un passo alla volta”. L’attenzione della squadra è già rivolta alla sfida con l’Udinese: “Sarà una partita molto fisica. Loro giocano alti, bisognerà metterci intensità, cattiveria e fisicità per avere chance di successo”.

L’ex Roma ha anche spiegato come i cambiamenti tattici, come l’adozione della difesa a tre, influenzino la gestione delle partite ravvicinate: “Sei più coperto, ma il lavoro uomo su uomo resta fondamentale. Per chi ha giocato 90 minuti, l’unica cosa importante ora è recuperare: alimentazione, sonno, allenamento e massaggi sono essenziali”.

Spinazzola ha concluso parlando della Supercoppa Italiana contro il Milan, ma senza distrazioni: “Giochiamo per un trofeo e per misurarci con una grande squadra, ma adesso il focus è sull’Udinese: dobbiamo svoltare subito e dimenticare la partita persa contro il Benfica”.

Quartieri Spagnoli, lenzuolata di protesta per Ugo Russo: “Dov’è finito il processo?”

Napoli – Lenzuoli bianchi appesi ai balconi dei Quartieri Spagnoli per chiedere verità e giustizia. Stamattina il quartiere napoletano si è svegliato con decine di scritte che riportano tutte lo stesso interrogativo: “Che fine ha fatto il processo per l’omicidio di Ugo Russo?”.

Il ragazzo aveva appena 15 anni quando, l’1 marzo 2020, fu ucciso con tre colpi di pistola da un carabiniere fuori servizio durante un tentativo di rapina. Ora, a quasi sei anni di distanza, i familiari e il Comitato Verità e giustizia per Ugo Russo denunciano uno stallo inspiegabile nel procedimento giudiziario.

“Il processo in primo grado presso la Corte d’Assise di Napoli dura da anni”, denunciano i genitori nella nota diffusa dal comitato. “Dopo l’udienza di febbraio non conosciamo la data della prossima. Un anno di sospensione ingiustificato proprio quando sembrava arrivare finalmente verso una possibile conclusione”.

Il carabiniere è imputato di omicidio volontario pluriaggravato. Gli abitanti del rione hanno scelto la “lenzuolata di protesta” per lanciare quello che definiscono “un grido muto” contro un’attesa che considerano intollerabile. Le scritte esposte ai balconi rappresentano la voce di un quartiere che chiede risposte concrete sulla morte di un adolescente.

La mobilitazione di oggi riporta l’attenzione su un caso che rischia di perdersi nei meandri della giustizia, mentre familiari e amici di Ugo continuano ad aspettare che il processo riprenda il suo corso.

Striano, rifiuti pericolosi accatastati all’aperto: sequestrata un’officina, titolare denunciato

Striano – Una vasta operazione contro le attività illecite legate alla gestione dei rifiuti ha portato i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Roccarainola, con il supporto dell’Esercito, a individuare un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi all’interno di un’officina meccanica situata nell’agro del Comune di Striano.

Durante l’ispezione, le forze dell’ordine hanno rinvenuto in un’area adiacente allo stabile una notevole quantità di materiale abbandonato all’aperto e direttamente su suolo nudo: metalli ferrosi, componenti meccaniche e parti di autoveicoli, oltre a taniche colme di oli esausti. Un quadro che ha spinto i carabinieri a procedere immediatamente alla classificazione dei rifiuti e agli accertamenti di rito.

Il titolare dell’officina, un 42enne residente nella zona, è stato denunciato per deposito incontrollato di rifiuti pericolosi. Contestualmente, i militari hanno sottoposto a sequestro l’intero immobile, l’area esterna e tutti i materiali rinvenuti. Gli è stata inoltre elevata una sanzione amministrativa superiore ai 5.000 euro per la mancata iscrizione al registro delle imprese.

Ulteriori verifiche su alcuni componenti di un’autovettura trovati tra i rifiuti hanno permesso di individuare pezzi sottoposti a operazioni di taglio. Su uno di essi è stato recuperato un numero di telaio che, tramite consultazione della banca dati, è risultato appartenere a un veicolo rubato. Per questo motivo il 42enne è stato denunciato anche per il reato di ricettazione.

L’operazione conferma l’elevata attenzione del Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli verso il contrasto delle condotte illecite nel settore dei rifiuti, sia da parte di privati che di attività commerciali, con un impegno costante mirato alla tutela dell’ambiente e della legalità sul territorio.

