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Emeroteca Tucci, scrigno di carta della storia napoletana: Lino Zaccaria la racconta in «La memoria di carta»

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Nel cuore pulsante di Napoli, l'Emeroteca-Biblioteca Tucci si rivela un custode silenzioso della storia cittadina, e con "La memoria di carta", Lino Zaccaria ci invita a riscoprire questo scrigno di conoscenza che ha sfidato il tempo, rivelando il potere della memoria attraverso la carta.

Napoli– Nel cuore di Piazza Matteotti, al secondo piano del monumentale Palazzo delle Poste, si nasconde uno dei tesori culturali più straordinari e meno conosciuti di Napoli: l’Emeroteca-Biblioteca Tucci, un vero e proprio “scrigno di carta” che custodisce l’anima della città attraverso oltre un secolo di stampa periodica e documenti rari.

È proprio questo luogo “quasi magico” il protagonista del nuovo libro di Lino Zaccaria, giornalista di lungo corso al Mattino, intitolato “La memoria di carta” (Giannini Editore, collana Sorsi).

Il volume, un saggio-intervista che ritrae con passione e competenza la storia e il valore dell’istituzione, sarà presentato per la prima volta giovedì 22 gennaio alle ore 11 proprio nella sede dell’Emeroteca, in Palazzo delle Poste.

Dopo i saluti istituzionali del presidente del consiglio direttivo Salvatore Maffei – anima instancabile della Tucci dal 1970 – e di Giulia Giannini per la casa editrice, interverranno il direttore de Il Mattino Vincenzo Di Vincenzo, la scrittrice e giornalista Donatella Trotta e il docente di bibliografia dell’Università di Salerno Marcello Andria. A moderare l’incontro sarà Tiuna Notarbartolo, giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante.

Nata nel 1907 per iniziativa del Sindacato Corrispondenti – l’organizzazione dei giornalisti napoletani che inviavano corrispondenze alle testate nazionali – l’Emeroteca nasce dall’esigenza pratica di consultare numeri arretrati. Nel 1913, grazie a uno dei fondatori Vincenzo Tucci (a cui l’istituzione è intitolata), si trasferì a Palazzo Gravina; dal 1936 occupa gli spazi di Palazzo Vaccaro (il Palazzo delle Poste), dove resiste nonostante guerre, bombardamenti e croniche difficoltà finanziarie.

Dal 1970 Salvatore Maffei, con dedizione quasi monacale, ha trasformato la struttura in un punto di riferimento internazionale: oggi vanta oltre 10.000 collezioni di periodici italiani e stranieri (il più antico risale al 1648), per un totale di circa 300.000 volumi, di cui 200 unici al mondo.

A questi si aggiungono 50.000 libri, tra cui incunaboli, cinquecentine e seicentine rarissime, epistolari autografi di artisti e scrittori degli ultimi quattro secoli e una collezione unica al mondo di oltre cento manifesti futuristi.Zaccaria, giornalista professionista dal 1973 e per oltre quarant’anni al Mattino (dove ha chiuso la carriera come redattore capo), firma con questo lavoro un omaggio non solo a un’istituzione, ma alla memoria collettiva custodita nella “carta”.

Tra i suoi precedenti volumi: manuali di giornalismo, saggi storici come “L’aquilotto insanguinato” su Corradino di Svevia e, sempre per Giannini Editore, “Contessa carità” nella stessa collana Sorsi.Un appuntamento da non perdere per chi ama la storia, il giornalismo e le storie nascoste che Napoli continua a raccontare tra le sue mura austere.

Brusciano, la guerra delle bombe non si ferma: ordigno esplode sotto auto di un 39enne

Brusciano – Il boato, improvviso e violento, ha squarciato il silenzio della notte a Brusciano, riportando i residenti nell’incubo della violenza criminale. Erano circa le prime ore di sabato 17 gennaio quando un ordigno rudimentale, piazzato con precisione sotto una Fiat Panda parcheggiata in via Giordano Bruno, è stato fatto esplodere.

L’auto appartiene a un uomo di 39 anni, incensurato, che fino a questo momento non era mai apparso nei radar delle forze dell’ordine. Sebbene l’esplosione non abbia causato feriti o danni strutturali agli edifici circostanti, il messaggio lanciato è di una chiarezza cristallina: nel cuore del Napoletano, la tensione tra le cosche ha raggiunto nuovamente il punto di ebollizione.

L’ombra della Camorra e la strategia della tensione

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri del Nucleo Operativo di Castello di Cisterna. I rilievi tecnici sono proseguiti per ore alla ricerca di tracce che possano condurre alla matrice dell’attentato. Nonostante il profilo “pulito” del proprietario del veicolo, gli inquirenti non escludono alcuna pista, dal tentativo di estorsione alla “segnalazione” trasversale rivolta a qualcuno vicino all’uomo.

L’episodio si inserisce in un quadro di estrema instabilità per Brusciano e i comuni limitrofi (come Acerra e Marigliano). Negli ultimi mesi, il territorio è stato teatro di una preoccupante escalation:

Stese e agguati: Ripetuti colpi di arma da fuoco contro saracinesche e abitazioni.

La guerra per il controllo del territorio: Lo scontro mai sopito tra i gruppi emergenti e i clan storici della zona, come i Rega-Piacente e i loro antagonisti, per il controllo delle piazze di spaccio e del racket dei cantieri.

Un territorio sotto assedio

La modalità dell’attentato – l’uso di ordigni artigianali – ricalca una strategia della tensione già vista in passato nel quartiere “219”, cuore pulsante delle dinamiche criminali locali. L’obiettivo sembra essere quello di marcare il territorio, dimostrando una capacità d’azione militare costante nonostante la pressione delle forze dell’ordine e i recenti arresti.

Le indagini ora si concentrano sulla visione delle telecamere di sorveglianza della zona per identificare il “gruppo di fuoco” o i singoli attentatori che hanno agito protetti dall’oscurità. Resta la paura di una cittadinanza che si sente, ancora una volta, ostaggio di una guerra che non accenna a finire.

Vomero, i rider trasformano i marciapiedi in piste: sanzioni e sequestri dei Carabinieri

Nel quartiere Vomero di Napoli, un controllo straordinario dei Carabinieri ha rivelato un preoccupante aumento di violazioni da parte dei rider, che trasformano i marciapiedi in piste per le consegne, mettendo in pericolo la sicurezza pubblica e portando a otto sanzioni e denunce.

Napoli – Il quartiere Vomero come una pista d’alta velocità, dove la fretta per una consegna a domicilio sembra valere più della sicurezza pubblica. È uno scenario inquietante quello emerso dall’ultimo servizio di controllo straordinario effettuato dai Carabinieri insieme alla Polizia Locale.

Sotto i riflettori è finita la galassia dei rider, un esercito di centauri che, per rispettare i tempi dettati dagli algoritmi, spesso calpesta ogni regola del Codice della Strada.

Consegne a ogni costo: marciapiedi invasi e contromano

Il bilancio parla chiaro: otto rider sanzionati per violazioni pesantissime. C’è chi sfrecciava contromano tra le auto, chi ha scambiato i marciapiedi affollati di pedoni, anziani e famiglie per corsie preferenziali, e chi circolava totalmente nell’ombra della legge.

Tra i fermati, i militari hanno individuato soggetti privi di assicurazione, casco o patente. In un caso limite, un singolo rider è riuscito a collezionare tutte e quattro le infrazioni contemporaneamente, trasformando il proprio mezzo in una vera e propria mina vagante per le strade del quartiere.

L’operazione non si è limitata al settore del food delivery, ma ha svelato una diffusa illegalità diffusa tra i giovani e giovanissimi dell’area collinare. I numeri raccontano una realtà allarmante:

Tre denunce per guida senza patente: tra queste spicca la posizione di un ragazzino di appena 15 anni, sorpreso a sfrecciare in sella a uno scooter di cilindrata 300, un mezzo che non avrebbe mai potuto governare legalmente.

Droga e sanzioni: quattro persone sono state segnalate alle autorità per possesso e uso di sostanze stupefacenti.

Pressione serale: il fenomeno dell’indisciplina stradale raggiunge il suo apice nelle ore serali, quando il volume delle consegne aumenta e il rischio per i passanti diventa critico.

Il monitoraggio continua

L’intervento delle forze dell’ordine al Vomero non resterà un episodio isolato. Il comando provinciale ha già annunciato che il monitoraggio dei flussi di rider e della viabilità nel quartiere proseguirà con intensità anche nelle prossime settimane. L’obiettivo è chiaro: stroncare quella “fretta pericolosa” che sta trasformando il cuore commerciale di Napoli in un territorio senza regole.

