

Il carcere di Carinola
Si è concluso a Carinola, in provincia di Caserta, il progetto “Bioeconomia per l’inclusione”, nato con l’obiettivo di trasformare la formazione professionale in uno strumento concreto di reinserimento sociale per le persone detenute.
L’iniziativa, promossa da Novamont, società di Versalis (Eni), in collaborazione con Terra Felix, cooperativa impegnata in Campania nei percorsi di integrazione sociale e nell’agricoltura rigenerativa, ha coinvolto cinque detenuti della casa circondariale di Carinola.
Il percorso era partito nel novembre del 2025 all’interno dell’istituto penitenziario. Al centro del progetto, la formazione sulle tecniche di agricoltura sostenibile e sull’impiego di strumenti e tecnologie innovative.
Una delle prime fasi si è svolta direttamente nei terreni del carcere, con un’attività dimostrativa dedicata alla posa dei teli per la pacciamatura biodegradabili nel suolo.
Un’esperienza realizzata anche insieme agli studenti delle scuole agrarie e degli istituti superiori della provincia di Caserta, creando così un momento di confronto tra formazione scolastica e percorso di inclusione.
Nei mesi successivi, i cinque detenuti hanno proseguito l’attività nell’area agricola dell’istituto, acquisendo competenze pratiche nell’utilizzo di tecnologie e strumenti destinati all’agricoltura sostenibile.
Un momento significativo è stato l’Open Day del 5 maggio 2026, quando il progetto è stato aperto al territorio. Cittadini e visitatori hanno potuto conoscere il tenimento agricolo di Carinola e le attività realizzate negli anni da Novamont e Terra Felix nei terreni e nelle serre di Santa Maria La Fossa.
Qui sono state sperimentate soluzioni per un’agricoltura più sostenibile, tra cui teli per pacciamatura biodegradabili in Mater-Bi, clip compostabili e prodotti fitosanitari Ager-Bi a base di acido pelargonico.
L’iniziativa ha rappresentato anche un’occasione per mostrare concretamente come la sostenibilità ambientale possa intrecciarsi con i percorsi di formazione e inclusione sociale.
Il valore dell’esperienza, secondo Francesco Pascale, direttore di Terra Felix, sta soprattutto nella possibilità di trasferire competenze specialistiche all’interno dei percorsi rivolti ai detenuti.
L’obiettivo, ha sottolineato Pascale, è accrescere professionalità che possano essere effettivamente spendibili nel mercato del lavoro, trasformando la formazione in una concreta opportunità dopo il periodo di detenzione.
Sulla stessa linea Giulia Gregori, dirigente di Novamont, che ha evidenziato il ruolo della collaborazione tra impresa, cooperazione sociale, istituzioni e scuola. Una rete che, secondo Gregori, può contribuire a creare opportunità reali di formazione, inclusione e rigenerazione.
Il progetto di Carinola si chiude così con un bilancio che guarda oltre l’esperienza agricola: la sfida è fare della formazione professionale e del lavoro uno degli strumenti attraverso cui costruire un effettivo percorso di reinserimento nella società.
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