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Pozzuoli, scooter si schianta contro auto: muore studente di 16 anni 

Pozzuoli– La mattinata si è trasformata in tragedia sulle strade del Napoletano, dove un grave incidente stradale ha spezzato la vita di un sedicenne e ferito gravemente il suo amico e coetaneo.

Lo scontro, avvenuto questa mattina a Pozzuoli, in provincia di Napoli, ha visto coinvolti uno scooter con a bordo i due giovani e un’automobile. La dinamica dell’incidente, verificatosi in via Fasano, è ancora al vaglio delle autorità.

I due ragazzi, uno residente a Marano e l’altro a Bacoli, si stavano dirigendo verso la scuola di Arco Felice, frequentata da entrambi. L’impatto con l’auto è stato fatale per il giovane di 16 anni, che è morto sul colpo.

Il compagno di 17 anni, invece, ha riportato gravissime ferite ed è stato immediatamente soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove si trova attualmente ricoverato.

Sul luogo dell’incidente è prontamente intervenuta la Polizia Municipale di Pozzuoli per effettuare i rilievi di rito e avviare le indagini volte a chiarire le cause dello schianto. Entrambi i veicoli coinvolti sono stati posti sotto sequestro per le analisi tecniche del caso.

La comunità locale è sotto shock per la prematura scomparsa dello studente e per le sorti dell’amico, mentre si attendono ulteriori dettagli sull’esatta ricostruzione dell’accaduto.

Napoli, si lancia dalla balconata sul lungomare: morto un uomo a pochi passi da piazza del Plebiscito

Napoli – Tragedia questa mattina nel cuore della città, a pochi passi da piazza del Plebiscito. Un uomo ha perso la vita dopo essersi lanciato dalla balconata di via Cesario Console, nel tratto che affaccia su via Acton, una delle zone più frequentate del lungomare cittadino.

L’allarme è scattato nelle prime ore della giornata. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato di prestare soccorso all’uomo ma non hanno potuto far altro che constatarne il decesso a causa delle gravi lesioni riportate nella caduta.

Presenti anche gli agenti della Polizia locale di Napoli, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e mettere in sicurezza l’area. La zona è stata temporaneamente transennata per consentire i rilievi e agevolare le operazioni delle forze dell’ordine.

Al momento non risultano coinvolte altre persone. Gli investigatori stanno lavorando per chiarire le circostanze del gesto e per risalire all’identità della vittima. L’episodio ha scosso residenti e passanti, richiamando l’attenzione su una tragedia consumatasi in uno dei luoghi simbolo della città.

Mondragone, blitz antidroga a Pescopagano: 24enne arrestato dai Carabinieri

Un nuovo colpo allo spaccio di droga è stato messo a segno nella serata di domenica 14 dicembre dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, impegnati in un’intensificazione dei controlli sul territorio. L’operazione si è concentrata nel quartiere Pescopagano, area da tempo sotto osservazione per episodi legati alla criminalità e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Durante un servizio di perlustrazione, i militari hanno notato un 24enne del posto, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto agli arresti domiciliari, che si trovava all’esterno della propria abitazione. Alla vista della pattuglia, il giovane ha mostrato un comportamento sospetto, rientrando di corsa in casa nel chiaro tentativo di sottrarsi al controllo.

Nel corso della manovra, il ragazzo ha cercato di disfarsi di un borsello, lanciandolo oltre il muro di cinta dell’abitazione. Un gesto che non è sfuggito ai Carabinieri, i quali hanno immediatamente recuperato l’oggetto e proceduto alla verifica del contenuto. All’interno sono stati rinvenuti numerosi involucri di cocaina e hashish, per un peso complessivo significativo, oltre a un bilancino elettronico di precisione, due telefoni cellulari completi di schede SIM e una somma in contanti pari a 950 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio.

Il materiale è stato sequestrato e il 24enne è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato condotto nelle camere di sicurezza dell’Arma, restando a disposizione dell’autorità giudiziaria, immediatamente informata dell’esito dell’operazione.

Lutto per Armando Izzo e Raffaella Fico: perso al quinto mese il bambino che aspettavano

Un annuncio che lascia senza parole e che spegne, in un attimo, la gioia raccontata solo poche settimane fa. Armando Izzo e Raffaella Fico hanno perso il bambino che la coppia aspettava, una gravidanza interrotta tragicamente al quinto mese. A darne notizia è stato lo stesso difensore del Monza, che ha scelto i social come unico spazio per comunicare una perdita così intima e dolorosa.

«Prima che si creino false speculazioni – scrive Izzo – io e la mia compagna desideriamo comunicare che abbiamo avuto una grave perdita». Parole misurate, attraversate da un dolore profondo, che raccontano una ferita difficile anche solo da nominare. Il bambino, spiegano, resterà per sempre nei loro cuori, mentre la coppia chiede rispetto, silenzio e sensibilità in un momento che non può e non deve diventare oggetto di curiosità.

Solo un mese fa Izzo e Raffaella Fico avevano condiviso pubblicamente la felicità per l’attesa. Oggi quella felicità si è trasformata in un lutto che colpisce profondamente la famiglia e scuote anche il mondo dello sport e dello spettacolo, che si è stretto attorno alla coppia con messaggi di vicinanza. «L’unica forza che ci permette di andare avanti è il nostro amore», conclude Izzo, sintetizzando il senso di un dolore definito senza esitazioni immenso.

Morte nella fabbrica dei botti, il padre di Samuel: “Non lavorate in nero, non rischiate la vita”

Il dolore si mescola alla rabbia davanti al Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, dove il padre di Samuel, il ragazzo di 18 anni morto nell’esplosione della fabbrica di botti, ha trasformato la sua protesta in un appello pubblico. Kadri Tafciu non accetta la pena inflitta agli imputati per una tragedia che ha strappato la vita a tre giovani, Samuel e le gemelle Sara e Aurora, e che continua a pesare come una ferita aperta sulle famiglie.

«Non lavorate in nero, non rischiate la vita», ha detto con la voce spezzata, rivolgendosi soprattutto ai ragazzi. Parole che nascono da una consapevolezza arrivata troppo tardi: Samuel aveva accettato quel lavoro da pochi giorni, per 50 euro al giorno, una scelta fatta per mantenere la figlia di appena sei mesi. «L’ho saputo solo dopo la tragedia – racconta il padre – se lo avessi saputo prima non glielo avrei mai permesso».

All’esterno del tribunale i familiari hanno esposto striscioni che raccontano più di qualsiasi sentenza la loro verità: tre giovani chiusi a chiave in una polveriera, senza via di scampo, senza possibilità di salvarsi. Una morte che, secondo Kadri, viene aggravata da una condanna che ritiene troppo lieve. «Dopo dieci anni loro usciranno – ha aggiunto – mio figlio invece resta sotto terra. Questa non è giustizia».

La protesta non si fermerà qui, promette il padre di Samuel, deciso ad andare fino in fondo per ottenere quello che considera un riconoscimento della gravità di quanto accaduto. La sua battaglia, però, va oltre il processo: è un monito contro il lavoro nero, contro la precarietà che costringe i più giovani ad accettare qualsiasi rischio. Un grido che chiede ascolto, perché nessun altro genitore debba trovarsi a piangere un figlio morto per lavorare.

