AGGIORNAMENTO : 4 Febbraio 2026 - 08:08
16.1 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 4 Febbraio 2026 - 08:08
16.1 C
Napoli
Home Blog Pagina 120

Napoli, colpo di scena in Appello: assolto il boss Alfredo Batti, il “re della droga” vesuviana

Napoli – Una svolta giudiziaria destinata a far discutere quella arrivata dalla Corte d’Appello di Napoli, che ha assolto con formula piena Alfredo Batti, annullando la condanna inflitta in primo grado per traffico di stupefacenti.

Per i giudici, “il fatto non sussiste”: nessuna responsabilità può essere attribuita all’uomo indicato per anni come il presunto “re della droga” dell’area vesuviana.

Le accuse e il ruolo attribuito dagli inquirenti

Secondo la Polizia Giudiziaria, Batti sarebbe stato al vertice di un sistema di spaccio radicato a San Giuseppe Vesuviano e nei comuni vicini. Le indagini lo descrivevano come organizzatore e promotore di un’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, capace di gestire approvvigionamenti e piazze locali.

Il GIP di Napoli, nel giudizio di primo grado con rito abbreviato, lo aveva condannato a tre anni e quattro mesi, ritenendo attendibile la ricostruzione accusatoria relativa a una presunta partita di droga destinata al mercato clandestino del territorio.

La Corte d’Appello ribalta tutto: “Mancano prove concrete”

Il collegio d’Appello ha invece demolito l’intero impianto accusatorio. Una sentenza netta, maturata dopo un lungo confronto tecnico-giuridico in cui la difesa – rappresentata dagli avvocati Gennaro De Gennaro e Antonio Del Vecchio – ha messo in evidenza l’assenza di riscontri oggettivi, le lacune nelle indagini e la mancanza di elementi certi che collegassero Batti al traffico di stupefacenti contestato.
La Corte ha ritenuto che gli indizi fossero insufficienti a sostenere l’accusa, riconoscendo integralmente le ragioni della difesa e portando così all’assoluzione piena dell’imputato.

Le altre sentenze del processo

Diversa, invece, la sorte degli altri imputati coinvolti nella medesima inchiesta:

Giuseppe Mingo: condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione
Pasquale Ulio: condannato a 6 anni
Annamaria De Rosa, Francesco Langella, Nicola Liguori e Antonio Nappo: per loro la Corte ha dichiarato la prescrizione dei reati

Il procedimento si chiude così con un esito sorprendente e diametralmente opposto per Alfredo Batti, che vede cadere ogni ombra sulla sua posizione dopo anni di indagini e un primo grado sfavorevole. Una sentenza che riapre inevitabilmente il dibattito sui metodi investigativi e sulle prove utilizzate nei processi legati al traffico di droga nell’area vesuviana.

Caivano, accusato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico: scarcerato

E’ stato scarcerato il 22enne di Caivano che era stato arrestato in flagranza per i delitti di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico minorile, entrambi con l’aggravante di ingente quantità.

L’indagine  denominata “Mega share”, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Venezia, aveva portato all’arresto del ragazzo campano, 20enne, di Caivano (oltre che di 50 persone sul territorio nazionale) su disposizione del GIP di Napoli,  Michaela Sapio.

Dopo che il riesame e la Cassazione avevano rigettato il ricorso presentato dal legale dell’indagato, la Procura, su nuova richiesta della difesa (copia della copia forense e relazione peritale di parte) autorizzava la scarcerazione del ragazzo.

Un caso destinato a fare giurisprudenza e a far discutere.Il 22enne e’ difeso dal penalista avvocato Massimo Viscusi

Mattarella a Napoli, il monito alla coscienza civile: “Basta neutralità di fronte alle ingiustizie”

1

Napoli– Non c’è spazio per gli spettatori passivi nella società civile, né tantomeno per una carità di facciata che serve solo a tacitare i sensi di colpa. È un richiamo potente, quasi un appello alla resistenza morale, quello che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lanciato da Napoli in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.

Dialogando a distanza con le parole dell’arcivescovo metropolita, don Mimmo Battaglia, il Capo dello Stato ha tracciato una linea netta tra il semplice assistenzialismo e il vero impegno civico, ancorando il concetto di giustizia ai pilastri della Costituzione.

La solidarietà non è un lavacro per la coscienza

Il cuore dell’intervento presidenziale ha toccato uno dei temi più sensibili per il Mezzogiorno e per il tessuto sociale del Paese: il significato reale della solidarietà. Mattarella ha smontato la retorica delle buone azioni fini a se stesse: «La solidarietà non si risolva nel lavarsi la coscienza», ha ammonito il Presidente.

Per il Capo dello Stato, iniziative pur lodevoli e utili rischiano di perdere ogni valore «se si trasformano in alibi». La vera solidarietà, ha spiegato, è «dono di sé, condivisione, impegno e partecipazione». È un approdo necessario affinché i concetti di legalità e aiuto reciproco diventino giustizia concreta, quella che «non concede scampo perché è un banco di prova».

