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Geolier annuncia la tracklist di “Tutto è possibile”: il nuovo album tra Pino Daniele e 50 Cent

NAPOLI – “Tutto è possibile” non è solo il titolo del nuovo album di Geolier, ma una dichiarazione di intenti che oggi prende forma ufficiale con la pubblicazione della tracklist. Il quarto disco del rapper napoletano uscirà ovunque il 16 gennaio e si annuncia già come uno dei progetti più ambiziosi e simbolici della sua carriera, capace di tenere insieme radici profondissime e una visione apertamente internazionale.

Il racconto parte da Napoli e da una voce che per la città è leggenda: Pino Daniele. L’album si apre proprio con un messaggio inedito del cantautore, una frase rimasta sospesa nel tempo che oggi torna a vivere e diventa la chiave di lettura dell’intero progetto. Un’eredità artistica e umana che Geolier raccoglie e rilancia, trasformandola in un manifesto personale e musicale. L’annuncio del brano è stato anticipato da un video condiviso sui social, in cui l’artista dialoga con Alessandro Daniele, figlio di Pino e presidente della Fondazione a lui dedicata, raccontando la genesi di un incontro che ha dato il titolo al disco.

Accanto a questo legame fortissimo con la tradizione, “Tutto è possibile” guarda dritto oltre i confini italiani. Tra le collaborazioni spicca quella con 50 Cent, icona mondiale del rap e riferimento dichiarato per Geolier. Un feat che va oltre l’evento discografico e assume il valore di un traguardo simbolico, la conferma di una visione costruita negli anni e della convinzione che nulla sia davvero irraggiungibile.

Il progetto si muove con naturalezza anche tra le voci più influenti della scena contemporanea, unendo nomi di peso del panorama internazionale e protagonisti assoluti dell’urban italiano. Un equilibrio che rafforza l’identità di Geolier come artista capace di parlare a pubblici diversi senza perdere coerenza, continuando a ridisegnare, uscita dopo uscita, gli standard della musica italiana.

Il nuovo album sarà anche il cuore pulsante dei grandi live già annunciati per il 2026, quando Geolier porterà questo repertorio negli stadi italiani. Dopo aver riscritto la storia dei concerti a Napoli con tre date consecutive sold out allo Stadio Maradona, il rapper è pronto a conquistare per la prima volta palchi simbolo come San Siro e l’Olimpico, confermandosi uno dei fenomeni più dirompenti degli ultimi anni.

Numeri, record e certificazioni raccontano solo in parte un percorso che continua a crescere. “Tutto è possibile” arriva come la sintesi di questo cammino: un disco che nasce da Napoli, dialoga con il mondo e ribadisce che, per Geolier, i limiti esistono solo per essere superati.

Unpli mappa l’Italia invisibile: oltre 30mila beni nel censimento del patrimonio immateriale

C’è un’Italia che non si misura in monumenti o metri quadri, ma vive nei gesti quotidiani, nei riti tramandati, nelle lingue locali e nelle tradizioni custodite dalle comunità. È questa l’Italia che emerge dal primo Censimento del Patrimonio culturale immateriale, presentato alla Camera dei deputati, che ha già raccolto oltre trentamila elementi tra tradizioni, manifestazioni, prodotti locali e saperi antichi.

Il progetto, avviato nel 2023 e promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia in collaborazione con Anci e con l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale, sotto la supervisione del ministero della Cultura, nasce con l’obiettivo di preservare e condividere un patrimonio fragile, destinato a scomparire se non viene raccontato e trasmesso. Un lavoro che si inserisce pienamente nello spirito della Convenzione Unesco del 2003 e che, per sua stessa natura, non potrà mai dirsi concluso.

Il cuore operativo dell’iniziativa è radiciculturali.it, il portale che traduce in forma concreta questa imponente mappatura. Un archivio digitale aperto che oggi restituisce la fotografia di un patrimonio vivo, costruito grazie al contributo di migliaia di esperti, studiosi e volontari, e al coinvolgimento di musei ed ecomusei di tutta Italia. Un sistema che mette in rete comunità, territori e memorie, trasformando la tradizione in conoscenza condivisa.

“Esiste un’Italia profonda e spesso meno raccontata, ma che rappresenta l’anima più autentica del nostro Paese”, ha sottolineato il presidente Unpli Antonino La Spina, definendo il censimento un lavoro ambizioso e senza fine. Un patrimonio in continua evoluzione che non è solo memoria, ma anche una risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile, capace di rafforzare l’identità collettiva e di attrarre un turismo più consapevole, soprattutto nei piccoli borghi.

Un valore riconosciuto anche dalle istituzioni. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha rimarcato il ruolo fondante del patrimonio immateriale nella costruzione dell’identità nazionale, mentre la ministra del Turismo Daniela Santanchè ha evidenziato come tradizioni e riti locali stiano diventando una leva concreta per la destagionalizzazione dei flussi turistici. Un processo in cui le Pro Loco e i Comuni, come ricordato dal vicepresidente Anci Roberto Pella, assumono un ruolo centrale di custodi e protagonisti dello sviluppo territoriale.

La presentazione del censimento arriva in una settimana simbolica per la cultura italiana, segnata anche dal riconoscimento Unesco della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità. Un segnale forte che conferma come l’Italia delle tradizioni non sia un’eredità del passato, ma una risorsa viva, capace di parlare al futuro.