Castellammare, furto a spinta di scooter: i carabinieri scoprono un deposito di mezzi rubati. Due arresti

Castellammare – Una notte di controlli serrati nel centro cittadino si è conclusa con due arresti e il recupero di diversi scooter rubati. I Carabinieri della locale Compagnia, supportati da agenti della Polizia Locale, hanno messo a segno un intervento che ha permesso di smantellare un piccolo deposito di mezzi a due ruote illecitamente sottratti.

Tutto è iniziato quando i militari hanno notato due giovani, Carmine Maggio (classe 2006) e Rosario Di Tommaso (classe 2004), intenti a spingere uno scooter appena rubato lungo le strade stabiesi. Si trattava del classico furto “a spinta”, tecnica che consente di allontanare il veicolo senza accendere il motore per non attirare subito l’attenzione.

Insospettiti, i Carabinieri hanno seguito i due a distanza fino a un deposito apparentemente abbandonato. Qui i militari sono intervenuti bloccando i presunti ladri, che hanno opposto resistenza dando vita a una violenta colluttazione. Una volta immobilizzati, Maggio e Di Tommaso sono stati dichiarati in arresto per furto aggravato.

Nelle tasche di Maggio è stato inoltre trovato un coltello.L’ispezione del deposito ha permesso di rinvenire altri tre scooter risultati rubati in precedenza: tutti i mezzi sono stati restituiti ai legittimi proprietari.Nel corso dello stesso servizio di controllo del territorio, concentrato nelle aree più affollate della città, sono emerse ulteriori irregolarità.

Quattro persone sono state sanzionate per possesso e uso di sostanze stupefacenti, mentre sono scattate 15 contravvenzioni al Codice della Strada, la maggior parte delle quali per guida senza casco e mancanza di copertura assicurativa.

I due arrestati, su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo. L’operazione conferma l’intensificazione dei servizi di prevenzione e contrasto ai reati predatori nella zona stabiese.

 

Nola, sequestrati pappagalli CITES e tartarughe invasive

A Nola, un intervento dei Carabinieri CITES ha rivelato una grave situazione di maltrattamento di animali esotici in un'abitazione privata, portando al sequestro di pappagalli e tartarughe invasive; il proprietario è stato deferito alle autorità competenti.

Nola- Un intervento mirato dei militari del Nucleo Carabinieri CITES di Napoli e del Nucleo Carabinieri di Marigliano, supportati dai volontari della LIPU, ha portato alla scoperta di una vera e propria concentrazione di fauna selvatica ed esotica detenuta illegalmente in una abitazione privata nell’agro del Comune di Nola.

Giunti sul posto a seguito di una segnalazione, i carabinieri hanno accertato nel cortile dell’abitazione la presenza di numerosi animali: cani e gatti, tortore dal collare, diversi psittacidi – alcuni rientranti tra le specie tutelate dalla Convenzione di Washington (CITES) – e numerosi esemplari di Trachemys scripta, tartaruga acquatica inserita nell’elenco delle specie invasive a livello europeo.

Dai controlli è emersa la mancanza di qualsiasi documentazione che giustificasse la detenzione di quattro esemplari di tortora dal collare, specie protetta e non cacciabile ai sensi della legge 157/92, e di un pappagallo appartenente alla specie Ara ararauna, tutelata dalla normativa CITES.

La situazione è apparsa ancora più grave all’interno dell’abitazione: in una stanza sono stati rinvenuti altri due esemplari di Ara ararauna, anch’essi privi di certificazioni, detenuti in condizioni igienico-sanitarie definite precarie. I pappagalli vivevano tra deiezioni e residui alimentari accumulati nel tempo, presentavano un marcato deplumaggio e, in un caso, una grave necrosi a un’ala, come confermato dai veterinari dell’ASL intervenuti sul posto.

Gli animali sono stati immediatamente trasferiti presso una clinica veterinaria specializzata, dove il medico ha certificato il grave stato di maltrattamento e la necessità di procedere, con urgenza, all’amputazione dell’ala colpita da necrosi.

Alla luce delle violazioni riscontrate, i carabinieri hanno proceduto al sequestro penale di tre esemplari di Ara ararauna e di quattro tortore dal collare, oltre al sequestro amministrativo di 14 tartarughe Trachemys scripta, detenute senza la prescritta denuncia al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, come previsto dal decreto legislativo 230/2017. Per quest’ultima violazione è stata elevata una sanzione amministrativa di 2.000 euro.

Il proprietario dell’abitazione, un 58enne residente a Nola, è stato deferito alla competente autorità giudiziaria.

Riepilogo dei sequestri:

3 esemplari di Ara ararauna (sequestro penale);

4 esemplari di Tortora dal collare (sequestro penale);

14 esemplari di Trachemys scripta (sequestro amministrativo);

Sanzione amministrativa: 2.000 euro.

Napoli, patto tra Procura e Vigili del Fuoco: la tecnologia al servizio della legalità

A Napoli, oggi è stato firmato un protocollo d'intesa tra la Procura e i Vigili del Fuoco, un passo strategico per migliorare la collaborazione su temi di legalità e sicurezza; il Procuratore Nicola Gratteri e il Comandante Giuseppe Paduano hanno evidenziato l'importanza di integrare competenze.

Napoli – Si stringe il legame tra magistratura e soccorso tecnico nella città partenopea. Nella giornata di oggi, venerdì 16 gennaio 2026, i locali della Procura di Napoli hanno ospitato la firma di un protocollo d’intesa strategico tra l’ufficio inquirente e il Comando dei Vigili del Fuoco.

L’accordo, siglato dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri e dal Comandante dei Vigili del Fuoco Giuseppe Paduano, mira a istituzionalizzare e potenziare la collaborazione tra i due enti su fronti critici che richiedono competenze interdisciplinari.

Alla cerimonia ha preso parte anche il Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, il Prefetto Attilio Visconti, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «Questo accordo rafforza la collaborazione istituzionale su temi e progetti di elevata rilevanza. Valorizziamo così il ruolo tecnico-scientifico e operativo del Corpo, mettendolo direttamente al servizio della legalità e della sicurezza dei cittadini».

Tecnica e Legge: i pilastri dell’intesa

L’intesa non è solo formale, ma punta a rendere più fluidi i processi investigativi che richiedono l’ausilio delle alte professionalità dei Vigili del Fuoco — dall’analisi dei rischi alla gestione delle emergenze complesse — integrando le capacità operative del Corpo con le necessità d’indagine della Procura guidata da Gratteri.

Con questa firma, Napoli si pone all’avanguardia nella creazione di modelli di cooperazione interforze, puntando sulla prevenzione e sulla precisione tecnica come strumenti per contrastare l’illegalità.

Truffa anziana a Sondrio: condannato un 38enne napoletano

La condanna di un 38enne napoletano per la truffa del "finto carabiniere" a Sondrio riaccende l'attenzione su un fenomeno sempre più diffuso che colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione, evidenziando l'importanza di strategie di prevenzione e sensibilizzazione per proteggere gli anziani.

Sondrio – Si è conclusa con una condanna la vicenda della truffa del cosiddetto “finto carabiniere” avvenuta in Valtellina nell’ottobre 2022. Il Tribunale di Sondrio ha riconosciuto colpevole Antonio Guida, 38 anni, residente a Napoli, accusato di truffa aggravata ai danni di un’anziana ultraottantenne.

Secondo quanto ricostruito in aula, l’uomo – un “trasfertista” proveniente dalla Campania – mise in atto un raggiro ormai collaudato: una telefonata alla vittima, durante la quale un complice si finse carabiniere, annunciando falsamente l’arresto del figlio e prospettando la necessità di un pagamento immediato per evitarne conseguenze peggiori.

Sconvolta e in preda all’ansia, la donna consegnò 3.000 euro in contanti e diversi gioielli in oro all’uomo che si presentò poco dopo alla sua abitazione per il ritiro, identificato proprio in Guida.

Il giudice Giulia Estorelli ha inflitto all’imputato una pena di un anno, quattro mesi e venti giorni di reclusione, oltre a una multa di 700 euro e al pagamento delle spese processuali. La pena è stata ridotta di un terzo grazie alla scelta del rito abbreviato.

Pop Art e Urban Art a confronto: a Villa Pignatelli sbarca Warhol vs Banksy

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In un dialogo tra epoche e stili, Villa Pignatelli ospita "Warhol vs Banksy – Passaggio a Napoli", una mostra che svela come la vibrante cultura partenopea abbia influenzato due dei più grandi artisti del nostro tempo, offrendo una chiave di lettura inedita della loro opera.

Napoli – Due icone, due epoche, un unico linguaggio rivoluzionario. Mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 15:00, la prestigiosa cornice di Villa Pignatelli aprirà le porte a un evento espositivo di respiro internazionale: la mostra “Warhol vs Banksy – Passaggio a Napoli”.