Benevento, blitz anti-contraffazione: sequestrate oltre 400 peluche Labubu falsi

Un Natale fatto di imitazioni e affari facili si è interrotto bruscamente nel Sannio. A Benevento la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre quattrocento peluche contraffatti, i cosiddetti “Labubu”, diventati un fenomeno globale grazie ai social e ora finiti nel mirino del mercato illegale. L’operazione è scattata nell’ambito dei controlli economici sul territorio, intensificati in vista delle festività, quando i mercatini rappresentano un canale privilegiato per la vendita di merce irregolare.

I finanzieri della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno individuato un punto vendita ambulante che proponeva i peluche a prezzi particolarmente bassi. Un dettaglio che ha acceso i sospetti, rafforzati dall’assenza dei segni distintivi tipici del prodotto originale e da una documentazione commerciale ritenuta poco chiara sulla provenienza della merce. Gli accertamenti hanno confermato che si trattava di riproduzioni non autorizzate, esteticamente simili agli originali ma realizzate con materiali di qualità inferiore e confezioni studiate per ingannare i consumatori.

I Labubu, nati dalla creatività di un artista di Hong Kong e distribuiti a livello mondiale da Pop Mart, sono diventati in breve tempo un oggetto di culto. Proprio questa popolarità li ha trasformati in un bersaglio ideale per la contraffazione, con il rischio concreto di danneggiare non solo il mercato legale ma anche la sicurezza di chi acquista prodotti privi di controlli e standard qualitativi. Tutti i peluche rinvenuti sono stati sequestrati e il titolare dell’attività ambulante è stato denunciato all’autorità giudiziaria.

L’operazione delle Fiamme Gialle si inserisce in una più ampia strategia di contrasto alla diffusione dei prodotti falsi, a tutela dei consumatori e delle imprese che operano nel rispetto delle regole. Un messaggio chiaro, soprattutto sotto le feste: dietro un prezzo troppo basso può nascondersi un illecito che danneggia l’economia e mina la fiducia del mercato.

Napoli, infermiere aggredito all’ospedale San Paolo: nuova violenza in corsia

Napoli – Ancora un atto di violenza contro chi lavora ogni giorno in prima linea per la tutela della salute pubblica. A pochi giorni dall’ennesimo grido d’allarme lanciato dai sindacati, un infermiere è stato aggredito al Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo di Napoli mentre era impegnato nella gestione di un sospetto caso di meningite.

Un pugno al torace, sferrato nonostante i tentativi di rassicurazione messi in atto dal personale sanitario, ha fatto degenerare una situazione già critica, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine, arrivato solo in un secondo momento.

A denunciare l’accaduto sono i commissari della UIL FPL Napoli e Campania, Ciro Chietti e Pietro Bardoscia, che in una nota esprimono “piena e totale solidarietà” al collega aggredito e parlano senza mezzi termini di una situazione ormai fuori controllo.

“È inaccettabile – sottolineano – che si continui ad assistere a episodi di violenza fisica all’interno delle strutture sanitarie, luoghi che dovrebbero essere presidio di cura e sicurezza sia per i cittadini che per gli operatori”.

Secondo il sindacato, quanto avvenuto al San Paolo non rappresenta un caso isolato, ma l’ennesima conferma di un’emergenza strutturale. I dati forniti dalla UIL FPL sono allarmanti: dall’inizio dell’anno si contano 46 aggressioni solo nel territorio dell’ASL Napoli 1, che salgono a oltre 72 se si includono le aree nord e sud della provincia. Numeri che delineano un quadro drammatico e che, secondo i sindacalisti, dimostrano come le misure di prevenzione e sicurezza adottate finora siano del tutto insufficienti.

“Servono interventi immediati e responsabilità chiare – ribadiscono Chietti e Bardoscia –. Non si può più rinviare una risposta concreta a tutela di medici, infermieri e operatori sociosanitari, costretti a lavorare quotidianamente in condizioni di crescente esposizione al rischio”.

Da qui la richiesta di un coinvolgimento diretto delle istituzioni regionali. La UIL FPL sollecita l’intervento del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e chiede una convocazione urgente per affrontare in modo strutturato la piaga delle aggressioni e investire seriamente nella sanità pubblica campana. “Questa emergenza non può più essere sottovalutata – concludono –: la sicurezza di chi cura deve diventare una priorità assoluta”.

Corso sviluppatore software: come funziona e cosa ti insegna davvero

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Lo sviluppo software non è solo codice: è logica, metodo e tanta pratica. E oggi, con la crescente domanda di professionisti IT, capire come scegliere un corso sviluppatore software può fare davvero la differenza tra un hobby improvvisato e una carriera concreta.
In questo articolo scoprirai da dove si comincia, cosa si impara, come capire se è la strada giusta per te e quali opportunità può aprire.
L’obiettivo? Farti capire come orientarti, senza perdere tempo in corsi che promettono troppo e insegnano poco.

Sommario

  • Corso sviluppatore software: da dove si comincia davvero
  • Cosa si impara in un corso sviluppatore software: linguaggi, logica e metodo
  • Come capire se un corso sviluppatore software fa per te
  • Quanto dura e come si struttura un vero corso da sviluppatore software
  • Le opportunità che un corso sviluppatore software può aprirti nel mondo tech
  • Errori da evitare quando scegli un corso sviluppatore software
  • Perché affidarti a Sviluppatore Migliore per orientarti nel corso giusto

Corso sviluppatore software: da dove si comincia davvero

Ogni percorso inizia con una scelta consapevole: quella di voler capire come funziona davvero il mondo del codice. Un corso sviluppatore software è il punto di partenza per chi vuole imparare a costruire applicazioni, siti, gestionali, app o piattaforme digitali.
Si parte sempre dalla base: imparare a pensare come uno sviluppatore. Non basta conoscere un linguaggio o un framework, serve capire la logica che sta dietro ogni programma. Il corso serve proprio a questo — trasformare la curiosità in competenza, e la teoria in pratica.
Non è magia, è metodo. Le prime lezioni di solito introducono concetti di logica, algoritmi e strutture dati, così da costruire solide fondamenta su cui poggiare il resto del percorso. È qui che inizi a capire come ragiona un software e perché ogni riga di codice deve avere uno scopo preciso.

Cosa si impara in un corso sviluppatore software: linguaggi, logica e metodo

Dentro un corso per sviluppatore software, la parte più importante non è solo imparare un linguaggio di programmazione, ma sviluppare una mentalità analitica. Si passa da concetti astratti alla pratica quotidiana: come leggere un problema, come scomporlo in piccoli passi, come scrivere codice chiaro e mantenibile.
Generalmente si inizia con linguaggi come Python, JavaScript o Java. Ognuno ha un suo perché: Python per la semplicità e la logica, JavaScript per la parte web, Java per la struttura e la robustezza. Ma la vera lezione non è “quale linguaggio impari”, bensì “come impari a pensare”.
Un buon corso ti insegna anche l’uso di strumenti come Git, le basi di un database, la collaborazione in team e la gestione delle versioni. Si tocca con mano il ciclo di vita di un software: analisi, sviluppo, test, rilascio. Ogni passaggio ti mostra come il codice non viva da solo, ma dentro un processo.