Salerno, sequestrate 10 auto rubate dirette in Guinea: operazione internazionale

Un’operazione congiunta tra Italia e Canada ha permesso di intercettare a Salerno dieci autovetture di grossa cilindrata, provento di furti commessi in Canada e dirette in Guinea. Il sequestro, stimato in circa 500.000 euro, è il frutto della cooperazione tra l’Ufficio delle Dogane e dei Monopoli Campania 2, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, la Polizia di Frontiera Marittima e Aerea e la Royal Canadian Mounted Police presso l’Ambasciata del Canada in Italia.

L’attività investigativa è iniziata da una segnalazione della polizia canadese, trasmessa tramite la Direzione centrale della Polizia Criminale italiana. L’Ufficio di Polizia di Frontiera ha individuato un container sospetto contenente tre auto rubate in Canada, mentre l’analisi dei documenti commerciali e dei flussi delle merci ha consentito di estendere i controlli a undici container complessivi provenienti dal porto di Montreal.

Dall’ispezione è emerso che nove dei dieci veicoli erano stati alterati nei numeri di telaio, mentre un decimo veicolo era destinato a copertura del carico. Tutte le auto saranno rimpatriate e restituite ai legittimi proprietari. Le indagini proseguono per identificare gli autori del traffico illecito e smantellare la rete internazionale che tentava di piazzare le vetture sul mercato nero.

Napoli, intervento pionieristico: impianto cocleare robotico restituisce l’udito a un paziente adulto

Un nuovo traguardo nella chirurgia otologica è stato raggiunto all’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, dove un sessantenne ha riacquistato l’udito grazie a un impianto cocleare eseguito con tecnica robotica. Il paziente, affetto dalla malattia di Ménière, potrà ora tornare a sentire la voce dei familiari, il rumore del mare durante le passeggiate e riprendere le proprie attività quotidiane.

L’intervento è stato realizzato presso il Centro di Riferimento Regionale di III livello per l’Implantologia Cocleare, diretto dalla professoressa Anna Rita Fetoni. Grazie alla tecnologia “Otodrive & Otoarm”, l’elettrodo è stato inserito nella coclea con precisione millimetrica e ridotto trauma alle delicate strutture dell’orecchio interno. Questo approccio mininvasivo consente non solo un recupero immediato più sicuro, ma anche la possibilità di beneficiare in futuro di trattamenti avanzati per il ripristino dell’udito naturale.

L’innovazione robotica consolida la Federico II tra i centri pionieri in Italia nella chirurgia cocleare e apre la strada a nuovi protocolli personalizzati per pazienti con sordità profonda. «Il nostro percorso unisce tecnologie d’avanguardia e medicina personalizzata, offrendo soluzioni calibrate sulle esigenze di ciascun paziente», sottolinea il Direttore Generale Elvira Bianco.

Il paziente sarà seguito dal Centro con controlli periodici e supporto tramite il sistema di telemedicina Remote Check, che permette la regolazione del dispositivo e monitoraggio continuo a distanza, garantendo flessibilità e qualità nell’assistenza. L’intervento rappresenta un passo decisivo verso un futuro in cui la robotica può rendere la perdita dell’udito una condizione sempre più trattabile e recuperabile.

Napoli ferma per lo sciopero generale: 10mila in piazza e linea Metro 1 chiusa

Napoli si è fermata oggi per lo sciopero generale proclamato dalla Cgil, con diecimila persone in corteo tra piazza del Gesù e piazza Municipio. Sul palco i delegati hanno denunciato le criticità del lavoro e la situazione del gruppo editoriale Gedi, con la lettura di un documento a cura di Antonio Di Costanzo, giornalista di Repubblica, mentre il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, e il segretario confederale Luigi Giove hanno preso la parola davanti alla folla.

Pesanti le ripercussioni sui trasporti: la linea 1 della metropolitana è rimasta chiusa, stessa situazione sulla metropolitana Piscinola-Aversa, con limitazioni di corse e numerose soppressioni anche sulle linee della Circumvesuviana. Le adesioni al personale Trenitalia hanno raggiunto il 30% fino alle ore 6, termine della fascia di garanzia.

Lo sciopero ha avuto un impatto significativo anche nel settore industriale della Campania: tra le aziende metalmeccaniche della provincia di Napoli, Marelli, San Giorgio e Lmc registrano l’80% di adesione, Lear il 65% e Tiberina il 50%. A Benevento, adesione totale alla Hanon Systems e al 95% alla Ficomirrors; in provincia di Salerno, 79% alla Sirti di Sala Consilina e 74% alla Sonoco; a Caserta, 90% alla Italcoat, alla Firma e alla Haiki Metals, 60% alla Getra Power.

