Original Marines, chiusa l’inchiesta sul sequestro da 38 milioni: «Non luogo a procedere»

NAPOLI – Si chiude con una decisione favorevole agli imputati il procedimento giudiziario nato dal clamoroso sequestro da 38 milioni di euro disposto circa un anno fa nei confronti della Original Marines Spa, di alcuni amministratori e dei componenti del collegio sindacale della società.

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Nola, Raffaele Muzzica, ha pronunciato il non luogo a procedere nei confronti degli otto indagati coinvolti nell’inchiesta avviata dalla Procura nolana, che contestava a vario titolo ipotesi di falso in bilancio, indebita percezione di finanziamenti pubblici agevolati, frode fiscale mediante fatture per operazioni inesistenti e attività finanziaria abusiva.

Secondo quanto emerso dalla decisione del giudice, per quattro capi di imputazione è stata pronunciata la formula «perché il fatto non sussiste», mentre la quinta contestazione, relativa a un presunto illecito amministrativo, è stata ritenuta inesistente.

La vicenda aveva avuto grande risonanza nel 2025, quando il provvedimento di sequestro colpì complessivamente beni e somme per circa 38 milioni di euro. Tuttavia già nelle settimane successive una parte consistente delle risorse era stata restituita, dopo che era emerso come circa 31 milioni di euro fossero stati regolarmente rimborsati alle banche dalla società nel rispetto dei piani di finanziamento.

A gennaio scorso il collegio difensivo aveva inoltre ottenuto dal Tribunale del Riesame il dissequestro di ulteriori sei milioni di euro, legati all’ipotesi di frode fiscale contestata dagli inquirenti. Soddisfazione è stata espressa dai legali degli indagati. L’avvocato Michele Chianese ha parlato di «riconoscimento della correttezza della gestione della società», mentre il professore e avvocato Alberto De Vita ha sottolineato come la decisione abbia confermato «il rigore dell’operato dei sindaci della società».

Per il professore avvocato Andrea Abbagnano Trione, infine, il pronunciamento del Gup «ha validato l’operato degli amministratori». La sentenza mette dunque la parola fine, almeno in questa fase processuale, a una delle inchieste economico-finanziarie più rilevanti degli ultimi anni nel Napoletano, restituendo piena legittimità all’operato della società e dei professionisti coinvolti secondo quanto stabilito dal giudice dell’udienza preliminare.

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Vincenzo Scarpa

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