Home Blog Pagina 100

Conte guarda avanti dopo Verona: «Costruiamo oggi il futuro del Napoli»

Una vittoria pesante, arrivata quando le energie sembrano finite, ma che vale molto più dei tre punti. Dopo il 2-1 conquistato in extremis contro l’Hellas Verona, l’allenatore del Napoli Antonio Conte si presenta ai microfoni di DAZN con la consueta franchezza, tracciando una linea netta tra presente e futuro.

«Ho tre anni di contratto col Napoli. Stiamo pensando al presente, per poi disegnarci un futuro roseo», spiega Conte. «Ai ragazzi dico sempre che, anche nelle difficoltà, dobbiamo andare avanti per costruire il nostro futuro. Lo scenario migliore sarebbe la Champions». Parole che arrivano dopo una gara sofferta, giocata con il serbatoio quasi vuoto. «Stiamo raschiando il fondo del barile delle energie. Oggi avevamo tutto da perdere contro una squadra che ha dato tutto in campo».

Lo sguardo del tecnico va però oltre il risultato immediato. «Al di là di come possa finire questa stagione, mi porterò questa annata come esperienza di carriera», confessa. «Sto imparando tanto gestendo situazioni inedite. Oltre ad occuparmi del rientro in campo di alcuni giocatori, mi sono preoccupato anche di utilizzare le parole giuste, di usare bastone e carota in certi momenti. Questa stagione mi sta migliorando: per il futuro mi sento un allenatore cresciuto».

Inevitabile un passaggio su Romelu Lukaku, decisivo nel finale ma ancora lontano dalla sua miglior versione. «Sta facendo fatica sin da agosto», ammette Conte. «Ha avuto un infortunio grave e so bene quanto lui soffra, perché vuole aiutare me e il Napoli. Cerco di gestirlo nel migliore dei modi. Sta crescendo, anche se non è ancora il Romelu che conosco. Questo gol deve dargli morale».

Lukaku si commuove dopo Verona-Napoli: «Ho sofferto tantissimo. Prima di arrivare qui ero morto»

Un gol che vale una vittoria, ma soprattutto una rinascita. Al Bentegodi il Napoli strappa tre punti pesantissimi battendo per 2-1 l’Hellas Verona, grazie alla rete di Romelu Lukaku al 96’. Subito dopo il triplice fischio, l’attaccante belga si presenta ai microfoni di DAZN visibilmente commosso e trasforma l’intervista in una confessione a cuore aperto.

«Il gol è pesantissimo, ma prima di tutto sono contento per la squadra», dice Lukaku con la voce spezzata. «In questa settimana ci siamo preparati molto bene. Il calcio mi ha dato tanto nella mia vita». Poi il racconto si fa più profondo e doloroso. «Ho sofferto non solo per l’infortunio, ma anche per la perdita di mio padre. Vado avanti per il Napoli e per la mia famiglia». La frase che colpisce come un pugno è quella che chiude il suo sfogo: «Prima di arrivare in questa piazza ero morto».

Accanto al suo centravanti, lo spogliatoio azzurro si stringe compatto. Juan Jesus non ha dubbi nel sottolineare il peso umano e tecnico del belga. «Lukaku ha sofferto per quattro mesi e ci è mancato», spiega il difensore. «È un professionista che ci ha dato una mano nel momento del bisogno». Poi un passaggio sull’episodio che lo ha visto protagonista: «Il giallo preso? Secondo me c’era fuorigioco prima, è difficile che io sbagli una linea».

Il brasiliano allarga infine lo sguardo sulla stagione e sul gruppo. «Non mi piace cercare scuse per gli infortuni. Con la rosa completa avremmo dato fastidio a tante squadre, lo scorso anno abbiamo dimostrato chi siamo. Abbiamo inserito anche De Bruyne, uno dei giocatori più forti che abbia mai visto, e scoperto giovani come Vergara e Gutierrez».

Riecco Big Rom: il Napoli passa a Verona al 95′ e porta a casa tre punti pesantissimi

Un gol quando il cronometro sembra già pronto a spegnersi, una vittoria strappata con i denti e un segnale forte alla concorrenza. Il Napoli espugna il Bentegodi battendo 2-1 il Verona e continua la sua corsa verso la prossima Champions League. A decidere la sfida della 27esima giornata di Serie A è Romelu Lukaku, che al 96esimo minuto firma il gol più pesante della serata e il suo primo centro in campionato.

La partita si mette subito sui binari giusti per gli azzurri allenati da Antonio Conte. Bastano infatti due minuti per sbloccare il risultato, con Hojlund che finalizza l’approccio aggressivo del Napoli e gela il pubblico di casa. Il Verona incassa ma non crolla, resta in partita e nella ripresa trova il pareggio al 65esimo con Akpa Akpro, bravo a sfruttare una disattenzione difensiva e a riaccendere l’entusiasmo degli scaligeri.

Quando il pareggio sembra ormai scritto, ecco il lampo che cambia tutto. Nel recupero Lukaku trova lo spazio giusto in area e scaraventa in rete il pallone del definitivo 2-1, facendo esplodere la panchina partenopea e consegnando tre punti pesantissimi alla classifica. Un gol che vale oro, perché consente al Napoli di salire a quota 53 punti e consolidare il terzo posto.

