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Furti senza sosta a Napoli, nuovo colpo al Vomero: esplode la protesta

Napoli continua a fare i conti con una criminalità sempre più spavalda. L’ennesimo episodio si è verificato nel primo pomeriggio del 2 dicembre in Viale Michelangelo, al Vomero, dove uno scooter acquistato «con grandi sacrifici» per un figlio è stato portato via in pochi secondi. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso tutto, trasformando quel mezzo, simbolo di lavoro e speranza, nell’ennesima prova della vulnerabilità quotidiana dei cittadini.

La vittima ha sporto denuncia e ha chiesto aiuto al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, descrivendo un sentimento che a Napoli si sta diffondendo da tempo: «È un dolore e una rabbia indescrivibile. Questo motorino l’ho comprato con tanti sacrifici. I ladri agiscono a tutte le ore, in qualsiasi zona. Il nostro Paese è diventato l’Eldorado di ladri e criminali, hanno vita facile per l’eccessiva impunità e la cronica mancanza di agenti sul territorio. Chiediamo sicurezza e giustizia, non possiamo essere lasciati soli».

Borrelli, insieme ai consiglieri municipali di Europa Verde Rino Nasti e Luca Bonetti, ha espresso solidarietà al cittadino, denunciando un quadro che definisce ormai fuori controllo: «Siamo di fronte a un’emergenza costante che non possiamo più tollerare. L’escalation di furti, dalle auto agli scooter, in pieno giorno e in quartieri residenziali, è il segnale di uno Stato che non riesce a garantire la sicurezza di base ai suoi cittadini. La percezione di impunità è altissima, alimentata da un sistema che spesso non punisce in modo esemplare. Serve un massiccio incremento del personale delle Forze dell’Ordine e un piano di controllo del territorio H24. Non è possibile che i cittadini onesti debbano vivere nella paura, mentre i criminali hanno vita facile».

Napoli, Conte domina radio e tv: è l’allenatore più citato del mese

Antonio Conte è l’allenatore più citato d’Italia. Lo certifica l’analisi di Mediamonitor.it, piattaforma che sfrutta tecnologia sviluppata da Cedat 85, attiva da quarant’anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Nel periodo compreso fra domenica 2 novembre e martedì 2 dicembre, il tecnico del Napoli ha collezionato 976 citazioni sulle principali emittenti radiofoniche e televisive nazionali. Un volume enorme, alimentato anche dalle «illazioni e voci sulle sue possibili dimissioni» dopo la pesante sconfitta col Bologna e la sua scelta di trascorrere qualche giorno in famiglia a Torino durante la pausa.

Alle spalle di Conte si piazza Luciano Spalletti, che con 713 menzioni mantiene salda l’attenzione mediatica dopo il suo arrivo sulla panchina della Juventus a fine ottobre in seguito all’esonero di Igor Tudor. Terzo posto per Raffaele Palladino, ingaggiato a inizio novembre dall’Atalanta per sostituire Juric e capace di raccogliere 549 citazioni.

Massimiliano Allegri si ferma ai piedi del podio con 532 menzioni, nel suo ritorno al Milan undici anni dopo l’esperienza considerata allora deludente. Subito dietro c’è Gian Piero Gasperini, che ottiene 482 citazioni e supera di pochissimo Christian Chivu, sulla panchina dell’Inter e fermo a quota 476, proprio mentre le due squadre condividono il secondo posto in classifica.

La settima posizione è assegnata a Daniele De Rossi, nuovo tecnico del Genoa con 371 menzioni dopo l’addio di Vieira. L’ex centrocampista della Roma precede Paolo Vanoli, arrivato alla Fiorentina al posto di Pioli per tentare la risalita dall’ultimo posto. Vanoli ne totalizza 305. Segue Cesc Fabregas, alla guida del Como rivelazione, con 220 citazioni. Di una sola lunghezza il sorpasso ai danni di Maurizio Sarri, fermo a 219.

Anziana raggirata da un finto direttore postale: fermato un 17enne, recuperata la refurtiva

La telefonata è arrivata all’ora sbagliata, con le parole giuste per insinuare il panico. Una ultranovantenne di Pietradefusi, in provincia di Avellino, si è sentita dire dal presunto direttore dell’ufficio postale che il nipote era «in gravi difficoltà giudiziarie» e che servivano immediatamente soldi per evitargli l’arresto. La donna, sconvolta, ha aperto la porta a un emissario e gli ha consegnato contanti e gioielli, convinta di mettere in salvo un familiare.

Pochi minuti dopo, però, i parenti hanno capito che qualcosa non tornava e hanno allertato i carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano. La segnalazione ha innescato una corsa contro il tempo che si è conclusa nei pressi del casello autostradale di Benevento, lungo l’A16, dove l’auto dei due truffatori è stata intercettata grazie anche al supporto della Polstrada di Grottaminarda.

Durante il controllo uno dei due è riuscito a fuggire a piedi facendo perdere le proprie tracce, mentre un 17enne di Napoli è stato fermato e denunciato per truffa aggravata. Nell’auto i militari hanno trovato l’intera refurtiva, denaro e oggetti preziosi, che è stata subito restituita all’anziana.

La Pompei nascosta riemerge nel nuovo libro di Piedimonte: tra riti, simboli e antichi misteri

Antonio Emanuele Piedimonte torna in libreria con Pompei segreta (Edizioni Sub Rosa), un volume che si muove con passo narrativo tra saggio divulgativo e guida non convenzionale, ricostruendo la trama esoterica della città distrutta dal Vesuvio. L’autore, tra i maggiori studiosi italiani di discipline legate alle scienze occulte, accompagna il lettore in una promenade attraverso domus, affreschi e reperti che aprono spiragli su un mondo romano molto più intriso di magia di quanto raccontino i manuali. «Quello che si rivela», scrive Piedimonte, «è un orizzonte di simboli, culti e conoscenze che ancora oggi ci parlano, se si impara a guardarli».

Il percorso intreccia mitologia, filosofia, arte, antropologia, storia delle religioni e archeologia, organizzando una mappa che mostra come i Romani vivessero il sacro e il trascendente in modo estremamente concreto. Le tracce dei riti iniziatici emergono dai collegamenti che l’autore ricostruisce tra antiche pratiche misteriche e le organizzazioni esoteriche contemporanee, dalla massoneria fino ad altre correnti iniziatiche che attraversano i secoli. Una continuità che Piedimonte ha già esplorato nel suo percorso di ricerca, culminato nel recente volume dedicato alla Libera Muratoria del Meridione.

La Pompei “segreta” evocata dal libro è popolata da divinazioni, incantesimi, amuleti e simboli apotropaici. Ritornano gli aegyptiaca e i numerosi falli in erezione esposti contro il malocchio, i rituali dedicati agli spiriti dei morti, le scritte propiziatorie come il celebre graffito che avverte: «Qui c’è il figlio di Zeus, il vittorioso Eracle. Qui non può assolutamente entrare il male». Ogni reperto apre un varco verso una dimensione rituale che, secondo l’autore, non fu affatto marginale, ma parte integrante della vita quotidiana nella città vesuviana.

Il libro estende il suo sguardo anche alla fitta rete di relazioni che, più di duemila anni fa, collegava la Campania al mondo mediterraneo, dalle coste mesopotamiche fino alle Colonne d’Ercole. Dentro questa trama si inseriscono le origini greco-egizie dell’esoterismo occidentale, a partire dal culto di Iside, definita «Signora di Benevento», la cui presenza a Pompei è testimoniata dall’unico tempio della dea ancora in piedi fuori dall’Egitto.

Tra le tappe più sorprendenti emergono il “Quadrato magico” o Sator, rinvenuto in più punti della città, e le enigmatiche “Mani pantee” dedicate al dio Sabazio, custodite nel cosiddetto “Complesso dei riti magici”. Si affacciano figure come Orfeo, Ecate, Atena-Minerva, Giano, Venere, Ermes e Eracle, fino a Dioniso, protagonista assoluto dei riti iniziatici evocati negli affreschi della Villa dei Misteri e nei dipinti, più recenti, della “Casa del Tiaso”, analizzati con minuzia simbolica.

Il volume si chiude con un’incursione nella letteratura gotica ispirata ai calchi delle vittime dell’eruzione e un’Appendice sul rapporto tra magia e filosofia nell’antichità, segnando l’ultima tappa di un viaggio che restituisce Pompei come crocevia di miti, archetipi e inquietudini spirituali. Una città che continua a parlare, soprattutto quando si impara a decifrare ciò che per secoli è rimasto sotto la superficie.

