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Maxi inchiesta sulla droga nella “Napoli bene”: condanne pesanti dopo 15 anni di processo

Napoli – La sentenza di oggi chiude, a distanza di circa quindici anni, un articolato procedimento su un traffico di droga che coinvolgeva esponenti della cosiddetta “Napoli bene”, accusati di gestire una fitta rete di spaccio di stupefacenti tra il centro cittadino e ambienti insospettabili.

Il processo ruota attorno a un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti  e numerosi episodi di cessione al dettaglio. La quarta sezione penale del Tribunale di Napoli, presieduta dalla dottoressa Piccirillo, ha oggi letto il dispositivo che definisce le posizioni di decine di imputati, molti dei quali alla fine assolti o prosciolti per prescrizione.

Le condanne principali

Il collegio ha inflitto pene pesanti per i ritenuti promotori e organizzatori del sodalizio. Guido De Paolo è stato condannato, all’esito dell’unificazione dei reati sotto il vincolo della continuazione, a 20 anni di reclusione, con esclusione delle aggravanti  e riconoscimento della recidiva.

Gagliano Giuseppe Gagliano è stato riconosciuto colpevole  e condannato a 13 anni e 6 mesi di reclusione.

Pesantissima anche la posizione di Giuseppe Sarpa, ritenuto parte dell’associazione e responsabile di diversi episodi di cessione di stupefacenti. Per lui il Tribunale ha fissato la pena finale in 20 anni di reclusione. Per altri imputati, come  Giuseppe Aiello in uno dei capi, è stata riconosciuta la responsabilità per reati continuati di spaccio, con pene nell’ordine di 6 anni di reclusione, mentre Mauro Passeggio è stato condannato a 10 anni e 8 mesi per un reato continuato di cessione di droga, al netto degli episodi esclusi relativi a singoli acquirenti.

Assoluzioni con varie formule

Accanto alle condanne, il dispositivo contiene una lunga serie di assoluzioni, spesso con formule piene. Il Tribunale, a, ha assolto tra gli altri: Giusepope Iorio (difeso dall’avvocato Rosario Arienzo) per il quale la Procura aveva chiesto 14 anni di carcere, Giuseppe Gaiano e Nunzia De Palo.

Sono stati assolti “per non aver commesso il fatto” anche Antonio Innocente, Maria Campolongo Maria, Cristiana Ciaccello, così come Imperatrice Vincenzo e Beatrice Umberto. La stessa formula assolutoria ricorre per Gison Luigi, Di Palma Giovanni, Petriccione Rosario, Gaetano Giovanni, Cossicato Gianluca, Annunziato Damiano e Apri Alessandro per un episodio già deciso con sentenza definitiva.

Sanzioni accessorie e misure di sicurezza

La sentenza prevede anche un corposo pacchetto di pene accessorie e misure limitative: De Palo Guido, Gaiano Giuseppe, Sarpa Giuseppe e altri condannati sono stati dichiarati interdetti dai pubblici uffici e colpiti da interdizione legale per la durata della pena principale.

Il Tribunale ha imposto a De Palo Guido e Sarpa Giuseppe il divieto di espatrio e il ritiro della patente di guida per due anni. È stato inoltre disposto il pagamento delle spese processuali e delle spese di custodia cautelare per i condannati, mentre è stato fissato il termine di 90 giorni per il deposito della motivazione.

Maltempo in Campania: neve in Irpinia e allagamenti nell’Agro nocerino

La Campania continua a fare i conti con il maltempo: in Irpinia la neve cade copiosa sulle vette del Monte Partenio, segnalata dall’Osservatorio meteorologico di Montevergine, mentre le squadre di emergenza sono impegnate nella messa in sicurezza della frana che ha interessato quattro tornanti di via Montevergine a Ospedaletto d’Alpinolo. L’area è sorvegliata costantemente, con il supporto di un sorvolo aereo effettuato dall’elicottero del reparto volo di Salerno.

Non solo montagna: nell’Agro nocerino-sarnese la piena del fiume Sarno e dei suoi affluenti ha provocato allagamenti e disagi diffusi. Tra i comuni più colpiti, San Marzano sul Sarno, Pagani, Scafati, Nocera e Angri. A Scafati, le zone maggiormente colpite comprendono via Longole, traversa Occhio di Bue, via Terze e alcuni vicoletti di via Orta Longa, in particolare traversa Morena. Anche piazza Garibaldi ha vissuto momenti critici, ma la situazione è rientrata nella notte.

Le autorità locali invitano i cittadini alla massima prudenza, mentre proseguono le operazioni di sorveglianza e intervento per limitare rischi e danni. La situazione resta monitorata in tempo reale dalle squadre di Protezione Civile, vigili del fuoco e tecnici comunali.

Tassazione cripto in Italia: nessuna plusvalenza su conversioni eurostablecoin secondo la bozza

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La più recente bozza della Legge di Bilancio 2026 introduce un’importante distinzione fiscale per gli investimenti digitali, prevedendo l’innalzamento dell’aliquota sulle plusvalenze da criptovalute al 33%, ma escludendo da tassazione le conversioni tra euro e stablecoin ancorate alla valuta europea, con un regime agevolato fissato al 26% per le operazioni su tali strumenti.

Per comprendere l’impatto delle misure proposte è utile analizzare la crescente differenza di trattamento tra asset ad alta volatilità e stablecoin. Nei servizi digitali, la sicurezza e la custodia degli asset assumono un rilievo paragonabile a quello dei sistemi di pagamento avanzati come miglior portafoglio crypto, in cui trasparenza, wallet management, interoperabilità e controllo delle chiavi private definiscono standard sempre più cruciali.

La bozza stabilisce che le plusvalenze realizzate con la vendita diretta di criptovalute tradizionali saranno soggette a un’imposta del 33%, allineando il prelievo ai rendimenti finanziari ordinari. Le stablecoin denominate in euro, invece, beneficeranno di un’aliquota ridotta, riflettendo la minore esposizione a rischi di mercato e fluttuazioni improvvise.

L’esclusione delle conversioni eurostablecoin dal computo delle plusvalenze risponde a un’istanza di semplificazione contabile, permettendo ai contribuenti di gestire la liquidità digitale come una forma di valuta di riserva senza continui obblighi dichiarativi, purché non si trasformi in speculazione attiva su coppie di cambio.

Obiettivi di semplificazione e stimolo alla tracciabilità

Le autorità fiscali cercano di mantenere un equilibrio fra incentivo all’innovazione e protezione del gettito. La semplificazione promessa sembra orientata a evitare doppi conteggi nelle movimentazioni interne tra wallet personali, spingendo gli operatori a utilizzare piattaforme registrate e facilmente monitorabili attraverso la rete blockchain autorizzata.

