

L’Associazione Italiana Arbitri (AIA) prova a fare chiarezza sulla bufera che sta scuotendo i vertici della Commissione Arbitri Nazionale (CAN). Con una nota ufficiale diffusa oggi, l’associazione ha espresso profondo rammarico per il coinvolgimento del designatore Gianluca Rocchi e del componente Andrea Gervasoni in un’inchiesta che sta rimbalzando sugli organi di stampa.
Il nodo centrale della difesa dell’AIA riguarda la gestione dell’esposto presentato da Domenico Rocca. Il Presidente dell’AIA, Antonio Zappi, ha tenuto a precisare che non ci sono stati ritardi o omissioni: non appena ricevuta la documentazione, l’Associazione ha provveduto all’immediato invio del materiale alla Procura Federale della FIGC. «L’Associazione — si legge nella nota — ha poi preso atto dell’avvenuta archiviazione del procedimento in ambito sportivo».
Nonostante i passaggi formali già avvenuti, l’AIA non resta immobile di fronte alle ripercussioni d’immagine e organizzative. Il Comitato Nazionale si è riunito oggi per adottare le determinazioni necessarie a garantire la “continuità tecnica” della Commissione CAN A e B, onde evitare che il lavoro di designazione e gestione dei direttori di gara subisca contraccolpi in questo delicato finale di stagione.
La nota si chiude con uno sguardo al futuro regolamentare: dal 1° luglio 2025 entrerà infatti in vigore il nuovo regolamento tecnico. La novità principale riguarderà la figura del supervisore
: per ogni turno di Serie A e B, il Responsabile della CAN potrà designare un componente incaricato di svolgere un debriefing tecnico post-gara, con l’obiettivo di rendere ancora più trasparente e analitico il processo di valutazione dell’operato arbitrale.