Pozzuoli, mille fiori in darsena: “Simbolo della lotta al bradisismo”

Un’esplosione di colori ha invaso la darsena di Pozzuoli, sempre più segnata dall’innalzamento del suolo che negli ultimi mesi l’ha ridotta a un bacino quasi prosciugato. Centinaia di fiori sono stati lanciati nello specchio d’acqua dai commercianti puteolani come “simbolo della lotta al bradisismo e di rinascita della nostra città”, un atto semplice ma potente in un luogo che un tempo offriva riparo ai pescatori ai piedi del Rione Terra e che oggi è uno dei simboli più concreti della crisi sismica.

A spiegare le ragioni dell’iniziativa è il comitato “Darsena Pozzuoli”, nato quattro anni fa e oggi sempre più punto di riferimento per gli operatori della zona: “L’iniziativa è l’occasione per lanciare un messaggio positivo alla luce della crisi economica e sociale che sta investendo il territorio a seguito dei fenomeni sismici degli ultimi due anni”. L’azione simbolica arriva infatti in un momento in cui molti esercizi commerciali stanno facendo i conti con cali di presenze e timori diffusi, resi ancora più evidenti dalle recenti scosse.

Il comitato annuncia anche un calendario di eventi artistici e musicali organizzati tramite una campagna di autofinanziamento e pensati per accompagnare gli aperitivi delle vigilie natalizie, occasione per riportare gente e vitalità nella zona. Dopo il lancio dei fiori, soprattutto gerbere di tonalità diverse, gli organizzatori hanno esposto uno striscione con la scritta: “Ogni fiore è una radice che ha saputo resistere”.

Un messaggio che sintetizza lo spirito dell’iniziativa: “I fiori sono il simbolo di resistenza e rinascita, da qui vogliamo partire per valorizzare la nostra terra, la nostra amata città”. Pozzuoli, nonostante tutto, ribadisce così la volontà di rimanere ancorata alle proprie radici e di guardare avanti con determinazione.

Napoli, rapina al Vomero: condannati Febbraro e Fiorentino

Napoli – La giustizia presenta il conto per l’audace rapina compiuta ai danni di un anziano commerciante al Vomero, derubato di un incasso di oltre 10.000 euro proprio mentre usciva di casa per recarsi in banca.

Per Diego Febbraro e Salvatore Fiorentino, già arrestati lo scorso gennaio, sono arrivate le condanne di primo grado, emesse dal GIP Bardi al termine del rito abbreviato.

Nonostante le richieste del Pubblico Ministero (PM) fossero state leggermente più miti per uno degli imputati, il giudice ha inflitto pene significative per entrambi i responsabili dell’azione criminosa, aggravata dall’uso di armi e dal travisamento dei volti.

Diego Febbraro, è riuscito a contenere parzialmente il danno: è stato condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione, pur gravato da una specifica recidiva reiterata. Il PM aveva chiesto 5 anni e 6 mesi.

Il coimputato, Salvatore Fiorentino, assistito dall’avvocato Enrico Tucci, ha invece ricevuto una pena di 3 anni e 8 mesi, sorprendentemente due mesi in più rispetto alla richiesta della Procura.

L’agguato e la fuga: un piano fallito

L’episodio si è consumato nelle pertinenze dell’abitazione dell’anziana vittima, un uomo di 84 anni. I malviventi avevano atteso il momento in cui l’uomo si accingeva a uscire per depositare l’incasso della sua attività commerciale. Con la violenza e sotto la minaccia delle armi, erano riusciti a sottrargli l’ingente somma di denaro.

La fuga era avvenuta a bordo di un’automobile su cui era stata apposta una targa rubata nei giorni precedenti, un tentativo di depistaggio che, come dimostrato, non è bastato.

Il provvedimento cautelare eseguito nei mesi scorsi si è fondato su una complessa attività investigativa che ha sfruttato la tecnologia. L’analisi dei sistemi targhe e transiti e l’esame approfondito delle immagini di videosorveglianza del quartiere hanno permesso di ricostruire i movimenti dei rapinatori.

Durante il rito abbreviato, la difesa di Febbraro ha sostenuto che il proprio assistito non era mai stato inquadrato in volto dalle telecamere. Tuttavia, l’elemento che si è rivelato decisivo e “traditore” è stata proprio l’automobile utilizzata per la fuga: un veicolo intestato a un parente dell’imputato. Un dettaglio che, unito agli altri elementi raccolti, ha permesso agli inquirenti di chiudere il cerchio e portare i responsabili davanti al giudice.

Il dramma di Barcellona, Rocco Amato torna a casa: sabato l’addio a Francolise

Francolise– È il momento del dolore, ma anche quello delle domande che ancora non trovano una risposta definitiva. Torna a casa Rocco Amato, il 32enne di Sant’Andrea del Pizzone (frazione di Francolise) tragicamente scomparso a Barcellona lo scorso 22 novembre.

L’atterraggio della salma è previsto per domani sera all’aeroporto di Capodichino: l’ultimo viaggio di un ragazzo che aveva fatto del mondo la sua casa, dalla California a Berlino, ma che ora rientra nella sua terra per l’ultimo saluto.

Il lutto e la solidarietà

I funerali si terranno sabato alle ore 15:00 nella chiesa di “San Germano Vescovo”. Ad attendere il feretro ci saranno papà Sandro, mamma Alba e una comunità intera sotto shock.

Non saranno soli: sono attesi amici da ogni angolo d’Europa, quella “famiglia allargata” che Rocco aveva costruito grazie alla sua passione per la musica techno e al suo lavoro di organizzatore di eventi. Una stima tangibile, dimostrata dalla gara di solidarietà lanciata dagli amici: in poche ore sono stati raccolti circa 20mila euro per sostenere la famiglia nelle spese di rimpatrio e legali, un tributo alla generosità di un giovane descritto da tutti come un’anima libera.

Il “giallo” degli ultimi istanti

Mentre si prepara l’addio, restano le ombre sulla dinamica della morte. Rocco è precipitato da un’altezza di dieci metri in un parcheggio, ma cosa è successo prima? La Polizia catalana propende per l’incidente, forse frutto di una distrazione fatale, ma la famiglia cerca chiarezza. Un video mostra il 32enne camminare velocemente, telefono alla mano, poco prima della tragedia.

A gettare un’ombra di mistero è il racconto della zia, Rosanna Miraglia, che ricostruisce un dettaglio cruciale: Rocco non stava bene. «Soffriva di forti mal di testa ultimamente – spiega la donna – e quel giorno un amico lo aveva accompagnato in ospedale».

È qui che si apre il buco nero temporale: l’amico, dopo aver visto Rocco entrare nella struttura sanitaria, si sarebbe allontanato pochi minuti per mangiare un panino. Al suo ritorno, di Rocco non c’era più traccia. Non risulta alcun ingresso formale in ospedale. Perché si è allontanato? Era in stato confusionale per il dolore?

L’inchiesta prosegue in Italia

Il giovane è stato ritrovato privo di vita ore dopo, nel parcheggio. Cosa ci faceva lì? Le risposte potrebbero essere custodite nel suo smartphone. Il dispositivo è stato recuperato e consegnato dalla famiglia ai Carabinieri, che ora dovranno sbloccarlo per analizzare messaggi, chiamate e spostamenti di quelle ore drammatiche.

Il cordoglio delle istituzioni

Nel giorno delle esequie, Francolise si fermerà. Il sindaco Saturnino Di Benedetto ha annunciato la proclamazione del lutto cittadino: «Rocco era un figlio della nostra terra – ha dichiarato il primo cittadino –. Girava il mondo, ma le sue radici erano qui. La sua vita spezzata è una ferita profonda per tutta la comunità».

Monza, arrestata coppia di napoletani: bottino da mezzo milione di euro con le truffe agli anziani

Monza– “Se non paga, suo figlio finisce in carcere”. Con questa minaccia, ripetuta in numerose e insistenti telefonate, sono riusciti a farsi aprire la porta di casa di una 73enne di Monza. Era l’inizio di una raffinata trappola psicologica, culminata nel furto di gioielli per 400mila euro e, a catena, nelle indagini che hanno portato all’arresto di due ladri seriali.

L’arresto e l’organizzazione

Nelle prime ore di martedì 2 dicembre, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Monza hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due italiani, lui 32 anni, lei 34.