Un punto rilevante è la previsione di una soglia minima di esenzione analoga a quella oggi applicata al possesso di valute estere. Secondo la bozza, eventuali movimenti inferiori a un valore complessivo annuo definito non sarebbero soggetti a tassazione, favorendo così piccoli investitori e utenti abituati all’uso delle stablecoin per pagamenti ricorrenti.

Effetti sui comportamenti degli investitori

La prospettiva di una tassazione più elevata sulle criptovalute volatili potrebbe orientare una parte del mercato verso asset stabili. Gli investitori istituzionali, già inclini alla prudenza regolamentare, potrebbero aumentare l’esposizione su token ancorati all’euro per ridurre il rischio di compliance e garantire rendicontazioni più prevedibili.

Si prevede che la misura possa anche spingere le piattaforme di trading a sviluppare strumenti di conversione automatica tra cripto e stablecoin, in modo da consentire strategie di protezione del capitale immediatamente compatibili con le nuove norme fiscali. Tale evoluzione segnerebbe un graduale spostamento delle preferenze operative dal trading speculativo all’utilizzo più gestionale dell’economia digitale.

L’impatto sul mercato delle stablecoin europee

Il vantaggio fiscale accordato alle stablecoin denominate in euro potrebbe rafforzare il ruolo delle emissioni conformi alle normative europee MiCA. L’eventuale esclusione da tassazione delle conversioni incoraggia la creazione di riserve trasparenti, alimentando la domanda di strumenti digitali garantiti da conti bancari reali situati nell’area economica comune.

I soggetti emittenti potranno essere chiamati a fornire certificazioni periodiche per attestare la corrispondenza tra riserve in euro e token circolanti. Ciò consentirebbe al Fisco di verificare la natura non speculativa dei trasferimenti, proteggendo al contempo i risparmiatori da emissioni non coperte o legate a entità extraUE con minori garanzie di vigilanza.

Questioni di compliance e implementazione tecnica

L’applicazione delle nuove aliquote richiederà adeguamenti nei software gestionali delle piattaforme di scambio. Gli intermediari dovranno introdurre moduli capaci di distinguere tra transazioni imponibili e passaggi di semplice conversione interna. Ciò implica un maggiore coordinamento tra operatori tecnologici, fiscalisti e amministrazioni competenti per evitare difformità interpretative.

La tracciabilità automatizzata costituirà un elemento chiave. Ogni wallet dovrà poter emettere report sintetici contenenti data, controvalore e tipologia dell’asset. L’obiettivo è uniformare gli standard di dichiarazione nel rispetto della privacy, senza esigere la trasmissione di informazioni sensibili che potrebbero compromettere la sicurezza individuale delle chiavi di accesso.

Reazioni politiche e confronto con altri Paesi europei

All’interno dell’arco parlamentare emergono opinioni divergenti. Alcune forze sostengono che il 33% sulle cripto più dinamiche penalizzi la competitività del comparto, rischiando di spingere le attività di trading verso giurisdizioni più flessibili. Altre formazioni ritengono la misura necessaria per allineare investimenti digitali e mercati finanziari tradizionali.

L’Italia, con questa impostazione, si collocherebbe in una fascia intermedia tra la fiscalità restrittiva di alcune economie settentrionali e la maggiore tolleranza osservata nei Paesi baltici. Il confronto con queste esperienze potrà orientare eventuali modifiche durante l’iter parlamentare, producendo una disciplina coerente con il quadro europeo emergente.

Prospettive future e ruolo del contribuente digitale

Nel medio periodo, l’intento dichiarato è promuovere una digitalizzazione controllata del risparmio, consentendo agli utenti di spostarsi liberamente tra moneta legale e token rappresentativi dell’euro. I contribuenti più attenti dovranno aggiornare le proprie strategie fiscali, integrando strumenti di reportistica automatica e mantenendo tracciabili le operazioni di acquisto o vendita.

La distinzione normativa introdotta dalla bozza potrebbe costituire un modello per altri Stati membri, fornendo una base per armonizzare i regimi tributari sulle valute digitali. Resta da chiarire se la definizione di stablecoin “ancorata all’euro” includerà solo emissioni regolamentate o anche token generati da organismi decentralizzati controllati mediante protocolli blockchain certificati.

Cedimento stradale al Vomero, chiusa via Cifariello per sicurezza

Momenti di apprensione al Vomero, dove questa mattina via Filippo Cifariello è stata chiusa al traffico veicolare a causa del cedimento della pavimentazione in due punti all’altezza del civico 16.

Il Comune di Napoli ha reso noto che l’area è stata immediatamente delimitata per garantire la sicurezza dei cittadini e prevenire incidenti. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale, i vigili del fuoco, il personale del Servizio Gestione Emergenze e Protezione Civile del Comune, oltre ai tecnici di ABC Napoli.

Questi ultimi hanno eseguito un primo sopralluogo per accertare l’entità del danno e definire gli interventi necessari per il ripristino della carreggiata. La chiusura della strada rimarrà in vigore fino a completamento delle verifiche e dell’eventuale messa in sicurezza, mentre i cittadini sono invitati a seguire percorsi alternativi fino alla conclusione dei lavori.

Terra dei Fuochi, controlli serrati tra Napoli e Caserta: sequestri e arresti

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Continua senza sosta l’azione di contrasto agli illeciti ambientali in Terra dei Fuochi. Nelle ultime operazioni, le Forze dell’ordine e l’Esercito hanno ispezionato 32 siti e aziende tra le province di Napoli e Caserta, con 18 sequestri, 3 arresti e 32 persone denunciate. Oltre 1100 veicoli sono stati controllati, con il sequestro di 20 mezzi e il ritiro di 3 patenti, mentre le sanzioni pecuniarie hanno raggiunto circa 170 mila euro.

Significative le operazioni nei campi nomadi, dove sono stati sequestrati droni, pannelli solari, telecamere e circa 30 tonnellate di cavi elettrici in rame. Arrestato anche un uomo sorpreso a sversare oli esausti a Giugliano in Campania. Particolare attenzione è stata rivolta alle discariche abusive: a Teverola, Gricignano d’Aversa, Sant’Arpino e Cesa sequestrati camion, rifiuti speciali e impianti illegali. Controlli mirati hanno interessato officine, autodemolitori e imprese tessili abusive, con ulteriori sequestri e denunce.

Il dispositivo, coordinato dai Prefetti di Napoli e Caserta, prevede il monitoraggio costante h24 attraverso droni, videosorveglianza e pattuglie miste, con l’obiettivo di garantire una prevenzione capillare e una risposta immediata a roghi, sversamenti e violazioni ambientali. L’azione integrata tra Carabinieri, Polizie locali, Esercito, Guardia di Finanza e Polizia Metropolitana conferma un modello di controllo più efficace e specializzato, volto a tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini.

