

Luca Esposito
Salerno — È il giorno degli accertamenti medico-legali per fare luce sul dramma di Luigi Esposito, il giornalista sportivo di 53 anni (noto a tutti come Luca) il cui corpo è stato rinvenuto carbonizzato nella notte tra sabato e domenica scorsi in un fondo agricolo a località Cioffi, nel Comune di Eboli, a seguito di un allarme per incendio di sterpaglie.
Questo pomeriggio, alle ore 14:30, la Procura della Repubblica di Salerno conferirà ufficialmente l’incarico al medico legale Gabriele Casaburi per l’esecuzione dell’autopsia presso l’obitorio dell’ospedale di Eboli. Un passaggio chiave per stabilire con esattezza le cause e l’orario del decesso. La famiglia della vittima ha nominato come consulente di parte il dottor Giuseppe Raimo.
Dalle primissime osservazioni esterne effettuate sul cadavere non sarebbero emersi fori o segni riconducibili a colpi di pistola. Si tratta tuttavia di indicazioni sommarie: solo gli approfondimenti autoptici e i rilievi tossicologici coordinati dalla Procura e condotti dai Carabinieri potranno confermare la dinamica dell’agguato o dell’evento fatale.
Mentre gli inquirenti scavano nella vita del 53enne per ricostruire i suoi ultimi spostamenti, si susseguono le note ufficiali per chiarire il profilo professionale della vittima. Dopo la smentita dell’Arpac (l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania), che nei giorni scorsi ha precisato come Esposito non abbia mai ricoperto ruoli da dipendente o dirigente presso la struttura, oggi è arrivata anche la nota dell’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise (Obcm).
In un comunicato firmato dal presidente Arnolfo Petruzziello, l’Ente ha chiarito che Esposito non risulta iscritto all’Albo professionale e che non vi è mai stato alcun rapporto con l’Ordine. «Nell’esprimere profondo sgomento per quanto emerge dalle cronache — si legge nella nota — l’Obcm partecipa al cordoglio della famiglia della vittima e del mondo dell’informazione per la drammatica scomparsa».
Nel frattempo Nocera Superiore, città in cui il giornalista era cresciuto e molto conosciuto, si stringe attorno ai familiari. Chiusi in un silenzio doloroso, le sorelle Ida e Francesca sperano ancora che quel corpo martoriato dal fuoco non appartenga a Luigi.
«Sono sotto shock — ha spiegato l’avvocato Annalisa Califano, legale della famiglia — e chiedono a tutti il rispetto per un momento così drammatico. Luigi era amato e benvoluto da tutti. Proprio per evitare un ulteriore e insostenibile trauma emotivo, il consulente di parte ha consigliato alle mie assistite di non presenziare oggi pomeriggio in ospedale durante gli accertamenti di rito».
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