Il provvedimento, emesso dal Gip su richiesta della Procura di Monza, inchioda la coppia a nove furti in abitazione in Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli e Toscana, per un bottino totale stimato in oltre 550mila euro in contanti, gioielli e orologi.

Le indagini, coordinate dalla Procura, rivelano però un quadro più ampio: i due non agivano da soli, ma ricoprivano un ruolo ben definito in un’organizzazione criminale più articolata. Si occupavano dell’esecuzione materiale dei colpi e della successiva “monetizzazione” della refurtiva, potendo contare su diverse auto a noleggio, talvolta fornite a complici giunti appositamente dalla Campania.

Il colpo pilota a Monza

Tutto ha avuto inizio dalla maxi-truffa alla 73enne monzese, alla fine dello scorso anno. Il meccanismo è stato di una precisione spietata. Uno dei due, fingendosi un amico del figlio della donna, la tempestava di chiamate al telefono fisso chiedendo un bonifico di 7mila euro. Alla risposta dell’anziana di non avere quella somma, è arrivata la minaccia: trovare i soldi, o il figlio sarebbe finito in prigione.

Nelle chiamate successive, passate sul cellulare della vittima, i truffatori sono diventati abilmente inquisitori. Sono riusciti a carpire l’esistenza di gioielli di valore e a farsi rivelare persino l’indirizzo di casa e il numero del citofono. Poco dopo, un uomo si presentava alla porta.

Introdotto in casa, con la scusa di dover sequestrare i beni per “salvare” il figlio, è riuscito a farsi dare la combinazione della cassaforte. Approfittando di un attimo di sconforto della donna, l’ha svuotata.

Le indagini: dal trolley di lusso al treno per Napoli

Subito dopo la denuncia, la Polizia ha visionato le immagini delle videocamere di sorveglianza della zona, individuando un’auto sospetta, una Volkswagen T-Roc grigia, che fuggiva dal luogo del furto con due persone a bordo. Il cerchio si è stretto quando lo stesso veicolo è stato riconosciuto in un analogo episodio in Friuli, dove erano già finiti nel mirino degli investigatori i due 32enni e 34enni.

Le indagini hanno ricostruito una fuga quasi in diretta: nella mattinata successiva al furto di Monza, l’uomo si era fatto accompagnare da un complice alla stazione di Milano Centrale ed era salito su un treno ad alta velocità per Napoli. Con sé aveva un trolley, che invece di abiti conteneva l’intero bottino dei gioielli.

Il modus operandi: la maschera dell’autorità

Il filo rosso di tutti i colpi è stato l’inganno basato su una falsa autorità. I due agivano impersonando l’avvocato minaccioso o il falso agente di polizia, un copione che puntava a confondere e intimidire vittime spesso anziane e vulnerabili. Non esitavano a recarsi personalmente sul posto, con la donna che spesso faceva da “palo” all’esterno delle abitazioni, vicino all’auto a noleggio.

La coppia era stata anche colta in flagranza nei primi mesi del 2025 davanti a un’abitazione di Monza, nello stesso identico schema: lui dentro a perpetrare il furto, lei di guardia all’auto. Un’attività seriale e metodica, ora interrotta dalle manette degli arresti domiciliari, eseguiti a Milano e Cinisello Balsamo, mentre le indagini proseguono per far luce su tutta la rete criminale.

Napoli, blitz all’alba nel campo Rom di via del Riposo: scatta il censimento della “popolazione fantasma”

Napoli– Non si ferma l’offensiva contro l’illegalità diffusa e il degrado ambientale nella periferia orientale di Napoli. I Carabinieri del Comando Provinciale hanno stretto d’assedio questa mattina l’insediamento Rom di via del Riposo, nel quartiere di Poggioreale. Un’operazione “ad alto impatto” mirata non solo a censire chi vive ai margini della città, ma a disinnescare vere e proprie bombe ecologiche nascoste tra le abitazioni di fortuna.

Il censimento: i numeri dell’operazione

I militari della compagnia di Poggioreale, supportati dagli agenti della Polizia Municipale, hanno setacciato il campo nomadi, terzo obiettivo dopo i recenti controlli in via Grimaldi e via del Macello. Il bilancio demografico restituisce la fotografia di una “popolazione fantasma”: sono state identificate 93 persone residenti nell’insediamento. Di queste, ben 22 sono minori.

Il dato che fa riflettere riguarda però gli adulti: su 71 persone identificate, 20 risultano già gravate da precedenti penali, quasi un terzo della popolazione adulta del campo.

La “bomba ecologica”: tonnellate di rifiuti tra le baracche

L’operazione ha scoperchiato anche un preoccupante scenario di crimine ambientale. Durante il blitz, i militari hanno sorpreso un 26enne di origine romena mentre manovrava un’auto stipata di elettrodomestici e rifiuti ferrosi. L’uomo si trovava in un’area adiacente al proprio modulo abitativo, trasformata in una discarica a cielo aperto.

In un’altra area comune del campo, le forze dell’ordine hanno rinvenuto un accumulo impressionante di materiali pericolosi: lavatrici, forni a microonde, scaldabagno e rottami ferrosi accatastati senza alcuna sicurezza.

In totale sono stati posti sotto sequestro 30 metri cubi di rifiuti speciali, pronti per essere smaltiti illegalmente o dati alle fiamme. Tutto il materiale è stato affidato a una ditta autorizzata per la rimozione, mentre sono scattati i sigilli anche per 4 veicoli trovati in stato di abbandono, carcasse che contribuivano al degrado della zona.

Meta di Sorrento: sotto sequestro l’isola ecologica

Maxi-operazione di polizia ambientale condotta questa mattina dalla Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli e dalla Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, culminata nel sequestro di un’area di circa 1.000 metri quadrati nel Comune di Meta di Sorrento.

L’intervento ha messo i sigilli alla cosiddetta area “ex Cava”, affidata alla società incaricata del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani con il metodo “porta a porta” nella Penisola Sorrentina.

Dalla logistica al deposito abusivo

Il blitz è scattato per verificare il rispetto delle normative ambientali da parte della Società. Dal controllo documentale, i militari hanno accertato che l’ordinanza sindacale autorizzava l’area esclusivamente per attività logistiche e di snodo operativo per i mezzi, vietando tassativamente lo stoccaggio di qualsiasi tipo di rifiuto.

La realtà sul campo, tuttavia, era ben diversa. Durante l’ispezione, le Forze dell’Ordine hanno rilevato che l’area era stata trasformata in un vero e proprio centro di raccolta e deposito di rifiuti, disattendendo completamente i provvedimenti della Civica Amministrazione.

Non solo deposito incontrollato: le indagini hanno rivelato anche un grave danno ambientale legato alla gestione delle acque. È stato accertato che le acque di dilavamento del piazzale venivano immessi direttamente nel sistema di raccolta pluviale, senza alcuna autorizzazione e, soprattutto, senza il minimo trattamento depurativo.

Denuncia e Sequestro

A seguito delle violazioni riscontrate, le Fiamme Gialle e la Guardia Costiera hanno proceduto al sequestro dell’intera area.

Contestualmente, l’Amministratore della società gestore del servizio di raccolta è stato segnalato alla Procura di Torre Annunziata. Le accuse riguardano gravi violazioni al Testo Unico Ambientale, in particolare per:

Deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi.

Scarico abusivo di acque reflue del piazzale di dilavamento senza autorizzazione.

Inosservanza dei provvedimenti emessi dalla Civica Amministrazione.

L’operazione rientra nel più ampio quadro di controlli volti a tutelare l’ambiente nella delicata e preziosa area della Penisola Sorrentina.

Delitto di Garlasco, parla Andrea Sempio: “Ecco dove ero il 13 agosto”

Nel labirinto giudiziario del delitto di Garlasco, una figura è rimasta per anni sullo sfondo: Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi e vicino di casa della famiglia della vittima.

Il suo nome è riemerso più volte fra atti, indagini difensive e ricostruzioni mediatiche, soprattutto dopo la diffusione delle foto che lo immortalano davanti alla villetta di via Pascoli proprio il 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio.

Quelle immagini, al centro di polemiche e controinchieste, sono state interpretate in maniera opposta: per alcuni un semplice frammento casuale di quel caos investigativo, per altri un tassello da chiarire nella cronologia di quella mattina di sangue. Ora è lo stesso Sempio a rompere il silenzio, offrendo davanti alle telecamere una sua ricostruzione di quelle ore.