Ricerca clinica, l’Ospedale Monaldi vince il bando Roche con un progetto sull’oculistica

L’Ospedale Monaldi di Napoli conquista un importante riconoscimento nel campo della ricerca clinica, aggiudicandosi il bando “Roche per la ricerca clinica – A supporto delle figure di Data Manager e Infermieri di Ricerca”. A vincere è stato un progetto di oftalmologia presentato dall’Unità Operativa Complessa di Oculistica e candidato dalla dottoressa Flavia Chiosi, valutato e selezionato da Fondazione Gimbe in qualità di ente indipendente garante di trasparenza e terzietà.

Il successo del Monaldi si inserisce in un contesto in cui la ricerca clinica richiede competenze sempre più specialistiche. Accanto alle figure tradizionali, crescono ruoli chiave come quelli dei data manager e degli infermieri di ricerca, fondamentali per il coordinamento degli studi, la qualità dei dati raccolti e la sicurezza dei pazienti coinvolti nelle sperimentazioni. Proprio per sostenere queste professionalità, Roche ha promosso un bando che, dalla sua nascita, ha investito oltre un milione e mezzo di euro finanziando decine di borse di studio dedicate.

Il progetto premiato, denominato RoadMap, ha ottenuto un finanziamento di 30mila euro ed è focalizzato sul miglioramento organizzativo e assistenziale nella diagnosi e nel trattamento della maculopatia diabetica. L’obiettivo è rendere più rapido ed efficiente il percorso di cura dei pazienti affetti da edema maculare diabetico, una delle complicanze più gravi del diabete, in grado di compromettere seriamente la vista.

Attraverso una riorganizzazione delle visite, un utilizzo più razionale delle risorse e un attento monitoraggio dei risultati clinici e della soddisfazione dei pazienti, il progetto punta a ridurre i tempi di attesa per la diagnosi e l’avvio delle terapie intravitreali. Un passo avanti concreto che non solo rafforza il ruolo del Monaldi come centro di eccellenza nella ricerca, ma offre anche nuove prospettive di cura e una migliore qualità di vita per i pazienti.

Salerno, rissa nella notte alla Rotonda: paura e tensione nel cuore della movida

Una notte di divertimento si è trasformata in pochi istanti in una scena di caos e violenza nel cuore della movida salernitana. Tra sabato e domenica, nella zona di piazza Flavio Gioia, conosciuta da tutti come la Rotonda, una rissa ha coinvolto una quindicina di giovani, rompendo la quiete e seminando paura tra residenti e passanti.

Secondo le prime ricostruzioni, lo scontro sarebbe scoppiato per motivi apparentemente futili, degenerando rapidamente in un confronto acceso fatto di urla, spintoni e momenti di forte tensione. La situazione si è fatta critica in pochi minuti, attirando l’attenzione di chi si trovava nei locali e nelle aree circostanti, oltre a quella di numerosi cittadini affacciati alle finestre.

Sul posto sono intervenute le volanti della polizia, che hanno riportato l’ordine e avviato immediatamente gli accertamenti. Gli agenti stanno lavorando per identificare tutti i partecipanti e ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, anche attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Resta da chiarire anche se tra i coinvolti vi fossero minorenni, aspetto che potrebbe incidere sugli sviluppi dell’inchiesta.

Osteoartrite al ginocchio, all’Ospedale del Mare primo intervento di embolizzazione in ASL Napoli 1

L’innovazione medica apre nuove strade anche quando le terapie tradizionali non bastano più. All’Ospedale del Mare di Napoli è stato eseguito con successo il primo caso di embolizzazione del ginocchio in ASL Napoli 1 Centro su una paziente affetta da grave osteoartrite bilaterale, una patologia invalidante che aveva compromesso in modo significativo la sua qualità di vita.

Marina, nome di fantasia scelto per tutelarne la privacy, ha 40 anni e da tempo conviveva con un dolore cronico che limitava autonomia e mobilità. Nonostante la giovane età, aveva già affrontato senza risultati duraturi tutti i percorsi terapeutici convenzionali, dalla fisioterapia ai farmaci, passando per infiltrazioni e programmi di riabilitazione mirata. Di fronte alla persistenza dei sintomi e all’impossibilità di garantire un miglioramento stabile, l’équipe dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia, diretta da Nicola Orabona, ha scelto una strada diversa, in sinergia con la Radiologia Vascolare e Interventistica guidata da Gianpaolo Santini.

La procedura di embolizzazione dell’arteria genicolare, eseguita dai radiologi vascolari Francesco Arienzo, Giovanni Barbato e Gaetano Sicuranza insieme all’ortopedico Gennaro Busco e al personale infermieristico di sala operatoria, è una tecnica mininvasiva che agisce interrompendo selettivamente l’ipervascolarizzazione anomala responsabile dell’infiammazione cronica. L’intervento si è svolto senza complicazioni e ha consentito alla paziente di tornare rapidamente a casa.

Nei controlli successivi Marina ha riferito un netto calo del dolore, un recupero della funzionalità e una maggiore sicurezza nelle attività quotidiane, fino a poco tempo prima difficili o impossibili. Un risultato che, pur non rappresentando una cura definitiva dell’osteoartrite, apre scenari importanti soprattutto per pazienti giovani, nei quali si tenta di rinviare l’intervento chirurgico.

A sottolineare il valore di questo traguardo è il direttore sanitario aziendale Maria Corvino, che evidenzia come l’embolizzazione possa diventare un’opzione preziosa per il controllo del dolore e come questo successo clinico confermi, ancora una volta, l’importanza del lavoro multidisciplinare e della collaborazione tra diverse competenze ospedaliere.

