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Napoli, Buongiorno: “Contenti di aver passato il turno, rigori sempre difficili”

Alessandro Buongiorno si prende la scena: dopo la vittoria del Napoli ai rigori contro il Cagliari negli ottavi di Coppa Italia, il difensore racconta il peso di quel tiro dal dischetto che ha chiuso la contesa.

“I rigori sono sempre difficili da affrontare, siamo contenti di aver passato il turno. La palla pesava tanto, sono andato sul dischetto convinto, senza pensare; sono contento di aver segnato”, afferma ai microfoni di Sport Mediaset. Lo sguardo va subito al futuro e al prossimo avversario, la Juventus: “Cercheremo di prepararla al meglio”, aggiunge.

Accanto a lui Vanja Milinkovic-Savic, protagonista anche dagli undici metri. Il portiere respinge ogni ombra sul compagno McTominay dopo il gol subito nei tempi regolamentari: “Non penso che sia stato un errore di McTominay, è stata una situazione sfortunata, un rimpallo può succedere”. Poi sorride ripensando alla serie infinita dal dischetto: “Non avevo mai vissuto così tanti rigori, è una cosa strana ma sono contento che siamo passati. Il mio tiro? L’importante è che sia entrata. Io tiratore da ora in poi? Ne abbiamo già di bravi”.

Blitz antidroga a Secondigliano: in manette un 47enne

Napoli– Continuano senza sosta i servizi straordinari voluti dalla Questura di Napoli e mirati a stroncare il fenomeno del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio. L’intensificazione dei controlli ha portato a un nuovo, significativo risultato nel quartiere di Secondigliano.

Nel pomeriggio di ieri, infatti, gli agenti del Commissariato Secondigliano hanno inferto un duro colpo alla rete di micro-spaccio locale, traendo in arresto un cittadino napoletano di 47 anni, già noto alle forze dell’ordine e con precedenti specifici. L’uomo è stato bloccato con l’accusa di detenzione illecita ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il blitz è scattato in largo IV aprile, un’area tenuta sotto stretta osservazione dagli investigatori. Qui, i poliziotti in borghese hanno sorpreso il 47enne nel pieno della sua attività: l’uomo stava cedendo dosi di droga a diversi acquirenti.

Gli agenti sono prontamente intervenuti per interrompere l’iter criminoso, riuscendo a bloccare il pusher e uno degli acquirenti. A seguito della perquisizione, il pregiudicato è stato trovato in possesso di 7 involucri contenenti cocaina e la somma di 110 euro, suddivisa in banconote di vario taglio, ritenuta l’immediato provento dell’attività illecita appena consumata.

Per questi motivi, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante. Parallelamente, l’acquirente è stato sanzionato in via amministrativa, come previsto dalla normativa per la detenzione di sostanze stupefacenti destinate all’uso personale. L’operazione conferma il presidio costante della Polizia di Stato in zone ad alta incidenza criminale per garantire maggiore sicurezza ai cittadini.

Coppa Italia, il Napoli soffre ma vola ai quarti: Cagliari battuto ai rigori

Il Napoli si prende i quarti di finale di Coppa Italia soltanto al termine di una notte complicata, chiusa ai rigori dopo l’1-1 dei tempi regolamentari. Al Maradona la squadra di Antonio Conte soffre più del previsto contro un Cagliari determinato, che ha costretto gli azzurri alla lotteria finale prima di arrendersi all’errore di Luvumbo e al rigore decisivo trasformato da Buongiorno.

L’avvio racconta un Napoli padrone del possesso, con Lucca subito protagonista: al 17′ cerca la porta senza inquadrarla, ma al 28′ trova il gol dell’1-0 con un colpo di testa sotto rete su assist di Vergara. La squadra di casa insiste e lo stesso Lucca sfiora il raddoppio al 33′, con un tiro che esce di poco. Nella ripresa Politano calcia alto al 49′, poi Mazzocchi costringe Caprile alla risposta al 51′.

Il Cagliari cresce e al 58′ si affaccia con Prati, quindi con Esposito che manda sopra la traversa sugli sviluppi del corner. La pressione porta al pareggio: al 67′ Esposito sfrutta un rimpallo su McTominay e firma l’1-1. Il Napoli prova a reagire con lo stesso McTominay, servito da Hojlund, ma il tiro del centrocampista è largo al 70′. Esposito sfiora la doppietta al 77′, mentre nel finale gli azzurri aumentano l’intensità: all’87′ McTominay trova Caprile pronto e nel recupero Neres e Spinazzola sbattono ancora sul portiere. Politano ci prova dalla distanza, ma la porta si allontana e la gara scivola inevitabilmente ai rigori.

Dagli undici metri sbagliano Felici e Neres, poi si procede ad oltranza: dopo una serie di penalty segnati, al nono rigore per parte Luvumbo si fa ipnotizzare da Milinkovic-Savic e Buongiorno chiude la contesa, regalando al Napoli il pass per i quarti. Gli azzurri ora attendono la vincente tra Fiorentina e Como.

Emergenza idrica: protesta dei sindaci irpini e del sannio a Montecitorio

L’emergenza idrica che attanaglia la Campania, compromettendo la vita quotidiana, lo sviluppo economico e i servizi essenziali, è destinata ad arrivare dritta nel cuore delle istituzioni democratiche.