Nola, Polizia sequestra fucili e munizioni in uno stabile abbandonato

Proseguono senza sosta i servizi straordinari della Polizia di Stato a Nola per contrastare la detenzione abusiva di armi e il traffico di sostanze stupefacenti. Nella mattinata di ieri, gli agenti del Commissariato locale hanno effettuato un controllo in uno stabile abbandonato situato nel Trivio di Aiano.

Durante l’ispezione, all’interno di un borsone ben nascosto, sono stati rinvenuti e sequestrati un fucile a canne mozze calibro 12, un fucile ad aria compressa, una pistola antica e 90 cartucce di vario calibro.

L’operazione rappresenta un ulteriore passo della Questura di Napoli nel contrasto alla criminalità e nella prevenzione di episodi di violenza legati alla diffusione illegale di armi da fuoco. Il materiale sequestrato è stato messo sotto custodia in attesa delle procedure giudiziarie.

Champions: per Napoli e Juventus qualificazione più vicina. Il percorso per arrivare ai playoff

Le vittorie dell’ultimo turno hanno ridisegnato il panorama europeo di Napoli e Juventus, restituendo alle due italiane prospettive di qualificazione ben più solide rispetto a quelle soltanto ipotizzabili fino a pochi giorni fa. Il successo degli azzurri sul Qarabag ha permesso alla squadra di arrivare a quota sette punti, riaprendo scenari che fino a ieri sembravano complicati.

Con tre partite ancora da disputare, gli uomini di Conte possono garantirsi l’accesso ai playoff facendo tre punti tra Benfica, Copenaghen e Chelsea, mentre con due soli punti resterebbe il rischio di finire schiacciati dalla differenza reti, ancora negativa. Le simulazioni parlano chiaro: per Football Meets Data l’86% di possibilità di qualificazione è già un margine eloquente, e resta addirittura aperto un varco per l’ingresso diretto agli ottavi. Servirebbe un percorso netto, nove punti e una differenza reti rimessa in equilibrio: un’ipotesi remota ma non irrealistica, con un 4% che tiene accesa la miccia.

La serata positiva della Juventus nasce invece dal gol allo scadere di Jonathan David contro il Bodo/Glimt, una rete che potrebbe pesare sul destino europeo dei bianconeri molto più di quanto sembri. La squadra di Spalletti sale a sei punti, a quattro dalla sicurezza matematica dei playoff. L’accesso tra le prime ventiquattro resta un obiettivo concreto, forte di un calendario che offrirà il Pafos e il Benfica allo Stadium prima del finale in casa del Monaco.

Le proiezioni di Football Meets Data assegnano alla Juventus il 91% di possibilità di qualificarsi, un dato che da solo racconta la fiducia ritrovata. Più tortuosa la strada verso la top-8: anche con tre vittorie di fila i bianconeri arriverebbero a quindici punti, quota non sufficiente per blindare gli ottavi senza passare dai playoff, ma tutto dipenderebbe da eventuali frenate delle squadre attualmente davanti e da un miglioramento deciso della differenza reti, ferma a zero. Nulla è tecnicamente precluso: serve un pieno di punti e il rallentamento altrui.

Napoli, “Parlo con i morti”: così la finta sensitiva spillava soldi in diretta social

Napoli – “Io sono il tramite con i morti”. Così, davanti alla telecamera del telefono, una sedicente sensitiva dell’hinterland napoletano agganciava utenti sui social, promettendo contatti con i loro cari defunti.

Quando capiva che dall’altra parte dello schermo c’era chi aveva abboccato, scattava la seconda fase: la richiesta di denaro.

Secondo le denunce presentate, la donna avrebbe creato una vera e propria “liturgia” in diretta: sessioni live in cui diceva di percepire messaggi dall’aldilà e, nel momento di maggiore coinvolgimento emotivo, interrompeva improvvisamente il collegamento.

Per poter proseguire – sosteneva – gli utenti avrebbero dovuto effettuare donazioni in moneta virtuale, poi convertita in denaro reale.

Le donazioni in moneta virtuale

A ricostruire il presunto meccanismo truffaldino è l’avvocato Sergio Pisani, legale di cinque donne che si ritengono vittime della finta medium. Alcune di loro risiedono all’estero ma, tramite i social, sarebbero entrate nella rete della “sensitiva” napoletana, convinte di poter dialogare un’ultima volta con madri, padri o congiunti scomparsi.

Solo in un secondo momento, dopo aver versato somme non trascurabili, si sarebbero rese conto del raggiro e hanno deciso di denunciare.

“Il quadro emerso evidenzia pericolosi casi di manipolazione emotiva finalizzata al profitto, con conseguenze particolarmente dannose per utenti fragili”, spiega il legale.

Secondo Pisani, la donna non avrebbe agito da sola: “Assieme a un gruppo di moderatori – afferma – esercitava continue pressioni psicologiche su chi non poteva donare quotidianamente, facendo leva sul senso di colpa e sulla paura di perdere il contatto con i propri cari defunti”.

Un altro elemento contestato è l’immagine professionale che la sedicente sensitiva avrebbe costruito di sé. In più occasioni, sia durante le live sia nelle conversazioni private, la donna avrebbe dichiarato di essere psicologa.

Una qualifica che, sempre secondo il racconto delle presunte vittime, avrebbe inciso sulla loro decisione di fidarsi, spingendole ad aprirsi e a confidare dolori, lutti e fragilità personali.

“La sedicente medium carpiva la fiducia delle persone fragili per mungerle”, sostiene ancora Pisani, che parla di una “sistematica opera di suggestione” ai danni di chi si trovava in uno stato di particolare vulnerabilità emotiva. Gli inquirenti dovranno ora verificare la fondatezza delle accuse, ricostruire i flussi di denaro legati alle donazioni virtuali e accertare eventuali responsabilità penali.

Il caso si inserisce nel fenomeno, in crescita, di pseudo-guru e falsi sensitivi che sfruttano le piattaforme social per intercettare persone in lutto o in difficoltà psicologica, trasformando il dolore in un canale di guadagno. Le denunce depositate potrebbero aprire la strada ad altre segnalazioni di utenti che, finora, non hanno trovato la forza di esporsi.

Posillipo, scoperti a rubare, aggrediscono gli agenti: inseguiti e arrestati

Napoli – Una scena sospetta in una strada residenziale, una fuga spericolata e un’aggressione agli agenti. È il climax di un blitz della Polizia di Stato che, nel quartiere di Posillipo, ha smantellato una banda dedita ai furti di materiale edile, con un finale a sorpresa che si è consumato a distanza di 24 ore e in due comuni diversi.