Caserta, Biagio Chiariello nominato dirigente e comandante della Polizia provinciale

È Biagio Chiariello il nuovo dirigente e comandante della Polizia provinciale di Caserta. La nomina è stata ufficializzata dal presidente della Provincia, Anacleto Colombiano, che ha conferito al dottor Chiariello la delega alla guida del corpo, segnando un passaggio importante nell’assetto organizzativo dell’ente.

Chiariello subentra nelle funzioni dirigenziali precedentemente svolte ad interim dall’ingegner Gerardo Palmieri e assume anche il ruolo di comandante, fino ad oggi ricoperto dal facente funzioni, il sottotenente Mario Mennillo. Una scelta che punta a garantire continuità operativa e stabilità amministrativa alla Polizia provinciale, in una fase considerata strategica per il rafforzamento delle attività di controllo e presidio del territorio.

L’incarico rientra nella convenzione sottoscritta tra la Provincia di Caserta e il Comune di Arzano, in provincia di Napoli, che prevede l’utilizzo condiviso del dirigente. La nomina si colloca nell’ambito del provvedimento monocratico presidenziale numero 145 del 5 dicembre 2025 e rappresenta una soluzione temporanea, funzionalmente collegata alla successiva conclusione della procedura di trasferimento per mobilità volontaria, così come previsto dall’articolo 30 del decreto legislativo 165 del 2001.

Casoria, tenta il “cavallo di ritorno”: arrestato 20enne

Casoria– Un tentativo di estorsione con il classico “cavallo di ritorno” è stato sventato nella serata di sabato dalla Polizia di Stato di Casoria, che ha arrestato un 20enne napoletano per estorsione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il giovane è stato inoltre deferito in stato di libertà per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

La vicenda ha avuto inizio quando un uomo si è recato presso gli uffici di polizia per denunciare di aver ricevuto numerose telefonate da parte di un soggetto che chiedeva la somma di 1.000 euro per la restituzione della sua auto, rubata alcuni giorni prima a Capodrise.

Durante la stessa denuncia, la vittima ha ricevuto una nuova chiamata dal presunto estorsore, che ha permesso agli agenti di organizzare un’abile operazione di appostamento.

Seguendo le indicazioni fornite dagli operatori, la vittima ha concordato un punto di incontro per la consegna del denaro senza insospettire il malvivente. I “Falchi” della Squadra Mobile si sono quindi appostati nel luogo prestabilito, attendendo l’arrivo dell’indagato che è sopraggiunto poco dopo a bordo di una vettura.

Alla vista della Polizia, l’uomo ha tentato la fuga accelerando bruscamente e speronando l’autovettura di servizio. Dopo un breve inseguimento e una colluttazione, è stato bloccato dai poliziotti.

Durante la perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto addosso al 20enne tre involucri di hashish per un peso complessivo di circa 10 grammi. In seguito, è stata effettuata una perquisizione domiciliare presso l’abitazione del giovane, dove è stato trovato un bilancino di precisione, elemento che ha aggravato la posizione dell’indagato.

Il presunto estorsore è stato quindi arrestato e condotto in carcere, mentre l’auto è stata restituita al legittimo proprietario. L’indagine proseguirà per accertare eventuali ulteriori responsabilità e complicità nel reato.

Pozzuoli, Vincenzo Sepe morto a 16 anni: la mamma gli aveva detto di non prendere lo scooter

Pozzuoli- Una scelta fatta per approfittare di una bella giornata si è trasformata in una tragedia. Vincenzo Sepe, 16 anni, è morto in un incidente stradale avvenuto nella mattinata di oggi nel territorio di Pozzuoli, mentre si stava recando a scuola in scooter insieme a un compagno.

Poco prima di uscire di casa, la madre gli aveva raccomandato di non prendere il motorino e si era offerta di accompagnarlo lei a Napoli, dove era prevista una gita scolastica. Il ragazzo, però, ha declinato l’invito, scegliendo di mettersi in sella allo scooter Honda SH 125 che il nonno gli aveva regalato lo scorso settembre.

Il drammatico schianto si è verificato intorno alle 9 in via Fasano, poco prima della rotonda. Vincenzo era in sella allo scooter e aveva appena prelevato un amico, G.I., 17 anni, residente a Bacoli, davanti all’istituto Pareto. Per cause ancora in corso di accertamento, il mezzo a due ruote si è scontrato lateralmente con una Fiat 500 che proveniva dalla direzione opposta ed era diretta verso Arco Felice.

L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Pozzuoli e i sanitari del 118. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimare il sedicenne, per oltre quindici minuti, ma per lui non c’è stato nulla da fare. Il decesso è stato constatato sul luogo dell’incidente.

Gravissime, invece, le condizioni dell’amico che viaggiava con lui: il 17enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria delle Grazie, dove è attualmente ricoverato in prognosi riservata.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dalla polizia municipale, lo scontro non sarebbe stato frontale. Anche alla luce della conformazione della strada e della curva in cui è avvenuto l’impatto, al momento viene esclusa l’ipotesi dell’eccesso di velocità. Gli accertamenti proseguono per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità.

Intanto, la comunità è sotto choc per la morte di Vincenzo, una vita spezzata troppo presto, e per quel consiglio materno rimasto inascoltato che oggi pesa come un tragico rimpianto.