Come capire se un corso sviluppatore software fa per te

La domanda che molti si fanno è semplice: “sono portato per programmare?”. La risposta non è nel talento, ma nella costanza. Un corso sviluppatore software fa per te se ami capire come funzionano le cose, se ti piace risolvere problemi e se non ti spaventa la logica.
I corsi migliori ti aiutano anche a scoprirlo presto. Ti mettono subito alla prova con esercizi concreti, progetti pratici e feedback continui. È in quelle ore di tentativi e debug che capisci se ti appassiona davvero.
Non serve essere un genio della matematica, basta avere curiosità e metodo. Se quando qualcosa non funziona non ti arrendi, ma vuoi capire perché, allora sei già a buon punto. È un percorso che si costruisce giorno dopo giorno, e un corso fatto bene ti accompagna con equilibrio tra teoria e applicazione reale.

Quanto dura e come si struttura un vero corso da sviluppatore software

Non esiste una durata perfetta, ma esistono strutture sensate. Un corso sviluppatore software serio alterna moduli di teoria e pratica, lasciandoti il tempo di metabolizzare e mettere le mani sul codice.

I percorsi intensivi possono durare da poche settimane a qualche mese, quelli più approfonditi anche un anno. L’importante è che il programma segua una progressione chiara: dalle basi di logica e linguaggi, fino a progetti complessi e simulazioni di casi reali.
Un aspetto fondamentale è l’approccio “learning by doing”: si impara facendo, sbagliando, correggendo. La teoria serve a capire cosa stai facendo, ma è la pratica a farti diventare uno sviluppatore. Nei corsi più moderni si lavora anche su metodologie agili, ambienti collaborativi, versionamento del codice e gestione del tempo di sviluppo. In questo modo si avvicina la formazione al mondo reale del lavoro.

Le opportunità che un corso sviluppatore software può aprirti nel mondo tech

Concludere un corso per sviluppare software apre molte strade. Il mercato del digitale è vasto e in continua crescita: aziende, startup, enti pubblici e realtà internazionali cercano sviluppatori ogni giorno.
Ma non si tratta solo di trovare lavoro. È anche una questione di libertà: puoi lavorare in azienda, in remoto, come freelance o su progetti tuoi. La figura dello sviluppatore è oggi tra le più versatili e richieste.
Inoltre, il percorso non finisce con il corso. È solo il punto di partenza. Dopo puoi specializzarti in aree come sviluppo web, mobile, data science, intelligenza artificiale o cybersecurity. Ogni scelta nasce da una base solida, quella che hai costruito nel corso.
E se pensi che serva una laurea per entrare nel settore, sappi che sempre più aziende guardano alle competenze reali, ai progetti, al codice che sai scrivere. E un corso ben strutturato può darti proprio questo: una base concreta per dimostrare ciò che sai fare.

Errori da evitare quando scegli un corso sviluppatore software

Nel mare di offerte online, distinguere un buon corso sviluppatore software da uno improvvisato è fondamentale. L’errore più comune? Farsi attirare da promesse irrealistiche: “diventa sviluppatore in due settimane”, “garantito lavoro subito”.
La realtà è diversa: servono tempo e impegno. Diffida dei corsi che saltano la logica per arrivare dritti alla sintassi. Il codice non si impara per imitazione, ma per comprensione.
Un altro errore è sottovalutare la parte pratica. Se un corso ti fa solo guardare video senza mai scrivere codice, non stai imparando davvero. Un buon percorso ti mette davanti a problemi reali, ti insegna a cercare soluzioni e ti fa capire come lavora un team vero.
Anche il supporto conta: docenti disponibili, community attiva, feedback costruttivi. Questi elementi fanno la differenza tra un corso qualunque e un’esperienza formativa che lascia il segno.

Perché affidarti a Sviluppatore Migliore per orientarti nel corso giusto

Arrivati a questo punto, forse ti stai chiedendo: “ok, ma come scelgo il corso giusto per me?”. È qui che entra in gioco Sviluppatore Migliore. Non perché venda corsi, ma perché aiuta a orientarti tra le tante opzioni, capendo qual è quella più adatta ai tuoi obiettivi, al tuo tempo e al tuo livello.
Sviluppatore Migliore nasce per guidare chi vuole entrare nel mondo del software in modo consapevole. Ti aiuta a capire come funziona il mercato, quali competenze servono davvero e quali percorsi formativi offrono valore concreto.

Affidarti a chi conosce il settore significa evitare errori, risparmiare tempo e costruire un piano realistico. Che tu voglia cambiare lavoro, migliorare le tue competenze o cominciare da zero, Sviluppatore Migliore ti aiuta a trovare la direzione giusta.
Un consiglio semplice ma potente: prima di iscriverti a un corso per sviluppare software, parlane con chi il mondo del codice lo vive ogni giorno. Ti sorprenderà quanto può cambiare la prospettiva.

Scegliere un corso sviluppatore software oggi è una delle mosse più intelligenti che puoi fare se vuoi entrare nel mondo digitale con le idee chiare. Ma serve metodo, attenzione e una buona dose di curiosità. Il corso giusto ti insegna a ragionare come uno sviluppatore, non solo a scrivere codice.
E quando hai accanto realtà come Sviluppatore Migliore, puoi affrontare questo percorso con più sicurezza, sapendo che ogni riga di codice scritta è un passo verso il futuro che stai costruendo.

Vuoi capire qual è il corso più adatto a te?
Parlane con chi il mondo dello sviluppo lo vive ogni giorno: contattaci oggi per scoprire il percorso giusto per te.

Campi Flegrei, sciame sismico nella mattinata: due scosse registrate a Pozzuoli

Pozzuoli– La terra torna a tremare nei Campi Flegrei. Uno sciame sismico ha interessato l’area vulcanica nella mattinata di lunedì 15 dicembre, con due eventi distinti registrati dall’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

La prima scossa, di magnitudo 1.9, è stata rilevata alle ore 7.47 con epicentro nella zona del Monte Cigliano, nel territorio comunale di Pozzuoli. Il sisma si è verificato a una profondità di 3 chilometri, in linea con l’attività tipica della caldera flegrea.

Appena quattro minuti dopo, alle 7.51, i sismografi hanno registrato un secondo evento di minore intensità. La scossa, di magnitudo 1.1, ha avuto epicentro nei pressi della base dell’Aeronautica Militare, sempre nel comune puteolano.

Lo sciame sismico rientra nel fenomeno del bradisisma che da anni caratterizza l’area dei Campi Flegrei, una delle zone vulcaniche più monitorate al mondo. Gli strumenti di sorveglianza dell’INGV registrano costantemente l’attività sismica e le deformazioni del suolo nell’intera caldera.

Le autorità locali confermano che non si sono verificati danni a persone o cose, né sono stati segnalati particolari disagi per la popolazione residente. La rete di monitoraggio continua a seguire l’evoluzione della situazione in tempo reale.

L’eredità dei clan e la nuova camorra: un deserto pieno di voci

Napoli – C’è un momento, dopo ogni inchiesta e dopo ogni processo, in cui le carte smettono di pesare e diventano solo carta.