La squadra azzurra resta così a una sola lunghezza dal Milan secondo e mantiene un margine di sicurezza sulla Roma, quarta e attesa dal delicato posticipo contro la Juventus. Una vittoria sofferta, arrivata all’ultimo respiro, che racconta però di un Napoli vivo, cinico e deciso a non mollare nulla nella volata finale verso l’Europa che conta.

Napoli, il cuore congelato e il trapianto choc: la relazione del Monaldi sul caso Domenico

Un cuore arrivato in sala operatoria trasformato in un blocco di ghiaccio. È questo lo scenario drammatico che emerge dalla relazione tecnica firmata da Guido Oppido, cardiochirurgo dell’Ospedale Monaldi, chiamato a operare il piccolo Domenico in uno dei momenti più delicati e disperati della medicina dei trapianti. Un documento definito dagli addetti ai lavori sconvolgente, ora all’attenzione del Ministero della Salute, che mette nero su bianco un errore nella catena del trasporto dell’organo destinato al bambino.

Secondo quanto ricostruito, tutto ha avuto inizio nel primo pomeriggio, quando il contenitore termico proveniente da Bolzano è stato aperto in sala operatoria a Napoli. Al suo interno, il secchiello che custodiva il cuore non era semplicemente refrigerato, ma completamente inglobato in una massa compatta di ghiaccio. Una visione surreale e drammatica, causata – si legge nella relazione – dall’utilizzo di ghiaccio secco, anidride carbonica solida, al posto del ghiaccio tradizionale previsto dai protocolli.

Il risultato è stato un organo divenuto inizialmente inestraibile. L’équipe ha impiegato circa venti minuti, utilizzando grandi quantità d’acqua, per tentare uno scongelamento parziale e liberare il cuore. Un tempo infinito, mentre in sala operatoria la vita del bambino restava sospesa. Nel frattempo, la procedura era già entrata nella sua fase più irreversibile: i chirurghi avevano avviato la cardiectomia solo dopo la conferma dell’avvenuto espianto a Bolzano, ignari che qualcosa stesse andando terribilmente storto.

Quando la gravità della situazione è apparsa chiara, non c’erano più margini di scelta. Il cuore malato di Domenico era già stato rimosso. «In assenza di alternative», scrive Oppido nella relazione, l’équipe è stata costretta a procedere con l’impianto del nuovo organo, pur in presenza di un «forte sospetto di gravi danni da congelamento» ai tessuti cardiaci. Una decisione estrema, presa in una corsa contro il tempo, con la consapevolezza dei rischi enormi che comportava.

Il documento solleva interrogativi pesantissimi sulla gestione della cosiddetta catena del freddo. Il ghiaccio secco, che raggiunge temperature di circa meno 78 gradi, è incompatibile con il trasporto di organi che devono essere mantenuti freddi ma non surgelati. Un errore macroscopico che ora dovrà essere attribuito a responsabilità precise lungo il percorso tra Bolzano e Napoli.

Pozzuoli, aggredisce la compagna e tenta di sfondare la porta: arrestato 34enne

Pozzuoli– Un pomeriggio di violenza e paura quello vissuto giovedì scorso in un’abitazione di Pozzuoli, dove l’intervento tempestivo della Polizia di Stato ha evitato che l’ennesima aggressione domestica si trasformasse in tragedia. Un uomo di 34 anni, di origini napoletane, è finito in manette con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

L’allarme è scattato grazie a una segnalazione giunta alla Centrale Operativa, che ha inviato d’urgenza gli agenti del Commissariato locale presso l’abitazione della coppia. Al loro arrivo, i poliziotti hanno trovato la vittima in stato di forte agitazione.

La donna ha raccontato agli operatori un copione drammaticamente noto: un’esplosione di rabbia del compagno che l’aveva aggredita sia verbalmente che fisicamente prima di allontanarsi momentaneamente. Non si sarebbe trattato di un episodio isolato, ma dell’ultimo di una serie di soprusi subiti nel tempo.

Proprio mentre gli agenti stavano raccogliendo la testimonianza della donna, il 34enne si è ripresentato all’ingresso. Con fare minaccioso e visibilmente aggressivo, l’uomo ha tentato di forzare l’ingresso nell’appartamento, incurante della presenza della divisa. I poliziotti lo hanno prontamente bloccato, interrompendo l’azione violenta e facendogli scattare le manette ai polsi. L’arrestato è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Mondiali FIFA 2026, tutte le 104 partite in esclusiva su DAZN

2

Il calcio mondiale cambia casa, almeno per il pubblico italiano. Le 104 partite della Coppa del Mondo FIFA 2026 saranno trasmesse in diretta esclusiva su DAZN, segnando un passaggio epocale nella distribuzione dell’evento sportivo più seguito al mondo. L’intesa rafforza ulteriormente la partnership strategica tra la piattaforma e la FIFA, già consolidata con il Mondiale per Club 2025 e con il rilancio di FIFA+.

Il torneo, che si disputerà dall’11 giugno al 19 luglio 2026 tra Canada, Messico e Stati Uniti, sarà il primo della storia a coinvolgere 48 Nazionali, con un calendario senza precedenti che culminerà nella finale in programma al New York New Jersey Stadium. Per il pubblico italiano non ci saranno alternative televisive: ogni gara, dalla partita inaugurale Messico-Sudafrica fino all’ultimo atto, passerà dallo streaming di DAZN.

