AGGIORNAMENTO : 22 Febbraio 2026 - 17:58
14.6 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 22 Febbraio 2026 - 17:58
14.6 C
Napoli
Home Blog Pagina 132

Vomero, controlli nella movida: 33 identificati, sequestrati 8 kg di cibo avariato

Napoli – Una notte di controlli a tappeto ha interessato il cuore della movida del Vomero. Nell’ambito dei servizi disposti dalla Questura per il contenimento del disagio nei quartieri del divertimento, ieri sera le forze dell’ordine hanno messo a segno un’operazione congiunta di grandi dimensioni.

Il dispositivo, coordinato dalla Questura di Napoli e che ha visto impegnati agenti dei commissariati del Vomero, Bagnoli e Secondigliano con il supporto della Guardia di Finanza, ha preso di mira le aree più frequentate della vita notturna del quartiere collinare.

I pattugliamenti e i posti di blocco sono stati dispiegati a San Martino e lungo un itinerario che ha incluso via Giordano, via Falcone, via Scarlatti, piazza Medaglie d’Oro e il punto nevralgico di piazza Vanvitelli.

I numeri del blitz, conclusosi nelle prime ore della notte, parlano chiaro. Gli operatori hanno identificato 33 persone; tra di esse, cinque risultano già gravate da precedenti di polizia. Il controllo del territorio ha riguardato anche la viabilità: sei veicoli sono stati fermati e sottoposti a verifica, mentre sono state elevate 25 contravvenzioni per infrazioni al codice della strada.

Ma il mirino si è posato anche sugli esercizi commerciali. Nove locali tra bar e pub sono stati ispezionati nel dettaglio. I risultati hanno portato a significative contestazioni per non conformità di varia natura, con l’imposizione di prescrizioni e sanzioni amministrative per un totale di circa 1.000 euro.

L’intervento più eclatante sotto il profilo della sicurezza alimentare è stato il sequestro di 8 chilogrammi di generi alimentari, trovati in cattivo stato di conservazione e quindi immediatamente sottratti alla commercializzazione.

L’operazione si inserisce nel solco del piano di sicurezza della Questura, che nelle settimane scorse ha intensificato i servizi nelle zone a maggiore concentrazione di locali, rispondendo anche alle segnalazioni dei residenti per il disturbo alla quiete pubblica e alle criticità legate al consumo di alcolici e alla viabilità notturna. L’obiettivo dichiarato è garantire divertimento e sicurezza, reprimendo nel contempo ogni forma di illegalità, dalla microcriminalità alle irregolarità commerciali

Torre Annunziata, droga, pistola e migliaia di euro in casa: assolto La Feltra

Torre Annunziata. Trovato con pistola e cocaina, assolto dal tribunale di Torre Annunziata (collegio D), Luigi La Feltra nonno del genero di Pasquale Gionta, accusato di detenzione di armi e possesso di droga.

Nel corso dell’intervento e forze dell’ordine, furono rinvenuti anche 6 mila euro in contanti che per gli inquirenti erano frutto dell’attività illecita. A seguito di un controllo presso l’abitazione di La Feltra, difeso di fiducia dall’avvocato Antonio Usiello, fu trovata una pistola in bagno e sostanza stupefacente nella sua camera da letto.

Insieme a La Feltra erano presenti anche altri due soggetti. Il Pubblico ministero ha promosso il procedimento penale per due dei tre soggetti presenti per concorso in detenzione di arma e detenzione di sostanza stupefacenti. LaFeltra ha deciso di essere giudicato con il rito ordinario ed é stato assolto.

Cenone napoletano: idee e piatti della cucina tradizionale per la Vigilia di Natale

La Vigilia di Natale a Napoli non è solo una data sul calendario: è un rito, un momento conviviale che unisce famiglia, amici e sapori antichi. La tradizione vuole che la cena del 24 dicembre, il celebre cenone napoletano, sia all’insegna della semplicità e del rispetto delle vecchie usanze, privilegiando piatti di mare e dolci natalizi. In un contesto di festa e attesa, la tavola si trasforma in un palcoscenico di gusto e memoria, capace di evocare radici profonde. Scoprire cosa preparare per il cenone significa immergersi nella storia della cucina napoletana e nei rituali del Cenone di Natale.

Il menù di pesce: l’anima del Cenone

La pietra angolare del cenone napoletano è il pesce, simbolo di una cena “magro” secondo la tradizione della cucina napoletana. Gli spaghetti alle vongole, serviti in bianco o leggermente rosati, esaltano i sapori del mare grazie a pochi ingredienti semplici ma freschissimi. Il capitone fritto, l’anguilla croccante, rappresenta un augurio di prosperità per l’anno nuovo, mentre il baccalà fritto porta in tavola una tradizione antica che lega il pesce al significato di purificazione. A completare il menù, l’insalata di rinforzo, con cavolfiore, olive, papaccelle e acciughe, aggiunge colore e sapore, creando un equilibrio tra la leggerezza del mare e la ricchezza dei contorni.

Altri piatti di pesce possono arricchire la cena, come calamari e gamberi fritti, oppure polpi e seppie in umido con pomodoro, olio, limone e prezzemolo. Alcune famiglie preparano pesci al forno o al cartoccio, come orate o spigole, semplici e profumati, adatti a chi desidera un pasto leggero ma raffinato. Per chi preferisce alternative fresche e delicate, un’insalata di mare con polpo, vongole e calamari condita con olio, limone e prezzemolo può diventare un secondo leggero o un antipasto originale.

Tradizione, rituali e atmosfera napoletana

Il cenone del 24 dicembre a Napoli è molto più di una cena: è un rito che coinvolge famiglia, tradizioni e la città stessa. Nei giorni precedenti la Vigilia, molti napoletani si recano al Mercato di Porta Nolana per scegliere il pescato migliore, trasformando la spesa in un momento di attesa e partecipazione collettiva. L’atmosfera della serata è intima e famigliare, spesso accompagnata da chiacchiere, giochi e preparativi in cucina, fino al momento della messa di mezzanotte. La tavola non ospita solo piatti: ospita simboli. Il pesce rappresenta il rispetto del magro, i dolci raccontano dolcezza e festa, mentre ogni gesto dei preparativi richiama la memoria e il legame con la famiglia e con la città. In ogni casa napoletana, la cena diventa un rituale di identità, in cui ingredienti semplici e piatti di mare si intrecciano con storia e convivialità.

Antipasti e primi alternativi

Prima che la cena entri nel vivo, è possibile iniziare con un’insalata di polpo o molluschi marinati, accompagnati da alici o salmone leggermente affumicati, per aprire il pasto con sapori di mare e un tocco di eleganza. Alcune famiglie preparano la Pizza di scarole, una torta salata di scarole, olive e talvolta capperi o uvetta, consumata a pranzo la vigilia ma spesso proposta anche come antipasto serale.

Per il primo piatto, oltre agli spaghetti alle vongole, si può proporre un risotto di mare o una pasta con frutti di mare, arricchita da cozze, vongole, calamari e gamberi. Queste preparazioni mantengono il pasto leggero e coerente con lo spirito “di magro” della vigilia, offrendo al contempo una varietà di sapori e profumi.

I dolci e i sapori di Natale

Nessuna cena napoletana natalizia può dirsi completa senza i dolci, che arricchiscono la tavola di sapori intensi e profumi inconfondibili. Gli struffoli, piccole palline di pasta fritta ricoperte di miele e decorate con confettini colorati, rappresentano la dolcezza della festa e la gioia della condivisione. Accanto a loro, roccocò, mustacciuoli e susamielli portano il sapore delle spezie, delle mandorle e della frutta secca, evocando la tradizione popolare antica. Frutta secca, castagne e un buon panettone o pandoro artigianale completano il quadro, offrendo dolcezza e calore in ogni momento della Vigilia e dei giorni successivi.

