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L’Antica Pizzeria Da Michele è la migliore catena artigianale di pizza al mondo

L’Antica Pizzeria Da Michele torna sotto i riflettori internazionali e lo fa dalla posizione più alta del podio. Durante l’European Pizza Show di Londra è stata svelata la classifica delle migliori catene artigianali di pizza del mondo e il marchio napoletano, con oltre 150 anni di storia e la sua iconica sede di Forcella, ha ottenuto il primo posto della 50 Top Pizza – World Artisan Pizza Chains 2025.

Un risultato che premia la capacità di esportare nel mondo la vera “ruota di carro”, rimanendo fedele a un’identità che non ha mai ceduto alle mode.
La giuria guidata da Barbara Guerra, Albert Sapere e Luciano Pignataro ha riconosciuto al brand un’eccellenza costante, tanto nella qualità della pizza quanto nella visione imprenditoriale che ha portato il gruppo a espandersi nelle principali metropoli del pianeta.

Il traguardo arriva in un momento cruciale, segnato dalle imminenti aperture di Bangkok e Sydney, tasselli strategici di un percorso globale che non rinuncia alle radici. Sergio e Alessandro Condurro, insieme a Francesco De Luca, hanno sottolineato come questo premio sia il risultato di un lavoro che coinvolge maestranze, tecnici e una rete organizzativa impegnata quotidianamente a mantenere standard altissimi grazie ai controlli qualità distribuiti in tutto il mondo.

Oggi Da Michele è presente da Tokyo a Singapore, da Londra a Madrid, da Parigi fino alle nuove rotte del quinto continente, sempre con lo stesso obiettivo: custodire e diffondere un patrimonio gastronomico nato a Napoli e diventato simbolo della cultura italiana nel mondo. Il riconoscimento di 50 Top Pizza Awards 2025 consolida ulteriormente la centralità del marchio nel panorama della pizza artigianale internazionale, unendo tradizione e innovazione in un percorso di espansione che non intende rallentare.

Ischia, 19 anni dopo la frana del Monte Vezzi famiglie ancora nei container

Ischia – A quasi diciannove anni dalla frana di Monte Vezzi del 30 aprile 2006, che inghiottì vite innocenti, tra cui quella del cuoco Luigi Buono, la situazione degli sfollati non è solo drammatica: è una vergogna nazionale che si consuma in una pineta. Quella tragedia, la prima grande ferita idrogeologica della nostra epoca, seguita dagli orrori di Casamicciola (2009 e 2022), ha lasciato un segno di degrado e abbandono.

Diverse famiglie, superstiti di quella catastrofe e di un’inerzia amministrativa ventennale, sono ancora relegate in container fatiscenti presso il camping di via Foschini. Non sono alloggi di emergenza temporanei, ma un ghetto di lamiere che resiste al tempo e all’oblio.

La vita quotidiana tra rischio e degrado

Il paradosso è grottesco: queste famiglie non solo sono costrette a vivere in abitazioni precarie, ma sono obbligate ad evacuarle in caso di semplice allerta meteo gialla o arancione, condannate a un rischio vita quotidiano che le istituzioni non hanno mai risolto.

In questo scenario di totale abbandono, il grido straziante è arrivato al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli. A lanciarlo, una madre che vive con i suoi figli in condizioni di estrema indigenza, costretta a combattere una battaglia disumana con la sporcizia e l’infestazione.

“Viviamo ancora in scatole di metallo dopo quasi 20 anni. Siamo sette famiglie sistemate qui,” ha denunciato la donna con la voce rotta. “Mia nonna è morta due mesi fa e trasportare il corpo fuori da questa scatola di metallo è stato straziante. Mio nonno non riesce più a camminare perché sprofonda.”

La testimonianza si fa agghiacciante quando descrive la notte: “Prima di andare a letto dobbiamo mettere le trappole per topi perché ne siamo invasi. Siamo in una pineta dove ci sono alberi che, con questo maltempo, ci hanno distrutto il prefabbricato.”

Il fallimento dei fondi: un progetto “andato in fumo”

L’amarezza si mescola alla rabbia per i fondi mai spesi e le promesse mancate. La madre punta il dito contro l’inefficacia delle misure e la chiusura delle porte istituzionali: “Le amministrazioni ci hanno abbandonato. Il sindaco addirittura non ci riceve neanche più.”

E sui finanziamenti destinati alla prevenzione, la beffa: “Hanno stanziato dei soldi per mettere la montagna in sicurezza. Ma questi fondi non li useranno mai. Già 15 anni fa vennero stanziati tre milioni di euro con progetto alla mano, ma i soldi sono finiti e il progetto è andato in fumo.”

L’ira di Borrelli: “Dignità calpestata dall’inerzia”

Di fronte alle immagini del degrado — pavimenti marci, fili elettrici scoperti e l’area esterna trasformata in una discarica a cielo aperto — il deputato Francesco Emilio Borrelli ha raccolto l’appello con durezza.

“È inammissibile che a quasi due decenni di distanza da una tragedia, ci siano ancora famiglie costrette a vivere in queste condizioni, in alloggi che si stanno letteralmente disintegrando e in un ambiente a rischio, infestato dai topi,” ha tuonato Borrelli.

Il messaggio alle autorità è perentorio: “La dignità di queste persone e la memoria delle vittime non possono essere calpestate da un’inerzia amministrativa che dura da troppo tempo. Chiederemo conto sullo stato dei fondi stanziati e sulla mancanza di soluzioni abitative dignitose.”

Il deputato ha riconosciuto l’impegno del Commissario Straordinario Giovanni Legnini per la ricostruzione, ma ha posto un diktat: le esigenze immediate di chi vive nel dramma del container devono essere la massima priorità. L’obiettivo è chiaro: garantire una sistemazione consona subito e scongiurare che i fondi per la prevenzione subiscano l’ennesimo fallimento della storia isolana.

Federico II, il Centro Sclerosi Multipla conquista il bollino d’oro: rinnovata la ISO 9001

Napoli – L’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli ha rinnovato la prestigiosa Certificazione ISO 9001 per il suo Centro Sclerosi Multipla. Il riconoscimento, rilasciato da Certifica S.r.l., è arrivato nei giorni scorsi e sancisce l’eccellenza del polo clinico nella gestione delle patologie neurologiche degenerative.

Il centro diretto dall’UOS – Centro Sclerosi Multipla si conferma così realtà di riferimento regionale e nazionale. La certificazione copre «la gestione clinico-organizzativa del processo di diagnosi e terapia del paziente con sclerosi multipla ed altre patologie neurologiche degenerative, in regime ambulatoriale e di Day Hospital – Gestione trial clinici».

Il rinnovo del bollino qualità attesta il livello di eccellenza raggiunto nella pianificazione, erogazione e monitoraggio dei percorsi clinici. Il sistema garantisce standard elevati in quattro aree critiche: la gestione del paziente e la continuità assistenziale; l’organizzazione dei processi interni; la sicurezza e appropriatezza delle procedure; la partecipazione a studi clinici secondo criteri internazionali.

«Siamo orgogliosi di accompagnare una realtà clinica di tale rilevanza in un percorso di qualità e responsabilità», dichiara il CEO di Certifica S.r.l., dottor Salvatore Scutiero. «Il rinnovo della ISO 9001 rappresenta non solo un riconoscimento formale, ma la conferma di un lavoro costante, competente e orientato alla tutela del paziente e all’innovazione dei processi clinici».

Con questo risultato, l’AOU Federico II rafforza la propria posizione di leader nel campo delle malattie neurologiche degenerative. I pazienti campani potranno continuare a contare su un’assistenza sempre più efficace, sicura e centrata sulle loro esigenze.

