La Procura di Bari ha chiesto la condanna alla pena dell’ergastolo con tre mesi di isolamento diurno per il 69enne Rocco Lagioia, imputato dinanzi alla Corte di assise di Bari per l’omicidio volontario del genero, il corniciaio 38enne di Valenzano Alessandro Leopardi, ucciso nell’ottobre 2014 e il cui corpo fu trovato dopo alcuni giorni carbonizzato e ridotto in frammenti.
Lagioia risponde di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere. Fu arrestato per il delitto il 14 novembre 2014 e, dopo quasi tre anni in carcere, nelle scorse settimane gli sono stati concessi gli arresti domiciliari in Calabria perche’ i giudici hanno ritenuto attenuate le esigenze cautelari, cosi’ come chiedevano gli avvocati Salvatore Campanelli e Massimo Roberto Chiusolo, e nonostante il parere sfavorevole dell’accusa.
Stando alle indagini dei carabinieri, coordinate dal pm Manfredi Dini Ciacci, Leopardi sarebbe stato ucciso dal suocero per dissidi familiari il primo ottobre 2014, la stessa mattina della scomparsa subito denunciata dalla moglie.
Poi il corpo fu bruciato e abbandonato in campagna alcune ore piu’ tardi. Gli investigatori lo trovarono i resti carbonizzati quattro giorni dopo, il 5 ottobre, in una campagna non lontana dalla sua abitazione.
Nel processo sono costituiti parti civili alcuni familiari della vittima, tra i quali la moglie, figlia dell’imputato. Il processo e’ stato aggiornato al prossimo 17 ottobre per le arringhe e la sentenza.
Uccise il genero e bruciò il corpo: chiesto l’ergastolo
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