Un risultato che il management della piattaforma definisce storico. Stefano Azzi, amministratore delegato di DAZN Italia, parla di un traguardo che inaugura una nuova era per il calcio globale, sottolineando l’impegno dell’azienda a raccontare integralmente il Mondiale puntando su innovazione, qualità editoriale e contenuti premium. Sulla stessa linea Shay Segev, che vede nell’accordo con la FIFA la conferma del ruolo centrale di DAZN come partner globale per lo sport di alto livello.

Dalla sede della federazione mondiale arriva un messaggio altrettanto chiaro. Mattias Grafstrom evidenzia come l’edizione 2026 sarà la Coppa del Mondo più inclusiva di sempre e accoglie con favore la possibilità per i tifosi italiani di seguire ogni singolo momento del torneo attraverso un’unica piattaforma.

La scelta segna un punto di svolta anche per il mercato dei diritti televisivi in Italia, sancendo definitivamente l’ingresso dello streaming come canale dominante per i grandi eventi sportivi. Il Mondiale 2026 non sarà solo una festa del calcio, ma anche il banco di prova definitivo di un nuovo modo di vivere lo sport, tutto in diretta e senza reti tradizionali.

Morte del piccolo Domenico al Monaldi, Fico: «Non ero stato informato della gravità»

«Sulla gravità della situazione nessuno mi aveva avvertito». È una dichiarazione netta quella pronunciata da Roberto Fico, che torna sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino di due anni deceduto lo scorso 21 febbraio all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto non riuscito.

Il governatore campano spiega di aver compreso la reale portata della vicenda solo nel corso del mese di febbraio, quando sono emerse informazioni che andavano ben oltre l’ipotesi iniziale di un intervento chirurgico andato male. «A un certo punto – ha chiarito – si è capito che c’era una situazione molto più grave, che non era mai stata rappresentata in questi termini». È in quel momento, sottolinea Fico, che sono stati immediatamente attivati tutti i poteri ispettivi a disposizione della Regione.

Le parole del presidente arrivano a margine della conferenza stampa convocata per la presentazione del bilancio di previsione 2026-2028 e si inseriscono in un contesto di forte tensione pubblica e istituzionale. Fico ha voluto però distinguere il caso specifico dal lavoro quotidiano del personale sanitario, rivendicando il valore delle professionalità che operano nella sanità pubblica campana. Medici, infermieri e operatori, ha ricordato, sono migliaia e garantiscono ogni giorno il funzionamento di un sistema complesso che la Regione intende tutelare e migliorare.

Un riconoscimento che non cancella, però, quanto accaduto al Monaldi. Il presidente lo ribadisce chiaramente, sottolineando che il rispetto per chi lavora negli ospedali non può tradursi in silenzio o rimozione di fronte a una tragedia come quella di Domenico. Sullo sfondo resta aperta la questione di un eventuale commissariamento dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, di cui il Monaldi fa parte. Un’ipotesi sulla quale Fico, per ora, sceglie la prudenza, evitando di esprimersi e mantenendo riservato anche il contenuto dei colloqui avuti con la direttrice dell’ospedale, Anna Iervolino.

Terra dei Fuochi, Coldiretti Caserta avvia la mappatura dei rifiuti agricoli

Parte dalle province di Napoli e Caserta una nuova operazione di controllo e trasparenza ambientale nella Terra dei Fuochi. La Coldiretti Caserta ha avviato la mappatura dei rifiuti agricoli presenti sui terreni coltivati, con l’obiettivo di censire e classificare le plastiche utilizzate nelle attività agricole e spesso visibili ai margini dei campi.

Gli addetti stanno effettuando sopralluoghi in 34 Comuni della provincia di Caserta e in 56 Comuni dell’area metropolitana di Napoli, rilevando la presenza di manichette per l’irrigazione, teli di pacciamatura e coperture per serre. Materiali indispensabili per la produzione agricola che, una volta terminato il loro ciclo di utilizzo, vengono temporaneamente stoccati in attesa di essere raccolti e smaltiti secondo le procedure previste dalla normativa.

«Questi rifiuti non sono abbandonati dagli agricoltori, ma accantonati per essere smaltiti», chiarisce Coldiretti, sottolineando come proprio questa fase intermedia possa esporre i materiali al rischio di utilizzi illeciti o a interpretazioni distorte che alimentano allarme e degrado ambientale. I sopralluoghi in corso, svolti nelle aree individuate dalla struttura commissariale, servono a stimare quantità e peso dei rifiuti presenti, distinguendoli per tipologia merceologica e per presunta pericolosità.

L’iniziativa rientra in un più ampio programma coordinato dal Commissario unico per l’adeguamento delle discariche abusive e coinvolge, tra gli altri, le Prefetture di Napoli e Caserta, il ministero dell’Ambiente, il Consorzio PolieCo e il Comando regionale dei Carabinieri Forestali, oltre a Coldiretti Napoli e Caserta.

Il tema dei rifiuti agricoli viene indicato come cruciale per prevenire nuovi sversamenti e ulteriori forme di inquinamento in un territorio già fragile. Centrale, secondo Coldiretti, è anche la spinta al riciclo delle plastiche agricole, considerata una leva strategica per ridurre l’impatto ambientale del settore e limitare l’immissione di nuova plastica nei cicli produttivi, puntando sul recupero e sul riutilizzo di materiali già in circolazione.