L’azione del Commissariato di Posillipo si è svolta in due atti. Giovedì scorso, in via Annibale Caccavello, l’occhio attento degli agenti in servizio di prevenzione viene attirato da un’auto ferma accanto a un furgone utilizzato per il trasporto di attrezzature da cantiere. Proprio in quel momento, due uomini vengono colti in flagrante mentre cercano di caricare freneticamente del materiale da lavoro nell’autovettura.

La fuga e l’aggressione

Alla vista delle divise, scatta il panico. I due, nel tentativo disperato di guadagnarsi la fuga, non esitano ad aggredire un poliziotto. Approfittando della concitazione del momento, il 40enne riesce a risalire a bordo dell’auto e si dà a una fuga spericolata in direzione di Piazza Vanvitelli. Il suo complice, un 55enne, sceglie invece le vie di fuga a piedi, riuscendo a dileguarsi nell’area urbana.

L’arresto del 40enne dopo l’inseguimento

La volante non si dà per vinta. Grazie anche al tempestivo supporto di una pattuglia dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, la caccia all’auto prosegue senza sosta. Poco dopo, l’autovettura viene intercettata e bloccata in via G. A. Campano, non senza difficoltà. Il 40enne, un napoletano con precedenti penali, viene tratto in arresto.

Perquisito il veicolo, gli agenti scoprono il bottino: non solo il materiale edile appena sottratto, ma anche arnesi specifici per lo scasso e altro materiale di dubbia provenienza, facendo scattare anche l’accusa di ricettazione.

Il fermo del complice in Hotel a Villaricca

La notte successiva, venerdì, la matassa si dipana completamente. I poliziotti, seguendo le piste investigative, rintracciano il secondo uomo, il 55enne complice fuggito a piedi. L’uomo, anch’egli napoletano e con un passato di guai con la giustizia, viene localizzato e bloccato in una struttura alberghiera a Villaricca. È stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria con l’accusa di rapina impropria e ricettazione.

L’Autorità Giudiziaria, confermando il fermo, ha considerato i gravi indizi di colpevolezza e ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere. Per il 40enne, invece, è scattato l’arresto immediato.

Aule a 10 gradi e uscite di sicurezza interne: Liceo Linguistico di Sant’Angelo dei Lombardi denuncia

Sant’Angelo dei Lombardi – Aule gelide, strutture inadeguate, sicurezza messa in discussione e un senso di profondo abbandono. È la fotografia delle condizioni in cui, da due anni, si trovano a studiare gli studenti del Liceo Linguistico di Sant’Angelo dei Lombardi, trasferiti all’ultimo piano di un edificio che in passato ospitava gli uffici dell’INPS.

“Dentro ci sono 10 gradi, quando la normativa nazionale stabilisce un minimo di 18°C”, denunciano gli studenti. “Passiamo le ore con giubbotti e sciarpe. Non è scuola, è resistenza”.

Un trasferimento improvviso e un piano mai realmente utilizzato

La situazione nasce due anni fa, quando un dirigente scolastico in reggenza decide di spostare la sede del linguistico nel palazzo oggi contestato.

Il piano superiore, dove oggi si trovano le classi, era stato usato raramente. Ora ospita un intero indirizzo, mentre al piano inferiore — un tempo occupato da alcune classi di ragioneria — è rimasto soltanto il biennio.

“Siamo completamente distaccati dagli altri indirizzi dell’istituto”, spiegano gli studenti. “Viviamo una condizione di isolamento fisico e gestionale”.

Uscite di sicurezza interne, infissi guasti e aria gelida

A preoccupare non sono soltanto le temperature. La struttura presenta diverse criticità: Le scale d’emergenza sono interne, non esterne, come previsto dalle norme di sicurezza. Le porte antipanico funzionano male e spesso si inceppano. Le finestre non si chiudono correttamente, lasciando filtrare aria fredda senza sosta.

Una combinazione che rende l’ambiente “estremamente difficile e potenzialmente pericoloso”, ricordando che Sant’Angelo dei Lombardi fu uno dei comuni più colpiti dal terremoto del 1980.“Nessuno ci difende. Anzi, dicono che siamo noi a non voler fare lezione”

Il sentimento prevalente è quello dell’abbandono.

“Da due anni viviamo così e nessuno prende davvero le nostre difese”, spiegano. “Ci sentiamo persino dire che siamo noi a non voler fare lezione. La verità è che è impossibile restare sei ore in aula con queste condizioni”.

Il paradosso, dicono, è stato raggiunto il 23 novembre, giorno della memoria del sisma del 1980: “Mentre ci fanno partecipare a una giornata di sensibilizzazione, la scuola cade a pezzi. I tecnici sostengono che la struttura è a norma, ma la realtà è davanti agli occhi di tutti”.

Dirigenza assente e istituzioni in difficoltà

La comunità scolastica riconosce la buona volontà di sindaca, vicepreside e vicario, ma lamenta soluzioni soltanto parziali.

Il dirigente scolastico, spiegano gli studenti, “è in reggenza, vive a Napoli ed è poco presente. Non può garantire un controllo costante”.

Intanto, nella sede centrale dell’istituto, la situazione è completamente diversa: “Lì si sta al caldo. Qui da noi si gela”.

“Venite a vedere. Abbiamo bisogno che qualcuno ci ascolti”

Gli studenti chiedono un intervento concreto:“Per noi sarebbe fondamentale che venisse realizzato un servizio sulla nostra scuola. La visibilità mediatica potrebbe finalmente costringere qualcuno ad affrontare il problema”.

Un appello che suona come l’ultima richiesta di aiuto di una comunità scolastica che chiede soltanto di poter fare scuola in sicurezza — e a una temperatura dignitosa.

Napoli Racing Show, 150 piloti in pista sull’Arena del Lungomare

Napoli – Via Caracciolo si trasforma nell’Arena del Lungomare per la seconda edizione del Napoli Racing Show, in programma dal 6 all’8 dicembre. L’evento gratuito attira appassionati, famiglie e curiosi con un cartellone potenziato, che unisce agonismo e spettacolo grazie a un tracciato doppio rispetto al 2024, progettato per massimizzare sicurezza e visibilità. Obiettivo ambizioso: fare da trampolino per un Gran Premio di Formula 1, magari in sinergia con l’America’s Cup già ospitata in città.

La viabilità resta fluida nonostante l’espansione del circuito. Piazza della Repubblica rimane aperta, con accessi diretti su viale Dohrn e via Caracciolo verso piazza Vittoria, evitando disagi per gli automobilisti.