L’esposizione, co-prodotta con il Ministero della Cultura (MIC) e il polo museale di Palazzo Reale-Villa Pignatelli, non si limita a un semplice confronto estetico tra il re della Pop Art e l’inafferrabile street artist britannico. Il percorso espositivo intende infatti esplorare il filo sottile che lega entrambi gli artisti a Napoli, città che ha saputo accogliere e influenzare le loro visioni dirompenti.

Il mistero della “Madonna con la pistola”

Uno dei punti focali della rassegna sarà l’approfondimento scientifico dedicato alla celebre “Madonna con la pistola”. L’opera di Banksy, situata in Piazza Gerolomini, rappresenta l’unico stencil documentato dell’artista in Italia e sarà oggetto di un’analisi tecnica che ne svelerà i segreti conservativi e il significato iconografico nel contesto urbano napoletano.

Coordinate dell’evento

Dove: Villa Pignatelli, Riviera di Chiaia 200, Napoli.

Quando: Mercoledì 21 gennaio 2026, ore 15:00.

Organizzazione: Co-produzione MIC e Palazzo Reale-Villa Pignatelli.

Quarto, camion incendiato nella notte: scatta la gara di solidarietà per Antonio Calabrese

Quarto ha visto un grave evento la notte del 14 gennaio, quando un camion utilizzato per il trasporto di alimenti è stato distrutto da un incendio, privando il proprietario Antonio Calabrese della sua principale fonte di reddito; ora, una gara di solidarietà online ha già raccolto quasi 9.000 euro.

Quarto, camion dato alle fiamme nel cuore della notte: in pochi minuti un mezzo di lavoro è stato distrutto e con lui, di fatto, la possibilità di continuare a lavorare. È accaduto il 14 gennaio e a raccontare l’accaduto è l’appello pubblicato online per sostenere Antonio Calabrese, proprietario del veicolo utilizzato quotidianamente per il trasporto di alimenti.

Dopo l’incendio è partita una raccolta fondi su GoFundMe, promossa da un amico, Antonio Castaldo. La campagna ha già raggiunto circa 9.000 euro e conta 600 donazioni, segno di una risposta rapida da parte di cittadini e sostenitori.

“Quel camion era il frutto di anni di sacrifici: sveglie all’alba, giornate interminabili, fatica e dedizione”, scrive Castaldo nella descrizione dell’iniziativa. Un danno che non è solo economico: senza il mezzo, Calabrese non può riprendere l’attività e l’acquisto di un veicolo equivalente viene descritto come un costo “insostenibile da affrontare da solo”.

L’obiettivo della raccolta, si legge ancora nell’appello, è “non lasciarlo solo” e aiutarlo a rimettersi in piedi, restituendogli la possibilità di tornare a lavorare “con dignità”.

La campagna è disponibile al link: https://www.gofundme.com/f/in-una-notte-ha-perso-tutto-aiutiamo-antonio-a-ricominciare

Napoli, fine della fuga per il «comandante» Ordine di Hagal: Ammendola stanato in Polonia

Napoli – La latitanza di Maurizio Ammendola, leader dell'«Ordine di Hagal», è finita in Polonia dopo quattro mesi di fuga, grazie a un'operazione congiunta di Digos e Interpol che ha consegnato alla giustizia un uomo accusato di pianificare atti di terrorismo in Campania, aprendo nuovi scenari.

Napoli – Il cerchio si è chiuso nel cuore freddo dell’Est Europa, lì dove le tensioni del conflitto ucraino offrono il mimetismo perfetto per chi vive di ideologie estreme. È finita in Polonia la latitanza di Maurizio Ammendola, considerato dagli inquirenti il capo indiscusso dell’«Ordine di Hagal», l’organizzazione eversiva di stampo neonazista con radici profonde tra Napoli e il Casertano.

Il blitz, scattato all’alba grazie a un’operazione congiunta di Digos e Interpol, ha messo fine a una fuga durata quattro mesi. Agli agenti non è restato che notificare il Mandato di Arresto Europeo (MAE): le manette ai polsi sanciscono il capolinea per l’uomo che, secondo la Dda di Napoli, progettava di seminare il terrore “in grande stile” in Campania. Ora spetterà all’autorità giudiziaria polacca ratificare il provvedimento, in una procedura seguita passo dopo passo dal procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro.

La beffa del braccialetto e la fuga

Per comprendere la caratura criminale del personaggio, bisogna riavvolgere il nastro allo scorso 2 ottobre. È il giorno della “beffa”. La Cassazione conferma le condanne del processo istruito a Napoli: per Ammendola la pena definitiva è di cinque anni e sei mesi. Ma quando le forze dell’ordine vanno a prelevarlo nel suo domicilio nel Casertano, lui non c’è più.
Ammendola aveva giocato d’anticipo: tranciato di netto il braccialetto elettronico, si era dileguato nel nulla sfruttando il favore delle tenebre e, molto probabilmente, una “staffetta” di auto pulite pronte a scortarlo fuori dai confini nazionali. Una fuga da manuale, pianificata nei dettagli, che ha permesso al leader neonazista di attraversare mezza Europa indisturbato.

L’arsenale ideologico e il progetto stragista

Non è un criminale comune quello fermato in Polonia, ma la mente di un gruppo che, secondo le indagini condotte dal pm Claudio Onorati e dal collega della Dna Antonello Ardituro (sotto il coordinamento del procuratore di Napoli Nicola Gratteri e del capo dell’Antiterrorismo nazionale Gianni Melillo), viveva di un mix delirante di suprematismo, arianesimo e negazionismo della Shoah.

Ma oltre all’ideologia, c’era la pratica. Le intercettazioni e l’analisi dei server criptati hanno restituito uno scenario inquietante: addestramenti paramilitari, reperimento di armi e un piano concreto per colpire un noto centro commerciale alle porte di Napoli. Un attentato che avrebbe dovuto segnare il salto di qualità dell’organizzazione. La pericolosità del gruppo era tale che, durante il processo, lo stesso pm Onorati è finito sotto scorta per le pesanti minacce di morte ricevute.

I fiancheggiatori e il “testamento” nel covo

Con la cattura di Ammendola si chiude il capitolo giudiziario principale, ma se ne apre uno investigativo ancora più delicato. La Procura vuole i nomi dei fiancheggiatori. Come è arrivato Ammendola in Polonia? Chi gli ha fornito documenti, soldi e alloggio per quattro mesi?

Gli inquirenti stanno rianalizzando quanto trovato nel covo abbandonato a ottobre: oltre ai soliti vessilli con svastiche e rune, è emerso quello che sembra essere un “testamento ideologico”. Messaggi in codice e appunti che potrebbero rivelare l’esistenza di una “rete di soccorso nero”, un network internazionale capace di proteggere i propri “soldati” e garantire latitanze prolungate. La cattura in Polonia non è la fine dell’indagine, ma un nuovo punto di partenza per smantellare le ramificazioni dell’odio tra la Campania e l’Est Europa.

Napoli, falò abusivo nella notte, fiamme vicino a una scuola

Napoli – Nella notte, un falò abusivo acceso in vico Santa Maria della Neve ha rischiato di propagarsi, interessando il giardino dell'Istituto Statale Internazionale “Maria Pagano”, suscitando timori tra i residenti; l'intervento dei carabinieri ha evitato danni maggiori, riaccendendo il dibattito.

Napoli – Un principio di incendio si è sviluppato nella notte nel centro di Napoli, dove i carabinieri della compagnia Centro sono intervenuti in vico Santa Maria della Neve per domare un rogo acceso in strada. Secondo una prima ricostruzione, una trentina di persone avrebbe dato fuoco a una catasta di legna accumulata in vista dei tradizionali festeggiamenti per Sant’Antonio Abate.

Le fiamme, alimentate dal materiale accatastato, si sono propagate fino a interessare parte del giardino retrostante dell’Istituto Statale Internazionale “Maria Pagano”, situato in via Andrea D’Isernia, destando preoccupazione tra i residenti della zona. L’intervento delle forze dell’ordine ha evitato conseguenze più gravi, ma l’episodio ha riacceso l’attenzione sul fenomeno dei falò abusivi.
Sono in corso indagini per identificare i responsabili dell’accensione del rogo e accertare eventuali responsabilità penali.

Nella serata di ieri, inoltre, i carabinieri della compagnia Stella hanno effettuato un sequestro nel rione Sanità, dove sono stati recuperati circa cinque quintali di legna, ritenuta destinata verosimilmente ai cosiddetti “fucarazzi” legati alla ricorrenza di Sant’Antonio Abate. Un’operazione che si inserisce nel più ampio piano di controlli volto a prevenire incendi e situazioni di pericolo per la sicurezza pubblica.

Morto Rocco Commisso, il presidente della Fiorentina

New York- Un velo di tristezza avvolge il mondo del calcio e la città di Firenze. Rocco Commisso, il visionario patron della Fiorentina, è morto all’età di 76 anni. La notizia, temuta e dolorosa, arriva direttamente dagli Stati Uniti, dove l’imprenditore italo-americano viveva. Commisso si è arreso dopo un prolungato periodo di cure, circondato dall’affetto dei suoi cari.