Il racconto in tv: il 13 agosto secondo Sempio

Intervistato dalla trasmissione di Canale 5 “Dentro la Notizia”, Sempio ha ripercorso la giornata dell’omicidio di Chiara Poggi, provando a fissare spostamenti e orari. Secondo il suo racconto, quella mattina si sarebbe recato a Vigevano per alcune commissioni, per poi rientrare a casa.

In un secondo momento, insieme al padre, avrebbe raggiunto l’abitazione della nonna, che si trova nella stessa zona della casa dei Poggi, a poche centinaia di metri di distanza lungo la via principale.

La frase chiave, dal punto di vista investigativo, è proprio quella sulla distanza: Sempio sottolinea che la casa della nonna e la villetta dei Poggi sono separate solo da due traverse, circa 300 metri. Un dettaglio che colloca il testimone in un raggio molto prossimo alla scena del crimine nelle ore in cui si consuma l’omicidio.

Le ambulanze, i carabinieri e le prime voci

È uscendo da casa della nonna – racconta Sempio – che la vicenda di quelle ore si innesta direttamente con le immagini ormai note dell’intervento dei soccorsi in via Pascoli. A bordo dell’auto guidata dal padre, i due sarebbero passati lungo la strada che costeggia la villetta dei Poggi, imbattendosi nel primo via vai di mezzi di emergenza.

Nel suo racconto, Sempio dice di aver visto ambulanze e carabinieri già schierati davanti all’abitazione, segno che in quel momento la macchina dei soccorsi e delle prime verifiche era già in moto.

Dopo qualche ora, aggiunge, sarebbe nuovamente transitato nella zona: la strada risultava a quel punto bloccata, con i veicoli fermi e l’accesso interdetto. È in questo frangente che cominciano a circolare, tra i presenti e tra i residenti, le prime indiscrezioni: si parla di una “ragazza trovata morta in casa”.

Questo passaggio collima con quanto noto dalle cronache dell’epoca: la progressiva trasformazione di un generico “malore” in casa Poggi nella certezza, maturata dagli inquirenti, di trovarsi di fronte a un omicidio brutale.

Le foto davanti alla villetta e il nodo degli orari

Le parole di Sempio arrivano mentre la sua difesa auspica la comparsa di nuove immagini che possano collocarlo a Vigevano in momenti chiave della mattinata, rafforzando così la solidità del suo alibi. Dall’altro lato, rimangono le fotografie che lo mostrano proprio nei pressi della casa dei Poggi.

Il nodo, da sempre, è temporale: a che ora esatta sono state scattate quelle foto? Coincidono con il passaggio descritto da Sempio mentre, con il padre, rientrava da casa della nonna? Oppure si collocano in una finestra oraria più critica rispetto al momento in cui, secondo la ricostruzione degli inquirenti, Chiara sarebbe stata uccisa?

Su questo punto, le dichiarazioni televisive non sciolgono tutte le perplessità. Sempio parla di più passaggi davanti alla villetta, ma non fornisce una scansione oraria precisa, limitandosi a riferire una successione di fatti: uscita da casa della nonna, incontro con ambulanze e carabinieri, rientro, nuovo passaggio con strada già transennata, poi le voci di una ragazza morta.

Il contesto giudiziario e le domande ancora aperte

Nel corso degli anni, il nome di Andrea Sempio è stato utilizzato dalla difesa di Alberto Stasi – poi condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara – come possibile “figura alternativa” sullo sfondo del caso Garlasco. Per la magistratura, tuttavia, quelle piste non hanno mai trovato riscontri tali da modificare l’impianto accusatorio consolidato nei processi.

Le nuove dichiarazioni in tv non aprono automaticamente a nuovi scenari giudiziari, ma riportano attenzione su un punto spesso rimasto marginale: la gestione delle primissime ore dell’indagine, il controllo degli spostamenti di chi gravitava attorno alla villetta, la documentazione fotografica e la sua corretta collocazione cronologica.

Restano sul tavolo alcune domande tipiche di ogni inchiesta giudiziaria:

Esiste una cronologia completa e verificata dei passaggi di Sempio in via Pascoli quel giorno?

Tutte le fotografie disponibili sono state acquisite e correttamente datate dagli inquirenti?

Eventuali nuove immagini – auspicate dalla difesa – potrebbero davvero spostare qualcosa rispetto al quadro consolidato o avrebbero solo valore narrativo-mediatico?

Il peso di una testimonianza tardiva

La scelta di parlare pubblicamente a distanza di anni dalla tragedia contribuisce a ridisegnare la figura di Andrea Sempio nello scenario del delitto di Garlasco: da presenza silenziosa, evocata soprattutto in atti difensivi, a protagonista di un racconto diretto sul “suo” 13 agosto 2007.

Per gli inquirenti, il capitolo giudiziario è chiuso con la condanna definitiva di Stasi. Per l’opinione pubblica, però, casi come quello di Garlasco continuano a vivere in una zona grigia dove ogni nuova parola, ogni foto riemersa dagli archivi, ogni dettaglio cronologico diventa materiale per ricostruzioni, dubbi, sospetti.

In questo spazio si colloca la testimonianza di Sempio: una versione dei fatti che, al di là del suo peso processuale, riaccende i riflettori su una delle vicende criminali più discusse degli ultimi anni e, soprattutto, su quelle ore tragiche in cui la vita di Chiara Poggi è stata spezzata.

Holding della droga a Barra, pene “soft” per la gang di via Ferrante Imparato

Napoli – Tre condanne, ma la stangata non arriva. Si è chiuso con pene nettamente inferiori alle richieste della Procura il processo di primo grado alla presunta holding della droga di Barra, accusata di aver invaso di cocaina e crack le strade del quartiere orientale di Napoli tra la primavera e l’estate del 2019.

Al termine del dibattimento, il collegio ha inflitto 9 anni di reclusione a Mario Fiorenzano, ritenuto dagli inquirenti il vertice del gruppo, pena in continuazione con altra sentenza già riportata. Cristian Sarrubba, , è stato condannato a 5 anni e 6 mesi, mentre 5 anni – sempre in continuazione – sono stati inflitti a Maria Rosaria Fiorenzano, figlia di Mario. Assolto invece Andrea Liccardo.

Il verdetto si discosta in maniera significativa dalle richieste del pubblico ministero, che aveva invocato 26 anni di carcere per Mario Fiorenzano, 12 anni per Cristian Sarrubba e 11 per Maria Rosaria Fiorenzano. Per l’accusa, il gruppo avrebbe fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, con una struttura stabile, ruoli definiti e un “bunker” operativo in via Ferrante Imparato.

La “holding” della droga di Barra

Nel fascicolo, insieme ai tre imputati condannati e a Liccardo, compaiono anche i nomi di Giovanni Aprile, Annamaria Arena, Carmine Pellegrino e Carmela Gammella. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo aveva base logistica in un appartamento-bunker in via Ferrante Imparato e gestiva un lucroso giro di spaccio itinerante di cocaina e crack, con consegne su appuntamento nella zona di Barra e non solo.

Al vertice dell’organizzazione, stando alle contestazioni, si sarebbe collocato Mario Fiorenzano. Aprile e Pellegrino, sempre secondo l’impianto accusatorio, si sarebbero occupati materialmente della consegna della “roba” ai clienti, seguendo turni prestabiliti in base alle disposizioni impartite dal capo: Aprile nella fascia oraria 21-24, Pellegrino tra le 15 e le 21. Per loro era previsto un compenso giornaliero compreso tra 50 e 70 euro.

Carmela Gammella, moglie di Pellegrino, avrebbe a sua volta fornito supporto nell’attività di spaccio, mentre a Maria Rosaria Fiorenzano sarebbe stato affidato il compito delicato di custodire lo stupefacente nel deposito individuato dagli investigatori in via Ferrante Imparato 299. Lì, secondo gli atti, i componenti della gang avrebbero anche effettuato i conteggi di fine giornata, facendo il punto su incassi e merce residua.

Alla custodia della droga avrebbero partecipato anche Cristian Sarrubba, Annamaria Arena – che operava dalla propria abitazione di Giugliano in Campania – e Andrea Liccardo, soprannominato “l’ingegnere”. L’attività di spaccio, stando a quanto emerso durante le indagini, sarebbe proseguita in modo continuativo dal 15 aprile al 24 maggio 2019.