Napoli, morte di Anna Siena: il pm chiede 2 anni di carcere per il medico del Pellegrini

Napoli – La Procura della Repubblica ha chiesto due anni di reclusione per il medico del Vecchio Pellegrini accusato di omicidio colposo. La vittima è Anna Siena, 36 anni, morta il 18 gennaio del 2019 dopo essere stata visitata tre giorni prima per forti dolori addominali.

La donna, ignara di essere incinta di un feto già deceduto, fu dimessa con una semplice prognosi di lombosciatalgia e una prescrizione di antidolorifici. L’autopsia ha rivelato una verità drammatica: i dolori erano causati dalla ritenzione del feto morto in utero, che ha provocato una sindrome da coagulazione intravascolare disseminata culminata in shock emorragico fatale.

“Il decesso poteva essere evitato con una visita adeguata”, tuona la relazione del medico legale citata dal pm. I sanitari non rilevarono la gravidanza né le complicanze, nonostante i sintomi evidenti.

La famiglia di Anna, difesa dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani, segue il processo con rabbia e dolore. Le arringhe di parte civile e difesa sono in programma il 12 gennaio, data della sentenza che potrebbe fare luce su un caso che riaccende i riflettori sulle carenze diagnostiche negli ospedali napoletani.

Smantellata a Milano la banda che truffava anziani: 16 arresti e sequestro beni per 2,5 milioni

Milano – Sedici persone arrestate, cinque sottoposte all’obbligo di dimora e un indagato già detenuto per altra causa: è il bilancio dell’operazione con cui i Carabinieri del Comando provinciale di Milano hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari, emessa dal gip del Tribunale di Milano, nei confronti di 21 indagati. Le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere finalizzata a furti, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio.

Tra i destinatari dei provvedimenti figura anche una donna di 96 anni, indicata dagli investigatori come la “capostipite” del gruppo: per lei sono stati disposti gli arresti domiciliari. Secondo quanto ricostruito nell’inchiesta, avrebbe avuto un ruolo nella gestione della base logistica e sarebbe coinvolta in diversi episodi di ricettazione.

L’indagine, denominata “Altro Mondo”, è stata condotta dal Nucleo Investigativo di Milano e coordinata dalla Procura milanese. Gli accertamenti sono partiti nel 2023, dopo una recrudescenza di reati contro il patrimonio, in particolare ai danni di persone anziane e vulnerabili, con la tecnica del “finto carabiniere”: gli indagati si sarebbero presentati alle vittime utilizzando materiali e segni distintivi riconducibili alle forze dell’ordine per entrare nelle abitazioni e impossessarsi rapidamente di denaro e preziosi.

Gli investigatori hanno individuato una presunta organizzazione con base operativa nel quartiere di Muggiano, nella periferia ovest di Milano, ritenuta dedita non solo ai furti in casa ma soprattutto alla successiva “filiera” di ricettazione e riciclaggio dei beni sottratti, anche oltre confine. Sarebbero stati ricostruiti 12 furti (10 dei quali con la modalità del finto carabiniere), oltre a 15 episodi di ricettazione, 8 di riciclaggio e 2 di autoriciclaggio tra Italia, Svizzera e Belgio.

Un passaggio chiave dell’inchiesta riguarda i trasferimenti all’estero dei preziosi: secondo gli atti, in più occasioni sarebbero stati trasportati ingenti quantitativi di gioielli e oro utilizzando un camper come “copertura”, per poi riciclare la refurtiva con la complicità di gioiellerie e compro-oro ritenuti compiacenti. Il valore economico complessivo dei beni contestati è stato quantificato in circa 2,5 milioni di euro.

Nel corso delle perquisizioni, svolte anche in Svizzera con l’ausilio dell’Ufficio federale della Dogana e della Sicurezza dei Confini, i militari hanno sequestrato circa 43mila euro in contanti, orologi di lusso, lingottini d’oro, borse e monili preziosi. Trovate anche radio-trasmittenti, scanner per l’individuazione di microspie e due pistole scacciacani. Nell’ambito della stessa attività investigativa risultano già eseguiti ulteriori sequestri per circa 500mila euro tra denaro, orologi, gioielli e accessori di lusso, oltre a una pistola a salve rinvenuta occultata in un nascondiglio ricavato in una controsoffittatura.

L’inchiesta aveva già portato, nei mesi scorsi, all’arresto di due uomini italiani di 30 e 44 anni, finiti in carcere su ordinanza del gip di Milano: sono ritenuti gravemente indiziati, in concorso, di più furti aggravati in abitazione commessi tra il 6 giugno e il 14 luglio 2023 nelle province di Milano, Monza Brianza e Livorno, con vittime anziane.Le posizioni dei 21 indagati restano al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Ercolano, l’ultima sfida al racket del 2025: “Commercianti, non siete soli”

Ercolano – Un’ultima, simbolica passeggiata per chiudere l’anno all’insegna della legalità e della lotta al racket. Si terrà a Ercolano, mercoledì 17 dicembre, l’iniziativa di fine 2025 organizzata dalla Federazione Antiracket e Antiusura (FAI) della Campania, un segnale forte per ribadire la vicinanza dello Stato e delle associazioni ai commercianti del territorio.