Arzano, emergenza ratti ma anche alberi pericolosi nella scuola Tiberio

Ad Arzano si aggrava la situazione di sicurezza e igiene nella scuola primaria Tiberio, dove la presenza di ratti nei pressi del plesso ha allarmato genitori e operatori scolastici. A lanciare l’allarme è il consigliere comunale Luigi De Rosa, che attacca duramente l’amministrazione Aruta per quella che definisce una gestione inefficiente e negligente.

“La convivenza con i roditori rappresenta un pericolo sanitario serio — sottolinea De Rosa — mettendo a rischio la salute dei bambini e del personale scolastico. È inaccettabile che in un luogo dedicato all’educazione e alla crescita dei nostri figli si verifichino queste condizioni”.

Non solo ratti, ma anche alberi non potati e pericolanti circondano il cortile della scuola, aggravando ulteriormente la situazione. “Nonostante i fondi stanziati e le promesse fatte, i lavori di potatura non sono stati eseguiti — evidenzia il consigliere — lasciando nel cortile piante instabili che potrebbero rappresentare un rischio concreto per gli studenti”.

De Rosa invita l’amministrazione comunale a “non voltare più lo sguardo davanti a problemi di questa gravità” ed esige “misure immediate, trasparenti e risolutive”. “La sicurezza dei bambini non è negoziabile e Arzano non può permettersi di mostrare un simile disinteresse verso le sue scuole — conclude — Una città civile si giudica dalla cura che dedica agli spazi educativi e oggi questa città è sotto una lente d’ingrandimento molto severa”.

La situazione accende i riflettori sulle priorità dell’amministrazione locale, in attesa di un rapido intervento per garantire condizioni igienico-sanitarie all’altezza e una manutenzione costante delle strutture scolastiche, come le famiglie da tempo chiedono a gran voce.

Napoli in emergenza infortuni, Conte ridisegna la squadra: la formazione anti-Roma

Il Napoli vive un periodo di continui imprevisti: la lista degli infortunati cresce di settimana in settimana, trasformando la gestione della squadra in una vera prova di creatività. Antonio Conte lo ammette senza filtri: il momento è complicato, con assenze pesanti che mettono alla prova la solidità dell’organico. Tra i protagonisti fermi ai box ci sono nomi chiave come Lukaku, Meret, De Bruyne, Anguissa e Gutierrez, con l’ultimo arrivo, Gilmour, alle prese con una pubalgia che potrebbe tenerlo lontano dal campo per 45-60 giorni.

In questo scenario, il tecnico ha rispolverato soluzioni del passato: la difesa a tre, già vista contro Atalanta e Qarabag, ha ridato ordine e fiducia, permettendo a Neres e Lang di esprimersi liberamente sugli esterni. La solidità della retroguardia è stata garantita da Beukema e Olivera, mentre McTominay ha svolto un ruolo doppio, coprendo e segnando con efficacia.

Mentre si analizzano le difficoltà di formazione del Napoli e le scelte tattiche di Conte per ridisegnare la squadra in vista dei prossimi impegni, può essere interessante anche scoprire i professionisti che operano dietro le quinte nel settore tecnologico, come Uri Poliavich, SEO di Soft2Bet — una realtà globale che fornisce soluzioni tecnologiche avanzate per operatori di giochi online e scommesse sportive.

Il 4-3-3, marchio tattico del Napoli recente, resta una base, ma oggi deve convivere con varianti ibride come 4-4-2 o 4-2-3-1, strumenti indispensabili per sopravvivere all’emergenza. Nel frattempo, l’ombra di Romelu Lukaku pesa come una presenza costante: il rientro del centravanti potrebbe rivoluzionare le combinazioni offensive, riportando fiducia e possibilità di riproporre il modulo che ha regalato successi importanti al club.

Capodrise, smantellata la piazza di spaccio del crack: due arresti

Capodrise – Non avevano scampo. La loro attività criminale, condotta con metodo quasi “imprenditoriale” in un appartamento di Capodrise, è stata stroncata dall’azione congiunta dei Carabinieri. A finire in manette, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati un 22enne di nazionalità albanese senza fissa dimora e un 19enne napoletano, sorpresi con un vero e proprio arsenale di droga.

L’operazione, scattata nelle ultime ore, è il frutto di un’appostata durata giorni. I militari della Stazione di Macerata Campania, affiancati dall’aliquota radiomobile della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, non avevano perso di vista i movimenti sospetti attorno all’abitazione. Pedinamenti, controlli e una paziente osservazione avevano già delineato un quadro chiaro: da quel civico partiva un giro di spaccio.

La conferma definitiva è arrivata con la fermata di un presunto cliente, colto in flagrante subito dopo l’acquisto. Quel gesto è stato il via libera per l’assalto al covo. Durante la perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno scovato il “quartier generale” dello spaccio: 43 grammi di crack già suddivisi e pronti per la vendita, 8 grammi di hashish, 150 euro in contanti, probabile provento dell’illecita attività.

Ma a raccontare la professionalità del crimine sono stati i ritrovamenti più tecnici: sostanza da taglio, quattro bilancini di precisione e tutto l’occorrente per confezionare le dosi. Un laboratorio in piena regola, smantellato prima che potesse immettere altra droga nelle strade. Al termine delle operazioni, i due giovani spacciatori sono stati trasferiti nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, in attesa del giudizio. Un colpo durissimo a un giro di spaccio che considerava ormai il territorio di Capodrise una propria piazza di affari.

La Consulta boccia la Campania: “Illegittimi i fondi sanitari usati per finanziare l’Arpac”

La Corte costituzionale mette un freno all’utilizzo disinvolto del Fondo sanitario regionale da parte della Campania. Con la sentenza n. 174, i giudici della Consulta hanno dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme con cui la Regione aveva disposto, nel bilancio 2023, il trasferimento di risorse sanitarie all’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Nel mirino della Corte è finito il meccanismo che consentiva di finanziare in modo “generale e indistinto” tutte le attività dell’ente ambientale, senza separare ciò che attiene ai servizi sanitari – in particolare quelli legati ai Livelli essenziali di assistenza (LEA) – dalle funzioni puramente ambientali, che per legge non possono gravare sul Fondo sanitario.

La Consulta ha richiamato i principi già espressi nella sentenza n. 1 del 2024 e, più di recente, nella n. 150 del 2025: l’articolo 20 del decreto legislativo 118/2011 impone alle Regioni di tracciare con precisione entrate e uscite del settore sanitario, evitando commistioni con altre voci di bilancio. Una regola che per i giudici non è stata rispettata.

Destinando parte delle risorse sanitarie alle attività non sanitarie dell’Arpac, la Campania – si legge nella decisione – ha violato non solo il decreto 118/2011, ma anche l’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva sull’armonizzazione dei bilanci pubblici.

La sentenza impone ora alla Regione di rivedere i propri strumenti finanziari e di garantire, per il futuro, una netta separazione dei fondi destinati alla sanità da quelli rivolti ad altri ambiti dell’amministrazione. Un richiamo rigoroso al rispetto delle regole contabili, in un settore – quello sanitario – già messo alla prova da anni di squilibri e tensioni di bilancio.

Stadio Maradona, Manfredi apre a tutto: “Pronti anche a venderlo”

Napoli – “Oggi sullo stadio abbiamo una posizione chiara: siamo disposti a investire sul Maradona e, se il Napoli volesse farlo in proprio, siamo pronti a discuterne. Siamo anche disposti a vendere lo stadio, come è accaduto a Milano”.

Così il sindaco Gaetano Manfredi, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, ha rilanciato il dibattito sulla casa del Napoli, da mesi al centro di uno scontro sotterraneo ma costante con il presidente De Laurentiis.

Il primo cittadino ha sottolineato come l’obiettivo dell’amministrazione resti “fare le cose per il bene della squadra e della tifoseria”, ma ha ricordato allo stesso tempo i vincoli di un ente pubblico: “Qualora ci fosse questa disponibilità, noi non ci tireremo indietro, ma siamo un ente pubblico, quindi una situazione del genere andrebbe seguita con cura”.