Scarichi abusivi e veleni nel Sarno: sequestrata conceria a Solofra

Blitz dei Carabinieri del Nucleo forestale a Solofra, nel cuore del distretto conciario irpino, per arginare l’inquinamento del fiume Sarno. I militari, nell’ambito di un piano di controlli mirati a tutela del corso d’acqua tra i più inquinati d’Europa, hanno posto sotto sequestro una conceria locale attiva nella lavorazione e raffinazione delle pelli.

Nel corso dell’ispezione, gli inquirenti hanno accertato che lo stabilimento operava in totale assenza delle prescritte autorizzazioni. In particolare, l’azienda era sprovvista delle licenze per le emissioni in atmosfera e, situazione ancora più grave, per lo smaltimento delle acque reflue industriali, che venivano sversate direttamente nella pubblica fognatura senza alcun trattamento preliminare.

Oltre alla questione degli scarichi, i carabinieri hanno effettuato un vero e proprio censimento dei rifiuti speciali presenti all’interno della struttura. Sono così stati individuati e posti sotto sequestro 150 metri quadri di materiali classificati come pericolosi. Tra questi, ingenti quantitativi di oli esausti e prodotti chimici utilizzati per i processi di concia, sostanze ad alto impatto ambientale se disperse.

Al termine delle operazioni, il titolare dell’impresa, un imprenditore di 54 anni residente nella zona, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Avellino per le ipotesi di reato legate alla gestione illecita dei rifiuti e allo scarico non autorizzato di reflui industriali. Le indagini proseguono per accertare eventuali corresponsabilità e il preciso impatto ambientale dell’attività illecita sul bacino del Sarno.

Casavatore, click per un nuovo amico: nasce la vetrina digitale per i cani del canile convenzionato

Un ponte digitale tra i cittadini e i cani del canile convenzionato di Casavatore: nasce una nuova sezione sul sito istituzionale del Comune dedicata agli ospiti a quattro zampe in cerca di una famiglia.

Attraverso foto, schede dettagliate e consigli pratici, l’amministrazione punta a favorire adozioni consapevoli e a contrastare il fenomeno del randagismo sul territorio comunale.

È questa la novità presentata dal comparto della Polizia locale guidato dal comandante Francesco Perrella. A parlare la responsabile del Randagismo, il luogotenente Rosa Masiello che annuncia l’apertura di una sezione dedicata sul portale web del Comune. L’obiettivo è chiaro: dare visibilità ai cani in cerca di una famiglia e fornire strumenti pratici per una convivenza responsabile.

Non solo una galleria fotografica

La nuova pagina non si limita a mostrare le foto dei cani ospiti della struttura, ma offre schede dettagliate con età, taglia e carattere di ogni animale. “Vogliamo che i cittadini conoscano i nostri ospiti ancora prima di varcare i cancelli del rifugio”, spiega Masiello. “Un’adozione consapevole è il primo passo per evitare futuri abbandoni e garantire il benessere dell’animale”.

Informazioni utili e servizi

Oltre alle adozioni, lo spazio web funge da vero e proprio sportello informativo. I cittadini potranno trovare:
• Guida al ritrovamento: cosa fare e chi chiamare (Polizia Municipale o Servizi Veterinari ASL) in caso di rinvenimento di un animale vagante.
• Obblighi di legge: indicazioni sulla microchippatura obbligatoria e sulla prevenzione del randagismo.
• Modulistica: accesso rapido ai documenti per presentare domanda di adozione o affido e gestione delle colonie feline

Un impegno collettivo

L’iniziativa rientra in un piano più ampio di contrasto al randagismo che vede il Comune impegnato nel monitoraggio e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Scegliere di adottare un cane del canile convenzionato non è solo un atto d’amore, ma un gesto di civiltà che aiuta l’Ente a ottimizzare le risorse destinate al ricovero e a ridurre il sovraffollamento delle strutture.

La cittadinanza è invitata a consultare la nuova sezione collegandosi al sito istituzionale del Comune di Casavatore.

P.B.

Arrestato 30enne a Valle di Maddaloni: espiazione pena per maltrattamenti al padre

Valle di Maddaloni  – Nel pomeriggio di ieri, 27 febbraio, i Carabinieri della Stazione di Valle di Maddaloni hanno arrestato un 30enne originario del Napoletano, in esecuzione di un provvedimento emesso il 25 febbraio dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola.

L’intervento in comunità terapeutica

I militari hanno raggiunto l’uomo all’interno di una comunità terapeutica del posto, dove si trovava già ristretto per un altro provvedimento restrittivo.

I reati contestati: abusi familiari e tentata estorsione

Il 30enne deve espiare un anno, tre mesi e 17 giorni di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione ai danni del padre 62enne. Gli episodi risalgono agli anni 2023 e 2024, avvenuti a San Giuseppe Vesuviano.

Resto della pena nella stessa struttura

Completate le formalità di rito, l’arrestato è rimasto nella comunità terapeutica su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, informata tempestivamente dai Carabinieri. Qui continuerà a scontare la pena secondo le determinazioni giudiziarie.