Il periodo delle festività natalizie, tradizionalmente un momento di maggiori incassi, diventa spesso un’occasione per la criminalità organizzata di intensificare le odiose richieste estorsive. Proprio per questo la FAI scende in campo per sensibilizzare gli esercenti a non piegare la testa, ricordando loro che non sono soli. L’iniziativa vuole essere un monito chiaro: denunciare è l’unica strada per sconfiggere il “pizzo”.

L’appuntamento è fissato per le ore 10:00 di mercoledì, con partenza dal Palazzo di Città in Corso Resina. Al corteo parteciperanno figure istituzionali di primo piano, a testimonianza di un fronte comune contro la criminalità. Saranno presenti il Commissario Prefettizio Dario Caputo, il Presidente Nazionale della FAI, Luigi Ferrucci, il Presidente FAI Campania, Rosario D’Angelo, e il Presidente della sezione di Ercolano, Pasquale Del Prete, insieme alle forze dell’ordine.

L’obiettivo è far sentire la vicinanza concreta delle istituzioni a chi lavora onestamente, costruendo un muro di legalità contro ogni forma di prevaricazione. Un messaggio di speranza e coraggio per invitare le vittime a rompere il silenzio e affidarsi alla rete di protezione offerta dalla FAI e dallo Stato.

San Gennaro, domani l’attesa per il miracolo di dicembre nella Cappella del Tesoro

Napoli – Domani, martedì 16 dicembre, a partire dalle ore 9, la Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli sarà teatro della celebrazione in onore del Patrono della città, con l’auspicio della prodigiosa liquefazione del sangue del Santo.

La cerimonia sarà presieduta dall’Abate Prelato Monsignor Vincenzo De Gregorio, alla presenza dei membri della Deputazione, l’organismo che rappresenta la città e ha il compito di promuovere il culto di San Gennaro, tutelare le sue Reliquie e custodire l’inestimabile patrimonio del Tesoro.

Una data simbolo per Napoli

Il 16 dicembre rappresenta la terza celebrazione annuale dedicata al Santo Martire e affonda le sue radici in un evento drammatico della storia partenopea. La data commemora il giorno del 1631 in cui una devastante eruzione del Vesuvio minacciava di travolgere Napoli.

Secondo la tradizione, fu proprio l’intercessione di San Gennaro a salvare la città: i napoletani portarono in processione il busto con la testa del Santo e le ampolle contenenti il suo sangue verso il fiume di lava incandescente che, prodigiosamente, si arrestò.

La testimonianza del Domenichino

L’evento miracoloso è immortalato nell’affresco del Domenichino, artista che fu testimone oculare di quell’eccezionale momento. L’opera, collocata nella lunetta sopra il cancello all’interno della Cappella del Tesoro, rappresenta visivamente la processione e l’intervento prodigioso che salvò Napoli dalla furia del vulcano. Un documento d’arte che si trasforma in testimonianza storica di un legame indissolubile tra la città e il suo Santo Patrono.

La celebrazione di domani rinnova dunque una tradizione secolare che affonda le radici in uno degli eventi più drammatici e miracolosi della storia napoletana, confermando la devozione incrollabile della città verso San Gennaro.

Ai Colli Aminei il varietà napoletano torna in scena: i fratelli Salvetti omaggiano Totò e l’avanspettacolo

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Sabato 20 e domenica 21 dicembre il Teatro CortéSe di Viale del Capricorno 4, ai Colli Aminei, ospita il debutto di “Facciamoci i lazzi nostri”, varietà comico che riporta sul palcoscenico napoletano l’anima autentica dell’avanspettacolo. Protagonisti Luciano e Massimo Salvetti, affiancati da Angela Russo e Daniele Fiorentino, con l’orchestrina diretta dal maestro Gennaro Carbone.

Lo spettacolo, firmato da Raimondo Salvetti, non è un semplice omaggio nostalgico al varietà d’epoca, ma una vera dichiarazione d’amore per un genere che ha fatto la storia del teatro napoletano. I fratelli Salvetti, figli d’arte cresciuti tra quinte e rigorosi tempi scenici, recuperano la lezione dei maestri del Novecento: da Totò a Nino Taranto, da Tecla Scarano a Dolores Palumbo, senza dimenticare le grandi dinastie artistiche dei Maggio e dei De Rege.

La formula del varietà

“Facciamoci i lazzi nostri” intreccia macchiette, scenette, canzoni e farsa secondo la formula classica del varietà napoletano. Al centro della scena l’orchestrina dal vivo, elemento imprescindibile di questa tradizione, che restituisce le sonorità autentiche dell’avanspettacolo. Napoli è presenza costante, evocata attraverso i linguaggi e le atmosfere della grande drammaturgia partenopea, con riferimenti colti alla poesia di Libero Bovio e alle opere di Raffaele Viviani.

I Salvetti confermano così il loro impegno pluriennale nella custodia e trasmissione di un patrimonio scenico che rischia l’oblio. La loro cifra artistica si distingue nel panorama del teatro comico contemporaneo proprio per questa capacità di far vivere la tradizione senza imbalsamarla, praticandola con rigore artigianale e passione.

Memoria attiva sul palcoscenico

Al Teatro CortéSe va in scena un varietà che è memoria attiva, non museo. Un lavoro che dimostra come l’arte dei lazzi, delle battute a tempo e della recitazione popolare continui a parlare al pubblico di oggi, mantenendo intatta la sua forza comica e la sua dignità teatrale.