Parole che arrivano dopo anni di frizioni con De Laurentiis su canone di concessione, lavori di ammodernamento, gestione commerciale dell’impianto e prospettive di un nuovo stadio di proprietà. Il patron azzurro, più volte, ha minacciato l’addio a Fuorigrotta, lamentando ritardi, burocrazia e limiti strutturali del Maradona, chiedendo maggiori margini di gestione o, in alternativa, ipotizzando la costruzione di un nuovo impianto fuori città.

Il modello Milano e lo scenario vendita

Il richiamo a Milano non è casuale. Manfredi evoca l’esperienza lombarda – dove da anni si discute del futuro di San Siro e delle ipotesi di gestione e proprietà – per segnalare che anche a Napoli il Comune non esclude la cessione del bene, purché nel rispetto delle procedure e delle tutele pubbliche. L’apertura alla vendita rappresenta un salto di qualità nel confronto con la società di De Laurentiis, che ha sempre rivendicato la centralità dello stadio come asset strategico per aumentare ricavi, competitività e appeal internazionale del club.

In questo quadro, le opzioni adesso sul tavolo sono tre:investimento diretto del Comune per un restyling profondo del Maradona;ingresso del Napoli in un progetto condiviso di riqualificazione con una concessione a lungo termine;trattativa per una vera e propria cessione dell’impianto al club.

Ogni ipotesi comporta tempi, costi e vincoli diversi, ma tutte passano per un confronto politico–istituzionale che, fino ad oggi, è stato spesso condizionato dagli strappi e dalle dichiarazioni al vetriolo del presidente azzurro.

“Napoli cresce più delle altre città”

Manfredi ha inserito il dossier stadio dentro un quadro più ampio di sviluppo cittadino. “Questo è un momento molto importante per Napoli, il Pil della città cresce di più rispetto alle altre città italiane. Vogliamo creare lavoro e ricchezza per favorire uno sviluppo che Napoli merita. Siamo una grande capitale europea, quindi dobbiamo creare sempre nuove opportunità per crescere insieme”, ha aggiunto il sindaco.

In questa strategia, il Maradona non è solo un impianto sportivo, ma un’infrastruttura simbolo, potenziale volano di turismo, eventi internazionali, occupazione e indotto economico. Proprio su questo terreno De Laurentiis, in passato, ha spesso accusato il Comune di non saper valorizzare pienamente il marchio Napoli e la forza attrattiva del club campione d’Italia 2023, denunciando un quadro normativo e gestionale “vecchio” e poco competitivo rispetto agli standard europei.

Scontro con De Laurentiis, ora la palla passa al club

Le dichiarazioni di Manfredi rappresentano, di fatto, una chiamata diretta a De Laurentiis: il Comune si dice pronto a investire, a condividere progetti o persino a vendere, ma chiede al Napoli di scoprire le carte. Dopo mesi di accuse incrociate su canoni, manutenzioni, naming rights, sponsor e utilizzo commerciale dello stadio, la nuova apertura istituzionale sposta ora la responsabilità della prossima mossa sul presidente.

Se da un lato il patron azzurro ha più volte rivendicato il diritto del club ad avere uno stadio moderno, multifunzionale e gestito in chiave industriale, dall’altro l’opinione pubblica e la tifoseria aspettano risposte concrete: un piano chiaro, cifre, tempi, progetti, per capire se il futuro del Napoli passerà ancora per il Maradona rinnovato o per una svolta radicale verso la proprietà privata.

Nel frattempo, lo stadio resta terreno di tensione politica e sportiva, ma anche banco di prova della capacità di Napoli di comportarsi davvero da “grande capitale europea”, come rivendica il sindaco, mettendo a sistema interessi pubblici, esigenze del club e aspettative di centinaia di migliaia di tifosi.

Incidente mortale a Villa Literno, 31enne fermato al rientro dall’estero

Un trentunenne è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto dalla Procura della Repubblica di Napoli con l’accusa di aver provocato un gravissimo incidente stradale e di essere poi fuggito all’estero con la propria famiglia. Il provvedimento è stato eseguito il 24 novembre 2025, al rientro in Italia dell’indagato, ora detenuto nel carcere di Napoli-Poggioreale.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 16 novembre 2025 l’uomo, alla guida di una BMW, avrebbe percorso la strada statale 7/quater, all’altezza del territorio comunale di Villa Literno, tamponando violentemente un’altra vettura. Dopo l’impatto, il conducente della BMW si sarebbe allontanato senza fermarsi e senza prestare soccorso agli occupanti dell’auto urtata.

Il bilancio dell’incidente è stato drammatico: una donna di 61 anni è morta sul colpo, mentre le altre tre persone a bordo della vettura tamponata sono rimaste gravemente ferite. I tre feriti versano tuttora in condizioni molto serie e risultano ricoverati in diversi ospedali della Campania.

Le indagini sono state avviate immediatamente dalla Procura di Napoli e affidate alla polizia giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale per la Campania e la Basilicata. Gli accertamenti avrebbero consentito di risalire in tempi rapidi all’identità del presunto responsabile del sinistro, che aveva la disponibilità della BMW intestata a un prestanome occasionale.

Stando agli atti, nelle ore immediatamente successive all’incidente, quando ancora non era stata accertata la sua identità, il trentunenne avrebbe lasciato l’Italia insieme alla moglie e ai figli, imbarcandosi su un volo diretto all’estero. Un elemento che, per l’autorità giudiziaria, ha pesato nella valutazione del pericolo di fuga.

Le successive attività investigative hanno permesso di raccogliere, a carico dell’uomo, gravi indizi in ordine al suo presunto coinvolgimento nell’evento mortale. Sulla base di questi elementi, la Procura ha emesso il decreto di fermo di indiziato di delitto, eseguito il 24 novembre all’arrivo dell’indagato in uno scalo italiano, prima del suo trasferimento nella casa circondariale di Napoli-Poggioreale.

Il 27 novembre 2025 il GIP del Tribunale di Napoli, ritenendo sussistenti i gravi indizi e condividendo il quadro ricostruito dall’accusa, ha convalidato il fermo e disposto nei confronti del trentunenne la misura cautelare della custodia in carcere. La posizione dell’indagato resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria nelle successive fasi del procedimento penale.

Maddaloni, violenze e minacce all’ex moglie: 40enne ai domiciliari con il braccialetto elettronico

I Carabinieri della Compagnia di Maddaloni hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di un uomo di 40 anni, residente a Maddaloni.

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura della Repubblica ed è scattato nell’ambito di un’indagine che, seppur ancora nella fase iniziale, ipotizza a carico dell’indagato i reati di maltrattamenti in famiglia, estorsione e lesioni personali ai danni dell’ex moglie.

L’attività investigativa è nata dalla denuncia presentata dalla donna ai Carabinieri della stazione di Maddaloni. La vittima ha riferito di vivere da tempo in un clima di angoscia costante, temendo per la propria sicurezza e per quella dei tre figli minori nati dal matrimonio.

Secondo quanto raccontato, l’ex marito, incapace di accettare la fine della relazione avvenuta nel 2012, avrebbe messo in atto negli anni un crescendo di comportamenti violenti e persecutori, provocandole stati di insonnia e un continuo timore di uscire di casa.
Nel corso della denuncia, la donna ha descritto numerosi episodi di aggressioni verbali e fisiche, avvenuti anche davanti ai bambini, in alcuni casi tali da causarle lesioni gravi.

Un quadro ritenuto sufficientemente allarmante dagli inquirenti per richiedere l’immediata applicazione di una misura restrittiva, volta a tutelare la vittima e i minori.
Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio gli episodi denunciati e verificare eventuali ulteriori responsabilità dell’indagato.