Mercoledì 10 dicembre, a partire dalle ore 11, i sindaci dell’Irpinia e del Sannio lasceranno le loro comunità per una mobilitazione compatta e decisa: un presidio statico e pacifico in Piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati. Indossando la fascia tricolore e nel pieno rispetto delle norme, i primi cittadini alzano la voce per richiamare l’attenzione del Parlamento e del Governo sulla “gravissima emergenza” che si trascina da mesi.

Le richieste avanzate dai sindaci sono chiare e perentorie. Al centro della protesta c’è l’esigenza di un riconoscimento formale dello stato di emergenza idrica e l’istituzione urgente di un Fondo straordinario nazionale destinato al rifacimento e alla digitalizzazione delle reti, oggi vetuste e colabrodo.

Non solo risorse: i sindaci chiedono anche la valutazione di una Struttura commissariale che abbia il potere di coordinare efficacemente progettazione e cantieri, velocizzando gli interventi necessari. Infine, un punto cruciale riguarda i territori sorgentizi: si esige un riequilibrio dei trasferimenti idrici interregionali che tenga finalmente conto dei diritti e delle esigenze di quelle aree che donano l’acqua.

Alla mobilitazione hanno già aderito i sindaci di una dozzina di comuni, tra cui Ariano Irpino, Pietradefusi, Sant’Angelo dei Lombardi, Nusco, Calitri, San Giorgio del Sannio, Solofra e Montoro.

La loro presenza compatta a Roma vuole affermare un principio ineludibile: l’acqua è una risorsa vitale e imprescindibile per il futuro di Irpinia e Sannio e non può più essere ostaggio di ritardi, sprechi e squilibri territoriali. “L’emergenza idrica – dichiarano i promotori – deve essere riconosciuta come una priorità nazionale. È tempo di risposte immediate.

Tenta truffa ad anziana ad Aosta: arrestato 29enne napoletano

Aosta – Il vecchio e purtroppo sempre attuale schema del “falso carabiniere” è tornato a colpire, ma questa volta la rete della truffa si è chiusa rapidamente attorno al presunto autore. Ieri sera, in piazza Chanoux, il salotto buono della città, i Carabinieri della Compagnia di Aosta hanno arrestato un uomo di 29 anni, residente a Napoli, sorpreso in possesso di un documento di identità falso.

L’operazione è stata possibile grazie alla collaborazione dei cittadini. Nei giorni scorsi, infatti, alcune segnalazioni di anziani avevano allertato le forze dell’ordine: un uomo, spacciandosi per un militare dell’Arma, avrebbe tentato di raggirare le vittime con pretesti classici – false emergenze familiari, controlli inesistenti, richieste di prelevare contanti o consegnare gioielli – per impadronirsi dei loro risparmi.

Il personale in servizio di pattuglia ha così intensificato i controlli nell’area centrale. Proprio ieri sera, gli occhi dei militari si sono posati su un individuo la cui descrizione corrispondeva perfettamente a quella fornita dagli anziani. All’identificazione è seguita la perquisizione, durante la quale è stato rinvenuto e sequestrato il documento contraffatto che avrebbe dovuto conferirgli una falsa credibilità. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Aosta, sono ora in corso per accertare se l’uomo abbia già tentato di mettere a segno altre truffe in Valle d’Aosta o in altre regioni.

L’episodio ha riportato l’attenzione su un fenomeno criminoso che sfrutta la fiducia che i cittadini ripongono nelle divise e nelle istituzioni. I Carabinieri colgono l’occasione per rinnovare l’allerta, soprattutto a favore delle fasce più vulnerabili: “I veri militari non chiedono mai soldi, né oggetti di valore, e in caso di controlli si identificano sempre in modo inequivocabile. In caso di dubbio, non esitate a chiamare immediatamente il 112 per verificare”.

L’arrestato, già trattenuto nella caserma di Aosta, è atteso in Tribunale questa mattina per l’udienza di convalida del fermo dinanzi al giudice delle indagini preliminari. Per il 29enne napoletano, ora, si aprono le porte del carcere in attesa di affrontare le accuse di impersonificazione di pubblico ufficiale, detenzione di documento falso e tentata truffa.

Firenze, minorenne napoletano fermato alla stazione con 15mila euro di gioielli rubati

Firenze – Una borsa troppo pesante e uno sguardo troppo nervoso. Bastano questi dettagli agli agenti della Polizia Ferroviaria per smascherare un giovane truffatore minorenne alla stazione di Santa Maria Novella. Nel suo bagaglio, gioielli per un valore di 15mila euro, refurtiva di una truffa orchestrata ai danni di una coppia di cinquantenni.

La scena si consuma mercoledì pomeriggio sui binari del principale scalo ferroviario fiorentino. Il ragazzo, da solo, stringe una busta pesante che tenta goffamente di nascondere tra le gambe. Gli sguardi insistenti verso gli agenti in pattuglia tradiscono il suo nervosismo. Quando i poliziotti gli si avvicinano, il minore balbetta una scusa: deve partire subito per Napoli.

