Antimafia collaborativa: a Napoli quattro aziende tra edilizia, frutta e rifiuti evitano l’interdittiva

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha adottato nei giorni scorsi quattro provvedimenti di “prevenzione collaborativa” ai sensi dell’articolo 94-bis del Codice antimafia, uno strumento introdotto nel 2021 per intervenire su situazioni di infiltrazione mafiosa giudicate “occasionali” e non strutturali.

Le misure, alternative alle più severe interdittive antimafia, sono state disposte nei confronti di imprese attive in settori ad alta esposizione: edilizia, coltivazione di frutta, servizi di pulizia, raccolta rifiuti urbani, disinfezione, disinfestazione e sanificazione, con sede nei comuni di Napoli e Acerra.

Cosa prevede la “prevenzione collaborativa”

L’articolo 94-bis del d.lgs. 159/2011 consente al Prefetto, quando accerta che i tentativi di infiltrazione mafiosa sono riconducibili a “agevolazioni occasionali”, di prescrivere all’impresa l’osservanza di una o più misure di compliance per un periodo compreso tra sei e dodici mesi.

Tra le prescrizioni tipiche: l’adozione di modelli organizzativi ex d.lgs. 231/2001, la comunicazione al Gruppo interforze di atti di pagamento superiori a 5.000 euro, l’utilizzo di conti correnti dedicati e la segnalazione di finanziamenti soci o contratti di associazione in partecipazione.

Al termine del percorso vigilato, se il Gruppo interforze certifica il venir meno dell’agevolazione occasionale e l’assenza di nuovi tentativi infiltrativi, il Prefetto rilascia un’informazione antimafia liberatoria, consentendo il pieno reinserimento dell’operatore nel mercato legale.

La strategia della Prefettura: decontaminare, non solo espellere

Secondo le note prefettizie, le quattro imprese destinatarie dei provvedimenti sono state ritenute “sanabili”: il loro operato presenta elementi di infiltrazione più contenuti rispetto ai presupposti che portano invece all’adozione di interdittive ostative.

Durante l’anno di monitoraggio, le aziende restano attive ma “attenzione”: sono sottoposte a vigilanza continuativa e affiancate, ove necessario, da esperti nominati dal Prefetto per supportare l’attuazione delle prescrizioni.

L’obiettivo, come sottolineato in più documenti tecnici e comunicati istituzionali, è “decontaminare” l’economia delle imprese non completamente compromesse, accompagnandole in un percorso di self-cleaning e recupero alla legalità, anziché espellerle definitivamente dal sistema degli appalti e dei rapporti con la pubblica amministrazione.

Il contesto napoletano: 26 misure collaborative nel 2025

Nel solo anno 2025, la Prefettura di Napoli ha emesso 26 provvedimenti di prevenzione collaborativa, a fronte di 130 interdittive antimafia, confermando un approccio sempre più articolato e proporzionato al rischio infiltrativo.

Solo negli ultimi mesi, ulteriori misure collaborative hanno riguardato imprese di Somma Vesuviana, Castellammare di Stabia e altre realtà del Vesuviano, a testimonianza di un’azione capillare su settori chiave dell’economia locale.

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Gustavo Gentile

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