Oltre ai dolci classici, la tavola può arricchirsi di frutta di stagione come agrumi, mandarini e clementine, oppure castagne arrosto, per un finale leggero ma tradizionale. Alcune famiglie accompagnano la frutta e i dolci con liquori fatti in casa o un bicchierino di vino dolce, rendendo la conclusione del cenone un momento di calore e convivialità.

 

Tragedia a Ponticelli: perde il controllo dello scooter e si schianta, morto 46enne

Napoli – Un venerdì sera che si trasforma in tragedia sulle strade di Napoli Est. Un uomo di 46 anni ha perso la vita in un grave incidente avvenuto nel cuore del quartiere Ponticelli. Lo schianto si è verificato intorno alle 20.30, mentre la vittima percorreva in sella al suo scooter una traversa della centrale via de Meis.

Secondo le prime ricostruzioni, il 46enne, residente a Castello di Cisterna, avrebbe improvvisamente perso il controllo del mezzo a due ruote, finendo per rovinare violentemente sull’asfalto. L’impatto è stato devastante.

I soccorsi sono scattati immediatamente, con il trasporto d’urgenza all’Ospedale del Mare, presidio sanitario di riferimento per l’area orientale della città. Nonostante gli sforzi dei medici, però, per il centauro non c’è stato nulla da fare: troppo gravi i traumi e le lesioni interne riportate nella caduta. Il suo cuore ha smesso di battere poco dopo l’arrivo nel nosocomio.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti gli agenti della sezione Infortunistica Stradale della Polizia Municipale, coordinati dal capitano Vincenzo Cirillo, per effettuare i rilievi del caso. Al momento la dinamica resta avvolta da alcuni dubbi che gli inquirenti stanno cercando di sciogliere.

Non è ancora chiaro, infatti, se l’incidente sia stato autonomo – causato magari da una disattenzione, un malore o dal manto stradale dissestato – o se vi sia stato il coinvolgimento di un altro veicolo, forse un’auto pirata che potrebbe aver tagliato la strada allo scooterista per poi dileguarsi. Le indagini sono in corso per fare piena luce sull’accaduto e restituire una verità ai familiari della vittima.

Portici, atti osceni davanti alla scuola: arrestato 59enne

Portici – Pomeriggio di tensione e sdegno ieri a Portici, dove la Polizia di Stato ha messo fine alla condotta criminosa di un uomo sorpreso a compiere atti osceni in un’area frequentata e sensibile. Un 59enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine anche per reati specifici, è stato tratto in arresto dagli agenti del Commissariato Portici-Ercolano.

L’intervento è scattato in Piazza San Pasquale, a seguito di una segnalazione giunta alla Sala Operativa locale che denunciava la presenza di un soggetto intento a compiere atti di autoerotismo in pubblico, per poi dirigere le sue attenzioni, e il suo gesto, verso l’ingresso di un plesso scolastico nelle vicinanze.

Gli operatori, impegnati nel controllo del territorio, si sono immediatamente portati sul posto. L’uomo, alla vista delle divise, ha tentato invano di eludere il controllo e di dileguarsi, ma è stato prontamente raggiunto e bloccato dagli agenti.

Le successive verifiche esperite dal Commissariato hanno rivelato la gravità del contesto: il 59enne, infatti, era già stato oggetto di segnalazioni nei giorni precedenti per aver importunato verbalmente diverse studentesse, rivolgendo loro commenti inappropriati.

L’uomo si trova ora in stato di arresto con l’accusa di atti osceni in luogo pubblico. La Polizia mantiene alta l’attenzione per garantire la sicurezza nelle aree adiacenti agli istituti scolastici.

Polla, il Santuario francescano di Sant’Antonio riscopre l’affresco di Pietro Antonio Ferro

Dopo secoli di silenzio, l’affresco “La discesa agli inferi” del pittore lucano Pietro Antonio Ferro torna a parlare. Custodito nel Santuario Francescano di Sant’Antonio a Polla (SA) – già annoverato tra le Mille meraviglie d’Italia – l’opera rivela oggi, grazie a un accurato restauro, tutta la sua ricchezza iconografica e il suo valore spirituale.

L’opera pittorica del XVII secolo, realizzata dall’artista secondo modelli cinquecenteschi, rinasce dopo i danni del tempo e sarà presentata ufficialmente domani, 14 dicembre, alle ore 16:30, presso il complesso francescano, durante l’evento dal titolo evocativo “L’affresco rivelato”. Arte, teologia e spiritualità si intrecceranno in un dialogo capace di tradurre il significato profondo del dipinto e del progetto di restauro che lo ha riportato alla luce, non solo sul piano estetico ma anche come testimonianza di fede e cultura.

Pino Schiavone, autore dell’intervento di restauro, sarà presente all’incontro per illustrare la complessità e la delicatezza del lavoro, reso possibile grazie alla forte volontà dell’amministrazione comunale e alla collaborazione dei frati francescani, entrambi protagonisti di un importante traguardo.

Il programma prevede inoltre l’intervento del Presidente del Consiglio Comunale di Polla, incaricato alla cultura, Giovanni Corleto, e del Direttore del Museo Civico “Insteia Polla” Maurizio D’Amico, ai quali è affidata l’introduzione. Seguiranno i saluti istituzionali del Sindaco Massimo Loviso e del Consigliere Regionale della Campania Corrado Matera.

In un interessante confronto tra teologia e arte dialogheranno Lorella Parente – Direttrice dell’Ufficio Cultura e Arte dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno e docente presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Salerno – e Fra Domenico Marcigliano, Responsabile dell’Ufficio Arte e Cultura della Provincia Salernitano-Lucana dei Frati Minori.

La conversazione sarà arricchita dalla proiezione di video e immagini che documentano i dettagli dell’affresco e da intermezzi musicali curati dal flautista Bernardo Tramontano, che eseguirà dal vivo arie e adagi di Albinoni, Gluck e Marcello su basi orchestrali autoprodotte.

La scena pittorica protagonista dell’evento, magistralmente resa dalla celebre mano dell’artista lucano, mette in luce la redenzione di Cristo che abbraccia vivi e morti. È un invito alla speranza e alla vittoria sulla morte che, in un momento storico come il presente, segnato dal male della guerra e dalla distruzione, risuona con particolare forza e attualità.

Il progetto di restauro e di valorizzazione sembra dunque interpretare anche l’anelito a un messaggio spirituale capace di mediare le difficoltà dell’umanità. Iniziative di questo genere, con segnali positivi, intimi e trascendenti, appaiono capaci di evocare la fede e il credo in un futuro liberato dal male ad opera di Cristo.

Per dare autenticità e profondità a questi temi, abbiamo scelto di affidarci

alla viva voce di Fra Domenico Marcigliano, parte attiva del recupero dell’opera, il cui impegno ci è apparso decisivo. Le emozioni e le riflessioni da lui condivise ci accompagnano dunque in una breve intervista.

Come Responsabile dell’Ufficio arte e cultura della provincia religiosa salernitana-lucana dei frati minori, ci spiega qual è stato il suo contributo al progetto di restauro e se ha seguito da vicino le fasi che hanno portato alla presentazione ufficiale della scena della Discesa agli inferi?

Il complesso e delicato intervento di restauro ancora in corso e le nuove ricerche che ad esso si stanno accompagnando, ci conducono verso la riscoperta di una ricchezza iconografica finora poco leggibile per l’usura e i danni subiti dello strato pittorico. Osservare da vicino le fasi di pulitura e di intervento degli affreschi trasmette un grande interesse di ricerca storica. Personalmente da anni ho cercato di sollecitare un intervento che riuscisse a recuperare un tale patrimonio storico. Oggi grazie al finanziamento dei fondi reperiti dal bilancio comunale si sta intervenendo su tutta la superficie affrescata della Chiesa Santuario.