Il Mercatino di Natale al Castello di Limatola: storia, magia e tradizione

Ogni autunno il Castello di Limatola si trasforma: mura millenarie, cortili e sale si accendono di luci, musiche e bancarelle che richiamano migliaia di visitatori. Quella che nasce come una rassegna commerciale e culturale è ormai un appuntamento consolidato nel calendario natalizio del Sud Italia: la manifestazione “Cadeaux al Castello” porta al maniero un mercato che mescola artigianato, gastronomia e spettacolo, offrendo al pubblico un’esperienza che oscilla tra tradizione e spettacolo contemporaneo.

Il fascino del Castello di Limatola: storia e atmosfera

Il Castello di Limatola, costruito in epoche medievali sui resti di una torre longobarda e consolidato in età normanna, domina il borgo e la valle del Volturno. Restaurato e riconvertito in struttura ricettiva e sede di eventi, il castello conserva gli elementi architettonici che rendono unica l’atmosfera durante i mercatini: corti in pietra, torri illuminate e sale interne che diventano teatri per espositori e artigiani. Proprio questa cornice è uno dei fattori di successo dell’evento: visitare il mercatino qui significa entrare in una scenografia storica che amplifica la suggestione del Natale.

Cadeaux al Castello 2025: il mercatino (tra artigianato e spettacolo)

Nel 2025 i mercatini al Castello di Limatola giungono alla XVI edizione con il titolo collettivo “Cadeaux al Castello”: la formula prevede l’allestimento di chalet e spazi espositivi che ospitano oltre un centinaio di espositori di artigianato, idee regalo e specialità enogastronomiche. L’evento si è svolto nei weekend di novembre (7-9, 14-16, 21-23), per poi proseguire ininterrottamente dal 28 novembre al 14 dicembre 2025; l’inaugurazione ufficiale è avvenuta l’8 novembre. Durante le giornate sono programmati spettacoli, animazioni per bambini e percorsi tematici che puntano a rendere l’esperienza più completa per famiglie e appassionati. Pur non avendo l’originaria identità di un “mercatino medievale” storico, dato che la manifestazione è pensata come mercato natalizio contemporaneo in una cornice medievale, l’allestimento scenografico e alcune rievocazioni possono richiamare sensazioni e suggestioni d’altri tempi, contribuendo alla narrativa della festa.

Biglietti, orari e consigli pratici per la visita

L’ingresso a “Cadeaux al Castello” è a pagamento; i prezzi variano a seconda dei turni e delle formule (intero, ridotto per bambini, pacchetti famiglia). Per esempio, su piattaforme di vendita e biglietteria vengono proposte tariffe indicative come 10 € (intero) e 5 € (ridotto 3–10 anni), con pacchetti famiglia disponibili e alcune fasce orarie serali con tariffe dedicate. Gli orari possono estendersi fino a tarda serata nei weekend; è quindi consigliabile acquistare il biglietto online e controllare il giorno per giorno gli orari ufficiali sul sito del castello o sui canali di vendita per evitare sorprese. Per chi programma la visita: prevedere abbigliamento caldo (il sito è in quota e spesso ventilato), arrivare con anticipo nei weekend affollati, e considerare il pernottamento in loco (il castello offre soluzioni ricettive) per chi vuole vivere l’esperienza con più calma.

Il Castello di Limatola rimane la star dell’appuntamento natalizio: la manifestazione “Cadeaux al Castello” 2025 conferma la capacità del sito di unire patrimonio storico, intrattenimento e mercato stagionale, trasformando un borgo medievale in un villaggio di Natale che attrae visitatori da tutta Italia. Per aggiornamenti su orari, biglietti e programmazione dettagliata è sempre meglio consultare il sito ufficiale del castello o i canali di biglietteria.

Napoli, gli amici ricordano Marco Pio Salomone con uno striscione

Napoli – Più che una dimostrazione di affetto verso Marco Pio Salomone, ucciso a soli 19 anni nella notte tra venerdì e sabato scorso nel quartiere Arenaccia è piuttosto una dimostrazione di forza degli amici e del suo gruppo.

Ieri sera hanno inscenato un ricordo con tanto di striscioni con foto poi postate sui profili social. Tutti indossavano una maglietta bianca con il volto della giovane vittima. “Pio fratellino nostro, rimarrai per sempre nel nostro cuore e nei nostri ricordi. Non sari mai dimenticato. Vivrai per sempre nei nostri cuori. Ti amiamo”. Seguita poi dalla frase che danni accompagna le vittime di agguati: “Non lo spegni il solo se gli spari”. E ancora “Pio Salomone Vive”.

Il segnale ai rivali da parte degli amici di Marco Pio Salomone

Naturalmente si è trattato di una manifestazione non autorizzata nella zona dove vive la famiglia della giovane vittima. Un segnale a chi ha ucciso Marco Pio Salomone e soprattutto a chi ha armato la mano del baby killer 15enne reo confesso.

Le indagini della squadra mobile di Napoli, sotto il coordinamento della Dda, continuano in primo luogo perché non è stata ancora ritrovata l’arma del delitto e poi perchè non sono del tutti chiari i motivi dell’omicidio. Molte cose nel racconto del ragazzino non quadrano. Si cercando i complici, che sarebbero già stati individuati.

Anche le dichiarazioni rese agli investigatori dai tre amici, pregiudicati come lui, che si trovavano nell’auto al momento dello sparo non convincono del tutto.

Ma si aspetta di aver i riscontri mentre il Tribunale della camorra li ha già individuati da giorni visto i numerosi messaggi di minacce arrivati su alcuni profili social di congiunti del giovane assassini. Messaggi che naturalmente sono stati acquisti anche dagli investigatori.

Qualcuno ha cercato di far accreditare l’omicidio nella solita storia dei futili motivi, della lite scoppiata giorni prima per una sguardo di troppo. Ma tutti i protagonisti, come sta emergendo dalle indagini gravitano attorno allo spaccio di droga della zona di piazza Carlo III.

Anche se di umile famiglia non legata alla criminalità organizzata e nonostante i suoi quindici anni, l’omicida reo confesso conosceva bene la strada, il giro, le piazze. Non andava a scuola ed era già fuggito una volta da una comunità.

Ponticelli, discarica abusiva a pochi metri dall’Ospedale del Mare

Ponticelli, il quartiere sotto assedio dei veleni. La ferita aperta delle discariche abusive in Campania continua a sanguinare. E uno dei punti più problematici resta Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli.

Qui, nonostante il lavoro costante degli operatori ecologici, un angolo del territorio continua a essere devastato da sversamenti illegali e incendi di rifiuti.

È in Via Angelo Camillo De Meis, una strada che costeggia attività commerciali e abitazioni e che si trova a pochi passi dall’Ospedale del Mare, che l’ennesima scena di degrado si ripresenta ogni giorno sotto gli occhi dei residenti.

A riaccendere i riflettori sulla vicenda è Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, che ha diffuso un video girato da un cittadino. Le immagini mostrano un’area parzialmente recintata, accanto a un centro revisioni auto, completamente sommersa da ogni genere di rifiuti: pneumatici, residui ingombranti, scarti industriali e cumuli di materiale bruciato.

Una discarica a cielo aperto dove i roghi, tutt’altro che episodici, lasciano terreno annerito, odori acre e fumi tossici che il vento spinge verso case e reparti ospedalieri.
Borrelli: “Veleni bruciati per profitto, è inammissibile”

Durissima la denuncia del deputato, che parla senza mezzi termini:

“È inaccettabile che in una zona residenziale e a ridosso di una struttura sanitaria così importante, i cittadini siano costretti a respirare fumi nauseanti e pericolosi. Qui si bruciano veleni per lucrare sulla pelle della gente.”

Borrelli evidenzia come l’abbandono di questa porzione di territorio vanifichi il lavoro quotidiano dell’ASIA, che nelle aree circostanti garantisce pulizia e decoro. Ma contro chi continua a sversare illegalmente, spesso di notte, il lavoro degli operatori non basta.
Ecomafie e responsabilità istituzionali

Il deputato, che è anche vicepresidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle Ecomafie, ricorda che l’area era già stata segnalata mesi fa alle autorità, senza che venisse avviata una bonifica o un controllo strutturale.