L’irruzione nel bunker e il sequestro

La svolta investigativa arriva alla fine del 2019. È allora che gli agenti del commissariato San Giovanni-Barra fanno irruzione nel bunker di via Ferrante Imparato riconducibile a Mario Fiorenzano. Nell’appartamento, al momento del blitz, sono presenti la figlia Maria Rosaria, Cristian Sarrubba e Annamaria Arena.

Nel corso della perquisizione, anche grazie al fiuto dei cani antidroga “Dorian” e “Nora”, i poliziotti scoprono 86 involucri di sostanza stupefacente – in prevalenza cocaina – e la somma contante di 4.205 euro. Il controllo si estende poi a un appartamento di Giugliano in Campania, in via degli Innamorati, dove vengono rinvenuti altri 4 involucri di droga, materiale per il confezionamento e 1.050 euro in contanti.

Non è tutto. All’interno di un’autovettura utilizzata da Fiorenzano, sotto il pianale lato guida, gli agenti individuano un ulteriore nascondiglio: lì sono occultati altri 27 involucri di stupefacente. In totale, tra bunker, auto e appartamento di Giugliano, vengono sequestrati circa 170 grammi di cocaina.

I quattro presenti nel bunker finiscono in manette e vengono trasferiti nelle case circondariali di Poggioreale e Pozzuoli. Le indagini, nel frattempo, proseguono e conducono all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto indagati complessivi, sei dei quali verranno poi rinviati a giudizio.

Il processo e le pene sotto le richieste del pm

Nel dibattimento, tre dei quattro imputati che hanno scelto il giudizio ordinario si vedono riconoscere responsabilità penali, ma con pene decisamente inferiori rispetto all’impianto punitivo prospettato dalla Procura. Per la pubblica accusa, l’entità e la continuità dell’attività di spaccio, la struttura del gruppo e il ruolo apicale contestato a Fiorenzano giustificavano una risposta sanzionatoria molto più severa.

Il collegio giudicante ha invece ritenuto di ridimensionare il quadro, fermando la pena di Mario Fiorenzano a 9 anni in continuazione con altra sentenza e contenendo le condanne di Sarrubba e di Maria Rosaria Fiorenzano. Per Liccardo, indicato nelle informative come “l’ingegnere” e presunto custode della droga, è arrivata l’assoluzione.

Le motivazioni della sentenza chiariranno nei prossimi mesi quali elementi abbiano indotto i giudici a discostarsi in modo così marcato dalle richieste della Procura, che ora dovrà valutare se impugnare il verdetto in appello.

(nella foto da sinistra Mario Fiorenzano, la figlia Rosaria Fiorenzano e Cristian Sarrubba)

Arenella, mobilitazione per salvare i pini di via Netti: Legambiente e comitati chiedono stop all’abbattimento

Napoli – Cresce la protesta nel quartiere Arenella, dove due maestosi pini di via Francesco Netti, all’incrocio con via Michelangelo Naccherino, rischiano di essere abbattuti. Legambiente Campania, insieme a numerose associazioni e comitati cittadini, ha lanciato un appello urgente all’Assessore al Verde del Comune di Napoli per sospendere “ad horas” l’autorizzazione comunale che dispone la rimozione di uno dei due alberi domani 5 dicembre.

Secondo Legambiente, LIPU Napoli, FIAB, WWF Napoli, il Comitato Abitanti via Naccherino e via Netti e il Comitato Civico Innamorati di Partenope, i due pini – già esposti negli anni a stress ambientali e interventi edilizi – sarebbero in condizioni critiche ma non irrimediabili.
Uno dei due è già destinatario di un provvedimento di abbattimento firmato dal Comune; l’altro, sostengono le associazioni, rischierebbe la stessa sorte qualora venisse meno l’albero “compagno” con cui ha condiviso decenni di crescita.

Le organizzazioni ambientaliste denunciano inoltre che, nonostante la loro disponibilità a finanziare una perizia integrativa indipendente per valutare soluzioni alternative all’abbattimento, l’accesso all’area è stato improvvisamente negato dai proprietari, dopo una precedente apertura concessa a settembre e confermata anche all’assessore Santagada.

L’istanza di sospensione e la convocazione in extremis

A novembre le associazioni hanno presentato formalmente al Comune una richiesta di sospensione in autotutela dell’autorizzazione all’abbattimento, allegando anche una relazione tecnica a supporto.

La risposta dell’amministrazione è arrivata solo nelle ultime ore: l’assessore al Verde, Vincenzo Santagada, ha convocato per il 4 dicembre alle 16 un incontro con la dirigente del settore, Dott.ssa Bastia, e i rappresentanti delle organizzazioni.

Un passo che, tuttavia, non ha fermato l’iniziativa dei proprietari: questa mattina – denunciano i comitati – è comparso un avviso che vieta la sosta delle auto in via Netti proprio il 5 dicembre, data fissata per l’abbattimento del pino.

Legambiente: “Serve un gesto chiaro dal Comune”

“La riunione con l’assessore Santagada diventa decisiva per evitare un abbattimento che riteniamo frettoloso e non adeguatamente motivato”, afferma Anna Savarese, del direttivo di Legambiente Campania.

“Chiediamo all’Assessorato al Verde un atto autorevole che sospenda immediatamente l’autorizzazione e consenta di effettuare le opportune verifiche tecniche, a tutela sia dell’interesse pubblico sia di quello privato”.

Savarese ricorda anche che il via libera all’abbattimento è stato concesso senza un reale coinvolgimento dei cittadini e in assenza di un Regolamento del Verde pubblico e privato, strumento che – come avviene in molte altre città – permetterebbe di tutelare gli alberi di pregio, stabilire criteri chiari per le autorizzazioni e definire le compensazioni ecologiche ed economiche da adottare.

 

Napoli, pusher fermato fuori alle Poste di San Pietro a Patierno

Napoli – Si aggirava con fare sospetto nei pressi dell’ufficio postale di San Pietro a Patierno, in largo IV Aprile. Un via vai che non è sfuggito ai poliziotti della squadra investigativa e operativa del commissariato Secondigliano, guidato dal vice questore Tommaso Pintauro.

Da quei movimenti anomali è scattato il controllo che ha portato, nel pomeriggio di mercoledì, all’arresto di Francesco Autiero, 47 anni, napoletano della zona e già noto alle forze dell’ordine.

Secondo la ricostruzione della polizia, l’uomo è stato osservato mentre effettuava alcune cessioni di sostanza stupefacente a favore di diversi soggetti che si avvicinavano a turno. Gli agenti, impegnati in un servizio mirato di contrasto allo spaccio di droga disposto dalla questura di Napoli, hanno deciso di intervenire per bloccare sul nascere l’ennesimo episodio di microtraffico nel quartiere.

Autiero è stato fermato insieme a uno degli acquirenti. Nel corso della perquisizione personale, i poliziotti del commissariato Secondigliano hanno rinvenuto addosso al 47enne sette involucri contenenti cocaina, già suddivisa in dosi, e 110 euro in contanti, in banconote di vario taglio, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Per l’uomo è scattato l’arresto in flagranza con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, reato per il quale risulterebbe già gravato da precedenti specifici. Al termine degli accertamenti di rito, l’arrestato è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’acquirente, invece, trovato in possesso di droga per uso personale, è stato segnalato alla prefettura e sanzionato amministrativamente per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Tragedia al Vomero: dopo 12 anni arriva il risarcimento

Napoli – Si chiude con una condanna civile in tempi che l’avvocato definisce “record” una delle pagine più dolorose della cronaca napoletana. Il Tribunale di Napoli ha disposto un risarcimento di oltre 210mila euro in favore di Elio Alongi, fratello di Cristina Alongi, la donna scomparsa prematuramente a soli 40 anni il 10 giugno 2013, travolta e uccisa da un albero.

Cristina era alla guida della sua auto in via Aniello Falcone, all’altezza dei “Giardini Nino Taranto”, quando un pino monumentale si è sradicato, schiacciando inesorabilmente l’autovettura e intrappolandola, rendendo vano ogni soccorso. Nonostante il dramma, la battaglia per la giustizia, condotta dall’avvocato Patrizia Alongi, ha portato in soli due anni a una sentenza di condanna in solido per il Comune di Napoli e il Ministero dell’Interno.

Una morte evitabile, non fu maltempo

“È stata fatta giustizia anche in sede civile con il risarcimento riconosciuto al fratello Elio,” ha dichiarato l’avvocato Alongi. La sentenza del Tribunale partenopeo ha riconosciuto le responsabilità degli enti preposti alla manutenzione del verde urbano, smantellando l’ipotesi di fatalità legata a eventi climatici eccezionali.