Ma è proprio il peso anomalo della borsa e il comportamento sospetto a insospettire gli agenti. All’interno, nascosti sotto un giubbotto, spuntano anelli, bracciali e collane. Molti custoditi in confezioni che riportano il nome della stessa gioielleria, un particolare che si rivelerà decisivo per risalire alle vittim

La truffa del falso maresciallo

Le indagini ricostruiscono rapidamente la dinamica. Una coppia di cinquantenni era stata contattata telefonicamente da un sedicente ufficiale delle Forze dell’Ordine. Il messaggio: la targa dell’auto intestata al marito era stata clonata e utilizzata per una rapina. L’uomo doveva recarsi urgentemente in un ufficio distante per sporgere denuncia e permettere gli accertamenti investigativi.

Mentre il marito si allontanava da casa, una seconda telefonata raggiunge la moglie. Stesso finto maresciallo, nuova richiesta: raccogliere tutti gli oggetti di valore presenti nell’abitazione e stilarne un elenco dettagliato. Di lì a poco sarebbe arrivato un “delegato del tribunale” per il ritiro. La donna, spaventata e convinta di aiutare le indagini, consegna tutto: migliaia di euro in gioielli accumulati negli anni.

Grazie al rapido intervento della Polizia Ferroviaria, i preziosi sono stati recuperati. La donna ha riconosciuto senza esitazioni i suoi gioielli tra quelli sequestrati al minore, ora denunciato per concorso in truffa. Un caso che conferma l’efficacia dei controlli nelle stazioni e l’importanza di diffidare sempre da telefonate sospette, anche quando chi chiama si spaccia per un rappresentante delle forze dell’ordine.

Napoli, solo 3 anni di carcere all’investitore di Morena Giangrande

Napoli – Tre anni di reclusione e la revoca della patente. È la condanna inflitta al conducente che nel giugno 2024 travolse Morena Giangrande all’Arenella, lasciandola sull’asfalto in condizioni disperate.

Nell’udienza del 2 dicembre, il pubblico ministero aveva chiesto esattamente tre anni: una linea che il giudice ha confermato integralmente, riconoscendo la piena responsabilità dell’uomo e la gravità della fuga successiva all’impatto.

La decisione arriva al termine di un processo breve ma intenso, scandito dalle testimonianze dei soccorritori del 118, dei familiari della ragazza e degli agenti della Polizia Locale che hanno ricostruito, metro per metro, la dinamica dell’incidente.

 La dinamica: un sorpasso proibito nella curva buia dell’Arenella

Era la notte tra il 7 e l’8 giugno. Via Pietro Castellino, arteria del quartiere collinare di Napoli, era illuminata solo dai lampioni e dal passaggio sporadico di qualche auto. Morena, 16 anni, viaggiava sullo scooter guidato da un amico 17enne: un’uscita come tante, trasformata in tragedia da una manovra criminale.

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, l’auto guidata dall’imputato procedeva a velocità nettamente superiore ai limiti. Nel tentativo di superare un’altra vettura in un tratto non idoneo al sorpasso, il conducente ha invaso la corsia opposta e centrato lo scooter in pieno. L’impatto è stato violentissimo: i ragazzi sono stati sbalzati e scaraventati sull’asfalto per diversi metri.

 La fuga: nessuno sguardo allo specchietto, solo il rumore del motore

Nessun tentativo di frenare, nessuna richiesta di aiuto, nessuna chiamata ai soccorsi. L’uomo al volante, subito dopo l’impatto, ha accelerato, scomparendo tra le vie laterali dell’Arenella. La sua fuga è durata poche ore: gli agenti della Polizia Locale di Napoli, grazie alle telecamere e a una serie di incroci tra testimonianze e tracce dell’auto, lo hanno rintracciato in provincia nella stessa mattina.

La mancata assistenza alla vittima ha avuto un peso determinante nella valutazione del giudice: una condotta definita “gravemente antisociale e priva di senso civico”.

 La corsa al Cardarelli: la lotta per salvare Morena

I primi a intervenire sono stati i sanitari del 118. Morena era in condizioni disperate: trauma gravissimo a una gamba, emorragia severa, fratture multiple. Il 17enne che guidava il motorino era ferito, ma cosciente.

La ragazza è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Cardarelli. Qui si è aperta una battaglia chirurgica che è durata settimane: nonostante gli sforzi, la gamba gravemente compromessa ha reso necessaria un’amputazione. In totale, Morena ha affrontato circa trenta interventi, tra operazioni ricostruttive e procedure per fermare infezioni e complicazioni.La prognosi è rimasta riservata per giorni, tenendo la città con il fiato sospeso.

Una vita da ricostruire: il coraggio di una sedicenne ferita ma non piegata

L’incidente ha segnato profondamente Morena e la sua famiglia. Da allora, la ragazza affronta un percorso di riabilitazione lungo e complesso, tra terapie, protesi e sostegno psicologico. Il suo caso è diventato un simbolo della vulnerabilità dei più giovani sulle strade urbane e dell’impatto devastante che una manciata di secondi di irresponsabilità può avere sulla vita di una persona.

La comunità dell’Arenella si è mobilitata più volte con iniziative a sostegno della giovane, che continua a mostrare una forza straordinaria nonostante la sofferenza e le difficoltà quotidiane.