Salerno sotto scacco: 17 furti lampo a passanti, due ladri ai domiciliari

A Salerno, la Squadra Mobile della Questura ha messo fine a una raffica di 17 furti aggravati contro passanti, prevalentemente donne e anziane, tra luglio e settembre. Due indagati con precedenti specifici finiscono ai domiciliari su ordine del Gip del Tribunale, su richiesta della Procura: accusati di furto con destrezza, indebito utilizzo di carte, accesso abusivo a sistemi informatici, frode informatica e ricettazione.

Le indagini, partite da un’accurata analisi di video di sorveglianza pubblici e privati, hanno ricostruito il modus operandi dei due complici. Uno distraeva le vittime fingendosi turista in cerca di indicazioni stradali, mentre l’altro svuotava fulmineamente le borse dalle auto in sosta, arraffando contanti, documenti, gioielli e carte di credito. Il bottino? Circa 50mila euro di profitti illeciti, generati non solo da prelievi bancomat e acquisti in negozi, ma anche da bonifici fraudolenti sui conti home banking delle vittime.

Nei casi più audaci, i malviventi si impadronivano pure degli smartphone delle persone offese. Da lì, irrompevano nei sistemi bancari personali, trasferendo somme ingenti su conti intestati a prestanome o carte intestate ad hoc. “Un meccanismo collaudato e spietato, che colpiva i più vulnerabili”, spiegano gli inquirenti, sottolineando i precedenti penali dei due per reati analoghi.

La svolta è arrivata dall’incrocio tra filmati e tracciati bancari: ogni transazione ha portato dritta ai responsabili, inchiodandoli senza scampo. Ora ai domiciliari, i due attendono il processo, mentre la Procura esclude complici esterni ma non molla la pista di eventuali ricettatori del bottino residuo.

Le forze dell’ordine lanciano l’allarme: “State attenti alle richieste di informazioni sospette, soprattutto se siete sole in auto”. Un monito per i salernitani, dopo mesi di terrore quotidiano.

Maxi operazione in Campania: 18 arresti per droga, sequestro di persona e prostituzione

Una rete ramificata che intrecciava traffico di droga, sequestri a scopo estorsivo, prostituzione e monete false è stata sgominata questa mattina dai carabinieri di Agropoli, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Salerno. Diciotto gli uomini raggiunti da misura cautelare, undici dei quali trasferiti in carcere, mentre gli altri sette sono finiti ai domiciliari. L’inchiesta ha ricostruito un sistema criminale capace di creare un vero mercato della droga tra Capaccio Paestum e il resto del Salernitano, alimentato da fornitori provenienti da Napoli e protetto da un uso sistematico della violenza.

Nel cuore dell’indagine emerge il sequestro di uno degli indagati, rapito con la pistola puntata per aver accumulato un debito tra i venti e i quarantaquattromila euro legato a pregresse forniture di stupefacenti. Il gruppo puniva chi non pagava e custodiva la “merce” all’interno di una struttura turistica che diventava anche base logistica per il giro di prostituzione. È proprio lì che, secondo i magistrati, venivano fatte lavorare alcune donne, costrette a consegnare i ricavi e minacciate quando provavano a sottrarsi. Una di loro, dopo essersi rifiutata di continuare, è stata obbligata a pagare trecento euro per il posto letto e privata del telefono, restituito soltanto dopo aver consegnato la somma.

Le indagini hanno messo in luce anche un commercio di banconote false, destinato a circolare proprio nell’area di Capaccio Paestum. Durante le perquisizioni di oggi i carabinieri hanno sequestrato altri duecentosettanta grammi tra hashish e cocaina e una somma in contanti pari a duecentoquarantacinquemila euro, ritenuta provento dell’attività illecita. Il quadro tracciato dalla Dda descrive una rete fluida, organizzata e capace di muovere denaro e violenza con la stessa rapidità, fino all’intervento delle forze dell’ordine che ne hanno interrotto la corsa.

Nuove scoiperte nelle Grotte dell’Angelo a Pertosa

Pertosa – Un lembo di storia millenaria, custodito dal buio e dall’acqua, torna alla luce. Una campagna di scavi nelle Grotte dell’Angelo di Pertosa-Auletta (Salerno) sta rivelando nuovi, straordinari tasselli di un insediamento umano che percorre oltre ottomila anni. La scoperta più rilevante: un’area sacra, un santuario ipogeo utilizzato ininterrottamente per cinque secoli, dall’età ellenistica al primo periodo romano-imperiale.

