

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
Avellino– Il prossimo 8 maggio, le aule del Tribunale di Avellino torneranno a occuparsi della scomparsa di Eduardo Colacicco, avvenuta nell’ottobre del 2020. Il procedimento penale, presieduto dal Giudice Pierpaolo Calabrese, entra in una fase cruciale con l’audizione dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero, i quali dovranno illustrare gli esiti dell’autopsia e chiarire le dinamiche cliniche che portarono al decesso dell’uomo.
La vicenda affonda le radici nel settembre del 2020. Secondo quanto ricostruito dalla famiglia, a seguito di una visita urologica e successivi esami diagnostici (TAC e PET), emerse una patologia oncologica localizzata. Nonostante il figlio della vittima, Giuseppe Colacicco, avesse segnalato un’incongruenza tra i referti circa il lato del rene interessato, l’equipe medica procedette con l’indicazione per una nefrourectomia sinistra.
L’operazione, eseguita il 13 ottobre 2020, a Villa Ester di Avellino che fa capo ad Angelo Antonio D’Agostino, presdiente della squadra di calcio che milita in serie B, fu seguita da un rapido e critico peggioramento delle condizioni del paziente. L’insorgenza di una grave insufficienza renale rese necessario il trasferimento presso un’altra struttura per il trattamento emodialitico, ma ogni tentativo di soccorso risultò vano: Eduardo Colacicco si spense la mattina del 23 ottobre.
Oltre al profilo legale, la vicenda ha lasciato solchi profondi nella sfera privata dei familiari. Giuseppe Colacicco descrive un quadro di isolamento e sofferenza: «La mia vita è stata stravolta. Mia madre ha subito un tracollo della salute e oggi necessita di assistenza continua».
Un aspetto particolarmente doloroso riguarda l’incrinarsi dei rapporti sociali, dato che il chirurgo coinvolto faceva parte della cerchia di amicizie storiche della famiglia. Una frattura che, paradossalmente, ha portato all’interruzione dei rapporti con molti conoscenti di vecchia data a seguito della denuncia presentata per accertare le responsabilità del decesso.
In vista della prossima udienza, l’auspicio della famiglia è che il processo proceda senza ulteriori rallentamenti. «Come avvocato, la mia fiducia nelle istituzioni è salda, ma le lungaggini processuali non possono non preoccupare», dichiara Giuseppe Colacicco. L’obiettivo non è solo l’accertamento delle responsabilità individuali, ma anche la garanzia che simili episodi non si ripetano, assicurando che la memoria del padre venga onorata attraverso una verità processuale definitiva.
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