Una situazione che, secondo Borrelli, mette in luce una grave mancanza di vigilanza e una sottovalutazione del rischio ambientale e sanitario:

“Non possiamo permettere che la legalità arretri di fronte a discariche abusive che minacciano la salute dei cittadini. Serve un intervento immediato e definitivo.”

L’appello: “Bonifica subito, basta rinvii”

L’esponente AVS chiede un coordinamento urgente tra Comune di Napoli, Prefettura e Forze dell’Ordine per fermare i responsabili, mettere in sicurezza l’area e procedere a una bonifica completa.

Intanto, i residenti continuano a vivere con finestre chiuse e preoccupazione crescente, in un quartiere che chiede solo di poter respirare aria pulita. Ponticelli aspetta risposte, e soprattutto, fatti.

Stadio Olimpico blindato per Roma-Napoli

È già la partita dell’anno, un crocevia Scudetto che infiamma il campionato e accende, purtroppo, i riflettori anche sul fronte dell’ordine pubblico. Roma-Napoli di domenica sera non è solo uno scontro al vertice, ma una sfida che mette a dura prova il dispositivo di sicurezza della Capitale.

Nonostante il formale divieto di trasferta imposto ai residenti in Campania, l’allerta è massima. Le previsioni della Questura di Roma parlano chiaro: sono attesi circa 15.000 sostenitori partenopei, che hanno aggirato l’ordinanza acquistando i tagliandi nelle rivendite della Capitale o tramite canali non ufficiali.

Questi tifosi “fuori sede” saranno distribuiti tra l’ormai insufficiente settore ospiti, Curva Sud esclusa, e le tribune, insieme ai club organizzati provenienti da Lazio e altre regioni del Centro Italia. Una vera e propria marea azzurra che, unita al calore giallorosso, moltiplica il rischio di incidenti.

 Olimpico in stato d’assedio: il piano di sicurezza

Per evitare che la tensione tra le due tifoserie storicamente rivali degeneri, l’intera area dell’Olimpico si trasformerà in una zona ad accesso controllato. La Questura ha annunciato di aver innalzato il livello di allarme al massimo grado, con un piano di sicurezza che verrà finalizzato nella giornata odierna.

A sorpresa, e in controtendenza rispetto al passato, alcune delle vie solitamente chiuse o militarizzate prima dei big match resteranno aperte. Lungotevere Maresciallo Diaz e Piazzale di Ponte Milvio, storici punti di ritrovo, saranno accessibili al transito per tentare di disinnescare la formazione di grandi assembramenti statici e ridurre l’impatto sulla circolazione urbana.

L’obiettivo è quello di fluidificare il flusso dei tifosi, indirizzandoli in modo ordinato verso i varchi, e di concentrare le forze dell’ordine nei punti più sensibili.

In attesa del fischio d’inizio, la parola d’ordine è massima vigilanza: Roma si prepara a una serata di grande calcio, sperando che lo spettacolo resti confinato al prato verde.

Pippo Baudo, giallo sull’eredità da 10 milioni: tre mesi dopo il testamento nessuno l’ha ancora accettata

A più di tre mesi dall’apertura del testamento di Pippo Baudo, sull’eredità del grande conduttore televisivo aleggia un vero e proprio giallo. Il “Pippo nazionale”, scomparso il 16 agosto 2025, lascia dietro di sé non solo un vuoto nel mondo dello spettacolo, ma anche un intricato caso successorio che, secondo quanto filtra, non avrebbe ancora trovato una soluzione.

Il 9 settembre scorso, a Bracciano, il notaio Renato Carraffa ha aperto le ultime volontà del presentatore. Da quel momento, però, tutto sarebbe fermo. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano e ripreso da testate come Open e Corriere della Sera, nessuno degli eredi indicati nel testamento avrebbe ancora formalizzato l’accettazione del lascito.

Al centro della vicenda ci sono i tre principali beneficiari: la figlia Tiziana, nata nel 1970 dal matrimonio con Angela Lippi; Alessandro, nato nel 1962 dalla relazione con Mirella Adinolfi e riconosciuto ufficialmente da Baudo nel 1996; e la storica assistente e segretaria, Dina Minna, figura discreta ma sempre presente accanto al conduttore. Nonostante il testamento li chiami in causa, al momento nessuno di loro si sarebbe mosso per ottenere la quota spettante.

Il nodo, secondo le ricostruzioni, riguarda la stima complessiva del patrimonio di Baudo. Il valore dell’eredità sarebbe stato quantificato in circa 10 milioni di euro, una cifra che, a detta di più di una fonte, risulterebbe “non congrua” rispetto a una carriera lunga oltre sessant’anni, trascorsa tra prime serate, festival di Sanremo e contratti milionari in Rai e nelle principali reti televisive nazionali. Proprio questa discrepanza tra aspettative e stima effettiva potrebbe avere congelato l’iter successorio.

Open, già nelle scorse settimane, aveva offerto una prima quantificazione del solo patrimonio immobiliare, parlando di oltre 6 milioni di euro. Nel dettaglio, la mappa dei beni includerebbe quattro immobili in via della Vite, nel cuore di Roma, un ufficio di sette vani in zona Prati, in via della Giuliana, e ben 17 terreni tra Noto, Siracusa e Fiano Romano. A questo pacchetto di proprietà si aggiunge la villa di Torre delle Stelle, in Sardegna, acquistata ai tempi della relazione con Katia Ricciarelli e poi ceduta definitivamente nel 2018.

Un patrimonio importante, ma forse inferiore, almeno sulla carta, a quanto ci si sarebbe potuti attendere da uno dei conduttori più popolari e longevi della televisione italiana. Da qui il sospetto che vi siano ancora aspetti da chiarire sulla reale consistenza del lascito, tra eventuali liquidità, investimenti, società o diritti d’immagine. Non è escluso che gli eredi, prima di accettare, stiano valutando con attenzione ogni voce di attivo e di passivo, anche per scongiurare la presenza di eventuali debiti o contenziosi latenti.

In condizioni ordinarie, tra la lettura del testamento e l’accettazione dell’eredità non trascorre generalmente molto tempo. Nel caso Baudo, invece, il protrarsi dell’immobilismo alimenta interrogativi e indiscrezioni. Si tratterebbe solo di un fisiologico approfondimento sulla stima del patrimonio o dietro lo stallo si nasconde un fronte più complesso, tra revisioni peritali, possibili contestazioni e verifiche sui beni?

Per il momento dagli eredi non trapela alcuna posizione ufficiale, né risultano iniziative pubbliche per chiarire il quadro. Il testamento è stato aperto, le quote sarebbero definite, ma il passaggio cruciale – l’accettazione formale – resta sospeso. Nell’attesa che la nebbia si diradi, il giallo sull’eredità di Pippo Baudo continua ad alimentare curiosità e ipotesi, aggiungendo un ultimo enigma alla storia di un protagonista assoluto della televisione italiana.

Faida di Scampia, colpo di scena clamoroso: assolti i tre imputati dopo vent’anni

Un verdetto che ribalta vent’anni di processi e riscrive un capitolo centrale della storia criminale di Napoli. La terza sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha assolto Raffaele Abbinante, il figlio Francesco Abbinante e Vincenzo Pariante, cancellando le condanne all’ergastolo inflitte nei precedenti gradi di giudizio.

I tre erano accusati di aver partecipato all’organizzazione del duplice omicidio di Fulvio Montanino e Claudio Salierno, avvenuto nell’autunno 2004: l’episodio che segnò l’inizio della faida di Scampia, un conflitto armato che in pochi mesi lasciò decine di morti sull’asfalto, tra cui molte vittime innocenti.

La sentenza, definita dagli stessi magistrati “un colpo di scena clamoroso”, arriva dopo due annullamenti con rinvio disposti dalla Corte di Cassazione e rappresenta il terzo pronunciamento sullo stesso impianto accusatorio.

