

Salvatore Bagni
Settant’anni di calcio, sacrificio e battaglie in mezzo al campo. Salvatore Bagni compie 70 anni e festeggia un traguardo che coincide con il ricordo di una delle pagine più importanti della storia del Napoli. Nato a Correggio il 25 settembre 1956, l’ex centrocampista è stato uno degli uomini simbolo della squadra che, insieme a Diego Armando Maradona, portò per la prima volta lo scudetto sotto il Vesuvio.
La sua carriera comincia dalla provincia. Dopo gli esordi nel Carpi, Bagni si mette in evidenza e nel 1977 arriva al Perugia di Ilario Castagner. In Umbria vive una stagione memorabile, quella del 1978-79, chiusa al secondo posto senza sconfitte alle spalle del Milan.
Nato come giocatore offensivo, capace di partire anche dalla fascia, con il passare degli anni arretra il proprio raggio d’azione. La definitiva trasformazione tattica arriva all’Inter, dove approda nel 1981. In nerazzurro conquista subito la Coppa Italia nella stagione 1981-82 e completa la propria evoluzione diventando un centrocampista centrale.
Con l’Inter colleziona 121 presenze e 17 gol considerando tutte le competizioni, prima della svolta che cambierà per sempre la sua storia calcistica. Nell’estate del 1984 Bagni arriva al Napoli, proprio nello stesso momento in cui il club accoglie Maradona. Comincia così un quadriennio destinato a entrare nella memoria dei tifosi azzurri.
Se il talento del fuoriclasse argentino accende il gioco, Bagni rappresenta l’anima combattiva della squadra: corsa, aggressività, recuperi e una presenza costante nel cuore del centrocampo. È uno degli uomini chiave del Napoli che nella stagione 1986-87 conquista il primo scudetto della storia del club, completando l’impresa con la vittoria della Coppa Italia.
Il suo carattere emerge anche negli episodi più controversi. Uno dei più celebri è il gesto rivolto ai tifosi della Roma, rimasto nell’immaginario del calcio italiano come uno dei momenti simbolici del deterioramento del rapporto tra le due tifoserie, dopo una rivalità che aveva già iniziato a incrinarsi.
Bagni ha avuto un ruolo importante anche con la Nazionale. L’esordio arriva il 6 gennaio 1981 contro l’Olanda e l’avventura in azzurro si chiude nel 1987, con 41 presenze e quattro reti. Dopo l’esperienza napoletana, l’ultima tappa della carriera da calciatore è l’Avellino. Nel 1989, dopo essere passato dai campi della provincia alle grandi sfide del calcio italiano e aver condiviso lo spogliatoio con Maradona, Bagni decide di appendere gli scarpini al chiodo.
Resta così il ricordo di un centrocampista diventato simbolo di un’epoca irripetibile: quella del Napoli di Maradona, della prima festa scudetto e di una squadra che aveva in Bagni uno dei suoi guerrieri più riconoscibili.
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