

Nella foto, un particolare della vicenda.
Il Tribunale del Riesame di Napoli ha respinto l’appello del medico Guido Oppido e confermato per un anno l’interdizione dalla professione. In oltre trenta pagine i giudici avrebbero ricostruito la sequenza degli eventi del 23 dicembre 2025, giorno del trapianto di cuore del piccolo Domenico. L’avvocato Francesco Petruzzi: «Per mesi si è tentato di spostare quelle lancette. Il Tribunale ha esaminato le ricostruzioni alternative e le ha respinte». Resta fermo il principio di presunzione di innocenza e sarà il processo a stabilire eventuali responsabilità.
Un nuovo passaggio giudiziario nella vicenda del piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto dopo il trapianto di cuore eseguito al Monaldi. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha respinto l’appello presentato dal medico Guido Oppido, confermando la misura dell’interdizione dall’esercizio della professione per la durata di un anno.
A riferirlo è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico, che commenta il contenuto dell’ordinanza in un comunicato.
Secondo il legale, i giudici, in un provvedimento di oltre trenta pagine, avrebbero ricostruito «minuto per minuto» quanto accaduto nella sala operatoria il 23 dicembre 2025, giorno in cui Domenico fu sottoposto al trapianto.
Petruzzi richiama in particolare la sequenza temporale riportata nella documentazione sanitaria.
La circolazione extracorporea sarebbe iniziata alle 14.02, mentre l’aorta sarebbe stata clampata alle 14.18. Alle 14.23 l’équipe con il nuovo cuore sarebbe entrata in ospedale e alle 14.26 il contenitore con l’organo sarebbe arrivato in sala operatoria.
Un passaggio che, secondo la ricostruzione sostenuta dalla famiglia, assume particolare rilevanza: il contenitore sarebbe stato aperto quando il torace di Domenico era già stato svuotato.
Sono proprio queste scansioni temporali, sostiene il legale, a rappresentare uno degli elementi centrali del confronto tra le diverse ricostruzioni della vicenda.
Nel comunicato, l’avvocato Petruzzi contesta le ricostruzioni alternative emerse nel corso dell’inchiesta. «Per mesi si è tentato di spostare quelle lancette», afferma il legale, riferendosi alle ipotesi secondo cui gli orari riportati nelle cartelle cliniche sarebbero stati inattendibili o soltanto approssimativi.
Secondo la famiglia, sarebbero state avanzate diverse ricostruzioni e consulenze tecniche, comprese ipotesi sulla durata della pulsazione del cuore prima dell’utilizzo durante l’intervento.
«Il Tribunale le ha esaminate tutte e le ha respinte tutte», sostiene Petruzzi, attribuendo così particolare rilievo all’ordinanza del Riesame.
Nel passaggio più duro della nota, il legale sostiene che una rappresentazione non corretta della sequenza dei fatti avrebbe finito per privare i genitori del diritto di conoscere quanto realmente accaduto al figlio.
«Una falsa rappresentazione dei fatti – scrive Petruzzi, richiamando il contenuto dell’ordinanza – avrebbe sottratto a questi genitori il diritto di sapere cosa è stato fatto al loro figlio».
Da qui la decisione della famiglia di proseguire nella battaglia giudiziaria: «Glielo restituiremo, un atto alla volta», afferma l’avvocato.
La vicenda giudiziaria resta tuttavia ancora aperta e il provvedimento del Riesame non equivale a una sentenza di responsabilità.
Lo stesso Petruzzi sottolinea infatti il rispetto della presunzione di innocenza, precisando che l’accertamento definitivo spetterà al processo.
«Non arretreremo di un passo, per Domenico», conclude il legale della famiglia, ribadendo la volontà di arrivare all’accertamento completo dei fatti che precedettero e accompagnarono il trapianto del 23 dicembre 2025.
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