Ma le intercettazioni no: quelle rimangono. Rimangono nella memoria collettiva di una città, Napoli, che ha imparato a riconoscere la voce della camorra come il battito di un motore acceso dietro una saracinesca. E le ultime inchieste della Dda di Napoli quelle sui potenti clan Licciardi della Masseria Cardone e il clan Russo di Nola – fatta di inseguimenti, imboscate, “magliette” intese come carichi di droga e ordini sussurrati tra un vicolo e un appartamento-abitacolo fa emergere come la camorra ha la capacità di risorgere. Con le nuove generazioni.

Questa generazione – 18-25 anni in molti casi – si ritrova improvvisamente al timone di realtà complesse: piazze di spaccio da amministrare, rapporti con i fornitori da mantenere, relazioni con gli “amici di fuori” da non compromettere. Ma lo fa con la stessa superficialità con cui maneggia un telefono criptato o un’arma “a perdere”.

E non è un caso che i più saggi tra i vecchi affiliati lo ripetano in mille modi, spesso senza essere ascoltati: “Questi non sanno chi era chi. Non sanno che significa tenere una zona. Sanno sparare, ma non sanno comandare”.

Le nuove generazioni: reggere senza sapere comandare

Se c’è un filo rosso che attraversa le ultime inchiesta sulla camorra napoletana, è l’irruzione di un’intera generazione di giovani “reggenti” cresciuti in fretta, troppo in fretta.
Giovani che parlano come se avessero visto tutto ma che spesso non hanno visto niente: hanno solo ereditato una guerra.

Le intercettazioni li inchiodano a un linguaggio che è già una condanna: Io mo’ comando qua… ma se quelli tornano ho già pronta la valigia”. È leadership o paura? È comando o disperazione?

L’illusione del potere e la verità dei conti

Ci sono poi gli equilibri economici, il vero motore che mantiene in piedi la camorra. Il clan, ogni clan, non vive di spari ma di conti: percentuali, forniture, “messe a posto”, giri di denaro che devono scorrere come un fiume sotterraneo.

E qui emerge la contraddizione più dolorosa: la camorra appare sempre povera mentre amministra ricchezze immense.

Poveri i soldati, poveri gli intermediari, poveri i pusher utilizzati come carne da macello. A confermarlo sono decine di conversazioni, alcune quasi grottesche, come questa: “Capo, ma quando ci dai qualcosa? È un mese che faccio servizio…”.
“Tieni, piglia ’sti 50 euro e non rompere… mo’ quando arriva la partita facciamo i conti veri”.

La camorra è un datore di lavoro crudele: paga tardi, paga poco, paga sempre meno degli altri poteri criminali europei. Eppure continua ad arruolare. Perché non esiste concorrenza sociale. Perché dove finisce lo Stato, inizia l’economia criminale.

Il fallimento delle alleanze e il trionfo dei tradimenti

Nelle ricostruzioni della ultime inchiesta sulla camorra, un elemento ritorna come un’eco costante: nessuno è davvero alleato di nessuno.

Lo si capisce da quelle telefonate in cui un uomo giura fedeltà a un boss e, pochi minuti dopo, chiama il nemico per offrirgli informazioni. O da quelle riunioni clandestine dove tutto sembra solido, tranne la parola data.

Una delle intercettazioni più emblematiche di questo clima è quella in cui un uomo vicino al gruppo reggente dice:

“£Noi oggi siamo con loro… ma se domani ci conviene essere dall’altra parte, lo facciamo. È la strada che lo dice, non la famiglia”.

È la fine dell’idea romantica – per quanto distorta – del clan come struttura stabile, organica, quasi “istituzionale”. La camorra di oggi è liquida, opportunista, capace di mutare pelle in meno di ventiquattr’ore.

Il ruolo degli “esterni”: intermediari, donne, parenti, prestanome

In una camorra che cambia, ci sono figure che diventano decisive. In primo luogo le donne: sempre più centrali nella logistica, nella gestione dei rapporti, nei contatti con i detenuti.
E poi gli “esterni” insospettabili: piccoli imprenditori, commercianti, parenti puliti.

E ci sono le intercettazioni che testimoniano la loro importanza. Come quella, asciutta e inquietante, in cui un intermediario dice: “Finché la voce la porto io, non se ne accorge nessuno. Basta che non parlate voi”.

La camorra vive perché parla poco. E quando parla, parla tramite altri. La criminalità che resta: un sistema senza pace Le faide di camorra, quelle con decine di morti, sono finite.
O meglio: la fase visibile di quegli scontri è finita.

È come un incendio sotterraneo: le fiamme non si vedono, ma sotto terra la brace continua a bruciare.Lo dimostrano le ultime mosse del clan, le riorganizzazioni silenziose, i giovani che salgono e scendono come in un ascensore senza piano finale.

E soprattutto lo dimostrano le parole, ancora una volta. Tra tutte, questa: “Noi non finiamo mai. Finiscono le persone, non il sistema”. È una frase che sembra scritta per un romanzo. E invece è vera.

L’unica certezza: la camorra non muore, cambia

La camorra non è più quella di vent’anni fa, ma non è nemmeno meno pericolosa. È solo più adattabile, più mobile, più disposta a sacrificare chiunque pur di sopravvivere. Gli scontri tra clan a suon fi morti hanno lasciato un’eredità fatta di paura, soldi, silenzi e voci.

Ma soprattutto ha lasciato una lezione che nessuno, davvero nessuno, può permettersi di ignorare: finché esisterà un vuoto di potere, la camorra lo riempirà; finché esisterà un’assenza dello Stato, il clan diventerà Stato. E in fine finché esisterà un quartiere che ha bisogno di qualcosa, la camorra sarà pronta a offrirla.

 

Napoli, allarme dei fan: nuovi video choc dell’attore Artem Tkachuk

Napoli – Tornano a far discutere i comportamenti di Artem Tkachuk, giovane attore noto al grande pubblico per il ruolo nella fortunata serie televisiva Mare Fuori. Nelle ultime ore sui suoi profili social sono comparsi nuovi video giudicati allarmanti, che hanno rapidamente fatto il giro della rete e acceso la preoccupazione di cittadini e fan.

Nei filmati, l’attore insulta apertamente i cittadini di Afragola, riprende muri imbrattati con svastiche e, in una delle sequenze più inquietanti, lancia oggetti contro un’auto in corsa, apparentemente nel tentativo di provocare una reazione e innescare uno scontro. Scene che hanno suscitato sconcerto e timore, anche per i possibili rischi legati all’incolumità propria e altrui.

Non si tratta, purtroppo, di un episodio isolato. Già nei mesi scorsi Tkachuk era finito al centro delle cronache dopo essersi presentato al pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli in evidente stato di alterazione, episodio culminato – secondo quanto ricostruito all’epoca – in momenti di forte tensione e nell’aggressione al personale sanitario, con conseguente intervento delle forze dell’ordine.

Alla luce dei nuovi video, diversi cittadini hanno scritto al deputato di Alleanza Verdi–Sinistra Francesco Emilio Borrelli, chiedendo un intervento immediato. La richiesta non è solo di controllo, ma soprattutto di aiuto, nella convinzione che i comportamenti mostrati siano il segnale di un disagio profondo.