Truffe agli anziani nel Sannio: i Carabinieri lanciano campagna di sensibilizzazione

Benevento –”I Carabinieri non chiedono mai soldi a casa”: è questo il messaggio chiave lanciato dal comandante provinciale dei Carabinieri di Benevento, colonnello Marco Keten, durante la conferenza stampa di fine anno tenuta questa mattina presso la caserma di via Meomartini.

L’appello è rivolto in particolare agli anziani del Sannio, spesso vittime di truffatori abili e senza scrupoli. “Ad un mese dal mio insediamento – ha spiegato il neo comandante incontrando i giornalisti – abbiamo girato a tappeto l’intera provincia, incontrando, grazie alla preziosa collaborazione di parroci e sindaci, 2480 persone, per lo più anziane.

Sono state sensibilizzate sul modus operandi dei truffatori e sulle tecniche più comuni per raggirare le vittime”.Keten ha sottolineato l’importanza della prevenzione, invitando anche i giovani a fare la loro parte: “Essendo più esperti con le nuove tecnologie, possono supportare le istituzioni nella tutela di genitori e nonni, aiutandoli a riconoscere i tentativi di frode”.

La campagna, che ha coinvolto chiese, sedi comunali e centri per anziani in tutta la provincia, proseguirà nei prossimi mesi per rafforzare la consapevolezza e ridurre il rischio di questi reati odiosi.

Fico prende tempo sulla giunta, priorità alla macchina regionale

Il neo-presidente: “Ci stiamo lavorando”. Obiettivo principale: efficientare la Pubblica Amministrazione. Per le Aree Interne si pensa a una “unità organizzativa” snella al posto dell’assessorato.

Napoli- Nessuna fumata bianca immediata per la composizione della nuova Giunta regionale. A una settimana dall’insediamento, il neo-presidente della Regione Campania, Roberto Fico, tiene ancora le carte coperte sui nomi degli assessori, ma svela la sua strategia iniziale: lavorare prima sulla macchina amministrativa.

Dalla sua prima conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia, a margine della presentazione della convenzione per il Centro Autismo di Avellino, Fico ha risposto in modo cauto e pragmatico alla domanda sulla squadra di governo.

“Ci stiamo lavorando. Come ho detto in questi giorni, in questa settimana il lavoro mio principale è stato quello di venire qui alla Regione e iniziare a incontrare tutte le direzioni generali con cui continuerò a parlare perché la pubblica amministrazione è un elemento strategico finalizzato ai risultati migliori per imprese, per famiglie e per persone in difficoltà. Se funziona la pubblica amministrazione al meglio funzionano i servizi pubblici”.

Il presidente pentastellato, dunque, conferma di aver dedicato i suoi primi giorni al vertice a una vera e propria “ricognizione interna” tra i corridoi e gli uffici regionali. Un approccio che sembra privilegiare l’efficienza della burocrazia rispetto alla fretta politica di chiudere le caselle di giunta.

Aree Interne, Unità Organizzativa al posto dell’Assessorato

Una delle novità più interessanti riguarda la gestione delle Aree Interne, un tema cruciale per l’equilibrio territoriale della Campania. All’ipotesi di un assessorato dedicato, Fico ha risposto con una soluzione che punta alla rapidità operativa:

“Vediamo qual è la pratica migliore per arrivare al risultato migliore rispetto alla questione, magari un’unità organizzativa che cerca di lavorare in un certo modo per affrontare più velocemente alcune situazioni rispetto ai trasporti e alla sanità”.

Questa formula farebbe pensare a un organismo ad hoc o a una task force sotto la diretta supervisione della Presidenza, pensata per bypassare la possibile lentezza delle tradizionali strutture assessorili e per dare risposte più immediate su emergenze chiave come trasporti e sanità nelle province non metropolitane. Una mossa che, se confermata, segnalerebbe la volontà di Fico di gestire in prima persona il dossier strategico dello sviluppo dei territori più periferici.

Il messaggio di Palazzo Santa Lucia è chiaro: l’assetto politico della Giunta arriverà solo dopo aver gettato le basi per un’amministrazione che “funzioni al meglio”.

Enrico Caruso: tra Napoli e il successo dell’opera mondiale

Enrico Caruso è una delle figure più emblematiche della storia della lirica: un artista che trasformò il talento vocale in un vero e proprio fenomeno culturale globale, senza mai troncare del tutto il legame con la sua città natale. In questo approfondimento ricostruisco il rapporto tra Enrico Caruso e la Opera Napoletana, tracciando le tappe fondamentali della sua formazione, l’esplosione internazionale favorita dalle prime incisioni fonografiche e il modo in cui la sua immagine è stata recuperata e celebrata nella Napoli contemporanea.

Le origini napoletane e la formazione: nascita, ambiente e maestri

Enrico Caruso nacque a Napoli il 25 febbraio 1873 in una famiglia modesta; la povertà e il contesto popolare degli Ottocalli segnarono i suoi primi anni e alimentarono la sua familiarità con il repertorio locale, dalla canzone napoletana al coro parrocchiale, che avrebbe sempre accompagnato la sua carriera.

La formazione vocale di Caruso fu frammentaria ma decisiva: scoperto nelle chiese e negli spazi pubblici da appassionati locali, fu indirizzato allo studio con il maestro Guglielmo Vergine, figura chiave del suo avviamento professionale (con contratti e controversie contrattuali che segnarono i primi anni della sua carriera). Dopo gli studi e alcune esperienze in piccoli teatri, esordì professionalmente il 15 marzo 1895 al Teatro Nuovo di Napoli con L’amico Francesco, segnando l’ingresso ufficiale nella scena dell’Opera Napoletana e italiana.