“La morte di Cristina non era legata a nessun evento meteorologico. Lei è morta in una bella giornata di sole di giugno, non vi erano stati né vento né pioggia,” sottolinea il legale, evidenziando come la tragedia sia stata la conseguenza di una grave negligenza.

Tempi record per il Tribunale di Napoli

Nonostante la perdita irreparabile – “la condanna risarcitoria non cancella il dolore per la perdita,” ammette l’avvocato Alongi, ricordando come in aula siano stati rivissuti gli eventi drammatici – un elemento di (seppur amara) soddisfazione è giunto dai tempi della giustizia civile. La sentenza, infatti, è arrivata “in soli due anni,” dopo l’ascolto di numerosi testimoni e l’esecuzione di una consulenza tecnica. “Ciò prova che nel Tribunale di Napoli il processo civile funziona bene e velocemente,” commenta il legale.

Il fratello di Cristina aveva atteso a lungo prima di adire le vie legali, dopo che numerosi solleciti alle istituzioni erano rimasti inevasi. L’indifferenza era stata totale: persino tre tentativi formali di mediazione non avevano avuto esito, con il Comune di Napoli che non si era presentato. Un segno di protesta forte e tangibile fu la corona di fiori inviata dal Sindaco il giorno del funerale, lasciata fuori dalla chiesa per volontà dei familiari.

L’appello alle Istituzioni: “Oggi il clima è peggiorato”

Oggi, l’avvocato Alongi lancia un monito, alla luce dei cambiamenti climatici e degli eventi meteorologici estremi: “Purtroppo oggi la situazione è peggiorata, per cui le Istituzioni dovrebbero tutelare i cittadini ancora con maggiore attenzione.”

Si fa riferimento al continuo ripetersi di incidenti analoghi, con la caduta di alberi, impalcature e cornicioni, per i quali è necessaria una maggiore vigilanza sia pubblica che privata.

L’auspicio finale della famiglia è che la liquidazione disposta dal Tribunale avvenga in tempi brevi e spontaneamente, “per chiudere almeno la parentesi giudiziaria di questa dolorosa vicenda.”

Napoli, linea 6: nasce l’hub ho tech di via Campegna

Napoli, – La Linea 6 non è più un’opera incompiuta: Comune di Napoli e Hitachi Rail hanno firmato il maxi-contratto da circa 630 milioni di euro per il nuovo deposito-officina di Via Campegna e la stazione omonima, l’ultimo tassello che trasformerà la metropolitana leggera in una vera arteria ad alta frequenza.

Il nuovo polo sorgerà su 110.000 mq accanto alla stazione FS Campi Flegrei e diventerà il cuore tecnologico della linea: officina di manutenzione, rimessa treni, sala controllo avanzata e hub operativo. Grazie a queste strutture sarà possibile portare le frequenze a 4,5 minuti (oggi sono oltre il doppio) e garantire standard di servizio finalmente europei.

L’opera include anche la nuova stazione “Campegna”, che collegherà direttamente il quartiere Bagnoli – zona ovest ad alta densità abitativa – alla Linea 6 e, tramite interscambio, alla Linea 1.

Il progetto è green dentro: materiali innovativi, impianti ad altissima efficienza energetica e interventi di ricucitura urbana che ridisegneranno l’intera area tra Fuorigrotta e Bagnoli.Due fasi di cantiere Prima fase (325 milioni già finanziati da MIT e Fondo Sviluppo e Coesione): realizzazione del collegamento con Mostra e dell’officina.

Seconda fase: completamento del deposito e della stazione Campegna (finanziamento già richiesto al Ministero).

Completamento previsto in poco più di 7 anni. In parallelo, Hitachi Rail sta già costruendo i 22 nuovi treni che circoleranno sulla linea.

Le dichiarazioni

Il sindaco Gaetano Manfredi: «È un passo decisivo. Con questo investimento Napoli avrà una mobilità più moderna, connessa e sostenibile».

Domenico Lanciotto (Hitachi Rail): «Orgogliosi di portare a Napoli tecnologia e sostenibilità per un viaggio più sicuro e confortevole»

.Luca D’Aquila (COO Hitachi Rail Group): «Il nuovo hub di Via Campegna è la prova che si può fare trasporto pubblico all’avanguardia, affidabile e pronto per il futuro».

Con la firma di oggi la Linea 6 esce definitivamente dal limbo delle “opere eternamente in costruzione” e si avvia a diventare una delle metro più veloci e tecnologiche del Mezzogiorno.

Nella foto, al centro il Sindaco Gaetano Manfredi con vicino Domenico Lanciotto (Hitachi Rail), Serena Riccio (Dirigente e RUP Metro Napoli) ed Edoardo Cosenza (Assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione civile del Comune di Napoli – Terzo da Sinistra).

Oroscopo di oggi 4 dicembre 2025 segno per segno

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Le stelle di oggi ci parlano di un dialogo potente tra pragmatismo e visione. Con la Luna Nuova recente in Sagittario che spinge a guardare lontano e Mercurio in Capricorno che ci invita a pianificare con i piedi per terra, la giornata è un invito a tradurre i nostri slanci e le nostre speranze in passi concreti. È un giorno in cui l’energia è propulsiva ma non caotica: possiamo gettare le basi per i prossimi mesi, specialmente in ambito lavorativo e relazionale.

ARIETE (21 marzo – 20 aprile)

Amore: Giornata di passione e sincerità. Una conversazione profonda con il partner potrebbe rafforzare il legame. Single: un incontro casuale durante un viaggio o in un contesto culturale potrebbe riservare sorprese.
Lavoro: Ottimo momento per presentare idee innovative. La tua energia è magnetica, attiri alleati.
Salute: Attenzione a tensioni muscolari, soprattutto alle spalle. Un po’ di stretching ti aiuterà.
Finanze: Evita spese impulsive legate a hobby o divertimento. Una piccola opportunità arriva da una conoscenza lontana.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Non aver paura di mostrare la tua autenticità. È la tua arma vincente oggi.”

TORO (21 aprile – 20 maggio)

Amore: La complicità è al centro. Un gesto di sostanza materiale o una cena speciale scalda il cuore. Single: potrebbe interessarti qualcuno con una posizione solida.
Lavoro: Periodo di consolidamento. Ottimo per sistemare conti, fare bilanci o rinegoziare contratti.
Salute: Cerca di bilanciare i piaceri della tavola. La digestione potrebbe essere un po’ lenta.
Finanze: Giornata positiva per gestire patrimoni, investimenti o richiedere un prestito. Pragmatismo premiato.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Radicati nelle tue certezze, ma non diventarne prigioniero.”

GEMELLI (21 maggio – 21 giugno)

Amore: Il dialogo è la chiave. Una chiacchierata leggera può sciogliere eventuali tensioni. Single: l’intesa mentale viene prima di tutto.
Lavoro: Collaborazioni molto fortunate. Una riunione o un contratto di partenariato vanno a buon fine.
Salute: La mente è iperattiva. Ritaglia momenti di silenzio per non disperderti.
Finanze: Benefici dalla cooperazione. Attenzione però ai dettagli dei contratti, leggi sempre la stampa piccola.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La risposta che cerchi è in una parola gentile che devi dire o sentire.”

CANCRO (22 giugno – 22 luglio)

Amore: Le emozioni sono in superficie. Cerca vicinanza e rassicurazione. Single: potresti sentire la mancanza di un legame profondo.
Lavoro: Concentrati sulle attività di routine. Il lavoro ben fatto e metodico sarà notato dai superiori.
Salute: Giorno per ascoltare il corpo. Riposo e idratazione sono fondamentali.
Finanze: Situazione stabile. Evita di fare prestiti a familiari per non creare disguidi emotivi.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Proteggi il tuo guscio, ma lascia che la luce entri dalle fessure.”

LEONE (23 luglio – 23 agosto)

Amore: Voglia di romance e grandiosità. Fai sentire speciale la persona amata. Single: la creatività e il carisma attirano sguardi.
Lavoro: Mettiti in luce! È il momento di mostrare i tuoi talenti. Una proposta creativa può avere successo.
Salute: Pieno di energia. Ottimo per attività fisiche che siano anche divertimento.
Finanze: Possibilità di una spesa importante per un capriccio o un hobby. Valuta se è il momento giusto.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Brilla, ma ricordati che la luce più duratura viene dal cuore.”

