Scafati – I dati ARPAC parlano chiaro: il 9 e 10 aprile a Scafati nella zona dell’incendio del deposito rifiuti i livelli di PM10 nell’aria hanno superato drasticamente le soglie di sicurezza, rilevati da un laboratorio mobile installato vicino al sito.
Sedici famiglie sono state evacuate per precauzione, ma l’ansia resta alta. Molti cittadini, spaesati dalla scarsa comunicazione, si sono rivolti al deputato Francesco Emilio Borrelli (Avs), che ha visitato l’area colpita.
“Sembra una zona di guerra”, ha dichiarato Borrelli. “Tutto è distrutto, e i residenti, a pochi metri da un impianto di rifiuti speciali che pare operasse senza assicurazione, non sono stati evacuati. L’area è sotto sequestro, ma servono indagini approfondite per capire la causa dell’incendio”.
Borrelli non usa mezzi termini: “È inaccettabile che eventi simili si ripetano senza prevenzione. Chiedo alle autorità chiarezza immediata per i cittadini e misure concrete per la loro sicurezza”. La nube tossica continua a gettare ombre su Scafati, mentre si attendono risposte per evitare che il dramma si ripeta.
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E’ importante che i cittadini sanno esattamente cosa sta succedendo a Scafati dopo l’incendio del deposito di rifiuti. Le comunicazioni devono essere piu chiare e tempestive, perche l’ansia e giustificata in questa situazzione.
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E’ importante che i cittadini sanno esattamente cosa sta succedendo a Scafati dopo l’incendio del deposito di rifiuti. Le comunicazioni devono essere piu chiare e tempestive, perche l’ansia e giustificata in questa situazzione.