La condanna a tre anni, pur rientrando nei limiti previsti per questa tipologia di reati, lascia un senso di amaro tra cittadini e associazioni che si battono contro la violenza stradale. “È una pena simbolica, ma è un segnale”, commentano alcuni attivisti locali.
Non si parla di vendetta, ma di giustizia e prevenzione: la speranza è che casi come quello di Morena contribuiscano a sensibilizzare chi guida e a spingere verso norme più rigide per chi si mette alla guida come se la strada fosse una pista da corsa.

Via Pietro Castellino porta addosso i segni della tragedia, e il quartiere ricorda bene quella notte. La storia di Morena non è solo un fatto di cronaca: è il racconto di una città che si interroga sulla sicurezza delle sue strade, sulla responsabilità individuale e sulla fragilità dei più giovani.

Il processo si è chiuso, ma la ferita — umana e sociale — resta aperta. E la speranza è che la condanna non sia un punto finale, ma un punto di partenza: per Morena, per chi le vuole bene, e per una Napoli che non vuole più piangere tragedie così.

Frana di Casamicciola, il gip riapre il fronte delle responsabilità: altri 30 giorni di indagini

Napoli – Nuovo impulso all’inchiesta sulla frana di Casamicciola del 26 novembre 2022, costata la vita a 12 persone. Il giudice per le indagini preliminari di Napoli, Nicola Matrone, ha disposto una proroga di 30 giorni delle indagini, ordinando la restituzione degli atti al pubblico ministero per l’individuazione di eventuali responsabili nella catena decisionale che precede la tragedia.

Con il suo provvedimento, depositato ieri, il gip ha respinto la richiesta di archiviazione formulata dai sostituti procuratori Mario Canale e Stella Castaldo, che non avevano ravvisato profili di responsabilità penale a carico di terzi.

Ora la Procura dovrà, entro un mese, individuare i soggetti che all’epoca dei fatti ricoprivano incarichi o funzioni rilevanti nella gestione del territorio e del rischio idrogeologico nell’area interessata dal disastro. I loro nominativi, al termine dell’attività integrativa, dovranno essere iscritti nel registro degli indagati.

La decisione del gip è stata accolta con favore dai familiari delle vittime, che da tempo chiedono che venga fatta piena luce non solo sulla dinamica della frana ma anche su eventuali omissioni. “Accogliamo con soddisfazione il fatto che il Giudice abbia riconosciuto e valorizzato nel proprio provvedimento gli elementi da noi portati all’attenzione della Procura, con particolare riferimento agli studi di microzonazione sismica di terzo livello”, affermano in una nota gli avvocati Massimo Stilla, Gianluca Palomba, Aniello Palomba e Raffaele Di Meglio, legali di parte di alcune famiglie delle 12 vittime di Casamicciola.

Secondo la difesa dei familiari, gli studi richiamati nel provvedimento del gip erano da tempo disponibili e già trasmessi agli enti competenti. Tali analisi tecniche avrebbero messo nero su bianco la presenza di condizioni di instabilità e di un quadro di “multirischio” nel territorio colpito, evidenziando la stretta connessione tra assetto idrogeologico e fenomeni di dissesto. In questo contesto, per i legali, non si tratterebbe quindi di un evento imprevedibile.

“Il riconoscimento di tali aspetti – sottolineano gli avvocati – rappresenta un passaggio fondamentale per l’accertamento delle responsabilità e, soprattutto, per affermare il principio che la conoscenza dei rischi e la pianificazione preventiva non sono attività discrezionali, ma doveri imprescindibili a tutela della vita dei cittadini”.

Le famiglie delle vittime ribadiscono, attraverso i loro legali, l’intenzione di seguire passo dopo passo lo sviluppo dell’inchiesta: “Continueremo a seguire con fermezza e senso di responsabilità il prosieguo delle indagini affinché emergano pienamente le verità sulla tragedia che ha colpito Casamicciola e le sue famiglie”.

Rimosso tumore a donna in gravidanza: intervento record al Sant’Eugenio di Roma

Roma – Una donna in stato di gravidanza affetta da un meningioma di grandi dimensioni è stata sottoposta ad un delicato intervento neurochirurgico per la rimozione del tumore, mentre il feto è stato mantenuto in utero e monitorato per tutta la durata dell’operazione.

Dopo settimane di cure complesse, un decorso molto rapido per un caso del genere, la madre e il bambino – nato poi prematuro – stanno bene. L’eccezionale intervento, di cui si contano solo pochi casi al mondo, è statoeseguito da un’équipe multidisciplinare dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, che ha coinvolto i neurochirurghi guidati dal primario, il dottor Stefano Signoretti, gli anestesisti guidati dal dottor Massimo Galletti, i ginecologi guidati dal dottor Fabrizio Signore, e i neonatologi guidati dalla dottoressa Camilla Gizzi.

“Ci siamo trovati di fronte a un caso davvero eccezionale- racconta il dottor Signoretti alla Dire- sia per il volume del tumore, pari a poco più di mezza lattina di cola, sia per la particolare condizione della paziente, una giovane donna alla ventisettesima settimana di gravidanza.

I meningiomi sono tumori benigni, ma in gravidanza possono crescere rapidamente perché stimolati dagli ormoni estrogeni e progesterone: più si aspetta, più aumentano di dimensioni, nutrendosi degli stessi ormoni che servono al feto negli ultimi mesi. Quando siamo stati chiamati, la paziente aveva sintomi vaghi e il feto stava bene, ma abbiamo deciso di monitorarla attentamente.