A dare il triste annuncio è il nucleo familiare che è sempre stato il pilastro della sua vita: la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa, e le sorelle Italia e Raffaelina. “Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa”, si legge nella nota ufficiale diramata poco fa.

Un padre severo e un marito fedele

Il ritratto che ne esce dalle parole della famiglia è intimo e toccante, lontano dai riflettori dello stadio. Per i suoi cari, Rocco è stato “un esempio, una guida, un uomo leale e fedele”. Proprio accanto alla moglie Catherine aveva recentemente tagliato il traguardo dei 50 anni di matrimonio, mentre per i figli è stato un padre “severo e amabile”, un ossimoro che descrive perfettamente il suo carattere: dolce ma deciso, capace di grandi slanci affettivi e di ferrea determinazione.

“Chiamatemi Rocco”: l’amore per Firenze

Il calcio non era solo un business, ma un amore tardivo e travolgente. Quando sette anni fa prese il comando del club Viola, Commisso si presentò con una frase che è rimasta nella storia recente della città: “Chiamatemi Rocco”. Un approccio diretto, empatico, che ha abbattuto le barriere tra presidenza e tifoseria.
“Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato”, prosegue il comunicato. Un affetto dimostrato non solo nei giorni di festa, ma soprattutto durante l’emergenza Covid, quando attraverso la campagna ‘Forza e Cuore’ destinò ingenti donazioni agli ospedali cittadini.

Il lascito: Viola Park e le finali europee

Inarrestabile fino alla fine, Commisso ha lavorato per il futuro delle sue aziende, Mediacom e Fiorentina, fino agli ultimi giorni. Ma il suo monumento più grande resterà il Rocco B. Commisso Viola Park. “La casa della Fiorentina vivrà per sempre portando il suo nome”, sottolinea la nota. Un segno indelebile pensato per i giovani del vivaio, quelli che lui amava salutare con una carezza e un sorriso.

Sotto la sua presidenza, la squadra ha vissuto momenti di rinascita sportiva, raggiungendo due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia. “Il club non è in vendita”, ripeteva spesso, a testimonianza di un progetto a lungo termine che ora dovrà proseguire nel suo nome.

Il messaggio di addio della famiglia si chiude con un ringraziamento a tutto il popolo viola: “Ci manchi e ci mancherai sempre”.

Pianura, posto di blocco violato, spari nella notte: tre fermati dopo un inseguimento

Ieri sera, a Pianura, un posto di blocco è stato violato da una Smart ForFour, dando origine a un inseguimento ad alta velocità che ha visto i carabinieri costretti a esplodere un colpo di pistola per fermare i tre giovani a bordo; l'episodio evidenzia le tensioni crescenti nel quartiere, sempre.

Napoli – Un posto di blocco violato, un inseguimento ad alta velocità tra le strade del quartiere e un colpo di pistola esploso dai carabinieri per fermare la fuga.

È lo scenario che si è consumato ieri sera, poco dopo le 20, a Pianura, periferia occidentale di Napoli, dove l’intervento delle forze dell’ordine ha evitato quello che avrebbe potuto trasformarsi in un’azione criminale ben più grave.

A non fermarsi all’alt intimato dai militari dell’Arma è stata una Smart ForFour con a bordo tre giovani. Alla vista del posto di controllo, invece di rallentare, il conducente ha accelerato, dando il via a un lungo inseguimento tra le strade del quartiere.

I carabinieri si sono messi subito sulle loro tracce, attivando sirene e lampeggianti, ma l’auto ha continuato la corsa incurante degli ordini di fermarsi.

La fuga è proseguita fino a corso Duca d’Aosta, dove la Smart ha rallentato bruscamente. In quei concitati istanti, uno dei carabinieri è sceso dall’auto di servizio e, trovandosi di fronte al pericolo imminente, è stato costretto a esplodere un colpo di pistola in aria a scopo intimidatorio.

Nonostante il colpo, l’auto ha tentato nuovamente di dileguarsi, ma l’arrivo di altre pattuglie ha chiuso ogni via di scampo.

I tre occupanti del veicolo, Antonio Riccio, Francesco Pio Covelli e Alessio Fuorno, sono stati bloccati e condotti in caserma. Per loro è scattata la denuncia a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale, mentre la Smart è stata sequestrata per ulteriori accertamenti.

 Polveriera Pianura

Un episodio che riaccende i riflettori su Pianura, quartiere sempre più attraversato da tensioni e segnali di allarme. Gli investigatori non escludono che la fuga fosse legata al timore di un controllo che avrebbe potuto far emergere armi, refurtiva o elementi riconducibili a una rapina in preparazione.

In un territorio segnato dalla presenza e dalle rivalità tra gruppi camorristici, ogni posto di blocco diventa una linea di confine e ogni inseguimento può trasformarsi in un conflitto armato.

Gli arresti e l’intervento tempestivo dei carabinieri hanno probabilmente fermato sul nascere un’escalation di violenza. Ma l’episodio conferma come Pianura resti una polveriera, contesa tra clan per il controllo delle attività illecite, dove basta poco perché le strade si trasformino in un campo di battaglia.

Oroscopo di oggi 17 gennaio 2026, le previsioni di Paolo Tedesco

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Le stelle ci dipingono una giornata dall’energia duale e costruttiva. Da un lato, la Luna in Leone ci spinge a cercare visibilità, gioia e creatività, a uscire allo scoperto con i nostri talenti. Dall’altro, l’armonioso trigono tra Marte in Gemelli e Saturno in Bilancia invita a un’azione intelligente, ponderata e rispettosa degli altri e delle strutture. È l’equilibrio perfetto tra l’impulso a esprimersi e la disciplina necessaria per farlo in modo efficace.

ARIETE

Amore: La Luna in 5a casa accende la passione. Se single, un incontro casuale potrebbe rivelarsi speciale. In coppia, cercate un’avventura insieme per ravvivare la fiamma.
Lavoro: Marte trigono Saturno dona determinazione. Ideale per concludere progetti in sospeso o prendere comando in una situazione complessa.
Salute: Energia alta, ma attenzione alla fretta. Rischio di piccoli incidenti domestici o distorsioni se non si presta attenzione.
Finanze: Una spesa imprevista potrebbe presentarsi. Valuta bene prima di acquistare oggetti tecnologici.
Consiglio di Paolo Tedesco: La tua impulsività è il tuo motore, ma oggi lascia spazio a un attimo di riflessione prima di parlare. Una pausa ti salverà da incomprensioni.

TORO

Amore: Venere in 4a casa favorisce l’intimità e la complicità. Serata ideale per una cena romantica in casa. Per i single, un’attrazione potrebbe nascere in un contesto familiare.
Lavoro: Giornata di consolidamento. Meglio occuparsi di amministrazione, bilanci o pianificazione a lungo termine. Evita scontri con colleghi permalosi.
Salute: Cerca di staccare dalle preoccupazioni. Il benessere oggi passa per il comfort e una buona alimentazione.
Finanze: Situazione stabile. Potresti ricevere notizie positive su un piccolo investimento o un rimborso.
Consiglio di Paolo Tedesco: Radicati nel tuo senso di sicurezza interiore. Non lasciare che le opinioni altrui scuotano le tue certezze, specialmente in campo affettivo.

GEMELLI

Amore: Mercurio retrogrado in 3a casa suggerisce di chiarire subito ogni malinteso. Le parole sono importanti. In viaggio, possibilità di un flirt interessante.
Lavoro: Comunicazione in primo piano, ma il rischio di fraintendimenti è alto. Conferma tutto per iscritto. Ottimo per brainstroming e networking.
Salute: La mente è iperattiva. Per evitare ansia, scrivi i tuoi pensieri. Una passeggiata all’aria aperta ti aiuterà a schiarire le idee.
Finanze: Attenzione a spese di trasporto, comunicazione o contratti con clausole poco chiare. Leggi il carattere piccolo.
Consiglio di Paolo Tedesco: Non correte da un impegno all’altro. Scegliete una cosa importante da portare a termine e dedicatevi a quella con tutta la vostra brillante attenzione.

CANCRO

Amore: L’emisfero lunare favorisce l’empatia. In coppia, un gesto di tenerezza vincerà su mille parole. Single: la tua sensibilità è magnetica oggi, non nasconderti.
Lavoro: Intuito alle stelle. Fidati delle tue sensazioni riguardo a una collaborazione o un’affare. Attenzione a non prenderti troppo carico dei problemi altrui.
Salute: Giorno per ascoltare il corpo. Potresti sentire il bisogno di riposare di più o di coccolarti con un bagno rilassante.
Finanze: Istantanea positiva riguardo al valore di un bene personale o familiare. Ottimo per gestire il budget domestico.
Consiglio di Paolo Tedesco: Proteggi il tuo guscio emotivo senza isolarti. Condividi un tuo sentimento con qualcuno di fidato e vedrai che il peso si alleggerirà.