Il contesto napoletano, con la sua tradizione di canto popolare intrecciata ai teatri cittadini come il San Carlo, fornì a Caruso non soltanto repertorio ma anche una sensibilità scenica che lo rese adatto sia ai ruoli veristi sia ai grandi melodrammi del repertorio internazionale.

La svolta tecnologica e l’ascesa internazionale: incisioni, metropoli e miti

Un elemento cruciale nella leggenda di Caruso fu la sua precoce adesione alla registrazione fonografica. Nel 1902 eseguì le sue prime incisioni su disco (sessioni a Milano e poi in altri studi), esperimento che lo portò in breve tempo all’attenzione di un pubblico molto più ampio di quello teatrale tradizionale: il disco rese la sua voce «domestica», riproducibile, e gli permise di diventare la prima superstar mondiale della registrazione.

Sul fronte teatrale, dopo le esperienze italiane e europee, la consacrazione oltreoceano avvenne con il debutto al Metropolitan Opera di New York nel 1903, dove Caruso consolidò una presenza continuativa per molte stagioni, interpretando ruoli che divennero pietre miliari della sua fama (Rigoletto, Aida, Pagliacci, Tosca e altri). Questa simultanea centralità nei grandi teatri e nel mercato discografico trasformò la sua figura: non più soltanto un protagonista della Opera Napoletana, ma l’interprete che portava la scuola vocale italiana nel mondo moderno della comunicazione di massa.

Va sottolineato come questa doppia dimensione, palcoscenico e disco, abbia avuto un impatto profondo sulla percezione sociale della lirica: la voce di Caruso divenne un ponte tra la cultura popolare napoletana e le platee internazionali, contribuendo a diffondere anche le canzoni partenopee oltre i confini regionali.

Il rapporto controverso con Napoli, l’eredità culturale e la memoria pubblica

Il rapporto di Caruso con la sua città fu complesso. Episodi come l’accoglienza critica (reputata a volte fredda o ostile) al Teatro San Carlo nel 1901 alimentarono racconti e leggende, tra cui quella di un suo giuramento di non cantare più a Napoli, che col tempo sono stati rianalizzati dagli storici: alcuni documenti e ricostruzioni mostrano tensioni reali, ma anche successivi fraintendimenti e mitizzazioni. In ogni caso, la frattura non cancellò l’appartenenza culturale: Caruso continuò a registrare canzoni napoletane e a essere identificato come emblema della città nel mondo.

Dopo la sua morte, avvenuta a Napoli il 2 agosto 1921, la figura di Caruso divenne oggetto di culto e di musealizzazione: la sua casa natale è oggi parte di iniziative di memoria, con un museo che conserva cimeli, registrazioni e materiali utili a ricostruire sia la carriera che il legame con la città. La memoria istituzionale e popolare napoletana ha così rimesso in primo piano il nesso tra Enrico Caruso e l’Opera Napoletana, trattenendo per la città un’eredità che è insieme artistica, sociale e turistico-culturale.

Infine, il lascito artistico di Caruso si misura ancora oggi sulla doppia frontiera: da una parte l’affermazione della voce come strumento di comunicazione globale (la proto-celebrità discografica), dall’altra il richiamo permanente alla Napoli delle origini, che permette di leggere la sua vicenda come esempio di come la Opera Napoletana possa essere al tempo stesso radice locale e veicolo d’identità nella modernità.

 

Domani una fiaccolata per Umberto Catanzaro, giovane calciatore ucciso in un agguato destinato a un conoscente

Napoli– Una processione di luce per chiedere giustizia e ricordare una vita spezzata dall’assurdo. Parte stasera, alle 18, da Piazza Montecalvario per concludersi davanti alla Prefettura, la fiaccolata in memoria di Umberto Catanzaro, il 23enne ucciso da un agguato il 15 settembre scorso ai Quartieri Spagnoli, e spentosi dopo due mesi di agonia all’ospedale Pellegrini lo scorso 17 novembre.

L’iniziativa, voluta dalla famiglia e dal suo legale, l’avvocato Concetta Vernazzaro, punta a tenere viva l’attenzione su un caso che ha sconvolto la città per la sua tragica casualità. Umberto, infatti, secondo le indagini e le dichiarazioni dei difensori, era completamente estraneo agli ambienti della criminalità organizzata. Un “ragazzo d’oro”, come lo definiscono, incappato in un meccanismo di violenza che non lo riguardava.

L’AGGUATO FATALE
Era il pomeriggio del 15 settembre quando Umberto, alla guida della sua auto, si trovava transitare nei vicoli dei Quartieri Spagnoli. All’improvviso, l’irruzione nella scena di diversi soggetti armati – si sospetta anche minorenni tra loro – e una raffica di colpi d’arma da fuoco. Il giovane veniva centrato più volte. I soccorsi e il ricovero disperato al Pellegrini furono solo il preludio a una lunga lotta, perduta dopo 63 giorni.

Le indagini, coordinate dalla procura, stanno seguendo la pista dello scambio di persona. Umberto non era il target designato. La sua unica “colpa” è stata quella di trovarsi, nel momento sbagliato, al posto sbagliato, in un quartiere dove regolamenti di conti della camorra sono purtroppo una piaga cronica. Un errore di identificazione che ha mandato in frantumi una famiglia e una vita piena di speranze.