Nel giro di 24 ore si sono verificate due crisi epilettiche, un segnale chiaro che era necessario intervenire. Il nostro primo obiettivo è sempre salvare la madre, ma in questo caso dovevamo proteggere anche il bambino. Durante l’intervento abbiamo avuto un doppio battito in sala operatoria, qualcosa che non capita spesso. Il feto ha tollerato l’anestesia sorprendentemente bene e si è ripreso subito quando la mamma è stata risvegliata. È stato un lavoro che ha coinvolto neonatologi, anestesisti e ginecologi: una vera e propria squadra sulla stessa scialuppa di salvataggio”.

L’intervento, normalmente di 6-7 ore, è stato completato in 4 ore e mezza, grazie anche alla giovane età e alla qualità dei tessuti della paziente.

Il post-operatorio resta ora Liberare un volume grande come una palla da tennis- sottolinea il primario di Neurochirurgia- significa chiedere al cervello di riadattarsi. Oggi possiamo dire che il bimbo sta bene e che la madre, dimessa ieri, ha iniziato il percorso di riabilitazione. È un risultato che ci riempie di orgoglio”.

A commentare il caso con la Dire, anche il primario di Ginecologia del Sant’Eugenio La paziente, alla 26-27esima settimana di gravidanza, presentava sintomi
inizialmente attribuibili a condizioni ostetriche, finché una risonanza magnetica ha rivelato un meningioma frontale di circa 8 cm. Con l’avanzare della gravidanza, verso la 29-30esima settimana, il tumore ha iniziato a comprimere importanti strutture encefaliche, causando uno scompenso materno che ha reso necessario un intervento neurochirurgico urgente.

La scelta clinica è stata quella di mantenere il feto in utero, garantendo la massima sicurezza possibile. Durante l’intera operazione, lunga e delicata, il bambino è stato monitorato costantemente da un’équipe multidisciplinare. I parametri fetali sono rimasti stabili, consentendo al neurochirurgo di procedere all’asportazione del voluminoso meningioma.

Nel post-operatorio immediato, il feto ha continuato a mostrare buona reattività e stabilità cardiaca, un dato cruciale viste le condizioni materne. Tuttavia, alcune settimane dopo si è verificato un nuovo scompenso, questa volta anche ostetrico, che ha reso necessario procedere al parto. Il bambino è nato molto prematuro, con un peso di circa 1,5 kg, ed è stato ricoverato in terapia intensiva neonatale. Oggi il bimbo non è più intubato, respira autonomamente e può ricevere le visite della madre”.

Nonostante la complessità e la rarità del caso, dunque, sia il piccolo sia la madre stanno bene, grazie a un intervento coordinato e tempestivo di tutte le équipe coinvolte.

X Factor, domani la finale in piazza Plebiscito a Napoli. Manfredi: “Sarà una grande festa popolare”

La musica torna a invadere il cuore di Napoli. Domani sera piazza del Plebiscito si trasformerà nuovamente nel grande teatro a cielo aperto di X Factor, che per il secondo anno consecutivo sceglie la città partenopea per la finalissima del talent show.

Sarà qui che verrà proclamato il vincitore dell’edizione 2025, al termine di una sfida che vede in gara DELIA, eroCaddeo, PierC e rob, i quattro finalisti guidati dai giudici Jake La Furia, Achille Lauro, Francesco Gabbani e Paola Iezzi. Alla conduzione, confermata Giorgia, mentre la breve anteprima Ante Factor, affidata a Mariasole Pollio, aprirà la serata.

L’evento, presentato questa mattina a Palazzo San Giacomo, vanta numeri impressionanti: un palco di 1.000 metri quadrati, 500 metri di videowall, mille corpi luminosi, 20 telecamere e 650 professionisti impegnati nella produzione. Una macchina organizzativa mastodontica, pensata per portare in strada, davanti a 15mila spettatori, uno show televisivo di livello internazionale.

“Ringrazio la città per la sua accoglienza: è un piacere vedere quanto Napoli sia desiderosa di ascoltare il talento”, ha dichiarato Giuseppe De Bellis, direttore Sport, News and Entertainment di Sky Italia. “Questa è stata una stagione eccezionale: abbiamo superato i 2 milioni di spettatori medi, un risultato straordinario per un format che ha tanti anni di storia ma continua a essere un appuntamento centrale. C

’è desiderio di X Factor, il giovedì e durante tutta la settimana con i daily. Un brand che continua a funzionare grazie alla forza di Giorgia, dei giudici e dei ragazzi, che nei live hanno ricevuto il 20% in più dei voti rispetto allo scorso anno”.
La finale e Ante Factor saranno trasmessi in diretta su Sky Uno, in streaming su Now e in chiaro su Tv8.

A sottolineare il significato della serata è anche il sindaco Gaetano Manfredi, che parla di una festa collettiva:
“La finale di X Factor è portare la televisione in piazza. Una festa di popolo, di ragazzi, di giovani. Napoli è la città della musica, dell’accoglienza, dell’amicizia e della pace. Domani mandiamo un messaggio forte: abbiamo bisogno di stare insieme, di vivere momenti positivi. Sarà una grande festa per tutti”.