La Costituzione come “religione civile”

Riprendendo un passaggio della prolusione del cardinale Battaglia, Mattarella ha elevato il discorso su un piano istituzionale e costituzionale. Di fronte alle piaghe che affliggono la società contemporanea — povertà, violenza, prepotenza e disuguaglianze — l’indifferenza non è un’opzione contemplata.

«Non possiamo sentirci neutrali, non è ammesso di fronte all’ingiustizia», ha scandito il Presidente. Un dovere che non nasce solo da un imperativo morale, ma dalle radici stesse della Repubblica: «Ce lo chiede anche la religione civile che è la nostra Costituzione». Un invito rivolto soprattutto agli studenti, esortati a essere «più liberi, veri, esposti e pienamente portatori di speranza».

Contro il cinismo del “è sempre andata così”

Mattarella ha voluto anche scardinare uno dei luoghi comuni più dannosi e radicati nella narrazione pubblica: il cinismo rassegnato di chi crede che la corruzione e il malaffare siano la norma immutabile della storia.

Commentando le «definizioni taglienti di una falsa morale sociale» esposte da Battaglia, che spesso si rifugia nell’affermazione assolutoria “è sempre avvenuto così”, il Presidente ha ribaltato la prospettiva. «Non è vero che è sempre avvenuto così», ha affermato con decisione. Sebbene la contrapposizione tra comportamenti fraudolenti e virtuosi sia eterna, Mattarella si è detto convinto che «i comportamenti di piena correttezza e di generosa e autentica solidarietà siano di gran lunga più numerosi».

Un messaggio di fiducia che da Napoli rimbalza in tutto il Paese: la “falsa morale” non deve oscurare l’impegno silenzioso di chi, ogni giorno, costruisce una società più giusta.

Superenalotto, estrazione di oggi: i numeri che sorprendono e il jackpot che fa sognare

L’estrazione di oggi del Superenalotto non ha regalato il tanto atteso “6”, ma ha lasciato comunque una scia di curiosità e piccoli colpi di scena che fanno crescere l’attesa per il prossimo appuntamento. Una combinazione particolare — con numeri alti e un Jolly in zona ottanta — fa già parlare gli appassionati e alimenta le immancabili teorie dei più esperti, quelli che cercano schemi e ricorrenze anche dove sembra non essercene.

I numeri dell’estrazione: un mix “alto” che incuriosisce gli appassionati

La sestina estratta del concorso n.189 di oggi è:

9, 28, 43, 50, 61, 88
Numero Jolly: 83
SuperStar: 62

Una combinazione dominata dai numeri alti, con un picco sull’88 che da settimane era tra i più attesi. Nessun “6” e nessun “5+1”, ma la ruota della fortuna ha comunque toccato sei giocatori capaci di centrare il “5”, portando a casa 27.666,24 euro ciascuno.

Intanto, cresce l’emozione per il jackpot: il Montepremi per il prossimo concorso vola a 84 milioni di euro, una cifra capace di accendere la fantasia di chiunque.

Tutte le vincite di oggi – Superenalotto & Superstar

Superenalotto

  • Punti 6: 0 — €0,00

  • Punti 5+: 0 — €0,00

  • Punti 5: 6 — €27.666,24

  • Punti 4: 375 — €452,56

  • Punti 3: 16.339 — €31,18

  • Punti 2: 283.008 — €5,58

SuperStar

  • Punti 6SS: 0 — €0,00

  • Punti 5+SS: 0 — €0,00

  • Punti 5SS: 0 — €0,00

  • Punti 4SS: 5 — €45.256,00

  • Punti 3SS: 63 — €3.118,00

  • Punti 2SS: 1.184 — €100,00

  • Punti 1SS: 8.044 — €10,00

  • Punti 0SS: 17.277 — €5,00

Seconda Chance

  • 50€: 96 vincite

  • 3€: 14.410 vincite
    Totale vincite Seconda Chance: 14.506

WinBox

  • WinBox 1: 2.084 vincite — €52.100,00

  • WinBox 2: 235.411 vincite — €477.766,00
    Totale vincite WinBox: 237.495

Una serata senza il colpaccio milionario, ma ricca di premi intermedi e di curiosità numeriche. Le estrazioni di oggi hanno confermato una tendenza che gli appassionati conoscono bene: quando i numeri alti dominano la scena, cresce l’attesa per i colpi pesanti nei concorsi successivi.

E con 84 milioni di euro pronti a essere assegnati, il prossimo appuntamento promette di essere uno dei più seguiti delle ultime settimane. Il Superenalotto torna a far sognare, e il popolo dei giocatori è già caldo.

La società Arkipiù: “Nessun legame con la camorra”

1

Napoli- Riceviamo e pubblichiamo dallo studio legale Nunziante, Tripani, Marigliano: “Con il presente comunicato la società Arkipiù, il suo Amministratore ed i suoi dipendenti
vogliono smentire, nella maniera più categorica possibile, ogni e qualsivoglia possibile coinvolgimentodella Arkipiù nelle vicende a cui è stata, a vario titolo, associata a partire dal servizio di Report, trasmesso nella puntata del 16 novembre, dedicato all’inchiesta sul Cantiere Navale Vittoria, fino agli articoli giornalistici usciti su diverse testate locali e nazionali fra il 23 ed il 24 novembre.

