

Nella foto Rocchi, Nasca e Di Vuolo
L’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale italiano avrebbe registrato una svolta investigativa dopo gli interrogatori di due addetti al VAR, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, ascoltati dal pubblico ministero Maurizio Ascione e dalla Guardia di Finanza.
Secondo quanto emerso, alcune dichiarazioni rese durante quelle audizioni avrebbero contribuito ad ampliare il perimetro delle verifiche, indirizzando gli investigatori verso approfondimenti sui vertici arbitrali. Da qui sarebbero scaturiti ulteriori accertamenti, culminati negli inviti a comparire notificati il 25 aprile all’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi e al supervisore VAR Andrea Gervasoni, che nel frattempo si è autosospeso.
Il filone legato a Inter-Verona
Nasca e Di Vuolo risultano indagati per concorso in frode sportiva in relazione alla partita Inter-Verona del gennaio 2024, gara finita al centro dell’attenzione mediatica per un episodio controverso che ha coinvolto il difensore Alessandro Bastoni.
L’indagine sarebbe partita dalla denuncia presentata da un avvocato veronese alla Procura milanese. Successivamente, attraverso intercettazioni, testimonianze e ulteriori attività investigative svolte nella primavera dello scorso anno, gli inquirenti avrebbero contestato altri episodi ritenuti meritevoli di approfondimento.
Verifiche anche sulle designazioni arbitrali
Tra i temi al vaglio degli investigatori figurerebbero anche due presunte designazioni arbitrali considerate anomale e riferite alla scorsa stagione sportiva. Nell’ambito di questo filone è stato ascoltato anche Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter.
Gli accertamenti proseguiranno a partire da lunedì con nuove audizioni in Procura. Tra i testimoni convocati potrebbero esserci ulteriori figure legate al mondo del calcio e, secondo quanto trapela, non si esclude che in una fase successiva possano essere ascoltati anche dirigenti o responsabili di società sportive.
Indagini in corso
L’inchiesta è tuttora nella fase delle indagini preliminari. Le posizioni delle persone coinvolte sono al vaglio degli investigatori e dovranno essere eventualmente valutate nelle sedi competenti, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.
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