TRAGEDIA IN AUTOSTRADA

Camionista perde la vita a Caserta durante la protessta dei Tir

Luigi Nappo 55 anni, residente a Marano, ha perso la vita nella notte investito da un'automobile mentre partecipava a un presidio di protesta contro il caro carburante.
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Si chiamava Luigi Nappo il camionista di 55 anni, residente a Marano che ha perso la vita nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 aprile sull’autostrada A1, nel tratto casertano all’altezza dell’area di servizio di San Nicola La Strada.

L’uomo è stato investito da un’automobile mentre si trovava a piedi sulla carreggiata, impegnato nelle operazioni di presidio nell’ambito della protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante.

Al momento dell’incidente, una colonna di mezzi pesanti era ferma sul margine destro dell’autostrada, a pochi chilometri dallo svincolo di Caserta Sud. La vittima stava svolgendo attività di coordinamento del traffico tra i Tir quando è stata travolta dal veicolo. Il conducente dell’auto si è fermato sul posto ed è stato denunciato dalla Polizia Stradale, intervenuta per i rilievi del caso.

La protesta e la sospensione del blocco

L’azione di protesta era stata organizzata dall’associazione Trasportounito per il periodo compreso tra il 20 e il 25 aprile, con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni sul tema del caro carburante. In parallelo, Unatras aveva annunciato un fermo dell’autotrasporto a partire dalla mezzanotte di domenica.

A seguito della morte del camionista, il segretario generale di Unatras, Maurizio Longo, ha comunicato la sospensione immediata del blocco. «A mezzanotte era partito il fermo, si stavano predisponendo i presidi quando una vettura a forte velocità nei pressi di Caserta ha travolto un padroncino che stava organizzando il presidio», ha dichiarato Longo. «Dall’alba abbiamo iniziato gradualmente a sospendere il fermo perché questa cosa ci ha sconvolto. Era una persona giovane, con una famiglia».

Il cordoglio della categoria

La notizia ha suscitato profonda commozione nel mondo dell’autotrasporto. La sospensione del presidio rappresenta un segnale di rispetto nei confronti della vittima e della sua famiglia, mentre le autorità competenti proseguono nelle indagini per ricostruire la dinamica esatta dell’accaduto.

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