In particolare, nel corso del servizio di Report, in cui era contenuta una intervista all’ex
amministratore del Cantieri Vittoria, viene citata la nostra società Arkipiù in modo del tutto
improprio, suggerendo un presunto coinvolgimento della stessa in attività illecite e un supposto finanziamento a favore del sig. Roberto Cavazzana.

Successivamente, si è addirittura fatto un collegamento fra quanto era stato affermato nel
servizio di Report e l’attentato subito dal dott. Ranucci, con l’emersione di una lettera anonima che avvalorerebbe la pista investigativa della camorra.

Tali affermazioni sono totalmente false, diffamatorie, denigratorie, prive di fondamento e lesive dell’immagine aziendale.

Arkipiù ribadisce con fermezza di non avere alcun legame né con le attività descritte nel
servizio, né di essere mai stata a conoscenza di operazioni irregolari di qualsiasi natura, nè. a maggior ragione, di essere in alcun modo mai stata collegata a fatti e/o persone collegati alla criminalità.

Le attività svolte negli anni da Arkipiù sono sempre state del tutto legittime e legali, ed
ampiamente trasparenti e documentate.

Arkipiù denuncia di essere stata vittima di un’ingiusta campagna di diffamazione e
disinformazione, con il proprio nome associato illegittimamente ad attività illegali totalmente estranee alla società, nonché ribadisce l’inaccettabile correlazione insinuata tra la stessa e presunti ambienti criminali.

Si reitera: l’azienda non ha alcun collegamento con clan o contesti di criminalità organizzata e chiunque afferma, o solo insinua il contrario dice il falso ed è in malafede.Arkipiù ha già provveduto a sporgere querela dopo il servizio di Report ed a richiedere la smentita e la rettifica delle affermazioni calunniose in esso contenute e si riserva ogni altra azione a tutela della propria immagine, della propria reputazione e dei propri collaboratori, confidando nel rispetto della verità dei fatti e nella responsabilità dell’informazione.”.

Estrazioni Lotto e 10eLotto: pioggia di numeri gemelli, il 30 protagonista assoluto della serata

L’estrazione di oggi del Lotto e del 10eLotto regala una serie di coincidenze che faranno drizzare le antenne agli amanti delle statistiche e della cabala. Tra numeri che tornano più volte su ruote diverse e un Numero Oro che si ripete come un mantra, l’appuntamento di questa sera si chiude con più di una curiosità da raccontare.

Il protagonista: il numero 30

Il numero 30 è l’assoluto mattatore dell’estrazione:

  • Esce sulla Nazionale

  • Spunta anche su Bari, come primo estratto

  • E soprattutto diventa Numero Oro e Doppio Oro nel 10eLotto
    Una presenza così insistente non passa inosservata agli appassionati, specie a chi segue i “ritorni” dei numeri considerati fortunati.

 Lotto: tutti i numeri ruota per ruota

Ecco l’esito completo dell’estrazione:

  • BARI: 30 – 06 – 24 – 65 – 34

  • CAGLIARI: 03 – 65 – 15 – 77 – 79

  • FIRENZE: 04 – 74 – 10 – 45 – 18

  • GENOVA: 32 – 21 – 45 – 81 – 48

  • MILANO: 25 – 05 – 15 – 78 – 86

  • NAPOLI: 34 – 49 – 52 – 16 – 05

  • PALERMO: 01 – 66 – 76 – 19 – 11

  • ROMA: 60 – 16 – 79 – 22 – 21

  • TORINO: 07 – 31 – 23 – 14 – 83

  • VENEZIA: 75 – 09 – 06 – 34 – 31

  • NAZIONALE: 64 – 12 – 18 – 30 – 88

 Le curiosità dell’estrazione

Questa tornata regala uno sciame di numeri ricorrenti che alimentano suggestioni e statistiche:

  • Il 65 appare sia su Bari che su Cagliari.

  • Il 34 si ritrova a Bari e Venezia, doppietta spesso cara a chi ama inseguire i numeri “in movimento”.

  • Molto presenti anche i “vicini di casa” della stessa decina: 30, 31, 32, 34, 35 (assenza del 35 che rende la serie ancora più curiosa).

10eLotto: i numeri vincenti della serata

La combinazione del 10eLotto conferma un andamento ricco di numeri piccoli e medi:

01 – 03 – 04 – 05 – 06 – 07 – 09 – 16 – 21 – 25 – 30 – 31 – 32 – 34 – 49 – 60 – 65 – 66 – 74 – 75

Numero Oro: 30
Doppio Oro: 30 – 6

Molto evidente la sequenza “a scaletta”: 01, 03, 04, 05, 06, 07, rarissima in un’unica estrazione. Una combinazione che gli appassionati non mancheranno di annotare.

Perché questa estrazione incuriosisce

Il ripetersi di numeri identici su più ruote, l’onnipresente 30, la sequenza crescente nel 10eLotto e la doppia conferma del Numero Oro rendono l’appuntamento del 27 novembre uno di quelli che restano impressi.
Per chi segue i numeri “caldi”, c’è materia per studiare, analizzare… e perché no, lasciarsi ispirare per le prossime giocate.