LUCI NELLE TENEBRE: IL SANTUARIO IPOGEO

Le ricerche, condotte lungo il tratto d’ingresso della cavità, hanno restituito un tesoretto votivo che attesta intense pratiche cultuali. Tra i reperti, lucerne in terracotta spesso decorate, databili al I-II secolo d.C., monete di epoca ellenistica e romana e piccoli ornamenti personali. La disposizione concentrata dei materiali indica che gruppi locali o viaggiatori scelsero proprio l’ingresso della grotta – luogo di passaggio tra la superficie e l’oscurità del mondo sotterraneo – per venerare le proprie divinità. “Un luogo di culto per chi, probabilmente, si accingeva a entrare o usciva dalla grotta, un ambiente dal fortissimo carattere simbolico”, ipotizzano gli archeologi.

PALI E PIATTAFORME: L’OMBRA DEL VILLAGGIO PREISTORICO

Accanto alle testimonianze storiche, affiorano nuove strutture della protostoria. Sono state identificate palificazioni lignee e un piano di calpestio che riconducono al Bronzo finale (circa XII-XI secolo a.C.), ampliando la conoscenza del già noto villaggio palafitticolo. Le acque del fiume sotterraneo hanno preservato parti dell’originaria struttura, che si estendeva nella zona prossima alla luce esterna, dipingendo un quadro complesso di una comunità che viveva sull’acqua, all’interno della caverna.

SCAVARE PER IMPARARE: IL CANTIERE APERTO ALLA SCUOLA

Per la prima volta, il cantiere archeologico è stato aperto agli studenti grazie al progetto di Formazione Scuola-Lavoro promosso dalla Fondazione MIdA con Eduiren (Gruppo Iren). Ragazze e ragazzi hanno potuto seguire da vicino il lavoro degli archeologi, confrontandosi con un patrimonio unico nel panorama europeo, sia per continuità di frequentazione che per contesto ambientale.

LA SFIDA DELLA RICERCA IN UN AMBIENTE ESTREMO

“Questi risultati confermano l’enorme valore scientifico delle Grotte di Pertosa-Auletta”, dichiara Maria Rosaria Carfagna, presidente della Fondazione MIdA. “Garantire continuità alle ricerche in un contesto ipogeo complesso, attraversato da un corso d’acqua attivo, è una sfida e una priorità”. La presidente ringrazia il Gruppo Iren per il sostegno al progetto.

UN PROGETTO DI RETE

La campagna 2025 si inserisce nella concessione triennale (2025-2027) del Ministero della Cultura alla Fondazione MIdA, realizzata in collaborazione con l’Istituto Centrale per l’Archeologia (ICA-MiC), la Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, il Centro di ricerca speleo-archeologica ‘Enzo dei Medici’ e con il supporto del Gruppo Iren.

PROSSIME TAPPE

Il lavoro è solo all’inizio. Le prossime fasi prevedono l’ampliamento degli scavi, analisi specialistiche dei reperti organici e dei legni, e la documentazione scientifica completa. Ogni strato di terra rimossa promette di aggiungere nuove righe a una storia millenaria scritta nel cuore della montagna.

Sequestrate all’aeroporto di Linate oltre 20.000 carte collezionabili dei Pokemon importate in contrabbando

Milano – Oltre 20.000 carte collezionabili di elevato valore commerciale sono finite sotto sequestro all’aeroporto di Linate, in un’operazione congiunta che rafforza la sinergia tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano.

Il blitz ha portato alla luce un tentativo di contrabbando, bloccando una partita di merce il cui valore di mercato è stato stimato in oltre 90.000 euro.L’attenzione delle Fiamme Gialle del Gruppo di Linate e del personale dell’UADM Lombardia 2 si è concentrata su un passeggero sbarcato da un volo proveniente da Tokyo, con scalo intermedio a Parigi. L’uomo, giunto all’aeroporto milanese, aveva scelto di percorrere il corridoio doganale “verde”, un segnale che indica l’assenza di beni o valori da dichiarare alle autorità.

Tuttavia, il controllo ispettivo congiunto sui bagagli ha rivelato ben altro: l’ingente quantità di oltre 20.000 carte da gioco collezionabili, acquistate in Giappone.