Quali emozioni personali ha provato nel veder riemergere, grazie al restauro, la scena della Discesa agli inferi di Gesù Cristo, ora finalmente leggibile nel suo splendore ritrovato?

L’emozione è tanta perché accompagnata dalla “riscoperta” di tanti particolari che oramai nei secoli erano illeggibili. Questa Discesa agli inferi si pone poi come un unicum iconografico nel suo genere non solo per il valore storico-artistico ma per l’eccezionale significato catechetico e teologico della scena raffigurata. Ovviamente tutto il ciclo di affreschi realizzato nei primi anni del sec. XVII e attribuito al pittore lucano Pietro Antonio Ferro, raffigura episodi della vita di Cristo che hanno un chiaro intento teologico e catechetico e si sviluppavano secondo un programma meditato e coerente con un contenuto cristologico.

Oltre all’ufficializzazione dell’opera restaurata, ritiene che la presentazione dell’affresco La discesa agli inferi di Gesù Cristo – arricchita dal contributo di esperti di teologia e di arte e da intermezzi musicali – possa avere l’ulteriore finalità di suscitare maggiore interesse nel pubblico verso un patrimonio ritrovato, nonchè di stimolare una riflessione sul suo valore per il territorio del Vallo di Diano?

Senza dubbio valorizzare tale patrimonio di interesse storico e artistico anche attraverso eventi culturali che mettano in risalto la bellezza dell’arte coniugata con la teologia e la musica, stimola a una valorizzazione della proprio territorio valdianese così aprirsi alla conoscenza che non resti fine a stessa ma che vada al di là dei confini ristretti del territorio stesso. Abbiamo bisogna di uscire fuori da campanilismi sterili che non creano ricchezza di idee da condividere per una crescita culturale comune ma le impoveriscono. La presentazione di questo affresco vuole essere un contributo di ampio respiro.

Ritiene che questo restauro possa contribuire a far emergere Polla, che ospita il Santuario Antoniano, in una nuova luce, rafforzandone la notorietà culturale e spirituale?

Certamente il Santuario Antoniano di Polla che ricordiamo è posto lungo il percorso dei Cammini Storici dell’antica Via Popilia ed è tra i luoghi di devozione antoniana come tappa nel Cammino di Sant’Antonio da Capo Milazzo – Assisi – Padova. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali lo ha inserito, nel 2012, tra le “Mille meraviglie d’Italia”. Unico Santuario al mondo dove è avvenuta la lacrimazione della statua di Sant’Antonio nel 2010. Tutti questi motivi gli valgono comunque già un interesse storico e devozionale che attira tanti visitatori. Ma si può e si deve fare molto di più e il restauro in corso valorizza una tale ricchezza culturale e Polla da sempre legata alla devozione al Santo di Padova e al suo Santuario, può trarne tanto beneficio di poter essere conosciuta e meglio valorizzata per la sua storia e per essere sempre stata accogliente con tutti.

Quali nuove opportunità di studio, di fede e di turismo culturale si aprono grazie a questa riscoperta?

Le opportunità possono essere tante, bisogna innanzitutto credere nelle possibilità che un tale patrimonio artistico e devozionale può offrire alla collettività e alla crescita culturale ed economica. Ma è importante lavorare in sinergia tra le diverse istituzioni e sappiamo come tante volte non sempre è facile. Ma se si vogliono raggiungere delle mete, bisogna aver chiaro da cosa partire e in cosa si vuole investire in termini di collaborazione di professionalità al servizio del bene comune.

Scafati, clamorosa assoluzione in Appello per Pasquale Panariello

Scafati – Colpo di scena giudiziario con ripercussioni negli ambienti della criminalità organizzata scafatese. La Corte d’Appello di Salerno ha pronunciato una clamorosa sentenza di assoluzione nei confronti di Pasquale Panariello, 31 anni di Gragnano, precedentemente condannato in primo grado a una pena severissima.

La decisione ribalta completamente la condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione che era stata inflitta dal GIP del Tribunale di Nocera Inferiore.

Panariello era finito sotto i riflettori dell’inchiesta condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA), che lo identificava come figura chiave – la “punta di diamante” – di un gruppo criminale operativo nel territorio di Scafati, legato al clan Matrone-Buonocore. Secondo le tesi iniziali, l’imputato avrebbe gestito in prima persona il meccanismo del cosiddetto “cavallo di ritorno”: l’estorsione ai danni delle vittime di furto d’auto, costrette a pagare un riscatto per rientrare in possesso del proprio veicolo rubato.

L’accusa si era focalizzata su due episodi avvenuti nell’estate del 2021, supportata, a suo dire, da un corposo impianto probatorio basato su intercettazioni telefoniche, l’uso di software “trojan” e riprese di videosorveglianza.

Questi elementi avrebbero dovuto dipingere Panariello come il regista delle estorsioni, colui che, grazie alla sua presunta posizione apicale e alle vaste conoscenze negli ambienti malavitosi, era in grado di orchestrare il recupero dei veicoli dietro esplicito pagamento.

In sede d’Appello, tuttavia, questo castello accusatorio ha mostrato delle crepe fatali, fino a crollare completamente. A smontare il “teorema” della Procura è stato l’abile lavoro della difesa, guidata dall’avvocato Gennaro De Gennaro.

Il legale è riuscito a convincere la Corte dell’insufficienza e inconsistenza degli elementi probatori raccolti a carico del suo assistito. I giudici di secondo grado hanno ritenuto la ricostruzione accusatoria non più sostenibile, disponendo di conseguenza l’assoluzione piena per l’imputato.

Per Panariello, indicato dagli inquirenti come appartenente alla famiglia dei “fuochisti” della zona Vetrai – e fratello del defunto Marcello Panariello, figura storica della malavita scafatese – si chiude così, dopo oltre due anni, un complesso e pesante capitolo giudiziario.

San Giorgio, esplode la rabbia contro l’inceneritore: “Salute a rischio, fermate subito quel forno”

San Giorgio a Cremano – Non c’è rassegnazione, ma una rabbia lucida e determinata tra i cittadini scesi in piazza contro l’apertura dell’inceneritore per animali. Una mobilitazione che ha visto il “Comitato No all’inceneritore” sfilare fianco a fianco con associazioni di volontariato e forze politiche fino a piazza Carlo di Borbone, cuore istituzionale della città, per chiedere lo stop immediato dell’impianto.

Il vertice in Comune

Mentre il presidio manteneva alta l’attenzione sotto il palazzo municipale, una delegazione è stata ricevuta dal vice-commissario prefettizio, dottor De Angelis. Sul tavolo, una richiesta perentoria: la sospensione immediata dell’attività in attesa di verifiche approfondite. I manifestanti denunciano gravi anomalie nell’iter amministrativo, puntando l’indice soprattutto sulla mancata attivazione della procedura di classificazione come “industria insalubre di prima classe”. Una definizione tecnica che, tradotta nel concreto, certifica un potenziale pericolo per la salute pubblica in un tessuto urbano densamente abitato.

Il nodo normativo e la prudenza

La battaglia del Comitato non è solo emotiva, ma fortemente incardinata sul diritto. Viene invocato il principio di precauzione, supportato dall’articolo 216 del Regio Decreto del 1934 (Testo Unico delle Leggi Sanitarie). La norma conferisce al Sindaco – o, in questo caso, all’autorità commissariale – il potere di vietare o limitare attività ritenute pericolose per la salute pubblica.

Nel caso specifico, la pericolosità non è un’ipotesi dei residenti, ma un dato messo nero su bianco dall’Asl Na3 Sud, che ha classificato l’impianto proprio nella fascia di massima insalubrità.