LA VITA SPEZZATA E LA BAMBINA CHE NON CONOSCERÀ SUO PADRE
Umberto Catanzaro viene descritto da chi lo conosceva come un giovane solare, grande appassionato di calcio, sport che praticava a livello amatoriale. Il suo mondo era la sua famiglia: la madre Rosa Maria, a cui era legatissimo, e l’uomo che l’ha cresciuto come un padre sin dai suoi tre anni. Ma il progetto di vita più grande era ormai prossimo alla realizzazione: stava per diventare padre.

La compagna aspetta una bambina. Umberto aveva già scelto il nome: Azzurra. La piccola nascerà senza poter mai conoscere l’abbraccio di suo padre, a cui è stata strappata da una violenza cieca e insensata.

LA BATTAGLIA PER LA VERITÀ
“Una famiglia distrutta che oggi chiede solo verità e giustizia”, si legge in una nota diffusa dagli avvocati Concetta Vernazzaro e Sergio Pisani, che assistono i familiari. La fiaccolata di stasera non è solo un momento di raccoglimento, ma un atto di pressing civile perché le indagini facciano piena luce su dinamiche, mandanti ed esecutori. Perché nessuna ombra di sospetto o di indifferenza cali su una vittima innocente.

Il dolore privato si fa così memoria collettiva e istanza pubblica, in una città che, attraverso questo gesto, chiede di non rassegnarsi alla normalità della violenza camorristica e di onorare chi ne è stato vittima per mero, tragico caso.

Pozzuoli, scooter si schianta contro auto: muore studente di 16 anni 

Pozzuoli– La mattinata si è trasformata in tragedia sulle strade del Napoletano, dove un grave incidente stradale ha spezzato la vita di un sedicenne e ferito gravemente il suo amico e coetaneo.

Lo scontro, avvenuto questa mattina a Pozzuoli, in provincia di Napoli, ha visto coinvolti uno scooter con a bordo i due giovani e un’automobile. La dinamica dell’incidente, verificatosi in via Fasano, è ancora al vaglio delle autorità.

I due ragazzi, uno residente a Marano e l’altro a Bacoli, si stavano dirigendo verso la scuola di Arco Felice, frequentata da entrambi. L’impatto con l’auto è stato fatale per il giovane di 16 anni, che è morto sul colpo.

Il compagno di 17 anni, invece, ha riportato gravissime ferite ed è stato immediatamente soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove si trova attualmente ricoverato.

Sul luogo dell’incidente è prontamente intervenuta la Polizia Municipale di Pozzuoli per effettuare i rilievi di rito e avviare le indagini volte a chiarire le cause dello schianto. Entrambi i veicoli coinvolti sono stati posti sotto sequestro per le analisi tecniche del caso.

La comunità locale è sotto shock per la prematura scomparsa dello studente e per le sorti dell’amico, mentre si attendono ulteriori dettagli sull’esatta ricostruzione dell’accaduto.

Napoli, si lancia dalla balconata sul lungomare: morto un uomo a pochi passi da piazza del Plebiscito

Napoli – Tragedia questa mattina nel cuore della città, a pochi passi da piazza del Plebiscito. Un uomo ha perso la vita dopo essersi lanciato dalla balconata di via Cesario Console, nel tratto che affaccia su via Acton, una delle zone più frequentate del lungomare cittadino.

L’allarme è scattato nelle prime ore della giornata. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato di prestare soccorso all’uomo ma non hanno potuto far altro che constatarne il decesso a causa delle gravi lesioni riportate nella caduta.

Presenti anche gli agenti della Polizia locale di Napoli, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e mettere in sicurezza l’area. La zona è stata temporaneamente transennata per consentire i rilievi e agevolare le operazioni delle forze dell’ordine.

Al momento non risultano coinvolte altre persone. Gli investigatori stanno lavorando per chiarire le circostanze del gesto e per risalire all’identità della vittima. L’episodio ha scosso residenti e passanti, richiamando l’attenzione su una tragedia consumatasi in uno dei luoghi simbolo della città.

Mondragone, blitz antidroga a Pescopagano: 24enne arrestato dai Carabinieri

Un nuovo colpo allo spaccio di droga è stato messo a segno nella serata di domenica 14 dicembre dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, impegnati in un’intensificazione dei controlli sul territorio. L’operazione si è concentrata nel quartiere Pescopagano, area da tempo sotto osservazione per episodi legati alla criminalità e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Durante un servizio di perlustrazione, i militari hanno notato un 24enne del posto, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto agli arresti domiciliari, che si trovava all’esterno della propria abitazione. Alla vista della pattuglia, il giovane ha mostrato un comportamento sospetto, rientrando di corsa in casa nel chiaro tentativo di sottrarsi al controllo.

Nel corso della manovra, il ragazzo ha cercato di disfarsi di un borsello, lanciandolo oltre il muro di cinta dell’abitazione. Un gesto che non è sfuggito ai Carabinieri, i quali hanno immediatamente recuperato l’oggetto e proceduto alla verifica del contenuto. All’interno sono stati rinvenuti numerosi involucri di cocaina e hashish, per un peso complessivo significativo, oltre a un bilancino elettronico di precisione, due telefoni cellulari completi di schede SIM e una somma in contanti pari a 950 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio.

Il materiale è stato sequestrato e il 24enne è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato condotto nelle camere di sicurezza dell’Arma, restando a disposizione dell’autorità giudiziaria, immediatamente informata dell’esito dell’operazione.