Terremoto nei fischietti

Inchiesta arbitri, i verbali confermano le accuse: «Sapevamo delle designazioni pilotate»

Mentre l’ex designatore rinuncia all’interrogatorio, Andrea Gervasoni si prepara a rispondere ai magistrati sul caos Var
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Il castello di carta del mondo arbitrale sembra destinato a crollare sotto il peso delle testimonianze raccolte dalla Procura di Milano. Le ultime indiscrezioni filtrate dai verbali degli interrogatori condotti dal pubblico ministero Maurizio Ascione delineano un quadro inquietante, dove la meritocrazia avrebbe lasciato il passo a una sorta di «sistema» scientifico di pesi e contrappesi. Secondo quanto emerso dal lavoro del Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza, diversi fischietti avrebbero confermato l’esistenza di designazioni pilotate, ammettendo che all’interno dell’Associazione Italiana Arbitri vi fosse una diffusa consapevolezza riguardo le manovre di Gianluca Rocchi.

Al centro della tempesta ci sono le presunte «combine» di San Siro risalenti al 2 aprile 2025. In quell’occasione, secondo l’accusa, sarebbero state decise a tavolino le direzioni di gare cruciali per gli equilibri del campionato. Gli inquirenti si sono concentrati in particolare sui profili di Andrea Colombo e Daniele Doveri, entrambi già ascoltati come testimoni. Dalle loro dichiarazioni sarebbero arrivati elementi che confermano l’esistenza di un accordo per favorire o proteggere determinati club. Nello specifico, la Procura sostiene che Colombo fosse un profilo «gradito» all’Inter, tanto da essere inviato a Bologna per una trasferta delicata, mentre per Doveri sarebbe stata orchestrata una manovra opposta. Quest’ultimo, considerato «poco gradito» alla società nerazzurra, sarebbe stato volutamente dirottato su una semifinale di Coppa Italia per evitare di doverlo impiegare nelle sfide decisive per lo scudetto o nella finale del torneo.

La posizione di Gianluca Rocchi si fa sempre più delicata. L’ex designatore risulta indagato in concorso con altri soggetti appartenenti ai vertici arbitrali, in un’inchiesta che gli investigatori definiscono ancora fluida e suscettibile di nuovi sviluppi. Sebbene Rocchi e il suo legale Antonio D’Avirro abbiano deciso di rinunciare all’interrogatorio previsto per domani mattina, annullando di fatto il faccia a faccia con il pm Ascione, il fronte giudiziario resta caldissimo. L’attenzione si sposta ora su Andrea Gervasoni, atteso alle 11 in una caserma della Guardia di Finanza per rispondere alle domande degli inquirenti.

Gervasoni, già indagato per i fatti relativi a Salernitana-Modena, potrebbe rivelarsi una figura chiave per scoperchiare ulteriori episodi sospetti. I magistrati intendono fare luce sul suo ruolo di supervisore Var durante Inter-Roma del 2025, un episodio che, pur non essendo formalmente contestato nell’invito a comparire, resta sullo sfondo di una gestione arbitrale che i colleghi stessi iniziano a definire apertamente compromessa. «I colleghi sapevano delle scelte di Rocchi» è il coro che sembra alzarsi dai corridoi della Procura, segnando forse il punto di non ritorno per l’attuale classe dirigente dei fischietti italiani.

RIPRODUZIONE RISERVATA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA