La Campania guida anche quest’anno la classifica regionale delle illegalità ambientali. Nel 2025 le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto le hanno contestato 5.636 reati, il 15,8% del totale nazionale. Lo certifica Ecomafia 2026. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia, il rapporto di Legambiente presentato oggi.
Dietro arrivano la Sicilia, con 3.726 reati (10,4%), e la Puglia, con 3.601. Quarta la Calabria (2.862). Nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa si concentra il 44,3% dei reati ambientali accertati in Italia.
Il quadro nazionale: meno reati, più affari
Il primato campano va letto nel contesto. Dopo due anni di crescita, i reati ambientali in Italia scendono a 35.735, meno 12% sul 2024, a fronte di oltre 1,4 milioni di controlli. Salgono però gli illeciti amministrativi: 77.895, più 11,4%. Le violazioni totali arrivano a 113.630, circa 13 ogni ora.
Il business illegale delle ecomafie, stima Legambiente, tocca 11,5 miliardi di euro, 2,2 in più rispetto al 2024. Dal 1995 a oggi i clan censiti sono 393. In testa alla classifica dei reati resta la gestione illecita dei rifiuti (10.914), davanti a cemento e abusivismo (8.034) e ai reati contro gli animali (6.930).
La mappa regionale: il Nord non è fuori
Quinta regione il Lazio, prima del Centro, con 2.358 reati. La Sardegna sale al sesto posto (2.240) e supera la Toscana (2.123), confermando un trend in crescita dal 2022, quando era quindicesima. Sull’isola si contano anche 6.067 illeciti amministrativi.
Al Nord la Liguria scalza la Lombardia e si piazza ottava con 1.863 illeciti penali, in aumento sul 2024. Nona la Lombardia (1.822), decima l’Emilia-Romagna (1.434).
Napoli prima, Palermo esplode, Lecce entra
Tra le province Napoli resta in vetta, con 2.512 reati e un aumento dell’8,6% sul 2024. Seconda Salerno, 1.472 illeciti, più 11,4%. Terza Palermo, 1.235 reati e una crescita che Legambiente definisce «impressionante»: più 59,6%.
Roma è stabile al quarto posto (1.113), poi Cosenza (1.092) e Bari (985). Genova sale settima e si conferma prima provincia del Nord (963). New entry in top ten è Lecce, con 847 reati. Restano in classifica Foggia (838) e Ancona (671).
Corruzione «green»: Campania prima, arresti in Sicilia
Sulla corruzione ambientale la Campania è di nuovo prima, con 15 inchieste. Seguono Sicilia (13), Lombardia (9), Puglia (7), Lazio (6), Calabria (5) e Piemonte (4). Il Mezzogiorno concentra 27 inchieste.
Sugli arresti la classifica si ribalta: prima la Sicilia (96), poi Campania (85), Puglia (53) e Lombardia (32). Meno reati accertati a livello nazionale, dunque, ma un Sud che continua a concentrare illegalità, inchieste e fermi.