Lo stallo istituzionale

Nonostante le carte e le preoccupazioni, dal vertice con il vice-commissario non è emersa, per ora, la volontà di adottare un provvedimento di blocco immediato. Una cautela istituzionale che si scontra con l’urgenza delle centinaia di famiglie che vivono a poche decine di metri dalle ciminiere. Il Comitato, tuttavia, si dice fiducioso che un ulteriore approfondimento tecnico possa portare alla scelta obbligata dello stop.

La guerra delle carte bollate

Mentre la politica e l’amministrazione prendono tempo, la giustizia si muove. La vicenda è ormai un caso giudiziario complesso: pende un giudizio davanti al Tribunale Civile di Napoli, un ricorso al Tar Campania e, fatto ancor più rilevante, è stato aperto un fascicolo in Procura per valutare eventuali profili di rilievo penale.

L’appello ai sindaci

Quello che i cittadini lamentano è l’assenza di una presa di posizione netta da parte delle istituzioni coinvolte: non solo il Comune di San Giorgio (attualmente commissariato), ma anche quello di Napoli, dato che l’impianto sorge in una zona di confine senza soluzione di continuità tra i due territori. «Le autorità hanno tutti gli strumenti per “spegnere” il forno e farci respirare», è il grido che si leva dalla piazza. La lotta democratica, assicurano dal Comitato, non si ferma qui: nuove iniziative sono già in calendario per la prossima settimana.

Barra, fermato in auto con hashish e marijuana: in casa oltre mezzo chilo di droga. Arrestato 52enne

Napoli -Proseguono i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli contro lo spaccio di stupefacenti. Nel pomeriggio di ieri gli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra hanno arrestato Giovanni Arienzo, 52enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio.

Il fermo è scattato durante un controllo in via IV Novembre. L’uomo era alla guida di un’auto quando i poliziotti lo hanno perquisito trovandolo in possesso di 10 involucri di hashish, 7 bustine di marijuana e 120 euro in banconote di diverso taglio, ritenuti provento dell’attività di vendita al dettaglio.

Gli accertamenti sono poi proseguiti nell’abitazione del 52enne: qui gli agenti hanno rinvenuto altri 18 involucri di hashish, per un peso complessivo di circa162 grammi, e 80 bustine di marijuana per circa 401 grammi, oltre a materiale ritenuto utile al confezionamento della sostanza.

Per questi motivi l’uomo è stato arrestato. È stato inoltre denunciato per guida senza patente, violazione già reiterata nel biennio.

Controlli interforze a Porta Capuana: un’operazione nel cuore dell’invivibilità urbana di Napoli

Napoli – In una zona della città che da anni languisce nell’ombra del degrado e della criminalità diffusa, le forze dell’ordine hanno condotto ieri un’operazione straordinaria a Porta Capuana, illuminando per un momento una piazza diventata sinonimo di abbandono e dominio dei pusher extracomunitari.

La Questura di Napoli, coordinando personale del Commissariato Vicaria-Mercato, Carabinieri e Guardia di Finanza, ha intensificato i controlli in un’area dove la “invisibilità” – quel mix di trascuratezza istituzionale e caos quotidiano – ha permesso a spacciatori stranieri di trasformare la storica porta d’ingresso alla città in un mercato aperto della droga.

L’operazione, parte di un piano più ampio per contrastare il dilagante fenomeno dello spaccio, ha portato all’identificazione di 82 persone, tra cui 9 con precedenti penali, e al controllo di 11 veicoli. Numeri che, pur modesti, rappresentano un tassello nella lotta contro un problema radicato: Porta Capuana, un tempo crocevia culturale e commerciale, è oggi una delle zone più “invisibili” di Napoli, lontana dai riflettori turistici del lungomare e abbandonata a se stessa, con residenti e commercianti che da mesi denunciano violenza, risse e degrado urbano.

Proteste recenti, come quella di aprile quando un centinaio di abitanti ha manifestato contro l’esasperazione quotidiana, sottolineano come l’area sia diventata un far west notturno, con atti osceni, blocchi stradali e aggressioni che scoraggiano persino i soccorsi medici.

Solo lo scorso ottobre, uno stupro all’alba ai danni di una passante ha riacceso i riflettori su questa “altra faccia” della città, spingendo associazioni locali a organizzare passeggiate antiracket e iniziative artistiche per combattere il caos.

Al centro di questa invisibilità c’è il fenomeno dei pusher extracomunitari, che popolano la piazza e i vicoli circostanti, rendendola un hub dello spaccio. Operazioni simili a quella di ieri hanno ripetutamente portato a sequestri di cocaina, eroina, crack e hashish, spesso nascosti in baracche o abitazioni abusive.

Da gennaio ad agosto, i carabinieri hanno identificato oltre 2.500 persone nella zona, tra cui 261 immigrati irregolari, controllando più di 1.200 veicoli e infliggendo centinaia di sanzioni.

Gli arresti si susseguono: un 30enne marocchino fermato a settembre con dosi pronte alla vendita, un 14enne dominicano usato come corriere minorenne ad agosto, e casi di aggressioni a agenti da parte di spacciatori nigeriani.

Questi episodi non sono isolati: la piazza è “sempre più in mano a pusher extracomunitari”, con risse all’alba tra coltelli e bottiglie rotte che terrorizzano i residenti, come documentato in un incidente di luglio.

Fonti locali parlano di un “cambio turno” tra spacciatori stranieri – venezuelani, marocchini, nigeriani – che operano impuniti, sfruttando la mancanza di presidio costante.

I controlli interforze, come quello di ieri, sono un passo necessario ma insufficiente. Blitz recenti hanno portato a tre arresti per droga tra Porta Capuana e Vicaria, con sequestri superiori al chilo di stupefacenti e oltre 15mila euro in contanti.

Eppure, il degrado persiste: ambulanze bloccate dalla folla e dalla merce abusiva, graffiti e sporcizia che richiedono interventi immediati, come proposto dal Coordinamento Civico locale.Residenti lamentano una carenza di polizia, specialmente di notte, che amplifica l’invisibilità dell’area.

Scarcerato il ras Aniello Turnacco, nipote del boss “A’ Manomozza”

San Felice a Cancello torna a respirare l’aria della malavita organizzata. Il Gip del Tribunale di Napoli, dottor Fabio Provvisier, ha firmato il provvedimento di scarcerazione per Aniello Turnacco, 27 anni, nipote del temuto boss del clan Massaro Giovanni Turnacco, alias “A’ Manomozza”. L’uomo, difeso dagli avvocati Vittorio Fucci e Francesco Liguori, era finito in manette lo scorso anno nell’ambito di una maxi-operazione della Procura Distrettuale Antimafia.

Le indagini della DDA napoletana avevano disegnato un quadro inquietante. Turnacco e Rino Gagliardi, meglio conosciuto come “O’ Pizzaiuol”, avrebbero gestito un’associazione a delinquere con base operativa nel comune casertano. Gli investigatori hanno ricostruito un giro d’affari da centinaia di migliaia di euro, monitorando le mosse del gruppo attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti e dichiarazioni di acquirenti.

Il percorso della droga partiva dall’area nord di Napoli, dove il sodalizio si approvvigionava di ingenti quantitativi di stupefacenti. La merce veniva poi smistata verso le piazze di spaccio di San Felice a Cancello, con un occhio di riguardo alla frazione Talanico. Proprio lì, i carabinieri hanno scoperto un appartamento trasformato in “raffineria” per il narcotico e diversi box utilizzati come depositi. Il business non si fermava ai confini provinciali: cocaina e hashish viaggiavano verso Napoli, Benevento e Avellino, con particolare intensità nella Valle Caudina.