Domani, a partire dal tramonto, piazza del Plebiscito si riaccenderà di luci, musica ed emozioni. Napoli è pronta ad abbracciare di nuovo lo show.

Discarica di Chiaiano: colpo di scena in Cassazione, cancellata la condanna all’imprenditore Tartaglia

Napoli – Si chiude con un colpo di spugna definitivo una delle pagine giudiziarie più complesse legate all’emergenza rifiuti in Campania e alle presunte infiltrazioni del clan dei Casalesi nella gestione delle discariche. La Prima Sezione della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna a carico dell’imprenditore Giuseppe Carandente Tartaglia, ribaltando completamente l’esito dei precedenti gradi di giudizio.

Fino a ieri, su Tartaglia pesava come un macigno una condanna a sette anni di reclusione, confermata anche dalla Corte d’Appello di Napoli. L’accusa era pesante: concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, l’imprenditore sarebbe stato l’anello di congiunzione tra l’economia legale e il potere criminale del clan guidato da Michele e Pasquale Zagaria. Un’ipotesi che, tuttavia, non ha retto al vaglio finale degli ermellini.

L’affare Chiaiano e il “sistema” Zagaria

La vicenda affonda le radici nell’inchiesta sulla realizzazione e gestione della discarica di Chiaiano, il sito aperto nel cuore di Napoli Nord durante la fase più acuta della crisi dei rifiuti. Secondo la ricostruzione originaria degli inquirenti, il clan dei Casalesi avrebbe allungato i propri tentacoli sull’opera, garantendosi appalti e movimenti terra proprio attraverso figure imprenditoriali compiacenti.

Inizialmente, la Procura aveva persino ipotizzato una partecipazione diretta di Tartaglia al clan, accusa poi derubricata in concorso esterno e ora definitivamente cancellata dalla Suprema Corte.

La vittoria della difesa

La decisione di annullare “senza rinvio” rappresenta una vittoria totale per il collegio difensivo, composto dal professor Alfonso Furgiuele e dall’avvocato Luca Bancale, che hanno assistito l’imprenditore in ogni fase del processo. Questa formula giuridica non lascia spazio a dubbi o a nuovi processi: la vicenda si chiude qui, sancendo l’estraneità dell’imputato alle logiche criminali che gli erano state contestate per anni.

Cade dunque un altro tassello di quella maxi-inchiesta che aveva cercato di scoperchiare il “patto scellerato” tra camorra casalese e gestione dei rifiuti nel capoluogo partenopeo, restituendo, dopo un lungo iter giudiziario, la libertà definitiva all’imprenditore.

Jabil-Tma, licenziato dirigente USB: “Repressione antisindacale, difendevamo i lavoratori”

Marcianise – La temuta escalata repressiva nello stabilimento ex Jabil si è materializzata martedì sera con il licenziamento di Michele Madonna, dirigente regionale dell’Unione Sindacale di Base.

Un provvedimento che l’USB denuncia come “gravissimo e inaccettabile”, l’ultimo capitolo di una strategia intimidatoria iniziata mesi fa con una pioggia di contestazioni disciplinari.

La “colpa” di Madonna, secondo quanto ricostruito dal sindacato, sarebbe stata quella di aver criticato apertamente l’operazione Jabil-Tma durante assemblee pubbliche e davanti ai lavoratori.

Un’operazione che USB definisce senza mezzi termini “una scatola vuota costruita per liberare Jabil dalle proprie responsabilità”, priva delle garanzie industriali e occupazionali promesse.

La strategia della repressione

Il licenziamento del dirigente sindacale si inserisce in un quadro più ampio di tensioni all’interno dello stabilimento. Prima di Madonna erano già finiti nel mirino altri rappresentanti: Pasquale Zeno licenziato, Peppe Nappo e Giuseppe Nastro sospesi in modo che il sindacato definisce “illegittimo”.

A questi si aggiungono le contestazioni disciplinari a raffica che hanno colpito numerosi lavoratori e l’uso della cassa integrazione che USB interpreta come strumento punitivo.

“È un attacco non solo a Michele, ma alla libertà sindacale, alla libertà di parola e alla dignità di tutti i lavoratori”, si legge nella nota diffusa dall’organizzazione. Il sindacato sottolinea come lo stabilimento sia ormai “segnato da intimidazioni, sospensioni e contestazioni pretestuose”, in un clima che definisce di crescente repressione.

Ricorso e mobilitazione

La risposta dell’USB non si è fatta attendere: annunciato ricorso immediato contro il provvedimento disciplinare e ampliamento della campagna di solidarietà già attiva in difesa di tutti i lavoratori colpiti. “Chi colpisce un rappresentante sindacale colpisce la libertà di tutti”, conclude la nota, alzando il livello dello scontro su un caso che potrebbe trasformarsi in un banco di prova sui diritti sindacali e sulla tutela della libertà di critica nei luoghi di lavoro.

La vicenda Jabil-Tma, già al centro delle polemiche per le incertezze sul futuro industriale del sito, si arricchisce ora di un nuovo fronte conflittuale che chiama in causa la questione della repressione antisindacale.