“Napoli merita un evento motoristico internazionale – ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi a margine della conferenza stampa al Tennis Club Napoli –. Ha tradizione e posizione ideale. La Formula 1 sarebbe un miracolo, come lo è stata l’America’s Cup. I grandi eventi qui trionfano: la città sta cambiando e attira sempre di più”.

Enzo Rivellini, promotore dell’evento, rilancia: “Abbiamo raddoppiato il circuito con piloti su Lamborghini, Porsche e prototipi. Tanti eventi collaterali, presentazioni di nuovi modelli, zero impatti sul traffico. È una festa per famiglie e appassionati, anteprima di un Gran Premio del Mediterraneo che stiamo inseguendo”.

(h3)Cast stellare e programma dettagliato

Al via 150 piloti, tra cui 75 kartisti con il campione del mondo Senior 2025 Angelo Lombardo e l’Europeo Over Paolo Gagliardini. Nelle auto, pluricampioni italiani come Vito Postiglione, Francesco Turizio, Piero Nappi, Rosario Iaquinta, Mariano Maglioccola, Francesco Leogrande, Luigi Vinaccia e Salvatore Venanzio.

La kermesse, presentata con Manfredi, Rivellini, Riccardo Villari (presidente Tennis Club Napoli), Paolo Scudieri (campione Trofeo Gran Premio di Napoli) e Pasquale Cilento (ACI Campania), si apre sabato 6 dicembre con la Gara Nazionale Kart e il “Karting in Piazza” per i bambini, con lezioni di guida responsabile. Seguiranno Rally Master Show, test drive e la rassegna “Vini e Oli della Magna Grecia”.

Domenica 7 focus sulle competizioni: prove libere, qualifiche GT Cup Challenge, eliminatorie, Revival Trofeo Renault con vetture storiche e Concorso d’Eleganza Mille Miglia della Magna Grecia.

Lunedì 8 chiusura esplosiva: finali Rally Master Show, parata di Formula 1 e prototipi, drifting, Coppa Birba con le nuove “Birba” e Coppa Enel con elettriche ad alte prestazioni. Premiazione alle 16.15 e fuochi d’artificio sul Golfo.Un weekend che accelera i motori di Napoli verso i riflettori mondiali.

Napoli si accende per Natale: 200 eventi tra musica, luoghi simbolo e periferie

Napoli –  Concerti, rassegne musicali e cinematografiche, spettacoli per famiglie, laboratori creativi e appuntamenti di respiro internazionale: il calendario del Natale a Napoli 2025 si annuncia come uno dei più ricchi degli ultimi anni.

Quasi 200 eventi, tutti gratuiti, promossi dall’amministrazione comunale, animeranno la città dal 5 dicembre all’11 gennaio, trasformando Napoli in un grande palcoscenico diffuso capace di intrecciare tradizione e innovazione, centro storico e periferie.

Tra gli ospiti previsti spiccano nomi che hanno segnato la scena musicale italiana e internazionale: Enzo Avitabile, Eugenio Bennato, Teresa De Sio, Tony Esposito, Raphael Gualazzi, Neri Marcorè, Beth Orton, Carmen Souza, Paolo Hendel e David Riondino.

“Napoli Città della Musica”: una visione che si consolida

“Nella programmazione delle festività – ha spiegato Ferdinando Tozzi, delegato del sindaco per l’industria musicale e l’audiovisivo – riaffermiamo la visione di Napoli Città della Musica, un progetto che vuole raccontare l’identità culturale della città con uno sguardo sempre più aperto al mondo”.

A incarnare questo spirito, diversi appuntamenti di rilievo. Tra i più attesi:
Sacro Sud, festival ideato da Enzo Avitabile e prodotto da Black Tarantella, ospitato nelle chiese di Santa Maria Donnaregina Nuova, San Pietro ad Aram, Sant’Anna dei Lombardi e San Giovanni Battista a Teduccio.

“700 – Apoteosi di Napoli, capitale della musica”, rassegna dell’associazione Domenico Scarlatti con la direzione artistica di Enzo Amato: cinque concerti nelle chiese di Santa Maria la Nova, Santissima Trinità dei Pellegrini e Donnalbina per ripercorrere la stagione d’oro della Scuola musicale napoletana.

Novecento Breve, reading-spettacolo del poeta Ferdinando Tricarico che attraversa la grande poesia italiana dal primo dopoguerra fino alla caduta del Muro di Berlino.

Il grande omaggio al Neapolitan Power

Il viaggio musicale culminerà il 29 dicembre al PalaVesuvio con “Neapolitan Power – Dalle origini al futuro”, produzione Sponda Sud. Un evento celebrativo in quattro atti per raccontare il movimento che dagli anni Settanta ha ridefinito il suono di Napoli.

La serata includerà:
un tributo dell’Ensemble Parthenope a James Senese e Giuseppe Vessicchio, recentemente scomparsi;

un omaggio ai Napoli Centrale con Pietro Santangelo;
un concerto di Eugenio Bennato;
un finale corale che riunirà artisti simbolo come Tony Esposito, Teresa De Sio, Raiz, Fabiana Martone, Dario Sansone, Roberto Colella, Tommaso Primo, Gabriele Esposito, Gianni LaMagna, Mauro Gioia e Napoleone.

La cultura come diritto: più investimenti nelle periferie

“Dopo tre anni di politiche culturali – ha dichiarato Sergio Locoratolo, delegato del sindaco per le politiche culturali – registriamo un’inversione importante: il 51% degli investimenti culturali è destinato alle periferie, superando i quartieri del centro, tradizionalmente più finanziati”.

L’obiettivo è una Napoli sempre più policentrica, con una distribuzione equilibrata degli eventi: “La cultura è un diritto – ha aggiunto Locoratolo – e come tale deve essere universale e accessibile”.

Per facilitare l’accesso e rendere l’offerta più fruibile, il Comune lancerà a breve una nuova App e un sito dedicato, dove cittadini e turisti potranno consultare in tempo reale l’intera programmazione culturale della città.

Accusato di violenze sulla compagna incinta: assolto 30enne di Montesarchio

Il Tribunale di Benevento, in composizione collegiale presieduta dalla giudice Rotili, ha assolto R.M.D., 30enne di Montesarchio, dall’accusa di maltrattamenti e lesioni nei confronti della compagna allora incinta, disponendone la rimessione in libertà e la revoca di tutte le misure cautelari ancora in vigore

. Il collegio ha così aderito alla linea difensiva sostenuta dall’avvocato Vittorio Fucci, in netto contrasto con la richiesta del pubblico ministero, che aveva sollecitato una condanna a 4 anni di reclusione.