LEONE

Amore: Il Sole in 11a casa mette in luce il tuo fascino sociale. In coppia, uscite con gli amici ravviverà la relazione. Per i single, l’attenzione potrebbe arrivare attraverso un gruppo.
Lavoro: Le tue doti di leadership sono riconosciute. Puoi fare colpo su una persona influente. Ottimo per presentazioni pubbliche o progetti creativi.
Salute: Attenzione al sistema cardiaco e alla postura. Evita sforzi eccessivi e cerca di non “reggere il mondo” sulle tue spalle.
Finanze: Possibilità di una spesa sociale (festa, regalo collettivo). Un’idea brillante potrebbe attrarre sostegno finanziario.
Consiglio di Paolo Tedesco: Brilla, ma ricorda che la luce più duratura non è quella che acceca, ma quella che riscalda. Sii generoso con i complimenti agli altri.

VERGINE

Amore: Un aspetto tra Venere e Plutone favorisce incontri profondi e trasformativi. In coppia, un dialogo sincero può guarire una vecchia ferita. Single: cerca connessione, non solo perfezione.
Lavoro: Giornata di grande efficienza e attenzione al dettaglio. Risolvi questioni in sospeso con meticolosità. Potresti scoprire un errore importante.
Salute: Attenzione a tendini e sistema digestivo. La tensione si accumula facilmente. Pratica stretching e scegli cibi leggeri.
Finanze: Ottima giornata per fare ordine, rinegoziare debiti o cercare offerte vantaggiose. Il risparmio è la tua migliore entrata.
Consiglio di Paolo Tedesco: La ricerca della perfezione è una nobile follia. Oggi, concediti di essere semplicemente “abbastanza” e goditi il risultato.

BILANCIA

Amore: Venere in 9a casa promette romanticismo all’insegna dell’avventura. Pianifica un viaggio o esplora una nuova cultura insieme. Per i single, l’incontro potrebbe avvenire in un contesto internazionale o formativo.
Lavoro: Si aprono prospettive interessanti, forse con un collegamento all’estero o con un progetto che amplia i tuoi orizzonti. Affidati al tuo senso di giustizia in una trattativa.
Salute: Il benessere oggi è legato all’equilibrio mentale. Leggere, studiare o meditare ti porterà più beneficio di un allenamento intenso.
Finanze: Investire in cultura o formazione potrebbe rivelarsi una mossa saggia. Attenzione alle spese legate a viaggi: confronta sempre i prezzi.
Consiglio di Paolo Tedesco: Cerca l’armonia, non la semplice pace a tutti i costi. A volte, un sano confronto è necessario per raggiungere un equilibrio più autentico.

SCORPIONE

Amore: Plutone in aspetto con la Luna rivitalizza i legami profondi. La passione può esplodere in modo costruttivo. Single: la tua intensità attrae, ma evita di essere troppo possessivo/a fin dall’inizio.
Lavoro: Potere di trasformazione. Sei nella posizione ideale per risolvere una crisi o gestire una risorsa condivisa. La tua determinazione smuove le acque.
Salute: Energia profonda. Ottimo per iniziare un percorso di guarigione o un allenamento intensivo. Ascolta i segnali del tuo corpo.
Finanze: Questioni ereditarie, investimenti o debiti in primo piano. Una decisione importante va presa con freddezza, non con emotività.
Consiglio di Paolo Tedesco: La tua forza sta nel vedere nell’ombra. Oggi, usa questo dono non per controllare, ma per comprendere e rigenerare una situazione.

SAGITTARIO

Amore: Giove in 7a casa favorisce l’ottimismo nelle relazioni. In coppia, è il momento di progettare il futuro. Single: l’incontro del giorno potrebbe avere un tocco di fortuna e sembrare “destinato”.
Lavoro: La collaborazione è la chiave del successo. Un socio o un collega affidabile ti aiuterà a raggiungere un traguardo importante. Fidati del team.
Salute: Il buonumore è la tua migliore medicina. Attenzione a non esagerare con il cibo o gli alcolici in contesti sociali.
Finanze: La situazione beneficia di una partnership o di un consiglio esperto. Una trattativa siglata oggi porta frutti in futuro.
Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo ottimismo è contagioso. Oggi, usalo per ispirare qualcuno che ha perso la speranza. Nell’aiutare gli altri, troverai la tua più grande verità.

CAPRICORNO

Amore: Saturno in aspetto armonico porta serietà nei sentimenti. In coppia, un gesto di responsabilità condivisa rafforzerà il legame. Single: sei attraente per la tua affidabilità.
Lavoro: Giornata di grande realismo e produttività. I frutti del duro lavoro iniziano a vedersi. Riconoscimenti o avanzamenti sono possibili se ti fai avanti.
Salute: Resistenza solida, ma attenzione a ossa, denti e articolazioni. La postura al lavoro è fondamentale.
Finanze: Gestione oculata e conservativa. È il momento di mettere da parte e pianificare per obiettivi a lungo termine. Evita il gioco d’azzardo.
Consiglio di Paolo Tedesco: La tua disciplina è ammirevole, ma ricorda che anche le montagne più solide sono modellate dal vento. Lasciati andare a un piccolo, dolce capriccio.

ACQUARIO

Amore: Urano in 5a casa porta sorprese elettrizzanti. Un invito inaspettato, un colpo di fulmine. In coppia, rompete la routine con qualcosa di bizzarro e divertente.
Lavoro: Le idee innovative sono la tua moneta. Proponi senza timore la tua visione futura. Attenzione a non essere troppo destabilizzante per i colleghi più tradizionali.
Salute: Benessere legato alla libertà di movimento. Pratica uno sport che ti diverte o fai una lunga camminata ascoltando musica.
Finanze: Atteggiamento ribelle verso le spese convenzionali. Potresti investire in tecnologia o in qualcosa che rappresenti il futuro per te.
Consiglio di Paolo Tedesco: La tua originalità è il tuo faro. Oggi, segui l’idea che sembra più “folle” (ma innocua) e vedrai dove ti porta. Il genio sta nella rottura degli schemi.

PESCI

Amore: Nettuno in 12a casa intensifica sogni e spiritualità. In coppia, un momento di silenziosa connessione vale più di mille discorsi. Single: l’amore potrebbe avvicinarsi in sogno o in un momento di solitudine.
Lavoro: L’intuizione è la tua guida. Fidati delle impressioni sottili. Ottimo per lavoro creativo, artistico o di supporto. Evita i pettegolezzi in ufficio.
Salute: Periodo per ricaricare le energie psichiche. Il riposo, la meditazione, il contatto con l’acqua (bagno, mare) sono rigeneranti.
Finanze: Situazione nebulosa. Rimanda decisioni importanti sugli investimenti. Attenzione a truffe o a prestare denaro senza ricevute.
Consiglio di Paolo Tedesco: La linea tra sogno e realtà è sottile oggi. Tieniti ancorato al presente con un piccolo rituale concreto (es. ordinare la scrivania), poi lascia che la tua anima voli.

 Cosa ci riservano le stelle sabato 17 gennaio 2026?

Il tema dominante è la trasformazione attraverso la relazione (sia d’amore che di lavoro), grazie all’influenza di Plutone e Venere. Le conversazioni, anche quelle difficili, possono portare a rinnovamento e maggiore intimità. Attenzione, però, all’ombra di Mercurio retrogrado nei primi gradi d’Acquario, che ci ricorda di verificare i dati, di essere chiari nella comunicazione e di non dare per scontato che gli altri ci capiscano al volo.

In definitiva, il 17 gennaio 2026 sembra un sabato in cui possiamo costruire qualcosa di duraturo – un momento d’amore, un progetto, una sicurezza interiore – se sapremo unire il cuore entusiasta del Leone alla mente strategica di Saturno. Un giorno per osare, ma con criterio, e per ricordare che le connessioni autentiche sono il nostro più grande motore di crescita.

Le previsioni sono un gioco di luce tra simboli celesti e vita terrena. Prendile come un invito alla riflessione, non come un destino scritto. La vera magia, come sempre, sta nelle scelte che compi ogni giorno.

Napoli, maxi truffa da 140milioni di euro sui contributi per il Sud: 29 indagati

Un sistema organizzato su scala nazionale, una ragnatela di società – alcune già cessate – e un obiettivo preciso: mettere le mani, in modo fraudolento, sui contributi pubblici destinati allo sviluppo del Mezzogiorno.

È quanto emerge dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato dal Pubblico Ministero Giovanni Corona della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord.