A far vacillare l’impianto probatorio – secondo i giudici – sono state soprattutto le incongruenze nei racconti dei collaboratori di giustizia, più volte segnalate dagli avvocati difensori, Claudio Davino e Antonella Genovino.

Vent’anni di processi e ribaltoni

In primo grado e in appello, Abbinante padre, il figlio e Pariante erano stati condannati all’ergastolo. La Cassazione però annullò la sentenza, ordinando un nuovo processo. La Corte d’Assise d’Appello confermò comunque i tre ergastoli, costringendo i difensori a un nuovo ricorso.

La Suprema Corte accolse nuovamente le loro argomentazioni, disponendo un ulteriore rinvio: ed è in questo terzo passaggio che è arrivata l’assoluzione piena.

Il duplice omicidio di Montanino – braccio destro di Cosimo Di Lauro – e di suo zio Salierno segnò la frattura irreversibile tra i Di Lauro e gli Scissionisti, scatenando una guerra senza precedenti per ferocia, durata mesi, con oltre sessanta morti in una manciata di settimane.

Il processo ai vertici della Scissione

Nel 2019 era passato in giudicato il processo ai capi della Scissione, che invece vennero condannati definitivamente:

Cesare Pagano

Carmine Pagano

Arcangelo Abete

Antonio Della Corte

Angelo Marino

Gennaro Marino

Ciro Mauriello

Enzo Notturno

Condannati a 21 anni:

Rito Calzone

Roberto Manganiello

Francesco Barone

Ferdinando Emolo (unico imputato del clan Di Lauro)

Per Emolo la condanna riguardava porto d’armi e spari in luogo pubblico con aggravante mafiosa, in un clima di terrore che i Di Lauro imposero alle Case Celesti dopo il duplice omicidio.

Sempre nel 2019, Raffaele Amato, detto “’a vecchiarella”, storico capo degli Scissionisti, vide cadere l’ergastolo, sostituito da una pena a 20 anni.

Le rivelazioni dei pentiti

Determinante – per ricostruire la genesi dell’omicidio – il racconto di numerosi collaboratori di giustizia. Tra loro, Luigi Secondo, che spiegò come Arcangelo Abete e Gennaro Marino spingessero per l’eliminazione di Montanino:”Uccidendolo – riferì il pentito – ritenevano che Paolo Di Lauro, allora latitante, sarebbe tornato a prendere il comando”.

In realtà, l’omicidio aprì una stagione di sangue che avrebbe travolto l’intero quartiere.

Condanne all’ergastolo del 2019

Cesare Pagano

Carmine Pagano

Arcangelo Abete

Antonio Della Corte

Angelo Marino

Gennaro Marino

Ciro Mauriello

Enzo Notturno

20 ANNI

Raffaele Amato (“’a vecchiarella”)

21 ANNI

Rito Calzone

Roberto Manganiello

Francesco Barone

Ferdinando Emolo

Assolti (2025)

Raffaele Abbinante

Francesco Abbinante

Vincenzo Pariante

 

Il duplice omicidio Montanino–Salierno è unanimemente considerato l’atto fondativo della faida di Scampia, la guerra di camorra più cruenta degli ultimi decenni a Napoli. Una guerra che ha lasciato centinaia di morti, tra cui donne e ragazzi estranei al contesto criminale, e che ha cambiato per sempre la geografia del potere camorristico nell’area nord della città.

Oroscopo di oggi 28 novembre 2025 segno per segno

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Le stelle di oggi, 28 novembre 2025, ci parlano di un dialogo potente tra il desiderio di concretezza e la spinta verso l’intuito e la spiritualità. Con Nettuno che influisce sui sogni e Plutone che spinge per trasformazioni profonde, la giornata ci invita a non fermarci alla superficie.

ARIETE (21 Marzo – 20 Aprile)

  • Amore: La Luna in aspetto dinamico ti rende impulsivo. Attenzione a discussioni inutili con il partner. I single potrebbero incontrare una persona carismatica, ma forse un po’ troppo sfuggente.

  • Lavoro: Giornata di fuoco. Sei pieno di idee e voglia di fare, ma potresti scontrarti con chi va più piano. Meglio dosare la tua energia.

  • Salute: L’agitazione potrebbe causare un po’ di ipertensione. Cerca di trovare 10 minuti di silenzio totale per ricaricarti.

  • Finanze: Evita spese impulsive, specialmente su oggetti tecnologici. Un investimento a lungo termine inizia a dare i primi segnali positivi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Non forzare la mano. A volte, l’energia più potente è quella che si sa controllare. Aspetta il momento giusto per lanciarti.

TORO (21 Aprile – 20 Maggio)

  • Amore: Venere nel tuo campo sociale rende le relazioni armoniose. Serata perfetta per una cena romantica o per uscire con gli amici del cuore.

  • Lavoro: Ottimo momento per concludere accordi e collaborazioni. La tua praticità è apprezzata. Attenzione a non essere troppo rigido su un dettaglio insignificante.

  • Salute: Giornata di stabilità. Approfittane per una lunga passeggiata nella natura, ti ricaricherà profondamente.

  • Finanze: Le entrate sono solide. Potresti essere tentato da un capo d’abbigliamento di lusso: se te lo puoi permettere, perché no?

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Goditi la pace che hai costruito. La bellezza è una terapia, circondati di cose e persone che ami.

GEMELLI (21 Maggio – 21 Giugno)

  • Amore: Sei particolarmente comunicativo e affascinante. Ideale per un appuntamento al telefono o per una chat vivace. In coppia, una conversazione profonda vi avvicinerà.

  • Lavoro: Le idee fioccano, ma rischi di distrarti. Metti in ordine i tuoi pensieri e delega se necessario. Ottime notizie in arrivo da un collega.

  • Salute: La mente è iperattiva. Per evitare l’insonnia, leggi un libro invece di stare al telefono prima di dormire.

  • Finanze: Piccole spese impreviste potrebbero bucare il portafoglio. Tieni d’occhio le uscite per le cose superflue.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Non parlare solo, ascolta. La risposta che cerchi potrebbe arrivare da dove meno te l’aspetti.

CANCRO (22 Giugno – 22 Luglio)

  • Amore: Le emozioni sono in primo piano. Hai bisogno di sicurezza e coccole. Condividi questo tuo bisogno con il partner, ne trarrete beneficio entrambi.

  • Lavoro: Meglio lavorare dietro le quinte oggi. Evita i riflettori e concentrati sulla pianificazione. Un progetto passato torna alla ribalta.

  • Salute: Attenzione allo stomaco, legato alla tua emotività. Cibi semplici e caldi sono i tuoi migliori alleati.

  • Finanze: Momento adatto per fare un bilancio domestico. Scoprirai dove puoi risparmiare senza troppi sacrifici.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Proteggi il tuo guscio, ma non isolarti. Un gesto di tenerezza verso te stesso è il miglior investimento.

LEONE (23 Luglio – 23 Agosto)

  • Amore: Sei un magnete di attenzioni oggi! La tua solarità attrae sguardi. In coppia, organizzare una sorpresa per l’altra persona ravviverà la fiamma.

  • Lavoro: Leadership in evidenza. Sai guidare il gruppo con entusiasmo. Attenzione a non sembrare arrogante con chi è più timido.

  • Salute: Energia da vendere. Perfetto per un allenamento intenso o per ballare. Il tuo cuore ha bisogno di esprimersi.

  • Finanze: Una spesa per un hobby o per un evento sociale ti tenta. Va bene, purché non sia eccessiva.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Brilla, ma ricorda che il vero re non ha bisogno di umiliare i sudditi. La tua generosità è la tua forza.

VERGINE (24 Agosto – 22 Settembre)

  • Amore: L’amore si trova nei gesti concreti. Un aiuto pratico in casa varrà più di mille parole. I single potrebbero trovare interessante una persona metodica e intelligente.

