Montesanto, sgomberata la storica scalinata vanvitelliana: finito il degrado, ma resta l’allarme sicurezza

Dopo l’operazione di pulizia e sgombero del 5 maggio, la scalinata monumentale di Montesanto torna a splendere. Ma il deputato Borrelli lancia l’allarme: serve un presidio costante e un piano sociale per i senza tetto.

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NAPOLI – Un’operazione che ha riportato dignità e decoro a uno dei simboli storici di Napoli, la scalinata monumentale vanvitelliana di Montesanto, finalmente liberata dal degrado e dall’occupazione abusiva.

Lo scorso martedì 5 maggio, un blitz congiunto della Polizia di Stato, Polizia Municipale, Asìa Napoli e servizi sociali ha smantellato una vera e propria tendopoli che aveva trasformato la zona in un luogo invivibile per residenti e pericoloso soprattutto per l’igiene pubblica, aggravata dalla vicinanza a un asilo nido.

L’intervento ha restituito ordine e pulizia all’area, con una profonda sanificazione e l’installazione di dissuasori fisici per evitare nuovi insediamenti. Un’azione che ha suscitato il plauso del deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi-Sinistra), che ha definito il blitz «un atto di civiltà necessario e atteso da troppo tempo»

. “Questa scalinata, gioiello dell’architettura vanvitelliana, era ridotta a discarica e dormitorio – ha dichiarato Borrelli –, con scene indecenti a pochi passi da una scuola. Ringrazio le forze dell’ordine per l’impegno e il questore per aver dato seguito alle nostre denunce e a quelle dei comitati cittadini.”

Ma la festa per il ritorno della legalità è accompagnata da una chiamata alla vigilanza continua. Il deputato avverte: “I dissuasori sono un buon inizio, ma senza un presidio costante e pattugliamenti regolari rischiamo di tornare al punto di partenza. La vittoria conseguita non deve trasformarsi in un ricordo passato.”

Inoltre, Borrelli sottolinea la necessità di affrontare il problema alla radice, con un piano di assistenza sociale che preveda strutture adeguate per l’accoglienza dei senza tetto, anche di quelli che vivono con animali. “Sgomberare è il primo passo – conclude – ma solo con una rete di supporto e accoglienza potremo davvero liberare le scalinate di Napoli dall’abbandono e dall’inciviltà.”

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Redazione

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