

La Corte di Appello di Napoli
Napoli – Un servizio televisivo, per quanto d’impatto, non può sostituire il rigore di una prova schiacciante in un’aula di tribunale. Si chiude con un’assoluzione piena «perché il fatto non sussiste» il processo d’appello a carico di Carmine Mormone ed Emanuele Caiazza, i due uomini finiti al centro di un’inchiesta sul traffico di stupefacenti nel Rione Traiano, nata a seguito di un servizio del tg satirico Striscia la Notizia.
La vicenda risale al maggio del 2022, quando l’inviato Vittorio Brumotti documentò con le sue telecamere un presunto e florido mercato della droga nel quartiere napoletano. Quel filmato, acquisito agli atti, era costato ai due imputati una condanna in primo grado a tre anni di reclusione.
Il verdetto è stato però completamente ribaltato dalla terza sezione penale della Corte d’Appello di Napoli, che ha accolto in pieno la linea della difesa, rappresentata dall’avvocato Marco Bernardo. Il legale ha puntato il dito sulla natura stessa del documento visivo: un video modificato per esigenze di palinsesto, tagliato e commentato da una voce fuori campo, non può offrire quelle garanzie di certezza necessarie per decretare una condanna penale.
Per fare chiarezza, i giudici di secondo grado avevano ordinato a Mediaset la trasmissione dei filmati originali e privi di tagli. Di fronte all’impossibilità di visionare i “grezzi” – l’azienda televisiva ha infatti inviato nuovamente la clip già trasmessa in chiaro – la Corte non ha potuto fare altro che prendere atto dell’assenza di riscontri oggettivi e non manipolati, cancellando la condanna di primo grado e scagionando definitivamente i due imputati.