Nicolò torna a scuola dopo sei mesi: «Un primo passo, ma la strada è ancora lunga»

Non è più «il bimbo con le ali spezzate». Dopo sei mesi difficili, Nicolò può tornare a scuola e ripartire da un nuovo inizio. L’istituto comprensivo Alfano-Quasimodo di Salerno ha deciso di accoglierlo, mettendo fine a una vicenda che aveva acceso il dibattito ben oltre i confini locali.

Per il ragazzo, 13 anni, affetto da autismo, si chiude una fase segnata da tensioni e sofferenza. A raccontarla è la madre Annarita, che in questi mesi non ha mai smesso di lottare. «Ora Nicolò ha una nuova scuola, si tratta di un primo risultato positivo, c’è ancora strada da fare», dice, lasciando trasparire sollievo ma anche la consapevolezza che il percorso resta complesso.

Negli ultimi undici anni Nicolò aveva costruito, passo dopo passo, un cammino fatto di conquiste importanti grazie a un lavoro intensivo sul piano sanitario e sociale, sostenuto da una progettualità condivisa. Frequentava il secondo anno della scuola secondaria di primo grado a indirizzo musicale, con risultati brillanti e un’integrazione che rappresentava un modello anche per altre famiglie.

Poi, a settembre, la rottura. Il cambio del docente di sostegno, figura costruita nel tempo e diventata un punto di riferimento fondamentale, ha avuto un impatto devastante. «È stato un colpo durissimo», racconta la madre. La difficoltà è stata resa ancora più acuta dal fatto che Nicolò continuava a vedere il suo insegnante all’interno della stessa scuola, senza poter più contare su di lui.

Il disagio si è trasformato in sofferenza crescente, fino alla decisione, maturata il 6 febbraio, di interrompere la frequenza scolastica. Un passaggio doloroso, ma inevitabile. Da quel momento è iniziata una battaglia pubblica per garantire al ragazzo il diritto a un ambiente educativo adeguato.

La storia di Nicolò, giovane artista capace di suonare il pianoforte, cantare, recitare e distinguersi anche nello sport, ha superato i confini locali fino ad arrivare in Parlamento. L’appello della madre ha coinvolto istituzioni nazionali e regionali, accendendo i riflettori su un caso emblematico.

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Vincenzo Scarpa

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