VERGINE (24 agosto – 22 settembre)

Amore: L’affetto si esprime con gesti concreti e premurosi. Single: una conoscenza nel proprio ambiente familiare (casa, quartiere) è possibile.
Lavoro: Efficienza massima. Risolvi questioni in sospeso e sistema l’organizzazione. Perfetto per il lavoro da casa.
Salute: Attenzione all’igiene e alla prevenzione. Una visita di controllo programmata va benissimo.
Finanze: Gestione oculata e risparmio. Potresti trovare un affare per la casa.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Trova la pace nell’ordine che crei, ma non temere il dolce caos degli affetti.”

BILANCIA (23 settembre – 23 ottobre)

Amore: Armonia e bellezza ricercate. Una serata esteticamente piacevole rigenera la coppia. Single: l’attrazione potrebbe nascere in un luogo elegante.
Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose. Mediazione e teamwork danno ottimi frutti.
Salute: Equilibrio psicofisico buono. Una passeggiata in un bel posto ti ristora.
Finanze: Tentazione di spese per abbellire te stesso/a o la casa. Moderazione se hai budget limitati.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Cerca il bello, ma non dimenticare che la vera armonia parte dalle scelte.”

SCORPIONE (24 ottobre – 22 novembre)

Amore: Intensità magnetica. Un momento di intimità profonda può rigenerare il legame. Single: sguardi carichi di significato possono incrociarsi.
Lavoro: Usa la tua determinazione per chiudere un progetto complesso. Il tuo fiuto per gli affari è alto.
Salute: Energia trasformazionale. Ottimo per iniziare un percorso di disintossicazione o un allenamento intenso.
Finanze: Situazione potente. Potresti riscuotere un credito o vedere un investimento iniziare a dare frutti.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua forza sta nel profondo. Lascia emergere ciò che deve essere rigenerato.”

SAGITTARIO (23 novembre – 21 dicembre)

Amore: Allegria e voglia di libertà contagiosa. Pianificate una piccola fuga. Single: un incontro con uno straniero o in un contesto filosofico/culturale è nel cielo.
Lavoro: Idee brillanti e prospettive internazionali. Fai proposte che allarghino gli orizzonti.
Salute: Bisogno di movimento e aria aperta. Una corsa o una camminata veloce ti ricaricano.
Finanze: Opportunità legate all’estero o alla formazione. Attenzione a spese di viaggio avventate.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Segui il tuo ottimismo, ma assicurati di avere le scarpe giuste per il viaggio.”

CAPRICORNO (23 dicembre – 20 gennaio)

Amore: I sentimenti si esprimono con serietà e impegno. Un piano per il futuro cementa l’unione. Single: qualcuno più maturo o autorevole potrebbe attirarti.
Lavoro: Giornata di grande concretezza. I tuoi sforzi di lungo periodo vengono riconosciuti. Ottimo per pianificazioni strategiche.
Salute: Resistenza solida. Attenzione a non caricarti troppo di responsabilità: lo stress può accumularsi silenziosamente.
Finanze: Il tuo senso pratico domina. Bilanci familiari o personali sotto controllo. Possibile piccolo aumento o riconoscimento economico.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Scala la tua montagna con passo sicuro. La vetta è più vicina di quanto credi.”

ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio)

Amore: Originalità nel modo di esprimere affetto. Cerca complicità intellettuale. Single: un incontro in un gruppo di amici o online potrebbe essere stimolante.
Lavoro: Le tue idee visionarie trovano terreno fertile. Collabora con colleghi innovativi.
Salute: Benessere legato alla libertà. Stare in ambienti aperti e sociali ti fa bene.
Finanze: Situazione amica. Piccoli guadagni da progetti collettivi o tecnologici. Attenzione a spese per gadget.
Consiglio di Paolo Tedesco: “Il futuro che intravvedi inizia da un gesto di condivisione oggi.”

PESCI (20 febbraio – 20 marzo)

Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. Un momento di dolcezza può essere magico. Single: potresti idealizzare qualcuno, cerca di vedere la persona reale.
Lavoro: L’intuizione è il tuo faro. Un progetto creativo o spirituale può decollare. Fidati delle tue impressioni.
Salute: Connessione mente-corpo-spirito forte. Pratiche come meditazione, yoga o anche solo ascoltare musica sono rigeneranti.
Finanze: Ispirazione utile per trovare soluzioni finanziarie. Attenzione a non essere troppo dreamy con i conti.
Consiglio di Paolo Tedesco: “La realtà che desideri si costruisce nutrendo i sogni più puri che hai nel cuore.”

Paolo Tedesco, con i suoi consigli mirati, ci ricorda che la vera magia astrologica non sta in un destino scritto, ma nella nostra capacità di allineare le nostre azioni con i cicli cosmici. Ognuno dei suoi suggerimenti è una piccola chiave per aprire una porta interiore e affrontare la giornata con maggiore consapevolezza.

In particolare, la sfida e l’opportunità di oggi stanno nel bilanciare il fuoco ottimista del Sagittario con la disciplina del Capricorno in ascesa. Un giorno perfetto per seminare con intenzione ciò che vorremmo raccogliere nel prossimo anno, soprattutto nei nostri rapporti più cari e nei nostri progetti di vita. Le stelle ci riservano una energia di inizio, carica di potenziale: sta a noi coglierla, segno per segno, con il coraggio della nostra unica e irripetibile essenza.

Marano, affidamento appalto igiene urbana: la CGIL denuncia irregolarità al Prefetto Michele Di Bari

Marano – “Quanto accade a Marano di Napoli per quanto concerne l’affidamento dell’Appalto di raccolta e trasporto Rifiuti rappresenta un unicum dal punto di vista gestionale e del rispetto della legalità e sicurezza dal punto di vista lavorativo.

Da mesi assistiamo ad un balletto che ha visto l’Amministrazione del Comune di Marano sottrarsi al confronto con le OO.SS., prima ancora che si definisse l’aggiudicazione dell’appalto. Il diniego al confronto preventivo e gli allarmi inascoltati del Sindacato hanno prodotto quella che definire una situazione raffazzonata e incomprensibile è un eufemismo.

Mentre a firma del Dirigente responsabile dell’Appalto nel mese di novembre si susseguivano documenti che sconfessavano ognuno quelli del giorno precedente, il 28 novembre u.s. le OO.SS. si sono ritrovate ad espletare in corsa un passaggio di cantiere per il cambio di gestione che sarebbe avvenuto il 01 dicembre.

Passaggio di cantiere avvenuto da remoto con la società Isvec la quale attualmente non possiede più le autorizzazioni per l’effettuazione del servizio dal momento che ha proceduto ad un fitto di ramo di azienda di tutti i cantieri in affidamento tra Campania e Lazio.

Il verbale del passaggio di cantiere inviato dopo tre giorni dall’incontro e solo dopo insistenze si è rivelato poi sorprendente, poiché al posto della Isvec risultava costituita la società Marano Ambiente di cui le organizzazioni sindacali. non hanno mai avuto conoscenza, rappresentandosi così un atto falsato nella forma e nella sostanza e di natura irricevibile.

Dal 01 dicembre i lavoratori addetti all’appalto rifiuti di Marano stanno lavorando con questa società senza aver sottoscritto un contratto e con la beffa di trovare in cantiere automezzi inutilizzabili a causa della loro fatiscenza, senza aver avuto in consegna i necessari DPI e rilevando a quanto pare anche la mancanza di autorizzazioni della fantomatica società ad effettuare le operazioni in capo al servizio. Parlare di guazzabuglio è fin troppo semplice.

Ci troviamo di fronte ad una gestione scellerata che non ottempera ad alcuna delle norme obbligatorie previste in materia di salute e sicurezza e anche di trasparenza degli atti amministrativi necessari nell’affidamento e gestione di un servizio pubblico a spese dell’erario. C

hi è responsabile di una tale paradossale situazione? Perché si è preferito scavalcare il confronto con le organizzazioni sindacali. che lanciavano un allarme rimasto inascoltato? A queste domande sono chiamate a rispondere le Istituzioni che presiedono al controllo della corretta gestione dei beni pubblici e alle Istituzioni in indirizzo chiediamo un intervento di estrema urgenza atto a ripristinare condizioni di gestibilità del servizio e di tutela dei lavoratori, oltre che di legalità e trasparenza”.

P.B.

