Napoli – Alla brutale aggressione fisica subita in strada si aggiunge ora la gogna digitale. Non bastavano i pugni e le lesioni riportate per aver difeso le proprie figlie: per Roberto, il padre di famiglia al centro della vicenda, l’incubo continua sui social network.
Tra i commenti apparsi online dopo il pestaggio, si leggono frasi deliranti che ribaltano le responsabilità, giustificando la violenza con la pretesa di un presunto “rispetto” che gli adulti dovrebbero tributare alle nuove generazioni: “Hanno fatto bene a picchiarlo. Gli anziani devono portare rispetto ai più giovani”.
Parole che hanno scatenato un’ondata di sdegno generale, spingendo anche noti personaggi pubblici e influencer locali a denunciare il clima di impunità e a invocare reazioni forti, come la mobilitazione dei genitori.
Le indagini dei Carabinieri: identificati i primi giovanissimi
Mentre la tensione resta altissima nei quartieri del Vomero e dell’Arenella, le forze dell’ordine stringono il cerchio attorno ai responsabili. Sono una decina i minori identificati e denunciati dai Carabinieri della compagnia del Vomero.
La posizione dei ragazzi è ora al vaglio degli inquirenti per definire con precisione il ruolo di ciascuno nell’agguato. Un passaggio chiave arriverà dal referto medico sulle lesioni riportate alla gamba dalla vittima, elemento fondamentale per stabilire se i minori risponderanno di lesioni personali gravi o generiche. Nel frattempo, l’Arma ha lanciato un appello ai cittadini affinché consegnino eventuali video o riprese inedite dell’aggressione per completare il quadro investigativo.
La reazione della città: presidio democratico e richiesta di legalità
Di fronte a un episodio che le istituzioni e i comitati locali rifiutano categoricamente di catalogare come una semplice bravata giovanile, la risposta del territorio non si è fatta attendere. Le mamme del Vomero hanno promosso un presidio democratico in Piazza Vanvitelli per chiedere strade sicure, interventi severi sui nuclei familiari inadempienti e un presidio fisso delle forze dell’ordine, soprattutto nei fine settimana.
Sulla stessa linea il deputato Francesco Emilio Borrelli e Nelide Milano, portavoce delle mamme anti-violenza a Napoli, che denunciano la gravità inaudita dell’accaduto: “Il papà Roberto ha mostrato un coraggio enorme. Chiediamo che le istituzioni si costituiscano parte civile e che ci sia una piena assunzione di responsabilità anche da parte dei genitori di questi baby delinquenti”.



