Castellammare. sequestrato cantiere navale abusivo

Castellammare – Prosegue senza sosta la campagna di controlli ambientali sul fiume Sarno. I militari della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia hanno sequestrato preventivamente un cantiere navale abusivo in via Schito, nel cuore di Castellammare di Stabia. L’operazione, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha accertato gravi violazioni che minacciavano l’ecosistema fluviale e marino.

Le irregolarità riscontrate sul campo

Durante i controlli, i finanzieri hanno documentato attività operative in pieno svolgimento: levigatura e verniciatura di numerose imbarcazioni sotto tettoie precarie, con pali infissi direttamente nel suolo e prive di autorizzazioni edilizie e ambientali. Il cantiere, su un’area di circa 1.500 mq, presentava depositi incontrollati di rifiuti speciali da cantieristica navale, come residui di vernici e materiali abrasivi.

Mancavano i titoli autorizzativi per lo scarico di acque reflue derivanti dal dilavamento del piazzale, che confluivano liberamente al suolo senza alcun sistema di regimentazione per le acque di prima pioggia. Inoltre, non erano presenti permessi per le emissioni in atmosfera generate dalle lavorazioni.

Il provvedimento di sequestro

Il sequestro d’urgenza si è reso inevitabile per interrompere la prosecuzione delle violazioni e limitare l’aggravamento delle conseguenze ambientali. I reati ipotizzati includono gestione abusiva di rifiuti, scarichi non autorizzati e mancanza di autorizzazioni emissive, tutti riconducibili all’inquinamento del bacino idrografico del Sarno.

Quadro investigativo e protocollo Sarno

Questo è l’ennesimo cantiere navale colpito nell’ambito delle indagini della Procura di Torre Annunziata, parte di una capillare attività di verifica lungo il tratto costiero della penisola sorrentina. L’operazione rientra nelle indagini su aziende del bacino del Sarno, volte a prevenire e reprimere fenomeni di inquinamento marino e fluviale.

Le attività sono supportate dal Protocollo d’intesa siglato il 17 dicembre 2025 tra le Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, le Procure generali delle Corti d’Appello di Napoli e Salerno, l’Arpac e gli organi di polizia giudiziaria ambientale, tra cui il Gruppo Carabinieri Tutela Ambientale di Napoli. Il protocollo promuove indagini congiunte per la tutela del Sarno e dei suoi affluenti.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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