L’oro dei collezionisti

A destare particolare interesse nelle Forze dell’Ordine non è stata solo la quantità, ma anche la qualità della merce: si tratta infatti di carte, molte delle quali, secondo quanto emerso, non sono ancora disponibili sui mercati europei. Questa esclusività le rende un bersaglio di alto interesse per la platea dei collezionisti, con un conseguente elevatissimo valore commerciale, che giustifica l’ingente stima.

Il passeggero è stato immediatamente sanzionato per l’importazione in contrabbando dei beni. La violazione comporterà una salata sanzione amministrativa che, in base alla normativa, può oscillare tra il 100 e il 200 per cento dei diritti di confine evasi. Nel caso specifico, i diritti non dichiarati sono stati quantificati in oltre 22.000 euro, prospettando una multa che potrebbe superare i 44.000 euro.

L’operazione si inserisce nel quadro del costante presidio degli interessi economico-finanziari dello Stato e dell’Unione Europea presso lo scalo aeroportuale di Linate. La sinergia tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, rinsaldata dal protocollo d’intesa rinnovato lo scorso 28 maggio, si conferma cruciale nella lotta contro le frodi e il contrabbando.

Qatargate, colpo di scena a Bruxelles: arrestato il capo dell’anticorruzione

Napoli – Il castello accusatorio del Qatargate trema dalle fondamenta. A tre anni dallo scandalo che ha scosso le istituzioni europee, un nuovo terremoto giudiziario rischia di riscrivere la storia dell’inchiesta.

L’arresto del capo dell’anticorruzione di Bruxelles, accusato di violazione del segreto istruttorio, diventa l’assist decisivo per la difesa dell’ex europarlamentare Andrea Cozzolino, che ora chiede a gran voce la declaratoria di inutilizzabilità degli atti.

La controffensiva dei legali

Gli avvocati Dezio Ferraro, Federico Conte e Dimitri Debeco, che assistono l’ex esponente del PD, non usano mezzi termini. Impegnati in questi giorni presso la Corte di Appello di Bruxelles, i legali puntano il dito contro quelle che definiscono “anomalie sistemiche” che avrebbero inquinato l’indagine sin dai suoi primi passi.

Il punto nodale della strategia difensiva riguarda l’origine delle prove. Secondo l’avvocato Ferraro, l’inchiesta soffre di un vizio genetico: “Tali atti sono stati realizzati principalmente dai servizi segreti i quali, preventivamente e abusivamente, cercavano indizi in danno di diversi parlamentari europei”.

Una modalità operativa che, sottolineano i difensori, viola frontalmente le normative vigenti sia in Italia che in Belgio sulla titolarità del potere investigativo, scavalcando le garanzie costituzionali riservate ai parlamentari.

L’arresto che cambia tutto

A dare forza alla tesi del “complotto” o quantomeno della gestione opaca del fascicolo, c’è il recente arresto del funzionario di polizia belga. L’uomo, figura chiave dell’anticorruzione, è accusato di essere la “gola profonda” che anticipava sistematicamente le mosse della procura a un ristretto cerchio di giornalisti, trasformando l’indagine in uno spettacolo mediatico pilotato.

“Un’anomalia recentemente conclamata”, spiegano Ferraro, Conte e Debeco. Il funzionario avrebbe avvisato preventivamente gli organi di stampa di perquisizioni e arresti che sarebbero scattati di lì a pochi giorni, creando un cortocircuito tra giustizia e informazione che avrebbe pregiudicato la serenità del procedimento.

Diritti della difesa a rischio

La conclusione del collegio difensivo è drastica: il processo non può essere considerato equo. Oltre all’uso improprio dell’intelligence e alle fughe di notizie, i legali denunciano l’impossibilità di accedere alla totalità degli atti investigativi. “Queste circostanze hanno compromesso qualsivoglia diritto di difesa oltre che la possibilità di celebrare un processo giusto”, concludono gli avvocati.

Se la Corte d’Appello di Bruxelles dovesse accogliere l’eccezione di inutilizzabilità, l’intero impianto del Qatargate, che ha visto coinvolti diversi europarlamentari italiani, potrebbe sgretolarsi, trasformando uno dei più grandi scandali di corruzione dell’UE in un caso da manuale sui limiti del potere giudiziario e dei servizi segreti.

Pomigliano d’Arco, passeggiata antiracket tra i commercianti: “Non siete più soli”

Pomigliano – La lotta al racket e all’usura non si ferma, nemmeno durante le festività natalizie. Anzi, proprio in questo periodo dell’anno, quando le richieste estorsive si fanno più pressanti, la Federazione Antiracket e Usura Campania (FAI) intensifica la sua presenza sul territorio con le passeggiate di solidarietà tra i commercianti. Dopo le tappe di Porta Capuana e Secondigliano, venerdì mattina è stata la volta di Pomigliano d’Arco.