La scarcerazione di Turnacco segue di pochi giorni un altro colpo di scena giudiziario. Il Tribunale del Riesame di Napoli, accogliendo la richiesta degli avvocati Vittorio Fucci e Orlando Sgambati, ha restituito 60 mila euro alla sorella Eva Ester Turnacco. La donna, considerata la cassiera del clan, aveva visto sequestrare il denaro nell’ambito della stessa indagine. Ora, con il capo della famiglia di nuovo in libertà e i conti del sodalizio parzialmente ristabiliti, San Felice a Cancello si interroga sui prossimi scenari.

Napoli, arrestato il pusher della baracca di corso Mianella

Napoli – Un’altra operazione contro lo spaccio di droga è stata messa a segno ieri pomeriggio dagli agenti della Polizia di Stato a Corso Mianella, una delle aree cittadine più sensibili al fenomeno. Le manette sono scattate ai polsi di Pasquale Russo, 66enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati, sorpreso in flagranza di reato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

L’attività, condotta dal personale del Commissariato Scampia, si è concentrata su una baracca nel cuore di Corso Mianella, da tempo sotto osservazione per un sospetto via vai di persone. I poliziotti, impegnati nei servizi di controllo del territorio, hanno colto l’uomo mentre effettuava diverse cessioni di droga, confermando i sospetti sul suo ruolo all’interno del circuito dello spaccio.

Gli agenti sono intervenuti prontamente per interrompere l’attività illecita. Bloccato il 66enne, è scattata la perquisizione che ha confermato la detenzione di un variegato assortimento di stupefacenti. Nello specifico, l’uomo è stato trovato in possesso di:

20 involucri di cocaina (per un peso complessivo di circa 7 grammi)

10 bustine di marijuana (circa 17 grammi)

Sei pezzi di hashish (circa 13 grammi)

La quantità e la suddivisione in dosi delle sostanze, pronte per il mercato al dettaglio, hanno portato all’immediato arresto dell’indagato, ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Fenomeno spaccio a Giugliano: Carabinieri in azione contro i “pusher fantasma”

Giugliano – L’ombra dello spaccio continua ad allungarsi sui centri della provincia partenopea, ma con un dato che desta sempre maggiore preoccupazione tra le forze dell’ordine: il crescente coinvolgimento di volti nuovi, del tutto incensurati e insospettabili.

L’ultimo episodio si è consumato nella frazione di Varcaturo, a Giugliano in Campania, dove i Carabinieri della locale stazione hanno messo a segno l’ennesimo arresto, confermando un trend allarmante.

Il protagonista della vicenda è un giovane italiano di 23 anni, fino a ieri ignoto alle cronache giudiziarie e apparentemente senza alcun problema con la Legge. Tuttavia, l’intuito e l’intensificazione dei controlli da parte dei militari non hanno lasciato scampo. Quel “via vai” anomalo in via Staffetta aveva già sollevato più di un sospetto tra le pattuglie, spingendo i Carabinieri ad approfondire la situazione con una perquisizione domiciliare.

Il bottino del “pusher della porta accanto”

Quanto rinvenuto nell’abitazione del 23enne ha confermato i timori. Nascosti in casa, i militari hanno trovato e sequestrato 4 panetti di marijuana per un peso complessivo di ben 400 grammi. Oltre alla sostanza stupefacente, sono stati sequestrati 160 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita, e, soprattutto, l’occorrente per il confezionamento: ben 100 bustine in cellophane, prova inequivocabile della destinazione della droga alla vendita al dettaglio.

Il giovane, ora in attesa di giudizio, dovrà rispondere di detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio.

L’allarme del comando provinciale

Ciò che rende questo arresto particolarmente significativo è il contesto in cui si inserisce. L’operazione di Varcaturo non è, infatti, un caso isolato. Come sottolineato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, in soli due mesi l’arresto del 23enne è il decimo pusher incensurato bloccato tra il capoluogo e la provincia.

Un dato che dipinge un quadro complesso: lo spaccio non è più appannaggio esclusivo della criminalità organizzata o di soggetti già noti alle forze dell’ordine. Sono sempre più le “nuove leve” che, attratte dai facili guadagni, decidono di intraprendere l’attività criminale, illudendosi di restare nell’anonimato proprio grazie alla loro fedina penale immacolata.

I Carabinieri, tuttavia, sono determinati a scardinare questa rete emergente, concentrando le indagini anche su quei movimenti che, seppur apparentemente innocui, nascondono un giro d’affari illegale.

Blitz dei Carabinieri a Caivano: arrestato il re del babà con allaccio Enel abusivo e 300 kg di cibo marcio

Caivano – “Dove il babà è una cosa seria”. L’insegna di un noto bar-pasticceria del posto si è rivelata un’amara ironia. I carabinieri della Stazione di Caivano, con il supporto dei medici dell’Asl Napoli 2 Nord e dei tecnici Enel, hanno smantellato un’attività clandestina zeppa di irregolarità.

Il primo colpo è arrivato dall’allaccio abusivo alla rete elettrica: un sistema fraudolento che ha pompato energia per 100mila euro, alimentando l’intero laboratorio, i locali commerciali e gli impianti di refrigerazione. Un furto colossale, scoperto grazie al prezioso contributo del personale Enel.

Ma il vero shock è esploso nel laboratorio pasticceria, ricavato abusivamente nei locali adiacenti al bar. Qui,i carabinieri su disposizione dei medici dell’Asl hanno posto sotto sequestro 300 chili di alimenti in pessimo stato di conservazione: contenitori per babà incrostati di sporco, ingredienti dolci e amarene ammucchiati in angoli igienicamente disastrosi.

Locali fatiscenti, macchinari arrugginiti, zero autorizzazioni: solo un contratto d’affitto a coprire l’illegalità.

Il titolare, un 41enne del luogo, è finito in manette con l’accusa di furto aggravato di energia elettrica e gestione abusiva. L’attività è stata sospesa sul colpo, il laboratorio sigillato. Un’altra pagina nera per i “duri di stomaco” di Caivano, dove il dolce nascondeva veleni.

Il pizzo del phishing: così il clan Licciardi tassava le truffe online comandando dal carcere

Napoli – L’ordine partiva dal carcere, ma arrivava nitido nei vicoli di Napoli Ovest. Dalle celle di Voghera, Alessandro Giannelli continuava a esercitare il suo potere sul territorio, dimostrando come per il clan Licciardi la detenzione non rappresentasse affatto una linea di confine.

Attraverso telefoni cellulari detenuti illegalmente e una rete di emissari fidati, Giannelli dettava le regole, decideva chi poteva “lavorare” e soprattutto quanto doveva pagare.

L’ordinanza cautelare del gip Federica De Bellis che due settimane fa che ha colpito il clan di Secondigliano fotografa uno scenario inquietante: le truffe informatiche, in particolare il phishing, diventano terreno di conquista mafiosa, una nuova frontiera del racket. Non più solo estorsioni a commercianti e imprenditori, ma una vera e propria tassazione criminale sulle frodi online commesse nei quartieri sotto controllo camorristico.

Bagnoli, Cavalleggeri, Rione Traiano: territori che, secondo la logica geo-criminale ricostruita dagli inquirenti, non sono semplici quartieri ma feudi. E in quei feudi nulla può accadere senza il consenso del clan.

Per il Tribunale non ci sono dubbi. Quella di Giannelli è un’imposizione mafiosa, aggravata dal metodo e dalla finalità di controllo del territorio. Esposito Luigi non è una vittima, ma un complice consapevole, parte integrante del meccanismo estorsivo.