Napoli, ecco lo studentato con 500 posti letto nell’Ex Inps di via Galileo Ferraris

Dalla burocrazia al futuro. L’ex sede Inps di via Galileo Ferraris si trasforma in un hub abitativo e studentesco che ridisegna il rapporto tra edilizia e inclusione sociale.

Domani prende forma CX Naples Centrale, la nuova residenza universitaria da 500 posti letto che rappresenta uno dei progetti di rigenerazione urbana più significativi della Campania negli ultimi anni.

Completato in due anni con un investimento di circa 40 milioni di euro, il complesso si estende su oltre 15.000 metri quadrati e ospita 352 camere, di cui 74 in formula hotel. La struttura non è solo dormitorio: gli spazi comuni includono aule studio, coworking, palestra, cucina condivisa, rooftop panoramico e zone dedicate alla socialità e al benessere. Una scelta progettuale consapevole, quella di trasformare l’alloggio in un’esperienza abitativa completa.

Ma il dato più rilevante è quello sociale. Grazie all’accordo con Adisurc, l’azienda regionale che gestisce il diritto allo studio, l’83 unità abitative (il 30% della capacità totale) saranno destinate a studenti meritevoli e privi di mezzi con tariffe calmierate. Un meccanismo di inclusione che va oltre la semplice assistenza, riconoscendo il merito come criterio di accesso.

Il progetto è il risultato di una partnership complessa: il Fondo iGeneration gestito da Investire Sgr, Cdp Real Asset e il Fondo europeo per gli investimenti, insieme a Fondazione Con il Sud, Cassa Forense, Enpav e Intesa Sanpaolo. CX Naples Centrale è inoltre candidata ai finanziamenti del Pnrr, il che garantisce ulteriore stabilità al modello economico.

Per una città come Napoli, dove l’offerta abitativa per studenti universitari rimane critica e il tema della mobilità sociale è centrale, questa inaugurazione rappresenta un’opportunità concreta. Non solo per chi potrà accedere a una camera con tutti i servizi, ma come simbolo di come le aree dismesse possono diventare motore di rigenerazione urbana e inclusione.

Napoli, stalker condannato la ricontatta dal social: 26enne di nuovo nel terrore

Napoli – Pensava di essersi finalmente liberata del suo incubo con la condanna al carcere dell’ex fidanzato, ma è ripiombata nel terrore a distanza di pochi giorni.

Una 26enne napoletana ha presentato una nuova denuncia ai carabinieri dopo avere scoperto che il profilo TikTok del suo ex, un 32enne già condannato per stalking, ha ripreso a seguirla sui social.

L’uomo, lo scorso 19 novembre, è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Napoli a 2 anni e 8 mesi di reclusione per atti persecutori.

Secondo l’accusa era arrivato persino a installare uno spyware sul cellulare della ragazza, controllandone messaggi, chiamate e spostamenti. Una persecuzione durata mesi, che aveva costretto la giovane a modificare le proprie abitudini di vita e ad abbandonare i social pur di sottrarsi al controllo ossessivo dell’ex.

Dopo la sentenza e il successivo ingresso in carcere del 32enne, la 26enne, rassicurata dalla misura detentiva, aveva deciso di riattivare il suo profilo TikTok, da cui si era allontanata proprio per sfuggire alle pressanti richieste e ai contatti indesiderati dell’uomo.

Qualche giorno fa però, la svolta inquietante: scorrendo le notifiche, la giovane ha visto comparire la richiesta di contatto di un account che conosceva fin troppo bene.

Accedendo al profilo, ha riconosciuto immediatamente tutti i post, le foto e i contenuti riconducibili al suo ex. Lo stesso account che, in passato, l’aveva tormentata con messaggi, richieste e interazioni ossessive. Da qui il panico e la decisione di rivolgersi nuovamente alle forze dell’ordine, denunciando minacce e ulteriori atti persecutori.

Sull’episodio si concentrano ora gli accertamenti degli investigatori. Due le ipotesi al vaglio: che il 32enne sia riuscito a procurarsi uno smartphone all’interno del carcere, in violazione delle regole penitenziarie, oppure che abbia affidato a un conoscente le credenziali di accesso ai suoi account social, continuando così a gestirli per interposta persona e a mantenere un contatto, seppur virtuale, con la vittima.

“La richiesta di contatto dal profilo dell’ex fidanzato – spiega l’avvocato Sergio Pisani, legale della 26enne – l’ha fatta ricadere nello stesso stato di prostrazione e paura che aveva vissuto per mesi. È di nuovo terrorizzata, teme perfino di uscire di casa e di tornare alla sua vita normale”.

La nuova denuncia andrà ora a integrare il quadro già esaminato dal Tribunale, che aveva riconosciuto la gravità delle condotte persecutorie. Il caso riaccende l’attenzione sul ruolo dei social network come “prolungamento” delle condotte di stalking anche quando l’autore è formalmente detenuto, e sulla necessità di un controllo sempre più stringente sull’uso illecito di dispositivi elettronici all’interno delle carceri.