L’uomo era stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri della Compagnia di Montesarchio a seguito di un intervento scattato dopo una segnalazione del fratello della donna. Quest’ultimo, secondo quanto ricostruito in atti, sarebbe stato avvertito tramite messaggio dalla sorella delle presunte violenze in corso, e aveva quindi allertato le forze dell’ordine.

Stando all’impostazione accusatoria, il 30enne avrebbe sottoposto la compagna a una serie di condotte abitualmente violente e vessatorie, culminate nell’episodio che portò all’arresto. In quella circostanza alla donna furono riscontrate lesioni a un occhio e diverse escoriazioni in altre parti del corpo, circostanze che avevano aggravato ulteriormente il quadro indiziario iniziale a carico dell’imputato.

Dopo l’arresto in flagranza, R.M.D. era stato prima tradotto in carcere, poi scarcerato e sottoposto agli arresti domiciliari. Nel corso del procedimento la misura cautelare era stata ulteriormente attenuata con la sostituzione dei domiciliari nel divieto di avvicinamento alla persona offesa, da eseguire con l’ausilio del braccialetto elettronico.

In seguito, però, il 30enne avrebbe violato il divieto di avvicinamento all’ex compagna, circostanza che aveva indotto il giudice a irrigidire nuovamente il regime cautelare, applicandogli – oltre al braccialetto elettronico – anche il divieto di dimora nel Comune di Montesarchio.

Con la sentenza emessa oggi, il Tribunale di Benevento ha assolto R.M.D., disponendo contestualmente la revoca sia del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico sia del divieto di dimora a Montesarchio, con conseguente totale remissione in libertà dell’imputato.

La decisione, che recepisce in pieno le argomentazioni dell’avvocato Fucci, chiude – almeno in primo grado – una vicenda giudiziaria che, sin dall’arresto in flagranza, aveva destato forte attenzione a livello locale per la gravità delle accuse contestate e per la particolare condizione della presunta vittima, all’epoca dei fatti in gravidanza.

Onlayer ottiene 8,2 milioni di dollari per espandere la piattaforma di gestione del rischio dei merchant

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Ankara, Turchia – Onlayer, piattaforma regtech e di gestione end-to-end dei merchant con sede in Turchia, che supporta banche, provider di servizi di pagamento (PSP) e imprese, ha annunciato la raccolta di 8,2 milioni di dollari in un round di finanziamento di Serie A.

Il nuovo capitale sarà impiegato per accelerare l’espansione nei mercati di Medio Oriente, Africa e Asia-Pacifico, oltre a rafforzare le soluzioni basate sull’intelligenza artificiale dedicate alla gestione del rischio, alla compliance e al miglioramento delle performance.

Nuovi e attuali investitori

Il round è stato guidato da Oleka Capital, con la partecipazione di Deniz Ventures, il braccio di venture capital di DenizBank, costituito sotto l’ombrello del corporate venture capital del gruppo Emirates NBD, Revo Capital, il Türkiye Development Fund tramite INVEST101, e Sandeep Gomes come nuovi investitori. Hanno partecipato al round anche il Future Impact Fund, gestito in partnership con gli investitori esistenti Vestel Ventures e Tacirler Portfolio Management.

Il round di Serie A segue un round pre-Serie A da 1 milione di dollari completato all’inizio di quest’anno, portando il finanziamento totale di Onlayer a 9,2 milioni di dollari.

Ridefinire gli standard globali nel rischio merchant

«Nel sesto anno di attività, Onlayer è orgogliosa di essersi affermata come player globale, contribuendo a ridefinire gli standard del settore nella gestione del rischio merchant e nella compliance. Questo traguardo è il frutto dell’impegno del nostro team e della fiducia di clienti e investitori», ha dichiarato Kıvanç Harputlu, cofondatore e CEO di Onlayer. «Grazie a questo investimento continueremo a crescere a pieno ritmo, puntando a diventare il principale fornitore tecnologico del nostro settore a livello mondiale».

«Onlayer sta trasformando il modo in cui le istituzioni finanziarie collaborano con i clienti corporate e merchant. I risultati ottenuti in Turchia dimostrano che il prodotto e il team sono pronti per espandersi in nuovi mercati», ha commentato İlker Sözdinler, Managing Partner di Oleka Capital.

Onlayer accelererà ulteriormente il suo percorso verso l’espansione globale

«Onlayer si afferma come uno dei migliori esempi della visione TechFin, trasformando la compliance da semplice adempimento in una leva strategica capace di accelerare la crescita finanziaria», ha commentato Cenk Bayrakdar, Founding Partner e Managing Director di Revo Capital.

«Onlayer dimostra come una tecnologia sviluppata localmente possa generare un impatto concreto su scala regionale e globale, in particolare nell’infrastruttura finanziaria e nella gestione del rischio», ha dichiarato Elif Emirli Altuğ, General Manager e membro del Consiglio di Amministrazione del Türkiye Development Fund.

«In qualità di primo investitore istituzionale di Onlayer, siamo convinti che accelererà con ancora maggiore determinazione e sicurezza il proprio percorso verso le ambizioni globali», ha affermato Selami Düz, Coordinator di Maxis Ventures.

Onboarding dei merchant, rischio e compliance in un’unica piattaforma

Fondata nel 2019, Onlayer offre una piattaforma unificata di gestione dei merchant che aiuta banche e PSP ad automatizzare l’onboarding dei merchant, monitorare in modo continuo i portafogli, gestire la conformità PCI-DSS e ottenere insight basati sui dati per ridurre i rischi e supportare la crescita. Con sedi a Londra, Dubai e Arabia Saudita, l’azienda serve oggi istituzioni finanziarie e fornitori di servizi in 12 Paesi delle regioni MENA e APAC.

La piattaforma di Onlayer integra in un unico ambiente l’acquisizione dei merchant, il monitoraggio in tempo reale, i controlli AML e antifrode, i flussi di lavoro per la conformità PCI-DSS e le analisi continue sulle attività dei merchant, consentendo alle istituzioni finanziarie di identificare e gestire i rischi legati ai merchant e di scalare i propri portafogli in modo più efficiente.

Di recente, Onlayer è diventata una delle poche aziende al mondo a essere designata come Mastercard-approved Merchant Monitoring Service Provider (MMSP) e, grazie a questo riconoscimento, la prima MMSP autorizzata in Turchia e in Europa. Questo riconoscimento attesta il rispetto degli standard globali dei circuiti di pagamento e garantisce a Onlayer un accesso diretto a un’ampia rete di banche acquirenti e provider di servizi di pagamento (PSP).

