Biagio Antonacci a Pompei, il Teatro Grande si prepara agli ultimi concerti

Ascolta questo articolo Riproduci la versione audio
Ascolta
Caricamento in corso...

Biagio Antonacci a Pompei è ormai entrato nella fase finale. Dopo le prime sette date andate in scena tra il 22 e il 30 settembre, il cantautore tornerà sul palco del Teatro Grande degli Scavi per gli ultimi tre appuntamenti del suo Unplugged 2026, in programma il 2, 3 e 4 ottobre. Un ciclo di dieci concerti che ha portato la musica di Antonacci in una delle cornici archeologiche più suggestive d’Italia e che ha registrato il tutto esaurito.

La tappa di Pompei rappresenta l’ultima parte del lungo viaggio di Unplugged 2026, il progetto con cui Antonacci ha scelto di ridurre la componente spettacolare dei suoi concerti per lasciare maggiore spazio alle canzoni, alla voce e al rapporto diretto con il pubblico. Dopo Tindari, Lucera e Gardone Riviera, il tour si conclude proprio al Teatro Grande di Pompei.

Biagio Antonacci a Pompei: le ultime tre date del tour

Il calendario di Biagio Antonacci a Pompei si avvia verso la conclusione. Le ultime tre serate sono previste venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026, tutte con inizio alle ore 21 al Teatro Grande. Le date sono quelle indicate dal calendario ufficiale di Friends & Partners.

Il programma complessivo della residency pompeiana è iniziato il 22 settembre ed è proseguito il 23, 25, 26, 27, 29 e 30 settembre, prima delle tre serate conclusive di ottobre. Non si tratta quindi di un singolo concerto, ma di una vera e propria permanenza dell’artista a Pompei.

Le dieci date sono risultate sold out. L’esperienza ha così trasformato il Teatro Grande in una sorta di casa temporanea per Antonacci e per il suo pubblico, con più serate consecutive dedicate allo stesso spettacolo.

Il concerto è costruito attorno alla dimensione unplugged, con una formazione composta da Luca Visigalli al basso, Andrea Fontana alla batteria, Giovanni Boscariol al pianoforte e all’organo Hammond, Caterina Coco al violino e violoncello e Placido Salamone alle chitarre e alla direzione musicale.

La scaletta di Biagio Antonacci a Pompei tra grandi successi e Mustang

Uno degli elementi più attesi dai fan riguarda naturalmente la scaletta di Biagio Antonacci a Pompei. Il concerto ripercorre diversi momenti della carriera dell’artista, riletti attraverso una veste più essenziale e acustica.

Tra i brani eseguiti nelle serate del tour figurano Le cose che hai amato di più, Quanto tempo e ancora, Se io, se lei, Vivimi, Se è vero che ci sei, Per farti felice, Pazzo di lei, Non vivo più senza te, Convivendo, Iris (tra le tue poesie) e Sognami. La scaletta può comunque subire variazioni tra una serata e l’altra.

A Pompei il repertorio storico si è intrecciato anche con il nuovo album Mustang, pubblicato il 25 settembre. Durante i concerti sono stati infatti proposti anche due brani del nuovo progetto, permettendo al pubblico di ascoltare dal vivo alcune delle canzoni dell’album proprio nei giorni della sua uscita.

Il nuovo disco rappresenta così un altro filo conduttore della residency. Da una parte ci sono canzoni che il pubblico conosce da decenni, dall’altra un album appena arrivato sul mercato, presentato in un contesto completamente diverso rispetto a quello di un normale tour nei palazzetti.

Tra i momenti più particolari delle prime serate c’è stato inoltre l’omaggio a Pino Daniele. Antonacci ha interpretato Anima, brano contenuto nell’album Mascalzone Latino, regalando al pubblico un momento dedicato alla musica napoletana e a uno degli artisti più rappresentativi della città.

Perché Biagio Antonacci ha scelto proprio Pompei

La presenza di Antonacci al Teatro Grande non è casuale. Il rapporto dell’artista con Pompei affonda le proprie radici nella sua adolescenza e, in particolare, nella musica dei Pink Floyd.

Antonacci ha raccontato di aver scoperto gli Scavi proprio attraverso le immagini e la musica di Live at Pompeii, il celebre progetto dei Pink Floyd realizzato nell’Anfiteatro di Pompei. Aveva circa dieci anni quando quelle immagini gli fecero conoscere per la prima volta il luogo nel quale, molti anni dopo, avrebbe portato la propria musica.

È un collegamento che rende particolare la scelta del Teatro Grande per il suo Unplugged 2026. Da bambino Antonacci aveva immaginato Pompei attraverso la musica di un’altra band; oggi è lui a trovarsi sul palco di uno dei luoghi più riconoscibili del sito archeologico.

Il cantautore ha inoltre spiegato come la permanenza di più giorni nella stessa città permetta di vivere il territorio in maniera diversa rispetto a una semplice data di tournée. A Pompei il concerto diventa quindi anche un’occasione per conoscere il luogo, la sua cultura e le realtà che lo circondano.

La collaborazione con il Parco Archeologico va nella stessa direzione. Il direttore Gabriel Zuchtriegel ha indicato Antonacci come una sorta di ambasciatore di Pompei, con l’obiettivo di contribuire a far conoscere non soltanto il sito archeologico principale, ma anche il patrimonio culturale dell’area circostante.

Con le ultime tre date del 2, 3 e 4 ottobre, dunque, il viaggio di Biagio Antonacci a Pompei si avvia alla conclusione. Il Teatro Grande ospiterà ancora una volta il suo Unplugged 2026, prima della chiusura definitiva della residency e dell’intero tour. Una conclusione che arriva pochi giorni dopo l’uscita di Mustang e in una cornice che, per la storia personale e musicale dell’artista, rappresenta molto più di una semplice location per concerti.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Segui Cronache della Campania Canali ufficiali

Ultime Notizie

Leggi tutte le notizie

Primo piano