“Ho conosciuto personalmente Artem tempo fa e quello che vediamo oggi è motivo di grande preoccupazione – ha dichiarato Borrelli –. Si tratta di atteggiamenti inspiegabili, privi di logica, che non possono essere liquidati come provocazione o spettacolo. È evidente che questa persona abbia bisogno di supporto”.

Il parlamentare annuncia un passo concreto: “Mi attiverò presso le istituzioni competenti per provare a dare una mano ad Artem. Intervenire ora significa tutelare lui e la collettività, prima che questa spirale possa degenerare ulteriormente e trasformarsi in qualcosa di irreversibile”.

Il caso riapre anche una riflessione più ampia sul peso della notorietà improvvisa, soprattutto su giovani interpreti diventati simboli per migliaia di ragazzi grazie a una serie di enorme successo come Mare Fuori. Una popolarità che, se non accompagnata da reti solide di sostegno, può trasformarsi in un amplificatore di fragilità.

Intanto, mentre i video continuano a circolare, l’allarme resta alto. In molti chiedono che si intervenga rapidamente, non per alimentare gogna mediatica, ma per fermare comportamenti pericolosi e offrire un percorso di aiuto reale, prima che sia troppo tardi.

Oroscopo di lunedì 15 dicembre 2025 – Previsioni di Paolo Tedesco

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Ecco come le stelle influenzeranno la tua giornata, segno per segno, con i consigli astrologici per navigare al meglio le energie cosmiche.

ARIETE
Amore: La Luna in Scorpione accende la passione. Discussioni profonde possono rafforzare un legame. Single: attrazione magnetica ma attenzione all’intensità.
Lavoro: Marte in Sestile con Saturno dà determinazione. Ottimo per progetti in fase di avvio.
Salute: Energia alta, ma evita sforzi eccessivi. Attenzione alla testa.
Finanze: Una spesa imprevista potrebbe presentarsi. Valuta bene prima di acquistare.
Consiglio di Paolo Tedesco: Non bruciare le tappe. La costanza oggi vale più dell’impulsività.

TORO
Amore: Venere in Capricorno favorisce la stabilità. In coppia: cercate concretezza. Single: potrebbe interessarti una persona matura.
Lavoro: Ottimo per trattative e accordi a lungo termine. La pazienza viene premiata.
Salute: Cura l’alimentazione. Ricorda di bere acqua.
Finanze: Giornata positiva per bilanci e pianificazione. Evita investimenti speculativi.
Consiglio di Paolo Tedesco: Fidati del tuo istinto pratico. È il tuo faro.

GEMELLI
Amore: Mercurio retrogrado in Sagittario: chiariamo malintesi. In coppia, dialogo sincero. Single: ex potrebbero riaffacciarsi.
Lavoro: Ritocchi e revisioni sono necessari. Non prendere decisioni definitive su comunicazioni.
Salute: La mente è affaticata. Una passeggiata all’aria aperta ti aiuterà.
Finanze: Attenzione a clausole e contratti. Rileggi tutto.
Consiglio di Paolo Tedesco: Rallenta. Il messaggio giusto arriverà, ma serve tempo.

CANCRO
Amore: La Luna nel tuo campo emotivo (Scorpione) rende i sentimenti vividi. Cerca intimità e comprensione.
Lavoro: Lavorare in team dà ottimi frutti. Condividi le tue idee.
Salute: Le emozioni influiscono sullo stomaco. Cerca tranquillità.
Finanze: Una spesa per la casa o la famiglia può essere necessaria e benefica.
Consiglio di Paolo Tedesco: Proteggi il tuo spazio emotivo, ma non isolarti.

LEONE
Amore: Il Sole nel tuo campo relazionale (Sagittario) porta leggerezza. In coppia: pianificate un’avventura. Single: occhi stranieri.
Lavoro: Creatività al top. Esponi le tue proprie con fiducia.
Salute: Vitalità buona. Attenzione alla postura se stai seduto a lungo.
Finanze: Opportunità interessanti da un contatto. Non decidere oggi.
Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo entusiasmo è contagioso. Usalo per ispirare.

VERGINE
Amore: L’attenzione è sui doveri. In coppia, un gesto di servizio vale più di mille parole.
Lavoro: Giornata di grande efficienza. Ottima per organizzare e sistemare dettagli.
Salute: Attenzione al sistema nervoso. Ritmi troppo serrati vanno evitati.
Finanze: Risparmi confermati. Piccolo extra da un lavoro ben fatto.
Consiglio di Paolo Tedesco: La perfezione sta nell’equilibrio, non nel controllo ossessivo.

BILANCIA
Amore: Venere in Capricorno suggerisce di costruire. In coppia: parlate di obiettivi comuni. Single: attratto da chi ha le idee chiare.
Lavoro: Relazioni pubbliche fortunate. Saper mediare è la tua carta vincente.
Salute: Cerca armonia tra impegni e riposo. Yoga o stretching consigliati.
Finanze: Invito a cena o spesa sociale. Nel complesso, giusta.
Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo fascino è nel garbo. Usalo per aprire porte.

SCORPIONE
Amore: La Luna nel tuo segno esalta sensualità e carisma. Passione in primo piano.
Lavoro: Intuito formidabile per capire dinamiche nascoste. Usalo con saggezza.
Salute: Energia emotiva intensa. Attività fisica può essere una valvola di sfogo sana.
Finanze: Potresti intuire una truffa o un affare poco chiaro. Fidati del presentimento.
Consiglio di Paolo Tedesco: La tua forza è nella profondità, non nella manipolazione.

SAGITTARIO
Amore: Il Sole nel tuo segno ti rende irresistibile. In coppia: portate novità. Single: sei al centro dell’attenzione.
Lavoro: Idee brillanti e ottimismo. Attenzione a promettere troppo.
Salute: Ti senti invincibile, ma non trascurare il riposo.
Finanze: Tentazione di spendere per viaggi o hobby. Goditela, ma con moderazione.
Consiglio di Paolo Tedesco: La tua freccia colpisce il bersaglio solo se sai dove vuoi andare.

CAPRICORNO
Amore: Venere nel tuo segno dona dolce austerità. In coppia: gesti d’affetto concreti. Single: piaci per la tua serietà.
Lavoro: Gli sforzi degli ultimi mesi iniziano a dare segni tangibili di riconoscimento.
Salute: Solida. Una routine disciplinata è la tua migliore alleata.
Finanze: Pianificazione a lungo termine eccellente. Possibile aumento o riconferma.
Consiglio di Paolo Tedesco: La montagna si scala un passo alla volta. Oggi vedi la vetta.

ACQUARIO
Amore: Urano in aspetto stimolante: incontri inaspettati. In coppia, evita l’eccessiva distanza emotiva.
Lavoro: Geniale e fuori dagli schemi. Collabora con menti altrettanto innovative.
Salute: Benessere mentale è prioritario. Stacca dai dispositivi elettronici.
Finanze: Idea rivoluzionaria per guadagnare. Studiala bene prima di lanciarti.
Consiglio di Paolo Tedesco: La tua originalità è un dono. Condividila con il mondo.