L’inchiesta, che potrebbe battezzarsi “Falso Sud”, vede coinvolte 29 persone (tra cui una risulta irreperibile) indagate, a vario titolo, per truffa aggravata ai danni dell’Agenzia delle Entrate (artt. 640 bis e 61 n.7 c.p.), reato contestato nella forma  di una associazione per delinquere finalizzata alla sistematica predazione dei fondi statali.

Il meccanismo accusatorio, ricostruito dagli investigatori, appare collaudato e ripetitivo. Gli indagati, nella loro qualità di legali rappresentanti di società operanti in settori eterogenei (dall’edilizia alla ristorazione, dal commercio metalli alla consulenza), avrebbero presentato all’Agenzia delle Entrate dichiarazioni relative agli anni 2020, 2021, 2022 e in un caso 2023.

In questi documenti, nel quadro RU, indicavano l’esistenza di un credito d’imosta con codice tributo 80 (DTA – Detrazione per Investimenti nel Mezzogiorno) di importo spropositato e, secondo l’accusa, del tutto inesistente.

Il fine era ingannare i funzionari dell’Agenzia, ottenendo il riconoscimento formale del credito e, di conseguenza, la possibilità di utilizzarlo in compensazione o di chiederne il rimborso, arrecando un danno erariale.

In diversi casi, il meccanismo fraudolento si è articolato su un doppio binario: oltre alla dichiarazione del credito fittizio, gli indagati avrebbero anche presentato specifiche comunicazioni di investimento nel Mezzogiorno (C.I.M.), attestando l’effettuazione di opere o acquisizioni di beni per milioni di euro che in realtà non sarebbero mai stati realizzati. Anche attraverso questo secondo canale, avrebbero ottenuto l’illecito riconoscimento di ulteriori e cospicui crediti.

L’IMPORTO DELLA PRESUNTA TRUFFA: OLTRE 140 MILIONI DI EURO

Dall’analisi degli atti, sommando gli importi dei crediti DTA fittizi dichiarati e quelli ottenuti grazie alle comunicazioni di investimenti inesistenti, il danno potenziale per l’Erario supera i 140 milioni di euro. Si tratta di una stima per difetto, basata sulle contestazioni specifiche. Tra le posizioni più pesanti spiccano:

Rosario Russo (amministratore di una società di impianti elettrici di Brescia): credito fittizio di 20.074.555 euro.
Anna Ioele (amministratrice di diverse società napoletane): crediti fittizi e da investimenti falsi per un totale che supera i 30 milioni di euro tra varie società.
Giuseppe Spina (amministratore di società tra Campania e Lombardia): complessivamente, per 5 società diverse, crediti illeciti per oltre 22 milioni.
Luigi Noto (amministratore di una società edile di Benevento): credito fittizio di 6.783.215 euro.
Henryk Kwiatkowski (amministratore di una società di costruzioni di Roma): credito fittizio di 15.610.000 euro.

La geografia degli indagati e delle società coinvolte disegna una mappa nazionale della presunta truffa, con epicentri in Campania, Lombardia, Lazio e Piemonte, ma con propaggini in Veneto, Toscana, Puglia, Sicilia ed Emilia-Romagna. Questo aspetto, unito alla similare modalità operativa, è alla base dell’ipotesi associativa contestata dalla Procura.

Le indagini, ora formalmente concluse, lasciano spazio alla fase difensiva. Tutti gli indagati, rappresentati da un collegio di avvocati provenienti da fori di tutta Italia, hanno 20 giorni di tempo per prendere visione degli atti, presentare memorie, produrre documenti e chiedere l’interrogatorio. Dopo tale termine, il PM Giovanni Corona deciderà se chiedere il rinvio a giudizio per tutti o per parte degli indagati.

Nel corposo elenco degli avvocati difensori figurano tra gli altri gli avvocati Vincenzo Miele, Pasquale Di Marzo, Valeria Verrusio, Massimo Viscusi, Vincenzo Barone Lumaga, Paolo Zinno, Luigi Alaia, Francesco Schettino e Pietro Lamberti.

ELENCO DEGLI INDAGATI

MONFORTE SYMONCHUK Svitlana, nata il 01/11/1997 in Ucraina.
DE CAPUA Luigia, nata il 09.05.1984, residente a Tufino (NA).
GNECCO Giuseppe, nato il 19.01.1977 a San Paolo Bel Sito (NA).
ESPOSITO Stella, nata il 23.09.1965 a Nola (NA).
NOTO Luigi, nato il 04.07.1960 a San Nicola Manfredi (BN).
SORVILLO Fabio, nato il 07.08.1974 a Napoli (NA).
CAMPAGNA Anna, nata il 19.03.1981 a Napoli (NA).
PAGANO Annunziata, nata il 05.08.1989 a Napoli (NA).
CAPPAI Luisa, nata il 06.05.2001 a Napoli (NA).
SPINA Giuseppe, nato il 21.09.1950 a San Giorgio a Cremano (NA).
SIGNORE Renato, nato il 12.11.1964 a Napoli (NA).
RUSSO Rosario, nato il 09.07.1966 a Centuripe (EN).
IOELE Anna, nata il 16.04.1963 a Napoli (NA).
BUSIELLO Salvatore, nato il 02.01.1967 a Portici (NA).
D’ALBENZIO Mauro, nato il 07.06.1970 a Napoli (NA).
VIGLIONE Vincenzo, nato il 28.06.1963 a Napoli (NA).
BARILE Lucia, nata il 30.11.1962 a Napoli (NA).
FESTA Giovanna Antida, nata il 24.01.1983 a Napoli (NA).
IANNIELLO Aniello, nato il 02.06.1983 a Battipaglia (SA).
FIAMMENGHI Katiuschia, nata il 06.10.1982 a Battipaglia (SA).
ROMANO Massimo, nato il 24.04.1968 a Livorno (LI).
KWIATKOWSKI Henryk, nato il 05.02.1952 in Polonia.
ABBATE Emilio, nato il 20.07.1975 a Caserta (CE).
STAIANO Jessica, nata il 26.02.1992 a Napoli (NA).
SCARCI Emanuele, nato l’11.12.1975 a Taranto.
CANNAVALE Tobia, nato il 15.03.1967 a Castellammare di Stabia (NA).
AMBROSINO Cristian, nato il 17.06.1999 a Napoli (NA).
PELLECCHIA Lucia Carla, nata il 10.04.1968 a Petilia Policastro (CZ).
VOLGARE Giuseppe, nato il 20.12.1977 a Melfi (PZ).

È morto Tony Dallara, la voce di «Romantica»: addio al re degli urlatori

È morto Tony Dallara. Il cantante, considerato il “re degli urlatori” e tra i volti simbolo della stagione che cambiò la canzone italiana tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, aveva 89 anni.

La notizia è stata diffusa dal Nuovo Imaie con un messaggio pubblicato su X: “Caro Tony, eri uno dei cosiddetti urlatori e hai segnato la storia della musica italiana. Non ti dimenticheremo”.

Nato a Campobasso nel 1936, Dallara esplose nel 1958 con “Come prima”, brano destinato a diventare un classico della musica leggera. Il singolo vendette oltre 300000 copie in poche settimane e rimase negli anni un riferimento popolare, richiamato anche dal mondo della pubblicità.

Il momento di consacrazione arrivò nel 1960, quando vinse il Festival di Sanremo con “Romantica”, interpretata in coppia con Renato Rascel, autore della canzone. Dallara tornò poi sul palco dell’Ariston anche negli anni successivi: nel 1961 con “Un uomo vivo” insieme a Gino Paoli e nel 1964 con “Come potrei dimenticarti”, in abbinamento con Ben E. King. Nel 1961 conquistò anche la vittoria a Canzonissima.

Per decenni è stato ricordato come uno dei vincitori più longevi di Sanremo e amava ripercorrere la sua stagione d’oro sottolineando la produttività di quegli anni: “Sono riuscito ad avere sette canzoni in hit parade contemporaneamente, visto che ai tempi si incideva un 45 giri ogni due mesi”.

Con uno stile energico e una vocalità potente, Tony Dallara contribuì a rompere gli schemi del bel canto tradizionale, portando nella canzone italiana influenze legate al rock and roll e aprendo la strada a una nuova generazione di interpreti, da Mina ad Adriano Celentano. Tra i suoi brani più noti figurano anche “Ti dirò”, “Brivido blu”, “Julia”, “Ghiaccio bollente”, “La novia” e “Bambina bambina”.

Appassionato di pittura e volto molto amato della televisione, Dallara resta una figura simbolo di una stagione di profonda trasformazione della musica italiana.

Coltello in classe, studente ucciso a scuola: allarme armi tra giovanissimi

La Spezia. Un coltello portato dall’esterno, una classe come teatro dell’aggressione, decine di studenti sotto shock. È morto in serata Youssef Abanoub, 18 anni, italiano di origini egiziane, accoltellato all’interno dell’Istituto professionale “Domenico Chiodo” di via XX Settembre.

