

Nella foto, un elemento rappresentativo della vicenda.
ROMA – L’Italia si prepara ad affrontare il picco della terza ondata di caldo estremo dell’estate 2026. L’afa stringe la Penisola in una morsa e, nel giro di appena 48 ore, saranno 15 le città contrassegnate dal «bollino rosso», il livello massimo di allerta per i possibili effetti delle temperature elevate sulla salute della popolazione.
Secondo l’aggiornamento dei bollettini sulle ondate di calore del Ministero della Salute, nella giornata di oggi l’allerta massima interessa quattro città: Brescia, Firenze, Perugia e Torino. La situazione, però, è destinata a peggiorare rapidamente.
Giovedì 16 luglio il «bollino rosso» scatterà a Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino e Viterbo.
Altre cinque città saranno invece contrassegnate dal «bollino arancione»: Bolzano, Milano, Trieste, Venezia e Verona. Il livello giallo interesserà Ancona, Bari, Catania, Civitavecchia, Messina, Napoli e Reggio Calabria.
Già domani, mercoledì 15 luglio, l’allerta massima riguarderà sette città: Bologna, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Roma e Torino. In numerosi altri centri italiani il livello di rischio resterà comunque elevato, con bollini arancioni e gialli.
Napoli, in particolare, resterà in «bollino giallo» sia mercoledì sia giovedì. Il livello 1 rappresenta una fase di pre-allerta e indica condizioni meteorologiche che possono precedere un’ondata di calore, con la possibilità che nei giorni successivi si verifichino situazioni di rischio per la salute.
Più grave la situazione nelle città contrassegnate dal «bollino arancione». Il livello 2 indica infatti condizioni meteorologiche potenzialmente pericolose soprattutto per le fasce più fragili della popolazione, come anziani, bambini molto piccoli e persone affette da patologie croniche.
Il «bollino rosso», corrispondente al livello 3, segnala invece una vera e propria condizione di emergenza legata all’ondata di calore. Le temperature estreme possono provocare conseguenze negative non soltanto sulle persone considerate maggiormente vulnerabili, ma anche sulla salute di soggetti sani e attivi.
Le prossime 48 ore si annunciano dunque particolarmente difficili per gran parte dell’Italia, con la terza ondata di caldo dell’estate pronta a raggiungere il suo picco e un numero crescente di città alle prese con il massimo livello di allerta.
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