PESCI
Amore: Nettuno favorisce sogni e romanticismo. In coppia: complicità magica. Single: attrazione per un’anima artistica.
Lavoro: Ispirazione artistica o spirituale guida il tuo lavoro. Attenzione ai confini con i colleghi.
Salute: Sogna a occhi aperti, ma resta ancorato. Attenzione a raffreddori.
Finanze: Situazione nebulosa. Rimanda decisioni importanti e non firmare.
Consiglio di Paolo Tedesco: La realtà è un riflesso dei tuoi sogni. Scegli di sognare in grande.

 Cosa ci riservano le stelle lunedì 15 dicembre 2025?

Le stelle di questo lunedì pre-natalizio, guidate da una Luna intensa in Scorpione e dal Sole avventuroso in Sagittario, ci invitano a un viaggio interiore prima della festività. L’energia è duplice: da un lato la spinta a scavare nelle nostre verità più profonde (Grazie, Scorpione), dall’altro il desiderio di proiettarci verso nuovi orizzonti (Sagittario).

Mercurio retrogrado in Sagittario ci chiede di rivedere le nostre convinzioni, di ripensare a viaggi, progetti di studio o comunicazioni importanti. Non è il momento di lanci definitivi, ma di rifinire, correggere, chiarire.

In amore, Venere in Capricorno cerca sostanza e affidabilità, mentre la passione è alimentata dal fuoco Scorpionico. Nel lavoro, l’aspetto tra Marte e Saturno premia la determinazione e la pianificazione concreta.

Il consiglio generale delle stelle oggi è: agisci con intenzione, ma lascia spazio alla magia dell’imprevisto. Usa questa giornata per sistemare ciò che è rimasto in sospeso e per piantare un seme d’intenzione per l’anno che verrà. La vera avventura, a volte, inizia dalla presa di coscienza di dove ci troviamo veramente.

Napoli, scippo nella movida di Chiaia: strappano la collana del nonno a un 20enne

Napoli – Un furto con strappo ha colpito un ventenne napoletano durante la movida dei baretti a Chiaia. Il giovane, in strada con gli amici per il venerdì sera, è stato avvicinato da tre persone: uno lo ha spinto mentre un complice gli ha strappato dal collo una collana d’oro, dono del nonno prima della sua morte. Subito dopo, il gruppo lo avrebbe minacciato di picchiarlo se avesse chiesto aiuto; uno degli aggressori si sarebbe sollevato la maglietta per mostrare, verosimilmente, un’arma infilata nei pantaloni.

La vittima ha segnalato l’episodio al deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi–Sinistra), chiedendo più controlli nelle aree della movida. “Criminali sempre più spregiudicati, che agiscono in branco e credono di farla franca”, ha dichiarato Borrelli. “La movida non può diventare terra di conquista. Servono più pattuglie e una presenza costante delle forze dell’ordine soprattutto nei fine settimana, quando migliaia di giovani affollano queste zone. I malviventi devono sentire il fiato sul collo: lo Stato c’è e interviene. La sicurezza dei cittadini onesti deve tornare una priorità.”

Indagini in corso per identificare il gruppo autore dello scippo. L’episodio si inserisce in una serie di segnalazioni su scippi e rapine lampo tra i vicoli di Chiaia nelle ore di maggiore afflusso.

Conte analizza il ko di Udine: “Nel secondo tempo troppa paura, dobbiamo crescere”

Antonio Conte non cerca alibi dopo la sconfitta di Udine e va dritto al cuore del problema: l’atteggiamento mostrato dal Napoli nella ripresa. Ai microfoni di Dazn, il tecnico azzurro distingue nettamente i due volti della partita, sottolineando come nel primo tempo l’Udinese non abbia mai realmente impensierito la sua squadra, mentre il Napoli abbia costruito diverse situazioni che avrebbero meritato maggiore lucidità negli ultimi metri.

La svolta negativa arriva dopo l’intervallo, quando secondo Conte subentrano paura e insicurezza. “Nel secondo tempo abbiamo rischiato su situazioni banali, da una rimessa laterale o da rinvii sbagliati. Da lì è entrato il timore e siamo diventati troppo preoccupati”, spiega l’allenatore, evidenziando un limite che va oltre l’aspetto tattico. Il Napoli, a suo dire, deve imparare a gestire i momenti delicati senza lasciarsi condizionare dall’ansia di non subire gol. “Il pericolo oggi ce lo siamo chiamati da soli. Servono malizia ed esperienza in campo, sono i giocatori che devono saper leggere queste fasi”.

Conte allarga poi il discorso alla situazione generale della squadra, ricordando come la rosa sia stata ridimensionata per fattori esterni e come questo, inevitabilmente, presenti il conto in certe gare. Nonostante ciò, il tecnico difende il gruppo e ne riconosce l’impegno. “Ho poco da rimproverare ai ragazzi, stanno dando tutto anche nelle difficoltà. Non dobbiamo perdere entusiasmo e motivazioni”, afferma, chiedendo però un salto di qualità soprattutto in trasferta.

Il messaggio finale è chiaro e suona come una sfida interna allo spogliatoio: il Napoli può crescere, ma deve farlo sul piano della personalità e del carisma. “Fuori casa dobbiamo tirare fuori più carattere. È lì che passa il nostro margine di miglioramento”, conclude Conte, trasformando la sconfitta in un punto di partenza per il lavoro futuro.

Runjaic esalta l’Udinese: “Vittoria meritata”. Ekkelenkamp sorride: “Il Napoli mi porta bene”

L’Udinese si rimette in piedi con una vittoria pesante e simbolica, battendo il Napoli e lasciandosi alle spalle una settimana complicata. Kosta Runjaic, ai microfoni di Dazn, parla di una risposta forte e necessaria dopo la sconfitta contro il Genoa, sottolineando come la squadra abbia trasformato la sofferenza in energia positiva.

“Abbiamo reagito alla grande – spiega il tecnico – e oggi abbiamo meritato di vincere. La settimana scorsa, per via della squalifica, non ho potuto vivere la partita vicino ai ragazzi. Oggi, invece, la sofferenza è stata diversa ed è stata anche piacevole”. L’allenatore friulano difende il gruppo dalle critiche ricevute e ribadisce fiducia nel percorso intrapreso.

“Non ero soddisfatto della gara di Genova, ma i ragazzi sono stati giudicati troppo severamente. Io mi aspetto l’Udinese esattamente in questa posizione di classifica”. Parole di stima anche per Zaniolo, protagonista di una prestazione intensa e continua: “Ha fatto una grande partita, è un giocatore totalmente connesso con l’ambiente”.

Ekkelenkamp scherza: “Il Napoli mi porta bene”

Lo stesso Zaniolo racconta una vittoria vissuta come un successo collettivo. “Oggi abbiamo vinto tutti, non solo noi in campo ma anche il pubblico sugli spalti. È stata una giornata che ci siamo meritati. In settimana siamo stati molto uniti e abbiamo parlato a lungo di ciò che non aveva funzionato contro il Genoa”. L’attaccante guarda poi avanti, senza nascondere l’ambizione azzurra. “La Nazionale è un sogno e un obiettivo. Lavoro ogni giorno per tornarci e so che, continuando così, prima o poi la chiamata arriverà”.