L’iniziativa ha portato alla scoperta di due nuove insegne di esercizi commerciali che hanno deciso di dire no al pizzo, andando ad arricchire la rete di attività che hanno scelto la strada della legalità. Le targhe sono state svelate nel corso della camminata, simbolo concreto di una ribellione che cresce grazie al sostegno delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

“Non siete più soli”: questo lo slogan che ha accompagnato la manifestazione, un messaggio chiaro rivolto agli imprenditori del territorio. A sottolineare l’importanza dell’evento, la presenza del vice sindaco Domenico Leone, del presidente nazionale della FAI Luigi Ferrucci e del responsabile FAI locale Salvatore Cantone. Significativa anche la partecipazione di una folta rappresentanza delle forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Municipale hanno sfilato accanto ai commercianti, dimostrando che lo Stato è presente e determinato a contrastare il fenomeno estorsivo.

Le passeggiate antiracket rappresentano uno strumento fondamentale per spezzare l’isolamento delle vittime e creare una rete di solidarietà. La FAI Campania punta a far capire che la denuncia non è un gesto solitario e disperato, ma l’inizio di un percorso protetto e condiviso verso la libertà dalle organizzazioni criminali.

Natale di Corte e Monarchia Borbonica: l’eredità di Re Carlo di Borbone nella capitale

Nel corso del Settecento, grazie al ruolo centrale svolto da Carlo di Borbone, il Natale si trasformò nella capitale del Regno in un’occasione di splendore – non più solo religioso o popolare, ma di corte, arte e potere. Con la sua sensibilità verso le arti, Carlo di Borbone, insieme alla corte, elevò la tradizione natalizia a rituale simbolico del prestigio e dell’identità borbonica. Attraverso sontuose celebrazioni, allestimenti di presepi, e l’appropriazione delle feste nel cuore delle residenze reali, la monarchia borbonica imprimé un marchio indelebile alla memoria culturale di Napoli e del Sud.

Carlo di Borbone: un re riformatore e mecenate

Quando, nel 1734, Carlo di Borbone conquistò il Regno di Napoli, pose le basi di una rinascita politica, culturale e simbolica che avrebbe ridefinito il ruolo della corte.
Sotto il suo regno, Napoli divenne una vera capitale europea, e molte delle grandi opere architettoniche e istituzionali che ancor oggi definiscono il volto della città e del suo regno, dalla costruzione della Reggia di Caserta alla promozione della manifattura, fino alla creazione della Real Fabbrica di porcellane di Capodimonte, videro la luce grazie al suo impulso.
Questa visione riformatrice e mecenatistica rese la corte un centro di gusto, cultura e innovazione, condizioni ideali per far del Natale qualcosa di molto più che una ricorrenza religiosa o popolare.

Il Natale di Corte: quando la tradizione diventa spettacolo

Con Carlo di Borbone alla guida della monarchia, le festività natalizie mutarono profondamente: la celebrazione del Natale non restò più relegata a chiese o conventi, ma entrò nelle sale reali, diventando patrimonio della corte e, indirettamente, della città intera.
Il cuore di questa trasformazione fu l’allestimento del presepe, non un semplice oggetto devozionale, ma vera opera d’arte: statue in terracotta, abiti ricamati in seta, metalli preziosi, scenografie complesse e scenari che raffiguravano una Napoli cosmopolita, con botteghe, osterie, tempietti classici, animali esotici, tutto disposto su intricati “scogli” di sughero.
Carlo di Borbone stesso sarebbe intervenuto nel disegno e nella modellazione di alcuni pastori, mentre la regina e le dame di corte si dedicavano alla confezione degli abiti delle statuine, un impegno che durava mesi, rendendo il presepe un’esperienza collettiva e familiare di lusso.

Questo capolavoro, spesso definito “presepe di corte”, non era un semplice addobbo: era un messaggio di potere, ricchezza e identità. Sebbene la tradizione fosse antica (l’arte del presepe risale al Medioevo, e a Napoli si diffuse già dal Cinquecento), fu con la corte borbonica che il presepe passò dalle chiese alle sale di rappresentanza, acquisendo un nuovo valore simbolico e aristocratico.