Sant’Antimo, terrore in casa durante la cena: 54enne arrestato per aver picchiato la moglie

Sant’Antimo– Attimi di puro terrore in un appartamento del centro abitato, dove una cena familiare si è trasformata in un incubo di botte e minacce. Poco prima delle 21 di ieri sera, alla caserma dei Carabinieri della Tenenza locale è arrivata una chiamata anonima di richiesta d’aiuto.

In pochi minuti una pattuglia ha raggiunto l’indirizzo segnalato.Ad aprire la porta non c’era l’aggressore, ma la vittima: una donna di 54 anni, coetanea del marito, visibilmente sconvolta e con i segni evidenti di una violenza appena subita. Ecchimosi al collo, viso gonfio per gli schiaffi, labbra sanguinanti e lesioni anche sulla schiena.

Le maniche del maglione erano sporche di sangue, che la donna aveva cercato di pulire, forse nel tentativo di ricomporsi o di conservare un residuo di dignità davanti ai militari.La scena dell’abitazione raccontava da sola quanto accaduto: mobili rovesciati, piatti in frantumi, suppellettili danneggiati ovunque.

La vittima ha raccontato ai Carabinieri una storia purtroppo non nuova: anni di maltrattamenti, subiti non solo da lei ma anche dai due figli della coppia, ormai maggiorenni. L’episodio di ieri sera sarebbe stato l’ennesimo, scatenato durante quella che avrebbe dovuto essere una normale cena, diventata invece l’ennesima occasione per sfogare rabbia e frustrazione in un clima dominato dall’alito pesante di alcol

.Mentre la donna tentava di rimettere in ordine il caos, i militari si sono diretti al piano terra dello stesso stabile, dove l’uomo – un operaio di 54 anni – si era rifugiato nell’abitazione del fratello. Lì lo hanno trovato in evidente stato di ebbrezza alcolica.

Non ha opposto resistenza: è stato dichiarato in arresto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e trasferito nel carcere di Poggioreale.La vittima ha rifiutato il trasporto immediato in ospedale, ma potrebbe recarvisi nelle prossime ore per le cure del caso. Sul posto sono stati allertati i servizi sociali del territorio, che seguiranno la famiglia per offrire supporto e valutare eventuali misure di tutela.

L’episodio si inserisce nel drammatico quadro della violenza domestica che continua a segnare tanti nuclei familiari, spesso nascosta dietro le mura di casa e aggravata – come in questo caso – dall’abuso di alcol.

San Nicola la Strada, scoperte due officine fantasma: scatta il sequestro

San Nicola la Strada – Due officine meccaniche completamente abusive, prive di autorizzazioni e gestite in totale spregio delle norme ambientali. È quanto scoperto dai Carabinieri della Stazione di San Nicola la Strada durante un’operazione di controllo del territorio svoltasi nella mattinata di ieri, 27 febbraio 2026.

Il blitz nei seminterrati

L’attività dei militari, mirata al contrasto dei reati ambientali, si è concentrata su due locali seminterrati situati nel cuore del centro cittadino. All’interno, i Carabinieri hanno sorpreso un 69enne e un 63enne, entrambi residenti nel Casertano, intenti a gestire vere e proprie attività di autoriparazione.

Dagli accertamenti è emerso che i due uomini operavano in modo del tutto clandestino: nessuna licenza per l’esercizio della professione né, cosa ancor più grave, alcun protocollo per lo smaltimento degli scarti di lavorazione.

Disastro ambientale sfiorato

Il sopralluogo ha portato alla luce una gestione critica dei residui: scarti meccanici, oli esausti e materiali potenzialmente tossici erano accumulati senza le prescritte cautele. La violazione della normativa vigente ha fatto scattare immediatamente il deferimento in stato di libertà per i due gestori, ritenuti responsabili in concorso di attività di gestione di rifiuti non autorizzata e abbandono di rifiuti pericolosi.

Sigilli e indagini in corso

L’operazione si è conclusa con il sequestro preventivo dei due immobili, che coprono una superficie complessiva di circa 250 metri quadrati, e di tutte le attrezzature tecniche rinvenute al loro interno. La posizione dei due indagati è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, che coordinerà i prossimi passaggi investigativi per accertare l’entità dei danni ambientali e la durata dell’attività illecita.

Caso Domenico, «Mai visto un torace vuoto»: in procura la ricostruzione di una infermiera

Il cuore del piccolo Domenico sarebbe stato già espiantato prima che l’équipe dell’ospedale Monaldi verificasse le condizioni dell’organo destinato al trapianto, arrivato da Bolzano. È uno dei punti centrali della deposizione resa al pm il 24 febbraio da un’infermiera specializzata (tecnico perfusionista) presente in sala operatoria il 23 dicembre, giorno dell’intervento.

“Nella mia esperienza di trapianti era la prima volta che vedevo un torace vuoto”, ha riferito la teste, ricostruendo le fasi dell’operazione dopo l’arrivo del nuovo cuore.

“Il contenitore arrivò chiuso”

Sollecitata dalle domande del pm, l’infermiera ha collocato temporalmente l’arrivo dell’organo: “Il contenitore chiuso arrivò qualche minuto prima delle 14.30”. Secondo quanto dichiarato, dopo “circa 5-6 minuti” la dottoressa Farina sarebbe entrata in sala, quindi il contenitore sarebbe stato aperto.