Il presunto aggressore, un 19enne (A.Z.), è stato fermato dalla Polizia di Stato e interrogato per ore in Questura: l’ipotesi di reato, con la morte del ragazzo, si orienta ora verso l’omicidio.

L’episodio riaccende un tema che da mesi attraversa scuole e cronache: la facilità con cui ragazzi giovanissimi riescono a girare armati di lame, fino a introdurre coltelli in aula. Un segnale di escalation che rende più fragili gli ambienti scolastici, trasformandoli da luoghi di formazione in scenari potenzialmente “sensibili”, dove un litigio può degenerare in tragedia.

La ricostruzione: colpito al costato, muore dopo ore di agonia

Secondo quanto ricostruito finora, l’aggressione sarebbe avvenuta poco dopo le 11, all’interno di un’aula. Il 19enne sarebbe entrato in classe brandendo un coltello, poi il fendente al costato che ha provocato una grave emorragia davanti ad altri studenti.

I soccorsi del 118 e della Croce Rossa hanno prestato le prime cure sul posto, tamponando la perdita di sangue e trasferendo il ferito in ospedale. In pronto soccorso sarebbe stato sottoposto anche a manovre di rianimazione, quindi a un delicato intervento di chirurgia toracica. Trasferito nel pomeriggio in rianimazione, Youssef è morto poco prima delle 20.

Fuori dall’ospedale, nelle ore di attesa, si sono radunate decine di persone tra familiari, amici, compagni e docenti, in un clima di apprensione e incredulità.

Coltello sequestrato, movente da chiarire

La Polizia ha fermato il 19enne, studente dello stesso istituto, e lo ha condotto in Questura. Gli investigatori hanno ascoltato testimonianze all’interno della scuola e stanno cercando di ricostruire il contesto in cui è maturato il gesto.

Tra le voci raccolte all’esterno si parla di un dissidio nato nei giorni precedenti per motivi sentimentali: un’ipotesi che, al momento, resta tutta da verificare. Al vaglio anche i telefoni cellulari delle persone coinvolte, mentre la Polizia Scientifica ha sequestrato il coltello da cucina che sarebbe stato portato da fuori e usato nell’aggressione.

La Procura dovrebbe formalizzare nelle prossime ore le accuse, con la possibilità che venga contestato l’omicidio (anche in forma aggravata, ipotesi che sarà valutata dagli inquirenti).

Il nodo sicurezza: coltelli e lame, il “salto” dentro le scuole

Il dato che più inquieta, oltre al dramma umano, è la dinamica: un’arma bianca che entra in un edificio scolastico e viene usata in classe. Non è un dettaglio, ma un indicatore di un fenomeno più ampio: tra i giovanissimi cresce la percezione del coltello come oggetto “a portata di mano”, spesso per sentirsi forti o per intimidire, con il rischio che un conflitto improvviso si trasformi in omicidio nel giro di pochi secondi.

In questo scenario, la prevenzione non può ridursi alla sola risposta repressiva dopo i fatti: servono controlli efficaci, ma anche lavoro quotidiano su conflitti, cultura della violenza, gestione delle tensioni e segnali di disagio, soprattutto negli istituti dove convivono fragilità e contesti sociali complessi.

Reazioni politiche e veglia in città

Numerose le reazioni istituzionali. La Lega, con il deputato Igor Iezzi, chiede l’approvazione del nuovo decreto sicurezza e il “divieto assoluto” di lame e coltelli, con aggravanti per l’uso in contesti come le scuole. Il ministro Valditara ha richiamato la scuola al “rifiuto di ogni forma di violenza”, mentre Salvini ha promesso “misure ancora più restrittive e tolleranza zero”. Altre voci, dalla Regione al Comune, invocano percorsi di prevenzione rafforzati. L’onorevole Orlando invita a riflettere “senza demagogia” sull’aumento della violenza nel periodo post-Covid.

In serata l’Unione degli Studenti della Spezia ha promosso una veglia in piazza Garibaldi, chiedendo di non esibire bandiere e di mantenere un silenzio rispettoso, per esprimere vicinanza alla famiglia del ragazzo.

Napoli, metal detector contro la «moda» del coltello a scuola

Napoli – Entrare in classe con un coltello in tasca non è più l’eccezione di un contesto degradato, ma una preoccupante consuetudine che sta scivolando verso la moda generazionale.

Da Caivano ai Colli Aminei, il fenomeno delle armi bianche tra i banchi sta spingendo le istituzioni napoletane a una risposta senza precedenti, sospesa tra il rigore della sicurezza e la necessità del dialogo educativo.

L’assedio negli zaini: i numeri del fenomeno

I dati dell’ultimo anno delineano un quadro allarmante: sono 38 i minorenni arrestati o denunciati dai Carabinieri tra Napoli e provincia per possesso di armi a scuola. Un numero che, secondo gli esperti, rappresenta solo la punta dell’iceberg di un fenomeno trasversale.

Non è più una questione di “quartieri difficili”: le lame spuntano negli istituti d’élite del centro come nelle scuole di frontiera, coinvolgendo ragazzini sempre più giovani, fino a toccare la soglia degli 11 e 12 anni.

Tra metal detector e prevenzione

Da undici mesi è attivo un piano coordinato dalla Prefettura che prevede l’impiego di metal detector e unità cinofile agli ingressi degli istituti. «Camminare con un coltello non serve ad apparire maturi», ammonisce il prefetto Michele di Bari, sottolineando come la repressione sia solo una parte della strategia.

Esemplari i casi dell’istituto “Morano” di Caivano e del “Marie Curie” di Ponticelli. Qui, la preside Valeria Pirone è stata tra le prime a richiedere controlli serrati. «È una guerra continua», spiega la dirigente, evidenziando come il possesso di un’arma sia diventato per molti un discutibile strumento di riconoscimento sociale.

La sfida normativa e il ruolo delle famiglie

Il dibattito si sposta ora sul piano legislativo e familiare. Due i fronti caldi:

Il mercato digitale: Si invoca lo stop alla vendita online di armi da taglio, un impegno preso anche dal Governo per arginare la facilità di reperimento.

I social media: Le piattaforme sono spesso il palcoscenico dove il possesso del coltello viene esibito e normalizzato.

Le famiglie restano tuttavia il “grande malato” di questa emergenza. Definite dalle presidi come l’anello debole della catena, sono chiamate a un’azione sinergica con la scuola. Senza un presidio educativo domestico, i metal detector rischiano di restare solo un argine temporaneo contro una violenza che nasce molto prima del suono della campanella.

Napoli, chiavi «topolino» e grimaldelli bulgari: così i gruppi di ladri seriali entravano nelle case

A Napoli, l'operazione condotta dal gip Dario Berrino ha portato all'arresto di 38 membri di sette gruppi di ladri seriali, rivelando un metodo sofisticato di intrusione che utilizza chiavi universali e attrezzature specializzate, segnalando un allerta per la sicurezza delle abitazioni in città.

L’ordinanza cautelare firmata dal gip Dario Berrino del Tribunalke di Napoli, che l’altro giorno ha portato in c arcere 38 persone appartenenti a sette distinti gruppi di ladri seriali di appartamenti restituiscr l’immagine di gruppi organizzati che non improvvisano.

La “cassetta degli attrezzi” dei ladri è descritta con un livello di dettaglio che, nell’ordinanza, serve a dimostrare metodo, ripetitività e capacità tecnica. Non solo arnesi generici (cacciaviti, pinze, piedi di porco, martelli), ma anche strumenti tipici delle intrusioni “pulite” nelle abitazioni: chiavi alterate e universali, dispositivi pensati per cilindri europei e perfino attrezzatura per intervenire sulle casseforti.

Il punto che colpisce di più è la centralità delle cosiddette chiavi speciali: nelle contestazioni compaiono marchi ricorrenti (Cisa, Mottura, Securemme, CR, Campisa), proprio perché sono fra i più diffusi su portoni e porte blindate. La “chiave a T” per i cilindri europei e il riferimento al “grimaldello bulgaro” raccontano un salto di qualità: l’obiettivo non è sfondare, ma aprire e richiudere riducendo rumore, tempi e soprattutto tracce.

 La chiave universale “Topolino”

In questo quadro rientra anche il “topolino”, indicato come chiave universale (in un passaggio associata a Securemme): non un semplice grimaldello, ma un attrezzo da specialisti, richiesto e preparato su richiesta, come se fosse parte di un kit standard da azione.

Accanto alle chiavi, l’ordinanza descrive la dotazione per i colpi più “pesanti”: flex e dischi per flex per aggredire casseforti o supporti, e un decoder “per formare le chiavi di accesso” delle porte blindate. È un passaggio importante perché sposta l’attenzione dall’effrazione classica al tema della manipolazione/replica: nella logica investigativa, un apparato del genere rafforza l’idea di gruppi strutturati, capaci di adattarsi a serrature diverse e di scegliere obiettivi anche in base ai sistemi di chiusura.

