Arzano, via alla bonifica della galleria dei veleni: ruspe in azione dopo l’inchiesta di Giuseppe Bianco

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Arzano – Rifiuti tombati in galleria: iniziate le operazioni di bonifica. Tutto partito da un’inchiesta del cronista Giuseppe Bianco. Sono giunte questa mattina le ruspe anticipate dal Commissario Unico per le bonifiche, il Generale dei carabinieri Giuseppe Vadalà e la sua squadra di esperti. Sul posto la vice perfetta del comune Stefania Rodà, il responsabile di Palazzo di Governo per la terra dei fuochi, Ciro Silvestro, il comandante della Polizia locale Luigi Maiello e il cronista Giuseppe Bianco che con la sua inchiesta ha scoperchiato quello che per anni è stato un vero e proprio business illegale.

L’inchiesta partita nel 2019

Una vicenda che nasce nell’ottobre del 2019 quando Bianco, armato del suo telefono e su segnalazioni anche di cittadini, è sceso all’inferno filmando e fotografando la bomba ecologica da cui si accede imboccando una discesa lunga circa 150 disseminata di rifiuti, certificata in seguito anche dall’ex comandante Biagio Chiariello. Una polveriera che la stessa Arpac, all’epoca, dopo un primo sopralluogo certificò evidenziando il rischio incendi ed esplosione da combustione.

Il sistema di occultamento dei rifiuti

Ma quello che era subito saltato agli occhi ai primi a giungere sul posto dopo che il cronista aveva allertato polizia locale e carabinieri: oltre alla mole di rifiuti presenti ambo i lati della strada di accesso, la meticolosità con la quale erano stoccati i rifiuti in modo da renderli quasi invisibili. Nata circa una trentina di anni fa per collegare attraverso la metro i comuni a nord di Napoli alla vicina Piscinola, da decenni al suo interno, nella sua pancia, nasconde tonnellate e tonnellate di materiali di ogni tipo e provenienza.

Il dossier inviato a Procura e Commissario

Ma Bianco non si è fermato agli articoli: attraverso un dossier trasmesso al Procuratore Gratteri e al Commissario Vadalà stante lo stato dei luoghi e la atavica inerzia degli organi Regionali e Metropolitani, ha certificato quanto stava accadendo. Nel mese di febbraio di quest’anno, al cronista del Roma veniva inviata una raccomandata con tanto di ricevuta di ritorno e sulla quale stanno indagano i carabinieri di Arzano coordinati dal comando Provinciale di Napoli.

La tragedia del 1996 e le nuove indagini

I lavori della galleria erano stati sospesi il 23 gennaio del 1996 dopo il crollo a causa di una fuga di gas che decretò la morte di 11 persone compresa quella di cinque operai. Tra le vittime anche una bimba di 11 anni. L’inchiesta, appena approdata nelle mani della Procura, tenterà di far luce sulle possibili omissioni riguardante la mancata bonifica, considerato che nell’atto di dissequestro a firma del Pm della Procura della Repubblica di Napoli nel marzo del 2024 e del relativo verbale di restituzione del bene, vi fosse l’obbligo di risanamento delle aree ai sensi delle leggi in materia ambientale.

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