Conte: “Sul gol subito siamo stati sfortunati. Avanti con merito, contento dell’impegno di tutti”

Una notte infinita, chiusa solo da una serie di rigori che Antonio Conte definisce “interminabile”. Il tecnico del Napoli, al termine dell’ottavo di finale di Coppa Italia vinto contro il Cagliari, racconta la tensione vissuta al Maradona e l’orgoglio per una squadra che, pur corta nelle rotazioni, riesce a tenere la barra dritta fino all’ultimo pallone.

“E’ stata una serie interminabile, anche l’anno scorso contro il Modena siamo passati ai rigori. Questa è stata molto più dura, perché tutti i calciatori sono stati molto bravi e per i portieri era difficile. Alla fine è passata la squadra che ha meritato di più”, spiega in conferenza stampa. Il rammarico si concentra sul gol incassato: “Dispiace per il gol sul tocco involontario e fortuito di McTominay. Siamo felici, ci sono state buone risposte da parte di tutti. Sappiamo che non siamo tanti, ma dobbiamo andare avanti e fare di necessità virtù”.

L’analisi prosegue con un elogio all’atteggiamento generale: “Sono contento dell’impegno da parte di tutti. C’era grande energia, qualcuno che gioca di meno è calato ma ci stava. Dopo il pareggio abbiamo avuto tre occasioni importanti dove Caprile è stato bravo. Ora dobbiamo recuperare e prepararci per la prossima partita”.

Il turnover, ampio e inevitabile, è una scelta che Conte rivendica: “Alle volte sei in vista futura obbligato a fare certe cose. Lo facemmo anche con la Lazio, avevamo la necessità di vedere giocatori dall’inizio. Giochiamo ogni tre giorni e non possiamo giocare solo con gli stessi. Sono contento delle risposte avute, sappiamo che ci sarà da soffrire. Dobbiamo fare tutti quello che stiamo facendo, con grande responsabilità da parte di tutti”.

Camorra, il “gemellino” alla reggenza: così Paolo Abbatiello prese in mano la Masseria Cardone​

Napoli – Le indagini più recenti inchieste sulla galassia del clan Licciardi hanno fotografato un passaggio di consegne ai vertici dell’articolazione di Masseria Cardone dopo l’arresto di Maria Licciardi nell’agosto del 2021, storica leader del gruppo e figura simbolo dell’Alleanza di Secondigliano.

In questo vuoto di potere, secondo gli inquirenti, si inserisce la figura di Paolo Abbatiello, indicato come reggente e capozona di riferimento per la roccaforte di Masseria Cardone, con funzioni di direzione e coordinamento delle attività criminali sul territorio.​

L’attività investigativa in cui è coinvolto si sviluppa in una finestra temporale compresa tra il settembre 2022 e il 17 maggio 2023, data del suo arresto, durante la quale gli investigatori ricostruiscono un ruolo stabilmente apicale nella gestione degli affari del clan. E infatti le 1280 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Federica De Bellis e che ieri ha portato in carcere 19 persone sono concentrate sulla reggenza del “gemellino”.

È in questo arco di tempo che le intercettazioni e i servizi di osservazione sul territorio consolidano l’immagine di Abbatiello come punto di riferimento operativo e decisionale per affiliati, referenti di zona e soggetti esterni che si rivolgono al gruppo per estorsioni, recupero crediti e controllo delle piazze di spaccio.​

La struttura del clan: quattro roccaforti sul territorio

Le carte giudiziarie e le più recenti ordinanze di custodia cautelare descrivono il clan Licciardi come una organizzazione strutturata in quattro grandi articolazioni territoriali: Masseria Cardone, Rione Don Guanella, Rione Berlingieri e zona Vasto.

Ogni articolazione presidia il proprio quartiere con una fitta rete di referenti, incaricati di controllare le piazze di droga, le estorsioni a commercianti e imprenditori, il gioco d’azzardo e le scommesse, convogliando verso il vertice la cassa comune per la successiva ripartizione.​

In questo mosaico criminale, la Masseria Cardone viene indicata come una “roccaforte storica” dell’Alleanza di Secondigliano, punto nevralgico per il traffico di stupefacenti e per i rapporti con gruppi collegati dell’area nord. Il Rione Don Guanella e il Rione Berlingieri rappresentano le altre colonne del sistema a Secondigliano, mentre il Vasto costituisce la proiezione del cartello nella zona a ridosso della stazione, ad alta densità commerciale e strategica per lo smistamento di uomini e affari.​

Masseria Cardone Secondigliano, zona storica degli alloggi popolari ​ Roccaforte del clan, hub per piazze di spaccio e rapporti con altri gruppi dell’area nord ​
Rione Don Guanella Secondigliano-Miano ​ Colonna storica del clan, teatro di alleanze e convivenze con gruppi come “abbasc Miano” ​
Rione Berlingieri Area nord Napoli ​ Gruppo territoriale con propri referenti, inserito nella cabina di regia Licciardi ​
Vasto Zona stazione e commercio ​ Proiezione logistica e commerciale del clan, controllo di attività economiche e traffici ​

Il profilo di “Paoluccio”, storico affiliato dei Licciardi

Nelle conversazioni intercettate e nelle ricostruzioni dei collaboratori di giustizia, la figura di Paolo Abbatiello emerge come quella di uno “storico affiliato” del clan Licciardi, legato ai vertici sin dagli anni Novanta. Viene indicato con vari soprannomi – “Paoluccio”, “il gemellino”, “zio” – soprannomi che ne tradiscono la familiarità all’interno dell’organizzazione e il riconoscimento di una posizione consolidata.​

Le sentenze definitive pronunciate dalla magistratura partenopea lo collocano come uomo di fiducia di Vincenzo Licciardi durante i periodi di latitanza, affidandogli ruoli di killer, responsabile delle piazze di spaccio e referente per il controllo di aree strategiche come il rione Sanità e le piazze riconducibili ai Vastarella-Tolomelli, cui veniva imposta la droga proveniente da Secondigliano.

In questo contesto, Abbatiello viene indicato anche in relazione a episodi di omicidio e a interventi di mediazione nei conflitti sulla gestione del narcotraffico con altri clan, a conferma della sua centralità nelle dinamiche interne ed esterne al gruppo.​

Il quadro accusatorio ricostruito nel tempo nei suoi confronti poggia su un sistema di intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti e servizi di osservazione che ne documentano sia i contatti con i vertici del clan sia la partecipazione alle decisioni strategiche.

Una delle intercettazioni storiche che lo riguarda lo ritrae in dialogo con Pasquale Salomone a bordo di un’auto, confermando l’affiancamento fra i due come uomini di riferimento di Vincenzo Licciardi e la loro partecipazione diretta alla gestione di fasi delicate della latitanza del boss.​

Il sopralluogo a Sanremo per la latitanza di Vincenzo Licciardi

Nel 2006 gli atti riportano la sua presenza, insieme ad Alessandro Buoninconti, in un sopralluogo a Sanremo per trovare un rifugio estivo sicuro a Vincenzo Licciardi, operazione poi seguita da conversazioni tra altri esponenti del clan che commentano il viaggio e i timori per eventuali microspie installate sull’auto.

Le indagini documentano anche la partecipazione di Abbatiello a riunioni definite “strategiche” del gruppo, in cui si pianificano alleanze, gestione degli affari e reazione alle iniziative repressive dello Stato, a ulteriore conferma del suo ruolo nel gotha dell’organizzazione.​

Il ritorno a Masseria Cardone e l’ascesa a reggente

Dopo periodi di detenzione legati alle condanne per associazione mafiosa, Paolo Abbatiello torna in libertà nel 2021, rientrando nella sua abitazione a Masseria Cardone, già indicata come una delle basi storiche dei Licciardi.

Pochi mesi dopo, con l’arresto di Maria Licciardi, è proprio la sua figura a emergere come naturale punto di riferimento per la riorganizzazione del clan, grazie ai legami di sangue, alla storica militanza e alla capacità di tessere rapporti con alleati e affiliati.​

Le inchieste più recenti descrivono una “seconda fase” investigativa in cui viene documentata la sua egemonia sul gruppo, circondato da un nucleo di uomini di fiducia cui sarebbero affidate le estorsioni, il recupero crediti e la gestione delle piazze, a partire da Luigi Esposito e dal nipote Salvatore Sapio, indicato come braccio operativo e intermediario con altri contesti criminali dell’area napoletana.

In questo scenario, le funzioni di capozona della Masseria Cardone riconosciute ad Abbatiello si traducono in una leadership che tiene insieme continuità storica e adattamento ai nuovi business della camorra, dalle truffe online al racket su alloggi popolari e attività economiche.

2.continua

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