Napoli, nuovi alloggi e legalità: il Rione Amicizia cambia volto

Il volto del Rione Amicizia, quartiere storico di Napoli spesso citato nelle cronache per criminalità organizzata e degrado, sta per essere trasformato. Dopo decenni di abbandono istituzionale e occupazioni abusive, qui lo Stato torna presente e si riafferma attraverso un maxi-intervento di riqualificazione e legalità.

Saranno consegnati entro il mese di dicembre due nuovi edifici, con 68 alloggi destinati alle famiglie meno numerose, costruiti su un’area del demanio alle porte del Rione San Francesco. Un intervento atteso da anni, che si unisce all’abbattimento di oltre 600 manufatti abusivi: un segnale forte contro il potere dei clan, che per troppo tempo hanno imposto le loro regole nell’area.

Il progetto regionale, realizzato da ACER in sinergia con Procura e Prefettura, non si limita alla semplice edilizia. Tre edifici con gravi problemi strutturali sono stati demoliti e ricostruiti, mentre sette palazzine vengono messe in sicurezza per restituire condizioni dignitose di abitazione a ben 268 famiglie. L’obiettivo dichiarato: riaffermare la legalità e riportare lo Stato dove per anni hanno invece dominato degrado e criminalità.

“È un passo importante – sottolineano le istituzioni – verso la normalizzazione di un quartiere simbolo di troppe emergenze. Dare una nuova casa significa restituire futuro e speranza a centinaia di persone.” Un cambio di paradigma che, tra abbattimenti, nuove costruzioni e messa in sicurezza dell’esistente, punta a restituire dignità e sicurezza alle famiglie del Rione Amicizia, favorendo così una cultura della legalità che coinvolga tutta la comunità.

Galleria Vittoria chiusa per manutenzione: divieti notturni fino all’alba

Napoli si prepara a una notte di disagi alla viabilità. La Galleria Vittoria, arteria fondamentale per gli spostamenti cittadini, sarà interessata da un dispositivo di circolazione temporaneo dalle 23:30 di questa sera alle 5 di domattina, per consentire interventi di manutenzione straordinaria all’impianto di ventilazione.

Le restrizioni al traffico si articoleranno in due fasi distinte. Nella prima, dalle 23:30 di oggi alle 2:30 di domani, scatterà il divieto di transito veicolare nelle corsie con direzione Via Domenico Morelli. Contestualmente, nelle corsie opposte verrà istituito il senso unico di marcia da Via Ammiraglio Ferdinando Acton verso Via Domenico Morelli.

La seconda fase dei lavori prenderà il via alle 2:30 e si protrarrà fino alle 5 del mattino. In questo intervallo temporale sarà vietato il transito nelle corsie con direzione Via Ammiraglio Ferdinando Acton, invertendo di fatto le limitazioni della prima fase notturna.

Gli automobilisti che transitano abitualmente nella zona dovranno pianificare percorsi alternativi o considerare l’utilizzo di viabilità secondarie per evitare disagi durante le ore interessate dai divieti. Si consiglia di consultare le indicazioni della segnaletica temporanea predisposta per l’occasione.

Controlli a tappeto allo stadio Maradona: sanzioni, rimozioni e contrasto all’abusivismo

Controlli a tappeto della Polizia Locale allo stadio “Diego Armando Maradona” in occasione della partita tra Napoli e Qarabag. Per garantire sicurezza e regolare il traffico nelle aree di maggiore affluenza, sono stati impiegati 89 agenti e un ufficiale, dislocati lungo le principali arterie cittadine e nei pressi dell’impianto sportivo.

Durante l’operazione, gli agenti hanno contestato due violazioni relative all’ordinanza che vieta la vendita di bevande in contenitori di vetro nell’area dello stadio, una misura volta a prevenire episodi di violenza e incidenti. Inoltre, sono stati rimossi 92 veicoli in sosta irregolare, di cui 11 motocicli, e sono stati emessi 107 verbali per infrazioni al Codice della Strada, tra cui intralcio alla circolazione e sosta in aree riservate.

Grande attenzione è stata rivolta anche al fenomeno dei parcheggiatori abusivi: 7 persone sono state sanzionate e il denaro rinvenuto è stato sequestrato. Parallelamente, sono state verificate 9 attività commerciali, con il riscontro di irregolarità soprattutto per l’occupazione non autorizzata di suolo pubblico.

L’operazione rientra nel piano di prevenzione e controllo predisposto per garantire ordine e sicurezza durante gli eventi sportivi di grande affluenza, confermando l’impegno costante della Polizia Locale nel contrasto alle criticità legate al traffico, all’abusivismo e alla sicurezza urbana.

Neonata partorita nel water: arrestata la mamma era sotto effetto del crack

Un dramma dai contorni agghiaccianti scuote la comunità di Ciriè, nel torinese. Una donna di 38 anni è stata arrestata con la terribile accusa di tentato infanticidio dopo aver partorito la sua bambina nel water del bagno di casa, presumibilmente sotto l’effetto del crack.

La neonata, venuta alla luce prematuramente, è ora ricoverata in condizioni disperate, mentre la madre è stata trasferita in carcere.

La scoperta e i primi soccorsi

L’allarme è scattato nella serata di lunedì 24 novembre, quando il fratello della donna ha chiamato il 118. Giunti nell’abitazione, che appartiene alla madre della 38enne, i soccorritori si sono trovati di fronte a una scena terribile: la donna, in stato confusionale e in lacrime, si trovava a terra, mentre la sua bambina era nel water, con la testa parzialmente sommersa.

Si stima che la piccola sia rimasta in quelle condizioni per almeno venti minuti. Il personale medico ha immediatamente praticato le manovre di rianimazione sulla neonata prima di trasportarla d’urgenza all’ospedale Maria Vittoria, dove è stata affidata al reparto di terapia intensiva neonatale.

Il racconto incredibile della madre

Agli infermieri che la soccorrevano, la donna ha fornito una versione dei fatti giudicata poco credibile dagli inquirenti. Ha dichiarato di non essersi mai resa conto di essere incinta e di essere stata colta dal panico al momento del parto.

Tuttavia, un dettaglio cruciale non torna nella sua ricostruzione: la 38enne sarebbe riuscita a recidere da sola il cordone ombelicale, un’azione che presuppone una lucidità e una consapevolezza che mal si conciliano con il suo racconto di shock e inconsapevolezza. Non ha saputo, inoltre, spiegare come abbia compiuto tale gesto.

Le condizioni della neonata e l’arresto

La bambina, nata al settimo mese di gravidanza con un peso di appena un chilo, versa in condizioni critiche. A più di 24 ore dall’accaduto, i medici mantengono la prognosi strettamente riservata e non si sbilanciano sulle sue possibilità di sopravvivenza. La madre, inizialmente ricoverata all’ospedale di Ciriè per accertamenti, è stata raggiunta martedì sera dai Carabinieri della tenenza locale. Una volta stabilizzate le sue condizioni fisiche, le è stato notificato il provvedimento di fermo ed è stata immediatamente trasferita in carcere.

