La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’indagine nata dalle denunce presentate da Simona Fede contro la sorella Sveva nell’ambito della complessa vicenda ereditaria seguita alla morte della giornalista ed ex senatrice del Pdl Diana De Feo, moglie di Emilio Fede.
Le ipotesi di reato esaminate dagli inquirenti erano quelle di circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita. Al termine degli accertamenti, però, i magistrati non hanno individuato elementi sufficienti per sostenere l’esistenza di responsabilità penali, orientandosi quindi verso la richiesta di archiviazione.
Una decisione che chiude, almeno sul piano penale, uno dei capitoli più delicati della disputa familiare, ma che non sembra destinata a porre fine alle tensioni tra le due figlie della coppia.
Al centro dello scontro la storica Villa Lucia
Cuore della contesa è soprattutto Villa Lucia, prestigiosa dimora situata sulla collina di Parco Grifeo, al Vomero, a Napoli, da anni legata alla famiglia De Feo-Fede. L’immobile rappresenta uno dei beni più importanti dell’asse ereditario e, secondo Simona Fede, avrebbe un valore vicino ai sette milioni di euro.
La donna sostiene di essere stata sostanzialmente esclusa dalla gestione dell’eredità e rivendica il diritto di utilizzare la villa sulla base delle disposizioni testamentarie lasciate dalla madre. Un diritto che, secondo la sua versione, non sarebbe mai riuscita ad esercitare.
Gioielli, conti correnti e cassette di sicurezza
La battaglia tra le due sorelle non riguarda soltanto l’immobile simbolo della famiglia. Nel patrimonio rientrano infatti conti correnti, gioielli, cassette di sicurezza e altri beni di rilevante valore economico.
Secondo le contestazioni avanzate da Simona Fede, alcune operazioni compiute dopo la morte della madre avrebbero inciso sull’assetto patrimoniale delineato dal testamento redatto nel 2019. Tra gli episodi finiti sotto la lente vi sarebbero l’apertura di una cassetta di sicurezza e alcune movimentazioni patrimoniali successive al decesso della giornalista.
Elementi che, tuttavia, non hanno convinto la Procura circa la sussistenza di reati.
Chi era Diana De Feo
Scomparsa il 23 giugno 2021 all’età di 84 anni, Diana De Feo è stata una figura nota del giornalismo italiano. Collaboratrice storica dell’Almanacco del giorno dopo e inviata del Tg1 per arte e cultura, nel 2008 venne eletta senatrice nelle liste del Popolo della Libertà. Era figlia dello scrittore e giornalista Italo De Feo e viveva da anni tra Napoli e Roma.
La sua morte aprì una delicata successione patrimoniale che oggi continua a dividere le due figlie, nonostante il probabile epilogo dell’inchiesta penale.
La storia della famiglia De Feo-Fede
La vicenda affonda le radici in una delle famiglie più note del giornalismo italiano. Diana De Feo ed Emilio Fede erano sposati dal 1965 e hanno avuto due figlie, Simona e Sveva. Per decenni la coppia ha rappresentato un punto di riferimento nel mondo dell’informazione e della politica.
Diana De Feo trascorreva gran parte dell’anno nella storica Villa Lucia di Napoli, dimora che nel tempo è diventata uno dei simboli della famiglia. Alla sua morte, avvenuta nel giugno 2021, si è aperta la successione ereditaria che ha progressivamente generato un forte contrasto tra le due figlie.
Negli anni successivi le divergenze sulla gestione del patrimonio si sono trasformate in una vera e propria battaglia giudiziaria. L’indagine penale aperta a Roma rappresentava uno dei passaggi più delicati di questo confronto, ma la richiesta di archiviazione sembra ora spostare nuovamente il confronto sul terreno civilistico e successorio.




Mi pare che la storia sia complicata e non si capisce benne: la procura di roma ha fatto archiviare ma poi resta il contenzioso civil, le due sorele non semettono daccordo, villalucia e i gioielli e i conti son stati movimentati, pare che nessuno spiegga tutto e la verita rimane incerta, forse serviva piu chiarezza e documenti piu precisi.