La nuova frontiera: il phishing sotto controllo mafioso

Gli atti dell’inchiesta spiegano bene il meccanismo. Il phishing – l’invio di email contraffatte con loghi bancari o di piattaforme di e-commerce per carpire dati sensibili – è diventato una fonte di guadagno rilevante. I truffatori agiscono spesso da casa, senza violenza apparente, ma producono flussi di denaro importanti. Ed è proprio lì che entra in scena la camorra.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il clan Licciardi rivendica una competenza “geo-criminale”: tutto ciò che avviene a Cavalleggeri, Bagnoli, Rione Traiano, deve essere autorizzato e tassato. Chi non paga, scappa. O peggio.

Le truffe online diventano così l’ennesimo business camorristico. Cambiano gli strumenti, non le regole. Il territorio resta sacro. E chi guadagna, deve pagare.

Le intercettazioni raccontano che Giannelli aveva fatto arrivare “l’imbasciata”: chi truffava in zona Cavalleggeri doveva versare una quota dei guadagni. Una pretesa che non lasciava spazio a trattative. A farsi carico delle pressioni era Luigi Esposito, uomo organico al clan, anello di collegamento tra il boss detenuto e la manovalanza sul territorio.

Giannelli comanda dal carcere

Al centro della vicenda c’è Alessandro Giannelli. È detenuto, ma comunica con l’esterno grazie a telefoni cellulari introdotti illegalmente in carcere. Le intercettazioni dimostrano che chiama, scrive, invia messaggi, fa arrivare “imbasciate”. Le sue decisioni vengono eseguite con puntualità.

A fare da intermediario è Luigi Esposito, uomo del clan, punto di raccordo tra il boss e chi opera sul territorio. È Esposito che riceve le pressioni, che tratta, che minaccia, che promette protezione o la ritira.

L’imbasciata: “Chi truffa a Cavalleggeri deve pagare”

Il 23 aprile 2022, alle due di notte, Luigi Esposito racconta alla fidanzata Martina Ferrara di essere stato bombardato di messaggi:

«Mi ha contattato Alessandro… quindici, sedici messaggi… martedì viene la sua ragazza, mi deve portare un biglietto… vedi se mi puoi fare questo piacere».

Il “piacere” è chiaro a entrambi. Non si tratta di un favore personale, ma di una pretesa economica. Giannelli vuole i soldi delle truffe commesse a Cavalleggeri.

Tre giorni dopo, il 26 aprile, la tensione è già alle stelle. Esposito dice alla fidanzata che si trova a casa di alcuni “compagni”:«Stanno certi compagni miei… poi ti spiego… per mezzo di Alessandro».

È la sera in cui il problema esplode definitivamente. “Cinquanta mila euro o succede il finimondo”

Nell’abitazione della famiglia Esposito, in via Libero Grassi, Gennaro Esposito racconta tutto alla madre, Tiziana Vanacore. Il bersaglio è Mario Buongiorno, detto “’o pocho”. Giannelli ha mandato a chiamarlo. La richiesta è impressionante: 50.000 euro.

Sono soldi che, secondo Giannelli, Buongiorno deve per le truffe online sui conti correnti effettuate a Cavalleggeri. Non è una richiesta isolata. Gennaro spiega che tutti i truffatori devono pagare. Chi non accetta, fugge. È il caso di Totore Brandi, scappato in Spagna pur di sottrarsi alle pretese del boss.

Ma Buongiorno resta. E si oppone. «Devono fare una brutta morte queste persone di mezzo alla strada!», esplode Gennaro. «Sta tutto infuriato Alessandro… mamma mia». Il linguaggio è quello della minaccia mafiosa pura. Non ci sono mezze misure.

Il video su TikTok e la condanna

A scatenare la furia definitiva di Giannelli è un dettaglio apparentemente banale. Buongiorno pubblica un video su TikTok: si riprende ridendo, con 3.000 euro in mano. Ostentazione. Arroganza. Un errore fatale.

Il video arriva fino al carcere di Voghera. Giannelli lo vede. E fa i conti: non 3.000 euro, ma 47.000 euro da consegnare immediatamente.

È così che la camorra dimostra di controllare anche i social network, di osservare, di annotare, di pretendere.

La cassa del clan: i soldi sul conto del figlio

Un altro passaggio cruciale emerge dal racconto di Gennaro Esposito: 40.000 euro raccolti dai truffatori finiscono sul conto di Giuseppe Giannelli, figlio del boss. Il carcere non interrompe il flusso di denaro. Lo organizza.

È il pizzo digitale, gestito come una tassa: chi lavora paga. Chi non paga, rischia.

“’O Polacco” e il sistema delle doppie fedeltà

Nel dialogo emerge anche una figura emblematica: Salvatore Mentone Del Sole junior, detto “’o Polacco”. È uno dei truffatori più attivi e redditizi. È l’unico che non ha problemi: paga tutti. Licciardi e Mazzarella.

«Quello paga a noi e ai Mazzarella… paga a tutti questi qua».

È la fotografia di un sistema criminale integrato, dove le truffe online generano profitti tali da giustificare una doppia tassazione mafiosa.

Le mediazioni, le minacce, la paura di morire

Nei giorni successivi la pressione su Buongiorno diventa asfissiante. Esposito tenta una mediazione, promette di anticipare 1.500 euro, consiglia di buttare il telefono per non essere più rintracciato. Ma Giannelli non si accontenta.

Il 10 maggio 2022 le intercettazioni certificano un fatto gravissimo: Giannelli parla direttamente con Esposito dal carcere. Le telefonate sono continue, pressanti. Esposito dice che parlerà con Paolo Abbatielo, reggente del clan Licciardi. È il livello superiore che deve placare la furia del detenuto.

Il 27 maggio Esposito è furioso: «Non hai capito che sono andati a fare un giro giù dal compagno là?»- Buongiorno, disperato, cerca “aiuto esterno”. Ma Esposito lo ammonisce: «Dove vai vai, farai testa e muro». Ovunque si giri, il sistema è chiuso.

L’accordo: 2.000 euro per salvarsi

Il 30 maggio arriva l’accordo: 2.000 euro, da consegnare la settimana successiva. In cambio, la promessa di bloccare ritorsioni. La garanzia è Abbatielo. Se Giannelli non rispetta l’intesa, sarebbe una “scortesia” al clan. È Esposito stesso ad ammettere la sua appartenenza ai Licciardi.

Ma anche questo equilibrio è fragile. Il 3 giugno Esposito dice che non proteggerà più Buongiorno. La minaccia della morte torna concreta.

La “pace” a cento euro al mese

Dopo ulteriori mediazioni – entrano in scena Carella Luigi, Lonardo Catello, la Masseria Cardone – si arriva alla soluzione finale: cento euro al mese. Una tassa fissa. Il pizzo del phishing.

Anche mesi dopo, nell’ottobre 2022, la vicenda viene ricordata come un esempio: Buongiorno aveva cercato scampo altrove, senza sapere che anche lì il clan Licciardi aveva voce in capitolo.

 

Oroscopo del 13 dicembre 2025 – Previsioni di Paolo Tedesco

0

Ecco come le stelle influenzeranno la tua giornata di sabato 13 dicembre 2025. Le stelle di questo sabato ci dipingono una giornata dove l’energia marziana dell’Ariete si combina con la riflessività saturnina del Capricorno (che governa il sabato), creando un mix potente tra azione e responsabilità. Non è un giorno per scappare, ma per affrontare con coraggio e concretezza ciò che ci sta a cuore

ARIETE (21 marzo – 20 aprile)

  • Amore: Giornata di passione e iniziativa. Se single, potresti fare un incontro folgorante. In coppia, prendi l’iniziativa per una serata speciale.

  • Lavoro: La tua energia è al top. Approfittane per concludere progetti in sospeso. Attenzione a non essere troppo impulsivo nelle decisioni.

  • Salute: Piena di vitalità. Un’attività fisica intensa ti aiuterà a scaricare l’adrenalina.

