Nola, patteggia 4 anni per truffa e falso materiale l’avvocato che inventava sentenze favorevoli ai clienti

Nola – Un vero e proprio “teatro del falso” allestito all’interno di uno studio legale. Non si può definire diversamente l’incredibile vicenda giudiziaria che ha portato alla condanna a 4 anni di reclusione per Mario Cusano, avvocato del foro di Nola, accusato di aver sistematicamente tradito i propri doveri professionali per depredare i suoi clienti.

La sentenza, pronunciata dal GUP dott.ssa Teresa Valentino con il rito del patteggiamento, mette la parola fine a una sequela di 38 capi d’imputazione che delineano un modus operandi spietato e fantasioso.

La fabbrica delle sentenze inesistenti

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Nola e condotte dalla Guardia di Finanza, Cusano non si limitava a rassicurare falsamente i clienti sull’esito delle cause. Sfruttando le proprie competenze, “fabbricava” letteralmente atti giudiziari: copie di sentenze penali, civili e amministrative del TAR Campania, richieste di archiviazione e persino certificati urbanistici comunali.

Documenti in tutto e per tutto simili agli originali, ma totalmente falsi, con i quali attestava vittorie legali e risarcimenti stratosferici. In un caso, una cliente è stata convinta di aver vinto una causa contro un’assicurazione per oltre 106.000 euro, mostrandole una sentenza fasulla attribuita a un giudice della seconda sezione civile di Napoli. In realtà, il processo era stato estinto anni prima perché il legale non si era presentato alle udienze.

Onorari d’oro per processi mai nati

Il danno economico per le persone offese è ingente. Le indagini hanno ricostruito versamenti per decine di migliaia di euro: 61.000 euro da una famiglia per una causa per sinistro stradale, 63.000 euro da un altro cliente convinto di ottenere un risarcimento da 200.000 euro, e numerosi altri versamenti in contanti o bonifici per attività mai svolte.

Tra le accuse più gravi figura il patrocinio infedele. Molti clienti hanno scoperto il raggiro solo quando hanno ricevuto notifiche di pignoramento o ordinanze di demolizione definitive, credendo di essere invece protetti da ricorsi pendenti. Una delle denunce che ha dato il via all’inchiesta e poi al processo è partita dallo studio dell’avvocato penalista Massimo Viscusi.

Significativo il caso di una cliente che, convinta di aver vinto al TAR contro un abuso edilizio, ha scoperto che la sentenza di condanna era diventata irrevocabile dieci anni prima perché Cusano non l’aveva mai impugnata.

Il trucco delle PEC vuote e le registrazioni “trappola”

Per eludere i sospetti, il legale era arrivato a inviare messaggi di posta elettronica certificata (PEC) agli uffici giudiziari privi di allegati e oggetto, al solo scopo di mostrare ai clienti la ricevuta di invio e simulare il deposito degli atti.

A incastrare definitivamente il professionista sono stati gli stessi assistiti. Molti di loro, insospettiti dai continui rinvii e dalle scuse banali su “problemi informatici del Tribunale”, hanno iniziato a registrare i colloqui in studio e a recarsi personalmente nelle cancellerie dei tribunali. Qui l’amara scoperta: “Questo numero di ruolo non esiste” o “Questa sentenza riguarda altre persone”.

La condanna e l’ammissione delle colpe

Di fronte a un quadro probatorio definito “oltremodo grave ed univoco” dal GUP, Cusano – che inizialmente aveva negato ogni addebito – ha ammesso le proprie responsabilità durante l’interrogatorio di garanzia.

Oltre alla pena detentiva di 4 anni, determinata tenendo conto della continuazione tra i reati e della scelta del rito speciale, il giudice ha sottolineato come il legale abbia violato ripetutamente i doveri deontologici più elementari.

Resta ora aperta la questione dei risarcimenti per le decine di vittime che, oltre ai soldi persi, hanno visto sfumare definitivamente i propri diritti legali a causa della negligenza e del dolo del loro ex difensore.

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Pubblicato da
Giuseppe Del Gaudio

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