

Il blitz della squadra mobile di Napoli
Napoli – Compravendita di dati sensibili: nell’inchiesta napoletana i collegamenti degli indagati con la Equalize, la società finita nel mirino della magistratura milanese sempre per la vendita di dati.
Il collegamento non è limitato al coinvolgimento di Giuliano Schiano, finanziere in servizio alla Dia di Lecce indagato a Milano e il cui nome compare anche nelle carte dell’inchiesta di Napoli dove però non è destinatario di alcuna misura cautelare. Le informazioni illecitamente estrapolate dai sistemi informatici protetti, oltre ad essere vendute a clienti diretti delle agenzie di investigazioni private, venivano reimmesse sul mercato e cedute ad altri imprenditori operanti nello stesso settore, che le avrebbero a loro volta vendute ai propri clienti.
Un “mercimonio di dati e di informazioni previlegiate” che nel 2024 ha trovato riscontro nell’inchiesta della Procura milanese sulla società Equalize, dove tra gli indagati c’è Samuele Calamucci, informatico della Equalize e il cui nome e recapito è stato trovato nella rubrica del cellulare sequestrato a Mattia Galavotti, il 47enne ferrarese per il quale il gip di Napoli Giovanni Vinciguerra ha disposto la custodia cautelare in carcere. Secondo gli investigatori napoletani, Galavotti – originario di Ferrara – era a capo dell’organizzazione che si serviva di appartenenti alla Polizia di Stato, funzionari e dipendenti della pubblica amministrazione e dipendenti di Poste Italiane per acquisire informazioni e documenti presenti nelle banche dati pubbliche.
Insieme a Gavallotti c’era il napoletano Giuseppe Picariello, ritenuto socio di fatto della stessa società, tramite la compagna Maria Rosaria Cantiello, anche lei indagata e destinataria di misura cautelare con i due uomini. La Sole investigazioni, con sede a San Giorgio a Cremano e Ferrara è stata liquidata nel 2023, probabilmente dopo alcune perquisizioni, ma dalle indagini il gruppo che avrebbe promosso e gestito l’attività illegale di richiesta e cessione a terzi di dati riservati e sensibili, avrebbe continuato a essere attivo almeno fino a febbraio 2025 e avrebbe anche preservato il nucleo centrale dei database di informazioni acquisite.
Secondo la Procura di Napoli, la società aveva assunto il ruolo di “cardine centrale” di raccolta e smistamento di dati acquisiti abusivamente i quali, oltre ad essere lavorati e ceduti ai propri clienti, venivano venduti anche ad altre società operanti nello stesso settore, disseminate su tutto il territorio nazionale, che si avvalevano, per ottenere informazioni di loro interesse, della rete di “informatori” creata nel tempo dalla Sole.
Migliaia i codici fiscali trovati nei data base sequestrati agli indagati, sono le persone spiate dall’organizzazione criminale, ramificata in tutta Italia, che grazie ad esponenti delle forze dell’ordine infedeli, dipendenti dell’Inps, dell’Agenzia delle entrate e a due direttori di filiale di Poste italiane, avevano accesso a banche Dati nazionali per scaricare informazioni riservate e sensibili. .
Numerose le vittime di spionaggio, dagli elenchi di codici fiscali già analizzati, ci sono diversi personaggi noti e grandi società attive in diversi settori: energetico, immobiliare, aeronautico e delle costruzioni. Tra le persone spiate più note ci sono il cantante Alex Britti, gli ex portieri dell’Inter Alex Cordaz e Julio Ce’sar; si parla di accertamenti su assegni firmati dall’attrice Lory Del Santo. Tra i manager e imprenditori: Walter Bertin, fondatore dell’azienda farmaceutica Labomar, rappresentante legale di diverse holding e vice presidente dell’associazione degli industriali del Veneto; Claudio De Nadai, membro del cda Labomar e con ruoli in Confindustria Veneto; Raffaella Luglini, a capo dell’ufficio sostenibilita’ di Leonardo indicata come membro del board del gruppo attivo nel settore dell’aerospazio, difesa e sicurezza; Alberto Del Biondi, stilista di alta monda; Giovanni Mercadini, fondatore dell’istituto Bancario Credito di Romagna; Giorgio Cociani, indicato come manager di Generali Italia e Generali business solution; l’Associazione Consiglio supremo dell’Islam, con il rappresentante legale Ghazi Shwandy.