Le intercettazioni, poi, fanno da colonna sonora al modus operandi. Da un lato c’è il lavoro “di osservazione”: l’avvistamento di anziani e condomini, il controllo dei movimenti nel palazzo, l’ordine di uscire e rientrare “per precauzione”, la richiesta di avvicinarsi “a retromarcia” con l’auto per rendere più rapida la fuga e la gestione della refurtiva.

Dall’altro, c’è il linguaggio tecnico sul campo: guardare che tipo di chiave abbia in mano una persona (“Mottura”), verificare se su una porta ci sia un defender (“la palla”), capire se l’accesso è compatibile con l’attrezzo in dotazione. In sostanza, nelle conversazioni non emerge solo l’azione criminale, ma la procedura: vedetta fuori, incursori dentro, auto pronta, comunicazione continua.

In un episodio, la chiamata resta aperta mentre i due sono all’interno dell’appartamento: si parla di fotocellule dell’antifurto, si commenta la ricerca di monili e scatole, si distingue tra oro e oggetti falsi, fino alla chiusura operativa del colpo: “stiamo uscendo” e l’ordine di aprire il cofano per riporre tutto. È il copione di una squadra rodata, con compiti ripartiti e un controllo quasi “in diretta” del rischio: chi è fuori segnala ingressi sospetti e arrivi di persone, chi è dentro lavora a tempo, chi è alla guida gestisce l’estrazione.

Un altro elemento che l’ordinanza sembra valorizzare è la ripetizione di formule e comportamenti: “preparami la topolino”, “sta salendo la gente”, “siamo dentro”, “apri il cofano”. Sono frasi che, lette in filigrana, disegnano una catena di comando e una confidenza operativa che va oltre il singolo furto.

Ecco perché l’elenco degli arnesi non è un dettaglio “folkloristico”, ma un tassello probatorio: serve a collegare soggetti, ruoli e colpi, oltre a dimostrare la disponibilità di strumenti compatibili con l’apertura di porte blindate e con l’asportazione di casseforti.

Sul piano narrativo e investigativo, il messaggio è chiaro: non si tratta di ladri occasionali, ma di gruppi seriali che selezionano le vittime, studiano le serrature, entrano quando l’occasione è più favorevole (spesso seguendo i movimenti di persone anziane e condomini) e provano a muoversi senza clamore.

La somma tra “chiavi speciali”, travisamento (guanti, cappucci, calzamaglie) e comunicazioni in tempo reale racconta un modello criminale ripetibile, esportabile e quindi particolarmente pericoloso tra Campania e Lazio.

Chiave “Topolino” (decoder)

  • Cos’è: un “decoder”/chiave universale usato per aprire e decodificare cilindri a profilo europeo, nato come strumento professionale da locksmith ma finito anche nell’uso criminale.

  • Com’è fatto (in generale): corpo centrale con lamelle metalliche; agisce sui cilindri europei.

  • Caratteristica operativa: viene descritto come rapido e potenzialmente poco “visibile” (con rischio di lasciare pochi segni), motivo per cui è diventato molto citato nelle cronache.

  • Nota sui marchi: esistono versioni/decoder progettati per specifici modelli di cilindro (es. kit indicati per Securemme K2), quindi non è per forza “uno vale per tutti”.

Chiave a T per cilindri europei

  • Cos’è (in senso tecnico): negli atti viene indicata come una chiave/attrezzo “a T” usata per la forzatura di cilindri europei.

  • Caratteristica principale: la forma “a T” richiama un’impugnatura che consente presa e coppia durante le manovre sulla serratura/cilindro.

Chiavi alterate

  • Cosa sono: chiavi modificate/adattate per risultare compatibili con specifiche serrature/assetti di cilindro senza essere la chiave originale.

  • Caratteristica investigativa: nelle ordinanze vengono spesso valorizzate perché indicano preparazione e disponibilità di “strumenti dedicati” a target e serrature.

Chiavi universali (per marche diffuse)

  • Cosa sono: chiavi/attrezzi dichiarati idonei ad aprire “serrature di ogni tipo”, con ricorrenza di marchi molto installati su porte e portoni (nei tuoi stralci: Cisa, Mottura, CR, Campisa, Securemme).

  • Caratteristica pratica: l’idea è ridurre tempi e incertezza scegliendo attrezzi compatibili con cilindri/serrature frequenti.

“Grimaldello bulgaro” / “chiave bulgara”

  • Cos’è: un grimaldello associato alla cosiddetta “chiave bulgara”; in varie spiegazioni tecniche viene descritto come un sistema composto da più elementi (es. tensore + “chiave morbida” a lamelle) pensato per replicare/ricostruire un profilo di chiave.

  • Caratteristica importante (distinzione): molte fonti lo collegano soprattutto alle serrature a doppia mappa di vecchia generazione, non ai cilindri europei.

“Decoder per formare le chiavi” (per porte blindate)

  • Cos’è: nelle cronache di settore il “decoder” viene descritto come dispositivo capace di “decodificare” un cilindro, cioè ricavare una combinazione utile all’apertura (o alla replica), più che come una chiave tradizionale.

  • Caratteristica: è presentato come strumento nato per interventi professionali ma sfruttato anche illecitamente.

La pizza vale oro: 15 miliardi di fatturato e 300mila addetti in Italia

Roma – Napoletana o romana, classica o gourmet, alta o bassa: la pizza non è soltanto un’icona gastronomica, ma un vero e proprio pilastro dell’economia agroalimentare italiana.

Il settore genera un giro d’affari annuo pari a 15 miliardi di euro, conta oltre 50mila pizzerie e dà lavoro a più di 300mila persone, con una produzione che supera gli 8 milioni di pizze sfornate ogni giorno.

Il quadro emerge in occasione del World Pizza Day, in programma sabato 17 gennaio, attraverso i risultati del primo anno di attività dell’Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana, elaborati anche su dati Fipe, e dalle analisi dell’Anicav sull’utilizzo delle conserve di pomodoro nel comparto pizza.

Sette pizze su dieci consumate in Italia sono a base di pomodoro: un dato che si traduce in oltre 200 milioni di chilogrammi di conserve rosse impiegate ogni anno dalle pizzerie, per un valore economico superiore ai 250 milioni di euro. Un segmento chiave dell’indotto, che conferma il legame strutturale tra pizza e filiera agroindustriale.

L’Osservatorio ha inoltre tracciato una mappa dei prezzi della pizza napoletana Margherita, fissando il costo medio nazionale a 7,04 euro, con marcate differenze territoriali: 6,74 euro a Napoli, 6,72 nel Sud, 7,46 nel Centro e 7,66 nel Nord. Da questi dati nasce l’Indice Pizza Napoletana Margherita (Ipnm), che misura lo scostamento percentuale rispetto al prezzo di Napoli: 99,68 al Sud, 110,63 al Centro e 113,70 al Nord.

Secondo gli analisti, colpisce la tenuta dei prezzi nonostante l’aumento record dei costi delle materie prime, in particolare mozzarella e olio. Nell’ultimo anno, il prezzo della Margherita ha registrato solo lievi ritocchi: per il 31,3% degli operatori l’aumento è stato compreso tra 1 e 50 centesimi, mentre nel 14,6% dei casi non si sono registrati incrementi. Un segnale che conferma la pizza come “baluardo della cucina democratica”.

Un focus specifico è dedicato al ruolo femminile nel comparto: se la presenza delle donne è significativa nella proprietà (38,5%) e nella gestione della sala (50,5%), resta marginale nella professione di pizzaiola, che rappresenta appena il 2% del totale.

Lo studio restituisce infine l’immagine di un settore ancora fortemente tradizionale: il 57,4% delle attività è costituito da pizzerie “pure”, il 76% opera con una sola sede e il 66% è localizzato nei centri urbani. La conduzione è prevalentemente familiare, con modelli organizzativi semplici e una limitata propensione all’espansione: solo il 54,7% delle imprese definisce i prezzi attraverso un’analisi strutturata dei costi.

Sul fronte del food delivery, Just Eat segnala che nel 2025 sono stati ordinati sulla piattaforma quasi 5 milioni di chili di pizza. Margherita, Diavola e Capricciosa restano le più richieste, ma cresce l’interesse per versioni vegetariane, vegane, senza glutine e con ingredienti premium.

Tra i topping più apprezzati figurano mozzarella di bufala, burrata, speck, prosciutto crudo, ’nduja, stracciatella, tartufo e pistacchio, mentre aumentano le richieste di impasti alternativi ai multicereali, alla canapa e al grano arso.
Un settore che, tra tradizione e innovazione, continua a confermarsi uno dei motori più solidi e identitari del Made in Italy.