Caserta, rubati 114 pc dalla scuola di Alife: i carabinieri li recuperano a Napoli in 48 ore

Alife– È bastato poco tempo ai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese per riportare in aula gli strumenti fondamentali della didattica digitale sottratti all’Istituto Tecnico Industriale di Alife.

Questa mattina, infatti, gli studenti hanno potuto riabbracciare i 114 computer trafugati nella notte del 24 novembre, quando ignoti avevano fatto irruzione nella scuola dopo aver forzato una porta laterale, svuotando l’intero laboratorio informatico.

Un colpo ingente: oltre centomila euro di valore, un danno capace di paralizzare le lezioni e mettere in difficoltà l’intera comunità scolastica.

Le indagini: la pista porta a Napoli nel rione don Guanella

La risposta dell’Arma non si è fatta attendere. I Carabinieri della Stazione di Alife, già impegnati in attività quotidiane di vigilanza presso gli istituti del territorio, hanno avviato immediatamente accertamenti e sopralluoghi.

Le tracce hanno condotto a Napoli, in via Oliviero Zuccarini, nell rione don Guanella dove i militari hanno individuato un appartamento trasformato in deposito della refurtiva.

All’interno dell’abitazione, occupata da una coppia – un 32enne e una 28enne – sono stati rinvenuti tutti i computer rubati. I due sono stati denunciati per ricettazione, mentre proseguono le indagini per identificare gli autori materiali del furto.

La riconsegna dei pc è avvenuta nell’aula magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Caso” di Piedimonte Matese, alla presenza dei sindaci di Alife, Fernando De Felice, e di Piedimonte Matese, Vittorio Civitillo, insieme alla dirigente dell’ITI, Bernarda De Girolamo, che è anche vicesindaco di Piedimonte Matese.

Nel corso della breve cerimonia, le autorità locali hanno espresso gratitudine aiCarabinieri per la tempestività e la professionalità dell’operazione, definita “un gesto che tutela non solo un patrimonio materiale, ma il futuro degli studenti e l’intera rete educativa del territorio”.

Il prefetto di Napoli incontra il neo presidente della Regione

Napoli – Il primo confronto istituzionale tra il prefetto di Napoli, Michele di Bari, e il neo eletto presidente della Regione Campania, Roberto Fico, si è svolto questa mattina al Palazzo di Governo. Un incontro definito da entrambe le parti “cordiale e costruttivo”, durante il quale sono stati affrontati i principali dossier che riguardano il capoluogo e l’intero territorio regionale.

Il prefetto Di Bari ha illustrato al governatore le attività più recenti della Prefettura nei settori di comune interesse, ribadendo la massima disponibilità a lavorare in sinergia con l’Ente regionale. “Il territorio deve crescere tutto insieme in maniera equa, sostenibile ed equilibrata, senza lasciare indietro nessuno”, ha sottolineato Di Bari, richiamando il valore del coinvolgimento corale di tutte le istituzioni per rispondere alle sfide più urgenti.

Fico, al suo debutto istituzionale dopo la proclamazione a presidente della Regione, ha rimarcato come la collaborazione con la Prefettura di Napoli rappresenti “una priorità imprescindibile”. Il governatore ha espresso fiducia nel lavoro congiunto con Di Bari per affrontare “con determinazione e responsabilità” le problematiche che toccano da vicino la vita dei cittadini, dalle emergenze sociali alla sicurezza, dallo sviluppo ai servizi essenziali.

“Ringrazio il prefetto per il suo impegno e la sua dedizione”, ha aggiunto Fico, evidenziando la necessità di una linea comune tra Regione e Prefettura per garantire risposte efficaci e tempestive alle criticità del territorio.

Un primo passo, dunque, in direzione di una stagione istituzionale all’insegna della cooperazione, in un contesto territoriale che continua a richiedere presenza, ascolto e interventi condivisi.

Capua, fermato con 10 chili di droga nel bagagliaio: arrestato un uomo

La rete dei controlli disposta dalla Squadra Mobile di Caserta ha portato a un sequestro imponente lungo le strade di Capua, dove un cittadino albanese residente in provincia è finito in manette dopo essere stato sorpreso al volante di un’auto trasformata in un vero e proprio vettore di stupefacenti.

Gli investigatori, impegnati in un’indagine che riguardava movimenti sospetti legati al traffico di droga, avevano raccolto informazioni su una vettura scura usata per trasferire grossi quantitativi di sostanza. Quando l’auto è stata intercettata e fermata, la verifica del bagagliaio ha dissolto ogni dubbio: all’interno erano accatastati cinque chili di hashish e altrettanti di marijuana, un carico destinato con ogni probabilità allo smercio sul territorio.

L’uomo, già conosciuto per precedenti reati contro il patrimonio, è stato arrestato in flagranza e condotto in carcere, dove attende l’udienza di convalida mentre prosegue l’attività investigativa per identificare la rete a cui il trasporto era destinato.

Castellammare, rapina un uomo mentre fa il biglietto alla stazione: arrestato

La serata di martedì alla stazione ferroviaria di Castellammare di Stabia si è trasformata in una corsa contro il tempo per gli agenti del Commissariato locale, chiamati a intervenire dopo la segnalazione di una rapina consumata pochi istanti prima.

