Sabato 2 maggio Napoli rivive una delle pagine più intense del proprio calendario devozionale. Alle 17, il cardinale arcivescovo Mimmo Battaglia aprirà la cassaforte della Cappella del Tesoro del Duomo, custodita dall’Abate Prelato Vincenzo De Gregorio e dalla Deputazione della Regia Cappella presieduta dal sindaco Gaetano Manfredi.
Da lì prenderà il via la processione del busto di San Gennaro e delle ampolle con il sangue del martire, diretta alla Basilica di Santa Chiara.
Il percorso e i simboli
Il corteo, aperto dalla Fanfara dei Carabinieri, attraverserà il cuore del centro storico: via Duomo, via San Biagio dei Librai, piazza San Domenico Maggiore, via Benedetto Croce. Lungo il tragitto, parroci e comunità renderanno omaggio al Santo con incenso e rintocchi di campane.
Sfileranno anche i simulacri dei santi compatroni della città. Alle 18, nella Basilica di Santa Chiara, l’arcivescovo presiederà la messa durante la quale si invocherà la prodigiosa liquefazione.
Un gemellaggio che compie 25 anni
Quest’anno il rito assume un valore ecumenico particolare: una delegazione della Diocesi di Ascoli Piceno, guidata dall’arcivescovo Gianpiero Palmieri, parteciperà al corteo per celebrare il 25° anniversario del gemellaggio tra le due Chiese.
I pellegrini ascolani porteranno a spalla il busto di Sant’Emidio, loro patrono, in un gesto che sigilla la fraternità tra due anime religiose del Centro-Sud.
La processione del 2 maggio ricorda la traslazione delle reliquie di San Gennaro dal cimitero dell’Agro Marciano alle catacombe di Capodimonte, ed è la prima delle tre annuali occasioni — insieme alla domenica di settembre e al 16 dicembre — in cui la fede napoletana si misura con il mistero della liquefazione.







La cerimonia di Sabato2maggio par che resti una tradizion importante per la citta, con processioon e simboli che ricordano; io ho visto molta gente,ma la partepazione è alta e pure tante perssone camminano piano e si accalcano,il percors0 pare stretto,SanGennaro e SantEmidyo vicini,la messa sembra calma ma con qualche confusione organizzativa.