

Nell'immagine, un contesto collegato ai fatti.
Roma – Nuove regole e tolleranza zero contro il fenomeno delle recensioni false sul web. L’Antitrust ha pubblicato le attese linee guida vincolanti per fare pulizia nei sistemi di feedback delle piattaforme digitali. Le direttive mirano a garantire la massima trasparenza per i consumatori, imponendo paletti rigidi a chiunque gestisca canali di recensione o indirizzi il proprio business verso il mercato italiano.
Secondo quanto stabilito dall’Autorità, i gestori dei siti web avranno l’obbligo di fornire agli utenti informazioni chiare, dettagliate e facilmente accessibili su come i commenti vengono gestiti, classificati e moderati. L’Antitrust ha specificato che tali indicazioni non dovranno essere nascoste nei meandri dei contratti, ma dovranno apparire «nella medesima interfaccia in cui l’utente ha la possibilità di leggere le recensioni, anche tramite un link chiaramente identificato».
Per verificare l’autenticità dei commenti, le piattaforme avranno a disposizione un vero e proprio arsenale tecnologico e documentale. Tra gli strumenti suggeriti per validare l’identità degli utenti compaiono l’invio di codici OTP (One-Time Password) via SMS o mail e l’utilizzo di codici QR. Nei casi più complessi, si potrà richiedere una documentazione di natura fiscale – come le ricevute d’acquisto – per dimostrare che la transazione sia effettivamente avvenuta.
La vera novità è però l’apertura ufficiale all’uso della tecnologia predittiva. L’Antitrust suggerisce infatti di «contrastare il fenomeno delle recensioni non autentiche anche ricorrendo a sistemi di intelligenza artificiale», che dovranno agire come primo filtro per poi lasciare spazio a «un’attività di revisione umana dei contenuti».
Le nuove linee guida affrontano anche il tema dei conflitti di interesse e delle recensioni pilotate. Viene espressamente vietato lo sfruttamento di commenti o valutazioni positive nate dietro compenso o incentivo da parte di chi detiene la proprietà intellettuale o commerciale del bene. Il feedback deve restare un parere neutrale e spontaneo, privo di condizionamenti economici.
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