La vittima, ancora scossa, ha raccontato che mentre stava acquistando un biglietto al distributore automatico era stata avvicinata da un giovane che, senza alcun preavviso, l’aveva colpita con violenza al volto per poi sottrarle una banconota da cinque euro e tentare la fuga salendo su un convoglio fermo in banchina.

La descrizione fornita è bastata agli agenti per individuare rapidamente il sospetto: saliti a bordo del treno, lo hanno raggiunto e bloccato prima che potesse allontanarsi. Il ventiseienne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, è stato tratto in arresto con l’accusa di rapina, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire ogni dettaglio dell’aggressione.

Arrestata a Napoli una 49enne: in casa cocaina, hashish e contanti

La strategia di contrasto al narcotraffico avviata dalla Questura di Napoli sta producendo nuovi risultati. Nel corso dei controlli straordinari messi in campo in varie aree della città, gli agenti della Squadra Mobile hanno fatto scattare un arresto in un appartamento di via Scotellaro, dove una 49enne napoletana custodiva un consistente quantitativo di sostanze stupefacenti.

Durante il blitz, i poliziotti hanno scoperto 112 involucri di cocaina già pronti per la vendita, per un peso complessivo di circa 62 grammi, oltre a quattro confezioni di hashish pari a circa 105 grammi. Accanto alla droga, sono stati trovati 480 euro in banconote di diverso taglio e tutto il materiale necessario al confezionamento delle dosi.

Il rinvenimento ha portato l’indagata all’arresto immediato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti, mentre proseguono gli approfondimenti investigativi per chiarire i canali di approvvigionamento e l’eventuale rete di distribuzione collegata.

Pompei, si chiude il progetto RePAIR: l’intelligenza artificiale ricompone gli affreschi perduti

A Pompei si chiude una delle sperimentazioni più ambiziose degli ultimi anni nel campo della tutela del patrimonio culturale. RePAIR, progetto europeo dedicato alla ricomposizione robotica di affreschi frammentati, arriva al suo epilogo dopo quattro anni di lavoro nei quali archeologia, intelligenza artificiale e robotica hanno operato fianco a fianco per affrontare una sfida considerata a lungo insormontabile: rimettere insieme opere ridotte in centinaia o migliaia di pezzi senza un’immagine finale a cui fare riferimento.

La piattaforma robotica, testata all’interno del Parco Archeologico e posizionata nella rinnovata Casina Rustica, ha dimostrato di poter riconoscere e manipolare in autonomia frammenti digitalizzati, grazie a due bracci dotati di “soft hand” e a un complesso sistema di visione. Gli algoritmi sviluppati dai team europei hanno trasformato i reperti in un gigantesco puzzle senza bordi né figura guida, ponendo le basi per una tecnologia destinata a cambiare il lavoro degli archeologi.

Il progetto ha operato su due casi emblematici: gli affreschi della Casa dei Pittori al Lavoro nell’Insula dei Casti Amanti, distrutti dall’eruzione e poi ulteriormente frantumati dai bombardamenti del 1943, e quelli della Schola Armaturarum, crollata nel 2010. La digitalizzazione, affidata anche a un dispositivo portatile creato dall’Istituto Italiano di Tecnologia, ha permesso di acquisire modelli 3D e analisi iperspettrali di circa duemila frammenti, base indispensabile per la ricostruzione virtuale e fisica.

Per Marcello Pelillo, coordinatore del progetto e docente a Ca’ Foscari, RePAIR rappresenta un punto di svolta perché alleggerisce una delle attività più complesse dell’archeologia, liberando tempo e risorse per la ricerca scientifica. Una visione condivisa dal direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, che sottolinea come l’IA diventerà sempre più centrale nella gestione dei reperti, soprattutto in un Paese in cui gli scavi preventivi generano enormi quantità di dati.

Santa Maria Capua Vetere, due colpi in pochi minuti e fuga con spray urticante: 22enne arrestato

A Santa Maria Capua Vetere la mattinata è stata scossa da una sequenza fulminea di reati che ha tenuto in allerta residenti e commercianti. Un 22enne algerino senza fissa dimora è stato arrestato dai carabinieri dopo aver messo a segno prima un furto ai danni di un corriere e poi una rapina in una pescheria, il tutto nel giro di pochissimi minuti.

Secondo la ricostruzione, il giovane avrebbe aperto il suo “raid” avvicinandosi a un furgone per le consegne: un solo attimo di distrazione dell’addetto è bastato per sottrarre un iPhone 16 Pro e allontanarsi senza destare sospetti. Pochi metri più avanti, però, avrebbe alzato ulteriormente il tiro. Entrato in una pescheria della zona, avrebbe sfilato il portafoglio del titolare contenente 2.000 euro in contanti.

Il commerciante, accortosi del furto, ha tentato di bloccarlo, ma il 22enne ha reagito spruzzandogli in volto dello spray al peperoncino per garantirsi la fuga. A fermarlo, però, ci hanno pensato i carabinieri della Sezione Radiomobile, intervenuti subito grazie alla rapida segnalazione al 112. La pattuglia lo ha rintracciato nelle vicinanze, recuperando sia il telefono sia il denaro sottratto. La refurtiva è stata restituita ai proprietari, mentre il giovane è finito in manette in attesa del rito direttissimo, chiamato a chiarire una vicenda che ha riportato al centro il tema della sicurezza nelle aree commerciali.