Sale scommesse a un passo dalla scuola: il TAR frena la questura e ordina nuove misurazioni

Caserta,– Torna in bilico il destino di due sale scommesse di Teverola che la Questura voleva chiudere perché troppo vicine alla scuola secondaria “Ludwig van Beethoven”. Il TAR Campania, con una pronuncia cautelare, ha bloccato la revoca delle licenze disposta dal Questore e ha ordinato un supplemento di indagine: sarà l’Ufficio Campania dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a misurare nuovamente, entro 45 giorni, la distanza esatta tra i locali e l’istituto, seguendo rigorosamente il criterio del “percorso pedonale più breve” (anche con scalini o gradini, ma senza scavalcare muretti).

I titolari – Ciro Vitolo e la società Tredici s.r.l.s. – possono dunque continuare a operare in attesa della verifica tecnica e dell’udienza di merito, già fissata per il 24 marzo 2026.La vicenda era scoppiata quando la Questura di Caserta aveva rilevato una presunta violazione della normativa regionale che impone almeno 500 metri di distanza (in linea pedonale) tra le sale gioco e i “luoghi sensibili” come scuole, chiese e centri giovanili.

Secondo i ricorrenti, però, il calcolo effettuato dagli agenti non avrebbe tenuto conto del tragitto effettivamente percorribile a piedi, portando a un errore che ora il Tribunale vuole correggere.La decisione del TAR riapre di fatto il dibattito sulla lotta al gioco d’azzardo patologico in Campania, dove le norme anti-slot sono tra le più severe d’Italia, ma dove i contenziosi sulle misurazioni delle distanze sono all’ordine del giorno.

Per le due attività di Teverola è iniziata una corsa contro il tempo: se la nuova perizia dell’Agenzia delle Dogane confermerà la distanza inferiore ai 500 metri, la chiusura diventerà definitiva. Altrimenti le sale potranno restare aperte, segnando l’ennesima vittoria dei gestori contro i rigidi distanziometri regionali.

Mastella sfida Fico: ‘Se gli esterni entrano in Giunta, allora ci sono io'”

Clemente Mastella mette il presidente eletto della Regione Campania di fronte a un bivio. O il leader di Noi di Centro e sindaco di Benevento entra in Giunta insieme ai consiglieri e candidati della sua formazione, o la sua lealtà politica verso Fico — per ora salda — diventa negoziabile.

“La mia fedeltà verso il presidente resta intatta, ma lo stop alla Giunta per consiglieri e candidati mi vede in profondo e radicale disaccordo”, scrive Mastella in una nota che suona come ultimatum: se le porte della Giunta si apriranno ai segretari nazionali e agli ex ministri, allora “il capo di Noi di Centro sono io. Metto sul tavolo il mio nome e la mia storia”.

Lo scontro rivela la prima crepa nel “campo largo” appena costituito. Chi ha rischiato la faccia in campagna elettorale — raccogliendo consensi con il fango addosso — non può essere scavalcato da chi “era comodamente in poltrona”, tuona Mastella. È una questione di rappresentanza e di democrazia, non di poltrone.

Il sindaco beneventano contesta la logica degli esterni in Giunta, ricordando che in Francia deputati e ministri non coincidono ma i deputati eletti possono comunque accedere al governo, mentre in Puglia lo statuto regionale impone che 8 assessori su 10 siano scelti tra i consiglieri. “Le regole vanno stabilite prima del fischio d’inizio, non dopo”, avverte.

“Rispettate il ruolo dei partiti”, chiede Mastella a Fico. “Il metodo più efficace è sempre quello collegiale”.

Maltempo in Campania, allerta gialla dalla mezzanotte su parte della regione: temporali forti e rischio frane

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Napoli – La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un avviso di allerta meteo con criticità idrogeologica di livello giallo, in vigore dalla mezzanotte di oggi fino alle 14 di domani, giovedì 4 dicembre. Il bollettino prevede precipitazioni intense, anche a carattere temporalesco, soprattutto nelle zone interne della regione.

Le aree maggiormente interessate sono l’Alta Irpinia e il Sannio, il Tusciano e l’Alto Sele, il Tanagro e il basso Cilento. I temporali, localmente anche molto forti, potrebbero causare fenomeni connessi al rischio idraulico e idrogeologico: allagamenti, esondazioni, caduta di massi e frane, soprattutto in territori già fragili o instabili.

Ai Comuni è stato raccomandato di attivare i Centri operativi comunali e di predisporre tutte le misure necessarie, sia strutturali che non strutturali, per prevenire e mitigare gli effetti dei fenomeni previsti. La Sala operativa regionale invita la popolazione a prestare attenzione agli aggiornamenti e agli avvisi ufficiali.

Sant’Antonio Abate, cuoco 29enne arrestato: un chilo di marijuana tra auto e casa

Un cuoco di 29 anni, residente ad Angri, è finito in carcere dopo un controllo dei carabinieri della sezione radiomobile di Castellammare di Stabia. L’uomo è stato fermato a Sant’Antonio Abate mentre, alla guida della sua auto, ha provato ad accelerare per allontanarsi non appena ha incrociato la pattuglia.

L’insolita manovra non è sfuggita ai militari, che lo hanno inseguito e bloccato. Una volta fermato, il giovane ha ammesso di aver nascosto sotto il sedile del passeggero 100 grammi di marijuana, già divisa e pronta per essere venduta. I carabinieri hanno sequestrato la sostanza e deciso di proseguire la perquisizione nella sua abitazione.

