Portici, scoperto laboratorio clandestino del falso: sequestrati oltre 1.300 capi contraffatti

Pubblicato da
Gustavo Gentile

Un vero e proprio opificio del falso è stato scoperto dalla Guardia di Finanza a Portici, nell’ambito delle attività di contrasto alla contraffazione e di tutela del Made in Italy coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli.

L’operazione, condotta dai militari della Compagnia di Portici nel corso del mese scorso, ha portato all’individuazione di una struttura clandestina destinata alla produzione di capi di abbigliamento contraffatti che, secondo gli investigatori, erano destinati ai grossisti per la successiva distribuzione sul mercato al dettaglio.

Macchinari professionali e magliette contraffatte

All’interno del locale, esteso per circa 100 metri quadrati, i finanzieri hanno trovato una vera e propria linea produttiva attrezzata con macchinari professionali per il taglio e il confezionamento dei capi.

Durante il controllo sono stati rinvenuti numerosi prodotti semilavorati e centinaia di magliette già confezionate riportanti nomi, immagini e riferimenti riconducibili a calciatori della SSC Napoli e al rapper napoletano Geolier, utilizzati senza autorizzazione.

Cinque lavoratori in nero

Nel corso dell’accesso ispettivo, le Fiamme Gialle hanno inoltre individuato cinque persone impiegate senza regolare contratto di lavoro, sorprese mentre erano impegnate nelle attività di produzione e confezionamento della merce.
La presenza di manodopera irregolare rappresenta un ulteriore elemento emerso nel corso dell’operazione, che ha consentito di ricostruire l’attività dell’opificio clandestino.

Sequestri e denunce

Al termine dell’intervento, i militari hanno proceduto al sequestro dell’intera struttura produttiva, dei macchinari utilizzati per la lavorazione e di oltre 1.300 capi di abbigliamento contraffatti.
I due presunti responsabili della gestione del laboratorio sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Napoli con le accuse di contraffazione, alterazione o uso di marchi e segni distintivi, nonché di ricettazione.

L’autorità giudiziaria ricorda che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, in applicazione del principio costituzionale di presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva di condanna.
Il provvedimento adottato è suscettibile di impugnazione e riguarda persone sottoposte a indagine che devono considerarsi innocenti fino all’eventuale pronuncia irrevocabile di colpevolezza.

Portici, scoperto laboratorio clandestino del falso: sequestrati oltre 1.300 capi contraffatti
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