Napoli, aggredisce l’ex compagna in strada: 43enne arrestato dalla Polizia

Un’altra storia di violenza contro una donna si è consumata nelle strade di Napoli, dove un 43enne di Acerra è stato arrestato dalla Polizia di Stato dopo aver aggredito l’ex compagna. Gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, impegnati in un normale servizio di controllo del territorio, hanno notato la scena in via Padre Ludovico da Casoria e sono intervenuti senza esitazioni, raggiungendo e immobilizzando l’uomo mentre stava colpendo la donna.

Gli accertamenti successivi hanno confermato un quadro già noto alle forze dell’ordine: non era la prima volta che il 43enne metteva in atto comportamenti violenti e persecutori nei confronti della ex compagna. Una sequenza di episodi che ha trovato l’ennesima drammatica conferma nell’aggressione avvenuta in strada e interrotta solo grazie al rapido intervento dei poliziotti.

L’uomo è stato arrestato e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre alla vittima sono state fornite le prime forme di tutela previste in questi casi. Un episodio che riporta ancora una volta l’attenzione sulla necessità di contrastare con fermezza ogni forma di violenza di genere.

Sorrento, assalto alla gioielleria a colpi di mazza ferrata: arrestato 30enne

Sorrento– Il rumore sordo del metallo contro il vetro blindato ha squarciato la tranquillità della serata in Corso Italia, il salotto buono della penisola sorrentina. Una scena da film d’azione, trasformatasi in pochi minuti in un arresto movimentato grazie al tempismo degli agenti del Commissariato di Sorrento.

In manette è finito un 30enne di Torre del Greco, G.D. (le iniziali dell’indagato, ndr), già noto alle forze dell’ordine per reati specifici, accusato ora di tentato furto aggravato.

Il raid in Corso Italia

Tutto è accaduto nella serata di ieri. L’uomo, giunto presumibilmente appositamente dalla città del corallo per mettere a segno il colpo, aveva scelto come obiettivo una nota gioielleria del centro.

Armato di una pesante mazza ferrata, ha iniziato a colpire ripetutamente la vetrina espositiva, incurante del passaggio o delle telecamere di sorveglianza. L’intento era chiaro: creare una breccia nel vetro antisfondamento per arraffare i preziosi esposti e fuggire.

L’intervento e la furia cieca

L’allarme è scattato immediatamente. Diverse segnalazioni sono giunte alla Sala Operativa, descrivendo un uomo che stava letteralmente prendendo a martellate un negozio. Gli agenti del Commissariato locale, impegnati in un servizio di controllo del territorio intensificato proprio per prevenire i reati predatori, sono piombati sul posto in pochi istanti.

Ciò che si sono trovati davanti ha dell’incredibile: nonostante l’arrivo della volante della polizia e l’intimazione dell’alt, il 30enne non si è fermato. In una sorta di trance criminale, ha continuato a sferrare colpi violenti contro la vetrina, ignorando completamente la presenza delle divise alle sue spalle.

I poliziotti sono stati costretti a intervenire fisicamente per interrompere la condotta violenta. Non è stato un fermo semplice: l’uomo, ancora armato della mazza e in evidente stato di agitazione, è stato bloccato con “non poche difficoltà”, come riportato nella nota ufficiale della Questura. Disarmato e immobilizzato, è stato infine dichiarato in arresto.

Il 30enne torrese dovrà ora rispondere davanti all’autorità giudiziaria del tentato furto e della resistenza opposta. La mazza ferrata è stata posta sotto sequestro, mentre per i commercianti di Sorrento resta lo spavento per un episodio che evidenzia, ancora una volta, il fenomeno dei “pendolari del crimine” che dall’hinterland napoletano puntano alle zone turistiche della costiera.

Frana a Montevergine, corsa contro il tempo: Vigili del Fuoco al lavoro senza sosta

L’ondata di maltempo che da ieri sta flagellando la Campania non dà tregua ai Vigili del Fuoco, impegnati in un’intensa serie di operazioni di soccorso che hanno ormai superato i duecento interventi. Danni d’acqua, cedimenti strutturali, alberi pericolanti e smottamenti stanno mettendo a dura prova diverse aree della regione, con le province di Napoli, Avellino e Salerno tra le più colpite.

La frana a Montevergine: quattro tornanti coinvolti

Uno dei fronti più delicati è nell’Avellinese, lungo la strada che conduce al santuario di Montevergine, nel territorio di Ospedaletto d’Alpinolo. Una frana ha interessato quattro tornanti, rendendo necessario l’intervento immediato delle squadre dei Vigili del Fuoco, impegnate nella messa in sicurezza e nel monitoraggio costante della zona.

Per valutare dall’alto l’estensione dello smottamento, è stata effettuata anche una ricognizione aerea con l’elicottero del reparto volo di Salerno.