In una stanza, all’interno di uno zaino verde sigillato sottovuoto, sono stati scoperti altri 750 grammi di marijuana, oltre a materiale per il confezionamento e una somma di denaro ritenuta compatibile con l’attività di spaccio. Il 29enne è stato arrestato con l’accusa di detenzione di droga a fini di spaccio ed è stato condotto in carcere, dove resta in attesa di giudizio.

Cercola, controlli notturni: arrestato 20enne con dosi di droga e contanti

Notte agitata a Cercola, dove i carabinieri della tenenza locale hanno arrestato Pasquale Arianiello, 20 anni, nato a Napoli e già conosciuto dalle forze dell’ordine. Il giovane ha tentato di allontanarsi a tutta velocità quando ha incrociato la pattuglia, ma il tentativo di fuga è durato pochi istanti.

I militari lo hanno raggiunto e bloccato poco dopo. Durante il controllo sono emerse nove dosi di stupefacente, tra marijuana e hashish, nascoste negli indumenti. Nelle tasche anche 410 euro, ritenuti compatibili con un’attività di spaccio.

«Il denaro e la droga sono stati sequestrati», riferiscono dall’Arma, che ha proceduto all’arresto del ventenne, ora in attesa di giudizio. L’operazione rientra nei controlli notturni intensificati sul territorio per contrastare lo smercio di droga nei comuni della cintura vesuviana.

Casavatore, pusher fermata dai carabinieri: sequestrati hashish e contanti

I carabinieri della stazione di Casavatore hanno arrestato Felicia Riccio, 38 anni, nata a Napoli e residente nel comune dell’hinterland, durante un servizio mirato al contrasto dello spaccio di droga.

La donna, già conosciuta dalle forze dell’ordine, è stata fermata e sottoposta a controllo mentre si trovava in strada. Secondo quanto accertato dai militari, Riccio aveva con sé quasi 30 grammi di hashish già suddivisi e pronti per la vendita. Nelle sue tasche anche 330 euro in contanti, considerati compatibili con l’attività di spaccio.

«Droga e denaro sono stati sequestrati», fanno sapere dall’Arma, che ha trasferito la 38enne in caserma per le procedure di rito. L’arresto rientra nell’azione di contrasto allo smercio di stupefacenti che nelle ultime settimane sta interessando l’area nord di Napoli.

Aversa, incontro sul cyberbullismo per gli studenti dell’IC “Pascoli”

Venerdì 5 dicembre, a partire dalle ore 12, l’Aula Teatro dell’Istituto Comprensivo “Pascoli” di Aversa ospiterà un incontro informativo dedicato alle classi terze della Scuola Secondaria di primo grado sul tema del cyberbullismo.

L’iniziativa, promossa dalla dirigente scolastica prof.ssa Filomena Simonelli e organizzata con il supporto del prof. Agostino Ferrara, referente di Legalità e lotta al Bullismo e Cyberbullismo dell’istituto, si svolge in collaborazione con il Club Soroptimist di Aversa. Nel corso dell’evento interverranno la dott.ssa Annamaria Tamburrino, presidente del Club Soroptimist di Aversa, e la dott.ssa Apollonia Reale, pedagogista clinico e neurocriminologa forense.

Gli studenti saranno inoltre protagonisti di alcune performance artistiche pensate per accompagnare la riflessione e favorire un coinvolgimento diretto sul tema. La conferenza punterà ad approfondire il fenomeno della cyberviolenza, analizzandone i rischi connessi all’uso degli strumenti digitali, le dinamiche delle relazioni online e le principali strategie di prevenzione.

Napoli, la Polizia Metropolitana sequestra 380 tonnellate di rifiuti e un maxi-carico di scarpe false

La Polizia Metropolitana di Napoli mette a segno due operazioni nel segno del contrasto all’illegalità ambientale e commerciale. A Sant’Antimo gli agenti della Sezione Ambiente/Stradale hanno individuato un capannone di 2.000 metri quadrati colmo di scarti di lavorazione tessile e indumenti usati. All’interno erano stipate circa 200 tonnellate di materiali, altre 180 erano accatastate nell’area adiacente, per un totale di 380 tonnellate sequestrate.

L’attività rientra nelle azioni coordinate derivanti dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sulla Terra dei Fuochi e segue le indicazioni del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza della Prefettura di Napoli. A finire denunciato è un pregiudicato noto nella zona, accusato di traffico e smaltimento illecito di rifiuti.

A Napoli, nella zona di Porta Capuana, un secondo intervento ha portato gli agenti a intercettare un veicolo guidato da un cittadino extracomunitario regolare. Durante il controllo è emerso che l’uomo era privo di patente, mai conseguita.

Nel bagagliaio i poliziotti hanno trovato quattro borsoni ricolmi di merce contraffatta: 106 paia di scarpe con marchi di lusso come Gucci, Louis Vuitton, Nike e Armani. Il valore stimato del carico sfiora gli 11mila euro. Denunciato per possesso di prodotti con marchi falsi e ricettazione, l’uomo è stato fotosegnalato e l’intera merce è finita sotto sequestro penale.

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