  • Finanze: Possibile spesa impulsiva. Valuta bene prima di acquistare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “La fretta non è mai una buona consigliera. Prima di agire, fai un respiro profondo. La tua grinta farà il resto.”

TORO (21 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Cerca stabilità e coccole. In coppia, il contatto fisico e la complicità sono la chiave. Single, potresti attirare qualcuno con la tua calma.

  • Lavoro: Giornata ideale per sistemare questioni pratiche e organizzative. La costanza premia. Evita di fossilizzarti su dettagli insignificanti.

  • Salute: Attenzione a golosità e indulgenze. Cerca il piacere in una camminata nella natura.

  • Finanze: Situazione stabile. Ottimo momento per fare un bilancio o pianificare risparmi futuri.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Radicati nel presente. La sicurezza che cerchi non è fuori, ma nella tua capacità di apprezzare ciò che hai.”

GEMELLI (21 maggio – 21 giugno)

  • Amore: La comunicazione è scintillante. Una chiacchierata può accendere la scintilla. In coppia, condividi un pensiero, un libro, un’idea.

  • Lavoro: Molte informazioni e contatti. Sei brillante nelle riunioni o nel networking. Attenzione a non promettere troppo.

  • Salute: La mente è iperattiva. Trova un momento di silenzio per non sentirti sovraccarico.

  • Finanze: Piccole entrate inaspettate possibili (es. rimborso). Attenzione alle spese superflue dettate dalla noia.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Scegli un’idea e portala a compimento. Non disperdere il tuo talento in mille rivoli. Concentrati.”

CANCRO (22 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Emozioni in primo piano. Hai bisogno di sentirti protetto/a. In coppia, crea un momento intimo in casa. Single, ascolta il tuo cuore.

  • Lavoro: I tuoi consigli sono preziosi per i colleghi. Lavorare in team dà grandi soddisfazioni. Difendi i tuoi confini.

  • Salute: Giornata per prenderti cura di te. Un bagno caldo o una tisana possono rigenerarti.

  • Finanze: Istantanea positiva legata alla famiglia o alla casa. Valuta investimenti per il “nido”.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Non temere di mostrare la tua sensibilità. È la tua forza, non una debolezza. Proteggi il tuo spazio sacro.”

LEONE (23 luglio – 23 agosto)

  • Amore: Sei magnetico/a e carismatico/a. In coppia, fai sentire speciale il/la tuo/a partner. Single, la tua solarità attira sguardi.

  • Lavoro: Mettiti in luce, fai valere le tue idee. Un riconoscimento è possibile. Attenzione a non sembrare arrogante.

  • Salute: Energia solare. Esponiti alla luce del giorno per ricaricarti.

  • Finanze: Possibilità di una piccola spesa per un capriccio o per un oggetto che ti fa sentire al centro dell’attenzione.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Brilla di luce propria, ma lascia che anche gli altri brillino. La generosità moltiplica la tua gloria.”

VERGINE (24 agosto – 22 settembre)

  • Amore: L’affetto si mostra con i fatti, più che con le parole. Un gesto pratico di cura farà colpo. Single, potresti incontrare qualcuno in un contesto di routine.

  • Lavoro: Giornata di grande efficienza. Perfetta per terminare compiti meticolosi, organizzare, pianificare.

  • Salute: Attenzione alla digestione e ai pensieri ricorrenti. Una routine ordinata ti aiuta.

  • Finanze: Gestione oculata e attenta. Ottimo per rivedere budget e ottimizzare le spese.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “La perfezione è un ideale, non un obbligo. Apprezza il lavoro ben fatto, anche se non è impeccabile.”

BILANCIA (23 settembre – 23 ottobre)

  • Amore: Desideri armonia e bellezza. In coppia, cercate insieme un’attività piacevole ed estetica. Single, l’attrattiva passa attraverso il gusto e l’eleganza.

  • Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose. Riesci a mediare e a trovare soluzioni che accontentino tutti. Collabora.

  • Salute: Equilibrio tra corpo e mente. Una sessione di yoga o una passeggiata in un luogo bello ti rigenerano.

  • Finanze: Possibile spesa per abbigliamento, arte o per abbellire la casa. Non farti tentare oltre il necessario.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Cerca il punto d’incontro, ma non dimenticare di chiederti cosa vuoi tu. Il tuo equilibrio parte da lì.”

SCORPIONE (24 ottobre – 22 novembre)

  • Amore: Intensità magnetica. In coppia, un momento di grande intimità può rafforzare il legame. Single, l’incontro sarà passionale e significativo.

  • Lavoro: La tua determinazione ti porta a scoprire informazioni cruciali. Ottimo per ricerche, negoziati o risolvere problemi complessi.

  • Salute: Energia profonda. Attenzione a tensioni nascoste o rancori. Un’attività che sfoga lo stress è ideale.

  • Finanze: Situazione legata a investimenti, prestiti o debiti può risolversi. Intuito finanziario acuto.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Lascia andare ciò che ti trattiene. La tua forza risiede nella capacità di trasformare, partendo dalle ceneri.”

SAGITTARIO (23 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: Voglia di libertà e avventura. Proponi al partner una gita o un’attività nuova. Single, potresti incontrare una mente affine in viaggio o studiando.

  • Lavoro: Idee brillanti e ottimismo. Prospettive di espansione o contatti con l’estero. Attenzione ai dettagli pratici.

  • Salute: Sentimento di espansione. L’ideale è fare movimento all’aria aperta, anche in un parco.

  • Finanze: Possibili spese per viaggi, formazione o cultura. Valuta se sono investimenti su te stesso.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Punta in alto, ma ricorda di ancorare i tuoi progetti a un piano concreto. Il mondo è dei coraggiosi, ma anche dei preparati.”

CAPRICORNO (22 dicembre – 20 gennaio)

  • Amore: L’affetto si esprime con serietà e affidabilità. In coppia, un progetto concreto vi unisce. Single, potresti attrarre qualcuno che apprezza la tua maturità.

  • Lavoro: Giornata di grande responsabilità. I superiori notano la tua affidabilità. Un passo avanti nella carriera è possibile.

  • Salute: Solida. Attenzione a ossa, denti e ginocchia. Una camminata in montagna ti fa bene.

  • Finanze: Gestione molto oculata. Ottimo giorno per pianificare a lungo termine o investire in sicurezza.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “La cima della montagna si raggiunge un passo alla volta. Goditi il percorso, non solo il traguardo. La tua disciplina è ammirevole.”

ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio)

  • Amore: Desideri complicità mentale e amicizia. In coppia, una serata con amici stimolanti vi unirà. Single, l’incontro arriva attraverso gruppi o contesti insoliti.

  • Lavoro: Idee innovative e visionarie. Collaborare con persone originali dà grandi frutti. Non temere di essere “fuori dal coro”.

  • Salute: Benessere legato alla libertà. Stare in spazi aperti o socializzare ti ricarica.

  • Finanze: Possibili guadagni da idee nuove o dal lavoro di squadra. Attenzione a spese tecnologiche impulsive.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua visione del futuro è un dono. Condividila con gli altri, ma resta con i piedi per terra per realizzarla.”

PESCI (20 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. In coppia, un gesto poetico commuoverà il partner. Single, potresti innamorarti di un’idea o di un sogno.

  • Lavoro: L’intuizione è il tuo alleato. Lavori creativi, artistici o di supporto vanno benissimo. Difendi i tuoi spazi di silenzio.

  • Salute: Sensibilità accentuata. Cerca ambienti calmanti. Attenzione a piedi e sistema linfatico.

  • Finanze: Situazione nebulosa. Meglio rimandare decisioni importanti. Un gesto di solidarietà ti arricchisce interiormente.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Non permettere alla realtà di spegnere la tua magia. Il tuo sogno è una bussola, lascia che ti guidi, ma non per perderti.”