È in quel frangente che, stando al racconto, l’équipe si sarebbe accorta che “qualcosa non andava” e che “il cuore vecchio di Domenico era già sul tavolo”.

“Cardiectomia mentre il contenitore non era ancora aperto”

La teste ha poi aggiunto un passaggio ritenuto rilevante dagli inquirenti: “Posso affermare che il dottor Oppido stava ultimando la cardiectomia quando il contenitore non era ancora aperto”. Da qui l’osservazione già ribadita: “Era la prima volta che vedevo un torace vuoto”.

Nel confronto con un precedente trapianto, riferito come avvenuto nel 2017, la stessa infermiera ha spiegato di aver visto una prassi diversa: l’inizio della cardiectomia dopo l’esame dell’organo donato da parte del chirurgo, anche per verificare possibili danni da trasporto o da prelievo.

“Mi dissero: è tutto congelato”

Dal suo punto in sala, l’infermiera ha precisato di non aver assistito direttamente all’apertura del contenitore, ma di aver ricevuto l’informazione da una collega: “Era tutto congelato”. A quel punto, sempre secondo il racconto, lei avrebbe risposto: “Allora è meglio che si tiene il suo”, ricevendo come replica: “Ma l’ha già tolto”, perché il cuore vecchio “era già sul tavolo dello strumentista”.

I tentativi di scongelamento e l’Ecmo

Nella ricostruzione, l’attenzione in sala si sarebbe concentrata prima sull’estrazione del secchiello dal contenitore e poi sulle manovre per scongelare l’organo: “Ci sono voluti circa 20 minuti”.

Una volta estratto, il dottor Oppido avrebbe tentato di “porvi rimedio” usando quello che in sala viene chiamato “schizzettone”, descritto come una grande siringa, per scongelare con acqua. Quindi, secondo la deposizione, avrebbe preso il cuore in mano dicendo: “Questo non farà neanche un battito”. Dopo l’impianto, e verificata l’assenza di funzionalità elettrica del nuovo cuore, “il paziente fu messo in Ecmo”, conclude la teste.

Mattarella alza la voce sulla Sanità: «Inaccettabile la disparità di cure tra Nord e Sud»

Roma– Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rimette la Costituzione al centro del dibattito pubblico e lancia un severo monito sulle disuguaglianze sanitarie che spaccano in due il Paese. +L’occasione è la Giornata mondiale delle malattie rare, un momento di riflessione che quest’anno cade in ore segnate dal dolore e dalle indagini per la tragica scomparsa di Domenico, il bimbo di soli due anni deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo aver ricevuto un trapianto di cuore rivelatosi danneggiato.

L’articolo 32 e il divario territoriale

Il messaggio del Quirinale è netto e non ammette sconti: le “disomogeneità territoriali” nel campo della sanità pubblica e privata determinano oggi “disparità non più accettabili”.

Mattarella ricorda come l’articolo 32 della Carta costituzionale sancisca un diritto alla salute fondamentale, inalienabile, universale e di primario interesse per l’intera comunità. “Il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, deve trovare uniforme applicazione sull’intero territorio nazionale”, sottolinea il Capo dello Stato.

L’equità, precisa il Presidente, deve estendersi ben oltre il semplice accesso ai farmaci, abbracciando l’intero percorso di cura, l’assistenza psicologica, i trattamenti e tutti i servizi necessari per garantire dignità al paziente.

Malattie rare: eccellenze italiane e sfide aperte

Le sfide scientifiche e sociali restano imponenti: oggi, soltanto il 5% delle oltre 8.000 patologie rare conosciute nel mondo dispone di una terapia farmacologica specifica.

Nonostante le difficoltà globali della ricerca, Mattarella riconosce i meriti del nostro Paese: “L’Italia si distingue per il suo impegno attivo nel promuovere l’accesso ai farmaci destinati alle patologie rare e nel ridurre i tempi che intercorrono tra l’autorizzazione e l’effettiva disponibilità delle terapie”. Un’eccellenza di filiera che, tuttavia, rischia quotidianamente di essere vanificata proprio dalle differenze di efficienza amministrativa e clinica tra le diverse Regioni italiane.

La vicinanza delle Istituzioni a pazienti e famiglie

In chiusura del suo intervento, il Presidente rivolge un pensiero commosso e il ringraziamento ufficiale della Repubblica a chi combatte questa battaglia in prima linea. Il sostegno va “alle persone portatrici di malattie rare, alle loro famiglie, alle associazioni che con competenza e passione le affiancano”, realtà ritenute fondamentali dal Quirinale per orientare le politiche pubbliche e accrescere la consapevolezza sociale sul tema.

Un messaggio di forte vicinanza che ha unito i vertici delle Istituzioni: anche i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, si sono uniti alle parole del Capo dello Stato, ribadendo il dovere inderogabile del Parlamento e del Governo di garantire cure e sostegno concreto a chi convive ogni giorno con una patologia rara.

Tentano truffa ad anziana a Biella: arrestati due 20enne napoletani

Biella– Hanno sfruttato l’inganno più classico e crudele, quello del finto carabiniere, per sottrarre i ricordi di una vita a un’anziana signora. Ma questa volta il piano è fallito, grazie alla prontezza di un cittadino e al rapido intervento dei veri militari.