L’eredità della monarchia borbonica e del Natale di corte

Il lascito di questa stagione è ancora visibile: il presepe che una volta abbelliva le sale reali oggi è conservato nella Reggia di Caserta, visitabile nella Sala Ellittica come “Presepe dei Borbone”.
Quel gesto, trasformare il Natale in corte, arte e spettacolo, ha avuto un impatto profondo sulla cultura partenopea e meridionale: ha contribuito a far del presepe non solo una tradizione popolare, ma un simbolo identitario, estetico e sociale.
Inoltre, grazie alla protezione e promozione della corte borbonica, la Napoli del Settecento si impose come centro culturale e artistico di riferimento, un’eredità che nei suoi palazzi, musei e monumenti possiamo ancora oggi toccare con mano.

 

810 Mila euro per “Strade in Gioco”: 27 comuni finanziati per riportare i ragazzi in piazza

Roma – Un investimento da 810 mila euro per strappare bambini e adolescenti dagli schermi e riportarli a giocare liberamente nelle strade e nelle piazze delle città. È l’obiettivo dell’iniziativa “Strade in gioco”, promossa dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), che ha selezionato e finanziato 27 comuni italiani con contributi da 30 mila euro ciascuno.

Lanciato lo scorso settembre, il bando si ispira alle “play streets” inglesi, ovvero aree urbane temporaneamente chiuse al traffico per favorire attività ludiche spontanee e non strutturate.”L’idea è offrire ai minorenni occasioni di socialità offline, alternative concrete alla dipendenza dagli ambienti virtuali e alle dinamiche negative del web”, ha spiegato Marina Terragni, Autorità garante.

“Abbiamo sostenuto progetti che possano moltiplicarsi in altre città, creando esperienze di gioco libero e spontaneo su scala nazionale”. L’iniziativa punta a contrastare l’isolamento digitale post-pandemia, incoraggiando interazioni reali tra coetanei, famiglie e comunità locali.

I progetti approvati prevedono interventi creativi e inclusivi: dalla realizzazione di giochi giganti come scacchiere, campane, labirinti e spirali dipinti sull’asfalto, fino a opere collettive come murales e street art realizzati con la partecipazione di bambini, genitori e artisti.

Molti comuni installeranno arredi urbani dedicati, segnaletica specifica, angoli tematici con strumenti musicali, casette per book crossing e giochi all’aperto. Tutti gli spazi coinvolti saranno chiusi al traffico in modo stabile o periodico, per garantire sicurezza e libertà di movimento.I beneficiari sono comuni con popolazione tra i 10 mila e i 200 mila abitanti e densità abitativa di almeno 1.500 residenti per chilometro quadrato.

Ecco l’elenco, ordinato per regione:

Abruzzo: Pescara.
Campania: Cardito (Napoli), Casoria (Napoli), Ercolano (Napoli), Gragnano (Napoli), Monte di Procida (Napoli), Nocera Inferiore (Salerno), Nocera Superiore (Salerno), Pozzuoli (Napoli), Quarto (Napoli), San Marcellino (Caserta), Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Santa Maria La Carità (Napoli).
Friuli-Venezia Giulia: Monfalcone (Gorizia), Udine.
Lazio: Marino (Roma).
Liguria: Chiavari (Genova), La Spezia.
Lombardia: Brescia, Cassano Magnago (Varese), Cesano Boscone (Milano), Malnate (Varese), Ospitaletto (Brescia), Saronno (Varese).
Marche: Porto San Giorgio (Fermo).
Sicilia: Aci Catena (Catania).
Toscana: Viareggio (Lucca).

L’Agia auspica che questi esempi ispirino altre amministrazioni locali a replicare il modello, ampliando le opportunità di crescita sana per i giovani in un’epoca dominata dal digitale. I progetti dovranno essere realizzati entro i prossimi mesi, con monitoraggio sull’impatto sociale e sulla partecipazione comunitaria.

Torre del Greco, inseguimento nel traffico: arrestato 57enne con rame e argento rubati

Tra le strade trafficate di Torre del Greco, una normale mattinata di controlli si è trasformata in un inseguimento che ha portato all’arresto di Rolando Gallo, 57 anni, già noto alle forze dell’ordine. I carabinieri della sezione radiomobile lo hanno notato sfrecciare tra le auto, impegnato in manovre pericolose mentre tentava di farsi largo nel traffico cittadino. Quando i militari gli hanno imposto l’alt, l’uomo non si è fermato, innescando una breve fuga terminata in via Nazionale delle Puglie, dove ha perso il controllo della moto e si è schiantato senza riportare conseguenze.