  • Lavoro: La tua precisione è al massimo. Giornata ideale per sistemare documenti, archivi e portare ordine nel caos. I superiori noteranno la tua efficienza.

  • Salute: Attenzione alla schiena e alle posture sbagliate alla scrivania. Fai piccole pause per stiracchiarti.

  • Finanze: Ottimo momento per mettere a punto un piano di risparmio dettagliato. La tua oculatezza paga.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: L’ordine esteriore riflette quello interiore. Dedica tempo a sistemare il tuo spazio e la tua mente ti ringrazierà.

BILANCIA (23 Settembre – 23 Ottobre)

  • Amore: Il fascino è al top. Sei irresistibile e sai trovare le parole giuste. In coppia, cercate l’armonia e la leggerezza.

  • Lavoro: Le collaborazioni vanno a gonfie vele. Sai mediare e portare bellezza in ciò che fai. Ottimo per lavori di team e creativi.

  • Salute: Equilibrio è la parola d’ordine. Una sessione di yoga o di tai chi ti aiuterà a mantenere il centro.

  • Finanze: Tentationi in agguato! Sei attratto dal bello e dal costoso. Stabilisci un budget per gli sfizi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La diplomazia è la tua arma, ma non dimenticare di esprimere anche ciò che vuoi veramente. Il tuo bisogno conta.

SCORPIONE (24 Ottobre – 22 Novembre)

  • Amore: Passione e intensità. I rapporti sono profondi e trasformativi. Una conversazione svelta potrebbe portare a una rivelazione importante.

  • Lavoro: La tua determinazione è ferrea. Sei in grado di risolvere problemi che altri evitano. Fidati del tuo intuito.

  • Salute: Giornata di grande energia. Attenzione a non esagerare e a non trattenere la tensione. Un bagno caldo con sali sarà rigenerante.

  • Finanze: Stai valutando un investimento importante. Analizza ogni dettaglio nascosto prima di firmare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Non aver paura di scavare nelle profondità. La verità che troverai, per quanto dura, ti renderà libero.

SAGITTARIO (23 Novembre – 21 Dicembre)

  • Amore: Voglia di avventura e libertà. Condividi con il partner un progetto di viaggio o un corso interessante. I single hanno l’occhio puntato su orizzonti lontani.

  • Lavoro: Le idee brillanti arrivano pensando in grande. Attenzione ai dettagli pratici che potresti trascurare. Un contatto con l’estero può essere favorevole.

  • Salute: Il bisogno di movimento è forte. Se non puoi viaggiare, esplora un parco nuovo nella tua città.

  • Finanze: Possibili spese legate a viaggi o alla formazione. Sono investimenti su te stesso, ma calcola bene le somme.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua freccia è scoccata verso il futuro, ma non dimenticare di ancorarti al presente per un secondo. La risposta è nell’equilibrio.

CAPRICORNO (22 Dicembre – 20 Gennaio)

  • Amore: L’affetto si dimostra con la fedeltà e la costanza. Un gesto di sostegno concreto verso il partner rafforzerà il vostro legame.

  • Lavoro: Giornata di grande produttività. La tua ambizione è supportata dalle stelle. Un passo in avanti verso un obiettivo di carriera è molto probabile.

  • Salute: Attenzione alle ginocchia e alle articolazioni. Non caricare troppo il fisico e ricordati di riscaldarti.

  • Finanze: La tua gestione oculata dà i suoi frutti. È un buon momento per pensare a un piano pensionistico o a un investimento immobiliare.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Costruisci la tua montagna, un sasso alla volta. La pazienza è la tua virtù più grande. Riconosci i tuoi progressi.

ACQUARIO (21 Gennaio – 19 Febbraio)

  • Amore: L’amicizia è la base dell’amore oggi. Uscire con il partner e un gruppo di amici stimolanti vi farà bene. I single potrebbero trovare interessante un amico di vecchia data.

  • Lavoro: Le idee innovative sono ben accolte. Condividile con il tuo team. La collaborazione con persone fuori dagli schemi porta risultati.

  • Salute: Benessere mentale. Staccare dalla routine e fare qualcosa di insolito (un documentario, un museo) ti ricaricherà.

  • Finanze: Situazione stabile. Potresti essere interessato a investimenti etici o tecnologici. Informati bene.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il futuro è il tuo regno. Condividi la tua visione unica con il mondo, ma resta con i piedi per terra per realizzarla.

PESCI (20 Febbraio – 20 Marzo)

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. L’atmosfera è magica. Lasciati andare a un gesto poetico. L’intimità sarà molto appagante.

  • Lavoro: L’intuito è il tuo faro. Fidati delle tue sensazioni in una riunione o in una trattativa. Un progetto creativo ha ottime chance.

  • Salute: Sei sensibile alle energie altrui. Ritaglia del tempo per stare da solo e ricaricarti. L’acqua (un bagno, il mare) è terapeutica.

  • Finanze: Attenzione a non essere troppo fantasioso con i soldi. Non firmare nulla sotto l’onda dell’entusiasmo.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Non temere la profondità dei tuoi sentimenti. È lì che trovi la tua forza e la tua connessione con l’universo.

Un amore, non sono i fuochi d’artificio a contare, ma la profondità di uno sguardo o la sincerità di una parola. Nel lavoro, la costanza del Capricorno e l’innovazione dell’Acquario possono, in modi diversi, portare a risultati tangibili.

La salute ci ricorda che corpo e mente sono un tutt’uno: un pensiero pesante può gravare sulle spalle, così come una postura sbagliata può influire sull’umore. Sul fronte finanze, l’invito è alla consapevolezza: sia per chi, come la Bilancia, è tentato dalle apparenze, sia per chi, come lo Scorpione, valuta investimenti importanti.

Paolo Tedesco, con i suoi consigli mirati, ci ha ricordato che la vera magia non sta nel leggere il futuro, ma nel costruirlo con consapevolezza nel presente. Che si tratti di controllare l’impulsività dell’Ariete o di incoraggiare i sogni dei Pesci, il filo conduttore è uno solo: l’equilibrio. Le stelle oggi non ci danno certezze, ma ci offrono una mappa energetica. Sta a noi, con il nostro libero arbitrio, decidere quale strada percorrere. Buona giornata a tutti i segni zodiacali.

Le migliori città italiane per gli amanti dello sport

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L’Italia è un Paese dove lo sport fa parte dell’identità culturale. Le sue città combinano storia, passione competitiva e un’enorme varietà di discipline che attraggono sia la gente del posto che i viaggiatori. Dagli stadi emblematici ai circuiti leggendari, ogni angolo offre esperienze uniche che riflettono lo spirito sportivo italiano. Conoscere queste città significa scoprire come lo sport ne abbia modellato l’atmosfera e il modo di vivere.

In alcuni dibattiti sul turismo sportivo o sulle esperienze legate alle competizioni, gli appassionati menzionano piattaforme come https://runacasinoit.com/ come parte dell’ecosistema digitale che accompagna l’intrattenimento. Tuttavia, in questo articolo ci concentreremo esclusivamente sulle città che si distinguono per il loro forte legame con lo sport e la loro attrattiva per coloro che desiderano viverlo da vicino.

Per comprendere come ogni città apporti un’identità distinta allo sport, è utile organizzare le loro principali caratteristiche in una tabella comparativa.

Città

Principale attrattiva sportiva

Motivo di interesse

Milano

Calcio d’élite

Derby leggendari a San Siro

Torino

Automobilismo e calcio

Juventus e tradizione dei motori

Roma

Polisportivo storico

Olimpico, atletica e grandi eventi

Napoli

Passione calcistica

Atmosfera unica al Maradona

Bologna

Cultura sportiva integrale

Basket, calcio e vita universitaria

Questa tabella riassume come ogni città si distingua per un approccio diverso, il che amplia la diversità di esperienze per gli appassionati di sport.