Due ventenni, entrambi originari della provincia di Napoli, sono stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata dopo aver rubato oltre un chilo di oro e preziosi in un piccolo comune del Biellese.

La telefonata del finto maresciallo

La vicenda si è svolta nella mattinata del 26 febbraio. Tutto ha avuto inizio con una telefonata: all’altro capo del filo un uomo che si è qualificato come “Maresciallo dei Carabinieri di Ivrea”. Con voce autorevole, il truffatore ha comunicato all’anziana la necessità di un controllo urgente sui gioielli custoditi in casa.

La motivazione? I preziosi avrebbero potuto essere il provento di una rapina avvenuta il giorno precedente in città. Caduta nella trappola, la donna ha raccolto i propri ori di famiglia, fiduciosa di collaborare con la giustizia, e si è messa in attesa del “perito” incaricato della “verifica”.

L’inganno del “perito” e il falso verbale

Poco dopo, alla porta dell’anziana si è presentato il fantomatico esperto. L’uomo, dopo un rapido e finto esame dei gioielli, ha confermato alla vittima che si trattava proprio della refurtiva cercata e che, pertanto, andava sequestrata. Per rendere la messa in scena ancora più credibile, il truffatore ha persino fatto compilare alla donna un falso “verbale” delle operazioni. Conclusa la farsa, l’uomo si è dileguato con il bottino per raggiungere il complice che lo attendeva alla stazione ferroviaria di Biella.

La segnalazione provvidenziale e l’arresto

Tuttavia, il piano dei due malviventi aveva una falla. Il complice in attesa alla stazione, infatti, aveva destato i sospetti di un cittadino attento, che non ha esitato a segnalare la situazione ai carabinieri. In pochi minuti, i militari della sezione operativa di Biella sono giunti sul posto, individuando e tenendo sotto controllo l’uomo sospetto.

Poco dopo, hanno visto arrivare l’altro giovane, sorridente e soddisfatto per il colpo appena messo a segno. I due sono stati immediatamente bloccati e perquisiti: all’interno di uno zaino, i carabinieri hanno rinvenuto l’intero bottino, oltre un chilo di gioielli e orologi in oro.

I due ventenni sono stati condotti in caserma, mentre i militari ricostruivano i loro movimenti risalendo all’identità della vittima. L’anziana, sorpresa dall’arrivo dei veri carabinieri, ha potuto tirare un sospiro di sollievo rientrando in possesso dei propri preziosi. Per i due truffatori napoletani, invece, si sono aperte le porte del carcere: su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura di Biella, sono stati arrestati per truffa aggravata in attesa dell’udienza di convalida.

Terremoto ai Campi Flegrei, il Prefetto convoca il Centro Coordinamento Soccorsi

Napoli – Una scossa di terremoto di magnitudo 3,5 è stata registrata questa mattina nell’area dei Campi Flegrei, con epicentro localizzato nella zona di Pisciarelli.

Subito dopo l’evento sismico, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto la convocazione del Centro Coordinamento Soccorsi per fare il punto sulla situazione e attivare le procedure previste dal piano di emergenza.

Alla riunione hanno preso parte l’assessore regionale alla Protezione civile, Fiorella Zabatta, insieme ai rappresentanti della sala operativa della Protezione civile regionale, i sindaci dei territori maggiormente interessati — Josi della Ragione per Bacoli e Luigi Manzoni per Pozzuoli — oltre ai delegati della Città Metropolitana di Napoli, dei Vigili del fuoco, della Polizia locale del Comune di Napoli e delle Forze dell’ordine.

INGV: sciame sismico ancora in atto

Nel corso dell’incontro, la direttrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Lucia Pappalardo, ha comunicato che lo sciame sismico risulta ancora in corso.
Il fenomeno si inserisce nel quadro dell’attività bradisismica che da tempo interessa l’area flegrea, sottoposta a costante monitoraggio scientifico.

Nessuna criticità segnalata

Al momento non risultano criticità né danni segnalati nei territori coinvolti dall’evento. Le verifiche tecniche avviate subito dopo la scossa non hanno evidenziato situazioni di particolare allarme.

Bacoli, in allestimento una nuova zona di assestamento

Il sindaco di Bacoli ha inoltre comunicato che, a partire da questa mattina, è in fase di allestimento — con il supporto della Protezione civile regionale — una nuova zona di assestamento, la cui inaugurazione è prevista per martedì prossimo.
Si tratta di uno spazio destinato alla gestione delle eventuali esigenze della popolazione in caso di ulteriori eventi sismici.

Monitoraggio costante

Il tavolo di coordinamento resta attivo e prosegue il monitoraggio in raccordo con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, in un’ottica di prevenzione e tempestiva gestione dell’emergenza.

Portico di Caserta, fotomontaggi choc contro il Sindaco: Carmine Romano a processo per diffamazione

Portico di Caserta– Si sposta dai social network alle aule di tribunale la vicenda che vede coinvolti il primo cittadino di Portico di Caserta, Giuseppe Oliviero, e un suo concittadino, il 52 trapiantato a Padova Carmine Romano.

