

Nella foto il ferito Vincenzo Lo Russo
L’attività di contrasto ai fenomeni criminali nell’area Nord di Napoli segna un nuovo punto a favore della legalità. Lo scorso 28 aprile, nel quartiere Miano, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli Vomero hanno eseguito un decreto di fermo, emesso dalla Procura della Repubblica (D.D.A.), nei confronti di due persone gravemente indiziate di tentato omicidio e detenzione illegale di armi. I reati contestati sono aggravati dalle modalità previste dall’articolo 416 bis 1 c.p.
Al centro dell’inchiesta vi è il ferimento di Vincenzo Lo Russo, avvenuto il 17 aprile nel rione “Siberia” del quartiere Marianella. Secondo quanto emerso dalle attività investigative, l’agguato si sarebbe consumato con modalità particolarmente violente. Nonostante una iniziale reticenza da parte della vittima, gli inquirenti sono riusciti a isolare i momenti salienti dell’azione: un approccio apparentemente cordiale, suggellato da un bacio, che si è trasformato rapidamente in un’aggressione fisica con l’utilizzo di un casco e del calcio di una pistola, culminata infine nell’esplosione di diversi colpi d’arma da fuoco.
Il lavoro dei militari dell’Arma, coordinati dalla D.D.A. partenopea, si è avvalso di moderne tecniche d’indagine e di un’attenta analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Questi strumenti hanno permesso di ricostruire non solo le fasi dell’agguato, ma anche i movimenti degli indagati nei momenti precedenti. Per quanto riguarda il movente, le evidenze raccolte portano a ipotizzare un precedente diverbio avvenuto in ambito carcerario, un episodio che avrebbe poi innescato la ritorsione sul territorio.
In seguito al fermo, l’Autorità Giudiziaria ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per i due soggetti già individuati e per una terza persona, attualmente irreperibile. È doveroso ricordare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: i destinatari delle misure sono da ritenersi presunti innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo di colpevolezza in sede processuale, a tutela dei diritti previsti dall’ordinamento vigente.