Milano: capitale del calcio e dell’élite europea

Milano è una meta imprescindibile per qualsiasi appassionato di sport. La città è la casa di due dei club più emblematici del mondo: Inter e Milan, i cui scontri a San Siro generano una delle atmosfere più intense del calcio europeo. Inoltre, Milano si distingue per la sua offerta sportiva diversificata: basket di alto livello, eventi internazionali e competizioni di atletica. È anche una città con una tradizione ciclistica, specialmente legata al Giro d’Italia. La combinazione di modernità, cultura calcistica ed eventi globali rende Milano un epicentro per coloro che cercano di vivere lo sport in modo vibrante. Ogni strada sembra custodire un ricordo legato a grandi momenti sportivi.

Prima di passare ad altre città altrettanto importanti, è opportuno sottolineare che Milano non offre solo spettacolo negli stadi, ma anche musei, centri culturali e spazi dedicati alla storia dello sport.

Torino: culla dell’automobilismo e sede di una solida tradizione calcistica

Torino è sinonimo di motori, velocità e innovazione. È la casa di produttori storici e di una profonda tradizione automobilistica che si riflette in musei, esposizioni ed eventi dedicati ai motori. Ma Torino è anche un punto di riferimento nel calcio italiano grazie alla Juventus e al suo moderno Allianz Stadium. La città offre esperienze sportive complete che combinano storia, tecnologia e passione. Inoltre, l’ambiente alpino permette di godere di attività come escursionismo, sci e ciclismo, attraendo coloro che cercano sia lo sport professionistico che quello attivo. Torino rappresenta l’unione perfetta tra tradizione sportiva e modernità.

Roma: dove la storia convive con grandi eventi sportivi

La capitale italiana è un punto chiave per gli amanti dello sport. Roma combina la sua eredità storica con strutture come lo Stadio Olimpico, scenario di derby intensi, finali internazionali e partite della Nazionale italiana. Ospita anche eventi di atletica, tennis e nuoto, oltre a maratone popolari con percorsi spettacolari. La città mantiene una solida tradizione sportiva che si mescola con il suo patrimonio culturale, offrendo esperienze uniche. L’atmosfera nelle partite di Roma e Lazio riflette l’intensità emotiva che caratterizza lo sport italiano nella sua espressione più pura.

Roma è una città dove lo sport non solo si pratica: si vive come parte della sua identità collettiva.

Napoli: passione straripante e un ambiente calcistico irripetibile

Napoli è una delle città più appassionate del Paese. Lo Stadio Diego Armando Maradona è un simbolo mondiale del calcio, e i tifosi napoletani sono riconosciuti per la loro dedizione assoluta alla squadra. L’energia che si vive in città durante le partite è difficile da trovare in altri luoghi d’Europa. Oltre al calcio, Napoli ha una cultura sportiva vibrante che include boxe, atletica e sport da spiaggia. La città vibra al ritmo dello sport, e ogni celebrazione o vittoria si trasforma in un evento collettivo che segna l’intera comunità.

Questo ambiente emotivo rende Napoli una destinazione imprescindibile per coloro che cercano di sentire lo sport in modo intenso e autentico.

Bologna: equilibrio tra sport, cultura e vita universitaria

Bologna si distingue per il suo approccio integrale allo sport. La sua squadra di calcio, con una grande tradizione storica, conta su tifosi fedeli che riempiono il Renato Dall’Ara. Inoltre, la città è uno dei centri del basket italiano, con squadre e competizioni di alto livello. L’ambiente universitario apporta dinamismo, diversità e una forte cultura sportiva tra giovani e residenti. Bologna è anche uno scenario ricorrente per corse, eventi ciclistici e attività all’aperto. Per molti, è una delle città più equilibrate per godersi lo sport senza perdere il fascino culturale italiano.

Come queste città riflettono la diversità sportiva dell’Italia

Le città italiane mostrano che lo sport può essere vissuto in modi molto diversi: dall’intensità calcistica di Napoli all’eleganza polisportiva di Roma o alla modernità tattica di Milano. Ognuna apporta un’identità unica che arricchisce il panorama sportivo del Paese. Per gli appassionati, percorrere queste città significa scoprire ambienti vibranti, strutture emblematiche e passioni profonde che si trovano solo in Italia. Insieme, costruiscono una mappa sportiva diversa, emotiva e culturalmente ricca.

Se sei appassionato di sport e vuoi conoscere destinazioni che vivono questa cultura nella sua massima espressione, continua a esplorare queste città italiane e scopri come ognuna trasforma lo sport in un’esperienza indimenticabile.

Napoli, colpo di scena in Appello: assolto il boss Alfredo Batti, il “re della droga” vesuviana

Napoli – Una svolta giudiziaria destinata a far discutere quella arrivata dalla Corte d’Appello di Napoli, che ha assolto con formula piena Alfredo Batti, annullando la condanna inflitta in primo grado per traffico di stupefacenti.

Per i giudici, “il fatto non sussiste”: nessuna responsabilità può essere attribuita all’uomo indicato per anni come il presunto “re della droga” dell’area vesuviana.

Le accuse e il ruolo attribuito dagli inquirenti

Secondo la Polizia Giudiziaria, Batti sarebbe stato al vertice di un sistema di spaccio radicato a San Giuseppe Vesuviano e nei comuni vicini. Le indagini lo descrivevano come organizzatore e promotore di un’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, capace di gestire approvvigionamenti e piazze locali.

Il GIP di Napoli, nel giudizio di primo grado con rito abbreviato, lo aveva condannato a tre anni e quattro mesi, ritenendo attendibile la ricostruzione accusatoria relativa a una presunta partita di droga destinata al mercato clandestino del territorio.

La Corte d’Appello ribalta tutto: “Mancano prove concrete”

Il collegio d’Appello ha invece demolito l’intero impianto accusatorio. Una sentenza netta, maturata dopo un lungo confronto tecnico-giuridico in cui la difesa – rappresentata dagli avvocati Gennaro De Gennaro e Antonio Del Vecchio – ha messo in evidenza l’assenza di riscontri oggettivi, le lacune nelle indagini e la mancanza di elementi certi che collegassero Batti al traffico di stupefacenti contestato.
La Corte ha ritenuto che gli indizi fossero insufficienti a sostenere l’accusa, riconoscendo integralmente le ragioni della difesa e portando così all’assoluzione piena dell’imputato.

Le altre sentenze del processo

Diversa, invece, la sorte degli altri imputati coinvolti nella medesima inchiesta:

Giuseppe Mingo: condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione
Pasquale Ulio: condannato a 6 anni
Annamaria De Rosa, Francesco Langella, Nicola Liguori e Antonio Nappo: per loro la Corte ha dichiarato la prescrizione dei reati

Il procedimento si chiude così con un esito sorprendente e diametralmente opposto per Alfredo Batti, che vede cadere ogni ombra sulla sua posizione dopo anni di indagini e un primo grado sfavorevole. Una sentenza che riapre inevitabilmente il dibattito sui metodi investigativi e sulle prove utilizzate nei processi legati al traffico di droga nell’area vesuviana.

Caivano, accusato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico: scarcerato

E’ stato scarcerato il 22enne di Caivano che era stato arrestato in flagranza per i delitti di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico minorile, entrambi con l’aggravante di ingente quantità.

L’indagine  denominata “Mega share”, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Venezia, aveva portato all’arresto del ragazzo campano, 20enne, di Caivano (oltre che di 50 persone sul territorio nazionale) su disposizione del GIP di Napoli,  Michaela Sapio.

Dopo che il riesame e la Cassazione avevano rigettato il ricorso presentato dal legale dell’indagato, la Procura, su nuova richiesta della difesa (copia della copia forense e relazione peritale di parte) autorizzava la scarcerazione del ragazzo.

Un caso destinato a fare giurisprudenza e a far discutere.Il 22enne e’ difeso dal penalista avvocato Massimo Viscusi

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