L’uomo è stato rinviato a giudizio con l’accusa di diffamazione aggravata, a seguito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

Le indagini della Polizia Postale

L’inchiesta, diretta dal Sostituto Procuratore dott. ssa Chiara Esposito, ha preso il via dopo la pubblicazione di alcuni contenuti ritenuti altamente offensivi sul gruppo Facebook “Ciò che vedo a Portico di Caserta”, una piazza virtuale che conta oltre cinquemila iscritti.

Grazie agli accertamenti tecnici condotti dalla Polizia Postale di Caserta, gli inquirenti hanno tracciato l’origine di due post pubblicati nel gennaio dello scorso anno. Secondo l’accusa, Romano avrebbe utilizzato fotomontaggi per colpire la reputazione di Oliviero, associando il volto del Sindaco prima all’immagine di uno scarafaggio e, successivamente, inserendolo all’interno di un piatto di pasta accompagnato da espressioni schernitrici.

Il rinvio a giudizio e la difesa

L’impianto probatorio raccolto dalla polizia giudiziaria ha convinto il Giudice per le Indagini Preliminari a disporre il processo per il 52enne. La prima udienza del dibattimento è stata fissata per il prossimo 3 marzo dinanzi al dott. Francesco Maione, magistrato della Prima Sezione Penale del Tribunale sammaritano.

Il Sindaco Giuseppe Oliviero non resterà a guardare. I suoi legali di fiducia, gli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, hanno già annunciato la volontà di costituirsi parte civile nel processo.

“Chiederemo non solo la condanna penale dell’imputato per le gravi offese arrecate,” fanno sapere i legali, “ma anche il pieno risarcimento dei danni morali e materiali subiti dal primo cittadino nell’esercizio delle sue funzioni.”

Un precedente per l’uso dei social

Il caso riaccende i riflettori sulla responsabilità penale derivante dall’uso improprio dei social network. La diffusione di fotomontaggi denigratori all’interno di gruppi pubblici, infatti, configura l’aggravante del mezzo di pubblicità, equiparando il post a una diffamazione a mezzo stampa per la potenzialità della platea raggiunta.

Far West a Scafati: colpi di pistola dopo la rissa, il Questore chiude il locale

Salerno – Il Questore di Salerno ha disposto la sospensione della licenza per 15 giorni nei confronti di un noto locale di Scafati. Il provvedimento, eseguito dal personale della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, nasce da una proposta della Tenenza dei Carabinieri di Scafati a seguito di gravissimi episodi di violenza che hanno messo a rischio l’incolumità pubblica.

Il ferimento a colpi d’arma da fuoco

All’origine della chiusura temporanea c’è un episodio di estrema gravità verificatosi nella notte del 4 gennaio scorso. Quella che era iniziata come una serata di svago è degenerata in una violenta rissa tra giovani clienti all’interno del locale.

La situazione è rapidamente sfuggita di mano quando è stato esploso un colpo di pistola che ha raggiunto uno dei partecipanti alle spalle. Il giovane ferito era stato poi trasportato d’urgenza all’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore per le cure del caso.

Sicurezza e prevenzione sul territorio

La misura adottata dall’Autorità di Pubblica Sicurezza non ha una natura punitiva in senso stretto, ma risponde a una precisa funzione preventiva. L’obiettivo del Questore è duplice: interrompere la spirale di violenza legata a quel determinato punto di ritrovo e lanciare un segnale chiaro per la tutela dell’ordine pubblico.

Il provvedimento mira a scongiurare il ripetersi di simili episodi, garantendo la serenità dei residenti e degli avventori nelle aree della movida.

Il controllo costante delle forze dell’ordine

L’operazione si inserisce nel più ampio quadro di monitoraggio del territorio promosso dal Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Salerno. La sinergia tra le diverse forze di polizia rimane la strategia principale per contrastare i fenomeni di illegalità nei luoghi di aggregazione. I controlli proseguiranno serrati in tutta la provincia per assicurare che i locali pubblici rimangano spazi di socialità sicura e non teatri di scontri armati.

Cani incatenati e abbandonati sotto la pioggia: tre denunce nella Valle dell’Ufita

Sono scattati i controlli dei carabinieri nella Valle dell’Ufita con esiti preoccupanti. I militari della stazione di Grottaminarda, nel corso di due distinte operazioni effettuate in altrettanti comuni della zona, hanno sorpreso tre persone mentre maltrattavano i propri cani. Per tutti è scattata la denuncia in stato di libertà per il reato di maltrattamento di animali.

Condizioni incompatibili

Le verifiche hanno accertato che i cani, tutti meticci, venivano tenuti in condizioni completamente incompatibili con la loro natura, procurando loro sofferenza e disagio. Gli animali erano infatti costretti a vivere all’aperto, esposti alle intemperie e privi di qualsiasi riparo o rifugio adeguato. Legati a catene corte fissate a un palo, i cani non potevano muoversi liberamente. In due casi è stata riscontrata anche l’assenza del microchip, rendendo irrintracciabili i proprietari in caso di fuga.

L’intervento veterinario

Sul posto è intervenuto prontamente il servizio veterinario dell’Asl di Avellino per valutare lo stato di salute degli animali. Dopo aver prestato le cure necessarie, i veterinari hanno provveduto anche alla registrazione all’anagrafe canina dei cani privi di identificazione, mettendoli finalmente in regola con la normativa vigente