La famiglia del bosco: “Non siamo intransigenti, vogliamo solo il bene dei nostri figli”

I genitori della “famiglia nel bosco” rompono il silenzio con una lettera aperta: smentite le voci sul rifiuto di aiuti e alloggi alternativi. “L’istruzione dei bambini è la nostra priorità, ma documenti decisivi sono arrivati tardi”.

Una difesa appassionata, ferma, ma aperta al dialogo. È quella che emerge dalle parole di Nathan e Catherine, i genitori divenuti noti alle cronache come la “famiglia nel bosco”, al centro di una complessa vicenda giudiziaria e mediatica culminata con l’allontanamento dei loro tre figli, disposto dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.

In una lettera inviata agli organi di stampa, la coppia intende dissipare le nubi che si sono addensate sulla loro condotta negli ultimi giorni, smentendo categoricamente le voci che li dipingono come irremovibili o isolati dal mondo.

La smentita: “Mai rifiutato aiuto”

Il punto focale della missiva riguarda le indiscrezioni circolate su diverse testate nazionali. Si era parlato di un rifiuto ostinato da parte della coppia verso qualsiasi soluzione abitativa alternativa proposta dalle istituzioni locali o da privati cittadini.

“Ancora questa mattina continuiamo a leggere che saremmo testardamente arroccati su posizioni intransigenti e rigide”, scrivono Nathan e Catherine. “Non è assolutamente vero. Non sappiamo da chi queste notizie siano state veicolate, ma è certo che chi lo ha fatto ha posto in essere una condotta scellerata e falsa”.

I genitori chiariscono che, pur volendo preservare la loro “filosofia di vita” a stretto contatto con la natura, non sono “sordi alle sollecitazioni che vengono dall’esterno”. Una precisazione cruciale che potrebbe riaprire spiragli di dialogo con i servizi sociali e il Comune, specialmente riguardo all’offerta di un alloggio temporaneo in attesa che la loro casa nel bosco venga messa a norma. “Ribadiamo con assoluta fermezza che è falso quanto si dice in ordine ad un nostro rifiuto sull’aiuto offerto dal sindaco”, aggiungono.

Il nodo dell’istruzione parentale

Oltre alla questione abitativa, il cuore della vicenda riguarda l’educazione dei tre minori. Il provvedimento del Tribunale aveva sollevato dubbi sulla scolarizzazione dei bambini. Su questo punto, la coppia esprime profonda amarezza per un cortocircuito burocratico che avrebbe penalizzato la loro posizione.

“Ci dispiace profondamente che non si sia avuto modo di dimostrare come l’educazione parentale sia da noi strettamente osservata, curata e gestita”, spiegano nella lettera, attribuendo il malinteso alla “tardività della produzione di alcuni documenti” che erano stati regolarmente consegnati ma non valutati in tempo utile.

L’istruzione e l’apertura mentale dei figli, assicurano, sono valori imprescindibili: “I nostri splendidi bambini sono stati, sono e saranno il baricentro unico e indiscusso del nostro cammino”.

Un appello alla lealtà

La lettera si conclude con un ringraziamento, ma anche con un monito. Nathan e Catherine si dicono grati per l’attenzione ricevuta, ma chiedono che la narrazione della loro storia torni sui binari della verità fattuale. La scelta di trasferirsi in quella “straordinaria Terra” che li ha accolti, ribadiscono, è sempre stata orientata al benessere psicofisico dei minori, non alla loro privazione.

L’auspicio finale è che le istituzioni e le persone vicine continuino a supportarli “con la lealtà e la serenità che sono imprescindibili laddove sono posti in gioco valori primari della vita delle persone”. Ora la palla passa nuovamente al Tribunale e ai servizi sociali, chiamati a valutare se questa apertura possa favorire il ricongiungimento familiare.

Tragedia nei boschi Lucani: operaio 50enne della provincia di Salerno muore sul lavoro

Un’altra vittima si aggiunge al drammatico elenco degli incidenti sul lavoro in Italia. La tragedia si è consumata oggi, giovedì 27 novembre 2025, nel primo pomeriggio, nelle campagne di Satriano di Lucania, in provincia di Potenza.

Un operaio di circa 50 anni, residente nel Salernitano, ha perso la vita mentre era impegnato in operazioni di taglio della legna in contrada Bosco Ralle.

L’allarme è stato lanciato immediatamente dalle altre persone che si trovavano con lui sul posto al momento dell’incidente. Nonostante la tempestività della chiamata, l’intervento dei sanitari del 118 Basilicata è stato purtroppo inutile. All’arrivo dell’ambulanza, i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.

Le cause esatte che hanno portato alla morte dell’operaio sono ancora in corso di accertamento.

Sul luogo dell’incidente sono subito intervenuti i Carabinieri della stazione locale, che hanno avviato i primi rilievi per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Parallelamente, l’Ispettorato del Lavoro è stato allertato per verificare la corretta applicazione delle norme di sicurezza sul cantiere forestale.

Si cercherà di capire se l’incidente sia stato causato da un malore improvviso, da un errore umano o da un guasto alle attrezzature, e se tutte le procedure previste per un lavoro così rischioso fossero state seguite scrupolosamente.

Ad is loading…
Ad is loading…