Cosa ci riservano le stelle sabato 13 dicembre 2025?

La Luna, in transito in un segno d’Acqua, accenderà le emozioni più profonde, chiedendoci di non ignorare il linguaggio del cuore mentre perseguiamo i nostri obiettivi. È un invito a integrare sentimento e azione, intuizione e pianificazione.

Paolo Tedesco, con i suoi consigli pratici e mai banali, ci ricorda che le stelle influenzano, ma non determinano. Ogni segno ha oggi una chiave specifica per trasformare le energie celesti in opportunità terrene: per chi è nel fuoco, è tempo di agire con misura; per i segni di terra, di consolidare; per quelli d’aria, di innovare con pragmatismo; per quelli d’acqua, di ascoltare e trasformare le emozioni in forza.

In sintesi, il cielo del 13 dicembre 2025 ci offre una potente leva per concludere cicli, prendere impegni seri e seminare con passione per il futuro. Sfruttiamo questa energia per muovere un passo decisivo verso ciò che vogliamo davvero, senza paura di sporcarci le mani con la realtà dei fatti. La magia sta proprio lì

Muore travolto nel sito delle ecoballe: un’altra vittima a Masseria del Re

L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di oggi 12 dicembre 2025 all’interno del sito di stoccaggio ecoballe di Masseria del Re, a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli.

La vittima è Nicola Garofalo, 63 anni, originario di Casapesenna: secondo i primi accertamenti sarebbe stato investito da un mezzo industriale durante una manovra, morendo sul colpo nonostante l’arrivo del 118.​

Le verifiche (sicurezza e responsabilità)

La zona dell’incidente è stata sottoposta a sequestro e sul posto sono intervenuti Polizia e operatori incaricati dei rilievi, con verifiche anche sul rispetto delle norme di sicurezza (separazione aree pedonali/aree di manovra, procedure operative e uso dei dispositivi).

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Napoli Nord, che dovrà chiarire se si sia trattato di fatalità o di eventuali omissioni organizzative e prevenzionistiche.​

I “precedenti” del sito: una storia che ritorna

Masseria del Re rientra nei siti di stoccaggio creati durante la crisi rifiuti 2000-2010 e resta legato, nell’immaginario pubblico, al grande accumulo di ecoballe e alle sue ricadute sul territorio.

In quel contesto, la magistratura arrivò a sequestrare le ecoballe nel 2007 per profili legati alla loro composizione e alle contestazioni sulla filiera, segno di una gestione che negli anni ha prodotto inchieste, polemiche e strascichi istituzionali.​

Il contesto attuale: tra bonifica e pressione operativa

Nel settembre 2025 la Commissione europea ha effettuato sopralluoghi in Campania collegati alla procedura d’infrazione sull’emergenza rifiuti, includendo anche la visita ai siti di stoccaggio di Villa Literno e Giugliano (Masseria del Re) prima di concentrarsi sull’impianto di trattamento nell’area di Giugliano.

Nello stesso aggiornamento istituzionale viene indicato che l’impianto tratta “centinaia di tonnellate di ecoballe al giorno”, un dato che restituisce l’intensità delle lavorazioni e l’importanza di procedure di sicurezza rigorose in aree con mezzi pesanti in movimento continuo.

Napoli, verso l’Udinese: si ferma anche Juan Jesus. Otto assenze per Conte

Il Napoli si prepara ad affrontare l’Udinese senza Juan Jesus. Il difensore brasiliano, che avrebbe potuto trovare spazio nella trasferta di domenica, ha subito una botta al polpaccio e non sarà rischiato da Conte, nonostante l’infortunio non sia grave. Con il suo stop, gli indisponibili per la prossima gara salgono a otto, costringendo l’allenatore a pensare a qualche modifica nella formazione titolare.

Spinazzola e Vergara sono pronti a scendere in campo dall’inizio. L’ex Roma potrebbe sostituire Olivera sulla corsia sinistra, mentre il giovane di Frattamaggiore potrebbe prendere il posto di McTominay per consentire allo scozzese di riposare. Resta da capire se Conte chiederà al britannico di stringere i denti e giocare lo stesso, nel qual caso Vergara potrebbe sostituire Elmas.

La difesa sarà composta da Beukema, Rrahmani e Buongiorno, con Di Lorenzo confermato a destra. In attacco, la scelta dovrebbe cadere su Neres, Hojlund e Lang, anche se Politano potrebbe partire dall’inizio, spostando il brasiliano sulla fascia sinistra. La strategia del tecnico salentino appare chiara: nonostante le assenze, puntare su freschezza e rotazioni per mantenere intensità e equilibrio in campo.

Benevento, sequestrato impianto caseario a Moiano: sversamenti illegali nell’Isclero

Un impianto caseario di Moiano, nel Beneventano, è stato posto sotto sequestro dai Carabinieri dei nuclei forestali di Airola e Sant’Agata dei Goti e dal Nipaaf di Benevento, a seguito di sversamenti illegali di reflui industriali nel fiume Isclero. L’intervento, scattato intorno all’1.30 di notte, è stato il culmine di un’indagine che ha permesso di rintracciare la fonte dell’inquinamento, denunciando i due legali rappresentanti della ditta per violazioni ambientali.

La scoperta è avvenuta dopo la comparsa di schiuma bianca e cattivi odori tipici dei residui caseari lungo il corso d’acqua. I militari hanno monitorato lo scorrere del fiume in diverse fasce orarie, supportati da droni e squadre sul territorio, riuscendo a individuare la condotta illecita e il momento in cui veniva attivata, prevalentemente nelle ore serali e notturne.

L’Arpac ha prelevato campioni sia dal refluo in uscita dalla condotta sia dalle acque del fiume a monte e a valle dello sversamento. I campioni, sigillati e affidati al laboratorio per le analisi, serviranno a determinare la concentrazione degli inquinanti e a completare il quadro dell’impatto ambientale. La Guardia di Finanza ha inoltre sequestrato il bocchettone di uscita dei silos di stoccaggio del siero di latte, derivante dalla linea di produzione. L’operazione testimonia un’attenta vigilanza ambientale e il contrasto rigoroso agli scarichi abusivi industriali nella provincia di Benevento.

Napoli attende il miracolo di San Gennaro: celebrazioni in Duomo il 16 dicembre

Napoli si prepara a vivere uno dei momenti di fede più intensi dell’anno. Martedì 16 dicembre, nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, nel cuore del Duomo, si terrà la celebrazione della Festa del Patrocinio, occasione in cui i fedeli sperano di assistere al cosiddetto “miracolo laico”: la liquefazione del sangue del Santo Patrono.

La cerimonia sarà presieduta dall’abate della Cappella, monsignor Vincenzo De Gregorio, con la partecipazione dei membri della Deputazione di San Gennaro, organismo che tutela le reliquie e il patrimonio del Tesoro e che vede alla guida il sindaco della città. L’appuntamento richiama alla memoria l’episodio del 16 dicembre 1631, quando, durante un’eruzione del Vesuvio, la città portò il Tesoro davanti alla lava, che miracolosamente si fermò, come immortalato nell’affresco del Domenichino posto sopra il cancello della Cappella.

Il programma della giornata prevede l’esposizione della teca con il sangue del Santo alle ore 9, accompagnata dalla celebrazione della Santa Messa, che continuerà fino alle 12.30. Nel pomeriggio, alle 16, la teca sarà nuovamente esposta, seguita dalla celebrazione della Messa delle 18.30, prima del riposizionamento del Tesoro in cassaforte. La giornata richiama ogni anno migliaia di fedeli, pronti a rinnovare la devozione e il legame con la storia millenaria della città.