A firmare il pomeriggio perfetto è stato Jurgen Ekkelenkamp, autore del gol decisivo, che scherza ma non troppo sul feeling speciale con il Napoli. “Magari potessimo giocare contro di loro ogni settimana, mi porta bene. Abbiamo interpretato la partita nel modo giusto e sono orgoglioso della squadra. Durante la settimana abbiamo lavorato molto bene, soprattutto dal punto di vista tattico”.

Di Lorenzo dopo Udinese-Napoli: “Sconfitta amara, gara decisa da un episodio”

La sconfitta di Udine brucia e Giovanni Di Lorenzo non lo nasconde. Il capitano del Napoli, intervenuto ai microfoni di Dazn dopo l’1-0 subito contro l’Udinese, riconosce i meriti degli avversari ma sottolinea anche i limiti mostrati dagli azzurri in una serata complicata. La squadra di Runjaić, più aggressiva e intensa, ha saputo indirizzare la gara sfruttando l’episodio chiave.

“Ci aspettavamo una partita difficile – ha spiegato Di Lorenzo – perché l’Udinese è una squadra tosta ed insidiosa. Non siamo riusciti a vincere tanti duelli e questo alla lunga ha pesato. Dispiace molto per la sconfitta, perché volevamo fare tutt’altro tipo di partita”. Parole che fotografano un Napoli meno brillante del solito, soprattutto sul piano dell’energia e della cattiveria agonistica.

Il capitano azzurro individua nel gol di Ekkelenkamp il momento che ha spezzato l’equilibrio. “Queste partite spesso vengono decise da un singolo episodio. Loro hanno trovato un eurogol e da lì la gara è cambiata. Noi, però, non ci siamo disuniti e abbiamo cercato fino alla fine di pareggiarla. In una giornata non brillante, ci portiamo a casa almeno il fatto di averci provato fino all’ultimo”.

Di Lorenzo respinge infine l’idea di un Napoli in difficoltà lontano dal Maradona. “Le trasferte non c’entrano nulla. Siamo professionisti e abituati a giocare ovunque. Il campionato è molto equilibrato e ogni punto pesa tantissimo”. Un messaggio chiaro, che suona come un invito a reagire subito e a ritrovare continuità dopo una battuta d’arresto che rischia di lasciare strascichi se non affrontata con lucidità.

Un brutto Napoli crolla anche a Udine e fallisce il sorpasso al Milan in vetta

Un capolavoro di Ekkelenkamp basta all’Udinese per piegare il Napoli e regalarsi una vittoria pesante davanti al proprio pubblico. Al Bluenergy Stadium finisce 1-0 una gara che i friulani hanno vinto con merito, soprattutto per quanto mostrato nella ripresa, lasciando la squadra di Conte ferma a quota 31 punti, superata dal Milan e in attesa dell’esito della partita dell’Inter. L’Udinese sale invece a 21 punti, rilanciando ambizioni e fiducia.

Il primo tempo scorre a ritmi bassi, con poche occasioni e un Napoli incapace di alzare davvero il livello. L’Udinese appare più reattiva e ordinata, mentre gli azzurri faticano a trovare spazi. Al 10’ l’unica vera chance partenopea arriva da un cross basso di Spinazzola, con Bertola decisivo nel salvare su Lang. Al 30’ ci prova Ekkelenkamp dal limite, ma Milinkovic-Savic respinge lateralmente.

Nella ripresa cambia tutto. L’Udinese aumenta i giri del motore e mette il Napoli alle corde. Al 52’ Davis segna al termine di una manovra splendida, ma il gol viene annullato per un fuorigioco millimetrico. I friulani continuano a spingere e al 59’ Milinkovic-Savic è miracoloso nel deviare sulla traversa una conclusione ravvicinata di Piotrowski. Il Napoli soffre, non reagisce e concede campo. Al 69’ Ekkelenkamp trova ancora la rete, annullata però per un fallo iniziale su Lobotka.

Il gol buono arriva poco dopo, al 73’, ed è da cineteca. Ekkelenkamp raccoglie palla e lascia partire un destro violento e preciso che si infila all’incrocio dei pali, senza lasciare scampo al portiere azzurro. Una rete che premia la superiorità dell’Udinese e punisce un Napoli opaco.

Conte prova a rimescolare le carte nel finale, inserendo forze fresche per cercare il pareggio. Gli azzurri hanno due occasioni enormi: all’88’ Hojlund spreca clamorosamente a pochi passi da Okoye su assist di Lucca e, in pieno recupero, è lo stesso Lucca a colpire il palo esterno in spaccata. È l’ultimo sussulto di una serata amara. Il Napoli incassa la seconda sconfitta consecutiva dopo quella europea con il Benfica e torna a casa con più di un campanello d’allarme acceso.

Il grande presepe napoletano del Settecento: storia ed arte

Il presepe napoletano 700 è molto più di una semplice rappresentazione della Natività: è un microcosmo barocco che intreccia devozione, teatro, artigianato d’eccellenza e racconto sociale. Nel Settecento la scena sacra si amplia fino a diventare un vero e proprio “paesaggio umano” popolato da pastori, botteghe, osterie, mercati e ruderi classici; una scelta iconografica che fonde il sacro col profano e riflette la società napoletana di allora.

Origini e contesto storico: perché il Settecento fu l’età d’oro

La trasformazione del presepe, da semplice gruppo della Natività a complessa scenografia urbana, comincia già nel Seicento ma raggiunge la sua piena maturità nel Settecento, periodo in cui la committenza ecclesiastica si allarga a nobili e ricchi borghesi e l’arte presepiale diventa oggetto di collezionismo e competizione sociale. La corte borbonica e l’ambiente culturale partenopeo favorirono la partecipazione di scultori e botteghe che resero i pastori sempre più raffinati, tanto nella modellazione delle teste e degli arti quanto negli abiti confezionati con stoffe e broccati. L’effetto complessivo è quello di un “teatro in miniatura” che documenta mestieri, costumi e simbolismi della Napoli del tempo.

Tecniche, materiali e protagonisti dell’arte presepiale

Il presepe napoletano del Settecento si caratterizza per l’uso combinato di materiali e tecniche: teste, mani e talvolta piedi in terracotta o pasta di terracotta; corpi con struttura in stoppa o legno; occhi in vetro; vestiture finemente cucite (da qui l’espressione «pastori vestiti»). La cartapesta, lo stucco e il sughero venivano impiegati per creare scogli, ruderi e complessi paesaggistici: scenografie in grado di simulare architetture classiche accostate a elementi di vita quotidiana (forni, ponti, taverne, banchi di mercato). A Napoli le botteghe di San Gregorio Armeno e le scuole locali di scultura e sartoria per pastori hanno consolidato queste pratiche, tramandandole nei secoli. Tra i nomi rievocati dalla tradizione compaiono importanti scultori napoletani che, pur dedicandosi ad altre committenze, collaborarono o influenzarono l’arte del presepe in epoca settecentesca.