Allarme al test di Medicina: “copie” in rete, il Ministero indaga

Milano – Scricchiola il sistema del semestre filtro per l’accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Dopo la conclusione della sessione d’esame, il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) è dovuto correre ai ripari per una ricognizione massiva su web e social network: l’obiettivo era stanare eventuali tracce dei test di Chimica, Fisica e Biologia appena sostenuti da 55.000 aspiranti medici in 44 atenei.

I controlli, eseguiti con un sofisticato strumento di analisi di massa (un crawler), hanno passato al setaccio milioni di contenuti online. Il risultato, se da un lato tranquillizza, dall’altro solleva l’ombra di potenziali irregolarità post-esame.

La sospensione e l’indagine

L’attività istruttoria del Ministero ha finora smentito la pubblicazione di qualsiasi modulo d’esame durante lo svolgimento delle prove. Le immagini incriminate, che hanno scatenato l’allarme, sono risultate essere solo due moduli domanda – le cosiddette “brutte copie” – diffuse online nel tardo pomeriggio di giovedì 20 novembre, a sessioni concluse in tutta Italia.

Le fotografie, che non includono i fogli risposta ufficiali, sono riconducibili a prove effettuate presso l’Università Federico II di Napoli e l’Università degli Studi di Catania.

Annullamento imminente e indagine della Polizia Postale

Nonostante la diffusione sia avvenuta solo a giochi fatti, la tolleranza è zero. Le due prove incriminate sono tuttora anonime, ma il Ministero ha già stabilito la procedura: non appena i compiti verranno associati ai nominativi, le relative prove saranno annullate in base alle normative vigenti, identificando i candidati che hanno scattato e diffuso il materiale.

Ma l’indagine non si ferma qui. La ricognizione ha permesso di raccogliere anche diversi post e messaggi dove alcuni candidati avrebbero candidamente dichiarato di aver copiato durante il test. Questo materiale è stato immediatamente trasmesso alla Polizia Postale, che avrà il compito di identificare gli autori e verificare se le loro ammissioni corrispondano effettivamente a irregolarità avvenute durante le sessioni d’esame.

Il Ministero, pur ridimensionando l’allarme – due brutte copie su un totale di 160.000 compiti gestiti – mantiene alta l’attenzione per garantire l’integrità e la trasparenza della selezione.

Frode fiscale internazionale da 33 milioni, maxi-sequestro tra Campania e Veneto

Una frode fiscale “carosello” da oltre 33 milioni di euro è stata smantellata dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento dell’European Public Prosecutor’s Office (EPPO) di Venezia. I finanzieri del Comando provinciale di Verona stanno eseguendo un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di circa 33,8 milioni di euro, disposto dal gip del Tribunale di Napoli, nei confronti di 7 persone e 24 società ritenute coinvolte nel sistema illecito.

L’inchiesta, sviluppata in stretto raccordo tra gli uffici della Procura europea in Italia e in Croazia, ha portato ad attività investigative parallele sul territorio nazionale ed estero. Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Verona hanno fatto emergere un contesto criminale con proiezione internazionale e, secondo l’ipotesi accusatoria, un’associazione per delinquere specializzata in frodi IVA nel commercio all’ingrosso di prodotti per la detergenza, la cura della casa e della persona.

L’operazione è il risultato di oltre un anno di accertamenti, partiti dall’analisi di alcuni alert su società con sede nel Veronese. Gli approfondimenti hanno consentito di ricostruire un articolato schema fraudolento basato su società fittiziamente residenti all’estero che acquistavano, senza applicazione dell’IVA, merce da grossisti italiani, alcuni dei quali scaligeri.

I beni venivano poi ceduti solo sulla carta a “missing trader”, società fantasma con base in Campania, che a loro volta rivendevano i prodotti a società “filtro”, omettendo sistematicamente il versamento delle imposte.

Secondo gli investigatori, le cosiddette conduit company (le “cartiere” estere) e gli altri soggetti giuridici coinvolti nei diversi passaggi della filiera sarebbero stati gestiti in Italia da un’associazione a delinquere con base nel Napoletano.

Per rendere ancora più difficile risalire ai reali beneficiari della frode, gli indagati avrebbero attuato un continuo turn over delle società coinvolte, intestando le partite IVA a prestanome, spesso nullatenenti, utilizzati come “teste di legno”.

La supply chain fittizia, resa volutamente complessa da molteplici passaggi estero su estero, avrebbe consentito un indebito risparmio fiscale di oltre 33 milioni di euro. Questo vantaggio economico, secondo la ricostruzione investigativa, veniva poi utilizzato per praticare strategie di pricing aggressivo, immettendo sul mercato nazionale prodotti a prezzi altamente concorrenziali, con conseguente danno per l’Erario e per le imprese operative nel rispetto delle regole.

Alla luce di questi elementi, l’Autorità giudiziaria, condividendo le risultanze della Guardia di Finanza di Verona, ha disposto il sequestro finalizzato alla confisca, anche per equivalente, fino alla concorrenza di circa 33,8 milioni di euro.

L’esecuzione del provvedimento è stata accompagnata dalla notifica dell’invito a presentarsi per l’interrogatorio, atto propedeutico alla valutazione da parte dello stesso gip dell’eventuale applicazione di misure cautelari personali nei confronti dei 7 presunti promotori dell’associazione e dei 27 indagati indicati come formali amministratori delle società inserite nel meccanismo fraudolento.

Contestualmente, sono state eseguite perquisizioni nei confronti dei presunti promotori dell’associazione nel territorio campano, con il supporto del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e delle Compagnie di Pozzuoli e Nocera Inferiore.

Operazioni parallele sono state condotte anche in Croazia, dove alcuni indagati sono stati arrestati, e nel Nord Italia, con perquisizioni e sequestri eseguiti dai Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Gorizia e Padova su delega dell’Autorità giudiziaria croata.

La Guardia di Finanza e l’EPPO sottolineano che il provvedimento interviene nella fase delle indagini preliminari ed è basato su ipotesi di reato che dovranno essere accertate nel corso del procedimento. La responsabilità degli indagati potrà essere definitivamente stabilita solo con sentenza penale irrevocabile, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza sancita dall’articolo 27 della Costituzione.

L’operazione conferma, infine, il ruolo centrale della Procura europea e della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi IVA e agli illeciti che danneggiano il bilancio dell’Unione europea, alterano la concorrenza e penalizzano le imprese che operano in modo corretto.

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