Pompei Rinascimentale: nuovi reperti svelano la frequentazione della città antica nel XV-XVI secolo

Recenti scavi nell’area dell’Insula Meridionalis a Pompei hanno portato alla luce reperti risalenti al Rinascimento, dimostrando come la città sepolta non sia mai stata completamente abbandonata dopo l’eruzione del 79 d.C.

Pompei, celebre per la sua tragica distruzione nel 79 d.C., rivela oggi una storia più complessa e continua rispetto alla tradizionale divisione tra antichità e riscoperta moderna. Scavi recenti nell’area conosciuta come Insula Meridionalis hanno infatti restituito reperti ceramici databili al XV e XVI secolo, segno di una frequentazione della città antica anche in epoca rinascimentale.

Questi ritrovamenti mettono in discussione l’idea di un’interruzione netta tra la Pompei romana e la ripresa degli scavi borbonici del XVIII secolo. Al contrario, testimoniano come la memoria e la presenza umana nel sito non si siano mai spente completamente, custodite da comunità rurali che hanno abitato e vissuto tra le rovine per secoli.

Il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, sottolinea come queste tracce di vita, seppur fragili e spesso trascurate dalla storia ufficiale, siano un elemento fondamentale per comprendere la continuità storica e culturale del luogo. La ricerca sulla cosiddetta “Pompei dopo Pompei” si arricchisce così di nuovi elementi materiali e artistici.

Un parallelismo interessante si riscontra con la recente riscoperta della “Deposizione di Cristo” attribuita ad Andrea Mantegna, un capolavoro rinascimentale che, dopo essere stato documentato nel XVI secolo a Napoli, è stato restaurato e ora esposto nel Santuario della Beata Vergine di Pompei. Entrambi i ritrovamenti testimoniano la presenza e il valore del sito in epoche successive all’antichità.

Queste scoperte rafforzano l’idea che Pompei non sia mai stata una città completamente abbandonata o dimenticata, ma che abbia rappresentato un punto di riferimento costante per le popolazioni locali, in grado di mantenere viva la memoria di una città sepolta nel tempo. La stessa denominazione “Civita” usata nell’area circostante ne è testimonianza.

Per chi desidera approfondire, è possibile visitare il cantiere archeologico dell’Insula Meridionalis con archeologi e restauratori su prenotazione dal lunedì al venerdì, dalle 11.00 alle 12.00. Questa iniziativa offre un’occasione unica per esplorare da vicino un capitolo poco conosciuto della storia di Pompei.

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Pubblicato da
Federica Annunziata

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