Una volta bloccato e perquisito, nella sella della Honda è saltata fuori la ragione della fuga: materiale elettrico appena sottratto alla filiera di produzione di una nota azienda per la quale lo stesso Gallo lavorava. Diciotto chili di rame e otto chili e mezzo di argento, custoditi con l’evidente intento di farli sparire rapidamente, hanno confermato il sospetto dei militari e ricostruito la dinamica di un furto consumato poco prima.

L’uomo è stato arrestato con l’accusa di rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale e ora attende il giudizio. Un episodio che riporta l’attenzione sul ruolo dei controlli sul territorio e sulla rapidità delle pattuglie, decisive nel trasformare una fuga tra le auto in un’operazione portata a termine con successo.

Alberto Angela a Napoli: in scena il Cesare epico, tra storia, kolossal e intelligenza artificiale

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Napoli – Dopo tre anni di assenza dalle librerie, Alberto Angela torna con una missione: riscattare il De Bello Gallico dal ricordo ostico delle versioni scolastiche e restituirlo al pubblico come la più avvincente delle epopee.

Lo farà dal palco del Teatro Bellini di Napoli lunedì 15 dicembre, alle 17, in una lectio speciale intitolata “Cesare. La conquista dell’eternità”, evento promosso da Feltrinelli Librerie in occasione dell’uscita del suo nuovo saggio per Mondadori.

«È un viaggio nell’opera che tanti ricordano dal liceo, ma di cui nessuno ci ha mai svelato la vera bellezza – anticipa Angela –. È un grande racconto d’avventura, ricco di scoperte archeologiche, antropologiche e geografiche».

Il libro, e quindi l’incontro, immergono nel 58 a.C., seguendo Cesare e le sue legioni in una Gallia misteriosa e bellicosa: marce nella neve, battaglie sanguinose, foreste ritenute stregate, santuari di scheletri decapitati. «Le pagine hanno il ritmo dei kolossal: luoghi da Indiana Jones, battaglie da Il Gladiatore, intrighi da Game of Thrones. Ma qui, la differenza è che tutto è vero».

La grande novità metodologica è l’uso dell’intelligenza artificiale come strumento di divulgazione storica. Ricostruzioni di volti, scene di battaglia e vita quotidiana, sia nei video che nel volume, sono state generate da IA, guidate però da rigorosa ricerca. «Abbiamo trasformato le parole in immagini – spiega Angela –, per rivedere, quasi fossero scatti di un fotoreporter, pezzi di vita perduti. La tecnologia aiuta la divulgazione, ma il principio è chiaro: si usa lo spettacolo per fare scienza, non il contrario».

Il risultato è un’opera che intreccia narrazione televisiva e scrittura, per mostrare un Cesare umano e moderno: comandante, politico, uomo di passioni e debolezze. «Il De Bello Gallico è la sceneggiatura ideale di una grande serie – conclude Angela –. È il racconto del momento in cui Cesare conquista la Gallia e, simbolicamente, l’eternità». Un viaggio nel passato per riflettere sul presente: dalla guerra per comprendere la pace, dalle radici dell’Europa per interpretarne il futuro.

PARTECIPAZIONE
L’ingresso alla lectio è garantito dall’acquisto del libro presso la Feltrinelli di Piazza dei Martiri a Napoli (un pass prioritario per copia, fino a esaurimento). Un’occasione per incontrare l’autore e scoprire, attraverso la sua voce, l’epica senza tempo della conquista della Gallia.

Napoli, spari nella notte a due passi da piazza del Plebiscito: la Polizia ritrova un bossolo in via Chiaia

Napoli – Notte di tensione nel cuore della città. Intorno alle 2, diverse segnalazioni hanno allertato la Polizia di Stato per presunti spari in piazza Carolina, a pochi metri da piazza del Plebiscito. Sul posto sono intervenute le pattuglie dell’Upgsp della Questura di Napoli, che hanno avviato immediatamente i controlli nell’area.

Gli agenti, dopo aver perlustrato la zona, hanno rinvenuto un bossolo a terra in via Chiaia, la strada che collega la piazza ai principali percorsi pedonali del centro. Non sono stati individuati ulteriori indizi: nessun foro, nessun danneggiamento e soprattutto nessun ferito.

La Polizia ha avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’episodio e verificare se si tratti di un colpo esploso in aria, di un gesto intimidatorio o di un atto isolato. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, particolarmente affollata anche nelle ore serali per la vicinanza ai locali e ai percorsi turistici.

Al momento, gli inquirenti non escludono alcuna pista. Le verifiche proseguiranno nelle prossime ore.