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AIR Campania, USB contro la vigilanza armata sui bus: «Servono investimenti strutturali, non sceriffi»

Il sindacato contesta la misura annunciata dall'azienda e proclama uno sciopero di quattro ore per lunedì 27 aprile. Al centro della mobilitazione: sicurezza dei lavoratori, sottorganico e rischio privatizzazioni.
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Napoli – La decisione di AIR Campania di introdurre la vigilanza armata a bordo dei propri autobus accende il confronto con le organizzazioni sindacali. L’Unione Sindacale di Base (USB) prende apertamente le distanze dall’iniziativa, definendola una misura dal carattere prevalentemente simbolico, incapace di rispondere in maniera strutturale alle criticità di sicurezza che da tempo affliggono il personale viaggiante e l’utenza dell’intera rete regionale.

La posizione del sindacato

Secondo USB, il territorio servito da AIR Campania — caratterizzato da centinaia di linee e migliaia di corse giornaliere — richiederebbe interventi ben più radicali rispetto all’impiego di guardie armate su un numero limitato di mezzi. Il sindacato denuncia l’inerzia istituzionale accumulata nel tempo e invita a non confondere un’operazione ad alto impatto mediatico con concrete iniziative di sicurezza sul lavoro.

Le richieste strutturali

USB rilancia un pacchetto di misure concrete già avanzate in precedenza, rimaste senza riscontro da parte dell’azienda e delle istituzioni competenti:
Cabine protettive chiuse su tutti i veicoli della flotta
Panic button collegati direttamente con le forze dell’ordine
Sistemi di videosorveglianza attivi ventiquattro ore su ventiquattro

Bodycam per il personale viaggiante

Protocollo operativo condiviso con Prefetture e forze dell’ordine
Scorrimento immediato delle graduatorie degli operatori d’esercizio per colmare il deficit di organico riconosciuto dalla stessa azienda

Lo sciopero del 27 aprile

USB ha proclamato uno sciopero di quattro ore dei lavoratori di AIR Campania per lunedì 27 aprile, a cui si affiancherà un presidio davanti alla sede della Direzione Generale. La mobilitazione si allarga a temi più ampi: il sindacato intende contestare anche ogni ipotesi di privatizzazione del servizio e delle linee, l’aumento di un euro del costo del biglietto a fronte di condizioni di lavoro ritenute sempre più critiche, e l’assenza di un confronto trasparente con le organizzazioni sindacali sulla marcatura della presenza del personale.

Il messaggio finale

USB chiude con una posizione netta: la sicurezza dei lavoratori non può essere affidata ad annunci episodici, ma richiede personale adeguato, investimenti mirati e strumenti operativi efficaci. “La sicurezza dei lavoratori non è propaganda: è un diritto che non può più essere rinviato”, si legge nel comunicato del sindacato.

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