Il patrimonio (Cuciniello e San Martino) e la fortuna contemporanea

Un punto di riferimento imprescindibile per studiare il presepe napoletano 700 è la sezione presepiale del Museo Nazionale di San Martino: qui è conservato il celebre «Presepe Cuciniello», assemblato nel XIX secolo dal collezionista Michele Cuciniello che raccolse centinaia di pastori e accessori in stile settecentesco e li donò al museo. La collezione di San Martino e le mostre dedicate hanno contribuito a legittimare il presepe napoletano come patrimonio artistico e a mantenere viva la filiera artigianale che ancora oggi anima via San Gregorio Armeno e le botteghe specializzate. Inoltre, pezzi e intere scene settecentesche sono presenti in collezioni europee e musei stranieri, testimonianza del successo internazionale di questa produzione.

Perché studiare il presepe napoletano del Settecento oggi

Il presepe napoletano 700 resta una chiave di lettura privilegiata per comprendere l’arte barocca, l’artigianato napoletano e le dinamiche sociali della Napoli del Settecento: è insieme oggetto devozionale, opera d’arte e “fotografia” etnografica. Lo studio delle tecniche, delle botteghe e delle collezioni storiche (come il Cuciniello a San Martino) aiuta a preservare competenze manuali e saperi locali e a valorizzare il presepe non solo come tradizione natalizia ma come patrimonio culturale di lunga durata.

 

Auto contro ambulanza sulla Statale 18: quattro feriti e traffico in tilt verso Reggio Calabria

Auto contro ambulanza sulla Statale 18: quattro feriti e traffico in tilt verso Reggio Calabria

Scontro nei pressi di Salerno, chiusa la carreggiata in direzione sud: uscita obbligatoria a Mariconda per consentire soccorsi e rilievi. Sul posto Anas e forze dell’ordine.

SALERNO – Quattro persone sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto sulla Statale 18 “Tirrena Inferiore”, nei pressi di Salerno, lungo la carreggiata in direzione Reggio Calabria. Nel sinistro sono rimasti coinvolti un’auto e un’ambulanza, con conseguenze pesanti sulla circolazione.

Per consentire l’intervento dei soccorsi e i rilievi necessari a ricostruire l’esatta dinamica dell’impatto, la strada è stata chiusa temporaneamente e il traffico è stato deviato con uscita obbligatoria a Mariconda. La misura ha causato rallentamenti e disagi per gli automobilisti diretti verso sud.

Sul posto sono intervenute le squadre Anas, impegnate nella gestione della viabilità e nella messa in sicurezza del tratto, insieme alle forze dell’ordine che hanno avviato gli accertamenti. Restano in corso le verifiche per stabilire le responsabilità e le cause che hanno portato allo scontro.

Castellammare, la sinistra: “Scelte sbagliate e coalizioni opache, la città rischia un nuovo commissariamento”

Castellammare– Nel pieno delle turbolenze politico-amministrative che attraversano il Comune di Castellammare di Stabia, segnate dalle inchieste della magistratura sui presunti rapporti tra alcuni esponenti politici e il clan D’Alessandro, entra nel dibattito un documento politico destinato a far discutere.

A firmarlo è Base Popolare – Democratici Progressisti, area della sinistra che chiama in causa direttamente il sindaco Luigi Vicinanza, la sua maggioranza e il Partito Democratico.

Il testo parte da una premessa netta: la città rischia di scivolare di nuovo in una spirale pericolosa, segnata dal condizionamento della camorra sull’economia, sulle professioni e sulla politica, con il pericolo concreto di una nuova sospensione della vita democratica del Comune.

Una prospettiva che richiama lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del 2022 e, andando ancora più indietro, le vicende amministrative che hanno segnato Castellammare dal 2010 in poi.

Secondo i firmatari, il nodo non è il bilancio dei primi 18 mesi di amministrazione né il confronto sulle singole politiche pubbliche, ma una domanda più radicale: le scelte fatte sono state sufficienti a impedire nuovi condizionamenti camorristici, anche all’interno del “nuovo” Consiglio comunale? La risposta, per Base Popolare, è negativa.

Il documento parla apertamente di soluzioni sbagliate e di responsabilità diffuse, riconoscendo anche una quota di autocritica. Viene contestato il modello delle coalizioni elettorali “ampie”, costruite per vincere ma incapaci di garantire una guida politica solida e trasparente. Un’impostazione che, secondo la nota, ha prodotto una maggioranza eterogenea e fragile, tanto da spingere lo stesso sindaco Vicinanza, nelle fasi iniziali, a ricorrere a una giunta definita “tecnica” per guadagnare tempo di fronte alle difficoltà di composizione dell’esecutivo.

Nel mirino finisce anche l’idea che lo scioglimento e la gestione commissariale potessero chiudere definitivamente la questione dei rapporti opachi tra politica e malaffare. Al contrario, si legge nel documento, è mancata una vera riflessione interna ai partiti e alla coalizione sulla necessità di recidere ambiguità, collusioni e pratiche elettorali distorsive, spesso alimentate da comitati elettorali e da liste civiche solo formalmente tali.

Emblematico, per i firmatari, il caso delle ultime elezioni comunali: una coalizione composta da 14 liste e 336 candidati, definita allora come un modello di “campo largo”, ma che oggi mostra tutte le sue fragilità. Troppo facile, secondo Base Popolare, tentare ora di separare le responsabilità del Consiglio comunale da quelle della Giunta: la costruzione della coalizione, ricordano, è anche responsabilità diretta del candidato sindaco, come prevede la legge attraverso la dichiarazione di collegamento con le liste.

La critica si estende al comportamento del sindaco e del Pd nelle settimane segnate dalle indagini giudiziarie. Viene contestata l’assenza di un’iniziativa politica forte, come la richiesta formale dell’invio di una Commissione di accesso e l’apertura contestuale di una verifica politica tramite le dimissioni, per evitare che la città pagasse ancora una volta un prezzo altissimo. Una strada che, sostengono, era stata indicata già in una nota del 12 novembre.

Nel documento emerge anche il timore che l’immobilismo del Partito Democratico alimenti confusione e indebolisca figure impegnate da sempre nella lotta alle mafie, come Sandro Ruotolo, chiamato a dare un contributo alla città nonostante i suoi incarichi nazionali.

Non mancano i riferimenti ai temi amministrativi rimasti, a giudizio dei firmatari, ai margini del confronto politico: dallo sviluppo economico ai quartieri, dai porti alle Antiche Terme, dalle sorgenti all’appalto dei rifiuti, fino al rischio di perdere risorse del Pnrr e del Cis. Senza dimenticare la sanità e l’ospedale cittadino, indicato come vittima di scelte politiche che nulla hanno a che fare con il lavoro degli operatori.

La decisione di uscire dalla maggioranza viene rivendicata come un atto politico necessario per denunciare l’assenza di un vero percorso partecipato e il mancato seguito dato a una mozione, approvata dal Consiglio comunale, sui temi dello sviluppo e del coinvolgimento delle realtà sociali e professionali.

Il documento si chiude con un appello alla trasparenza e alla partecipazione democratica. La lotta alla camorra, viene ribadito, non può dividere la città. Al contrario, serve una svolta politica urgente, capace di unire le forze sane, dire dei no, superare le “ammucchiate” elettorali e restituire fiducia ai cittadini, contrastando astensionismo e voto controllato.

Alla magistratura, conclude la nota, spetta il compito di accertare responsabilità e collusioni. Alla politica, a partire dal sindaco, quello di assumere decisioni immediate per evitare a Castellammare l’incubo di un nuovo commissariamento.